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MERITOCRAZIA

 

 

che brutta parola.................

 

Meritocrazia, cioe' premiare chi merita. E' una parola sostenuta fortemente da alcuni sindacati, e portata avanti dal precedente Governo AMATO.

Parola molto amata dai datori di lavoro, piu' dal "padrone" che dal dipendente, pero'!

I Sottufficiali hanno iniziato a prenderne conoscenza di questa parola con il nuovo riordino dei gradi del marzo 2001. Il testo di legge, giā applicato, prevede la NON corresponsione di alcune indennitā se il soggetto negli ultimi due anni ha ricevuto una punizione piu' grave della consegna di rigore. Norma peraltro abbastanza garantista che pero' non trova risconto in nessun'altra categoria della Difesa e direi del mondo lavorativo in generale!

Tutti noi abbiamo iniziato a  rilasciare all'amministrazione di appartenenza la prescritta dichiarazione, pena l'esclusione dal beneficio, dichiarando se a proprio carico sussistono o meno pendenze penali. Pendenze che riguardano anche la sfera privata, e non solo problemi legati al mondo lavorativo. Il datore di lavoro che vuole anche sapere, se nella vita privata, il dipendente ha delle "magagne"......... Quando si e' visto mai?

In linea generale, ma molto, molto teorica, si puo' essere anche favorevoli, premiando che merita. Difficile pero' sarā tradurla in pratica,  gioverā di piu' al "padrone" che al dipendente! non c'č dubbio!

Il problema pero' č un'altro. Chi decide chi merita'! Il solito comandante di turno? Non esiste in questo caso una norma garantista, lasciando il tutto al libero arbitrio e fantasia dei superiori! 

Chi vigila sulla correttezza del riconoscimento? La solita rappresentanza militare che oramai non riesce neanche a decidere quale pasta servire a mensa?

Nel campo civile almeno hanno la garanzia dei sindacati, che se opportunamente regolamentato, si puo', forse, premiare chi merita, anche se personalmente nutro dei forti dubbi.

Quali criteri meritocratici sono giusti adottare? 

Puo' esserci illuminante l'esempio delle "maledette" note caratteristiche, che da oltre 50 anni  premiano di piu' coloro che stanno zitti, che subiscono, che fanno di piu' del dovuto ma non richiesto, mettendo peraltro in cattiva luce coloro che sono bravi, intelligenti, lavoratori, che pero' non si sottomettono,  si fanno rispettare, hanno dei principi solidi e che magari criticano alcune scelte dell'amministrazione! Possiamo fare 1000 esempi! ma credo che non ce ne sia bisogno, e' alla luce di tutti!

Ritengo che per gli extra da fare ci sono giustamente gli straordinari, o no? Perche' agire per questi motivi sulla leva della meritocrazia? e pergiunta nell'ambiente militare dove tutto e' gerarchizzato, senza "democrazia", come disse un generale della Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo durante una visita, e concentrato nella mani del comandante?

Per me: meritocrazia uguale sottomissione! Non č un caso che su alcuni documenti dello Stato Maggiore dell'Esercito giā ci si riempie la bocca con questa parolona  "meritocrazia", come da alcuni documenti diramati nel mese di luglio 2001, i quali testualmente recitano:

1. introdurre con gradualitā un sempre piu' marcato concetto di "meritocrazia", fondato su aspetti di giudizio e disciplinari, ecc...;

2. valorizzare ruoli del personale non direttivo attraverso incentivi economici che prevedono, tra le condizioni attributive, profili di chiara meritocrazia;

3. Anche in tale ipotesi l'attribuzione č legata a criteri meritocratici che prendono in considerazione sia le valutazioni caratteristiche sia gli aspetti disciplinari.

In queste parole leggo messaggi chiari di "arroganza" e il ripristino di una certa disciplina che ci ricorda il passato, legata al tipo di comportamento del soggetto, e non tanto al reale rendimento lavorativo!

Cosa curiosa poi, č il fatto che a chiedere la meritocrazia non siano i dipendenti militari, che giustamente potrebbero pretendere un riconoscimento diverso dai fannulloni, ma ce la stanno cucendo addosso come un cappotto i nostri "amati" vertici militari! 

La cosa ci deve preoccupare non poco e va rifiutata nettamente, finche' siamo in tempo! Rifiutata ad ogni costo, da giovani e meno giovani! pena la perenne sottomissione!

Le Forze Armate non sono dei vertici, sono del Paese intero e di chi ci lavora, Sottufficiali compresi! Quindi la MERITOCRAZIA se la possono pure tenere! Non ci interessa! L'applicassero per promuovere gli Ufficiali (cosa piu' giusta visto che sono tutti dirigenti e prendono un sacco di soldi!) e non per "normalizzare" i Sottufficiali!

Non vi fate "infinocchiare" da questa parolona! Tanto riempie la bocca e tanto sarā nociva! 

Io quando la sento mi viene l'allergia!

chiodo

 

 


 

 

 

 

 

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