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ARRUOLAMENTI VOLONTARI NELLE FORZE ARMATE ITALIANE

Il Paese spaccato a meta'

L'analisi!

 

E' evidente ormai, con la progressiva e ormai imminente uscita di scena del servizio militare obbligatorio, che i giovani ragazzi italiani si arruolavo volontari nelle forze armate spinti piu' dalla ricerca di un posto fisso di lavoro e quindi dai soldi che dagli ideali di Patria - Altruismo - o servire lo Stato.

Prova inconfutabile ne e' la provenienza degli arruolati. Per la quasi totalita' arrivano dal centro sud del Paese, dove non c'č lavoro e dove il posto fisso sotto lo stato č visto ancora come la salvezza della vita, la fine delle sofferenze economiche, e la possibilitā di farsi una famiglia.

Altrimenti non si spiegherebbe il perche' al Nord non si arruola quasi nessuno. Infatti non č possibile che gli ideali di Patria - Altruismo - e Stato - siano patrimonio culturale soltanto dei ragazzi del sud!

Non ci dobbiamo inventare nulla o credere che qui da noi sia diverso che negli altri Paesi del mondo. In tutti i Paesi e' questo l'identikit del volontario. Basta leggere le frequenti inchieste giornalistiche fatte anche in America fra le agenzie di arruolamento.

Ragazzi che una volta entrati nel mondo militare si ricredono ben presto. Si rendono conto che l'"oro giallo" che cercavano poi non brilla cosi' tanto. Capiscono che a continuare cosi' faranno una vita di "sopravvivenza", con i soldi sempre contati o con i debiti in banca. Non avevano messo in calcolo che il forse "ricco" stipendio di volontario (1.000 euro al mese circa raggiungibili dopo qualche anno) era qualcosa al sud, ma una volta sbattuti a lavorare al nord o nelle grandi cittā si rendono conto che poi quei 1.000 euro non sono proprio piu' nulla, ma li aiutano a farli sentire molto "poveri", e peggio che essere disoccupati a casa loro.

Per salvarsi un po' e "respirare" fuori dalle mura delle caserme, moltissimi giovani accettano di dormire e mangiare dentro le caserme, facendo una vita avulsa, solitaria e "assistenzialista". Chi tenta la strada di vivere fuori capisce ben presto che i soldi non gli bastano, ma non trova alternative, se non quella di dividere la casa e le spese con altre persone. Un po' come fanno gli extracomunitari e gli studenti, cioe' vivere in comunitā. Ma capisce anche che se continua cosi' sara' difficile farsi una vita in proprio e iniziare a costruirsi una famiglia. Ad un certo punto devi fare il passo verso una vita migliore, non puoi rimanere cosi' per molti anni.

Con queste motivazioni di base molti militari vivacchiano alla giornata, con forti ricadute negative sul lavoro. All'inizio trascorrono un periodo di transizione o "sospensione" nell'attesa di trovare posto nei carabinieri o polizia sperando di essere meglio pagati e trovare qualche altra migliore soddisfazione professionale. Altri nella speranza di essere trasferiti a lavorare al sud vicino casa o magari farsi qualche missione all'estero. Gli altri pensano ad altro. Altri ancora si congedano per raggiungere altri lavori migliori e meglio pagati.

La stessa cosa, ora vissuta dai giovani volontari, si sta trascinando anche sulla categoria del personale in servizio permanente, e in special modo dei Sottufficiali e volontari in servizio permanente ormai con qualche anno di servizio militare alle spalle.

Gli Ufficiali si sono salvati, poiche' chi comanda studia e vede sempre lontano e nel tempo li ha sistemati evitando anche la "decadenza" della dirigenza, evitando il caos. Li ha sistemati concedendogli nel giro di pochi anni stipendi elevati e paragonabili al mondo civile. Infatti gia' da capitano con 13 anni di servizio militare prendono piu' di 2.000 euro netti al mese. Poi piu' si sale e piu' ovviamente guadagnano, fino ad arrivare al grado di colonnello che ormai guadagna circa 3.500 euro al mese nette. Lasciamo da parte i generali perche' sono un'altra cosa, ma che ovviamente guadagnano molto ma molto di piu', anche qui dipende dal loro grado, fino ad arrivare a circa 8.000 euro al mese. In Italia di generali in servizio ce ne sono circa 500. Poi quasi tutti gli ufficiali in pensione sono generali, e quindi ne sono tantissimi. E' stata tirata una linea netta: questi devono essere pagati perche' devono dirigere e fare lavorare gli altri, quest'altri seguiranno il loro naturale percorso degli aumenti istat.

Ecco perche' in queste condizioni quasi nessuno si arruola al Nord e anche dal sud si fa fatica a trovare ragazzi svegli e sani. Si sperava nel tam tam del volontario con gli amici del paesello, ma cosa gli deve dire questo volontario a questi cari amici, se gia' lui sta molto male e si sente povero? Per non parlare poi delle limitazioni che indossando una divisa si hanno. Mancanza di tutela sindacale; punizioni facili; obbedienza totale; trasferimenti; lavoro distante da casa; sottomissione anche al codice penale militare; invio in zone di guerra, ecc. ecc.. Per il tipo di lavoro che si svolge, difficilmente si acquisisce poi una professionalitā richiesta nel mondo civile. Dopo qualche anno trascorso cosi' sei tagliato fuori dagli altri lavori.

Forse se continua cosi' il sud sara' come il nord, con arruolamenti quasi ridotti allo zero?

Uno che ci lavora

 
 

 

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Web www.forzearmate.org

 

 


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Pubblicato il 30/09/2007 14.03.54