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<<FINANZIARIA
E MILITARI:
SLALOM SPECIALE DEL GOVERNO>>
Riceviamo dai delegati del
Co.ce.r. della Marina Militare, Antonello Ciavarelli e Giampaolo
Vietri, e pubblichiamo volentieri un approfondimento sul d.d.l.
della prossima finanziaria 2008. Tra gli argomenti trattati
troviamo anche il precariato e le pensioni.
SideWeb s.r.l., 27/10/2007
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FINANZIARIA E
MILITARI:
SLALOM SPECIALE DEL GOVERNO.
a cura di
Antonello
Ciavarelli e Giampaolo Vietri
Delegati Co.Ce.R.
Grazie ai mezzi di
comunicazione sempre più efficaci, anche gli atti legislativi
più complessi come la manovra finanziaria diventa accessibile e
comprensibile, non solo agli addetti al settore, ma a tutti
coloro che si interessano alla vita pubblica.
Anche quest’anno nella
manovra finanziaria per i militari solo pochi e prudenti
segnali di concretezza nei confronti del mondo militare.
Troviamo, infatti, interventi certamente interessanti e
condivisibili: il considerare le “vittime del dovere”
alla stessa stregua delle “vittime del terrorismo” (cosa
comunque non da poco), lo stanziamento di nuove risorse per dare
copertura anticipando da febbraio ad agosto 2007 del vecchio
contratto e 200 milioni di euro per la specificità. Su
quest’ultimo punto si dovrà approfondire il ragionamento per
giungere ad un accordo serio e non determinare sperequazioni tra
il personale delle Forze di Polizia e Forze Armate. Ed in questo
ambito Governo e Parti sociali compreso COCER avranno parecchio
da lavorare
Si parla spesso di “specificità”,
usando o abusando di questo termine per dimostrare un’attenzione
al mondo militare come se quei 10 o 15 euro divisi per tutti
cambiassero la vita. La vita quotidiana la si può migliorare
solo se cambia la considerazione che il mondo politico può avere
verso i temi fondamentali, che hanno costi limitati, ma che nel
contempo bisogna avere il coraggio di affrontare.
Faccio solo pochi
esempi per dare l’idea di quanto sopra.
Le pensioni:
la rappresentanza militare da anni sta proponendo soluzioni in
merito, come lo spostamento del passaggio dal sistema
contributivo al sistema retributivo fino al momento in cui non
vengono attivati i “Fondi Pensione”, che attutirebbero il forte
scarto che così si creerà fra ultimo stipendio e prima pensione
per il personale più giovane. Nonostante una legge “Dini” del
‘95, a causa dell’inadempienza dei vari Governi questi “fondi
pensione” non sono mai stati attivati. È vero che graverebbe sul
sistema nel tempo ma se si pongono correttivi alla contribuzione
di tutti, le cose risulterebbero indolore per lo stesso sistema.
Il precariato nelle
FF.AA.: per fortuna
si comincia a sentir parlare anche all’interno delle
Amministrazioni del precariato come un problema da risolvere, ma
nonostante tutto non si riscontra una presa di posizione
politica tanto più in questa finanziaria.
Poi ci sono problemi
altrettanto seri sul tavolo che spaziano dal riordino delle
carriere, alla riforma del sistema di rappresentatività dei
militari, ed in particolare per la Marina l’Amianto.
Solo degli esempi e
alcuni cenni per riflettere sul senso che si vuole dare alle
Forze Armate in generale e al concetto di “specificità”.
Quest’ultima in un certo qual modo è stata sancita con la legge
sul sistema stipendiale riferito ai parametri anziché sui
livelli sui quali si basa il resto del pubblico impiego. Oggi
però non credo che la problematica degli uomini in divisa possa
essere risolta con 100 milioni di euro in più o in meno,
indirizzati peraltro a straordinari e buoni pasto. Ma è la
considerazione di fronte ai grandi temi (che posso avere anche
costi limitati), che fanno la differenza ancor più se quei fondi
sono già destinati a straordinari e buono pasto dei quali
dovrebbe essere l’amministrazione a farsi carico. È rispettoso
sicuramente il faticoso lavoro fatto ad esempio dai
metalmeccanici ma il fine è diverso. I militari oltre che per se
stessi e la propria famiglia lavorano al servizio della nazione
e della comunità per le quali devono essere pronti a morire.
Questo non basta a dare quel coraggio politico ai vari Governi
per risolvere ad es. la problematica pensioni, così come in modo
costruttivo è stato richiesto dalle rappresentanze militari e
condivise dalle sigle sindacali di Polizia?
E il problema
precariato? Possono mai le Forze Armate fondarsi su risorse
umane precarie. L’appartenenza alle Forze Armate è una scelta
stabile e per tutta la vita e non lo si può trasformare in un
mestiere a tempo determinato, instabile e precario. Tutte le
Forze Armate assumeranno carattere di instabilità e precarietà
se si continua ad andare in questa direzione. Tutto ciò oltre,
ovviamente al carattere socialmente penalizzante di tale stato.
Quanto altro tempo
bisognerà aspettare affinché la sicurezza interna ed esterna
della nazione, in quanto priorità debba essere considerata
veramente in modo “specifico”? Quando ci sarà un Governo che
avrà il coraggio di prendere una posizione su temi chiari che i
sindacati e le Rappresentanze convergono senza trovare la scusa
della carenza di risorse, o di apparenti divisioni dei
sindacati? Mi sia concessa una battuta apparentemente banale o
qualunquista: ritengo che sia importante che come le auto della
Polizia di Stato necessitano di benzina per assicurare la
sicurezza interna è altrettanto indispensabile il carburante per
le navi per navigare al fine di avere degli equilibri
internazionali e quindi assicurare la sicurezza esterna. Però i
sacrifici andrebbero chiesti un po’ a tutti e se il Governo ha
iniziato a ridurre sprechi e agevolazioni anche nelle FF.AA., si
possono comunque operare interventi vari. Mi chiedo ad esempio
perché i dirigenti e super dirigenti devono passare da una
macchina di media alta cilindrata ad una di lusso ed extra lusso
con l’aumentare del grado o livello? Quando poi il servizio di
trasporto collettivo coincide con l’orario di lavoro e le città
offrono trasporti pubblici con le cui aziende si potrebbe
concordare abbonamenti agevolati e riduzioni per tutto il
personale militare compresi i dirigenti? Perchè ad esempio non
si utilizza il sistema di Protezione Sociale (sale convegno,
circoli, spiagge, soggiorni marini montani) attenendosi alle
finalità e ricorrendo ad un gestione più sobria (come per i
circoli o spiagge ancora oggi esclusive per i soli
dirigenti/direttivi)?
Potrebbero sembrare
ovvie le problematiche trattate o banali quelle appena elencate
ma sono reali e quotidiane e se le ignorassimo tutte, in che
cosa consisterebbe la necessità di definire la specificità del
mondo militare?.-
Antonello Ciavarelli
Giampaolo Vietri
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