A quattro giorni dalle elezioni è possibile
trarre le prime indicazioni sulla chi rappresenterà il settore
della difesa nel nuovo parlamento. Il gioco delle opzioni
generato dalle candidature multiple dei leader -
Silvio Berlusconi è stato eletto in 25 collegi,
Pier
Ferdinando Casini in 17, via
via sino alle quattro di Walter Veltroni -
lascia aperta la possibilità di ripescaggi resi ancor più
complessi dalle scelte multiple. È il caso dello stimato
sottosegretario Giovanni Lorenzo Forcieri,
primo dei non eletti in Liguria, le cui speranze sono legate a
cosa deciderà Giovanni Melandri. I giochi
dovranno completarsi in pochi giorni, perché la prima seduta
del nuovo parlamento è fissata dalla legge al 29 aprile con un
ordine degl giorno che prevede tra l’altro la proclamazione
dei deputati subentranti.Ci sono già
alcuni punti fermi. Entreranno al Senato il presidente del
CIRA Sergio Vetrella (PDL) e il generale
Mauro del Vecchio (PD), così come
rientreranno gli ultimi due ministri della difesa,
Antonio Martino (eletto alla Camera in Sicilia con il
PDL) ed Arturo Parisi (alla Camera in
Sardegna con il suo PD). Ce l’ha fatta anche il generale
Roberto Speciale (PDL, Camera, in Umbria),
protagonista nel 2007 di un duro scontro con il vice ministro
delle Finanze Vincenzo Visco, neppure
ricandidato. La pattuglia ministeriale comprende esponenti di
entrambi gli schieramenti da Pierluigi Bersani e Luigi
Nicolais, rientrati alla Camera per il PD, agli ex
sottosegretari Marco Minniti (Camera per il
PD) e Filippo Berselli, quest’ultimo senatore
con il PDL.
Il mancato raggiungimento della soglia di
sbarramento da parte della Sinistra Arcobaleno impedirà
comunque il ripetersi di scontri come quelli che nella scorsa
legislatura
contrapposero
Lidia Menapace e Sergio De Gregorio
. Solo il presidente di Italiani nel Mondo, confluito nel PDL,
è stato infatti rieletto. Dei 25 membri della commissione
Difesa del senato, tredici torneranno a sedersi a sui banchi
parlamentari. Sono quasi tutti del PDL, che oltre a De
Gregorio e Berselli conferma Pasquale Giuliano, Sergio
Divina, Luigi Ramponi, Pasquale Nessa, Giovanni Collino, Mauro
Cutrufo e Paolo Guzzanti (dirottato però a
Montecitorio). Per la sinistra tornano solo Giorgio
Tonini, Calogero Mannino e Rosa Maria Calipari,
quest’ultima a Montecitorio.
Ancora maggiore la selezione alla Camera. Su
44 membri della commissione Difesa, ne sono stati sinora
riconfermati solo 18, dei quali dieci con Berlusconi e otto
con Veltroni. Tra questi ultimi spicca l’ex presidente
Roberta Pinotti, apprezzata da entrambi gli
schieramenti ma promossa al Senato. Gli altri sono
Dario Franceschini, vice segretario del PD,
Lionello Cosentino (che segue la Pinotti al Senato),
Francesco Saverio Garofani, Roberto Giachetti,
Antonello Giacomelli, Maurizio Migliavacca e Marina Sereni.
La pattuglia PDL parte con Salvatore Cicu,
vice presidente nella passata legislatura, e prosegue con
Filippo Ascierto, Federico Bricolo (promosso
al senato), Francesco Colucci, Giuseppe Cossiga,
Giuseppe Fallica, Gregorio Fontana, Pierfrancesco Gamba
(ora senatore), Maurizio Gasparri (anch’egli
al senato), Maurizio Migliavacca e Francesco Cosimi
Proietti.
Più difficile tracciare il quadro per le
commissioni quali Trasporti e Industria che hanno competenze
solo in parte coincidenti con il settore aerospazio, difesa e
sicurezza. Al momento è comunque fuori Egidio Pedrini,
ex responsabile relazioni esterne di Alitalia e molto attivo
nel settore degli aeroporti italiani.
Su gentile concessione di
dedalonews.it
A cura di G. Alegi