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<<LA
PARITA’
DI TRATTAMENTO E
LA NON
DISCRIMINAZIONE NEL GOVERNO DEL PERSONALE MILITARE
A.M.>> |
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DALL'A.M..
13° "MESSAGGIO
AL PERSONALE" – 24.04.2008
Il processo di
trasformazione delle Forze Armate, contraddistinto in particolare dalla
loro completa professionalizzazione, dalla
profonda ristrutturazione organizzativa, dal reclutamento femminile e
dalle nuove esigenze operative imposte dai mutati scenari
geo-politici internazionali, ha inciso
profondamente anche sulla condizione del personale militare per molti
aspetti quali, ad esempio, la selezione, il reclutamento, l’impiego, le
relazioni interpersonali.
L’Aeronautica Militare ha
da tempo posto attenzione su quest’ultimo
aspetto, per assicurare che l’azione di comando sia esercitata in modo
corretto e coerente in tutti i suoi enti, garantendo un’equa tutela del
personale militare e civile, nel rispetto dei due fondamentali principi
della parità di trattamento, cui deve essere
ispirato il governo del personale, e della non discriminazione, con
particolare riferimento alle relazioni interpersonali.
Di seguito, si riportano i punti salienti
della direttiva di recente emanata.
LA PARITA’
DI TRATTAMENTO E
LA NON
DISCRIMINAZIONE NEL GOVERNO DEL PERSONALE MILITARE A.M.
A fronte delle specifiche disposizioni di tutela
esistenti nei CCNL per il personale civile, l’A.M. ha ritenuto
opportuno, nel marzo 2006, emanare la specifica direttiva: “SMA-ORD-030
– Istruzioni per il personale militare dell’A.M. in tema di parità di
trattamento”, proprio al fine di fornire a tutto il suo personale
militare elementi utili su particolari problematiche
attinenti la condizione militare.
Nella citata
direttiva, alla cui lettura si fa rinvio per i necessari
approfondimenti, vengono fornite indicazioni
in materia di:
- rispetto dei principi della
parità di trattamento tra uomini e donne e di non discriminazione
fondata sul sesso in materia di impiego, alla
luce delle norme nazionali ed internazionali vigenti. Ciò deve essere
attuato anche attraverso azioni tese a rimuovere gli ostacoli che
possono impedire la realizzazione delle pari opportunità, con
particolare riguardo all’impiego del personale femminile secondo il
Ruolo/Categoria di appartenenza e la
professionalità posseduta evitando, ad esempio, di impiegare personale
tecnico o di vigilanza in attività d’ufficio solo perché è diplomato o
laureando. E’ opportuno anche evitare esenzioni o favoritismi nell’espletamemto
dei servizi di difesa locale e di reparto, a meno di specifiche
situazioni fisiologiche, come ad esempio lo stato di gravidanza.
Inoltre, nelle attività di rappresentanza (es. cerimonie, pubbliche
manifestazioni, rapporti con i mass-media, ecc.) l’impiego di personale
maschile e femminile dovrà sempre ispirarsi al principio della parità di
trattamento senza alcuna parzialità, tale concetto dovrà essere
applicato anche nelle operazioni fuori area, con particolare riferimento
all’impiego non contemporaneo di coniugi entrambi militari.
- attenzione ai riflessi delle situazioni familiari sull’impiego
(es. ragazzo/a padre/madre, stato vedovile con figli minori, ecc.);
- assegnazione del personale femminile, onde evitare che nelle
sedi di servizio esso rappresenti – salvo situazioni particolari ed
inevitabili - un’esigua minoranza o, addirittura, sia ridotto ad una
sola unità;
- modalità d’impiego di coniugi
entrambi militari, che non possono essere posti nella stessa linea
gerarchica, nonché di personale legato da un
rapporto di parentela/affinità ad altro militare presente nello stesso
ente;
- trattamento riservato al coniuge (militare) del militare che
abbia ottenuto un trasferimento d’autorità in ambito nazionale;
- misure da adottare nei
confronti del personale militare destinatario del particolare regime di
tutela e sostegno della maternità e della paternità, con particolare
riferimento alle licenze di maternità e paternità, alla licenza
parentale, a quella per malattia del figlio
e per adozione e affidamento preadottivo
internazionale, ai riposi e permessi, ai servizi notturni,
all’assistenza ai portatori di handicap, al personale femminile in stato
di gravidanza nella fase di partecipazione ad un concorso in
F.A., alle
allieve degli Istituti di Formazione in stato di gravidanza fino
all’inizio del periodo di congedo per maternità. A tal riguardo si
suggerisce di fornire adeguata e corretta informazione (con attività di
tutoraggio, appositi
briefing, ecc.), soprattutto al personale più giovane neo-assegnato ai
Reparti;
- interventi
volti a rimuovere nel personale maschile i
pregiudizi sulla “donna militare”, ma al tempo stesso tesi ad evitare
forme di discriminazione “al contrario”, cioè comportamenti
caratterizzati da atteggiamenti protettivi e favoritismi verso le donne
a discapito degli uomini.
Vengono anche
trattati i temi:
- dell’uso delle infrastrutture
(es.: utilizzo
promiscuo degli alloggi collettivi, dei corpi di guardia e dei locali di
servizio comuni), onde far sì che la promiscuità tra personale militare
maschile e femminile non leda le reciproche legittime esigenze di
riservatezza;
-
dei criteri di assegnazione degli immobili
demaniali di servizio;
- della realizzazione, ove
possibile e sempre che vi siano adeguate disponibilità finanziarie,
di asili nido a beneficio delle famiglie;
- del
corretto uso dell’uniforme, del vestiario, degli accessori, dei capelli
e del trucco, nel rispetto del Regolamento di disciplina militare
e della direttiva “OD-4 - Regolamento sull’uniforme”.
Un’intera
sezione è, poi, dedicata a fornire ai Comandanti di Corpo chiari e
semplici suggerimenti per prevenire e reprimere le principali
problematiche afferenti le relazioni interpersonali quali possono
essere: le molestie, le molestie sessuali, le
violenze sessuali, il mobbing, i rapporti
sentimentali all’interno delle installazioni militari, l’esposizione nei
luoghi di lavoro di materiale a forte carica sessuale, l’utilizzo di
telefoni e videotelefoni cellulari e la conseguente divulgazione di
frasi o immagini offensive del decoro e della dignità altrui.
L’analisi di tali fenomeni, seppur
necessariamente sintetica, risulta comunque
di particolare interesse ed utilità per tutto il personale militare per
comprendere i rischi che si corrono nel tenere comportamenti errati
sotto il profilo delle responsabilità civili (es. risarcimento dei
danni), penali e penali militare (es. reati) e disciplinari (es.
sanzioni di corpo e di stato).
L’A.M.
è ben conscia che tematiche così complesse e
delicate non possano essere esaustivamente
trattate in una direttiva come
la SMA-ORD-030. Essa, però, può costituire un primo
valido approccio, da approfondire esaminando attentamente la
legislazione e le disposizioni (direttive, circolari, ecc.) di settore.
Nel contempo lo Stato Maggiore A.M. resta
disponibile a valutare eventuali apporti che possano contribuire ad
aggiornare e migliorare la menzionata direttiva, purché pervengano per
via gerarchica secondo i canali ufficiali.
FONTE: A. M.:
13° "MESSAGGIO
AL PERSONALE" – 24.04.2008

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