Nasce l'esercito
professionale
Roma, 29 luglio 2004
Dal 2005 addio naja.
Dopo 143 anni dalla sua introduzione nell'ordinamento italiano, l'Aula
della Camera ha definitivamente approvato a larghissima maggioranza la
legge che abolisce il servizio militare obbligatorio a partire dal primo
gennaio 2005. In questi ultimi mesi, la leva obbligatoria dovrà essere
prestata dai nati entro il 1985; chi ha ottenuto un rinvio della leva per
motivi di studio, non dovrà più andare sotto le armi. In base al testo
approvato oggi, votato da tutta la Cdl e dal centrosinistra, mentre il Prc
si è opposto e i Verdi si sono astenuti, viene anticipata la
professionalizzazione delle Forze armate italiane. Il servizio di leva
doveva scomparire del tutto a partire dal 2007, ma con la nuova legge
l'esercito professionale sarà realtà già il prossimo anno.
Esercito di professionisti
Per assicurare il mantenimento degli organici di Esercito, Marina ed
Aeronautica, nella precedente lettura il Senato ha previsto che a partire
dal prossimo anno i giovani che vogliano entrare nelle forze di Polizia
dovranno passare un anno nelle forze armate. In pratica, per diventare
poliziotti, carabinieri ma anche guardie di finanza, guardie forestali e
vigili del fuoco, bisognerà fare un anno di naja, nel corso del quale si
verrà pagati 850 euro al mese, che diventeranno 980 dopo il primo
trimestre. Una volta congedato l'ultimo contingente di leva, le Forze
armate italiane impiegheranno solo volontari, e l'Italia avrà a tutti gli
effetti un esercito professionale, come quello della Gran Bretagna e degli
Stati Uniti.
Soddisfatto Martino, consenso
bipartisan
Non nasconde la sua soddisfazione il ministro della Difesa Antonio
Martino. "Oggi - dice -è stato approvato un provvedimento epocale, che
avvantaggia i giovani, che vedevano ritardato il loro ingresso nel mondo
del lavoro a causa degli obblighi della leva, ma anche le forze armate che
non possono permettersi di mandare in delicate missioni all'estero persone
costrette a mettersi la divisa e che non hanno una preparazione adeguata".
Un risultato che, secondo Martino, è stato possibile solo grazie alla
collaborazione dell'opposizione, cui riserva parole di apprezzamento che
sono più che insolite di questi tempi. "Un Paese è democratico - rileva -
solo se c'è anche una opposizione credibile, rigorosa ed intransigente che
in certe occasioni, quando sono in gioco i grandi interessi del Paese,
mette da parte gli interessi di parte e lavora per il bene comune".
Concorda il presidente della commissione Difesa di Montecitorio Luigi
Ramponi (An), secondo il quale "l'opposizione ha mostrato coscienza,
entusiasmo e voglia di trovare le migliori soluzioni durante tutto l'iter
di questo provvedimento che interessa 300mila giovani all'anno chiamati
alle armi e alle loro famiglie". Sul provvedimento il consenso delle forze
politiche è assolutamente bipartisan. "Oggi - dice il diessino Marco
Minniti - si compie un percorso iniziato da Sergio Mattarella da ministro
della Difesa. Con la sospensione della leva si esaurisce un pezzo della
nostra storia, quello dell'esercito di massa, cui pure tanto si deve".
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