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<<Online
i redditi degli italiani. Il Garante sulla privacy ordina lo stop>> |
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Da oggi consultabili le dichiarazioni dei
redditi 2005. I consumatori: "Privacy violata".
Finora potevano essere viste solo presso i comuni. Visco: "Non vedo il
problema".
ROMA -
Il Garante dice stop. Gli elenchi con le dichiarazioni dei redditi di
tutti i cittadini, divisi regione per pregione e messi on line dalla
Agenzia della entrate sono una violazione della privacy.
La decisione arriva dopo una mezza giornata di polemiche furiose. Dalla
mattina infatti, come anticipato da Italia Oggi, tutti hanno potuto
leggere le dichiarazioni dei redditi altrui, dal vicino di casa al vip.
L'Agenzia delle Entrate ha messo sul suo sito le dichiarazioni dei redditi
2005 di tutti contribuenti italiani così come previsto, ha spiegato, dalla
stessa Autorità garante della privacy. I server sono subito saltati, il
sito irraggiungibile. Ed è scoppiata la polemica politica. Il ministro
Visco: "Non vedo problemi"; i consumatori: "Violata la privacy". Il comico
blogger Beppe Grillo parla di "colonna infame e di un "favore che il
governo ha fatto alla criminalità". Fino ad oggi le dichiarazioni potevano
essere consultate soltanto presso i comuni.
Lo stop del Garante. In questo clima nel pomeriggio il Garante
Francesco Pizzetti ha svolto una prima valutazione da cui sono emersi
"evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in
materia di privacy". Lo dimostrano diverse pronunce dello stesso garante.
Da qui la richiesta "formale ma urgente di ulteriori delucidazioni
all'Agenzia delle entrate ". Nel frattempo il garante ha chiesto di
"sospendere la diffusione dei dati via internet".
Il piccolo giallo. Prima dello stop, si diceva, un piccolo giallo e
molte polemiche. Le Entrate sostengono che si tratta di un provvedimento a
norma di legge autorizzato dallo stesso garante che però smentisce:
"L'iniziativa non è mai stata sottoposta all'attenzione dell'Ufficio del
garante".
Le dichiarazioni dei redditi. Per scoprire quanto hanno
guadagnato basta andare sulla
homepage del sito dell'Agenzia, cliccare su Uffici, poi su
elenco uffici e su elenchi nominativi dei contribuenti. Infine su
consultazioni elenchi dichiarazioni. Bisogna conoscere la regione della
persona che si sta cercando, la provincia e il comune e il gioco è fatto.
Si arriva così a scoprire che nel 2005 l'industriale Luciano Benetton
dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, mentre il comico Beppe
Grillo 4.272.591 e 3.580.995 Roberto Benigni. Tra i volti celebri anche
Sabrina Ferilli e Luciana Littizzetto: l'attrice romana nel 2005
dichiarava un reddito di 423.829 euro, mentre la comica torinese
1.824.084. Ovviamente nell'elenco ci siamo tutti, compresi i protagonisti
di vicende di cronaca. Scopriamo allora che Olindo Romano, accusato della
strage di Erba, dichiarava 18.809 euro.
Grillo furioso. Il comico genovese - quattro milioni di reddito,
quasi otto miliardi - è su tutte le furie. E sul suo blog lancia
un'invettiva contro la lista definendola "colonna infame": "Follia, questa
è una follia, chiunque può accedere senza essere identificato, mafia,
'ndrangheta, camorra, sacra corona unita hanno suggerito e Prodi, Visco,
Padoa Schioppa hanno eseguito con la benedizione del centrosinistra
unido che mai sera vencido". Insomma, per Grillo "questa è follia.
Dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli,
presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito
e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo
pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o
un rapimento. Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo stato e
tale deve rimanere".
Che fare adesso? "Una mail al prossimo ministro
dell'Economia Giulio Tremonti perchè ristabilisca le regole della
convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili
privati. Nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l'ispiratore di
questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda
delle eventuali conseguenze".
Altre polemiche. L'associazione dei consumatori Adoc, afferma di
essere tempestata da telefonate di cittadini preoccupati e impauriti. "E'
una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un
pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono
stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d'informazione
per i criminali", commenta Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc.
"E' la dimostrazione palese che la libertà dal regime di sinistra è stato
il vero motivo che ha spinto i cittadini italiani e poi di Roma a votare
Berlusconi ed Alemanno", accusa un'associazione del Pdl (Popolo della Vita
corrente dei Valori). "La Privacy - continua l'associazione - è stata
violata a norma di legge".
"E' una cosa che non mi sorprende", commenta Matteo Colaninno, esponente
del Partito Democratico. "Sono abituato - prosegue - visto che è da anni
che vedo le dichiarazioni mie e della mia famiglia pubblicate regolarmente
sui giornali. Siamo gli imprenditori più radiografati. Certo - aggiunge -
le norme sulla privacy funzionano davvero molto poco ma se il fine è
quello di scoraggiare l'evasione allora ben venga".
"E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo
problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm
americano" dice il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco. "Era già
pronto per gennaio - spiega -, ma per evitare le polemiche in campagna
elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". Dello stesso parere anche
il leader radicale Marco Pannella: "E' necessario far prevalere il diritto
di sapere piuttosto che quello di essere ignorati".
(30
aprile 2008)
repubblica.it
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