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<<FAVISMO - IL
MINISTRO DELLA DIFESA AVVIA LA MODIFICA DELLA NORMATIVA>>
Pubblichiamo il seguente
comunicato stampa del Ministro della Difesa, del giorno
4/8/2007, relativo alla modifica della normativa sul favismo.
SideWeb, 10/8/2007
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Ministro Parisi dispone
modifica normativa su "favismo"
Il Ministro della
Difesa, Arturo Parisi, alla luce delle conclusioni della
Commissione scientifica da lui disposta lo scorso mese di
marzo, ha incaricato gli organi tecnici della Difesa di
avviare l'iter di modifica della normativa attualmente in
vigore (Decreto Ministeriale 14 aprile 2000) in relazione
all'arruolamento dei soggetti affetti da "deficit da G6PDH"
(cosiddetto "favismo"), prevedendo le opportune cautele a
tutela della salute dei soggetti interessati.
Il Ministro Parisi ha
altresì disposto che venga valutata la possibilità di
estendere ad altre patologie analoghe il principio adottato
per il "favismo", delegando il Sottosegretario Emidio Casula a
seguire l'attuazione della disposizione.
La Commissione, composta
da eminenti personalità in possesso di alta professionalità
nelle materie di pertinenza dell'indagine, ha stabilito che i
soggetti affetti da "favismo", con esclusione dei casi di
comprovate manifestazioni emolitiche, potranno essere
considerati abili a svolgere le attività connesse con lo
status di militare secondo un principio di gradualità, ossia
prevedendo opportune prescrizioni, in relazione alla gravità
della malattia, per particolari attività o condizioni di
rischio.
FONTE: MINISTERO
DIFESA.IT
Aggiornamento del 7/9/2007
Il
30/8/2007 e' uscito il Decreto del Ministero della Difesa
Il favismo è un difetto congenito di un enzima
normalmente presente nei globuli rossi, la
glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, essenziale per la vitalità
degli eritrociti e in particolare per i processi ossidoriduttivi
che in essi si svolgono. La carenza di questo enzima provoca
un'improvvisa distruzione dei globuli rossi (emolisi) e quindi
la comparsa di anemia emolitica con ittero, quando il soggetto
che ne è carente, ingerisce fave, piselli, Verbena Hybrida
varie droghe vegetali o alcuni farmaci (ad esempio sulfamidici,
salicilici, chinidina, menadione, ecc.,) che agiscono da
"fattori scatenanti", inibendo cioè l'attività della
glucosio-6-fosfato-deidrogenasi eritrocitaria, impoverendo
ulteriormente i globuli rossi che sono già carenti dell'enzima.
Il difetto enzimatico si trasmette ereditariamente con il
cromosoma X del sesso: i maschi ne sono colpiti in forma grave
mentre le femmine, che sono portatrici del gene anomalo e
possono trasmetterlo ai propri figli, si ammalano di forme più
lievi. È diffuso soprattutto in Africa (nei bantu raggiunge una
frequenza del 20% circa) ma si riscontra spesso anche nelle
popolazioni dell'Asia meridionale e del bacino mediterraneo,
dove in alcune zone (Grecia, Sardegna) raggiunge una frequenza
variabile dal 4 al 30%.
La malattia si manifesta in modo improvviso, 12-48 ore dopo
l'assunzione di fave fresche (o degli altri alimenti o
medicinali summenzionati): il bambino diventa di colorito giallo
intenso su fondo pallido. Nei casi gravi, circa la metà dei
globuli rossi viene distrutta; la cute e le mucose diventano
allora intensamente pallide, oltre che itteriche, le urine
ipercolorate, e compaiono i segni di un collasso
cardiocircolatorio.
Il deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi può esser
accertato mediante la determinazione dell'enzima nei globuli
rossi. Questo esame è indispensabile per la diagnosi ed è utile
anche per identificare i portatori del difetto, che possiedono
valori intermedi fra quelli dei soggetti normali e quelli dei
soggetti carenti (in questi ultimi il livello di
glucosio-6-fosfato-deidrogenasi è di pochissime unità) Possibili
portatori del gene anomalo sono le madri e le sorelle del
bambino affetto da favismo.
- Improvvisa insorgenza di
febbre e di ittero della cute e delle mucose.
- Urine ipercolorate, giallo-arancione.
- Pallore, debolezza, compromissione delle condizioni
generali.
- Respiro frequente, difficoltoso.
- Polso rapido, debole, poco apprezzabile.
Il difetto di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi
consente una vita perfettamente normale e non comporta in genere
alcun disturbo, purché il soggetto colpito non ingerisca fave o
determinati farmaci che possono provocare la crisi emolitica
acuta. È perciò indispensabile che la condizione di carenza sia
nota per prevenire questi rischi. Il favismo in fase acuta è
invece una condizione piuttosto pericolosa, in quanto
l'anemizzazione può essere rapida (poche ore) e drammatica,
mettendo in serio pericolo la sopravvivenza del bambino.
- La comparsa improvvisa
di ittero e di anemia in un bambino è sempre una situazione di
emergenza che richiede l'immediato intervento del pediatra e
il ricovero in ospedale. La mamma deve astenersi da qualsiasi
iniziativa (soprattutto non somministrare farmaci di nessun
tipo).
- Sforzarsi di ricordare tutti gli alimenti o i farmaci che
il bambino ha assunto nelle ultime 24-48 ore e riferirli al
pediatra.
Il ragazzo affetto da favismo dovrà essere
avvertito della sua condizione, in modo da potere essere in
grado di "proteggersi" ed evitare l'ingestione di fave (anche i
piselli talvolta sono mal tollerati) e dei farmaci proibiti. La
condizione di carenza dovrà essere notificata anche alla
direzione della scuola se il bambino vi consuma i pasti e a
qualsiasi medico che già non conosca il bambino e che debba
prescrivergli una terapia. La mamma dovrà inoltre essere munita
dell'elenco dei farmaci potenzialmente "tossici" e, come tali,
da evitare. Questo elenco potrà esserle fornito dall'ospedale o
dai pediatra stesso che ha in cura il ragazzo.
L'unica terapia del favismo in crisi emolitica
è una immediata trasfusione di sangue fresco. Al più presto
possibile, il ragazzo dovrà essere ricoverato in ospedale ove
sarà possibile, dopo la trasfusione (sovente sono necessarie più
trasfusioni nei primi giorni di ricovero), eseguire gli
Indispensabili accertamenti per individuare la condizione di
deficit enzimatico. In questa occasione anche la madre, le
sorelle e gli altri familiari saranno sottoposti agli opportuni
esami ematologici.
FONTE: FAVISM.ORG
SideWeb, 10/8/2007
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