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gb-militari-23012013Roma, 10 apr 2014 – Il 26 febbraio 2014 sono entrati in vigore i provvedimenti attuativi della legge-delega n. 244/2012 sulla “Revisione dello strumento militare”. Tali provvedimenti cominceranno a produrre effetti a partire dal 1° gennaio 2016, mentre fino a tutto il 2015 trovano applicazione le norme della cosiddetta spending review (per il personale civile la spending “esaurisce” gli effetti nel 2016).

Per il personale militare, nel concreto, è prevista una progressiva riduzione da 190 mila a 170 mila unità entro il 31 dicembre 2015 (termine della spending review) per arrivare nel 2024 a 150 mila unità.

L’obiettivo intermedio del 2015 sarà conseguito esclusivamente attraverso i normali collocamenti in pensione per limiti di età ed operando una riduzione dei reclutamenti.

Per il passaggio da 170 mila a 150 mila unità, (“revisione dello strumento militare”) da attuare nel periodo 2016 – 2024 si terrà conto delle fisiologiche cessazioni dal servizio per limite di età, bilanciando in chiave riduttiva la programmazione dei reclutamenti e adottando, in caso di eccedenze rispetto ai numeri programmati, una serie di misure su base volontaria e solo in via sussidiaria obbligatorie.

Per le misure a carattere volontario mi riferisco:

     alla riserva dei posti nei concorsi nelle altre Pubbliche Amministrazioni comprese le Aziende speciali, nei Corpi di Polizia locale nonché nei ruoli civili della Difesa;

     al transito nelle altre Amministrazioni ed Enti locali, garantendo comunque il mantenimento del trattamento economico maturato all’atto del “passaggio”, attraverso la corresponsione di un assegno ‘ad personam’;

     alla possibilità di accedere all’istituto dell’aspettativa per riduzione dei quadri (ARQ) anche per il personale non dirigente, fermo restando il possesso dei requisiti per l’accesso a pensione.

Per favorire tali misure saranno attivati dalla Difesa specifici corsi di riqualificazione, per far sì che il transito in altri ruoli o Amministrazioni sia accompagnato dalla valorizzazione delle professionalità, capacità e competenze.

Se tali accorgimenti risulteranno non sufficienti al conseguimento degli obiettivi organici fissati è stata prevista, quale ultima (e ritengo improbabile) possibilità, l’applicazione d’autorità dell’aspettativa per riduzione dei quadri anche al personale non dirigente.

Tale misura troverà applicazione esclusivamente nei confronti del personale a due anni dal limite di età che abbia maturato i prescritti requisiti contributivi per accedere alla pensione.

È evidente che il raggiungimento, nei tempi previsti, dei livelli di forza stabiliti comporta un innalzamento dell’età media del personale militare in servizio, aspetto da considerare con grande attenzione in quanto direttamente incidente sull’operatività dello Strumento Militare. È questo il motivo per cui non è possibile ridurre oltre certi livelli il reclutamento né pervenire ai livelli indicati in tempi eccessivamente lunghi.

Un ulteriore elemento del processo di “riforma dello strumento militare” riguarderà la riduzione della dirigenza militare del 30% per i Generali/Ammiragli e del 20% dei Colonnelli/Capitani di Vascello entro il 2024.

Per il conseguimento dell’obiettivo 150 mila unità al 2024, sotto l’aspetto qualitativo sono state previste misure per agevolare il passaggio fra ruoli, valorizzando le professionalità già presenti nel Dicastero e prevedendo anche incrementi degli attuali limiti di età per i concorsi interni.

È stata inoltre introdotta, per i VFP1 meritevoli, la possibilità di contrarre un ulteriore periodo di rafferma annuale, oltre a quella già prevista. Tale provvedimento mira a fidelizzare i giovani che hanno deciso di prestare servizio temporaneo nelle Forze Armate e contemporaneamente a fornire loro un livello di più alta qualificazione.

Per favorire un migliore ricollocamento nel mondo del lavoro o per il reimpiego nell’A.D. o in altre Amministrazioni sia del personale militare che di quello civile, la Difesa si doterà di un Polo di formazione unico a valenza interforze che avrà origine dalla riorganizzazione delle strutture formative-professionali già esistenti nel Dicastero e arricchite dal contributo di strutture già accreditate quali il Centro di Formazione della Difesa (CEFODIFE).

E infine, per evitare di disperdere le professionalità e le competenze acquisite dai nostri giovani durante il periodo di servizio, sono state previste disposizioni per il riconoscimento da parte del “mondo del lavoro” dei corsi di formazione e perfezionamento seguiti durante il periodo di servizio militare, delle patenti militari (carta di qualificazione del conducente) e del servizio svolto (quale requisito per l’ottenimento della qualifica di guardia particolare giurata o ai fini dell’iscrizione nel registro degli addetti di controllo di spettacolo).

Altro elemento strategico per il benessere del personale è l’attenzione riservata alle famiglie. Sono state introdotte una serie di norme destinate a migliorare la condizione familiare del personale che attengono al ricongiungimento familiare, all’assegnazione temporanea per assistere figli minori fino a tre anni di età, al divieto di contemporaneo impiego nei teatri operativi per i coniugi entrambi militari con figli minori e alla maggiore tutela per l’assistenza di familiari beneficiari della L.104/92.

Per le famiglie dei militari impiegati fuori sede per lunghi periodi, è prevista la possibilità di accedere agli organismi di protezione sociale e alle strutture sanitarie militari, nonché di utilizzare, in caso di particolari necessità, infrastrutture, servizi e mezzi militari.

È anche allo studio un progetto “pilota”, inizialmente attivato per l’area “romana”, volto a consentire l’acquisto di unità abitative a prezzo agevolato.

Analoghe misure riduttive interessano la componente civile del Dicastero la cui dotazione organica per effetto della spending review è stata rideterminata in 27.926 unità dalle iniziali 30.525, generando un soprannumero, rispetto alle attuali consistenze pari a circa 28.800, che dovrà essere riassorbito entro il 2016 attraverso i pensionamenti (secondo i requisiti “pre-Fornero”), prioritariamente su base volontaria.

La Legge-delega di revisione dello Strumento Militare ha ulteriormente ridotto la dotazione organica del personale civile della Difesa a 20.000 unità nel 2024 da raggiungere attraverso i pensionamenti (secondo le ordinarie norme pensionistiche vigenti) e il contenimento del turn over.

I decreti legislativi discendenti introducono inoltre istituti intesi a realizzare un ottimale utilizzo delle risorse umane, quali: la riconversione professionale, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (su base volontaria), la mobilità interna su base volontaria ed a seguito di riorganizzazione ordinativa.

Il mancato riassorbimento dell’eventuale esubero di personale, che sarà considerato per aree funzionali, darà luogo all’avvio delle procedure di collocamento in disponibilità nei confronti di dipendenti che si trovino a meno di cinque anni dal conseguimento del previsto requisito pensionistico.

Per rispondere alle nuove esigenze verranno predisposti piani di formazione “ad hoc”, da attuare sempre  nell’ambito del Polo di Formazione Unico.

Tutte queste misure saranno attentamente monitorate e valutate in quanto suscettibili di miglioramento e pertanto, nel confermare la  disponibilità del mio Stato Maggiore, così come di quelli delle singole Forze Armate, a recepire proposte di possibili correttivi ai decreti legislativi in parola, sono certo che le Rappresentanze militari e le Organizzazioni sindacali sapranno contribuire con un apporto di idee, concreto e proattivo.

Rimane ancora aperta la problematica del blocco retributivo disposto dal 2011, che si sta protraendo anche per il 2014. Nella piena consapevolezza delle difficoltà che il personale sta incontrando, oltre alla richiesta di superare il blocco, sono state portate all’attenzione dell’Autorità Politica misure focalizzate a sostenere i redditi medio-bassi, attraverso la reintroduzione della defiscalizzazione dei trattamenti accessori per redditi imponibili inferiori ai 35 mila euro annui lordi, lo “sblocco”, già a partire dal 2014, degli istituti di omogeneizzazione stipendiale, dell’assegno funzionale e delle promozioni, la concessione di prestiti pluriennali da parte delle Casse Militari nonché iniziative finalizzate ad avviare l’istituto della previdenza complementare.

La Difesa ha studiato, definito e portato avanti con coraggio e determinazione una riduzione delle proprie dotazioni organiche che non trova pari in nessun’altra Amministrazione. La riduzione di 50.000 unità cumulative in 10 anni è un obiettivo ambizioso e coraggioso.

Si tratta di un provvedimento reso urgente ed indispensabile per assicurare alla Nazione  – a sostanziale invarianza delle risorse finanziarie destinate alla Funzione Difesa, ovvero di quanto gli Italiani sono disposti ad investire nella loro sicurezza – uno Strumento Militare credibile, moderno e coerente con le Alleanze di cui l’Italia fa parte nonché per migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro e del supporto logistico al proprio personale militare e civile.

Si tratta quindi di un processo in itinere e iterativo che dovrà essere attentamente regimato e valutato nel suo sviluppo, cercando di minimizzare i disagi per il personale  – militare e civile – la risorsa più delicata e preziosa di cui dispongono le Forze Armate e la cui coesione e motivazione sono l’elemento fondamentale della nostra operatività e credibilità. Fonte: SMD – 10/4/2014

 Scritto da alle 15:24

  23 Risposte a “PRECISAZIONI DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA IN MERITO AI DECRETI LEGISLATIVI N. 7 E 8 IN DATA 28 GENNAIO 2014 ATTUATIVI DELLA LEGGE-DELEGA N. 244/2012”

  1. Quindi, secondo loro per ridurre il numero dei marescialli, dovrei fare un concorso dove gentilmente ci rservano dei posti per diventare vigile urbano?..ma chi è il genio che pensa queste cose?

  2. “Si terrà conto delle fisiologiche cessazioni dal servizio per limite di età”, e che riforma è??

  3. Come al solito i ns geni si sono resi conto di una cosa semplice, semplice:
    i militari vanno in pensione al 99% appena raggiungono il requisito dei 40anni, e solo lo 0,1 per limiti d’età, di conseguenza probabilmente nel 2025 andranno ben aldisotto dei 150000 previsti.Inoltre con il blocco del turn over avranno una vera e propria emorragia di gente esperta e pochissimi giovani da addestrare.Complimenti, ottima scelta!

  4. La finanziaria 2014, al comma 458, ha abrogato l’assegno ad personam.

  5. E questi sarebbero i famosi decreti attuativi??
    Ma andate a fare in c……………………….o !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. Il rinnovo dei contratti per il pubblico impiego costerebbe allo stato 5 miliardi di euro circa. I caccia f35 hanno raggiunto un costo di 14,3 miliardi di euro, la tav 20 milardi circa. Basterebbe fare delle scelte coraggiose per rimettere in moto il paese. Ma ovviamente dopo la visita di Obama in italia mr renzie non ha avuto il coraggio di disdire il contratto con gli americani, verso i quali continua il consueto servilismo che va avanti ormai dalla seconda guerra mondiale in poi. L’unico politico serio è proprio l’ex comico beppe grillo, che spero riuscirà a mandare a casa questo attuale lerciume di politicanti da strapazzo.

  7. a riposo non ci mandano, se proprio dobbiamo continuare ad oltranza che almeno mettessero mano alla” stipending rewiew” riconoscendo almeno quello che è stato maturato nel corso degli anni, non mi sembra di chiedere la luna, o almeno credo..

  8. È evidente che il raggiungimento, nei tempi previsti, dei livelli di forza stabiliti comporta un innalzamento dell’età media del personale militare in servizio, aspetto da considerare con grande attenzione in quanto direttamente incidente sull’operatività dello Strumento Militare. È questo il motivo per cui non è possibile ridurre oltre certi livelli il reclutamento né pervenire ai livelli indicati in tempi eccessivamente lunghi.

    prevedere nella dotazione capi di corredo il pannolone. tra 5 anni l’80 % dei sottufficiali vecchio iter avra’ tra 55 e 60 anni ” pieni di acciacchi …………….. e fanno parte delle forze Operative Terrestri? secondo me sarebbe meglio chiamarle Forze Non operative Extraterrestri.

  9. Ma santa pazienza io sono un maresciallo vecchio iter con 30 anni di servizio e 48 anni di età trascorsi nelle truppe alpine , quindi sempre spremuto come un limone , ora non gli servo piu mi caccerebbero a calci nel culo in un’altra amministrazione , mi hanno bloccato qualsiasi aumento di passaggio di grado e l’assegno funzionale ho perso quello a 27 anni e perdero quello a 32 anni, ma possibile che bisogna sempre essere trattati a pesci in faccia ma questa gente i politici che ci governano i nostri comandanti all’apice hanno un minimo dico solo un minimo di buon senso ma si rendono conto che fino al 2020 non avremo un centesimo d’aumento veramente chi puo deve andare ha fare un secondo lavoro per mantenere la famiglia …………… che schifo VERGOGNATEVI TUTTI

  10. Sono solo chiacchiere andassero a quel paese,i politici sono tutti uguali e qui mi fermo.

  11. Scusate ma se dovessi decidere di transitare a concorso non mi spetta l’assegno ad personam?

  12. lo ripeto da anni, fuffa e soltanto fuffa!!
    se poi pongono gli obiettivi al 2024 si può immaginare che oltre la fuffa c’è anche la muffa!!
    Per smuovere veramente le acque, il m5s sta dando prova in parlamento di volerlo e saperlo fare in modo concreto e disinteressato, non avendo imposizioni dall’alto….l’unico interesse è quello per il cittadino, per chi non crede o meglio crede alle favolette denigratorie sul movimento che si informasse per bene prima di buttare nel gabinetto l’unica occasione possibile che ci rimane alle elezioni di maggio.

  13. Per il personale militare, nel concreto, è prevista una progressiva riduzione da 190 mila a 170 mila unità entro il 31 dicembre 2015 (termine della spending review) per arrivare nel 2024 a 150 mila unità.
    L’obiettivo intermedio del 2015 sarà conseguito esclusivamente attraverso i normali collocamenti in pensione per limiti di età ed operando una riduzione dei reclutamenti.

    Il primo step è considerato “normale” cioè, collocamenti in pensione per limiti d’età e riduzione reclutamenti. Visto come si stanno mettendo le cose forse è meglio precisare che sarà indirizzato solo alla riduzione dei reclutamenti. Il personale tende a restare in servizio e non il contrario in considerazione che prossimo alla pensione ha tutto da rimetterci andando via prima, spera sempre ad uno sblocco stipendiale, a qualche straordinario in più, tanto ormai fatto 30 si può e si deve fare 31, nello specifico chi ha raggiunto 53 – 54 anni d’età e 35 anni di servizio magari al max della carriera, vedi Ten.Col. o 1° Mar.Lgt., questi preferiscono, in considerazione di quanto detto sopra a rimanere cosa gli incide 1 – 2 anni in più? Niente, anzi, forse è meglio per le aspettative elencate sempre sopra. Così facendo lo strumento militare si invecchierà sempre più, è inutile negarlo, noi non siamo le forze di polizia, qui si che un poliziotto può restare in servizio più nel tempo, nelle forze armate, escluse i carabinieri, il discorso è diverso, non possiamo vantare all’estero personale ultra 50enne. La media degli altri rappresentanti europei e non solo è sotto i 40 anni d’età anagrafica. Solo gli italiano si presentano in Libano, Afghanistan, Ruanda, Bosnia, Kosovo, etc… con gli ultra 50enni, che per forse fisiologiche è personale che non risponde più alle esigenze dell’operatività richieste, quindi cosa facciamo di questi che sono stati spremuti per 30 – 35 anni? Li vogliamo far transitare ad altra amministrazione, prossimi alla pensione? Che guadagno avranno le amministrazioni riceventi? E i giovani quando saranno impiegati?
    Al momento risulta: cambiare tutto per non cambiare nulla! Purtroppo, manca il senso di responsabilità e razionalità. Esistono lavori completamenti differenti, il militare non può essere equiparato ad un professore, un maestro, neanche a un poliziotto anche questo non ha le stesse specificità del militare, ma in questo Paese si continua ad associarli ai poliziotti anche se quest’ultimi rifiutano l’associazione, con giusta ragione, non siamo uguali, non facciamo lo stesso lavoro, semmai sono i militari, come avviene negli USA o nei Paesi anglosassoni a valorizzare le forze armate come la punta di diamante dello Stato, i poliziotti sono considerati operatori addetti alla sicurezza, senza tante differenze con i lavoratori civili.

  14. D’accordo con il commento del post nr. 12, io e la mia famiglia voteremo M5S

  15. Un sentito ringraziamento ai vertici delle Forze Armate per l’interesse dimostrato nei confronti del proprio ersonale.
    Uno in particolare all’ex Ministro Di Paola!
    Grazie!

  16. mi dovrete cacciare di forza a calci in culo a 70 anni!!!!! io PRETENDO quello che mi spetta,non un centesimo di meno PORCI BASTARDI,avete mandato sul lastrico una nazione intera…….
    VOGLIO INDIETRO I MIEI SOLDI!!!!!!!!

  17. A me sembra una buona riforma, che lascia molto spazio alle scelte del personale senza cacciare nessuno.
    Smettiamola di lamentarci sempre. Se ho 45 anni e voglio andarmene in un’altra amministrazione, ora lo potrò fare. Se non voglio lavorare più posso andarmene in ARQ.
    Se voglio ed ho i requisiti, potrò andare in ausiliaria.
    Ma insomma, nessuno viene cacciato via.
    La lettera che abbiamo tutti ricevuto mette un po’ di chiarezza ed accende le speranze per uno sblocco stipendiale già dal 2014.

  18. Caro Piero del post n. 6 .
    Ma quale Grillo. Non ha mai speso una parola per il nostro sblocco stipendiale.
    Lascia perdere questo Grillo……

  19. In questo sito è vietato parlare male di Grillo, altrimenti non si è pubblicati.

  20. Non concordo, credo che questo sito dia spazio a tutti.
    La problematica è un’altra, cosa ci riserva il futuro? Il blocco stipendiale fino al 2020 è a dir poco assurdo, non ha senso. Si vuole riavviare i consumi? Allora la cosa da non fare è quello di non aumentare lo stipendio. Senza due soldini in più in tasca ti limita sull’acquisto di qualsiasi genere, ci si limita allo stretto necessario.
    Attualmente risulta che 10 milioni di cittadini avranno 80 euro in più sulla busta paga, mentre altri 3,5 milioni di impiegati della P.A. si vedranno lo stipendio, scatti, , promozione etc…, bloccati per altri 6 anni, è incredibile.

  21. x essere: ti spettano 4 caramelle e non te le danno??? quando si dice.. essere dei poveri i-dio-ti!!!

  22. bravo focus a credere ancora alle chiacchiere…..vedrai i fatti concreti……non è la prima volta che cambiano le carte in tavola…..giusto o sbagliato che sia quando mi sono arruolato si andava via con 19anni 6 mesi e 1 giorno……ora non ne bastano 42 di anni……….

  23. stufo tanto entro 2 anni ti mandano a casa senza stipendio e aspettando forse 67 anni se non di piu’ con la pensione ridotta del 30% e la liquidazione decurtata in 20 rate annuali. tI FACCIO 2 CONTI : quando compirai 67 anni( se non schiatti prima) avrai una pensione di circa 1100 euro e una liquidazione di circa 40 mila euro in rate annuali di 2000 euro, sempre se al momento hai almeno 30 anni effettivi (al 31.12.2015) altrimenti avrai una pensione di 900/1000 euro e la liquidazione di 30 mila euro in 20 comode rate annuali di 1500 euro.
    FATTI 2 CONTI e pensa al CONGEDO che forse e’ piu’ conveniente.

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