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<<Comunicato
stampa del Portale sulla recente manovra finanziaria 2010>> |
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Manovra finanziaria 2010 e Forze Armate
Il malcontento
dei militari diretto alle Istituzioni
Gli effetti della manovra finanziaria ricadranno pesantemente sui
dipendenti statali, ma fuor di misura sul
personale dei comparti difesa e sicurezza, tanto
oggetto di strumentalizzazione politica e
propagandistica in passato quanto oggi facile
fonte di recupero per le casse dello stato.
Ed infatti, nel mentre il ddl di conversione del decreto legge n.
78/2010 è presente in Senato, a migliaia
giungono presso la redazione di
www.forzearmate.org i messaggi di
sconcerto, di delusione e di rabbia da parte di
coloro che si sentono distinto “bersaglio” della
presente manovra.
Si stimano in diverse migliaia di euro annui, mediamente, le perdite che
subiranno i militari. E non ci si riferisce solo
ai mancati aumenti stipendiali, ma altresì ai
“prelievi” che saranno effettuati dalle loro
buste paga, come più volte specificato in
dettaglio attraverso puntuali informazioni
diffuse da questo portale.
L’impressione è che questa manovra si rifletta proprio a danno della
“specificità” dei comparti: colpire infatti le
indennità operative, le indennità di comando, le
progressioni di carriera, gli assegni funzionali,
ogni adeguamento automatico stipendiale e, non
ultimo per importanza, il passaggio obbligato al
trattamento di fine rapporto malgrado
l’impossibilità per i militari di costituire
fondi pensione negoziali; tutto ciò non può che
essere interpretato quale ingenerosa “ostilità”
nei confronti del settore, nessun grado
escluso.
I cittadini in divisa lamentano di non voler essere considerati statali
qualsiasi. Ciò non sta a prefigurare una “guerra
tra poveri” ma evidenzia che i diritti – pochi –
ed i doveri – tanti – non possono che palesare
ogni differenza: dai personali tributi pagati
nelle missioni internazionali, alla sicurezza
dei cittadini, dalla “mondezza” di Napoli
all’emergenza terremoto, solo per fare degli
esempi: questi “dipendenti statali” esigono
rispetto e riconoscenza.
Migliaia sono i militari che hanno scritto e che continuano a scrivere
ancora oggi chiedendo di diffondere la loro
voce. Essi si sentono traditi, ingannati da chi
ha approfittato del loro giuramento e della loro
fedeltà alle Istituzioni. Il loro pensiero può
essere liberamente letto negli interventi del
blog aperto a chiunque:
http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=359
“Specificità” significa disagio, abnegazione, spirito di sacrificio,
senso del dovere, compressione dei diritti. Non
è giusto mortificarne il senso
essendo buoni
solo per il 2 giugno, ancor meno per il 2
novembre: tante lacrime quando si torna nelle
bare, tanta irriconoscenza quando si è caccia di
riscontri.
Se questa manovra è “contro gli sprechi” e contestualmente si
colpiscono gli stipendi dei militari significa
che la politica non intende dare cittadinanza a
chi difende la Patria, il Popolo, la
Costituzione e le libertà.
Non si vive di solo onore, e sono le esigenze di vita ad averlo
stabilito.
“Sono veramente turbato dal silenzio del nostro
Ministro come dei nostri vertici militari. Come
faccio a motivare i miei uomini al sacrificio,
alla disciplina, alla lealtà, quando giorno dopo
giorno anch'io mi sento sempre più solo? Dove
sono i nostri Capi? Perchè non ci parlano con
franchezza? E soprattutto perchè non raccontano
al Paese del malessere che corre tra i soldati,
soprattutto quelli dei gradi più bassi, che sono
poi quelli che hanno pagato in questi anni il
maggior tributo di sangue? Ci sono momenti, la
maggior parte, in cui bisogna obbedire tacendo.
Ma penso che questo sia il momento di parlare
alla vostra gente, Signori Generali e Ammiragli,
perchè a rischio c'è lo spirito delle Forze
Armate, quello che ci ha consentito di rimanere
compatti e di tenere alta la bandiera italiana
anche quando tutto il resto andava a puttane. E
se distruggono lo spirito di questi uomini e
donne in divisa, allora distruggono quel poco di
anima che è rimasto in questo Paese. Non è una
questione di soldi, ma di dignità. Personalmente
continuerò a fare quello per cui ho giurato e lo
farò sempre e comunque. Ma se devo ordinare ad
un Caporale di andare a morire per la Patria,
devo poterlo fare guardandolo negli occhi senza
vergogna, perchè so che quella stessa Patria non
lo considera solo carne da macello. Questo
silenzio intorno a noi è davvero assordante”.
Dal
blog:
http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=359
www.forzearmate.org , 09 giugno 2010
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