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<<Emma
Marcegaglia: «Federalismo fiscale e riforma degli assetti
contrattuali»>> |
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Emma Mercegaglia
Nuovo presidente di Confindustria 2008
Plebiscito per il presidente designato di Confindustria: 103
voti a favore, 2 contrari. Appello ai sindacati: «Cambino».
ROMA - Votazione
'bulgara' per il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia,
dopo la presentazione della squadra e delle linee programmatiche alla
giunta degli imprenditori. Per lei è stato un vero e proprio plebiscito: a
suo favore 103 voti su 105 disponibili.
ALLEGGERIMENTO ECONOMICO E NORMATIVO
- «Ho scelto persone che rappresentano aziende che nel proprio settore
sono leader sui mercati internazionali - spiega la Marcegaglia -. Ho
voluto cioè rappresentare quella parte di aziende che in questi anni hanno
firmato la rimonta dell'Italia». Il nuovo leader degli industriali
inizia il suo intervento chiedendo un forte alleggerimento economico e
normativo del contratto nazionale e un cambiamento degli assetti
contrattuali con l'obiettivo di puntare sulla contrattazione di secondo
livello. Inoltre «è venuto il momento di varare un vero piano di
federalismo fiscale. Su questo tema lavoreremo nei prossimi mesi».
PILASTRI - La Marcegaglia indica poi i quattro pilastri «per
raggiungere l'obiettivo della crescita e di una vera modernizzazione» del
Paese: «Una società aperta e integrata nel sistema internazionale; uno
Stato migliore; l'investimento in capitale umano; l'elaborazione di una
strategia che contemperi le esigenze di crescita con i vincoli energetici
e ambientali». E il sindacato? «Deve cambiare profondamente, interpretando
con chiarezza il mutato contesto sociale reso più evidente e ineludibile
dal voto del 13 aprile. Lavoriamo seriamente insieme per modificare le
relazioni industriali».
DOPO IL VOTO - Il neo-presidente affronta anche i risultati
elettorali: «L'uscita della sinistra radicale dal Parlamento è positiva.
Con essa è fuori l'interdizione eretta a sistema, che ha contribuito
all'arretramento del nostro Paese rispetto ai nostri concorrenti, anche
europei». Sulla Lega: «Non credo che il suo successo sia una reazione
solo protezionista. Penso che risponda anche alla necessità di larghe
fasce sociali di rivendicare una questione di territorialità. È
ragionevole pensare che per i prossimi venti anni parti delle comunità
nazionali spiazzate dalla globalizzazione cercheranno rifugio sotto
l'ombrello delle organizzazioni statali. Cercheranno forme per valorizzare
la propria territorialità. Di questo - aggiunge - dobbiamo tenere conto
nel giudizio sul voto di dieci giorni fa». Lo scenario politico dischiuso
dalle elezioni del 13 e 14 aprile è comunque «positivo»: «Il quadro
politico è estremamente semplificato, la maggioranza ha i numeri per
governare, l'opposizione è chiamata a svolgere la funzione di controllo,
proposta, critica e stimolo che potrà essere importante se declinato in
funzione dell'interesse generale. Oggi non ci sono più alibi per non fare
le riforme»
ALITALIA - E la questione Alitalia? «Il prestito concesso può
essere considerato sensato a patto che dietro ci sia una soluzione vera,
di mercato, che possa rimettere in piedi la compagnia». Compagnia che,
aggiunge, «è stata scarnificata dall'insipienza, dall'assenza di coraggio
e di senso di responsabilità di un ceto dirigente interno di cui i
sindacati sono stati magna pars».
SICUREZZA - La Marcegaglia chiede
poi che le norme introdotte dal governo uscente sulla sicurezza sul
lavoro: «Chiederò al prossimo governo la modifica delle norme restrittive
appena introdotte». Per il presidente di Confindustria, l'inasprimento
delle sanzioni fatto dal governo Prodi è stata «una scelta profondamente
sbagliata». La soluzione deve essere «nella diffusione della cultura della
sicurezza». Per la Marcegaglia occorre promuovere «corsi di formazione
aziendale innanzitutto per responsabilizzare imprenditori e controparti
sindacali». Serve «un salto di qualità» per dare concretezza «agli sforzi
intrapresi nella qualità degli interventi e della formazione e nel
coinvolgimento delle strutture associative per la sensibilizzazione dei
territori e la piena applicazione delle norme».
RILANCIO - In generale, secondo la Marcegaglia, «noi non siamo
condannati alla bassa crescita, ma occorre affrontarne le cause
strutturali. I Paesi possono scegliere il proprio destino e anche un Paese
maturo può crescere a ritmi interessanti se riesce a liberare le sue
energie e mettere a frutto le sue capacità».
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