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APPROFONDIMENTI

ANNO 2OOO - 2001


Le opinioni espresse su questa rubrica rispecchiano esclusivamente
 le idee dell'estensore della lettera
 

 

 21/12/2001, Chiusura del Gruppo Selettori Speciali di Verona

 

Riordino dei gradi dei Sottufficiali.... Ma quale riordino.... un disordino si!

 

Riforma della Rappresentanza, c'e' sempre da stupirti
Di Nicola Di Meo, Rapp. COIR Esercito

 

12/11/2001, Aumenti d'oro agli ufficiali

 

28/10/2001, Nessuna proroga all'attuale mandato della rappresentanza!

 

17/07/2001, Per i Sottufficiali la meritocrazia, e agli ufficiali soldi a pacchi!

 

16/07/2001, I segreti di Pulcinella. Il CO.CE.R. non rende nota la bozza sui parametri!

 

21/06/2001, Aumenti a colonnelli e generali, "rottamazione" per i Sottufficiali?

 

22/6/2001, Il mestiere dei sarti

 

21/6/2001, In 20 anni i Sottufficiali passeranno da 68.000 unità a 25.000!

 

Regione Marche, mozione in Consiglio contro i trasferimenti in massa!

 

12/6/2001, Virus Ebola in Kosovo, cani randaggi in caserma?

 

03/06/2001, Fare un ricorso conviene sempre?

 

Le riflessioni di un  professionista!

 

Frustrazioni di un militare

 

Riflessione di un Sottufficiale

 

Quale futuro per i Sottufficiali?

 

I Sottufficiali sempre piu' demotivati!

 

I militari, la politica e gli obiettori

 

Professori e stipendi europei!

 

Cambio del vestiario....

 

Dove stanno andando le FF.AA.?

 

Chiusura e ristrutturazione degli enti militari

 

La rappresentanza militare e le sue colpe

 

Perche' il militare deve essere considerato un lavoratore particolare?

 

Sottufficiali sempre piu' penalizzati!

 

Carabinieri, 4^ Forza Armata

 

Riforma del regolamento di disciplina

 

Ammissione alle cure balneo termali e inalatorie

 

Visite mediche annuali per verifica idoneità al s.m.i.

 

Stipendi e potere d'acquisto

 





LA RIFLESSIONE DI UN PROFESSIONISTA!
13/01/2001

Salve,

Mi scuso anticipatamente per la mia non padronanza di linguaggio ma l'Esercito, in un certo senso, pare che ci preferisca ignoranti. 

Durante la trasmissione ho visto i miei colleghi impietriti alle domanda fatte. Sicuramente c'è molta omertà fra noi. Questo perchè quando siamo colpiti dalla stampa tendiamo a chiuderci a riccio, seguendo un'unica linea di comportamento. Me ne sono accorto, ognuno difende le proprie posizioni. La paura che i superiori possano ritorcere contro chi sà e vuole parlare, come ad esempio quell'infermiera Americana che è intervenuta ieri in trasmissione. 

Siamo succubi dell'America, che ci usa sempre, vedasi Ustica, le misteriosi morti di militari italiani ai radar quella notte. L'istituzione ha creato un sottobosco pieno di strane sigle, atte a difendere gli interessi nascosti dello Stato. Talvolta neanche il potere politico ne è a conoscenza. Ma perchè a pagarne le spese è sempre chi stà sotto alla scala gerarchica? siamo noi carne da macello. 

Ho scelto questa professione prima di tutto per la mancanza di lavoro nel nostro paese, ma dopo pochi anni il tutto mi incominciava a piacere e iniziavo così ad impegnarmi, anche se nel mio piccolo. Ho partecipato alle missioni in Bosnia ( con l'IFOR e la SFOR ) ed in Kosovo (KFOR) e mi permetta uno sfogo personale: Lavoravamo a -30 gradi, senza una tenda in cui poterci riscaldare, passando le nostre sei ore a camminare per non ghiacciare, per lo più con la paura non del nemico, ma dell'ispezione che poteva sopraggiungere da un momento all'altro. 

Da anni tentiamo di equipararci all'US Army, vogliamo fare tutto quello che fanno loro, ma qualcuno non pensa che per ogni militare operativo americano lavorano per lui sette militari, che gli danno la logistica neccessaria al suo sostentamento. Noi, invece, dobbiamo rattopparci l'uniforme che da 3 anni indossiamo senza mai averne avuta una nuova. 

Purtroppo per noi italiani, non avendo mai avuto una cultura militare di guerra dobbiamo sottostare a chi ci concede protezione. Personalmente penso, dopo aver sentito miriadi di interviste e programme dedicati al DU, che il pericolo esiste, solo che il nostro governo attualmente non vuole ammetterlo. Ma cosa succederà quando la commissione attribuirà le cause delle malattie al DU? Cosa faremo noi militari? Personalmente mi sono attivato per la ricerca di un nuovo impiego, rinunciando all'impiego statale tanto decantato per noi meridionali. 

La cosa che più mi logora dentro non è il sapere chi è il responsabile, ma il dubbio che lo stato ha creato per noi militari, sempre ubbidienti agli ordini superiori per il bene della nostra Patria. 

Gradirei che questo mio pensiero possa essere momento di riflessione per tutti i superiori che sicuramente hanno avuto i nonni che han  lottato per il nostro tricolore.

Cordiali Saluti Sansonetti Vincenzo
   

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FRUSTRAZIONI DI UN MILITARE
06/12/2000

 

 Sono un Maresciallo dell’Aeronautica con 20 anni di servizio e quando mi sono arruolato avevo delle aspettative, dopotutto praticavo un mestiere che mi piaceva e che forse avevo sempre sognato. Ma tutti i castelli di sabbia, prima o poi si sgretolano ed i sogni finiscono.
Ora che tutte queste aspettative mi sono state rubate sto pensando di andarmene. Siamo tutti i giorni violentati psicologicamente, e tutti i giorni ci si chiede di più.
Si pretende, con il personale in diminuzione, di incrementare l’attività svolta nell’anno precedente, tutto questo per far fare carriera a qualche colonnello che per tutta risposta ci tratta da paraculi e da persone che stanno li, tutto il giorno a fare niente e quindi devono essere incu…i (governo del personale dove sei?).
Nel 1986 ci fu chiesta l’astensione alla mensa, e guarda caso, chi ci chiedeva di astenerci erano proprio i signori Ufficiali dirigenti.
Ma un vecchio Maresciallone ci fece notare che a £ 175.000 d'aumento che lui avrebbe percepito, ad un Tenente Colonnello ne sarebbero state attribuite £ 750.000. 
Prima dell’inserimento degli straordinari nell’orario di lavoro, la gente che non sapeva come far girare i pollici, 15 minuti prima della smessa lavori, si accalcava per andare a casa.
Qualche mese dopo quelle stesse persone dovevano stranamente rimanere in ufficio per sbrigare delle pratiche o dei lavori.
E vengono a fare la morale a noi.
Vi dirò di più.
Lo sapete che usufruiscono della legge antiesodo anche gli Ufficiali non piloti?
Ma la più bella l’ ho letta sul giornale dei militari, dove si afferma che nel prossimo pacchetto di riordino delle forze armate vi saranno sostanziosi aumenti ai quadri dirigenti (piove sul bagnato).
Continuiamo ad elemosinare £150.000 di aumento (se ci verrà dato) mentre un tecnico aeronautico che lavora in una compagnia civile, non soggetto allo status di militare, percepisce £ 3.000.000 di stipendio base.
Comincio a sentirmi frustrato.
Sono convinto che questa situazione non potrà reggere ancora per molto, anche perché le coscienze cominciano a muoversi e spero, se non me ne andrò, che finalmente si possa avere un sindacato che (vedi polizia) ci tuteli. 

lettera firmata

 

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RIFLESSIONE DI UN SOTTUFFICIALE
18/11/2000

 

Nel 1981 i Sovrintendenti e gli Ispettori della Polizia, allora Forza Militare che non poteva scioperare,  fecero un tale casino scendendo in Piazza che il povero Andreotti non ebbe altra scelta che concederle tutto: smilitarizzazione, sindacato, livelli, contratto ecc.
Nel frattempo per i SU delle FF.AA. entrava in vigore la 212/83...
Seguirono a ruota i SU dei Carabinieri che ottennero, se non ricordo male nel 1987/88, lo stesso inquadramento con relativi arretrati (all'epoca si parlò di svariati  milioni a testa).
(Nel frattempo i Dirigenti delle tre FF.AA., dietro ricorso al TAR, ottenevano l'equiparazione ai Dirigenti CC, ai quali si aggiungevano nel tempo i Ten. Col. ed i Maggiori.
Mentre la Magistratura legittimava all'epoca tali omologazioni tra Ufficiali delle FF.AA. e Ufficiali dei CC , con la recente sentenza sul riordino dei gradi legittima, invece, il contrario, ovvero la non omologazione tra i Sottufficiali delle tre FF.AA. e i SU dei CC).
Dopo ben 14 anni si arriva alla 196/95, che, anziché sanare, aumenta le disparità già esistenti tra il comparto Difesa e il comparto Sicurezza. I SU dei CC, per l'ultimo rinnovo andato maluccio, si sentono cittadini di serie B, io di qualche lettera più giù.
(Mentre per ottenere gli stessi livelli dei colleghi CC i SU hanno dovuto attendere ben 14 anni passando attraverso i TAR, gli Ufficiali, senza alcuno sforzo e senza nemmeno auspicarlo (molti erano sorpresi), nel 1996 ottenevano lo scivolo al livello superiore!).

Dal 1981 ad oggi, la realtà  è che noi SU delle FF.AA siamo creditori verso lo Stato Maggiore:
-  di 20 anni di retribuzione corrisposta  in livelli  inferiori a quello dei colleghi del comparto sicurezza;
-  di 20 anni di norme d'avanzamento nei vari gradi dove per qualcuno che veniva avvantaggiato qualcun altro veniva parallelamente penalizzato (la torta era la stessa, solo che veniva spartita diversamente);
- di 20 anni di sfruttamento del lavoro (è vero che nel 1990 è entrato in vigore l'orario di servizio, ma è altrettanto vero che ancora oggi non vediamo interamente riconosciuto il recupero 1 a 1 )
- 20 anni (e chissà quanti ancora ne dovranno passare) di impieghi nel grado e nella specializzazione operati secondo criteri di simpatie/antipatie;
- di 20 anni di contratti nei quali abbiamo raccolto solo le briciole;
- 20 anni di frustrazioni della propria dignità umana e professionale dovuti sia al sistema delle note caratteristiche (per i civili abolite nel 1980), in base alle quali oggi sei professionalmente valido e domani non più, sia all'impotenza davanti ad un superiore il quale spesso, oltre che essere pubblica accusa, è anche colui che giudica...
- 20 anni di sofferenze per i tanti motivi di disagio esistenti e che nessun contratto potrà mai ripagare.
Per ragioni di spazio mi fermo qui, ma l'elenco è inesauribile...tutto ciò alla faccia dello Stato di Diritto.

A proposito:come fa un militare a difendere i valori costituzionali di cui tutti possono usufruire e lui no!?

Tutto quanto sopra accadeva ed accade con la complicità (inconsapevole) della Rappresentanza Militare, (i componenti della quale sono convinto abbiano dato il massimo) che è stata e tuttora viene strumentalizzata (ciò avviene per il solo fatto che questa esista istituzionalmente) costituendo di fatto "una foglia di fico per le vergogne dello SM".

Concludendo ritengo che non serva:
- piangersi addosso come abbiamo spesso fatto;
- sperare nella giustizia Amministrativa (vedasi ultime Sentenze: quella del no al sindacato diceva, tra le altre cose, che avevamo pur sempre una via legale da seguire per tutelare i nostri interessi; quella del riordino dei gradi ci dice che chi segue questa via legale non trova comunque soddisfazione);
- sperare nei politici ad un passo dalle elezioni (serve solo per chi si accontenta delle solite briciole);
- sperare in un improvviso ravvedimento delle malefatte dello SM.

E allora?
Non ci resta che ...piangere? Oppure? Oppure avere le palle della Polizia vent'anni dopo!
Questa è la mia riflessione e voi cosa ne pensate?

D.P.

 

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Sono un sott/le della Marina Militare con oltre 16 anni di servizio;
in questo lasso di tempo non breve della mia carriera ho avuto modo di vivere le diverse fasi che negli ultimi anni ci hanno portato all'attuale posizione.
Ritengo che sia giunto il momento di far sentire la nostra voce anche al di fuori dell'ambiente militare, bisogna far sapere a tutti quello che accade a chi come noi ogni giorno vede il proprio futuro sempre più in pericolo.
La strada che si sta percorrendo è quella di una sempre maggior integrazione in ambito Europeo sotto ogni punto di vista che possa essere questo politico, economico, sanitario e di conseguenza militare.
In questi anno ho avuto occasione di parlare numerose volte con militari di altre nazioni e con il passare del tempo mi sono reso conto del nostro stato nei confronti degli altri militari europei (ma non solo).
 
Quando ho intrapreso la carriera militare la mia prospettiva era quella di dover fare circa 20 anni di sacrifici sia dal punto di vista lavorativo che personale per poter andare a fare un altro lavoro al termine della carriera, lavoro che nei miei progetti doveva essere meno pesante ed avrebbe dato a me ed alla mia famiglia la possibilità di stare insieme; allo stato attuale mi trovo a dover fare altri 20 anni di questo lavoro e se le prospettive sono quelle attuali il nostro futuro sarà molto incerto e non vedo nessun tipo di incentivo a continuare su questa strada.
I nostri politici parlano di forze armate di professionisti; sarebbe la soluzione ideale ma nessuno di loro ha fatto o sta facendo qualcosa per motivare chi in queste forze lavora già da molto tempo a restare in servizio; io sono un tecnico, lavoro nel campo dei computer, in questi anni ho visto solo un progressivo sfruttamento da parte dell'amministrazione delle mie capacità e la cosa non riguarda solo me.
 
E' vero che in Italia c'è poco lavoro ma per chi come me ha delle conoscenze che sono  molto apprezzate in campo civile spesso ci si chiede perché continuare su questa strada che sembra non portare a nulla di buono e invece non mollare tutto per essere trattato da persona, per essere gratificato anche in modo materiale invece che subire sulla nostra pelle un giorno dopo l'altro gli errori e le ottusità di chi non riesce a cogliere quanto sta succedendo.
 
Per adesso sono ancora in servizio e fino a quando non deciderò se andarmene o restare ho intenzione di far valere i miei diritti di lavoratore e di uomo ed è su questa linea che una volta scoperto il vostro sito mi offro di aiutarvi nei limiti del possibile.
 
La mia speranza è quella che al più presto si possa dare voce al malcontento che serpeggia ormai da troppo tempo nel nostro ambiente e che a breve si riesca a scoperchiare questo vaso di Pandora per far capire alla gente che non siamo dei turisti ma delle persone che molto spesso fanno un lavoro duro e difficile che in molti casi ci penalizza sotto ogni punto di vista e che per questo non riceviamo in cambio null'altro che l'elemosina che i politici si degnano di darci.
 
Cordiali saluti
 
Lucky

 

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I SOTTUFFICIALI SEMPRE PIU' DEMOTIVATI!
13/11/2000
(Moltissimi sono coloro che si rivolgono a noi in questi termini, ufficiali giovani compresi!)


Sono Mar. Capo con 28 anni di servizio sulle spalle.
Si avete capito bene, 28 anni. Dovrei essere aiutante da almeno tre anni ma grazie alla 212 prima ed alla 216 poi mi ritrovo nel "limbo dei dimenticati"; non più giovane per l'Esercito del 2000 non troppo vecchio per essere mandato in pensione. Mi tocca osservare, impotente, giovani leve che nulla hanno più di me, passare in meno di cinque anni da sergenti a marescialli. Io ne ho impiegato ben 12 grazie al guazzabuglio di leggi emanate da chi il servizio militare non lo ha neanche fatto !  Il mio unico torto è stato quello di fare forse più del mio dovere durante i miei anni di servizio, e lo testimoniano gli incarichi di  responsabilità che ho rivestito.
Tutto questo ha fatto si che insieme a tanti altri sono stato messo in coda a tutto ed a  tutti fino a transitare definitivamente nel dimenticatoio dell'Esercito Italiano. Mentre con leggi e leggine si distribuiscono gradi a destra e a manca, molti di noi sono stati letteralmente abbandonati a se stessi, ma solo come inquadramento perchè io a quasi 50 anni continuo a frequentare corsi per operare bene nel mio campo e a dare l'anima per il lavoro, a fronte di cosa?
Del nulla assoluto, lavoro e sacrifici ripagati con l' indifferenza.
Sono terribilmente demotivato !!!
Non mi resta che sperare in un improbabile miracolo che mi restituisca, almeno in parte, una carriera ampiamente compromessa da  leggi a dir poco discutibili.
 
Un Sottufficiale.
 

I MILITARI, LA POLITICA E GLI OBIETTORI
GIORNO 23/10/2000


Le elezioni politiche si avvicinano. La campagna elettorale è sempre più  attuale.  Il cittadino medio di fantozziana memoria inizia a sorbirsi i numerosi  dibattiti che la nostra tanto amata e pagata TV di stato ci propone, con l’intento di riuscire questa volta a non farsi fregare e a votare quindi per  chi più merita.

In particolare noi cittadini militari, già bistrattati più volte da promesse  non mantenute, da progetti di legge affossati, da contratti dove vengono  elargiti aumenti che non consentono neppure di pagarsi una rata delle spese di condominio, cerchiamo di cogliere nei discorsi e negli atteggiamenti dei  politici un segnale di svolta o quantomeno un segnale di speranza.

Purtroppo le speranze di spengono tutte una dietro l’altra.  L’ultima in ordine di tempo si è consumata qualche sera addietro ascoltando  uno dei probabili Presidente del Consiglio dei Ministri della prossima   legislatura.  Incalzato da un giornalista ed invitato ad esprimersi sui militari italiani,  ha espresso la volontà di  rivalutare l’operato degli obiettori di coscienza, vera colonna dell’impegno  sociale in Italia.

Oddio, ho esclamato, mi sono giocato anche questo!  Ma la nuova legge sugli obiettori non l’avevano già fatta?  Ma con l’esercito di professione non viene anche meno il motivo di esistere  degli obiettori?  E poi, alla fin fine, cosa c’entrano gli obiettori di coscienza con i  militari italiani?

Evidentemente in campagna elettorale subentra un discorso di numero di  potenziali elettori e in Italia gli obiettori sono veramente tanti. 

Tutto da rifare quindi, alle prossime “Porta a Porta”, con la speranza di  vedere in futuro qualcuno che ci considera qualcosa di più di un “non  obiettore”.


 20 ottobre 2000  
 M.C.

 

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PROFESSORI E STIPENDI EUROPEI!
20/10/2000

E' da qualche mese che i professori rivendicano uno stipendio pari a quello che percepiscono i loro colleghi in Europa. Noi non vogliamo entrare nel merito delle loro rivendicazioni sindacali, pero' è singolare motivare la richiesta in tal senso. 

Non credo che ai professori sfugge il fatto che tutti gli italiani prendono uno stipendio inferiore agli Europei. Rimaniamo ancora piu' sconcertati che nessuno gli faccia pubblicamente notare questa realtà. Ci riferiamo al Governo, Politici, Sindacati e soprattutto Mass Media. Sembra che tutti danno per scontato che gli altri hanno uno stipendio uguale ai colleghi Europei! C'e' un silenzio tombale, sull'argomento. Nessuno dice nulla.

Se ai professori concedono gli aumenti per questo motivo, automaticamente lo devono riconoscere a tutti gli altri lavoratori! Non c'è ombra di dubbio.

 

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CAMBIO DEL VESTIARIO
20/10/2000

Sono un Sottufficiale in servizio permanente dell'Esercito, e sempre più spesso mi capita di notare che molti colleghi del quadro permanente scelgono di procurarsi altrove diversi dei capi di corredo ( berretini, giacche a vento, anfibi, maglie) 
Questo sebbene dimostri un probabile attaccamento al lavoro, mette in luce un'altra realtà,  quella che l' equipaggiamento attualmente in uso non è adeguato alle nostre esigenze.
 
A questo si aggiunge il fatto che i previsti "rinnovi corredo" arrivano con quasi il doppio del tempo stabilito, se non anche di più,  per questo molti di noi sono letteralmente con le pezze in quel posto.
 
Penso che l'uniforme dovrebbe essere uno dei motivi di maggior orgoglio per chi come noi ne ha fatto una scelta di vita.
 
Ma come si fa ad essere orgogliosi di andare in giro con una tuta mimetica tutta scambiata e consumata,  con la visiera del cappellino che si affloscia sulla faccia, con la giacca a vento che per tirare su la cerniera c'è la classica graffetta, con gli anfibi mezzi aperti.
 
Ho provato ad interessarmi per far si che i tempi per il famoso rinnovo corredo si accorciassero, ma mi sono imbattuto in una foresta di carta e di verbali che fanno paura, ma può mai essere che alla soglia del terzo millennio, nell'era di Internet e della New-economy per avere un cambio corredo ci vogliono più di due anni?

 

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DOVE STANNO ANDANDO LE FF.AA.?
09/10/2000

Egregio direttore,

 sono un “ giovane” Ufficiale di questo Esercito del 2000 e vostro attento lettore da qualche anno.

Emerge sempre più dai lettori del “nostro” giornale un certo malessere dei militari e delle forze di polizia che sta degenerando, a mio parere, in un pericoloso male incurabile.

Le dimissioni volontarie di tanti giovani e valenti Ufficiali, la scarsa affluenza di volontari (che provoca la mancanza di selezione), il vertiginoso aumento di controversie legali all’interno dell’amministrazione militare sono solo tre dei numerosi elementi che testimoniano quanto suddetto.

Si è discusso molto di rappresentanza militare, trattamento economico, orario di servizio, dignità e tanti altri argomenti ,ma a mio parere sono stati tenuti in ombra i seguenti argomenti:

a)       organici

b)       la nuova dottrina dell’Esercito

c)       trasferimenti

d)       strutture

e)       informatizzazione

 a)       Le tabelle organiche dei Rgt/Cp/Pl che risultavano già inadeguate nel 1992, oggi sono a dir poco ridicole. Come si puo’ pensare sufficiente l’organico di un ufficio amministrazione, che 10 anni fa amministrava solo fogli di viaggio di U/SU,  oggi  che è responsabile di tutte le incombenze che nel ’92 erano delle Regioni Militari e dei Comandi Brigata con l’aggiunta dei VFB e dei VSP.(buste paga, assistenza fiscale etc.) Lo stesso ragionamento vale per le compagnie dove con l’afflusso dei VFB/VSP hanno bisogno di veri e propri uffici con personale qualificato che gestisca la documentazione caratteristica, gli straordinari, gli incidenti e le variazioni matricolari. ( l’orientamento degli organi superiori è quello di chiudere gli uffici di compagnia. COME???)

b)       La nuova dottrina dell’Esercito riguardante il personale, le operazioni, l’addestramento e la logistica è completa, particolare e chiara; ha un solo grande difetto: non è adattabile (oggi) alla realtà operativa delle nostre Forze Armate. A chi fare riferimento quando la vecchia dottrina logistica è stata abrogata e la nuova (molto americana) esiste solo sulla carta? Ancora oggi ci sono tante lacune sul trattamento e sull’impiego VFB/VSP perché sono state emesse delle direttive  inapplicabili. (es. sistemazione alloggiativa, orari di servizio, recuperi e pagamenti straordinari)

c)       Le direttive sull’impiego del personale U/SU permettono che  vengano effettuati dei trasferimenti che:

-non giustificano il motivo

-non evidenziano il criterio di equità e trasparenza

-non permettono al personale interessato di scegliere tra tre o più sedi

-non mettono in condizione le famiglie di effettuare lo stesso senza traumi

     
Giorni fa in audizioni in Commissione difesa il capo di SME ha fatto presente la grande crisi di alloggi a disposizione dell’amministrazione militare; solo 11000 dei 33.000 aventi diritto hanno l’alloggio (in che condizioni???). Alla luce di cio’ perché  il capo di SME non prende in considerazione la possibilità di apporre qualche cambiamento alla direttiva sull’impiego del personale?

d)       Le strutture intese sia come alloggi demaniali che come caserme, risultano inadeguate ad un esercito di professionisti di una nazione tra le prime otto del mondo. Gli Ufficiali, i Sottufficiali e i VSP, con le rispettive famiglie non sono dei nomadi ed hanno diritto ad avere una sistemazione adeguata o un trattamento economico che permetta tale sistemazione, soprattutto in caso di trasferimento d’autorità.

e)       Tra tutte le amministrazioni pubbliche siamo sicuramente quelli meno informatizzati , nonostante le numerose risorse umane specializzate (ingegneri informatici sottoimpiegati), e con una bassa propensione allo sfruttamento delle nuove tecnologie (es. Internet). Ancora oggi si procede , nella maggior parte delle caserme d’Italia, al rilevamento delle presenze con l’ormai obsoleto foglio di carta,  quando da piu’ di 10 anni si utilizzano tessere magnetiche, dove ci sono tutte le notizie utili sull’individuo.  Stiamo pian piano morendo soffocati tra fotocopie, chili di direttive e pubblicazioni.


Nel ringraziare lei e tutta la redazione per l’importante  ed a volte fastidioso lavoro (per qualcuno) che portate avanti,  la prego di pubblicare la presente, con la speranza di aprire una discussione che coinvolga non solo i lettori ma anche gli organi di rappresentanza militare.

  Firmato   A. A.

 

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Vi ringrazio per l'opportunità che ho di comunicare con dei colleghi così impegnati sul fronte della solidarietà di categoria e ne approfitto per sottoporre alla vostra attenzione quanto segue.
Sulla G.U.  n. 178 del 01/08/00 è stato pubblicato il DL. 27 giugno 2000, n° 214:
DISPOSIZIONI CORRETTIVE ED INTEGRATIVE DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 NOVEMBRE 1997, N, 464, RECANTE RIFORMA STRUTTURALE DELLE FORZE ARMATE, A NORMA DELL'ART. 9, COMMA 2, DELLA LEGGE 31 MARZO 2000, N. 78.
Personalmente ho tentato di seguirne l'iter in Commissione Difesa, via internet, e
lo scorso luglio grazie a un collega  del COCER ho avuto lo possibilità di visionare in anteprima l'elenco dei Reparti da SOPPRIMERE E/O RIORGANIZZARE. Mi aspettavo, di conseguenza, che al momento dell'uscita del suddetto Decreto sulla G.U., questo fosse completo degli elenchi visionati nella bozza. Invece come potete constatare dall'allegato a questa lettera, vengono riportate solamente le nuove tabelle "C e D" che contengono esclusivamente i provvedimenti decisi dal Ministero Difesa sentito il parere del capo di SMD.
OKKIO, perchè, come scritto subdolamente al comma 2-bis dell'Art. 2 del DL. 214, è stato dato ampio mandato ai singoli capi di stato maggiore di Marina, Esercito e Aeronatutica, di decidere in piena autonomia della sorte dei propri reparti dipendenti!!!
Esistono infatti anche le tabelle, non pubblicate sulla G.U., relative ai singoli reparti delle tre forze armate da SOPPRIMERE E/O RIORGANIZZARE su sedi diverse dalle attuali. In base a queste ultime, per esempio, il mio Gruppo, il 26° "GIOVE", è destinato ad essere chiuso entro il 2001 sulla base di Pisa e forse ad essere "riorganizzato" con compiti diversi sulla sede di Viterbo!
La situazione ai limiti del grottesco, e che sta gettando nello sconforto noi e le nostre famiglie, è che i nostri superiori  ci hanno confermato la chiusura per l'anno prossimo, ma solo ufficiosamente.

Ufficialmente non si conosce quali saranno le date dei trasferimenti e, soprattutto, le destinazioni del personale dipendente che potrebbe essere ridistribuito lungo tutto lo stivale, da Casarsa (PN) a Lamezia Terme (CZ) !!! Vi lascio immaginare come stiamo tranquilli ! In compenso il Gruppo è appena rientrato da quattro mesi di Albania e, così tanto per mantenerci "massicci e incazzati", stiamo preparandoci a rischierarci, "col fresco", nei primi mesi del 2001,  in Kossovo, nel punto della massima concentrazione di Uranio Impoverito della NATO. Probabilmente le S.A. già progettano di inviarci  le comunicazioni 241/90 per i trasferimenti, direttamente in area di operazioni, dove non potremo prendere alcuna iniziativa.
Attenzione però, che il nostro non è un caso isolato. Quelle tabelle (credo siano la E e la F) riportavano le chiusure di decine di reparti e repartini. A questo punto, secondo me, sarebbe il caso che vi attivaste per rintracciarle nella loro stesura definitiva allo scopo di darne la massima diffusione. Penso che il numero dei colleghi "colpiti" dai prossimi provvedimenti di trasferimento sarà senza precedenti, e tale da convincerli a scendere in piazza a fare quello che il COCER non riesce a fare! Poi chissà...
Con stima

 

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LA RAPPRESENTANZA MILITARE  E LE SUE COLPE
GIORNO 14/9/2000


Dopo aver visionato attentamente l'interessantissimo "Libro Bianco", sono rimasto particolarmente colpito dal fatto che nessuno dei messaggi rivolge l'attenzione sulle "cause interne" del malessere dei militari. E mi spiego meglio.

E' più che lecito additare l'annosa disattenzione che il legislatore ha nel confronti del "lavoratore con le stellette".

E' esattissimo dire che i vertici militari ci mettono anche del loro a
complicarci la vita (vedansi il problema dei trasferimenti, la questione
delle visite mediche, la mancata ridefinizione degli incarichi da attribuire agli Aiutanti ecc.).

E' altrettanto vero che l'opinione pubblica non è adeguatamente
sensibilizzata sui nostri problemi.

Tuttavia sono stato sempre dell'idea che se i mezzi efficaci mancano,
occorre sfruttare quelli che si hanno, e mi riferisco proprio alla
Rappresentanza Militare.

Possibile che nessuno abbia evidenziato che parte delle responsabilità di questo stato di cose sono da ricondurre alla scarsissima efficacia dell'attività degli organismi di rappresentanza?

Tutti aspettano il sindacato, la possibilità di manifestare, l'arma dello
sciopero. E intanto?

Intanto da cinque anni esiste una bozza di riforma di rappresentanza che viene palleggiata dal COCER alle Commissioni parlamentari e viceversa e tutti fanno finta di nulla.

Intanto al Cobar continuiamo ad eleggere persone che magari non hanno né la capacità né la voglia di espletare al meglio il mandato. E tralascio le conseguenti considerazioni su coloro che arrivano al COCER (l'unica volta che mi sono presentato alla segreteria della Sezione Esercito del COCER per avere qualche aggiornamento, mi hanno praticamente messo alla porta). 

Senza contare che sistematicamente le riunioni che il Cobar dovrebbe fare con cadenza almeno mensile avvengono con frequenza annuale. In alcuni reparti si possono notare nelle apposite bacheche verbali di assemblee tanto remote da causare l'ingiallimento della carta su cui sono scritte.

Per sanare tutto questo c'è bisogno quindi di elementi capaci e che siano disposti ad esporsi . C'è bisogno di poter incalzare il proprio
rappresentante e richiederne le dimissioni se non assolve al meglio il
mandato.

In conclusione vorrei dire a tutti i miei colleghi Sottufficiali (ma ci chiamiamo ancora cosi?) che sono demotivati, demoralizzati e sottopagati, che secondo me è meglio non avere una rappresentanza piuttosto che averne una che non funziona.
Questo perché le parole democrazia, pari dignità, conquista sociale non devono servire solo a qualche politico per "riempirsi la bocca", ma devono essere la base per un benessere morale ed economico senza il quale non vi potrà mai essere una Forza Armata all'altezza del prestigio della nostra Nazione.

13 settembre 2000.
M.C.

 

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PERCHE' IL MILITARE DEVE ESSERE CONSIDERATO
UN LAVORATORE "PARTICOLARE"!
16/08/2000

Premesso che tutti i dipendenti lavorano come da da contratto non piu' di 40 ore settimanali, come si fa a calcolare lo stipendio di un lavoratore "particolare" rispetto a quello di un lavoratore normale? Cominciamo col dire che un militare rientra senza ombra di dubbio fra una delle categorie particolari se non addirittura speciali.

Quindi per calcolare lo stipendio di un lavoratore "particolare" bisogna iniziare a gettare sulla bilancia: la disponibilità, l'impegno, gli obblighi, i rischi, le rinunce, i titoli di studio.

Pertanto, lo stipendio andrebbe calcolato valutando attentamente i seguenti fattori:

- il fatto di indossare una divisa con conseguenti obblighi e comportamenti;
- il fatto che per fare il maresciallo ci vuole la laurea breve di 3 anni;
- il fatto di essere sradicati dalle proprie origini;
- il fatto di rinunciare a moltissimi diritti, a cominciare dal sindacato e dalla
   possibilità di contrattare il proprio stipendio ecc.;
- il fatto che deve avere un comportamento, anche nella vita privata, irreprensibile
  sotto tutti gli aspetti;
- il fatto che per andare in ferie all'estero deve chiedere l'autorizzazione;
- il fatto di subire frequenti trasferimenti in Italia o all'estero;
- il fatto di vederci applicati due codici penali in piu' (di pace e di guerra);
- il fatto di subire l'umiliazione della punizione, dalla consegna semplice al rigore;
- il fatto di essere disponibili anche dopo l'orario di servizio;
- il fatto di  svolgere servizio di notte, il sabato e i festivi senza nessun incentivo
  economico in piu', oltre il normale stipendio;
- il fatto di eseguire esercitazioni pericolose, di pilotare gli aerei, di lavorare sulle  
  navi, dentro i sommergibili, sui carri armati, ecc..;
- il fatto di montare di servizio con la pistola. Pistola che all'occorrenza deve servire
  anche per offendere un'altro essere umano;
- il fatto di essere impegnati in scenari di guerra o di forti tensioni sociali: guerra
  del Golfo, guerra dei Balcani, Mozambico, Albania, Timor Est, mettendo a
  repentaglio anche la propria vita;
- il fatto di essere sottoposti a stressanti turni di servizio, di essere impegnati in
  zone a rischio di malattie (malaria, epatite, febbre gialla, tifo, ecc.).

Si potrebbe ancora continuare, ma credo che quanto sopra puo' dare l'idea degli obblighi e degli impegni a cui il militare è giornalmente sottoposto.

Pertanto ritengo che concedere uno stipendio al Sottufficiale uguale o addirittura inferiore ad un altro lavoratore che lavora otto ore al giorno  dietro una scrivania sia veramente ridicolo e demotivante!!!!!! 

Mi chiedo, se i sindacati nazionali sapessero che una grossa ditta Italiana  impiega i lavoratori in questo modo e con uno stipendio quasi da fame, direbbero qualche cosa? Io dico di si, basta vedere i motivi attuali con i quali decidono di effettuare gli scioperi. Se dovesse succedere che al cittadino non militare venisse applicato un simile trattamento, sarebbero sicuramente in sciopero ad oltranza!!!!!

Sono questi, cari Politici, le motivazione per cui un militare è di fatto un lavoratore "particolare" se non addirittura speciale.

Verona

 

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SOTTUFFICIALI SEMPRE PIU' PENALIZZATI!
27/07/2000

 

Sono un maresciallo dell'Aeronautica Militare con 20 anni di servizio ancora di seconda classe insieme ormai al grosso dei sottufficiali, senza chiaramente nulla togliere ai piu' giovani. Sempre stato il pupillo delle decine di comandanti che si sono succeduti nell'arco di questi 20 anni, sempre irreprensibile sul lavoro e dal lato puramente militare, eppure ancora di seconda classe. Da quando mi sono arruolato
le leggi sull'avanzamento sono venute una dopo l'altra e di queste mi e' sempre stato applicata la parte penalizzante per cui fra concorsi (due e non si era mai visto qualcosa del genere), ed intrugli vari mi sono ritrovato a diventare stantio nei gradi di Sergente Maggiore e Maresciallo di Seconda classe. Spero che di questo qualcuno se ne sia accorto e che questo qualcuno con qualche potere decisionale tenti almeno di ripristinare una situazione che per il Sottufficiale e' a dir poco frustrante. Economicamente oggigiorno il Sottufficiale e' costretto a tirare la cinghia,  specialmente se ha famiglia, ed e' fortunato se ha la moglie che lavora. Va da se a questo punto che per recriminare qualche diritto sia dal punto di vista dell'avanzamento che da quello economico si e' costretti a ricorrere ai Tribunali Regionali; e perche' mai?; anche se non abbiamo il diritto allo sciopero si dovrebbe tenere un po' piu' conto di questa categoria di Militari/Lavoratori che hanno giurato fedelta' allo Stato ed alle Istituzioni.
Non mi inganno se dico che anche altre categorie come Magistrati e Medici prestano giuramento eppure non ci pensano due volte a scioperare, rimandando processi e cure ai malati quando devono recriminare i loro diritti.
Noi, se pur col magone, le nostre Sale Operative non le abbiamo mai abbandonate.   
E.P.

 

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CARABINIERI, 4^ FORZA ARMATA - 
GODRANNO DI MAGGIORI PRIVILEGI RISPETTO ALLE ALTRE TRE FF.AA.?
20/07/2000

 

Sono un Sott/le  della M.M. ed in questi giorni  stò seguendo con attenzione la vicenda che riguarda l'Arma dei Carabinieri, visto  che il Governo  si accinge  con un decreto  ad elevarla  a 4^  FF.AA..

Considerata  l'altissima  stima (a ragione)  che gode  in tutti gli ambienti ed in particolar modo quelli Governativi,  non  c'è il rischio  di creare una  FF.AA.  privilegiata  rispetto  alle altre  3, e  quindi  una disparità di trattamento  del personale  tutto a favore  dei colleghi dei Carabinieri?

Se  questo dovesse succedere  i nostri  rappresentanti  stanno preparando degli argomenti  per  cercare di far  si  che tutto il personale  venga  trattato in egual misura?
m.c.

LA NOSTRA RISPOSTA

Gentilissimo Maurizio,

condivido pienamente la tua analisi. Già ora il personale dell'Arma dei Carabinieri gode ed ha veramente goduto nel passato di notevoli vantaggi rispetto al personale delle altre tre FF.AA. (esercito, marina e aeronautica).

Alcuni esempi:

- omogeneizzazione con la Polizia di Stato in relazione alla legge del 1981;
- vantaggio nell'applicazione della legge sul riordino delle carriere;
- grandissime disponibilità di fondi per lo straordinario, che comunque
  vanno sempre a favore del personale;
- si ventila già di una nuova riforma delle carriere;
- ecc. ecc..

Pertanto, anche se il Ministro ed il Capo di Stato Maggiore della Difesa saranno gli stessi, la 4^ Forza Armata si distinguerà dalle altre tre godendo di una maggiore attenzione. Questo perchè i Carabinieri svolgono un lavoro molto, ma molto piu' visibile del nostro: ordine pubblico, presenza in ogni paese, ecc.  Hai constatato che delle missioni dei militari all'estero non se ne parla quasi mai? Sai dirmi cosa hanno fatto i nostri militari in missione a Timor Est? E sei informato sulle altre missioni? 
Inoltre non va trascurato che i Carabinieri, per il fatto di essere anche Forza di Polizia, godranno sempre dei vantaggi che i loro "colleghi" della Polizia di Stato conquisteranno, anche grazie al loro sindacato. 

Il CO.CE.R. già si sta preoccupando, perchè di riflesso ci siamo quasi sempre attaccati al "tram" dei Carabinieri. Pensano bene quando dicono che le cose per noi si complicheranno. Già la Corte Costituzionale ci respinge alcuni ricorsi motivando il fatto che il Legislatore sta sempre di più distinguendo le Forze di Polizia dalle Forze Armate. 

Credo che il CO.CE.R. non possa fare molto! Considera che a distanza di 5 anni ancora non è riuscito a farci avere il grado che il nostro collega dei Carabinieri ha avuto in più di noi!!!!!! 

Pertanto ritengo che la sua preoccupazione vada approfondita nelle sedi opportune, evitando che il personale militare delle FF.AA. rimanga sempre più indietro dei loro colleghi dei Carabinieri.

 

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RIFORMA DEL REGOLAMENTO DI DISCIPLINA
13/07/2000

 

Occorre sviluppare una forte iniziativa che porti ad una nuova riforma del regolamento di disciplina (perche' poi usare questo termine?,,,, siamo uomini o animali?), che rispecchi a pieno  i diritti sanciti dalla Costituzione, quali:
- il riconoscimento di un sindacato (art. 39, 18 e 52 della Costituzione);
- abolizione degli strumenti  punitivi in vigore che li considero incostituzionali (vedi art. 13 della Costituzione);
- eliminazione del codice militare di pace, emanato durante il regime fascista .
Dobbiamo convincerci e convincere che solo la mobilitazione può cancellare dal Regolamento di "comportamento"  quelle norme che, dietro lo schermo delle "esigenze particolari",  fa della istituzione militare un corpus al di fuori o al di sopra della Costituzione.
F.

 

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AMMISSIONE ALLE CURE BALNEO-TERMALI/INALATORIE
AMMALATI DI SERIE “A” E “B”
07/7/2000

Da anni si riscontra la disparità di trattamento delle cure (balneo termali -  idropiniche e/o inalatorie) che si effettuano durante l’anno tra il personale che gli è stata riconosciuta l’infermità per causa di servizio. Come al solito ci fanno sentire di due categorie (A) e (B). La categoria (A) sono quelli che effettuano il ciclo di terapie balneo-termali essendo spesati in tutto (pensione completa), mentre quelli dell’altra categoria (B) che effettuano il ciclo di terapie idropiniche e/o inalatorie si devono cercare l’albergo e relativo ristorante chiedendo quasi l’elemosina all’albergatore, perché l’amministrazione gli passa un assegno giornaliero di soli 39.600 lire. Pertanto quest'ultimo personale alla fine delle cure deve rimetterci di tasca sua dalle 200.000 alle 300.000 lire per  integrare l’ammontare della fattura di fine cure che è sempre superiore all’importo che l’amministrazione gli passa. E' oramai quasi introvabile  in ITALIA un albergo dignitoso che  per una pensione completa giornaliera faccia spendere al personale non piu' di 39.600 lire!!!!

Tutto ciò non è assolutamente corretto perché ammalati sono tutte e due le categorie e non vedo il nesso della disparità . E' da anni che si parla di questo problema, ma prima o poi si arriverà ad una soluzione equa per tutte le cure??????
P.M.

 

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Visite mediche periodiche annuali-personale militare
30/5/2000

Con una circolare del 13 aprile 2000 l'Ispettorato Logistico dell'Esercito - Dipartimento di Sanità - ha stabilito che annualmente tutto il personale militare dell'Esercito (in spe. o vincolato da ferme speciali)  sia sottoposto a visita medica per la verifica dello stato di salute e conseguente conferma, o meno, dell'idoneità al servizio militare incondizionato. 

Nulla in contrario se le visite servono da prevenzione e cura dell'eventuale infermità riscontrata. Mi preoccupa molto il fatto che nulla si dica  sulla posizione di colui che sarà ritenuto NON idoneo al s.m.i..

Per questo motivo è necessario che noi "pazienti" ci poniamo alcune domande, almeno per essere consapevoli dei problemi ai quali in futuro andremo incontro:

a. l'art. 6 dello statuto dei lavoratori limita le visite mediche al solo personale che svolge un lavoro a "rischio". Inoltre, quando le visite sono previste, vengono fatte al di fuori dell'amministrazione di appartenenza in modo tale da garantire l'imparzialità dell'esito degli esami;

b. possiamo stare tranquilli ai fini della riservatezza dei dati clinici acquisiti dall'infermeria?

c. perchè le visite mediche riguardano, per ora, il solo personale dell'Esercito? 

d. quale futuro lavorativo sarà riservato per quei giovani militari che eventualmente saranno riformati? 

e. non era meglio accompagnare questa direttiva con una disposizione di legge la quale prevedesse il reimpiego dei riformati tra i dipendenti civili del pubblico impiego?

f. la direttiva è nata dall'Ispettorato Logistico dell'Esercito o da organi Ministeriali più in alto? La circolare nulla cita in merito.

Quanto sopra vuole essere non solo una critica alla direttiva, ma una profonda riflessione sull'argomento che ognuno di noi potra' fare.

 

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Stipendi e potere d'acquisto
20/5/2000

     Sono un pubblico dipendente e precisamente un militare di carriera. Vorrei far notare che a causa delle politiche economiche intraprese dai governi di centro-sinistra negli ultimi anni, il potere di acquisto reale dei nostri stipendi è rimasto fermo se non addirittura diminuito. Sia ben chiaro, so benissimo che non vi erano altre strade per risanare i conti pubblici e rientrare nei parametri di Mastricht, le quali ci hanno permesso di fare parte dei Paesi dell'Euro; infatti ben peggio sarebbe stato se avessimo mancato quell'appuntamento importantissimo.

     Quindi un plauso ai governi che hanno risanato il Paese, ma se posso permettermi di dare loro un consiglio gli direi che il periodo dei soli sacrifici deve finire perché i cittadini non lo tollerano più.

     Essi vogliono certamente serietà nella gestione e controllo dei conti pubblici, tagli agli sprechi ed in questo senso i dipendenti pubblici hanno fatto e continueranno a fare la loro parte, ma dopo anni di sacrifici vogliamo vedere finalmente aumenti stipendiali degni di questo nome e per tutto il personale, non solo per i dirigenti che hanno già preso più di quello che si meritavano. 

     Questo lo dico perché le persone hanno bisogno non di sognare, come dice qualcuno, ma di serenità, cose pratiche e concrete (fare qualche vacanza in più, accontentare i figli, comprarsi un vestito nuovo, ecc.), tutte cose che con gli stipendi attuali difficilmente si riescono a fare.

     Non si dimentichi il centro-sinistra che nel 2001 vi saranno le elezioni politiche e se vorrà vincerle non può più permettersi di sbagliare su questo fondamentale punto.

Scudieri Giuseppe

 

 

 

 

 
 

 

   
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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