Le misure di sicurezza del
contingente italiano schierato in Libano, circa 2.200
militari, sono state «intensificate» dopo l'attentato a
Pierre Gemayel. Lo ha comunicato il sottosegretario alla
Difesa, Lorenzo Forcieri, in audizione davanti alle
commissioni Esteri e Difesa del Senato, a Palazzo
Madama, sull'omicidio Gemayel, ministro dell'Industria
del governo Siniora. ai senatori delle commissioni
Difesa ed Esteri. «Sotto il profilo politico-militare -
dice Forcieri - l'evoluzione della situazione viene
seguita con estrema attenzione. Il contingente italiano
ha provveduto a riguardo ad intensificare le
predisposizioni di sicurezza del personale».
La situazione, sempre secondo Forcieri, nel Sud del
Libano al momento «è sostanzialmente tranquilla e senza
segni di deterioramento, ma non si può escludere che
possa degenerare». «Per questo - ha proseguito Forcieri
- é necessario incrementare lo stato d'allerta nelle
forze Unifil».
«Il ministro Parisi - ha sottolineato il
sottosegretario - aveva definito la missione in Libano
come 'lunga, impegnativa e rischiosa. Oggi quella
definizione é confermata dagli ultimi accadimenti, ma
questo non fa venir meno la necessità di una presenza
internazionale nel Paese». Il fatto che la missione in
Libano si configurasse come «lunga e complessa era
presente fin dall'inizio al governo e al Parlamento che
l'hanno autorizzata" e l'assassinio del ministro
dell'Industria Pierre Gemayel "non fa venire meno ma
accresce la necessità di una presenza internazionale:
ogni esitazione sarebbe un contributo all'instabilità».
Così il sottosegretario agli Esteri Lorenzo Forcieri ha
spiegato la situazione del contingente italiano in
Libano, durante l'informativa, insieme al vice ministro
Intini, alle commissioni Esteri e Difesa del Senato. Lo
scenario «più temibile - ha aggiunto Forcieri - è quello
delle manifestazioni di piazza che possono finire in
conflitti violenti, la situazione degenererà se
Hezbollah decide di manifestare».
Sono 2.200 i militari italiani impegnati attualmente
in missione militare in Libano. Lo ha comunicato sempre
Lorenzo Forcieri pur sottolineando che la situazione é
sotto controllo, Forcieri ha detto che «il personale
presente nella capitale é stato invitato a non lasciare
l'area protetta, perché l'omicidio ha incrementato la
tensione in città, anche se - ha concluso - nel breve
termine non ci saranno aggravi di tensione nell'area
sottoposta alla nostra responsabilità».
Fonte:
www.ilsole24ore.com
23/11/2006