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<<LA
DIFFICILE SITUAZIONE ECONOMICA DELL'ITALIA, DEI CITTADINI E
SOPRATTUTTO DELLE FAMIGLIE>> |
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L'inflazione percepita è il doppio di quella rilevata
dall'Istat. Bankitalia: crescita debole della nostra economia.
Inflazione percepita dalle famiglie al doppio di
quella rilevata dall'Istat, debolezza ciclica dell'economia per tutto
l'anno in corso, bene l'esportazione, male gli investimenti: sono alcune
delle osservazioni contenute nel bollettino mensile di aprile della
Banca d'Italia. Se non è nero, il quadro è certamente grigio all'inizio
di questa fase della politica italiana.
La nostra economia continua a risentire, secondo
l'analisi della nostra Banca centrale, dei problemi strutturali che si
riflettono da vari anni in un progresso insufficiente della produttività,
indipendentemente dalle fluttuazioni cicliche.
R. P.
16/4/2008
Bollettino Economico n. 52, del
15-04-2008 - Sintesi
Le prospettive dell'economia
mondiale si deteriorano - Nei primi mesi del
2008 si sono acuite le tensioni sui mercati finanziari internazionali e
il quadro economico mondiale è peggiorato. Negli Stati Uniti l'attività
economica è fortemente rallentata: agli effetti della crisi del mercato
delle abitazioni si stanno aggiungendo quelli di condizioni finanziarie
più restrittive per famiglie e imprese. Il commercio mondiale cresce
comunque a ritmi ancora sostenuti, grazie alla perdurante, robusta
espansione delle economie emergenti. I prezzi dell'energia e delle
materie alimentari hanno registrato nuovi, significativi aumenti. I
rincari hanno alimentato l'inflazione nei paesi importatori,
condizionando l'orientamento delle politiche monetarie, incidendo
negativamente sul reddito disponibile e sui consumi.
Si attenua la crescita e sale l'inflazione nei
principali paesi dell'area dell'euro ... - Le previsioni della Banca
centrale europea rese note in marzo fissano, per la crescita del PIL
dell'area dell'euro nel 2008, un valore centrale pari all'1,7 per cento,
in ribasso rispetto alla previsione di dicembre. Le più recenti
valutazioni dell'FMI indicano un tasso di crescita dell'1,4 per cento.
L'indicatore €-coin del ciclo economico dell'area segnala una possibile
pausa del rallentamento ciclico in marzo. Il quadro internazionale resta
tuttavia sfavorevole e molto incerto. L'inflazione al consumo, in
graduale aumento nell'area dallo scorso autunno, ha raggiunto, secondo
stime preliminari, il 3,5 per cento in marzo. In questo contesto, la
Banca centrale europea ha mantenuto i tassi ufficiali invariati al 4 per
cento, adoperandosi, anche di concerto con le altre maggiori banche
centrali, per fornire adeguata liquidità al sistema finanziario.
...compresa l'Italia - In Italia, numerosi
indicatori qualitativi e quantitativi suggeriscono che la fase di
debolezza ciclica in atto dal quarto trimestre del 2007 si protrarrà nel
2008, portando il ritmo di crescita produttiva su valori al di sotto del
potenziale, già basso nel confronto internazionale. La nostra economia
continua a risentire di problemi strutturali che si riflettono da vari
anni in un progresso insufficiente della produttività, indipendentemente
dalle fluttuazioni cicliche. L'inflazione si stima abbia raggiunto in
marzo il 3,6 per cento, con un aumento dallo scorso agosto analogo a
quello dell'area.
I consumi e l'indebitamento delle famiglie rallentano -
Nel 2007 i consumi delle famiglie italiane sono aumentati dell'1,4 per
cento, sostenuti da un'analoga crescita del reddito disponibile dopo un
biennio di stagnazione. Oltre la metà dell'incremento del reddito è
riconducibile a quello dell'occupazione, in presenza di retribuzioni
lorde unitarie invariate in termini reali. Nella seconda metà del 2007,
tuttavia, si è registrato un deterioramento sia delle condizioni del
mercato del lavoro (con un calo dell'occupazione nel quarto trimestre
rispetto al trimestre precedente) sia dei consumi. L'andamento delle
vendite al dettaglio e del clima di fiducia dei consumatori è coerente
con un proseguimento di questa tendenza nei mesi più recenti.
Si stima che gli importanti rinnovi contrattuali
siglati tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 si traducano quest'anno
in un'accelerazione delle retribuzioni unitarie di fatto; nel 2009 la
crescita delle retribuzioni dovrebbe tornare sui livelli moderati degli
ultimi anni. L'indebitamento delle famiglie italiane cresce ma rallenta.
Gli oneri per il servizio del debito hanno raggiunto l'8 per cento circa
del reddito disponibile. La qualità del credito alle famiglie si valuta
sia rimasta stabile nel secondo semestre del 2007.
Le imprese accrescono le esportazioni ma non
gli investimenti - Le imprese stanno rallentando l'accumulazione di
capitale fisico. Lo scorso anno gli investimenti sono cresciuti di poco
più dell'1 per cento, quelli in macchine e attrezzature si sono fermati.
La sostanziale stagnazione degli investimenti starebbe proseguendo
quest'anno, come segnalano gli indicatori basati sulle valutazioni degli
imprenditori riguardo alle prospettive di domanda e al livello di
capacità utilizzata. Le esportazioni, alla luce dei nuovi dati
rilasciati dall'Istat, sono cresciute del 5 per cento lo scorso anno,
confermando gli spunti di ripresa della capacità esportativa della
nostra industria emersi già nel 2006. La crescita delle vendite
all'estero è stata tuttavia inferiore di circa 2 punti a quella del
commercio mondiale in ragione di una perdita di competitività di prezzo
di analogo ammontare, dovuta alla bassa dinamica relativa della
produttività e all'apprezzamento dell'euro.
Si stima che la redditività operativa delle imprese sia scesa
nell'ultima parte del 2007. Si sarebbe anche ridotto l'autofinanziamento,
determinando un aumento del fabbisogno finanziario nonostante la stasi
degli investimenti. Il credito bancario alle imprese seguita a crescere
a ritmi elevati.
Nel 2007 sono migliorati i conti pubblici italiani -
L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è diminuito nel
2007 di 1,5 punti percentuali, all'1,9 per cento del PIL, riportandosi
sui livelli del biennio 1999-2000. Il risultato dovrebbe consentire nei
prossimi mesi l'abrogazione della Procedura per i disavanzi eccessivi
avviata nei confronti del nostro paese nel 2005. L'avanzo primario,
quasi annullato quell'anno, è salito al 3,1 per cento del PIL. Come nel
2006, il miglioramento dei conti riflette essenzialmente il forte
aumento della pressione fiscale e contributiva (al 43,3 per cento del
PIL, poco al di sotto del massimo raggiunto nel 1997). Parte di tale
aumento ha riflesso il trasferimento all'INPS del TFR maturando dai
lavoratori dipendenti che hanno scelto di non aderire alla previdenza
complementare. L'incidenza della spesa primaria corrente è diminuita
lievemente, al 39,6 per cento del PIL, ma rimane prossima al suo valore
massimo. La spesa per investimenti è tornata ad aumentare, anche se a un
ritmo inferiore a quello del prodotto; quella per interessi è salita dal
4,6 al 5,0 per cento del PIL, riflettendo in larga parte l'aumento dei
tassi all'emissione occorso nell'ultimo biennio. Il debito pubblico è
sceso dal 106,5 al 104,0 per cento del PIL, riportandosi sul livello del
2004.
In marzo il Governo ha rivisto al rialzo la stima
dell'indebitamento netto per il 2008, dal 2,2 al 2,4 per cento del PIL.
Il disavanzo corretto per gli effetti del ciclo e delle misure
transitorie peggiorerebbe di 0,6 punti percentuali di PIL rispetto al
2007. Il quadro programmatico conferma l'obiettivo del pareggio di
bilancio nel 2011.
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