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Il Contratto dei Militari
a cura di Domenico
Bilello
documento in versione pdf
Negli ultimi scorci del
2009, si è assistito ad una
rottura senza precedenti in
seno alle Rappresentanze
Militari e alle
Organizzazioni Sindacali,
tra quelli che si sono
presentati in funzione
pubblica per il rinnovo del
contratto e quelli che di
contro hanno deciso di non
presentarsi e che hanno
denunciato le inadempienze
del Governo.
Or bene, alla fine del 2009
molti di quelli che avevano
condiviso e si erano fidati
delle promesse del Governo,
dichiarano con toni
incredibilmente forti, che
nella considerazione delle
inadempienze del Governo e
della scarsità delle risorse
messe a disposizione, non
hanno nessuna intenzione di
presentarsi al tavolo delle
trattative. Nel contempo
alcune sigle sindacali ed
alcuni COCER, si sono
presentati alla riunione con
la funzione pubblica, ed un
COCER, quello dell’Esercito
Italiano, ha emesso un
comunicato dove elenca
tecnicamente le risorse
disponibili, (molto
inferiori rispetto a quelle
a disposizione del biennio
2006-07) che di seguito si
elencano:
-
anno 2008: vacanza
contrattuale;
-
anno 2009: 586
milioni di euro incremento
medio pro-capite mensile di
86 euro;
-
anno 2010: 100
milioni di euro incremento
medio pro-capite mensile di
12 euro, relativi al
contratto in questione a
valere dal 01.01.2010.
E’ incontrovertibile che la
media di oggi dell’aumento
mensile pro-capite di 98,00
euro è molto inferiore alla
media della precedente
contrattazione di 136,00
euro mensili, diventati per
i gradi medio bassi del
personale contrattualizzato
circa 50 euro netti di
aumento mensile. Quindi, è
molto semplice fare due
calcoli è capire che si
parla di aumenti che si
aggireranno in media su
circa 35 euro nette al mese.
E’ opportuno evidenziare,
che un COCER, avrebbe posto
una condizione per decidere
se firmare o meno il
contratto:
“che il Governo comunichi
le proprie decisioni in
merito alla soluzione sulla
previdenza complementare e
circa il riordino delle
carriere”.
Lo stesso COCER, avrebbe
dato la propria
disponibilità per proporre
delle soluzioni tecniche che
agevolino il personale più
giovane.
A questo punto, è lecito
immaginare la disponibilità
di qualche rappresentanza
alla firma di un contratto
“da fame”, purché la
controparte governativa
risolva le annose tematiche
inerenti il mancato avvio
del sistema previdenziale
per i militari e il riordino
delle carriere.
E’ chiaro, che occorre una
soluzione vera, non
illusoria ed alla
politichese maniera di tali
problematiche, che hanno in
sé un grandissimo valore e
potrebbero se risolte
veramente apportare degli
enormi benefici al
personale, che da sole
potrebbero giustificare la
firma di un contratto
incredibilmente povero di
risorse.
Nel recente passato e nello
specifico con il contratto
del biennio 2006-07, chi
aveva firmato il contratto
disse che il Governo Prodi
con il contratto si era
impegnato ad istituire i
tavoli tecnici del tanto
reclamato “Patto per la
Sicurezza”, con lo scopo
di portare alla definita
soluzione alcune
problematiche, tra cui
c’erano stranamente la
previdenza ed il riordino
delle carriere.
Purtroppo come tutti
sappiamo, il contratto è
stato firmato, invece il
patto per la sicurezza è
scomparso senza lasciare
orfani…. con l’unico
risultato certo del venire
meno per il Governo di turno
del “problema politico”
inerente il rinnovo del
contratto dei militari, di
contro invece i problemi dei
militari sono rimasti, anzi
sono aumentati.
Quindi, è molto lecito e
logico nella considerazione
del recente passato essere
cauti, o addirittura
diffidenti.
Ma comunque, “l’ottimismo è
il sale della vita….”.
E’ noi, non possiamo che
essere ottimisti… quindi,
cerchiamo di capire che cosa
si potrebbe propone ad
esempio sul riordino delle
carriere, ipotizzando per
esempio che qualche
“stratega” pensi ad una
soluzione che come avvenne
con il 196/95, ossia
facciamo nel 2010 una
bella legge delega, che oggi
non costa nulla…
successivamente si faranno
dei decreti legislativi
discendenti… nei prossimi
anni… Del resto ci può
essere sempre una
provvidenziale bella
proroga… basti pensare che
nel riordino del 1995 ci
sono voluti quasi 3 anni.
Poi, per la soluzione della
previdenza complementare, si
potrebbe pensare, ad una
“sanatoria”, che preveda
l’istituzione dei fondi, con
una sorta di contributo a
parziale ristoro “una
tantum” a carico
dell’amministrazione che
risolva in questo modo il
problema formale, ma lasci
immutato il futuro “dramma”
sostanziale inerente alle
pensioni da fame del
personale militare.
Ma ovviamente essendo sempre
e comunque ottimisti, siamo
SICURI, che prima di
risolvere per l’ennesima
volta il problema politico
al Governo, inerente il
mancato rinnovo del
contratto dei militari, i
rappresentanti che hanno
anni ed anni di esperienza,
siano certi, almeno questa
volta, che le promesse siano
davvero rispettate, e non
siano il solito “fumo negli
occhi”.
E’ opportuno, in fine
evidenziare che le critiche
inerenti la firma del
contratto del 2006-07, e
della relativa coda
contrattuale, che avevano
come scopo di evidenziare le
penalizzazioni per il
personale giovane, non
furono molto gradite ed
alcuni hanno gridato al
meraviglioso risultato
raggiunto ed hanno rigettato
al mittente tutte le
critiche come delle basse
strumentalizzazioni. Oggi,
con profonda meraviglia gli
stessi, ammettono l’esigenza
di tutelare i giovani, ne
consegue quindi che le
critiche non erano
strumentali??? Ma comunque
il tempo è sempre
galantuomo…
I responsabili, questa volta
sono ancora in tempo per
decidere il da farsi,
questa volta saranno
accettate con il senno di
poi le “lacrime di
coccodrillo”.
Cordialmente
Domenico BILELLO
Sideweb, 4 gennaio 2010 |