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<<Montezemolo: i sindacati
«professionisti del veto, lavoratori più vicini a noi>> |
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Montezemolo: «Basta con i professionisti
del veto».
TORINO (18 aprile) - «Basta con i professionisti del veto». Così il
presidente uscente di confindustria Luca Cordero di Montezemolo è
intervenuto al Lingotto di Torino. Il sindacato deve rinunciare a
«pratiche vecchie, come quegli scioperi rituali e inutili», c'è bisogno
«di un sindacato autorevole, capace di rappresentare gli interessi dei
lavoratori e non quelli dei sindacalisti». Sulla riforma del modello
contrattuale, «in quattro anni le sigle sindacali non hanno voluto o
potuto raggiungere un accordo non con noi ma tra di loro». Secondo
Montezemolo il risultato delle elezioni conferma che «i lavoratori non si
sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare
risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto più vicini alle
nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti».
Ai politici il presidente uscente di
Confindustria chiede di fare «un forte e deciso programma di
liberalizzazioni e privatizzazioni» e vede in modo positivo «la
maggioranza chiara e netta e la forte semplificazione del quadro
politico parlamentare» uscite dalle elezioni. Dalle urne
risultano sconfitti i partiti portatori di una «cultura anti
impresa e anti mercato». Montezemolo sottolinea la necessità di
riforme profonde e ineludibili e approva l'idea del futuro
esecutivo di partire dalla detassazione degli straordinari.
In relazione alla sicurezza sul lavoro Montezemolo afferma che
il Testo Unico contiene «assurde sanzioni e non si preoccupa di
prevenzione e formazione».
ilmessaggero.it
Dalla Lega stop a Montezemolo e Marini
difende i sindacati
La politica boccia le
affermazioni di ieri del presidente uscente di Confindustria
Calderoli: "No a regolamenti di conti: facciano tutti un esame di
coscienza" ROMA
- Le stoccate di Luca Cordero di Montezemolo ai sindacati, definiti
"professionisti del veto", trovano ben pochi sostenitori. Anche la
politica prende le distanze dalle affermazioni di ieri del presidente
uscente di Confindustria e, nonostante i distinguo del direttore generale
dell'associazione degli industriali, Maurizio Beretta, la bocciatura una
volta tanto è bipartisan. Intanto, sul fronte Pd, prosegue la discussione
sul Partito democratico del Nord, promosso da Sergio Cofferati ma
criticato da Romano Prodi.
Per Beretta, l'attacco di Montezemolo si spiega anche con l'emergenza
italiana rappresentata dalla bassa crescita. Il presidente di
Confindustria, dice, "ha chiamato tutti alla presa d'atto della gravità"
della situazione e "a mettersi in gioco per una forte stagione
riformatrice che deve essere orientata a creare condizioni per far
ripartire il Paese". Per questo, "il fattore tempo non è irrilevante".
Quello di ieri, dunque, "è stato un forte richiamo al sindacato a cambiare
atteggiamento rispetto a quello che lo ha caratterizzato negli ultimi anni
e che si è tradotto nei fatti in una posizione di veto rispetto alle
innovazioni di cui abbiamo bisogno".
Nonostante queste puntualizzazioni, i politici non hanno risparmiato
critiche al leader uscente di Confindustria. Tra i primi a smarcarsi c'è
stata la Lega. "Voglio fare un forte richiamo al senso di responsabilità a
Montezemolo e ai sindacati - dice Roberto Calderoli - le condizioni del
Paese non consentono regolamenti di conti o scontri senza prigionieri. Ora
facciano tutti un esame di coscienza e diano, per la loro parte, un
contributo reale alla ricostruzione di un paese che in tanti, in primis la
classe politica e i suoi sodali, hanno contribuito a distruggere". Mentre
il presidente del Senato Franco Marini dichiara che "nessuno può
disconoscere il ruolo di equilibrio e il comportamento responsabile tenuto
in questi anni dalle organizzazioni sindacali nell'interesse del paese",
il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero afferma che il
presidente di Confindustria "evidentemente punta, dopo la scomparsa della
sinistra dal Parlamento, a far scomparire il ruolo del sindacato come
rappresentante dei lavoratori".
Anche dai rappresentanti dei lavoratori, ovviamente, non giungono
parole tenere nei confronti di Montezemolo. Il leader della Cgil Guglielmo
Epifani si dice "inquieto" e ribadisce che certe dichiarazioni possono
essere rischiose, perché così si "finisce per dare fuoco a una situazione,
a una condizione sociale che non ha bisogno di essere drammatizzata".
Secondo Epifani, infatti, "i lavoratori hanno problemi di reddito e
sicurezza del lavoro: di fronte a questo il presidente di Confindustria
deve usare parole moderate". Per segretario nazionale della Fiom Giorgio
Cremaschi, invece, "Montezemolo cavalca il risultato elettorale per dire
'basta' con il contratto nazionale e 'no' all'unica legge a favore del
lavoro del centrosinistra, il testo unico sulla sicurezza". Il sindacato,
quindi, "deve rispondere con il conflitto e la democrazia, abbandonando la
disastrosa linea moderata di questi anni".
Prosegue intanto la discussione interna al Partito democratico sulla
creazione di un Pd del Nord. La proposta, sponsorizzata da Sergio
Cofferati, non piace a Romano Prodi: "Il Pd deve semplicemente tenere fede
al suo statuto che è la sua legge e la sua regola", dice il presidente
dimissionario. "Il Pd è nato regionalista e federale: è così e non deve
diventare niente". In serata la replica del sindaco di Bologna: "Ho il
massimo rispetto e considerazione per la sua opinione, ma non cambio
idea".
repubblica.it

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