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LA RIFLESSIONE DI UN PROFESSIONISTA!
13/01/2001
Salve,
Mi
scuso anticipatamente per la mia non padronanza di linguaggio ma l'Esercito, in
un certo senso, pare che ci preferisca ignoranti.
Durante la
trasmissione ho visto i miei colleghi impietriti alle domanda fatte. Sicuramente
c'è molta omertà fra noi. Questo perchè quando siamo colpiti dalla stampa
tendiamo a chiuderci a riccio, seguendo un'unica linea di comportamento. Me
ne sono accorto, ognuno difende le proprie posizioni. La paura che i superiori
possano ritorcere contro chi sà e vuole parlare, come ad esempio
quell'infermiera Americana che è intervenuta ieri in trasmissione.
Siamo
succubi dell'America, che ci usa sempre, vedasi Ustica, le misteriosi morti di
militari italiani ai radar quella notte. L'istituzione ha creato un
sottobosco pieno di strane sigle, atte a difendere gli interessi nascosti
dello Stato. Talvolta neanche il potere politico ne è a conoscenza. Ma
perchè a pagarne le spese è sempre chi stà sotto alla scala gerarchica? siamo
noi carne da macello.
Ho scelto
questa professione prima di tutto per la mancanza di lavoro nel nostro
paese, ma dopo pochi anni il tutto mi incominciava a piacere e iniziavo così
ad impegnarmi, anche se nel mio piccolo. Ho partecipato alle missioni in
Bosnia ( con l'IFOR e la SFOR ) ed in Kosovo (KFOR) e mi permetta uno sfogo
personale: Lavoravamo a -30 gradi, senza una tenda in cui poterci riscaldare,
passando le nostre sei ore a camminare per non ghiacciare, per lo più con la
paura non del nemico, ma dell'ispezione che poteva sopraggiungere da un momento
all'altro.
Da anni
tentiamo di equipararci all'US Army, vogliamo fare tutto quello che fanno loro,
ma qualcuno non pensa che per ogni militare operativo americano lavorano
per lui sette militari, che gli danno la logistica neccessaria al suo
sostentamento. Noi, invece, dobbiamo rattopparci l'uniforme che da 3 anni
indossiamo senza mai averne avuta una nuova.
Purtroppo
per noi italiani, non avendo mai avuto una cultura militare di guerra dobbiamo
sottostare a chi ci concede protezione. Personalmente penso, dopo aver sentito
miriadi di interviste e programme dedicati al DU, che il pericolo esiste, solo
che il nostro governo attualmente non vuole ammetterlo. Ma cosa succederà
quando la commissione attribuirà le cause delle malattie al DU? Cosa faremo noi
militari? Personalmente mi sono attivato per la ricerca di un nuovo impiego,
rinunciando all'impiego statale tanto decantato per noi meridionali.
La cosa
che più mi logora dentro non è il sapere chi è il responsabile, ma il
dubbio che lo stato ha creato per noi militari, sempre ubbidienti agli
ordini superiori per il bene della nostra Patria.
Gradirei
che questo mio pensiero possa essere momento di riflessione per tutti i
superiori che sicuramente hanno avuto i nonni che han
lottato per il nostro tricolore.
Cordiali
Saluti Sansonetti Vincenzo
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FRUSTRAZIONI DI UN MILITARE
06/12/2000
Sono
un Maresciallo dell’Aeronautica con 20 anni di servizio e quando mi sono
arruolato avevo delle aspettative, dopotutto praticavo un mestiere che mi
piaceva e che forse avevo sempre sognato. Ma
tutti i castelli di sabbia, prima o poi si sgretolano ed i sogni finiscono.
Ora che tutte queste aspettative mi sono state
rubate sto pensando di andarmene. Siamo
tutti i giorni violentati psicologicamente, e tutti i giorni ci si chiede di
più.
Si pretende, con il personale in diminuzione, di
incrementare l’attività svolta nell’anno precedente, tutto questo per far
fare carriera a qualche colonnello che per tutta risposta ci tratta da
paraculi e da persone che stanno li, tutto il giorno a fare niente e quindi
devono essere incu…i (governo del personale dove sei?).
Nel 1986 ci fu chiesta l’astensione alla mensa,
e guarda caso, chi ci chiedeva di astenerci erano proprio i signori Ufficiali
dirigenti.
Ma un vecchio Maresciallone ci fece notare che a
£ 175.000 d'aumento che lui avrebbe percepito, ad un Tenente Colonnello ne
sarebbero state attribuite £ 750.000.
Prima dell’inserimento degli straordinari
nell’orario di lavoro, la gente che non sapeva come far girare i pollici, 15
minuti prima della smessa lavori, si accalcava per andare a casa.
Qualche mese dopo quelle stesse persone dovevano
stranamente rimanere in ufficio per sbrigare delle pratiche o dei lavori.
E vengono a fare la morale a noi.
Vi dirò di più.
Lo sapete che usufruiscono della legge antiesodo
anche gli Ufficiali non piloti?
Ma la più bella l’ ho letta sul giornale dei
militari, dove si afferma che nel prossimo pacchetto di riordino delle forze
armate vi saranno sostanziosi aumenti ai quadri dirigenti (piove sul bagnato).
Continuiamo ad elemosinare £150.000 di aumento
(se ci verrà dato) mentre un tecnico aeronautico che lavora in una compagnia
civile, non soggetto allo status di militare, percepisce £ 3.000.000 di
stipendio base.
Comincio a sentirmi frustrato.
Sono convinto che questa situazione non potrà
reggere ancora per molto, anche perché le coscienze cominciano a muoversi e
spero, se non me ne andrò, che finalmente si possa avere un sindacato che
(vedi polizia) ci tuteli.
lettera firmata
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RIFLESSIONE
DI UN SOTTUFFICIALE
18/11/2000
Nel 1981 i Sovrintendenti e gli Ispettori della Polizia, allora Forza Militare
che non poteva scioperare, fecero un tale casino scendendo in Piazza che
il povero Andreotti non ebbe altra scelta che concederle tutto:
smilitarizzazione, sindacato, livelli, contratto ecc.
Nel frattempo per i SU delle FF.AA. entrava in vigore la 212/83...
Seguirono a ruota i SU dei Carabinieri che ottennero, se non ricordo male nel
1987/88, lo stesso inquadramento con relativi arretrati (all'epoca si parlò di
svariati milioni a testa).
(Nel frattempo i Dirigenti delle tre FF.AA., dietro ricorso al TAR, ottenevano
l'equiparazione ai Dirigenti CC, ai quali si aggiungevano nel tempo i Ten. Col.
ed i Maggiori.
Mentre la Magistratura legittimava all'epoca tali omologazioni tra Ufficiali
delle FF.AA. e Ufficiali dei CC , con la recente sentenza sul riordino dei
gradi legittima, invece, il contrario, ovvero la non omologazione tra i
Sottufficiali delle tre FF.AA. e i SU dei CC).
Dopo ben 14 anni si arriva alla 196/95, che, anziché sanare, aumenta le
disparità già esistenti tra il comparto Difesa e il comparto Sicurezza. I SU
dei CC, per l'ultimo rinnovo andato maluccio, si sentono cittadini di serie B,
io di qualche lettera più giù.
(Mentre per ottenere gli stessi livelli dei colleghi CC i SU hanno dovuto
attendere ben 14 anni passando attraverso i TAR, gli Ufficiali, senza alcuno
sforzo e senza nemmeno auspicarlo (molti erano sorpresi), nel 1996 ottenevano lo
scivolo al livello superiore!).
Dal 1981 ad oggi, la realtà è che noi SU delle FF.AA siamo
creditori verso lo Stato Maggiore:
- di 20 anni di retribuzione corrisposta in livelli inferiori
a quello dei colleghi del comparto sicurezza;
- di 20 anni di norme d'avanzamento nei vari gradi dove per qualcuno che
veniva avvantaggiato qualcun altro veniva parallelamente penalizzato (la torta
era la stessa, solo che veniva spartita diversamente);
- di 20 anni di sfruttamento del lavoro (è vero che nel 1990 è entrato in
vigore l'orario di servizio, ma è altrettanto vero che ancora oggi non vediamo
interamente riconosciuto il recupero 1 a 1 )
- 20 anni (e chissà quanti ancora ne dovranno passare) di impieghi nel grado e
nella specializzazione operati secondo criteri di simpatie/antipatie;
- di 20 anni di contratti nei quali abbiamo raccolto solo le briciole;
- 20 anni di frustrazioni della propria dignità umana e professionale dovuti
sia al sistema delle note caratteristiche (per i civili abolite nel 1980), in
base alle quali oggi sei professionalmente valido e domani non più, sia
all'impotenza davanti ad un superiore il quale spesso, oltre che essere pubblica
accusa, è anche colui che giudica...
- 20 anni di sofferenze per i tanti motivi di disagio esistenti e che nessun
contratto potrà mai ripagare.
Per ragioni di spazio mi fermo qui, ma l'elenco è inesauribile...tutto ciò
alla faccia dello Stato di Diritto.
A proposito:come fa un militare a difendere i valori costituzionali di cui
tutti possono usufruire e lui no!?
Tutto quanto sopra accadeva ed accade con la complicità (inconsapevole)
della Rappresentanza Militare, (i componenti della quale sono convinto abbiano
dato il massimo) che è stata e tuttora viene strumentalizzata (ciò avviene per
il solo fatto che questa esista istituzionalmente) costituendo di fatto "una
foglia di fico per le vergogne dello SM".
Concludendo ritengo che non serva:
- piangersi addosso come abbiamo spesso fatto;
- sperare nella giustizia Amministrativa (vedasi ultime Sentenze: quella del no
al sindacato diceva, tra le altre cose, che avevamo pur sempre una via legale da
seguire per tutelare i nostri interessi; quella del riordino dei gradi ci dice
che chi segue questa via legale non trova comunque soddisfazione);
- sperare nei politici ad un passo dalle elezioni (serve solo per chi si
accontenta delle solite briciole);
- sperare in un improvviso ravvedimento delle malefatte dello SM.
E allora?
Non ci resta che ...piangere? Oppure? Oppure avere le palle della Polizia
vent'anni dopo!
Questa è la mia riflessione e voi cosa ne pensate?
D.P.
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Sono un sott/le della Marina Militare con oltre 16
anni di servizio;
in questo lasso di tempo non breve della mia
carriera ho avuto modo di vivere le diverse fasi che negli ultimi anni ci
hanno portato all'attuale posizione.
Ritengo che sia giunto il momento di far sentire
la nostra voce anche al di fuori dell'ambiente militare, bisogna far sapere a
tutti quello che accade a chi come noi ogni giorno vede il proprio futuro
sempre più in pericolo.
La strada che si sta percorrendo è quella di una
sempre maggior integrazione in ambito Europeo sotto ogni punto di vista che
possa essere questo politico, economico, sanitario e di conseguenza militare.
In questi anno ho avuto occasione di parlare
numerose volte con militari di altre nazioni e con il passare del tempo mi
sono reso conto del nostro stato nei confronti degli altri militari europei
(ma non solo).
Quando ho intrapreso la carriera militare la mia
prospettiva era quella di dover fare circa 20 anni di sacrifici sia dal punto
di vista lavorativo che personale per poter andare a fare un altro lavoro al
termine della carriera, lavoro che nei miei progetti doveva essere meno
pesante ed avrebbe dato a me ed alla mia famiglia la possibilità di stare
insieme; allo stato attuale mi trovo a dover fare altri 20 anni di questo
lavoro e se le prospettive sono quelle attuali il nostro futuro sarà molto
incerto e non vedo nessun tipo di incentivo a continuare su questa strada.
I nostri politici parlano di forze armate di
professionisti; sarebbe la soluzione ideale ma nessuno di loro ha fatto o sta
facendo qualcosa per motivare chi in queste forze lavora già da molto tempo a
restare in servizio; io sono un tecnico, lavoro nel campo dei computer, in
questi anni ho visto solo un progressivo sfruttamento da parte
dell'amministrazione delle mie capacità e la cosa non riguarda solo me.
E' vero che in Italia c'è poco lavoro ma per chi
come me ha delle conoscenze che sono molto apprezzate in campo civile
spesso ci si chiede perché continuare su questa strada che sembra non portare
a nulla di buono e invece non mollare tutto per essere trattato da persona,
per essere gratificato anche in modo materiale invece che subire sulla nostra
pelle un giorno dopo l'altro gli errori e le ottusità di chi non riesce a
cogliere quanto sta succedendo.
Per adesso sono ancora in servizio e fino a quando
non deciderò se andarmene o restare ho intenzione di far valere i miei
diritti di lavoratore e di uomo ed è su questa linea che una volta scoperto
il vostro sito mi offro di aiutarvi nei limiti del possibile.
La mia speranza è quella che al più presto si
possa dare voce al malcontento che serpeggia ormai da troppo tempo nel
nostro ambiente e che a breve si riesca a scoperchiare questo vaso di Pandora
per far capire alla gente che non siamo dei turisti ma delle persone che molto
spesso fanno un lavoro duro e difficile che in molti casi ci penalizza sotto
ogni punto di vista e che per questo non riceviamo in cambio null'altro che
l'elemosina che i politici si degnano di darci.
Cordiali saluti
I SOTTUFFICIALI SEMPRE PIU' DEMOTIVATI!
13/11/2000
(Moltissimi sono coloro che si
rivolgono a noi in questi termini, ufficiali giovani compresi!)
Sono Mar. Capo con 28 anni di servizio sulle spalle.
Si avete capito bene, 28 anni. Dovrei essere aiutante da
almeno tre anni ma grazie alla 212 prima ed alla 216 poi mi ritrovo nel
"limbo dei dimenticati"; non più giovane per l'Esercito del 2000
non troppo vecchio per essere mandato in pensione. Mi tocca osservare,
impotente, giovani leve che nulla hanno più di me, passare in meno di cinque
anni da sergenti a marescialli. Io ne ho impiegato ben 12 grazie al
guazzabuglio di leggi emanate da chi il servizio militare non lo ha neanche
fatto ! Il mio unico torto è stato quello di fare forse più del mio
dovere durante i miei anni di servizio, e lo testimoniano gli incarichi di
responsabilità che ho rivestito.
Tutto questo ha fatto si che insieme a tanti altri sono
stato messo in coda a tutto ed a tutti fino a transitare
definitivamente nel dimenticatoio dell'Esercito Italiano. Mentre con leggi e
leggine si distribuiscono gradi a destra e a manca, molti di noi sono stati
letteralmente abbandonati a se stessi, ma solo come inquadramento perchè io a
quasi 50 anni continuo a frequentare corsi per operare bene nel mio campo e a
dare l'anima per il lavoro, a fronte di cosa?
Del nulla assoluto, lavoro e sacrifici ripagati con
l' indifferenza.
Sono terribilmente demotivato !!!
Non mi resta che sperare in un improbabile miracolo che mi
restituisca, almeno in parte, una carriera ampiamente compromessa da
leggi a dir poco discutibili.
Un Sottufficiale.
I MILITARI, LA POLITICA E GLI OBIETTORI
GIORNO 23/10/2000
Le elezioni politiche si avvicinano. La campagna elettorale è sempre più
attuale. Il cittadino medio di fantozziana memoria inizia a sorbirsi i
numerosi dibattiti che la nostra tanto amata e pagata TV di stato ci
propone, con l’intento di riuscire questa volta a non farsi fregare e a votare
quindi per chi più merita.
In particolare noi cittadini militari, già bistrattati più volte da promesse
non mantenute, da progetti di legge affossati, da contratti dove vengono
elargiti aumenti che non consentono neppure di pagarsi una rata delle spese di
condominio, cerchiamo di cogliere nei discorsi e negli atteggiamenti dei
politici un segnale di svolta o quantomeno un segnale di speranza.
Purtroppo le speranze di spengono tutte una dietro l’altra. L’ultima
in ordine di tempo si è consumata qualche sera addietro ascoltando uno
dei probabili Presidente del Consiglio dei Ministri della prossima
legislatura. Incalzato da un giornalista ed invitato ad esprimersi sui
militari italiani, ha espresso la volontà di rivalutare l’operato
degli obiettori di coscienza, vera colonna dell’impegno sociale in
Italia.
Oddio, ho esclamato, mi sono giocato anche questo! Ma la nuova legge sugli
obiettori non l’avevano già fatta? Ma con l’esercito di professione
non viene anche meno il motivo di esistere degli obiettori? E poi,
alla fin fine, cosa c’entrano gli obiettori di coscienza con i militari
italiani?
Evidentemente in campagna elettorale subentra un discorso di numero di
potenziali elettori e in Italia gli obiettori sono veramente tanti.
Tutto da rifare quindi, alle prossime “Porta a Porta”, con la speranza di
vedere in futuro qualcuno che ci considera qualcosa di più di un “non
obiettore”.
20 ottobre 2000
M.C.
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PROFESSORI E STIPENDI EUROPEI!
20/10/2000
E'
da qualche mese che i professori rivendicano uno stipendio pari
a quello che percepiscono i loro colleghi in Europa. Noi non
vogliamo entrare nel merito delle loro rivendicazioni sindacali,
pero' è singolare motivare la richiesta in tal senso.
Non credo che ai professori sfugge il fatto che tutti gli
italiani prendono uno stipendio inferiore agli Europei.
Rimaniamo ancora piu' sconcertati che nessuno gli faccia
pubblicamente notare questa realtà. Ci riferiamo al Governo,
Politici, Sindacati e soprattutto Mass Media. Sembra che tutti
danno per scontato che gli altri hanno uno stipendio uguale ai
colleghi Europei! C'e' un silenzio tombale, sull'argomento.
Nessuno dice nulla.
Se ai professori concedono gli aumenti per questo motivo,
automaticamente lo devono riconoscere a tutti gli altri
lavoratori! Non c'è ombra di dubbio.
inizio pagina
CAMBIO DEL VESTIARIO
20/10/2000
Sono un Sottufficiale in servizio permanente
dell'Esercito, e sempre più spesso mi capita di notare che molti colleghi del
quadro permanente scelgono di procurarsi altrove diversi dei capi di
corredo ( berretini, giacche a vento, anfibi, maglie)
Questo sebbene dimostri un probabile attaccamento
al lavoro, mette in luce un'altra realtà, quella che l' equipaggiamento
attualmente in uso non è adeguato alle nostre esigenze.
A questo si aggiunge il fatto che i previsti
"rinnovi corredo" arrivano con quasi il doppio del tempo stabilito,
se non anche di più, per questo molti di noi sono letteralmente con le
pezze in quel posto.
Penso che l'uniforme dovrebbe essere uno dei
motivi di maggior orgoglio per chi come noi ne ha fatto una scelta di vita.
Ma come si fa ad essere orgogliosi di andare in
giro con una tuta mimetica tutta scambiata e consumata, con la visiera
del cappellino che si affloscia sulla faccia, con la giacca a vento che
per tirare su la cerniera c'è la classica graffetta, con gli anfibi mezzi
aperti.
Ho provato ad interessarmi per far si che i tempi
per il famoso rinnovo corredo si accorciassero, ma mi sono imbattuto in una
foresta di carta e di verbali che fanno paura, ma può mai essere che alla
soglia del terzo millennio, nell'era di Internet e della New-economy per avere
un cambio corredo ci vogliono più di due anni?
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DOVE STANNO ANDANDO LE FF.AA.?
09/10/2000
Egregio direttore,
sono un “ giovane” Ufficiale di questo Esercito
del 2000 e vostro attento lettore da qualche anno.
Emerge sempre più dai lettori del “nostro” giornale un
certo malessere dei militari e delle forze di polizia che sta degenerando, a mio
parere, in un pericoloso male incurabile.
Le dimissioni volontarie di tanti giovani e valenti
Ufficiali, la scarsa affluenza di volontari (che provoca la mancanza di
selezione), il vertiginoso aumento di controversie legali all’interno
dell’amministrazione militare sono solo tre dei numerosi elementi che
testimoniano quanto suddetto.
Si è discusso molto di rappresentanza militare,
trattamento economico, orario di servizio, dignità e tanti altri argomenti ,ma
a mio parere sono stati tenuti in ombra i seguenti argomenti:
a)
organici
b)
la nuova dottrina dell’Esercito
c)
trasferimenti
d)
strutture
e)
informatizzazione
a)
Le tabelle organiche dei Rgt/Cp/Pl che risultavano già inadeguate nel
1992, oggi sono a dir poco ridicole. Come si puo’ pensare sufficiente
l’organico di un ufficio amministrazione, che 10 anni fa amministrava solo
fogli di viaggio di U/SU, oggi
che è responsabile di tutte le incombenze che nel ’92 erano delle
Regioni Militari e dei Comandi Brigata con l’aggiunta dei VFB e dei VSP.(buste
paga, assistenza fiscale etc.) Lo stesso ragionamento vale per le compagnie dove
con l’afflusso dei VFB/VSP hanno bisogno di veri e propri uffici con personale
qualificato che gestisca la documentazione caratteristica, gli straordinari, gli
incidenti e le variazioni matricolari. ( l’orientamento degli organi superiori
è quello di chiudere gli uffici di compagnia. COME???)
b)
La nuova dottrina dell’Esercito riguardante il personale, le
operazioni, l’addestramento e la logistica è completa, particolare e chiara;
ha un solo grande difetto: non è adattabile (oggi) alla realtà operativa delle
nostre Forze Armate. A chi fare riferimento quando la vecchia dottrina logistica
è stata abrogata e la nuova (molto americana) esiste solo sulla carta? Ancora
oggi ci sono tante lacune sul trattamento e sull’impiego VFB/VSP perché sono
state emesse delle direttive inapplicabili.
(es. sistemazione alloggiativa, orari di servizio, recuperi e pagamenti
straordinari)
c)
Le direttive sull’impiego del personale U/SU permettono che
vengano effettuati dei trasferimenti che:
-non giustificano il motivo
-non evidenziano il criterio di
equità e trasparenza
-non permettono al personale
interessato di scegliere tra tre o più sedi
-non mettono in condizione le
famiglie di effettuare lo stesso senza traumi
Giorni fa in audizioni in Commissione difesa il capo di SME ha fatto presente la
grande crisi di alloggi a disposizione dell’amministrazione militare; solo
11000 dei 33.000 aventi diritto hanno l’alloggio (in che condizioni???). Alla
luce di cio’ perché il capo di
SME non prende in considerazione la possibilità di apporre qualche cambiamento
alla direttiva sull’impiego del personale?
d)
Le strutture intese sia come alloggi demaniali che come caserme,
risultano inadeguate ad un esercito di professionisti di una nazione tra le
prime otto del mondo. Gli Ufficiali, i Sottufficiali e i VSP, con le rispettive
famiglie non sono dei nomadi ed hanno diritto ad avere una sistemazione adeguata
o un trattamento economico che permetta tale sistemazione, soprattutto in caso
di trasferimento d’autorità.
e)
Tra tutte le amministrazioni pubbliche siamo sicuramente quelli meno
informatizzati , nonostante le numerose risorse umane specializzate (ingegneri
informatici sottoimpiegati), e con una bassa propensione allo sfruttamento delle
nuove tecnologie (es. Internet). Ancora oggi si procede , nella maggior parte
delle caserme d’Italia, al rilevamento delle presenze con l’ormai obsoleto
foglio di carta, quando da piu’
di 10 anni si utilizzano tessere magnetiche, dove ci sono tutte le notizie utili
sull’individuo. Stiamo pian piano
morendo soffocati tra fotocopie, chili di direttive e pubblicazioni.
Nel ringraziare lei e tutta la redazione per l’importante
ed a volte fastidioso lavoro (per qualcuno) che portate avanti,
la prego di pubblicare la presente, con la speranza di aprire una
discussione che coinvolga non solo i lettori ma anche gli organi di
rappresentanza militare.
Firmato
A. A.
inizio pagina
Vi ringrazio per l'opportunità che ho di comunicare con dei
colleghi così impegnati sul fronte della solidarietà di categoria e ne
approfitto per sottoporre alla vostra attenzione quanto segue.
Sulla G.U. n. 178 del 01/08/00 è stato pubblicato il DL.
27 giugno 2000, n° 214:
DISPOSIZIONI CORRETTIVE ED INTEGRATIVE DEL DECRETO LEGISLATIVO
28 NOVEMBRE 1997, N, 464, RECANTE RIFORMA STRUTTURALE DELLE FORZE ARMATE, A
NORMA DELL'ART. 9, COMMA 2, DELLA LEGGE 31 MARZO 2000, N. 78.
Personalmente ho tentato di seguirne l'iter in Commissione
Difesa, via internet, e
lo scorso luglio grazie a un collega del COCER ho avuto
lo possibilità di visionare in anteprima l'elenco dei Reparti da SOPPRIMERE
E/O RIORGANIZZARE. Mi aspettavo, di conseguenza, che al momento dell'uscita
del suddetto Decreto sulla G.U., questo fosse completo degli elenchi visionati
nella bozza. Invece come potete constatare dall'allegato a questa lettera,
vengono riportate solamente le nuove tabelle "C e D" che contengono
esclusivamente i provvedimenti decisi dal Ministero Difesa sentito il parere
del capo di SMD.
OKKIO, perchè, come scritto subdolamente al comma 2-bis
dell'Art. 2 del DL. 214, è stato dato ampio mandato ai singoli capi di stato
maggiore di Marina, Esercito e Aeronatutica, di decidere in piena
autonomia della sorte dei propri reparti dipendenti!!!
Esistono infatti anche le tabelle, non pubblicate sulla
G.U., relative ai singoli reparti delle tre forze armate da
SOPPRIMERE E/O RIORGANIZZARE su sedi diverse dalle attuali. In base a queste
ultime, per esempio, il mio Gruppo, il 26° "GIOVE", è destinato ad
essere chiuso entro il 2001 sulla base di Pisa e forse ad essere
"riorganizzato" con compiti diversi sulla sede di Viterbo!
La situazione ai limiti del grottesco, e che sta gettando nello
sconforto noi e le nostre famiglie, è che i nostri superiori ci hanno
confermato la chiusura per l'anno prossimo, ma solo ufficiosamente.
Ufficialmente non si conosce quali saranno le date dei trasferimenti e,
soprattutto, le destinazioni del personale dipendente che potrebbe essere
ridistribuito lungo tutto lo stivale, da Casarsa (PN) a Lamezia Terme (CZ) !!!
Vi lascio immaginare come stiamo tranquilli ! In compenso il Gruppo è appena
rientrato da quattro mesi di Albania e, così tanto per mantenerci
"massicci e incazzati", stiamo preparandoci a rischierarci,
"col fresco", nei primi mesi del 2001, in Kossovo, nel punto
della massima concentrazione di Uranio Impoverito della NATO. Probabilmente le
S.A. già progettano di inviarci le comunicazioni 241/90 per i
trasferimenti, direttamente in area di operazioni, dove non potremo prendere
alcuna iniziativa.
Attenzione però, che il nostro non è un caso isolato. Quelle
tabelle (credo siano la E e la F) riportavano le chiusure di decine di reparti
e repartini. A questo punto, secondo me, sarebbe il caso che vi attivaste per
rintracciarle nella loro stesura definitiva allo scopo di darne la massima
diffusione. Penso che il numero dei colleghi "colpiti" dai prossimi
provvedimenti di trasferimento sarà senza precedenti, e tale da convincerli a
scendere in piazza a fare quello che il COCER non riesce a fare! Poi chissà...
LA RAPPRESENTANZA MILITARE E LE SUE COLPE
GIORNO 14/9/2000
Dopo aver visionato attentamente l'interessantissimo "Libro Bianco",
sono rimasto particolarmente colpito dal fatto che nessuno dei messaggi rivolge
l'attenzione sulle "cause interne" del malessere dei militari. E mi
spiego meglio.
E' più che lecito additare l'annosa disattenzione che il legislatore ha nel
confronti del "lavoratore con le stellette".
E' esattissimo dire che i vertici militari ci mettono anche del loro a
complicarci la vita (vedansi il problema dei trasferimenti, la questione
delle visite mediche, la mancata ridefinizione degli incarichi da attribuire
agli Aiutanti ecc.).
E' altrettanto vero che l'opinione pubblica non è adeguatamente
sensibilizzata sui nostri problemi.
Tuttavia sono stato sempre dell'idea che se i mezzi efficaci mancano,
occorre sfruttare quelli che si hanno, e mi riferisco proprio alla
Rappresentanza Militare.
Possibile che nessuno abbia evidenziato che parte delle responsabilità di
questo stato di cose sono da ricondurre alla scarsissima efficacia dell'attività
degli organismi di rappresentanza?
Tutti aspettano il sindacato, la possibilità di manifestare, l'arma dello
sciopero. E intanto?
Intanto da cinque anni esiste una bozza di riforma di rappresentanza che viene
palleggiata dal COCER alle Commissioni parlamentari e viceversa e tutti fanno
finta di nulla.
Intanto al Cobar continuiamo ad eleggere persone che magari non hanno né la
capacità né la voglia di espletare al meglio il mandato. E tralascio le
conseguenti considerazioni su coloro che arrivano al COCER (l'unica volta che mi
sono presentato alla segreteria della Sezione Esercito del COCER per avere
qualche aggiornamento, mi hanno praticamente messo alla porta).
Senza contare che sistematicamente le riunioni che il Cobar dovrebbe fare con
cadenza almeno mensile avvengono con frequenza annuale. In alcuni reparti si
possono notare nelle apposite bacheche verbali di assemblee tanto remote da
causare l'ingiallimento della carta su cui sono scritte.
Per sanare tutto questo c'è bisogno quindi di elementi capaci e che siano
disposti ad esporsi . C'è bisogno di poter incalzare il proprio
rappresentante e richiederne le dimissioni se non assolve al meglio il
mandato.
In conclusione vorrei dire a tutti i miei colleghi Sottufficiali (ma ci chiamiamo ancora cosi?) che sono demotivati, demoralizzati e sottopagati, che
secondo me è meglio non avere una rappresentanza piuttosto che averne una che
non funziona.
Questo perché le parole democrazia, pari dignità, conquista sociale non devono
servire solo a qualche politico per "riempirsi la bocca", ma devono
essere la base per un benessere morale ed economico senza il quale non vi potrà
mai essere una Forza Armata all'altezza del prestigio della nostra Nazione.
13 settembre 2000.
M.C.
inizio pagina
PERCHE' IL MILITARE
DEVE ESSERE CONSIDERATO
UN LAVORATORE "PARTICOLARE"!
16/08/2000
Premesso che tutti i
dipendenti lavorano come da da contratto non piu' di 40 ore settimanali, come si
fa a calcolare lo stipendio di un lavoratore "particolare" rispetto a
quello di un lavoratore normale? Cominciamo col dire che un militare rientra
senza ombra di dubbio fra una delle categorie particolari se non addirittura
speciali.
Quindi per calcolare lo
stipendio di un lavoratore "particolare" bisogna iniziare a gettare
sulla bilancia: la disponibilità, l'impegno, gli obblighi, i rischi, le
rinunce, i titoli di studio.
Pertanto, lo stipendio
andrebbe calcolato valutando attentamente i seguenti fattori:
- il fatto di indossare una
divisa con conseguenti obblighi e comportamenti;
- il fatto che per fare il maresciallo ci vuole la laurea
breve di 3 anni;
- il fatto di essere sradicati
dalle proprie origini;
- il fatto di rinunciare a moltissimi diritti, a
cominciare dal sindacato e dalla
possibilità di contrattare il proprio stipendio ecc.;
- il fatto che deve avere un comportamento, anche nella vita privata,
irreprensibile
sotto tutti gli aspetti;
- il fatto che per andare in ferie all'estero deve chiedere l'autorizzazione;
- il fatto di subire frequenti
trasferimenti in Italia o all'estero;
- il fatto di vederci applicati due codici penali in piu' (di pace e di guerra);
- il fatto di subire l'umiliazione della punizione, dalla consegna semplice al
rigore;
- il fatto di essere disponibili anche dopo l'orario di servizio;
- il fatto di svolgere servizio di notte, il sabato e i festivi senza
nessun incentivo
economico in piu', oltre il normale stipendio;
- il fatto di eseguire esercitazioni pericolose, di pilotare gli aerei, di
lavorare sulle
navi, dentro i sommergibili, sui carri armati, ecc..;
- il fatto di montare di servizio con la pistola. Pistola che all'occorrenza
deve servire
anche per offendere un'altro essere umano;
- il fatto di essere impegnati in scenari di guerra o di forti tensioni sociali:
guerra
del Golfo, guerra dei Balcani, Mozambico, Albania, Timor Est, mettendo a
repentaglio anche la propria vita;
- il fatto di essere sottoposti a stressanti turni di servizio, di essere
impegnati in
zone a rischio di malattie (malaria, epatite, febbre gialla, tifo, ecc.).
Si potrebbe ancora
continuare, ma credo che quanto sopra puo' dare l'idea degli obblighi e degli impegni a cui il
militare è giornalmente sottoposto.
Pertanto ritengo che concedere uno
stipendio al Sottufficiale uguale o addirittura inferiore ad un altro lavoratore
che lavora otto ore al giorno dietro una scrivania sia veramente ridicolo
e demotivante!!!!!!
Mi chiedo, se i sindacati
nazionali sapessero che una grossa ditta Italiana impiega i lavoratori in
questo modo e con uno stipendio quasi da fame, direbbero qualche cosa? Io dico
di si, basta vedere i motivi attuali con i quali decidono di effettuare gli
scioperi. Se dovesse succedere che al cittadino non militare venisse applicato
un simile trattamento, sarebbero sicuramente in sciopero ad oltranza!!!!!
Sono questi, cari Politici,
le motivazione per cui un militare è di fatto un lavoratore
"particolare" se non addirittura speciale.
Verona
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SOTTUFFICIALI SEMPRE PIU' PENALIZZATI!
27/07/2000
Sono un maresciallo dell'Aeronautica Militare con
20 anni di servizio ancora di seconda classe insieme ormai al grosso dei
sottufficiali, senza chiaramente nulla togliere ai piu' giovani. Sempre stato
il pupillo delle decine di comandanti che si sono succeduti nell'arco di
questi 20 anni, sempre irreprensibile sul lavoro e dal lato puramente
militare, eppure ancora di seconda classe. Da quando mi sono arruolato
le leggi sull'avanzamento sono venute una dopo
l'altra e di queste mi e' sempre stato applicata la parte penalizzante
per cui fra concorsi (due e non si era mai visto qualcosa del
genere), ed intrugli vari mi sono ritrovato a diventare stantio nei gradi di
Sergente Maggiore e Maresciallo di Seconda classe. Spero che di questo
qualcuno se ne sia accorto e che questo qualcuno con qualche potere
decisionale tenti almeno di ripristinare una situazione che per il
Sottufficiale e' a dir poco frustrante. Economicamente oggigiorno il
Sottufficiale e' costretto a tirare la cinghia, specialmente se ha
famiglia, ed e' fortunato se ha la moglie che lavora. Va da se a questo punto
che per recriminare qualche diritto sia dal punto di vista dell'avanzamento
che da quello economico si e' costretti a ricorrere ai Tribunali Regionali; e
perche' mai?; anche se non abbiamo il diritto allo sciopero si dovrebbe tenere
un po' piu' conto di questa categoria di Militari/Lavoratori che hanno giurato
fedelta' allo Stato ed alle Istituzioni.
Non mi inganno se dico che anche altre categorie
come Magistrati e Medici prestano giuramento eppure non ci pensano due
volte a scioperare, rimandando processi e cure ai malati quando devono
recriminare i loro diritti.
Noi, se pur col magone, le nostre Sale Operative
non le abbiamo mai abbandonate.
CARABINIERI, 4^ FORZA
ARMATA -
GODRANNO DI MAGGIORI PRIVILEGI RISPETTO ALLE ALTRE TRE FF.AA.?
20/07/2000
Sono un Sott/le della M.M. ed in questi
giorni stò seguendo con attenzione la vicenda che riguarda l'Arma dei
Carabinieri, visto che il Governo si accinge con un decreto
ad elevarla a 4^ FF.AA..
Considerata l'altissima stima (a ragione) che gode in
tutti gli ambienti ed in particolar modo quelli Governativi, non c'è
il rischio di creare una FF.AA. privilegiata rispetto
alle altre 3, e quindi una disparità di trattamento del
personale tutto a favore dei colleghi dei Carabinieri?
Se questo dovesse succedere i nostri
rappresentanti stanno preparando degli argomenti per cercare
di far si che tutto il personale venga trattato in egual
misura?
m.c.
LA NOSTRA RISPOSTA
Gentilissimo Maurizio,
condivido pienamente la tua analisi. Già ora il personale dell'Arma dei Carabinieri gode ed ha veramente goduto nel passato di notevoli vantaggi
rispetto al personale delle altre tre FF.AA. (esercito, marina e aeronautica).
Alcuni esempi:
- omogeneizzazione con la Polizia di Stato in relazione alla legge del 1981;
- vantaggio nell'applicazione della legge sul riordino delle carriere;
- grandissime disponibilità di fondi per lo straordinario, che comunque
vanno sempre a favore del personale;
- si ventila già di una nuova riforma delle carriere;
- ecc. ecc..
Pertanto, anche se il Ministro ed il Capo di Stato Maggiore della Difesa
saranno gli stessi, la 4^ Forza Armata si distinguerà dalle altre tre
godendo di una maggiore attenzione. Questo perchè i Carabinieri svolgono un
lavoro molto, ma molto piu' visibile del nostro: ordine pubblico, presenza
in ogni paese, ecc. Hai constatato che delle missioni dei militari
all'estero non se ne parla quasi mai? Sai dirmi cosa hanno fatto i nostri
militari in missione a Timor Est? E sei informato sulle altre missioni?
Inoltre non va trascurato che i Carabinieri, per il fatto di essere anche
Forza di Polizia, godranno sempre dei vantaggi che i loro "colleghi"
della
Polizia di Stato conquisteranno, anche grazie al loro sindacato.
Il CO.CE.R. già si sta preoccupando, perchè di riflesso ci siamo quasi
sempre attaccati al "tram" dei Carabinieri. Pensano bene quando dicono
che
le cose per noi si complicheranno. Già la Corte Costituzionale ci respinge
alcuni ricorsi motivando il fatto che il Legislatore sta sempre di più
distinguendo le Forze di Polizia dalle Forze Armate.
Credo che il CO.CE.R. non possa fare molto! Considera
che a distanza di 5 anni ancora non è riuscito a farci avere il grado che il
nostro collega dei Carabinieri ha avuto in più di noi!!!!!!
Pertanto ritengo che la sua preoccupazione vada approfondita nelle sedi
opportune, evitando che il personale militare delle FF.AA. rimanga sempre più
indietro dei loro colleghi dei Carabinieri.
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RIFORMA DEL
REGOLAMENTO DI DISCIPLINA
13/07/2000
Occorre sviluppare una forte iniziativa che porti
ad una nuova riforma del regolamento di disciplina (perche' poi usare questo
termine?,,,, siamo uomini o animali?), che rispecchi a pieno i diritti
sanciti dalla Costituzione, quali:
- il riconoscimento di un sindacato (art. 39, 18 e
52 della Costituzione);
- abolizione degli strumenti punitivi in
vigore che li considero incostituzionali (vedi art. 13 della Costituzione);
- eliminazione del codice militare di pace, emanato
durante il regime fascista .
Dobbiamo convincerci e convincere che solo la
mobilitazione può cancellare dal Regolamento di "comportamento"
quelle norme che, dietro lo schermo delle "esigenze particolari",
fa della istituzione militare un corpus al di fuori o al di sopra della
Costituzione.
F.
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AMMISSIONE
ALLE CURE BALNEO-TERMALI/INALATORIE
AMMALATI DI SERIE “A” E “B”
07/7/2000
Da anni si riscontra la
disparità di trattamento delle cure (balneo termali -
idropiniche e/o inalatorie) che si effettuano durante l’anno tra il
personale che gli è stata riconosciuta l’infermità per causa di servizio.
Come al solito ci fanno sentire di due categorie (A) e (B). La categoria (A)
sono quelli che effettuano il ciclo di terapie balneo-termali essendo spesati in
tutto (pensione completa), mentre quelli dell’altra categoria (B) che
effettuano il ciclo di terapie idropiniche e/o inalatorie si devono cercare
l’albergo e relativo ristorante chiedendo quasi l’elemosina
all’albergatore, perché l’amministrazione gli passa un assegno giornaliero
di soli 39.600 lire. Pertanto quest'ultimo personale alla fine delle cure deve
rimetterci di tasca sua dalle 200.000 alle 300.000
lire per integrare
l’ammontare della fattura di fine cure che è sempre superiore all’importo
che l’amministrazione gli passa. E' oramai quasi introvabile
in ITALIA un albergo dignitoso che per una pensione completa
giornaliera faccia spendere al personale non piu' di 39.600 lire!!!!
Tutto ciò non è
assolutamente corretto perché ammalati sono tutte e due le categorie e non vedo
il nesso della disparità . E' da anni che
si parla di questo problema, ma prima o poi si arriverà ad una soluzione equa
per tutte le cure??????
P.M.
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Visite mediche periodiche
annuali-personale militare
30/5/2000
Con una circolare del 13 aprile 2000
l'Ispettorato Logistico dell'Esercito - Dipartimento di Sanità - ha stabilito
che annualmente tutto il personale militare dell'Esercito (in spe. o vincolato
da ferme speciali) sia sottoposto a visita medica per la verifica dello
stato di salute e conseguente conferma, o meno, dell'idoneità al servizio
militare incondizionato.
Nulla in contrario se le visite
servono da prevenzione e cura dell'eventuale infermità riscontrata. Mi
preoccupa molto il fatto che nulla si dica sulla posizione di colui che
sarà ritenuto NON idoneo al s.m.i..
Per questo motivo è necessario
che noi "pazienti" ci poniamo alcune domande, almeno per essere consapevoli dei
problemi ai quali in futuro andremo incontro:
a. l'art. 6 dello statuto dei
lavoratori limita le visite mediche al solo personale che svolge un lavoro a
"rischio". Inoltre, quando le visite sono previste, vengono fatte al
di fuori dell'amministrazione di appartenenza in modo tale da garantire
l'imparzialità dell'esito degli esami;
b. possiamo stare tranquilli ai fini
della riservatezza dei dati clinici acquisiti dall'infermeria?
c. perchè le visite mediche
riguardano, per ora, il solo personale dell'Esercito?
d. quale futuro lavorativo sarà
riservato per quei giovani militari che eventualmente saranno riformati?
e. non era meglio accompagnare questa
direttiva con una disposizione di legge la quale prevedesse il reimpiego dei
riformati tra i dipendenti civili del pubblico impiego?
f. la direttiva è nata
dall'Ispettorato Logistico dell'Esercito o da organi Ministeriali più in alto?
La circolare nulla cita in merito.
Quanto sopra vuole essere non solo
una critica alla direttiva, ma una profonda riflessione sull'argomento che
ognuno di noi potra' fare.
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Stipendi e potere d'acquisto
20/5/2000
Sono un pubblico dipendente e
precisamente un militare di carriera. Vorrei far notare che a causa delle
politiche economiche intraprese dai governi di centro-sinistra negli ultimi
anni, il potere di acquisto reale dei nostri stipendi è rimasto fermo se non
addirittura diminuito. Sia ben chiaro, so benissimo che non vi erano altre
strade per risanare i conti pubblici e rientrare nei parametri di Mastricht, le
quali ci hanno permesso di fare parte dei Paesi dell'Euro; infatti ben peggio sarebbe
stato se avessimo mancato quell'appuntamento importantissimo.
Quindi un plauso ai governi che hanno
risanato il Paese, ma se posso permettermi di dare loro un consiglio gli direi
che il periodo dei soli sacrifici deve finire perché i cittadini non lo
tollerano più.
Essi vogliono certamente serietà nella
gestione e controllo dei conti pubblici, tagli agli sprechi ed in questo senso i
dipendenti pubblici hanno fatto e continueranno a fare la loro parte, ma dopo
anni di sacrifici vogliamo vedere finalmente aumenti stipendiali degni di questo
nome e per tutto il personale, non solo per i dirigenti che hanno già preso
più di quello che si meritavano.
Questo lo dico perché le persone hanno
bisogno non di sognare, come dice qualcuno, ma di serenità, cose pratiche e concrete (fare qualche vacanza in più, accontentare i figli, comprarsi un
vestito nuovo, ecc.), tutte cose che con gli stipendi attuali difficilmente si
riescono a fare.
Non si dimentichi il centro-sinistra che nel 2001 vi
saranno le elezioni politiche e se vorrà vincerle non può più permettersi di
sbagliare su questo fondamentale punto.
Scudieri Giuseppe
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