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UDINE, CASERMA BERGHINZ: MUSEO
STORICO? COLLEZIONE PRIVATA? O TRAFFICO DI ARMI?
Non ci sono dichiarazioni convincenti sul ritrovamento di
armi da guerra
presso la Caserma Berghinz di Udine. |
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Sulle note vicende di queste giorni, le preoccupazioni sono tante. Come sono troppe le armi ritrovate
nello scantinato della Caserma.
Quello che preoccupa e' che le armi potessero finire in mano alla
malavita, non essendo stata seguita la procedura prevista.
Procedura che ogni militare dovrebbe conoscere. Le armi ritrovate
sono state sequestrate in Iraq e non distrutte? Oppure sono state
distrutte sulla carta e invece importate in Italia? Oppure sono
state comprate dalla malavita locale Irachena e portate in Italia?
Questa importazione e detenzione illegale di armi da guerra,
riguarda solo il Genio oppure altri reparti hanno importato altre
armi del genere?
Quale e' stata la complicita' per importare le armi? Quante persone
hanno collaborato? Come e' d'uso, i colli o i container spediti
vengono sigillati da una commissione alla partenza dall'Iraq e
riaperti in caserma in Italia da un'altra commissione. Nessuno si e'
accorto di nulla?
Queste sono le risposte che i Magistrati stanno cercando tra
interrogatori e perquisizioni. Sicuramente anche la Difesa avra'
gia' effettuato i suoi controlli tramite una commissione Ispettrice.
Di seguito pubblichiamo l'articolo/inchiesta uscito sull'Espresso
del 12/1/2006, in edicola da oggi.
fabrizio.
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Anche il TG5 ha
diffuso la notizia il 4/1/2006
Udine: sequestrato arsenale
d'armi provenienti dall'Iraq
UDINE, 05/01/2006 - Sequestrato un vero e
proprio arsenale d'armi, in un magazzino sotterraneo della caserma
Berghinz di Udine. È la clamorosa scoperta della procura militare di
Padova.
(tg5.it)
Decine di kalashnikov, pistole
semiautomatiche, mitragliatrici, lanciarazzi, granate, fucile da
cecchino: un arsenale di armi da guerra introdotte clandestinamente
in Italia dall'Iraq e nascoste in un magazzino sotterraneo della
caserma Berghinz di Udine. È la clamorosa scoperta della procura
militare di Padova, secondo cui a introdurre le armi- tutti pezzi
moderni e funzionanti ai quali è stato abraso il numero di matricola
- sarebbe stato un gruppo non ancora identificato di militari
italiani. Per il momento, come afferma nel numero in edicola domani
il settimanale l'Espresso - non ci sono indagati: bisognerà prima
identificare tutti gli uomini del trentesimo battaglione genio
guastatori, rientrati in Italia alla fine del 2004 da Nassiriya,
dopo aver partecipato alla missione Babilonia, insieme ad un reparto
della Brigata Pozzuolo del Friuli e ad un contingente dei lagunari.
Le indagini, condotte dal pm Sergio Dini, dovranno accertare
innanzitutto con quali modalità la santabarbara sia arrivata in
Italia, senza alcuna autorizzazione e senza che sia stato stilato un
inventario. Interrogati, tre alti ufficiali si sarebbero difesi
sostenendo che le armi - pezzi quasi certamente sequestrati alla
guerriglia irachena- dovevano servire per il museo del reggimento;
una versione che però non convince gli inquirenti, ora impegnati a
capire se parte di quel bottino sia sparito dalla caserma in questi
mesi. Il sospetto, inquietante, è che qualche esemplare possa essere
finito in mano a bande di rapinatori o terroristi.
http://www.scriptanews.it/article3072-udine-sequestrato.html
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