Wikileaks svela la
'vera' guerra in Afganistan. Casa Bianca: "Minacciata
sicurezza nazionale"
Il portale Internet ha rivelato al New York Times, al
Guardian e al Der Spiegel una serie di informazione
riservate relative al conflitto. Il consigliere Usa per
la sicurezza: "Possono mettere a rischio la vita degli
americani e dei nostri alleati". Il Pakistan respinge le
accuse
WASHINGTON - È
la più grande fuga di notizie della storia militare americana: notizie
che parlano di civili morti e di cui non si è saputo nulla, di un'unità
segreta incaricata di 'uccidere o fermare' qualsiasi talebano anche
senza processo, delle basi di partenza in Nevada dei droni Reaper (aerei
senza piloti), della collaborazione tra i servizi segreti pakistani
(Isi) e i talebani. Questo e molto di più, sugli archivi segreti della
guerra in Afghanistan, è svelato da Wikileaks - il portale
Internet creato per pubblicare documenti riservati - al New York Times,
al Guardian e al Der Spiegel. E subito la Casa Bianca ha espresso una
'dura condanna' per la diffusione di informazioni che possono minacciare
la sicurezza del Paese e degli alleati. I tre organi di stampa che hanno
accettato di pubblicare le informazioni lo hanno fatto, hanno spiegato,
perché i dati sarebbero stati diffusi su Internet: "La maggior parte
delle relazioni è rappresentata da documenti di routine banali, ma molti
hanno un impatto rilevante su una guerra che dura quasi da nove anni",
ha detto il New York Times, mentre il britannico Guardian afferma che i
documenti, che rivelano il numero crescente di civili uccisi dalle forze
della coalizione e dai talebani, "danno un'immagine devastante della
guerra e del suo stato di fallimento in Afghanistan".
Sei anni di guerra. Il periodo considerato va dal
gennaio 2004 al dicembre 2009, sia sotto l'amministrazione Bush che
quella Obama per
un totale di 92 mila rapporti del Pentagono; una quantità
enorme di documenti da cui emerge un'immagine devastante
di quello che è realmente successo in Afghanistan: le
truppe che hanno ucciso centinaia di civili in scontri
che non sono mai emersi, gli attacchi dei talebani che
hanno rafforzato la Nato e stanno alimentando la
guerriglia nei vicini Pakistan e Iran. E la conclusione
è amara: "Dopo aver speso 300 miliardi di dollari in
Afghanistan, gli studenti coranici sono più forti ora di
quanto non lo fossero nel 2001".
La reazione della Casa Bianca. Non si è fatta
attendere la dura condanna da parte della Casa Bianca,
alla fuga di notizie: "Possono mettere a rischio - ha
detto il consigliere per la sicurezza nazionale di
Barack Obama, il generale James Jones- la vita degli
americani e dei nostri alleati, e minacciare la nostra
sicurezza nazionale". Anche l'ambasciatore del Pakistan
negli Stati Uniti, Husain Haqqani, ha manifestato il suo
disappunto, definendo "irresponsabile" la pubblicazione
del materiale riservato.
Pakistan, amico-nemico. Dai documenti emerge,
tra l'altro, che "il Pakistan, ostentatamente alleato
degli Stati Uniti, ha permesso a funzionari dei suoi
servizi segreti di incontrare direttamente i capi
talebani in riunioni segrete per organizzare reti di
gruppi militanti per combattere contro i soldati
americani, e perfino per mettere a punto complotti per
eliminare leader afghani". Ma c'è di più: nei documenti
si legge che "l'intelligence pakistana (Directorate for
Inter-Services-Intelligence) lavorava al fianco di al
Qaeda per progettare attacchi" e "faceva il doppio
gioco". Lontano dai riflettori mediatici, scrive il New
York Times, sia l'amministrazione guidata da George W.
Bush, sia quella dell'attuale presidente Usa Barak Obama
hanno accusato i servizi di intelligence pakistani di
complicità negli attacchi in Afghanistan. Funzionari
dell'esercito americano hanno anche redatto una lista
dei militari e degli agenti segreti pakistani che, a
loro avviso, collaboravano con i Talebani. Uno scenario,
quindi, completamente in contrasto con l'immagine
dell'alleato pakistano presentato al pubblico americano.
E Washington, stando a quanto emerge, sembra voler
ignorare il doppio gioco di Islambad. Secondo i
documenti citati, anche l'amministrazione Obama,
malgrado le roboanti minacce di "intervento diretto"
dell'allora candidato democratico alla presidenza, non
ha cambiato nulla. Questo mese il segretario di Stato,
Hillary Clinton ha annunciato "altri 500 milioni di
dollari" in aiuti a Islamabad, definendo Usa e Pakistan
"partner uniti da una causa comune".
Accuse respinte al mittente.
Informazioni "senza alcuna sostanza". Il Pakistan
respinge le accuse contenute nel rapporto
d'intellilgence Usa. Hussain Haqqani, ambasciatore
pachistano a Washington, citato dall'agenzia di Stato
pachistana App ha dichiarato che il rapporto è contrario
"alla realtà attuale sul terreno" e riflette
"nient'altro che i commenti e le voci diffuse da una
sola fonte". Secondo il diplomatico di Islamabad,
inoltre, "è irresponsabile far trapelare un rapporto dal
terreno ancora non elaborato". Smentendo il rapporto, ha
detto l'ambasciatore, le forze armate e i servizi
pachistani stanno seguendo una strategia chiara per
combattere ed isolare i terroristi che stanno ormai
colpendo anche civili e ufficiali pachistani. "Gli Stati
Uniti, l'Afghanistan e il Pakistan - ha dichiarato -
sono partner strategici e stanno lavorando insieme per
sconfiggere al-Qaeda e i suo alleati talebani,
militarmente e politicamente".
Il fondatore di Wikileaks: "Ci assusano? Allora
buon giornalismo". ''È compito del buon
giornalismo parlare degli abusi di potere, e quando gli
abusi di potere sono messi in luce c'è sempre una
reazione contraria''. Julian Assange, fondatore del
portale Wikileaks, ha dichiarato che le reazioni, le
accuse e le polemiche scaturite dopo la diffusione dei
file segreti sulla guerra in Afghanistan mostrano come
il sito di informazioni stia svolgendo in maniera
adeguata la sua missione giornalistica. Il sito ha
acquisito fama internazionale nel 2009 quando pubblicò i
documenti interni della multinazionale Trafigura
coinvolta in uo scandalo di rifiuti tossici in Costa
d'Avorio. Prima del dossier afgano, lo scoop più
sconcertante di Wikileaks è stato un video diffuso ad
aprile di quest'anno che mostra un elicottero americano
Apache mentre effettua un raid a Baghdad nel 2007. Una
decina di civili furono uccisi in quell'attacco, che
costò la vita anche a due reporter della Reuters
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