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Oggi 25
gennaio 2006 è stato approvato alla Camera, a maggioranza, il
Riordino delle Carriere,
L’80% dei
rappresentanti sindacali e militari hanno espresso un parere
negativo sul testo in discussione ed oggi votato.
82 pagine ,
tanto spazio occupa il dibattito di oggi ed il voto sul
riordino delle carriere. Ho provato a fare una personale
sintesi degli interventi che aiuta a capire il provvedimento e
le posizioni espresse dai parlamentari della maggioranza e
dell’opposizione durante l’esame dell’articolo 1.
A cura di
Salvatore Rullo
s.rullo@tin.it
Qui trovi il testo completo e approvato dalla Camera il
25/1/06
Seguito
della discussione del testo unificato delle proposte di legge
Ascierto ed altri; Lavagnini; Lucidi ed altri: Delega al
Governo per il riordino dei ruoli del personale delle Forze di
polizia e delle Forze armate (A. C. 3437-
(Esame dell'articolo 1 - A.C.
3437 ed
abbinate)
PIERO
RUZZANTE. ( i contenuti
del provvedimento- la mancanza di risorse- l’insoddisfazione
dei sergenti e dei marescialli - per i marescialli va
introdotto il criterio dell’omogeneizzazione stipendiale – le
risate dell’opposizione sulla contrarietà dei sindacati e dei
CoCeR ) È, quindi, un provvedimento i cui contenuti
dividono il personale. Ne hanno avuto prova anche i
rappresentanti della maggioranza, i quali hanno avuto il
coraggio di intervenire alle assemblee di questi giorni
organizzate dai sindacati e dai COCER, ed hanno ascoltato fino
in fondo i giudizi di quella platea in merito al provvedimento
in esame. Mi riferisco alle bordate di fischi ottenute dai
rappresentanti della maggioranza del gruppo di Alleanza
nazionale, che in questi giorni si sono dovuti confrontare con
il personale delle forze di polizia e delle Forze armate.
Forse, hanno compreso quale sia il giudizio di una parte...
Non scuota la testa, onorevole Ramponi, siamo in grado di
dimostrare le cose che diciamo, delle quali ci assumiamo la
responsabilità in questa Assemblea. Al termine del mio
intervento, le indicherò le sigle sindacali che sono contrarie
al provvedimento e chiedono di bloccare questo progetto di
riordino a legislatura praticamente conclusa.
Stiamo, quindi, discutendo un provvedimento messo insieme
dalla maggioranza in modo confuso. Ricordo anche il ritardo
con il quale abbiamo dato inizio all'esame di tale testo
unificato, che ieri abbiamo dovuto rinviare più volte.
Soprattutto, si tratta di un provvedimento che non ha una
chiara copertura finanziaria, rivolto a persone che svolgono
(al riguardo, non vi è ombra di dubbio) funzioni delicate,
rischiose e fondamentali per la sicurezza e la difesa del
paese.
È del tutto evidente che un serio provvedimento di riordino
deve misurarsi, innanzitutto, con un forte senso di
responsabilità nei confronti dei destinatari e deve essere in
grado di produrre concretamente gli effetti promessi. …..
dietro la promessa di situazioni economiche positive per il
personale stesso non ci sono un investimento ed un impegno
economico garantito.
La prima questione che si propone è quella dell'unificazione
dei ruoli truppa e sergenti e dei ruoli equivalenti nelle
Forze di polizia, agenti e sovrintendenti, in un unico ruolo.
In conseguenza di ciò, la carriera iniziale si articolerà su
sette gradi.
È un passaggio condivisibile, che risolve il problema che ha
indicato, tra l'altro, anche il presidente Ramponi, relativo
alle due carriere troppo corte e che si esauriscono nei primi
16-18 anni di servizio. Però, al tempo stesso, si creano molti
problemi per coloro che già si trovano nel ruolo dei sergenti
e dei sovrintendenti e che in tale ruolo rimarrebbero
ingiustamente intrappolati e scavalcati dai nuovi arrivati.
Per questi ultimi non si fa nulla e non si prevede nulla in
questo provvedimento. Invece, bisogna aprire loro la strada al
ruolo dei marescialli o degli ispettori.
Il secondo aspetto è relativo al ruolo degli ispettori e dei
marescialli. Il Governo indica la prospettiva di interventi
perequativi e di valorizzazione, però non trova i soldi per
garantire la copertura finanziaria e la quantità.
Ebbene, qui bisogna avere il coraggio di dire come stanno le
cose: il ruolo degli ispettori e dei marescialli ha bisogno di
un doppio intervento. Il primo è quello di garantire una
progressione economica certa, come l'omogeneizzazione degli
ufficiali, che sgancia la carriera giuridica da quella
amministrativa. Il secondo intervento è quello volto ad aprire
il ruolo dando sbocco ai gradi della carriera superiore sulla
base di titoli e requisiti adeguati.
Non avete fatto né l'una né l'altra cosa…. ( Legge il
comunicato fatto dall’80% del comparto difesa e sicurezza e
qualcuno della maggioranza ride ) Voi ridete, cari colleghi
della maggioranza, ma si tratta della maggioranza dei
rappresentanti dei sindacati di polizia e delle Forze armate.
Continuate pure a ridere del loro punto di vista. Forse,
dopo il voto, ci sarà qualcuno che riderà al posto vostro
(Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di
sinistra-L'Ulivo).
CESARE
RIZZI ( Lega Nord ) … il
testo approvato dalla Commissione erige le compatibilità
macroeconomiche accertate dal DPEF ad argine insormontabile di
qualsiasi futura rivendicazione.
Se le deleghe verranno esercitate correttamente, cioè
coerentemente con il mandato parlamentare, non saranno infatti
possibili aumenti a pioggia delle paghe di poliziotti,
carabinieri e militari delle varie specialità, a meno che
questi non siano consentiti dalle autorità cui è affidato il
compito di determinare il limite di crescita della spesa
pubblica nel suo complesso. A noi questo pare un elemento di
grande responsabilità….. La Lega Nord, infatti, non ha mai
apprezzato il ricorso al privilegio ed all'aumento retributivo
alimentato dalle Forze di polizia ad ordinamento civile e
militare, cui, di tanto in tanto, come possono e molto
sommessamente, si aggregano da buone ultime anche le Forze
armate. Il meccanismo è a tutti noi noto. Non appena la
Polizia di Stato ottiene miglioramenti grazie al dinamismo
delle sue rappresentanze sindacali, si attiva la lobby
dei Carabinieri che, giustamente, reclama la piena
equiparazione. Le altre Forze armate chiudono il processo che,
però, tende subito a ricominciare con la stessa dinamica alla
fine del ciclo, quasi senza soluzione di continuità….. Questo
intento razionalizzatore è condiviso dalla Lega Nord, che per
questo motivo sosterrà l'approvazione del provvedimento, ma
non senza mettere in guardia il Governo e tutte le forze
politiche rispetto al rischio che l'equiparazione possa, un
domani, essere travisata per velocizzare anziché moderare la
trasmissione al personale militare degli incrementi
retributivi ottenuti dalle polizie ad ordinamento civile che
sono sindacalizzate.
Questo è il pericolo. Proprio per questo motivo sarà di
fondamentale importanza il ruolo che il Parlamento potrà
svolgere, quando verranno sottoposti alle Camere i testi dei
decreti delega predisposti dal Governo.
GIANCLAUDIO
BRESSA. Dl ( provvedimento
tardivo – c’era necessità di riformare la Rappresentanza -
) Signor Presidente, siamo al termine di questa legislatura e
ci troviamo finalmente ad affrontare temi che riguardano il
comparto sicurezza. Un po' tardi, probabilmente
irrimediabilmente tardi!... C'era da risolvere il problema
delle rappresentanze militari, consentendo ad esse di avere
davvero, per la prima volta, una personalità giuridica, una
soggettività giuridica e, pertanto, di essere in grado di
tutelare per davvero gli interessi del personale delle Forze
armate e delle polizie ad ordinamento militare, ma non si è
fatto neppure questo. Si arriva, invece, all'ultima settimana
parlamentare utile, «in zona Cesarini», ad un provvedimento di
riordino che ha - lo ripeto - le ambizioni straordinarie, ma
che fornisce risposte assolutamente non accettabili…. Questo
nostro emendamento consente, attraverso il differimento del
termine della delega ad un momento successivo alla nuova
finanziaria, un riordino contestuale di tutti i ruoli,
compresi quelli di base, e quindi non solo di alcuni, come voi
fate adesso, prevedendo un differimento per la maggior parte
degli operatori a fantomatiche nuove fasi da attuarsi con
fantomatiche nuove risorse. Bisogna invece garantire da subito
interventi perequativi anche per ciò che attiene le
opportunità di carriera, per tutti e non solo per qualcuno…..
MARCO
MINNITI. DS ( il Riordino
è un provvedimento molto sentito, non andava affrontato in
questo modo – se lo considerate una bandiera, sappiate che è
una bandiera bucata! - ) Signor presidente come risulta
agli atti di questo Parlamento, noi abbiamo più volte chiesto
nel corso della legislatura che venisse affrontato il riordino
delle carriere delle Forze di polizia e delle Forze armate. Si
tratta di un intervento molto sentito, di cui si avverte la
necessità.
Tuttavia, pensavamo e pensiamo che questo delicato passaggio
non dovesse essere affrontato in questo modo. Siamo a fine
legislatura - ormai mancano pochi giorni - e l'esito di questo
provvedimento è particolarmente incerto. La stessa maggioranza
e lo stesso Governo sanno che difficilmente potrà essere
approvato dal Senato. Starei quasi per dire che ci troviamo di
fronte ad una pubblica presa in giro degli operatori delle
Forze di polizia e delle Forze armate italiane.
Non così doveva essere fatto, perché
abbiamo di fronte un provvedimento che, come hanno detto sia
il collega Bressa sia il collega Ruzzante, è privo di
copertura finanziaria, e di relazione tecnica; peraltro su di
esso la Commissione giustizia ha espresso parere contrario.
Ieri, tutti i
sindacati di polizia, tutti i sindacati penitenziari, i COCER
hanno manifestato il loro dissenso. Vorrei fare presente agli
amici e colleghi di Alleanza nazionale che in quella
manifestazione era presente anche l'UGL: se anche l'UGL si
schiera contro, vuol dire che qualcosa che non funziona
probabilmente c'è. Tutti contrari ad un provvedimento di
riordino, e nessun consenso: non si era mai visto in
Parlamento! Invece, voi pensate di andare avanti ma così
facendo produrrete nuove ingiustizie e nuove iniquità.
Non si tratta di un provvedimento
giusto: esso lacera ulteriormente il corpo delle Forze di
polizia e delle Forze armate e in questo momento di tutto vi
era bisogno tranne che di questo. In sostanza, vi state
assumendo una gravissima responsabilità. So bene che a fine
legislatura spesso si votano provvedimenti-bandiera e questo,
lo sapete bene, è proprio un provvedimento di questa natura,
ma, colleghi della maggioranza, in questo caso la «bandiera» è
bucata. State presentando agli operatori delle Forze di
polizia e delle Forze armate una «bandiera» bucata. Pagherete
per questo anche un caro prezzo politico ed elettorale, ma,
come si dice in questi casi, contenti voi, contenti tutti
(Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di
sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!
ELETTRA
DEIANA. RC (
incomprensibile determinazione della maggioranza che va contro
il parere negativo espresso da sindacati e rappresentanze
) Anche io voglio sottolineare il carattere incomprensibile
della determinazione con cui la maggioranza vuole portare a
termine l'iter di questo provvedimento. Si tratta di una
determinazione veramente incomprensibile sia per le ragioni di
metodo e di merito che sono state già richiamate, sia,
soprattutto, in ragione del grandissimo disagio e della
posizione contraria con cui le categorie interessate, gli
operatori dei due comparti, le rappresentanze sia dei
sindacati di polizia sia delle rappresentanze militari, hanno
reagito e stanno reagendo al provvedimento stesso. Non c'è
alcun accordo con le categorie interessate, anzi vi è da parte
loro un rigetto collettivo amplissimo che rasenta il 90 per
cento. Si registra, inoltre, un'esposizione pubblica di queste
categorie, tradizionalmente poco inclini ad esporsi rispetto
alle problematiche che le riguardano, senza precedenti.
Tenuto conto di tutto ciò, ritengo non vi sia alcuna
spiegazione razionale che giustifichi l'atteggiamento tenuto
della maggioranza la quale, invece, dovrebbe assumersi la
responsabilità di cercare di risolvere le problematiche di
tipo sociale, le insofferenze e il disagio che in maniera così
ampia si stanno manifestando contro il provvedimento in esame.
MARCELLA
LUCIDI. DS ( si risolve
un problema creandone altri – e come dare al personale l’olio
di ricino - ) La richiesta di un provvedimento organico di
riordino delle carriere delle Forze di polizia e delle Forze
armate proviene da tutti i corpi, da tutte le rappresentanze,
sia quelle militari sia quelle sindacali. Infatti, il
personale è stanco - credo lo sia anche il Parlamento - di
provvedimenti che, susseguendosi nel tempo, cercano di
rispondere alle emergenze che si presentano, di sanare le
sperequazioni ed i disallineamenti tra personale appartenente
allo stesso corpo o tra il personale delle Forze di polizia e
quello delle Forze armate. Questo modo di procedere crea uno
scontento che non viene mai eliminato, perché, mentre si
risolve un problema, se ne crea subito un altro!. Le
proteste che si sono avute, non soltanto ieri o ieri l'altro,
ma anche nei mesi scorsi, davanti al Parlamento ci invitavano
a riflettere esattamente sulla realtà che ho evidenziato. Il
personale non ci riconosce! Nel comportamento della
maggioranza e del Governo, c'è una sorta di «patria potestà
legislativa»: si decide qual è il bene del personale. È un po'
come dare al personale l'olio di ricino! Agli appartenenti
alle Forze di polizia ed alle Forze armate stiamo dicendo:
guardate che è cattivo, lo riconosciamo; però, vi diciamo che
vi farà bene; quindi, vi invitiamo ad inghiottirlo, a
deglutirlo, a mandarlo giù fino in fondo; vedrete che ci
sarete riconoscenti! Ebbene, colleghi, non credo che sia
questo il modo di procedere: non è un modo serio, lasciatecelo
dire!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Dl ( scambio di
battute tra Bressa, Saia e Ramponi ) Ci troviamo di
fronte alle reazioni delle organizzazioni sindacali di polizia
- che non riferisco perché non è il momento per farlo - le
quali, per il 90 per cento (Commenti dei deputati del
gruppo di Alleanza Nazionale)...
MAURIZIO
SAIA, AN - Relatore per
la I Commissione. Ma dai!
GIANCLAUDIO
BRESSA. È inutile che
facciate così, ci sono i fatti! Ad eccezione del SAP e del
SAPAF, al quale è iscritta la metà del Corpo forestale dello
Stato...
LUIGI
RAMPONI (AN ). No, della
polizia!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Dl - Non confonda,
generale: il SAPAF è il sindacato autonomo del Corpo forestale
dello Stato; il SAP è il sindacato autonomo della polizia cui
è iscritto, credo, il 16 o il 17 per cento delle forze della
Polizia di Stato.
In ogni caso, il 90 per cento delle sigle sindacali
dell'intero comparto, l'altro giorno, presso il Ministero
della funzione pubblica, ha chiesto la sospensione della
trattativa perché contraria a questo provvedimento ed ha
chiesto un incontro con il Governo perché quest'ultimo
chiarisca il contenuto della normativa proposta. Quando ciò
accade, il campanello d'allarme dovrebbe suonare a casa
vostra! State adottando un provvedimento che non è accettato
da nessuno! Quando i rappresentanti dei COCER manifestano
individualmente - perché in altro modo non posso farlo - la
loro contrarietà, su di esso, il campanello d'allarme dovrebbe
suonare al vostro interno e avvertirvi che state facendo
qualcosa contro la volontà dei poliziotti, dei carabinieri,
dei finanzieri, delle guardie forestali e della polizia
penitenziaria, cioè contro quelle persone che sono tutti
giorni sulla strada e che voi cercate, o affermate, di
tutelare e che, invece, avete preso in giro fino ad oggi!
La massima e suprema presa in giro è quella di voler
affrontare oggi l'esame di questo provvedimento sapendo che
non diventerà mai legge. Infatti, anche con la «proroga» dei
lavori parlamentari che forse verrà stabilita per le due
prossime settimane, non vi sarebbero più i tempi per
trasformare la proposta in legge; è il più grave insulto che
avete recato a 450 mila operatori del comparto sicurezza
(Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di
sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!
ROBERTA
PINOTTI. ( DS ) ( testo
velina delle amministrazioni – non si è tenuto conto delle
audizioni dei CoCeR ) Vorrei ricordare che venne
presentato un primo testo normativo dagli onorevoli relatori,
sul quale il Governo nutriva alcune perplessità. Si è quindi
interrotto il lavoro delle Commissioni ed è stato
successivamente presentato un nuovo provvedimento; tuttavia ,
anche per distrazione - anche se ciò la dice lunga sul modo
con cui, a volte, si procede nell'affrontare temi così
importanti -, è stato consegnato ai membri della Camera (sia
di maggioranza, sia di opposizione) un testo con la «velina»
delle amministrazioni che lo avevano riscritto.
È ovvio che, su una materia così complessa, che riguarda 450
mila operatori e 4 mila dirigenti e che concerne, altresì,
questioni come riallineamenti e sperequazioni di carriera e
del trattamento economico, vi sia bisogno dell'apporto dei
tecnici del settore per ricevere suggerimenti: si tratta di un
elemento utile e, per certi versi, inevitabile. Tuttavia, non
mi sembra opportuno che si passi dalla proposta politica al
fatto che la riscrittura del testo del progetto di legge sia
fatta direttamente dalle amministrazioni interessate.
Vorrei segnalare, ad esempio, che le audizioni, in sede di
Commissioni, dei COCER e dei sindacati delle Forze di polizia
non sono state tenute in alcun conto, e ciò mi sembra che
dimostri una modalità di procedere alquanto discutibile.
Bressa ad Ascierto -
Bressa :”non avete stanziato un euro per i contratti e mettete
quattro soldi per il riordino! “ . Ascierto: “ non è vero, si
è vero, li metteremo nella prossima finanziaria ! “
GIANCLAUDIO
BRESSA. Dl Poiché nella
finanziaria che dette varato qualche settimana fa avete
previsto di prendere fondi e inserirli in questa operazione di
riordino, togliendoli al contratto, l'unica certezza che
abbiamo è che voi state compiendo questa operazione con i
soldi che vi sarebbero serviti per il rinnovo del contratto.
Il contratto è scaduto il 31 dicembre 2005. Quindi, avete di
fronte a voi un biennio economico da finanziare, dopo che
avete concluso l'ultimo contratto con somme che non coprono
nemmeno il valore dell'inflazione! Avete, dunque, concluso un
contratto, l'ultimo che avete firmato, in cui vi sono somme
risibili, che non coprono nemmeno l'effetto dell'inflazione e
per i prossimi due anni non avete stanziato un euro per i
contratti! Avete stanziato questi quattro soldi...
FILIPPO
ASCIERTO. ( AN ) Non è vero!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Dl - Sì che è vero! E
lo sai perfettamente anche tu, meglio di me, tanto è vero che
eri molto nervoso nel corso dell'approvazione della legge
finanziaria, proprio per tali motivi, Ascierto!
FILIPPO
ASCIERTO. ( AN ) Li
metteremo...!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Li metterete quando,
Ascierto? Li metterete quando?
FILIPPO
ASCIERTO. ( AN ) Li
metteremo nella prossima finanziaria!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Avete approvato una
finanziaria che stanzia zero euro a disposizione del biennio
economico ed una parte piccolissima dei fondi che avete
sottratto agli oneri derivanti dal contratto li stanziate per
fare questo riordino, per accontentare poche centinaia di
persone rispetto a 450 mila operatori che aspettano risposte
serie e che voi non siete capaci di dare (Applausi dei
deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei
Democratici di sinistra-L'Ulivo).
ROBERTA
PINOTTI. DS ( un bluff
mascherato ) Signor Presidente, questo emendamento serve
ad evitare una sperequazione ulteriore. Anche negli interventi
svolti dai colleghi che mi hanno preceduto è stato ricordato -
da tutti - come esista una protesta profonda di quasi tutte le
sigle sindacali, anche del COCER, rispetto a questa proposta
di riordino. Forse, onorevoli colleghi, vi aspettavate che
venisse accolto a braccia aperta, questo bluff che
state varando. In realtà, il bluff è stato smascherato
e, quindi, non vi è una accoglienza trionfale (anzi, il
contrario!).
SILVANA
PISA. DS - ( il riordino è
tale solo a parole ) Credo che più ci inoltriamo
nell'esame di questo provvedimento e più appare che il
riordino è tale solo a parole ma, in realtà, presenta
tantissime sperequazioni tra Forze armate, Carabinieri e
Polizia per ciò che riguarda il trattamento economico ai fini
previdenziali, ma anche per la progressione di carriera.
Il nostro emendamento mira ad evitare questa sperequazione,
che è aumentata con l'abolizione della leva obbligatoria ed il
passaggio all'esercito volontario. Lo dicevo già parlando
sull'emendamento precedente.
Il meccanismo di arruolamento per coloro che desiderano
entrare nell'Arma dei carabinieri, nelle Forze di polizia,
nella Guardia di finanza e in tutti gli altri corpi, prevede
una sorta di servizio militare obbligatorio di un anno con
concorso o di quattro anni, che non risultano ai fini
dell'anzianità.
Questa normativa è, dunque, punitiva; il provvedimento in
esame avrebbe potuto mettere ordine su questo e non l'ha
fatto.
Il nostro emendamento prevede una valorizzazione economica e
funzionale che tenga conto proprio del servizio prestato nelle
Forze armate. Prevede anche che le modalità di accesso alla
carriera non siano penalizzate, perché così verrebbe ad
essere, per le aspettative del personale di polizia per quanto
riguarda il rapporto fra l'intero ruolo e le qualifiche ed i
gradi apicali. Mi riferisco, ad esempio, agli ispettori
superiori ed ai gradi equiparati: per la Polizia di Stato gli
apicali sono il 25 per cento del totale degli ispettori,
mentre per l'Arma dei carabinieri sono il 46 per cento e per
la Guardia di finanza sono, addirittura, il 52 per cento del
totale. Dunque, nella Polizia di Stato può diventare ispettore
apicale solo una persona su quattro, mentre nell'Arma dei
carabinieri possono diventare ispettori apicali due
marescialli su quattro.
GIUSEPPE
LUMIA. ( DS ) ( un
riordino che disordina – era un occasione per esaltare la
concertazione - ) Signor Presidente, stiamo tentando di
dimostrare con i nostri interventi che il provvedimento in
esame non compie un buon riordino. Emendamento per emendamento
stiamo cercando di dimostrare il forte disordine che crea.
Sarebbe stata l'occasione buona per affrontare il tema molto
delicato ed atteso, che scorre lungo tutta la storia della
riorganizzazione del nostro sistema di sicurezza. Sarebbe
stata un'occasione utile per esaltare il valore della
concertazione, ma non è stato possibile perché la
concertazione richiede serietà, rigore e la disponibilità a
saper svolgere quella funzione di governance che in
questi anni non avete saputo dimostrare in tanti settori,
compreso questo.
Questo, però, è un settore molto delicato e vi deve far
riflettere molto il fatto che avete di fronte un'opposizione
quasi unanime. Certo, vi è qualche piccola sparuta realtà che
vi viene dietro e, forse, è il «frutto avvelenato» della legge
elettorale, perché all'interno del Polo vi rincorrete, in
questi giorni, su provvedimenti che cercano di mettere
«qualche pezza» su un consenso che vi sfugge di mano.
Penso che anche Alleanza nazionale abbia fatto male i propri
calcoli, perché il tentativo di recuperare a danno di Forza
Italia e dell'UDC un certo consenso in questo campo non vi
darà i frutti sperati, perché anche all'interno sia delle
Forze armate sia delle Forze dell'ordine la sfiducia cresce.
Vi sono interrogativi che stanno svelando le vostre
contraddizioni e il fatto che volete procedere forzatamente,
senza ascoltare, mettervi in discussione e capire il valore e
l'importanza delle scelte che dobbiamo compiere, seppure in
ritardo, seppure in un momento «usurato» come quello
elettorale, vi deve far capire il danno che stiamo, qui,
realizzando.
( Si continua la discussione
e la votazione degli emendamenti, tutti quelli
dell’opposizione sono stati bocciati. )
Ha chiesto di parlare per
dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà
(Commenti).
GIANCLAUDIO
BRESSA. Signor Presidente,
vedo che il presidente della IV Commissione ed il relatore si
affannano ad affermare che non abbiamo più tempo.
La realtà, Presidente, è che non avete più tempo voi per
approvare il provvedimento! Avevate cinque anni ed avete
impiegato quattro anni, otto mesi e tre settimane per portarlo
in Assemblea: adesso è finita la legislatura ...!
LUIGI
RAMPONI, ( AN ) Presidente
della IV Commissione. Avete finito i tempi!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Dl - Perciò, pensi al
suo tempo, anziché occuparsi del nostro (Applausi dei
deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei
Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti dei deputati dei
gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)! Pensi al
tempo che ha buttato via in questi anni, da presidente della
Commissione, senza portare in Assemblea a tempo debito il
provvedimento, e lasci che noi illustriamo i nostri
emendamenti (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza
Italia e di Alleanza Nazionale)!
PRESIDENTE.
Onorevole Bressa, vada avanti! Ciascuno ha il suo tempo: lei
vada avanti utilizzando il suo! …..
LUIGI
RAMPONI, AN - Presidente
della IV Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE.
Ne ha facoltà.
LUIGI
RAMPONI, Presidente della
IV Commissione. La ringrazio, signor Presidente.
Con grande serenità, con grande calma e senza urlare, voglio
osservare che vi è una ripartizione circa la disponibilità dei
tempi per i gruppi e che i tempi sono stati esauriti. Ebbene,
dovendo ancora esaminare più di quaranta proposte emendative,
se l'opposizione può valersi di uno o due interventi per
ciascuna proposta emendativa e se tali interventi, anziché
durare un minuto, ne durano due, o più ancora - eccetto
l'ultimo di Molinari -, mi vuole spiegare quale sia la logica
con la quale noi stabiliamo la ripartizione dei tempi? Non è
evidente che tali interventi sono ostruzionistici e
fuoriescono dalla regola che impone di rispettare i tempi a
disposizione (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza
Nazionale, di Forza Italia e della Lega Nord Federazione
Padana)? Le sarei grato se volesse normalmente applicare
le regole.
Colgo l'occasione anche per
rispondere all'onorevole Bressa che in maniera «urlata» ha
dichiarato, quando gli ho fatto osservare che erano esauriti i
tempi, che noi eravamo stati in ritardo nella presentazione
del provvedimento e che io, presidente, non avrei contribuito
a far sì che questo progetto di legge giungesse prima alla
discussione in Assemblea. Ebbene, a parte l'evidente ipocrisia
- stanno facendo il possibile per rallentarne l'esame; quindi,
non vedo con quale diritto
possano accusare noi
di ritardi (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza
Nazionale, di Forza Italia e della Lega Nord Federazione
Padana) -, voglio solo ricordare (e non mi può smentire)
che più di una volta hanno, per così dire, messo il bastone
tra le ruote in sede di discussione del provvedimento e più di
una volta hanno chiesto la verifica del numero legale.
Quindi, i ritardi, che eventualmente potrebbero esserci stati,
sono soltanto il risultato dell'azione che loro hanno condotto
e che oggi stanno continuando a condurre (Applausi dei
deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale, di Forza Italia e
della Lega Nord Federazione Padana).
GIANCLAUDIO
BRESSA. Signor Presidente,
intervengo con serenità, con calma e, se il presidente Ramponi
me lo consente, anche con amabilità: purtroppo, il tono della
mia voce è sempre un po' elevato, come se urlassi, ma ciò non
dipende da altro, se non dalle mie corde vocali!
Vede, presidente Ramponi, tutto si può accettare
nell'ambito di un confronto parlamentare, tranne che essere
presi, in qualche modo, in giro. Dal momento che lei sostiene
che è stata l'opposizione ad impedire di portare il presente
progetto di legge all'esame dell'Assemblea, vorrei ricordarle
che, nel corso di questi quattro anni, otto mesi e tre
settimane di legislatura, la maggioranza ha sottoposto
all'esame dell'aula numerosissimi provvedimenti, sui quali
l'opposizione è stata durissima.
Se il progetto di legge in esame non è giunto celermente in
Assemblea, e se anche nella seduta di oggi è soggetto a degli
«stiracchiamenti», non è colpa nostra. Infatti, ricordo che
siete stati voi, nella seduta di ieri, a chiedere l'inversione
dell'ordine del giorno dell'Assemblea, perché nemmeno nella
parte pomeridiana della seduta di ieri eravate...
PRESIDENTE.
Grazie, onorevole Bressa...
GIANCLAUDIO
BRESSA.( Dl ) ... pronti ad
esaminare il presente provvedimento! Pertanto, si dica la
verità su questa vicenda!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Onorevoli colleghi,
non sapete ancora come voteremo, per cui non vogliamo
lasciarvi nel dubbio: voteremo contro (Commenti dei
deputati del gruppo di Alleanza Nazionale). Sì,
effettivamente un po' a sorpresa, ma voteremo contro perché
avete compreso, attraverso la sequenza dei nostri interventi,
che se qualcuno ha ragione nell'affrontare questo tema siamo
noi, e non siete voi. Vedete, non è per la circostanza che
tutti gli operatori si siano attivati per esprimere la loro
contrarietà. Voi non avete avuto la
capacità di rispondere ad una domanda che vi ho rivolto nel
corso di uno dei miei precedenti interventi: se questo
provvedimento è così straordinariamente atteso dalle Forze del
comparto sicurezza, perché tutte le stesse Forze del comparto
sicurezza, ad eccezione di due sigle sindacali, e quando dico
tutte intendo anche i COCER,...
LUIGI
RAMPONI, AN - Presidente
della IV Commissione. Non è vero!
GIANCLAUDIO
BRESSA. Dl -Non sai ancora
cosa voglio dire, quindi come fai a dire che non è vero?
L'altro giorno, al Ministero della funzione pubblica, vi erano
tutti, dal COCER ai sindacati....
PRESIDENTE.
Concluda, onorevole Bressa.
GIANCLAUDIO
BRESSA. E tutti hanno chiesto
la sospensione della trattativa, compresi i COCER. Hanno
chiesto un incontro con il Governo, che non vi è stato, ed
hanno chiesto di sospendere, perché sono contrari a questo
provvedimento.
Rispondete a questa domanda, prima di votare a favore di
questo articolo!
GIANNICOLA
SINISI. Dl - Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è dal 1995 che si susseguono
provvedimenti di riordino. A ciascuno di essi sono seguiti
nuovi squilibri, che hanno generato ulteriori tensioni ed
insoddisfazione all'interno del comparto sicurezza.
Oggi, per la prima volta, un riordino si propone senza il
consenso dei destinatari e senza risorse adeguate.
ELETTRA
DEIANA. RC - Signor
Presidente, intervengo anch'io per ribadire il carattere di
operazione meramente elettoralistica di questo provvedimento,
un'operazione elettoralistica di piccolissimo cabotaggio.
LUIGI
RAMPONI, AN Presidente
della IV Commissione. Ma faccia il piacere!
ELETTRA
DEIANA. RC - Presidente
Ramponi, è inutile che sbuffi, perché mi sembra che la realtà
sia così evidente, e non solo a noi che stiamo contrastando il
vostro provvedimento, ma alla stragrande maggioranza dei
soggetti interessati. A me sembra incredibile che forze
politiche come le vostre - che hanno fatto del rapporto
privilegiato con il personale dei corpi dello Stato una specie
di segno distintivo, al punto da arrivare all'affermazione di
una concezione per così dire proprietaria (praticamente,
sareste tutt'uno con loro) - di fronte all'evidente e
vastissimo disagio (credo l'onorevole Ascierto ne conosca
molto chiaramente le dimensioni e lo spessore), vadano avanti
(non si capisce per quale micidiale cupio dissolvi)
come degli arieti.
Non si capisce perché, di fronte all'evidente scollamento tra
le vostre politiche e la reazione dei soggetti interessati,
continuate a perseguire ciecamente il vostro disegno. Nel
complesso, il testo unificato in esame non dà alcuna
soddisfazione alle aspettative del personale destinatario, che
in caso di approvazione di questo provvedimento, per un verso
o per l'altro, avrebbe tutti i giusti motivi per ricorrere
alla giustizia amministrativa o alla Corte costituzionale per
gli evidenti vizi di legittimità che contengono, senza
esclusione alcuna, tutti i 53 articoli del provvedimento.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva
(Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 391
Astenuti 4
Maggioranza 196
Hanno votato sì 220
Hanno votato no 171).
VOTAZIONE FINALE SUL TESTO
PRESIDENTE.
Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento
elettronico, sul testo unificato delle proposte di legge n.
3437 ed abbinate, di cui si è testé concluso l'esame.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva
(Vedi votazioni).
(Ascierto ed altri;
Lavagnini; Lucidi ed altri: Delega al Governo per il riordino
dei ruoli del personale delle Forze di polizia e delle Forze
armate) (3437-4376-5400):
(Presenti 404
Votanti 403
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato sì 220
Hanno votato no 183).
Prendo atto che gli onorevoli
Paolo Scarpa Bonazza Buora, Volonté e Orsini non sono riusciti
ad esprimere il loro voto.
Prendo altresì atto che l'onorevole Mereu non è riuscito a
votare ma avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
A cura di Salvatore Rullo
s.rullo@tin.it |