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<<NEGATO IL
TRASFERIMENTO AD UN CAPORAL MAGGIORE SCELTO, FINALIZZATO
ALL'ASSISTENZA DI SUO PADRE GRAVEMENTE AMMALATO>>
Con preghiera di pubblicazione, riceviamo da Luca Tartaglione il
seguente appello al Capo dello Stato.

SideWeb s.r.l., 15/12/2007
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APPELLO AL CAPO DELLO STATO
Egregio On.le
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana.
Signor
Presidente, lasci che il Signor Cirillo Raffaele affetto da
S.L.A. (sclerosi laterale amiotrofica malattia del
motoneurone degenerativa e progressiva nel provocare disabilita'
motoria totale) termini le sue sofferenze terrene tra le braccia
del figlio Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Italiano
Domenico Cirillo, in servizio presso il 6° Reggimento Trasporti
di BUDRIO (BO).
Signor Presidente, il soldato
Cirillo, si e’ visto rigettare la domanda di trasferimento
formulata ai sensi dell’art. 33, comma 5, L.104/92,
verosimilmente perchè nel comune di residenza del padre malato
esistono parenti e/o affini entro il 3° grado di parentela in
grado di prestare assistenza(?).
Signor Presidente, la camera da
letto del signor Cirillo Raffaele non ha per arredamento i
mobili ma delle macchine che servono a tenerlo in vita:
respiratori, bombole di ossigeno, gruppi elettrogeni, aspiratore
chirurgico e tutto cio’ che serve per poter respirare, perche’
Signor Presidente, ormai puo’ solo respirare. Il Signor Raffaele
Cirillo, non puo’ uscire, non puo’ giocare con i nipoti, non
puo’ parlare con i figli, non puo’ nemmeno chiedere aiuto alla
moglie ( tra l’altro invalida per piu’ del 75%) ma comprende
tutto e soffre per la lontananza del suo figlio adorato che con
orgoglio sa di essere un Soldato di Pace della Repubblica
Italiana.
Signor Presidente, la s.l.a.,
purtroppo, ti immobilizza in un letto, ma ti da’ la capacita’ di
comprendere fino alla fine tutto cio’ che succede intorno; il
signor Cirillo e’ un uomo perfettamente cosciente che non puo’
muovere un dito e nemmeno dire al figlio “ ti voglio bene”; il
signor Cirillo non ha piu’ funzioni motorie, non puo’
difendersi, non puo’ cambiare la sua posizione, determinante per
lenire le tremende piaghe da decupido, esso è dipendente da
altri al 100%, la sua tremenda malattia è in una fase
estremamente critica, Egli infatti respira attraverso la
tracheostomia e dipendenza dal ventilatore polmonare meccanico e
necessita di aspirazione dei muchi dalla cannula con
l'aspiratore chirurgico sino a 10-12 volte al giorno.
Signor Presidente, il soldato
Cirillo corre su e giù sulla tratta Budrio (BO) - Marcianise
(CE) (residenza del Padre) poiché è l’unico che fisicamente può
spostare il papà, un adulto di 80 kg, nel letto per evitare la
formazione di piaghe da decupido, e lo fa con estrema devozione
e amore destinando ogni sua sinergia psico-fisica; e ciò è molto
bello Signor Presidente, io stesso sono padre di 4 figli e spero
di ricevere lo stesso amore che il soldato Cirillo riversa sullo
sfortunato genitore.
Signor Presidente, dal 13
aprile 2007 (circa 8 mesi) il soldato Cirillo attende di essere
ascoltato dal Ministro della Difesa come da istanza formulata ai
sensi del art. 39, comma 5, del Decreto del Presidente della
Repubblica 18 luglio 1986, n. 545.
Invero, Signor Presidente, non
tutti i colleghi della sua Caserma sono restati indifferenti
alla sofferenza del soldato CIRILLO, tanto che un suo
Rappresentante – delegato Co.Ba.R. Sergente Roberto FIORE – ha
scritto una lettera al Comandante di Reggimento postulando, con
toni decisi ed aspramente commisurati alla situazione,
AIUTO E SOLIDARIETA’
per il soldato CIRILLO e per il suo povero Padre Raffaele,
purtroppo a questo appello del delegato Co.Ba.R. è seguito
un’avvio di procedimento disciplinare a carico dello stesso. Ma
questa, Signor Presidente, è un’altra storia che certamente può
servire per la formulazione della Riforma della Rappresentanza
Militare attualmente in discussione al Senato della Repubblica.
Signor Presidente, affido
quest’appello a mezzi mediatici solo ed esclusivamente perché la
situazione del Signor Raffaele Cirillo non può attendere le
notorie lungaggini burocratiche.
Signor Presidente, mi aiuti a
fare questo regalo di Natale al Signor CIRILLO RAFFAELE, conceda
un po’ della sua immensa umanità a questi figli della
Repubblica, disponga acchè il soldato CIRILLO possa almeno
fruire di un provvedimento temporaneo che gli consenta di essere
in quel di Marcianise, allorquando il Padre Raffaele terminerà
le sue tremende sofferenza terrene e si presenterà alla presenza
di Dio.
Buon Natale Signor Presidente.
Con deferenza
Luca Tartaglione

Atto
Camera
Interrogazione
a
risposta scritta
4-05928
presentata da
PIETRO SQUEGLIA
martedì 18 dicembre 2007 nella seduta n.260
SQUEGLIA.
Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che:
il soldato Domenico Cirillo, caporal maggiore scelto
dell'esercito italiano, in servizio presso il VI reggimento
trasporti di Budrio (Bologna), ha avanzato ai sensi
dell'articolo 33, comma 5, legge n. 104 del 1992 domanda di
trasferimento in quanto suo padre è affetto SLA (Sclerosi
laterale degenerativa e progressiva nel provocare disabilità
motoria totale);
la situazione della famiglia Cirillo è aggravata dal fatto
che la moglie del signor Cirillo Raffaele ha una invalidità
del 75 per cento;
la domanda di trasferimento è stata rigettata probabilmente
perché nel comune di residenza del padre esistono parenti
e/o affini entro il 3o grado di parentela in
grado di prestare assistenza;
il signor Cirillo Raffaele è completamente immobilizzato nel
letto, respira attraverso la tracheotomia e attraverso un
ventilatore polmonare meccanico e necessita di aspirazione
dei muchi dalla cannula con l'aspiratore chirurgico sino a
dieci-dodici volte al giorno;
il suo corpo è ricoperto ormai da piaghe da decubito -:
se il Ministro interrogato non ritenga che vi siano le
condizioni perché al soldato Domenico Cirillo sia consentito
di ottenere la possibilità di stare più vicino al padre non
solo per poter contribuire ad alleviare le sue sofferenze ma
soprattutto per confortarlo con la sua presenza fisica;
se non ritenga infine che provvedimenti di attenzione nei
confronti di siffatti problemi personali dei militari
servano a fare dell'esercito italiano una comunità di uomini
e di persone che dedicano la loro vita alla pace e alla
sicurezza della propria Patria, ma che questa a sua volta
non può rimanere insensibile ai loro problemi e ai loro
drammi personali. (4-05928).
RASSEGNA STAMPA

L'Associazione Lucacoscioni esprime solidarietà all'appello
posto al Capo dello Stato dal delegato Nazionale del Co.Ce.R.
Luca TARTAGLIONE, dichiarandosi disponibile ad aiuti concreti.
RASSEGNA STAMPA

RASSEGNA STAMPA
(ANSA) -
NAPOLI, 15 DIC -
Un appello al
Capo dello Stato per ottenere il trasferimento di un soldato a
cui è negato, a causa della distanza tra casa e lavoro, di
assistere il padre in fin di vita: lo ha lanciato Luca
Tartaglione, delegato nazionale del Co.Ce.R. (Consiglio centrale
di rappresentanza) delle forze armate.
In una lunga
lettera Tartaglione ha esposto il caso: il soldato Domenico
Cirillo è in servizio nel sesto reggimento trasporti di Budrio
(Bologna), mentre il padre Raffaele, affetto dalla sclerosi
laterale amiotrofica, vive a Marcianise (Caserta).
«Il soldato
Cirillo - ha scritto Tartaglione - corre su e giù sulla tratta
Budrio-Marcianise poichè è l'unico che fisicamente può spostare
nel letto il papà, di 80 chili, per evitare la formazione di
piaghe da decubito».
Tartaglione ha
poi aggiunto, rivolgendosi direttamente al Capo dello Stato
Giorgio Napolitano: «Mi aiuti a fare questo regalo di Natale al
signor Raffaele Cirillo», disponendo che il figlio
Domenico «possa almeno fruire di un provvedimento temporaneo che
gli consenta di essere a Marcianise, quando il padre terminerà
le sue tremende sofferenze».
(ANSA).

SEGUE RASSEGNA STAMPA
CAPORALE NON PUO'
ASSISTERE PAPA' MALATO, APPELLO A NAPOLITANO
(AGI) - Roma, 15 dic. -
"Signor presidente, lasci che il
signor Raffaele Cirillo, affetto da sclerosi laterale
amiotrofica, termini le sue sofferenze terrene tra le
braccia del figlio Domenico". Comincia cosi' l'appello
lanciato a Giorgio Napolitano da Luca Tartaglione, primo
maresciallo dei Bersaglieri, delegato nazionale del Cocer
dell'Esercito. Nella speranza che un intervento del
capo dello Stato sblocchi una vicenda a meta' tra il
dramma e l'ordinaria burocrazia.
Tutto nasce da un trasferimento
negato: quello che Domenico, caporal maggore scelto
in servizio presso il 6° Reggimento Trasporti di Budrio
(Bologna), aveva chiesto ai sensi dell'articolo 33, comma
5, della legge 104 del '92.
"Motivo del 'no', con ogni
probabilita' - spiega Tartaglione - il fatto che a
Marcianise (Caserta), nel comune di residenza del padre malato
esistono parenti e/o affini entro il terzo grado di
parentela, potenzialmente in grado di prestargli
assistenza. L'intenzione, condivisibile, e' quella di
evitare abusi, ma chiunque desse un'occhiata alla camera da
letto di Raffaele Cirillo capirebbe che non e' questo il
caso". Niente mobili, solo respiratori, bombole di
ossigeno, gruppi elettrogeni, aspiratore chirurgico e
tutto ciò' che serve per poter respirare: "perche' Raffaele -
scrive il delegato Cocer - ormai puo' solo respirare".
"Non puo'' uscire, non puo' giocare
con i nipoti, non puo' parlare con i figli, non puo' nemmeno
chiedere aiuto alla moglie ( tra l'altro invalida per piu'
del 75%) ma comprende tutto e soffre per la lontananza del suo
figlio adorato: non ha piu' funzioni motorie, non puo'
difendersi, non puo' cambiare la sua posizione, e'
dipendente da altri al 100%". Morale: il figlio "corre su
e giu' sulla tratta Budrio - arcianise poiche' e' l'unico
che fisicamente puo' spostare nel letto il papa', un adulto di
80 kg".
Non solo: Domenico da circa 8 mesi,
per l'esattezza dal 13 aprile, attende inutilmente di
essere ascoltato dal ministro della Difesa (colloquio chiesto
con regolare domanda). Ma quando il sergente Roberto Fiore, un
suo collega di caserma rappresentante del Cobar, ha
scritto una lettera al comandante di Reggimento chiedendo,
"con toni decisi", aiuto e solidarieta' per Domenico, ha
"guadagnato" solo l'avvio di un procedimento disciplinare a suo
carico.
"Signor presidente - conclude
Tartaglione -, mi aiuti a fare questo regalo di Natale,
disponga affinche' il soldato Domenico possa almeno fruire di un
provvedimento temporaneo che gli consenta di essere in quel di
Marcianise, allorquando il padre Raffaele terminera' le
sue tremende sofferenze terrene e si presentera' alla
presenza di Dio".
(AGI) Bas 151609 DIC 07

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