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<<CONTRATTI
DI LAVORO. CAMBIANO LE REGOLE? I SINDACATI DELLA CISL, CGIL E UIL
SIGLANO UN NUOVO ACCORDO...>> |
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Tra le varie novita' spunta
anche quella dell'elevazione a tre anni della validita' dei contratti di
lavoro (fino ad ora i contratti erano biennali). Per ora queste norme
valgono soltanto per il personale civile non statale, ma come gia' chiesto
dai sindacati in questa fase, quanto prima saranno applicate anche al
Pubblico Impiego, e per quanto possibile anche ai militari e poliziotti
compresi.
Problematica questa
discussa durante la fase del rinnovo del vecchio contratto 2006/07 ma poi
fortunatamente accantonata. Ora non solo viene riprospettata, ma i
sindacati per ora l'hanno siglata.
Il contratto triennale sara'
una cosa positiva o negativa? Non sara' negativa se il contratto sara'
accompagnato da un aumento stipendiale superiore del 30% della cifra fino
ad ora spalmata su due anni. Esempio: contratto biennale 2006/07 euro 120
lore mensili. Se si passa al triennale la cifra a regime non potra' essere
inferiore ad euro 180 mensili. Sara' cosi? Per ora nessuno lo spiega!
Anche qualche sindacalista piu' attento critica questo accordo.
l. r. SideWeb s.r.l.,
8/5/2008 Il nostro impegno e la nostra professionalita' al servizio di tutti.
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SEGUE L'APPROFONDIMENTO SULL'ACCORDO.
ROMA - Riduzione del
numero dei contratti, introduzione degli accordi triennali, nuovi
meccanismi per la definizione della rappresentanza, potenziamento
del doppio livello di contrattazione. Sono solo alcuni degli
aspetti inseriti nell'intesa sulle proposte di riforma del modello
contrattuale ratificata oggi all'unanimità dalle segreterie
unitarie di Cigl, Cisl e Uil. Un "sì" di grande importanza che ha
trovato il plauso degli industriali ma che ha anche scatenato
forti polemiche con la Fiom.
Secondo il leader della Cgil Guglielmo Epifani, "l'obiettivo è
quello di avere un sistema contrattuale che sia in condizione di
aumentare le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e di avere un
sindacato più democratico, più vicino alle persone che lavorano".
Al contratto nazionale che "resta garanzia dei diritti dei
lavoratori", continua, si aggiunge "un secondo livello di
contrattazione esteso anche alle piccole e medie imprese". Il
segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, che prima
dell'incontro aveva parlato di "un momento storico per il
sindacato", dice che con l'accordo si sta "costruendo un nuovo
sindacato". E Luigi Angeletti, della Uil, invece annuncia:
"Presenteremo queste proposte subito per aprire immediatamente un
confronto e vedremo se sul serio avremo imprenditori disposti ad
aumentare veramente i salari".
Il testo approvato dai leader sindacali prevede, tra l'altro, la
riduzione del numero dei contratti (ora 400) e l'introduzione dei
contratti triennali sia per la parte normativa che per quella
economica. Potenziati i due livelli contrattuali: un contratto
nazionale di sostegno e valorizzazione del potere d'acquisto per i
lavoratori e un secondo livello di contrattazione incentrata sul
salario e legata a parametri di produttività, qualità,
redditività, efficienza ed efficacia. Chieste anche regole
analoghe a quelle del lavoro privato nel pubblico impiego e
l'introduzione di penalizzazioni in caso di mancato rinnovo degli
accordi nei tempi previsti. La piattaforma contempla anche nuovi
meccanismi per la definizione della rappresentanza che tengono
conto sia del numero degli iscritti sia dei voti presi nei
comitati di rappresentanza degli enti previdenziali.
Mentre il presidente uscente degli industriali, Luca Cordero di
Montezemolo, ha commentato positivamente l'intesa, all'interno dei
sindacati c'è chi si lamenta. Giorgio Cremaschi, segretario
nazionale della Fiom, parla di un possibile "disastro sociale",
perché l'accordo "porta ad abbassare il salario medio e a dare
qualcosa di più a chi fatica di più e quindi ad aumentare il tasso
di sfruttamento dei lavoratori". "Lavoro e società - cambiare
rotta", una delle componenti di sinistra della Cgil, ha invece
deciso di presentare al direttivo Cgil un documento alternativo
all'ipotesi di piattaforma unitaria. Su questo testo si sta
cercando di ottenere anche il consenso della componente Fiom che
fa capo a Gianni Rinaldini.
Dopo il via libera da parte delle segreterie unitarie, ora
toccherà ai direttivi unitari di Cgil, Cisl e Uil convocati per il
12 maggio approvare l'ipotesi di riforma. Quindi, dopo la
consultazione di base che dovrebbe durare una ventina di giorni,
si potrà formalmente riaprire il confronto con Confindustria.
(7 maggio 2008)
repubblica.it
SCARICA IL TESTO DELL'ACCORDO
della Cisl - Cgil e Uil del 7/5/2008


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