Finanziaria: tagli per 7.000 effettivi all'Esercito.
De Gregorio preoccupato per la sicurezza dei
militari.
Per gentile
concessione di
www.dedalonews.it
di: M.
Amatimaggio
La
Legge Finanziaria non è ancora definitiva, ma già
negli Stati Maggiori delle Forze Armate si
cominciano a fare un po’ di conti. Si tratta ancora
di semplici "indiscrezioni di corridoio", anche
perché prima di esprimersi in modo compiuto è
comunque necessario attendere.
Il tutto mentre alle Forze Armate si chiede sempre
di più, se non proprio troppo.
L’Esercito Italiano, per esempio, si appresta a
sostenere l’ennesimo sforzo per una lunga missione
fuori area di peace keeping, l’Operazione Leonte in
Libano. Tra una decina di giorni inizierà il
movimento logistico per trasferire la Brigata
Pozzuolo del Friuli in Libano, dove entro la fine
del mese dovrà avvicendare la joint early entry
force composta da assetti della Marina e
dell’Esercito.
Ricordiamo
che, da un lato entro il mese di dicembre dovrebbe
completarsi il ritiro del nostro contingente
dall’Iraq, e da un altro l’Esercito è ancora
massicciamente impegnato in Afghanistan e nei
Balcani.
Facendo un po’ di calcoli "a spanne", se la
Finanziaria dovesse essere confermata i tagli
costringerebbero l’Esercito a decurtare il personale
di circa 7.000 effettivi, il che, "tradotto" a
livello ordinativo, significa la soppressione di tre
brigate…
Se questo viene poi calato nel noto meccanismo per
l’avvicendamento del personale in area di operazioni
(uno è teatro ad operare, uno si sta ricondizionando
dopo l’impiego e un altro ancora si sta addestrando
per un nuovo impiego), si evince che la soppressione
di altre tre brigate porterebbe al collasso la
capacità del nostro Esercito di rotazione di
personale fuori area.
Tra l’altro il sistema è già sottoposto ad un
elevato livello di stress, con molto personale che
non riesce a recuperare al meglio i periodi di
impiego all’estero.
Una
ulteriore riduzione di 7.000 effettivi renderebbe
necessaria anche una riflessione sui meccanismi di
arruolamento, formazione ed addestramento del
personale della Forza Armata, che andrebbero
"ritarati" su numeri minori.
Per talune attività di questo settore, inoltre, ciò
andrebbe ad inficiare comunque il loro rapporto
"costo/efficacia", mettendo persino in discussione
l’opportunità della loro esistenza.
Naturalmente è ancora presto per ipotizzare le
ricadute di eventuali tagli sui programmi di
acquisizione di nuovi mezzi ed equipaggiamenti,
laddove quando si va ad operare in aree ostili la
sopravvivenza dei nostri militari spesso dipende
dalla qualità degli apparati impiegati e dalle
protezioni dei mezzi.
Di
questo avviso è anche il presidente della
Commissione Difesa al Senato, Sergio De
Gregorio, che anche per questo ha preso le
distanze dalla maggioranza, dichiarando che i tagli
previsti per la Difesa dalla Finanziaria «oltre a
incidere sulla sicurezza dei nostri militari
impegnati nelle missioni internazionali,
danneggeranno l’industria bellica e aerospaziale
nazionale».
Sempre sulla Finanziaria De Gregorio ha poi
dichiarato di aver « ricevuto numerosi appelli
dall’industria della Difesa e da quella
aerospaziale: se non ci saranno segnali di
innovazione e interesse per la ricerca, oltre a
mettere a rischio decine di migliaia di posti di
lavoro, il settore non sarà più in grado di
rispettare i contratti già firmati ».
Aspettiamo quindi con trepidazione il testo
definitivo della Finanziaria.
di: M. Amatimaggio
5/10/2006
http://www.dedalonews.it/it/10/2006/finanziaria-tagli-per-7000-effettivi-allesercito-de-gregorio-preoccupato-per-la-sicurezza-dei-militari-allestero/