AERONAUTICA: GUASTO TECNICO CAUSO' INCIDENTE HH3F IN FRANCIA
Roma, 12 nov. 2008 (Adnkronos)
E' stato un problema di
natura tecnica, che ha causato la rottura di una pala del rotore
principale, la causa dell'incidente di elicottero che il
23 ottobre scorso, in Francia, ha provocato la morte di otto
militari italiani. E' quanto emerge dagli accertamenti tecnici
effettuati dall'Aeronautica militare in seguito all'incidente.
La rottura del rotore principale
dell'HH3F ha comportato, successivamente, la perdita del rotore
di coda e l'impatto dell'elicottero con il terreno. Si tratta
dell'unico incidente per motivi tecnici in circa 30 anni di vita
operativa di questo tipo di elicottero.In seguito all'incidente
all'elicottero, di stanza all'84° centro Sar (ricerca e
soccorso) di Brindisi, l'Aeronautica militare ha avviato
un'inchiesta tecnica per ricostruire la dinamica dell'accaduto.
Dopo i primi accertamenti tecnici,
''svoltisi rileva l'Aeronautica- in un quadro di collaborazione
con le autorita' francesi e nel rispetto delle prerogative delle
autorita' giudiziarie nazionali competenti'', la forza armata ha
deciso di sospendere dal 27 ottobre, a titolo precauzionale,
l'attivita' di volo dei propri elicotteri HH-3F e SH-3D.Sono in
corso ''ulteriori accertamenti in sinergia con le
autorita' giudiziarie, sia per il piu' rapido accertamento delle
cause per finalita' di prevenzione, sia per il ripristino della
piena prontezza operativa dell'intera flotta e del servizio
Sar''.
Al momento il servizio di
soccorso aereo viene parzialmente assicurato con gli elicotteri
AB-212. Per quanto riguarda gli aspetti connessi con la
sicurezza della linea di volo dell'HH-3F, nelle oltre 170.000
ore di volo effettuate dal 1977 ad oggi si sono verificati
cinque incidenti gravi che hanno determinato la perdita
dell'elicottero.
Le inchieste hanno stabilito che
quattro di questi incidenti sono stati determinati da fattore
ambientale o umano. Quello avvenuto giovedi' 23 ottobre in
Francia e' il primo ed unico riconducibile a un fattore
tecnico.L'Aeronautica militare ha acquistato 35 elicotteri
HH-3F: un primo lotto di 20 unita' nel 1977 ed un secondo di 15
agli inizi degli anni '90. Dal marzo 2006 e' iniziato il
programma di aggiornamento degli elicotteri HH-3F che e'
destinato a concludersi presumibilmente entro il 2012. Ad oggi
sono in linea 8 elicotteri in questa ultima versione aggiornata
(''Charlie'').
L'elicottero caduto in Francia era
gia' stato revisionato.
(Mac/Col/Adnkronos)
12-NOV-08 13:21
Elicottero caduto, aperta
inchiesta.
Roma, 12 nov. (Adnkronos) - E'
stato un problema di natura tecnica, che ha causato la rottura
di una pala del rotore principale, la causa dell'incidente di
elicottero che il 23 ottobre scorso, in Francia, ha provocato la
morte di otto militari italiani. E' quanto emerge dagli
accertamenti tecnici effettuati dall'Aeronautica militare in
seguito all'incidente. La rottura del rotore principale
dell'HH3F ha comportato, successivamente, la perdita del rotore
di coda e l'impatto dell'elicottero con il terreno. Si tratta
dell'unico incidente per motivi tecnici in circa 30 anni di vita
operativa di questo tipo di elicottero.
In seguito all'incidente all'elicottero, di
stanza all'84° centro Sar (ricerca e soccorso) di Brindisi,
l'Aeronautica militare ha avviato un'inchiesta tecnica per
ricostruire la dinamica dell'accaduto. Dopo i primi accertamenti
tecnici, ''svoltisi rileva l'Aeronautica- in un quadro di
collaborazione con le autorita' francesi e nel rispetto delle
prerogative delle autorita' giudiziarie nazionali competenti'',
la forza armata ha deciso di sospendere dal 27 ottobre, a titolo
precauzionale, l'attivita' di volo dei propri elicotteri HH-3F e
SH-3D.
Sono in corso ''ulteriori accertamenti in
sinergia con le autorita' giudiziarie, sia per il piu' rapido
accertamento delle cause per finalita' di prevenzione, sia per
il ripristino della piena prontezza operativa dell'intera flotta
e del servizio Sar''. Al momento il servizio di soccorso aereo
viene parzialmente assicurato con gli elicotteri AB-212. Per
quanto riguarda gli aspetti connessi con la sicurezza della
linea di volo dell'HH-3F, nelle oltre 170.000 ore di volo
effettuate dal 1977 ad oggi si sono verificati cinque incidenti
gravi che hanno determinato la perdita dell'elicottero. Le
inchieste hanno stabilito che quattro di questi incidenti sono
stati determinati da fattore ambientale o umano. Quello avvenuto
giovedi' 23 ottobre in Francia e' il primo ed unico
riconducibile a un fattore tecnico.
L'Aeronautica militare ha acquistato 35
elicotteri HH-3F: un primo lotto di 20 unita' nel 1977 ed un
secondo di 15 agli inizi degli anni '90. Dal marzo 2006 e'
iniziato il programma di aggiornamento degli elicotteri HH-3F
che e' destinato a concludersi presumibilmente entro il 2012. Ad
oggi sono in linea 8 elicotteri in questa ultima versione
aggiornata (''Charlie''). L'elicottero caduto in Francia era
gia' stato revisionato.
(Mac/Col/Adnkronos)
12-NOV-08 13:21

Aeronautica militare nomina commissione.
Una commissione d'inchiesta è stata nominata
dall'Aeronautica militare per far luce sulle cause
dell'incidente avvenuto in territorio francese, vicino a
Strasburgo, a un proprio elicottero, che ha visto la morte di
otto militari. Quello coinvolto nel tragico schianto faceva
parte del 15' Stormo di Pratica di Mare che si occupa di
attività di ricerca e soccorso. Dal 1965 ad oggi ha salvato
circa 7mila persone in pericolo di vita.
La commissione italiana si recherà già oggi in
Francia sul luogo dello schianto. Anche i familiari delle
vittime sono partiti alla volta della Francia. Allo stato,
secondo quanto si è appreso, si esclude una collisione con il
secondo elicottero dell'Aeronautica italiana che viaggiava
affiancato a quello o con altri velivoli. Le condizioni del
tempo, viene sottolineato, erano ottime. L'elicottero, un
HH-3F, è precipitato in fiamme in una zona di campagna, non
abitata, durante un volo di trasferimento da Digione, in
Francia, a Florennes, in Belgio. L'elicottero caduto, a quanto
si è appreso, era stato costruito una ventina di anni fa, ma era
continuamente controllato e revisionato.
L'elicottero precipitato - dell'84/o Centro di soccorso aereo
(Sar) di Brindisi, un reparto del 15/o Stormo dell'Aeronautica -
stava volando insieme a un velivolo dello stesso tipo dell'83/o
Sar di Rimini. Era partito dalla città pugliese, con sette
persone a bordo, ed aveva fatto un primo scalo nella base di
Rimini, per poi decollare - insieme al secondo HH-3F e ad un
altro militare - alla volta di Digione. Da qui, dopo uno scalo
tecnico per il rifornimento, la partenza alla volta della base
militare di Florennes, dove i due velivoli avrebbero dovuto
partecipare oggi ad una esercitazione multinazionale, la
Tactical Leadership Programme. Durante il volo, fra
l'Isle-en-Barrois e Vaubecourt, nei pressi di Strasburgo,
l'elicottero è improvvisamente precipitato su un terreno,
lontano da zone abitate.
L'l'HH-3F di Brindisi è abitualmente utilizzato per
operazioni Sar (Search and Rescue), cioé di ricerca e soccorso.
L'equipaggio è molto esperto ed abituato ad operare in
condizioni anche proibitive, di giorno e di notte: basti pensare
che dal 1965 ad oggi gli equipaggi del 15/o Stormo hanno salvato
circa 7.000 persone in pericolo di vita.
Chi sono le vittime.
Il capitano pilota Stefano Bazzo, 32 anni di
Vicenza, era in servizio all'83/o centro Sar di Rimini. Tutti
gli altri componenti dell'equipaggio, ufficiali piloti e
sottufficiali specialisti e soccorritori, appartenevano al
Centro Sar di Brindisi. Sei erano pugliesi: il tenente
Marco Partipilo, 29 anni, di Bari; i marescialli
Giovanni Sabatelli, 50 anni, di Fasano
(Brindisi); Carmine Briganti, 41 anni, di
Talsano (Taranto); Giuseppe Biscotti, 37 anni,
di Grottaglie (Taranto); Massimiliano Tommasi,
34 anni, di Calimera (Lecce); Teodoro Baccaro,
31 anni, di San Vito dei Normanni (Brindisi). Qualche giorno fa,
alcuni di loro avevano portato a termine l'ennesima operazione
di salvataggio di una neonata cardiopatica. Uno, il capitano
Michele Cargnoni, 30 anni, era di Brescia.
Il maresciallo Massimiliano Tommasi era un
giovane prestante, atletico, amava il mare e le moto. I genitori
coi quali viveva lo avevano sentito al telefono la mattina. Poi,
appreso dell'incidente dai telegiornali, avevano cercato invano
di ricontattarlo al cellulare. Quando hanno bussato alla porta
della loro casa il sindaco di Calimera e il prefetto di Lecce,
hanno capito subito che al loro ragazzo era successo qualcosa di
molto grave. Sono scoppiati a piangere e si sono abbracciati.
Il capitano Stefano Bazzo era padre di una
bambina da pochi mesi. Il tenente colonnello Giovanni Telesca,
comandante della base di Rimini dove era di stanza Bazzo,
è rimasto in serata accanto alla vedova, cui ha portato la
notizia, nella casa della famiglia a Vicenza. Bazzo aveva
partecipato a numerose operazioni di soccorso e trasporto, anche
all'estero.
Originario di Vestone, comune dell'alta Val Sabbia nel
Bresciano, il capitano Michele Cargnoni, non
era sposato. Il padre Vincenzo, maestro elementare, è conosciuto
in quanto assessore alla Cultura di Vestone.
Oltre che colleghi, i due sottuficiali Carmine Briganti
e Giuseppe Biscotti erano amici da sempre. Da anni
lavoravano insieme e si frequentavano anche nel tempo
libero. "Ogni volta che arrivava una segnalazione di soccorso -
ricorda un loro conoscente - li vedevi scattare, assieme ai loro
colleghi. Si mettevano a disposizione ogni volta che c'era un
naufrago in mare, un bimbo da trasferire in tutta fretta da un
ospedale all'altro, oppure, come spesso accade, dall'Albania
alla Puglia. Senza parlare poi dei voli umanitari tra la Puglia
e l'Albania e degli addestramenti internazionali organizzati
dall'Onu". Erano stati loro, dieci giorni fa, a soccorrere
Letizia, una neonata cardiopatica di quattro giorni in imminente
pericolo di vita ricoverata nell'ospedale di Taranto.
Sar Brindisi: "Sono morti nostri amici"
"E' sconvolgente leggere su questi fogli i nomi di
coloro con i quali noi scherzavamo fino all'altro giorno, con
cui abbiamo condiviso con passione l'obiettivo del Sar che è
quello della salvaguardia della vita umana" ha detto il
luogotenente Giorgio Esposito, portavoce del Sar. Con la voce
rotta dal pianto, Esposito ha ribadito che la missione doveva
raggiungere l'obiettivo Florennes. "Sono questi - ha detto
Giorgio Esposito - gli stessi nominativi sui comunicati stampa
di pochi giorni fa dove si parlava del trasporto a Napoli della
bambina cardiopatica, dell'uomo trasportato a Brindisi per le
grandi ustioni, e poi la partecipazione a ricerche in mare. Sono
persone che vivevano con passione questa grande specialità che è
il soccorso aereo".