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<<LA
BEFFA DEL CALENDARIO DELL’ESERCITO DEDICATO A “I LUOGHI DELLA
MEMORIA”>>
Così come pervenuto, pubblichiamo
il seguente approfondimento sui "Luoghi della Memoria".
SideWeb s.r.l., 2/12/2007
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E sul Milite Ignoto si fa
festa...
La beffa del Calendario dell’Esercito
dedicato a “I luoghi della Memoria”
di
Giorgio Prinzi
Suona quasi come una beffa l’apertura del Calendario
dell’Esercito 2008 dedicata a “I luoghi della Memoria”, con
una foto grandangolo su due pagine del Sacello del Milite
Ignoto in primo piano che sfuma con lo sfondo del Gianicolo,
sulla destra del quale si staglia nitida e dai netti contorni
la figura del Capo di Stato Maggiore ripreso in tuta da
combattimento dal cinturone in su.
Perché una beffa? Perché su quello che il Calendario ribadisce
essere uno dei “luoghi della memoria”, dei più sacri Valori,
tanto che il monumento viene chiamato “Altare della Patria”,
si può fare baldoria a pagamento, affittando un attrezzato
locale comunemente indicato con la dizione di “tavernetta”. In
senso letterale si può fare festa sulla tomba del Milite
Ignoto del Caduto della Prima Guerra Mondiale non identificato
che rappresenta quanti persero la vita in combattimento.
Di chi è stata l’idea? Non si sa, anche se tutti quelli da noi
interpellati, cadendo o fingendo di cadere dalle nuvole,
ipotizzano una qualche responsabilità del ministro per i Beni
e le attività culturali Francesco Rutelli, se non altro per
motivi di funzione. Sulla pagina d’apertura
(http://www.ambienterm.arti.beniculturali.it/vittoriano/) del
sito web del “Vittoriano” campeggia infatti l’intestazione
“Ministero per i beni e le attività culturali. Soprintendenza
per i beni ambientali e architettonici di Roma”.
Certo quanto sta avvenendo al Vittoriano e, più in generale,
al complesso architettonico dei Fori è difficile da
comprendere, alla luce del diverso approccio tenuto, ad
esempio, per la cancellazione della scritta blasfema apposta
da “ignoto artista” sulla parete esterna della chiesa di San
Giovanni dei Fiorentini.
Il fatto, denunziato in conferenza stampa dagli Onorevoli
Antonio Tajani e Francesco Giro, veniva così commentato da
“L’opinione delle Libertà” del 27 ottobre 2007: «Di fronte ad
eventi di questo genere, non si riesce a comprendere la
disponibilità nel concedere autorizzazioni che deturpano
l'area archeologica per eccellenza della Capitale, quali il
modernissimo ascensore esterno che stona in "maniera
accecante" con il complesso architettonico del Colle del
Campidoglio in cui è stato inserito, o la posa di pietre
lavorate, che taluni a sinistra considerano creazioni
artistiche, che stanno trasformando l'area degli scavi dell'ex
via Alessandrina in una sorte di discarica di multicolori e
multiformi pezzi di pietra».
Walter Veltroni, Sindaco di Roma e Segretario del PD, tace.
Per lui che, con estremo vigore si era scagliato contro il
responsabile del versamento di un colorante all’anilina nella
Fontana di Trevi, evidentemente Roma non si sente offesa da
queste deturpazioni e da questo scempio. Fare baldoria
letteralmente sulla Tomba del Milite Ignoto o frapporre
lungaggini alla cancellazione di una scritta blasfema che
offende lo stesso “bene culturale” su cui è stata apposta, non
offende Roma. E forse, purtroppo, ha ragione.
Questi fatti non hanno provocato grandi reazioni; la più
significativa, oltre le nostre stigmatizzazioni, una sparuta
protesta di Italia Nostra, che ha chiesto l’abbattimento del
deturpante ascensore esterno, che disturba l’armonia
architettonica già dal punto di osservazione del Colosseo. Gli
ambientalisti tacciano nei confronti di questi “archeomostri”,
dell’inserimento di “opere” moderniste nel contesto
archeologico dei Fori; tace la casta e quanti ritengono od
aspirano a farne parte.
Ma ancora più assordante è il silenzio dell’Ente che, come
Celendesercito 2008 dimostra, è più direttamente toccato dalla
profanazione di uno dei “luoghi della memoria”. Chiamiamo
direttamente in causa il ministro Arturo Parisi, ricordando, a
lui sardo, i valori che ancora oggi caratterizzano la Brigata
“Sassari”, che come ricorda il suo “Inno” è grande onore di
Italia e di Sardegna. Se non sa, per cortesia qualcuno lo
informi. Se non ha tempo di andare di persona, provvederemo
noi ad inviargli le foto che abbiamo scattato. Da barzelletta,
poi, le Associazioni d’Arma, che si proclamano le custodi per
eccellenza dei Valori tradizionali, nonostante si dimostrano
poco disposte a battersi effettivamente per la loro difesa e
per le tradizioni che li incarnano. Quando la casta decise
l’abolizione della Parata del 2 Giugno, poi ripristinata per
volere del Presidente Ciampi, non solo, tranne naturalmente
sporadiche eccezioni, non fecero nulla per contrastarne
l’abolizione, ma, al contrario, una di esse mise sotto accusa,
deferendolo ai probiviri che lo sanzionarono severamente, un
suo dirigente che si era attivato in difesa della
manifestazione dando vita ad un “Comitato Due Giugno”.
Che poi qualcuna di esse si distingua in senso di particolare
impegno, come ad esempio l’Associazione Nazionale dell’Arma
del Genio e delle Trasmissioni (ANGET) che si occupa persino
di sminamento umanitario, non cambia il quadro generale della
questione. Con queste premesse, non mi meraviglierei se un
giorno o l’altro l’area del Sacrario di Redipuglia venisse
utilizzata per un raduno “rave”. Sarebbero in molti a fare
spallucce, a cadere dalle nuvole, a non sapere magari a
commentare che quelli che vi sono sepolti erano giovani e non
avrebbero certo condannato un poco di allegria. Anche il
“Milite Ignoto” rappresenta giovani caduti, che male c’è a
tenerlo allegro, facendo baldoria alla cosiddetta
“tavernetta”.
Una strana recensione? Cosa dovevamo scrivere di fronte alla
più plateale smentita di quanto il Calendario dell’Esercito
intende veicolare con la sua edizione del 2008? Dovevamo fare
anche noi spallucce oppure tentare una disperata testimonianza
come quel citato dirigente di Sodalizio d’Arma perseguito per
l’incauta scelta? Abbiamo scelto questa seconda opzione, ben
sapendo di esporci e di rimanere soli, se non addirittura
additati al pubblico ludibrio e fatti oggetto di riprovazione
e condanna. Putroppo, non riusciamo a farcene una ragione. È
recentissima la notizia di una persona incriminata per avere
pitturato con un colore vivace la sua villetta in un’area
ligure classificata di pregio paesaggistico. L’incauto rischia
quattro anni di detenzione. Chiaramente non appartiene alla
casta, altrimenti avrebbe potuto tinteggiare fucsia l’intero
Vittoriano e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire, a
cominciare da ... ne seguirebbe un lunghissimo elenco.
FONTE:
WWW.OPINIONE.IT
Edizione 260 del 28-11-2007
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