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<<Fondo
Efficienza ISTITUZIONALE: Il Co.Ce.R. Marina sposa la tesi dello
Stato Maggiore>> |
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Pubblichiamo un intervento sul FEI (Fondo Efficienza Istituzionale), a
cura di Antonello CIAVARELLI, delegato del Cocer Marina Militare.
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Fondo Efficienza:
Il
Co.Ce.R. Marina sposa la tesi dello Stato Maggiore
Con una
deliberazione di 5 voti a favore ed uno contrario (cioè del sottoscritto),
il Co.Ce.R. Marina, in estrema sintesi, si è espresso favorevolmente
affinché il beneficio “venga erogato in fasce: avendo
attenzione per le posizioni del personale non impiegato in compiti
strettamente operativi e che per questo fruisce ancora della sola
operativa di base o campagna, pur contribuendo decisamente,
questo personale, insieme a tutti, all’efficienza dell’istituzione, la
quale non deve limitarsi, però, ad una mera enunciazione; proseguendo con
pari attenzione per il restante personale, citando a titolo
esemplificativo le seguenti posizioni e senza preventiva esclusione di
alcuna categoria di questo: il personale anfibio (Reggimento San Marco) e
subacqueo al momento escluso dai benefici di cui all’art. 6 comma 5 e 7
del DPR in epigrafe; il personale chiamato a svolgere, per esigenze della
F.A. funzioni aggiuntive e di carattere logistico, manuale, ispettivo” (così
scritto nella delibera del 29 febbraio u.s.).
Quindi, a quanto pare,
uniformemente all’orientamento dello Stato Maggiore Marina, la priorità,
al fine di riconoscere efficienza, vuole essere data agli Enti Centrali e
a quegli Enti nei quali non si percepisce l’indennità di Supercampagna
(istituti di formazione). Inoltre il Co.Ce.R., ostentando bontà verso
tutti, di fatto auspica solo successivamente alle soddisfatte
esigenze centrali, il riconoscimento agli altri Enti come il
personale anfibio, coloro che a bordo svolgono lavori manuali (imbarco
viveri e posto di lavaggio) ecc…
Credo che sia il caso di
fare dei piccoli passi indietro, per comprendere cosa si intende per
efficienza e lo spirito del Fondo riconosciuto nell’ultimo contratto.
Con l’istituzione del
F.E.I. all’art. 5 il D.P.R. 171/2007 si sono volute individuare le
modalità con le quali ricavare le risorse necessarie, fra le quali
soprattutto le economie di bilancio di tutti gli Enti e una percentuale
da stornare dalle assegnazioni del Compenso Forfetario d’Impiego. Per
questo è necessario tenere conto delle finalità per le quali durante il
contratto economico/normativo si è inteso istituire il Fondo e cioè: “al
comma a): fronteggiare particolari situazioni di servizio; comma b)
incentivare l’impiego del personale nelle attività di funzionamento
individuate dai rispettivi vertici; comma c) compensare l’incentivazione
della produttività collettiva al fine del miglioramento dei servizi”.
Quindi nonostante che, sia
riguardo il tipo di attività e sia riguardo i risultati ottenuti, in
ambito periferico e operativo l’efficienza è oggettivamente riscontrabile,
cosa succederà se andrà in porto quanto proposto dallo “dal Co.Ce.R.
Marina e lo Stato Maggiore Marina”? Soprattutto gli Enti operativi,
dovranno osservare economie di bilancio che si ripercuoteranno sul
personale, cioè si consumerà ad es. (scusate la banalità) ancor meno,
materiale da consumo, vestiario, straordinari, tonner o carta ecc.. cioè
tutto ciò che va a carico del funzionamento (meno di così non si capisce
come), ma si devolverà soprattutto anche meno Compenso Forfetario di
Impiego per le navi, non per ricompensare il personale di bordo con il
Fondo Efficienza, ma per orientare quei risparmi principalmente agli Enti
Centrali. Infatti il D.P.R. 171/2007 ha riconvertito fino al 25 % dei
fondi destinati annualmente al C.F.I. in Fondo Efficienza.
Personalmente non ho nulla
contro affinché questo fondo venga percepito dai tanti colleghi, che
comunque ci mettono del proprio e che sono negli Enti Centrali con tutte
le difficoltà quotidiane che la vita nella Capitale comporta, ma si è
invertito il senso dell’efficienza e il senso del perché considerarsi
operativi. Come si può spiegare ai colleghi del Reggimento San Marco,
o al personale team ispettivi delle UU.NN.; o di coloro che da marescialli
anziani ancora svolgono lavori di facchinaggio sulle stesse navi, o coloro
che, a contatto con delinquenti, svolgono attività di polizia marittima
della Guardia Costiera ecc.., che in ambito di efficienza devono essere
privilegiati, rispetto a loro, gli Enti Centrali? Chiunque oggi
può riscontrare i tempi biblici delle lungaggini burocratiche di tutti i
tipi (dagli avanzamenti, alle attribuzioni delle pensioni definitive,
dell’equo indennizzo e causa di servizio, ecc. ecc..), che sono fonte di
disagio e di frequentissime manifestazioni di malcontento verso questo
operato. Tutto ciò, nonostante non siano cominciate neanche le procedure
per le quali le Rappresentanze Militari debbano essere informate, per poi
esprimere pareri a riguardo (art. 15 DPR 255/99).
La democrazia è anche
questa. Nonostante mi sia parsa palesemente contraddittoria e avessi
presentato, con mozione, una delibera sulle linee delle riflessioni su
citate, ho dovuto assistere inerte alla volontà espressa dei cinque
colleghi, in quanto a nulla sono valse le mie azioni di convincimento.
Se ci
fosse stato un sindacato, i 45.000 uomini della Marina (compresa la
Guardia Costiera, i cui fondi sono su capitoli del Ministero dei
Trasporti, il quale Ministro non è ancora chiaro se verrà interpellato),
avrebbero dovuto subire così passivamente il parere di 5 delegati su una
materia che per legge deve essere concertata e riguarda la Rappresentanza
Militare? Il sindacato o un miglioramento della Rappresentatività dei
militari, però, non può essere imposto. Se non si partecipa almeno a
questi temi prendendo le giuste iniziative, lo scontento rimarrà fine a se
stesso. Come sempre auspico, per il bene delle Forze Armate di una Nazione
democratica, la partecipazione dei vari Consigli Intermedi e di Base
affinché esprimano il loro parere e facciano le loro proposte. Nel mio
piccolo come singolo delegato, forte delle mie convinzioni e della mia
volontà, non cesserò mai all’interno delle regole, di fare il bene del
personale rappresentato, anche se questo comportamento nell’immediato non
paga.
Antonello Ciavarelli
antonellociavarelli@libero.it
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