ROMA - Compie 147 anni l'Esercito italiano: un anniversario che è
stato celebrato oggi, a Roma, all'ippodromo militare di Tor di Quinto,
presente il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il presidente della
Repubblica ha prima passato in rassegna una brigata di formazione a
bordo di una jeep scoperta, all'interno della quale c'era anche il
ministro della Difesa Arturo Parisi; dietro di loro, su un'altra
vettura, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, e
quello dell'Esercito, Fabrizio Castagnetti. Al termine della
cerimonia, dopo gli interventi ufficiali, Napolitano ha consegnato una
serie di onorificenze, tra cui la medaglia d'oro al valore
dell'Esercito alla bandiera di guerra del 152/o Reggimento Fanteria
'Sassari', per il lavoro compiuto in Iraq durante la missione Antica
Babilonia. Croci d'onore alla memoria, poi, ai militari dell'Esercito
Giorgio Langella e Vincenzo Cardella morti in Afghanistan nel
settembre 2006 dopo che il veicolo su cui viaggiavano era saltato su
un ordigno.
PARISI, IL PATRIOTTISMO RESTA VALORE FONDANTE
"Il nostro patriottismo, la consapevolezza di appartenere alla
Repubblica, è e resta un valore, un valore intenso, un valore
fondante, un valore per il quale la solidarietà verso la propria
comunità nazionale è chiamata ad aprirsi alla solidarietà con l'intera
comunità umana". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Arturo
Parisi, nel suo intervento durante la cerimonia per il 147/o
Anniversario di fondazione dell'Esercito. Il patriottismo, ha
insistito Parisi, "é un sentire che abbiamo appreso nelle nostre
famiglie e nelle comunità locali, é un apprendimento che abbiamo
conquistato nei duri passaggi della nostra storia, è una scelta che
abbiamo consolidato attraverso la nostra esperienza democratica: un
sentire, un apprendimento e una scelta che condividiamo - ha concluso
- all'interno delle grandi organizzazioni internazionali di cui
l'Italia fa parte; le Nazioni unite, l'Unione europea, l'Alleanza
atlantica".
GLI ITALIANI SI SONO FATTI ANCHE GRAZIE ALLA NAJA
"Gli italiani si sono fatti anche grazie al ruolo formativo, alla
funzione educativa che anche in tempo di pace l'Esercito ha svolto
durante il lungo periodo della leva obbligatoria". Per il ministro
della Difesa, Arturo Parisi, la festa dell'Esercito, che si celebra
oggi, è probabilmente l'ultima uscita pubblica nella sua attuale
veste, e ne approfitta per sottolineare l'importanza, per molte
generazioni di italiani, del ruolo formativo della naja, . "Ancora
fino a pochi decenni or sono - afferma Parisi - la fratellanza nelle
camerate è stata uno dei modi migliori, in alcuni casi l'unico, per
far conoscere ragazzi tanto diversi per cultura, estrazione sociale e
costumi. Nella formazione della Nazione, la leva e l'Esercito di
popolo sono stati un passaggio determinante, uno strumento
fondamentale. Un luogo - aggiunge - per sperimentare nella concretezza
l'appartenenza alla Comunità, un'occasione unica per trascendere i
limiti individuali e arricchire la cerchia degli affetti familiari,
uno strumento per perseguire obiettivi comuni". Ma "da un decennio -
conclude Parisi - le cose sono profondamente cambiate": l'Esercito è
ora formato da soli volontari, tutti militari professionisti; sono
entrate le donne nelle caserme e i militari sono sempre più impiegati
nelle missioni di mantenimento della pace "fuori area".
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