Il documento, che ha visto concorde tutti i partiti di maggioranza ed opposizione, va a modificare il corpo già di stanza a Vicenza, che, come spiega l'on. Filippo Ascierto (Pdl), relatore per la IV commissione Difesa e maresciallo dei carabiniere, «renderà la Gendarmeria un corpo vero e proprio, organizzato per missioni internazionali. Fino ad oggi i militari dell'Eugendfor arrivavano autonomamente nazione per nazione e si organizzavano sul posto, ora saranno uniti già in partenza. Sarà infatti un corpo specializzato dell'Unione europea che andrà in anticipo rispetto alle Forze armate degli altri Paesi, potendo intervenire e preparare per l'arrivo dell'esercito, a disposizione di Ue, Nato, Onu, Osce e altre organizzazioni internazionali. A deciderne l'impiego sarà il Cimin, il comitato interministeriale che riunisce i diversi Paesi, garantendo coordinamento politico e militare, nel quale l'Italia siede con rappresentanti dei ministeri di Esteri e Difesa. Gli armamenti a disposizione saranno definiti dalle regole d'ingaggio e non potranno andare contro le leggi italiane». Che significa anche che l'Eugendfor potrà partecipare solo a missioni di pace.
Gli
uomini di
stanza a
Vicenza
quindi
aumenteranno
«e saranno
tra gli 800
e i 2.300
uomini, che
sono i
militari che
la
Gendarmeria
può inviare».
C'è molta
Italia
nell'Eugendfor
approvata
ieri: «Nel
quartier
generale gli
ufficiali
italiani
saranno 5 su
15 e i
marescialli
6 su 14,
senza
contare le
numerose
unità quadro
specializzate.
In questo
corpo viene
poi
esportato a
livello
europeo un
modello
tipicamente
italiano,
ovvero il
lavoro fatto
dai nostri
carabinieri
in Kosovo.
Anche questo
aspetto è
motivo di
vanto per il
nostro Paese».
I compiti
dell'Eugendfor
saranno di
sicurezza,
ordine
pubblico,
alta
supervisione
e formazione
delle
polizie
locali nei
territori
oggetto di
missione,
come sta già
accadendo,
ad esempio,
in
Afghanistan,
dove è
presente da
dicembre.
Ieri in
parlamento
la ratifica
ha visto
d'accordo
tutti i
partiti e
non sono
arrivate eco
delle
proteste che
alcune parti
della
sinistra
portano
avanti a
Vicenza
anche contro
questa base
militare:
«Il
consolidamento
delle nostre
missioni di
pace -
conclude
Ascierto - è
patrimonio
di tutti,
indipendentemente
da chi è al
governo. I
carabinieri
si sono
sempre
distinti per
il loro
operato in
favore delle
popolazioni.
Chi
polemizza
dovrebbe
inchinarsi
ai caduti
per la
pace».
Maria Elena Bonacini




