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Prima la
minaccia dello sciopero di tutti gli impiegati pubblici,
insegnanti compresi, poi dichiarazioni più distensive, dopo
l'intervento in emergenza del ministro per la Funzione pubblica,
Luigi Nicolais. Ieri sera dopo una giornata di tensione
sindacale in tutti i settori della pubblica amministrazione, il
ministro Nicolais è intervenuto direttamente sulla questione più
calda.
E' questa la
sintesi della giornata di ieri, che ha visto contrapposti i
Sindacati da una parte e il Governo dall'altra.
La "distensione" e' legata allo
sblocco delle risorse economiche previste in finanziaria, per il
rinnovo dei contratti 2006/07 a partire dall'anno 2007.
Rimane da capire quale sara'
l'entita' economica destinata per i rinnovi dei contratti per i
militari e forze di polizia.
Il Cocer, che dovrebbe fornire le cifre analizzate - settore
per settore - ancora non dice nulla. Sarebbe interessante
diffondere le cifre pro-capite previste per il nuovo contratto
di lavoro, gia' scaduto dal 1° di gennaio 2006.
Di seguito pubblichiamo due rassegne stampa, una prima
dell'accordo di ieri, e l'altra dopo l'accordo.
c.c.
3/11/2006
LIBERTA' di venerdì
3 novembre 2006 > Interni Esteri
http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=611032005&H=
Pubblico impiego, il governo manterrà gli impegni
L'intervento del ministro Nicolais allontana l'ipotesi di
uno sciopero generale contro la manovra
ROMA
- Prima la minaccia dello sciopero di tutti gli impiegati
pubblici, insegnanti compresi, poi dichiarazioni più distensive,
dopo l'intervento in emergenza del ministro per la Funzione
pubblica, Luigi Nicolais. Ieri sera, dopo una giornata di
tensione sindacale in tutti i settori della pubblica
amministrazione, il ministro Nicolais è intervenuto direttamente
sulla questione più calda.
Vale a dire l'emendamento preparato dal governo per
permettere l'applicazione di tutti gli accordi contrattuali con
i sindacati: l'emendamento resta confermato.
La minaccia dello sciopero era nata infatti sulle notizie
circolate nei giorni scorsi a proposito della volontà di settori
della maggioranza di ritirare quell'emendamento alla finanziaria
a causa dei suoi eccessivi costi. Ieri la smentita del ministro
Nicolais. L'emendamento - ha detto il ministro della Funzione
pubblica - sarà mantenuto e l'accordo con i sindacati rimane
invariato. Si allontana dunque la minaccia dello sciopero? Prima
di capire quali saranno le reazioni e le decisioni dei
sindacati, anche il ministro dell'Istruzione, Fioroni, è
sceso in campo per tranquillizzare gli animi: l'emendamento - ha
dichiarato Fioroni - sarà confermato e sarà data così la
possibilità di sbloccare anche le risorse per la scuola.
Anche il sottosegretario all'Economia, Nicola Sartor, ha
detto che ora tutti sperano che sull'emendamento che sblocca i
contratti si possa alla fine evitare lo sciopero.
Per ora i sindacati rimangono guardinghi, mentre fino a ieri
pomeriggio erano tutti scatenati verso la proclamazione dello
sciopero. In campo erano infatti scesi tutti i sindacati del
pubblico impiego e della scuola, e concrete minacce di sciopero
sono arrivate anche da parte dei medici.
Per quanto riguarda i sindacati degli impiegati pubblici e degli
statali, le fermate dal lavoro che erano state annunciate
riguardavano praticamente tutti i settori, dalla sanità agli
enti locali, dalle agenzie fiscali a tutti gli enti pubblici,
passando anche per i dipendenti della presidenza del Consiglio.
Sono stati i sindacati di categoria, la funzione pubblica della
Cgil, la Cisl-Fp e la Uil pubblica amministrazione a confermare
ieri con un comunicato stampa le intenzioni di aprire un fase di
scontro con il governo Prodi. «Le ragioni per cui si è arrivati
alla decisione di aprire il conflitto - avevano spiegato ieri
mattina i sindacati - risiedono nella confusione e
indeterminatezza del governo sulla presentazione
dell'emendamento che rende esigibili i contratti dei lavoratori
del pubblico impiego».
Per quanto riguarda la scuola, le azioni di sciopero potrebbero
essere confermate anche a prescindere dalle dichiarazioni di
Nicolais. Il segretario del sindacato della scuola della Cgil,
Panini, ha confermato ieri che il sindacato ha già
avviato le procedure per lo sciopero generale del comparto. Le
motivazioni dell'agitazione non sono infatti legate solo alla
legge finanziaria, ma alla generale esigenza di riordinare un
settore dove esistono ancora molte forme di lavoro precario e a
tempo determinato.
Panini ha detto che tra l'altro bisogna cancellare la norma che
prevede il superamento delle graduatorie permanenti e che
bisogna cancellare la norma introdotta durante il governo
Berlusconi che impedisce il riconoscimento degli anni di lavoro
effettivamente prestati. I sindacati della scuola, e non è solo
la Cgil a protestare, criticano anche il governo Prodi per
l'insufficienza delle risorse destinate all'autonomia
scolastica.
Sul piede di guerra anche altre categorie che hanno a che fare
direttamente o indirettamente con i servizi pubblici e i servizi
di pubblica utilità. I medici sono pronti a dichiarare sciopero
se il governo, oltre a sbloccare la vertenza generale del
pubblico impiego, non si deciderà a destinare risorse per il
loro contratto. Lo ha dichiarato ieri Giuseppe Garraffo,
segretario generale della Cisl medici. «Siamo quasi alla fine
del 2006 - ha detto - e non si parla ancora neppure di avviare
la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, in
presenza di una finanziaria che potrebbe prosciugare tutte le
risorse destinate ai medici».
Paolo Andruccioli
LIBERTA' di venerdì 3 novembre 2006 > Interni Esteri
http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=611032005&H=

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L'UNITA' - 1/11/2006
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=60757
Statali, Cgil Cisl e Uil verso lo sciopero
Giovedì partiranno le procedure per la proclamazione dello
sciopero generale del pubblico impiego contro i tagli alla
scuola contenuti nella Finanziaria e per il rinnovo del
contratto di lavoro. Le segreterie dei sindacati di categoria
Cgil Cisl Uil lo hanno annunciato mercoledì. Le segreterie
generali si riuniranno domani, giovedì appunto, per decidere le
modalità e i giorni dello sciopero, che interesserà tutte le
categorie: Stato, parastato, scuola, agenzie fiscali.
Se il governo non apporterà alla Finanziaria le modifiche
necessarie per rendere esigibili le cifre per il rinnovo dei
contratti degli statali nel 2007, lo sciopero sarà
«inevitabile», annuncia Gianni Baretta, segretario confederale
della Cisl, precisando che i dipendenti pubblici incroceranno le
braccia con ogni probabilità per un'intera giornata entro la
fine del mese.
Il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi, conferma
che anche la scuola si prepara a proclamare lo sciopero della
categoria.Il rinnovo contrattuale dei lavoratori pubblici
interessa il biennio economico 2006-2007.
Secondo l'intesa tecnica sull'emendamento raggiunta tra il
ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais e i sindacati lo
stanziamento previsto dalla finanziaria diventa «esigibile» già
il prossimo anno, secondo le cadenze fissate, comunque, dalla
stessa manovra; ciò per consentire già nel 2007 di siglare gli
accordi. La Finanziaria ha previsto complessivamente per i
dipendenti pubblici 3,4 miliardi, di cui 2,2 dal 2008.
L'emendamento definito dal ministero stabilisce, inoltre, il
termine dei 40 giorni dalla sigla dell'intesa per l'entrata in
vigore del contratto.
I sindacati tengono a precisare che non intendono eludere i
controlli della Corte dei Conti e della Ragioneria generale
dello Stato, ma esigono tempi certi. «Il ministro Nicolais - ha
detto Nerozzi - aveva concordato con noi l'emendamento bloccato
poi dal Tesoro e dal sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio, Enrico Letta. A questo punto non ci resta che
dichiarare lo sciopero. La cosa più grave è il mancato rispetto
degli impegni presi. Questo vuol dire, infatti, che il governo
non vuole la riforma della pubblica amministrazione, ma solo
risparmiare poche lire. Quando si cominciano le relazioni
sindacali non rispettando gli accordi, è un brutto inizio. Noi -
ha concluso Nerozzi - avevamo fiducia e credito al governo che
però per una cosa banale - le esigibilità di somme già stanziate
in Finanziaria - continua con questo tira e molla».
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=60757
1/11/2006

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