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<<Giovani,  Senior e scelte “Politiche” delle Associazioni>>

 

 

 

a cura di Enzo Trevisiol

 

Colgo l’occasione della lettera di Iovino per intervenire in merito ad un evento che ha segnato profondamente la vita di chi scrive e di numerose altre persone con cui ho lavorato, sofferto e gioito nel corso di numerosi anni di attività associativa.

Da qualche mese stanno circolando comunicazioni diffuse attraverso i mezzi di corrispondenza ordinaria, la rete web e i media di settore, che per un verso raccontano versioni partigiane di taluni eventi e per l’altro si richiamano “struggentemente” alla bontà e alla genuinità di certe scelte che hanno condotto di  fatto ad uno scisma generazionale.

Non voglio però, per il momento, entrare nel merito della questione (mi impegno ad un intervento più approfondito nel prossimo futuro) ma solo ricordare un vecchio ed usatissimo  detto per il quale “la verità va ricercata nel mezzo”. Ed è proprio per trovare l’esatta collocazione di questo  “mezzo”  che è necessario sempre ascoltare le cosiddette “due versioni dei fatti”. Penso che la lettera del sig. Iovino, che oltretutto appartiene alla stessa categoria dei “senior”, possa offrire in questo senso un indispensabile aiuto a chi fino ad oggi ha ricevuto “l’indottrinamento” proveniente da una sola delle parti.

A lui pertanto va un sincero ringraziamento da parte mia e di tutti coloro che nel silenzio hanno preferito pensare alla “Ricostruzione” gettandosi alle spalle i frutti finali di un’esperienza che nella sua negatività ha costituito tuttavia un indelebile insegnamento di vita.

 

23/06/2006

Enzo Trevisiol
 



Così come pervenutaci,
pubblichiamo la lettera di Giuseppe Iovino
Si ribadisce altresì che il sito non ospita alcuna associazione.

 

COMPARTO GIOVANI E COMPARTO V......

A cura di Giuseppe Iovino




Ogni cultura ha il suo modo di affrontare i problemi umani, così ogni uomo, a secondo delle proprie capacità intellettuali, di età e della propria visione evolutiva della vita, ha il suo modo di affrontare questioni di carattere organizzativo e di svolgimento delle proprie attività. Naturalmente, non necessariamente ogni problema deve avere una soluzione, ma necessariamente è dovere di ognuno tendere ad essa.

Ma c'è, ancora un'altra riflessione da fare prima di addentrarmi nel vivo della questione che intendo trattare ed è questa: all'interno di un qualsiasi organismo regna sovrana la burocrazia, il rispetto delle regole e delle leggi e questo è cosa buona, non è cosa buona invece ricorrere a vie legali per trovare la soluzione delle incomprensioni che potrebbero essere appianate con un proficuo e santo dialogo. Non mi stancherò mai di ripetere che in ogni contrasto bisogna dialogare, dialogare, dialogare, specialmente laddove a rimetterci, non sono i " duellanti ", ma coloro che grazie alla loro adesione mantengono in piedi l'organismo.

Vengo ora al punto; sono un socio Assodipro - Associazione Solidarietà Diritto e Progresso - nonchè ex presidente dei revisori dei conti. A mio avviso, sentendo le parti interessate, nella diatriba che ha causato la scissione tra il comparto giovani dell'Assodipro e i vertici delle cariche di questo sodalizio (i soci non ne sanno niente), non si è dialogato abbastanza, anzi per niente. Devo anche riconoscere però che, da parte dei giovani, c'è stata un'assoluta mancanza di senno e accortezza nel gestire la loro voglia di cambiamento, causando così una reazione, comprensibile, anche se esagerata, dei seniors. Ed io, da persona rispettosa delle idee degli altri e fuori da questa querelle, posso tranquillamente affermare che ci sono state mancanze da ambo le parti, sempre secondo la mia modesta visione. Insomma non è stato fatto abbastanza per ricucire questo strappo e invece di cercare i punti d'incontro, si sono cercati i punti di scontro.

Ma ciò che più mi tormenta è che, un organismo nato per proteggere coloro che vengono chiamati " inferiori ", che sarebbero i gradi bassi dell'istituto militare, opera, per dei motivi incomprensibili almeno per me, una scissione che sicuramente determinerà la fine di questa associazione. Le due parti in contrasto, per risolvere i loro problemi d'incomprensione sono giunti addirittura alle vie legali, cosa questa che deprime e degrada i fini per cui l'associazione era nata. Sarebbe bastato parlarsi chiaramente come avviene normalmente fra uomini e arrivare ad un compromesso, che avrebbe accontentato ambo le parti, ma ancor più i soci che da questa brutta storia ne escono delusi e sicuramente meno propensi a rinnovare la loro fiducia ad un organismo nel quale credevano.

Sentendo le parti in causa ognuna accusa l'altra di alto tradimento, ripeto i giovani sono responsabili di troppo impeto, hanno avuto troppa fretta nel voler cambiare il modo di condurre l'Assodipro. Ma, proprio perchè giovani, andavano capiti e riportati a giuste ragioni con la saggezza e il dialogo che dovrebbero essere insiti nelle persone di età matura. Io, al posto del presidente dei probiviri, prima di espellere dall'associazione un socio fondatore della stessa e guarda caso anche un ottimo consulente al quale tutti i giovani facevano capo, avrei tentato fino allo spasmo di mettere ordine laddove si era perso. Con ciò non desidero assolutamente criticare l'opera dei probiviri, ma di coloro che li hanno convocati. Purtroppo al bene dell'Associazione si è preferito far emergere, l'opinione eccessiva delle proprie qualità, del proprio orgoglio, della presunzione di essere dalla parte della ragione.

Ora, da persona attenta e sempre pronta a notare certi cambiamenti caratteriali, mi chiedo: com'è possibile che un proprio figlio debordi tanto risolutamente dall'insegnamento ricevuto dal padre? Perchè, questo era Enzo Trevisiol per l'ex Presidente Assodipro. Allora, o è stato un cattivo maestro, oppure il passare degli anni lo ha completamente accecato, da non accettare una visione dell'associazione più moderna e meno questuante.

Sono amaramente deluso, anche perchè è mia impressione che nell'associazione stia entrando la politica e pensare che era nata con fini apolitici, e guarda ancora caso è la sinistra a farla da padrona, infatti, basta dare un'occhiata ai componenti del Comitato esecutivo. Certamente, secondo, l'Assodipro non può avere lunga vita senza i giovani, i senatori da soli non bastano. Il famoso detto " divide et impera "questa volta non è stato imposto dai potenti di turno, ma da una cieca visione dei veri compiti che dovrebbe animare un organismo che si fregia delle parole: Solidarietà, diritto e progresso, forse perchè manca un'altra parola molto più importante : discernimento.

Treviso, 23/06/2006

Giuseppe Iovino
 

 

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