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IV Commissione - Resoconto di martedì 15 aprile 2003

 

 

ATTI DEL GOVERNO

Martedì 15 aprile 2003. - Presidenza del presidente Luigi RAMPONI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Filippo Berselli.

La seduta comincia alle 20.

Schema di decreto ministeriale recante il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della difesa per l'anno 2003.
Atto n. 203
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 15 aprile 2003.

Luigi RAMPONI, presidente, in sostituzione del relatore, propone di esprimere parere favorevole.

Silvana PISA (DS-U) osserva che con la ristrutturazione delle Forze armate e l'adozione del modello professionale, il criterio di gestione dei «cosiddetti» alloggi di servizio deve cambiare. Rileva che il modello in atto, così come definito dalla legge 497 del 1980 era già entrato in crisi per contraddizioni intrinseche alle stesse regole adottate. La meno gestibile è risultata quella che prevedeva la concessione per un periodo di tempo determinato, di una durata prefissata (4-6-8 anni) o in relazione ad un determinato incarico.
Il sistema della rotazione temporale contraddice le ragioni stesse di un'assegnazione che sono, di fatto, di carattere sociale: reddito familiare, numerosità della famiglia, difficoltà di inserimento nella nuova sede. Il fattore mobilità che avrebbe dovuto essere quello principale ha finito per essere condizionato fortemente dagli altri fattori. È del tutto evidente infatti che in presenza di un reddito familiare che di anno in anno sostanzialmente si limita a recuperare l'inflazione, specialmente nei ruoli dove la carriera militare si svolge all'interno dello stesso livello retributivo, può accadere che il carico familiare sia modificato con l'aumento dei figli e quindi la domanda di protezione sociale tende a crescere nel tempo e pertanto cerca di essere soddisfatta in ogni modo. È questa la causa principale che ha portato molti utenti a chiedere di modificare le norme originarie per prevedere forme di continuità nel titolo di concessione. Questo è stato fatto con la legge 537 del 1993 per cui è del tutto improprio continuare a definire questi utenti con il termine di sine titulo.
Il piano annuale di gestione in esame è previsto proprio da questa stessa legge e deve servire innanzitutto a fissare la soglia di reddito entro il quale è automaticamente rinnovato il titolo di concessione. Ritiene a questo proposito che, considerato l'andamento dell'inflazione, sicuramente sottostimata dopo l'avvento dell'euro, la soglia di reddito non dovrebbe essere inferiore a 38.514,27 euro annui lordi, come risulterebbe dagli aumenti del tasso medio di inflazione dal 1995 al 2002.
Inoltre, esso deve indicare gli obiettivi di gestione del patrimonio, perché è proprio il decreto annuale lo strumento giuridico per affrontare tutte le questioni: da quella degli sfratti - che il suo gruppo chiede siano immediatamente sospesi - a quella delle vendite agli utenti, che invece dovrebbero iniziare al più presto.
Oggi soddisfare la domanda di protezione sociale nei confronti del personale militare significa ragionare su numeri decisamente più elevati di quelli del passato e mettere a disposizione risorse più sostanziose, tenendo conto che il «volontario di truppa» sarà l'utente più numeroso e con un reddito che nel tempo tende a rimanere statico considerando che per questa figura la carriera militare si esaurisce in due o tre promozioni soltanto.
Per tutte queste ragioni, il piano annuale dovrebbe contenere le seguenti misure: avviare un programma straordinario per arrivare a 30-40 mila alloggi nuovi da assegnare ai volontari di truppa, da realizzare utilizzando la vendita diretta agli utenti di parte consistente del vecchio patrimonio attivando i meccanismi della legge n. 388 del 2000. Il meccanismo di vendita deve realizzarsi rapidamente, per lotti interi, garantendo sia l'amministrazione sull'utilizzo del ricavato (una formula che garantisca il 60 per cento del valore di mercato) sia gli attuali utenti.
Sono questi gli elementi qualificanti per affrontare la questione degli alloggi militari, che può essere risolta soltanto in un quadro di azioni positive, sospendendo quindi la procedura di sfratti generalizzati avviata dal sottosegretario di Stato Bosi, dalla quale scaturirebbe soltanto un forte contenzioso amministrativo e sociale.
Non contenendo questi elementi, il suo gruppo esprime un giudizio negativo sul decreto annuale di gestione per il 2003 e voto contrario sulla proposta di parere del relatore.

Luigi RAMPONI, presidente, nel far presente che gli occupanti sine titulo si trovano in una condizione di illegalità e che molti di essi dispongono di un reddito superiore a quello di coloro che non possono usufruire dell'alloggio, ritiene che le osservazioni del deputato Pisa potrebbero essere più opportunamente considerate nell'ambito di un atto di indirizzo della Commissione.

Filippo ASCIERTO (AN) riterrebbe opportuno riformulare l'articolo2 dello schema di decreto in esame, nel senso di prevedere che gli attuali utenti degli alloggi di servizio, ancorché si tratti di personale in quiescenza o di vedove non legalmente separate né divorziate, possono mantenere la conduzione dell'alloggio purché il reddito lordo complessivo del nucleo familiare convivente non superi 36.226,15 euro, ferme restando le ulteriori condizioni in deroga ai limiti di durata delle concessioni, vale a dire che né gli utenti né i loro familiari conviventi siano proprietari di altro alloggio di certificata abitabilità sul territorio nazionale ed inoltre l'esistenza di un familiare convivente portatore di grave handicap.

Il sottosegretario Filippo BERSELLI precisa che la somma di 35.388,14 euro, prevista come limite di reddito annuo lordo dei componenti il nucleo familiare convivente, e la somma di 1.109,70 euro, corrispondente all'incremento di quel limite di reddito per ogni familiare a carico oltre il terzo, sono state individuate applicando

il 75 per cento della variazione percentuale dell'indice ISTAT per l'anno 2002, come risulta dalle corrispondenti somme menzionate nel decreto relativo all'anno 2002 e che erano pari, rispettivamente, a 35.124,71 euro ed a 1.101,44 euro.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 20.20.

http://wwww.camera.it/chiosco.asp?source=/attivita/lavori/02.commissioni/04.difesa.asp&content=/_dati/leg14/lavori/bollet/04r.htm

 

 


 

 

 

 

 

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