Amianto: anche i vertici Guardia di Finanza ne confermano la presenza nei velivoli

elicottero-GdF-AB412-HPRoma, 17 gennaio 2014 – Confermata la presenza di amianto in parti meccaniche degli elicotteri della Guardia di Finanza. È stato lo stesso comandante del Reparto Tecnico Logistico Amministrativo Aereo di Pratica di Mare (Roma) a comunicare l’esito delle analisi eseguite il 30 dicembre 2013 in merito alla ricerca di fibre aero-disperse di asbesto, all’interno degli hangar del I Gruppo Aereo.

“Visto l’esito delle analisi – scrive il comandante Ten. Col. Spec. Carmine Cortese – che hanno rilevato il superamento dei limiti previsti dalla legislazione italiana, lo stesso ha disposto, a titolo precauzionale, la cessazione di ogni attività lavorativa nei laboratori della Squadra Elettromeccanici di Bordo e Motoristi”.

       

L’iniziativa è partita da alcuni finanzieri in servizio al reparto romano, che aderiscono all’Osservatorio Nazionale Amianto, i quali dopo il decesso del collega G.M. (che era in servizio prevalentemente nel settore della navigazione marittima in Veneto) hanno cominciato a temere per la propria salute, dopo anni di possibile esposizione all’amianto nell’ambiente lavorativo. Le analisi richieste dal colonnello Cortese e dalla linea di comando della GdF (vedi gli allegati), effettuate il 30 dicembre scorso, hanno dato risultati in base ai quali è stata disposta la chiusura delle aviorimesse della base militare di Pratica di Mare.

Gli stessi militari, assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni, hanno poi esposto i fatti alla Procura di Padova – dove, prima che venisse a mancare, si è rivolto anche il sig. G.M. – affinché ne sia informato il magistrato responsabile delle indagini.

L’avvocato Ezio Bonanni si è anche fatto promotore delle istanze di prepensionamento dei tecnici della Guardia di Finanza, come della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito che, in quanto adibiti alla manutenzione degli elicotteri e/o degli aeromobili, sono rimasti esposti a polveri e fibre di amianto cancerogene per l’organismo umano.

Fonte: www.ambienteambienti.com

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