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E, in effetti, è difficile pensare che il premier Monti e i suoi ministri, attenti a restaurare l’immagine dell’Italia compromessa dai comportamenti e dalle amicizie del governo Berlusconi, potessero cominciare con un taglio alle presenze militari in Afghanistan o in Libano o nel Kosovo, creandosi frizioni con gli Stati Uniti e con i partner mediorientali e nei |
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Missioni militari, Mr B. o Monti nulla cambia
Forse, è meglio così. Ma, certo, la
differenza è stridente. Sei
mesi fa, il decreto di rifinanziamento delle
missioni di pace militari dell’Italia
all’estero fu motivo di forti tensioni: il
centrodestra sfiorò la crisi, con la Lega
che prima non ne voleva sapere, poi chiedeva
un termine all’impegno in Libia e infine si
contentò di una riduzione dei costi (scesi
da 811 milioni di euro a 694 per un semestre).
Gli allora ministri degli Esteri, Frattini e
della Difesa, La Russa spesero fiumi di
parole, con la stampa e in Parlamento. |









