Sono 700 i telefonini
distribuiti con credito
illimitato ai 90 deputati
regionali siciliani nel 2001.
Nessuno di loro però li ha
restituiti a fine mandato.
Parenti e amici hanno continuato
a utilizzarli. La magistratura
indaga per peculato e truffa.
Nel mirino una convenzione tra
la Tim e l'Assemblea
di SALVO
PALAZZOLO
A spese
dell'Assemblea regionale
siciliana hanno telefonato
mogli, figli, parenti e
collaboratori di moltissimi
deputati. Anche qualche amante.
Un esercito di 700 "portoghesi",
che dal 2001 al 2006 ha trovato
il sistema per approfittare di
una convenzione fra l'Ars e la
Tim: la società telefonica
forniva gratuitamente ai
deputati i cellulari e le schede
che poi venivano girate a
collaboratori dei politici o ad
altre persone. Per tutti ha
pagato l'Assemblea regionale
siciliana.Eccolo, l'ultimo scandalo della casta, su cui adesso indaga la magistratura. È stato scoperto quasi per caso, durante un'inchiesta che riguardava tutt'altra storia: i carabinieri del nucleo Investigativo del Gruppo Monreale stavano rianalizzando, per conto della Procura, alcuni contatti telefonici di Massimo Ciancimino, così sono saltate fuori alcune schede intestate all'Ars, ma utilizzate non da deputati e neanche da loro familiari o parenti.









