Milano, 9 Gen.
- «La
settimana
prossima,
invece di
discutere la
legge ad
personam,
Berlusconi
porti in
Parlamento la
ridistribuzione
dell'equità
sociale e
dell'equità
fiscale e noi
dell'Italia
dei valori
voteremo a
favore». Così
il leader
dell'Idv
Antonio Di
Pietro si è
espresso
riguardo alle
intenzioni
espresse dal
premier
Berlusconi
circa un
intervento sul
fisco. In
un'intervista
al quotidiano
La Repubblica
Berlusconi
aveva
annunciato
infatti
l'intenzione
di varare una
riforma
fiscale che
prevedesse due
sole aliquote
Irpef, una al
23% e l'altra
al 33%. «L'Idv
- ha detto Di
Pietro - non è
solo il
partito del no
e se una cosa
è giusta,
quella di
ridurre le
tasse e allo
stesso tempo
farle pagare a
tutti,
Berlusconi
compreso, è
d'accordo».
«La verità
però - ha
concluso Di
Pietro - è che
Berlusconi
parla di
equità fiscale
ma pensa solo
all'equità
personale». La
riforma
fiscale si
farà e sarà un
provvedimento
strutturale.
Parola del
governo. «Sono
contrarie al
vero e
addirittura
ridicole
alcune
ricostruzioni
apparse
stamani su
certi
quotidiani: in
particolare,
per quanto
riguarda la
volontà del
governo di
varare un
provvedimento
«una tantum»
di riduzione
delle tasse,
quale segnale
propiziatorio
di consensi in
vista delle
elezioni
regionali»
afferma
infatti Paolo
Bonaiuti,
portavoce del
premier Silvio
Berlusconi.
PROVVEDIMENTI
SERI -
Dal governo
intanto arriva
la
rassicurazione
che la riforma
fiscale si
farà e sarà un
provvedimento
strutturale.
«Sono
contrarie al
vero e
addirittura
ridicole
alcune
ricostruzioni
apparse
stamani su
certi
quotidiani: in
particolare,
per quanto
riguarda la
volontà del
governo di
varare un
provvedimento
«una tantum»
di riduzione
delle tasse,
quale segnale
propiziatorio
di consensi in
vista delle
elezioni
regionali»
afferma
infatti Paolo
Bonaiuti,
portavoce del
premier Silvio
Berlusconi.
«Il governo
Berlusconi -
prosegue il
sottosegretario
alla
presidenza del
Consiglio -
non pratica
politiche di
questo tipo ma
interviene con
provvedimenti
seri,
concreti,
strutturali.
L'obiettivo
del governo è
duplice. Da un
lato, intende
mantenere
l'equilibrio
fondamentale
dei conti
dello Stato
nell'interesse
di tutti i
cittadini - e
ricordiamo che
questa linea
ha permesso
all'Italia di
reggere l'urto
della crisi
globale molto
meglio di
tanti altri
Paesi.
Dall'altro
lato, tenendo
fermo
l'impegno alla
disciplina di
bilancio, il
governo
intende
disegnare per
il futuro, con
la serietà e i
tempi
necessari, un
sistema
fiscale
diverso
dall'attuale
ormai
abbondantemente
superato dalla
storia, un
sistema che
porti l'Italia
alla modernità
fiscale».
Fonte:
www.corriere.it