Caro Parlamento, difesa e sicurezza contano. Ecco perché (e come) l’Italia deve investire

Roma, 19 Mar 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Carlo Festucci – L’intervento del segretario generale della Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (Aiad) che spiega le ragioni di un’industria che chiede il sostegno del sistema Paese e una adeguata programmazione. Ci troviamo di fronte alla possibile e auspicabile creazione di un sistema comune della difesa europea, ovvero alla nascita di Forze armate europee. La scelta di aggregare le Forze comuni porta con sé anche la potenziale aggregazione di tutto il sistema dell’industria continentale. La nuova postura di Bruxelles implica che ci saranno settori dell’industria della difesa che saranno riorganizzati. Probabilmente lo saranno quasi tutti, con l’unica eccezione di quei pochi che sono già integrati. Per il nostro Paese, puntare sugli obiettivi comuni comporta farsi trovare nella condizione di poter partecipare con un ruolo da attore protagonista all’interno della nuova organizzazione, altrimenti il rischio di essere in qualche modo riaggregati all’interno di altre industrie della difesa europea può essere alto. Ciò si tradurrebbe in una perdita di ruolo importante per il nostro comparto industriale che oggi in Italia, come ha rilevato uno studio fatto realizzare dall’Aiad, genera, considerando tutti i contributi diretti, indiretti e indotti, complessivamente (tra imprese del settore aerospazio, difesa e sicurezza) 11,6 miliardi di euro di valore aggiunto (che rappresenta lo 0,8% del Pil). Il comparto, inoltre, occupa direttamente e lungo la filiera circa 159mila persone, garantendo entrate allo Stato per 4,9 miliardi di euro. Ecco il contributo che le attività delle imprese per la difesa apportano al sistema economico del Paese, non solo grazie alle loro ricadute dirette in termini di valore aggiunto, occupazione e gettito fiscale, ma anche ai benefici che si generano lungo la filiera attraverso le commesse, il trasferimento di conoscenze e l’occupazione aggiuntiva. L’articolo completo prosegue qui >>> http://formiche.net/2018/03/difesa-sicurezza-italia/