Codice Ordinamento Militare

D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66

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Codice dell’ordinamento militare.
Libro primo
ORGANIZZAZIONE E FUNZIONI
Titolo I

Disposizioni preliminari

Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione

 

  1. ll presente decreto, con la denominazione di «codice dell’ordinamento militare», e le altre disposizioni da esso espressamente richiamate, disciplinano l’organizzazione, le funzioni e l’attività della difesa e sicurezza militare e delle Forze armate. Ai fini del presente decreto per «codice» si intende il codice di cui al presente comma.
  2. Nulla è innovato dal presente codice per quanto concerne le disposizioni vigenti proprie del Corpo della guardia di finanza, del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, delle Forze di polizia a ordinamento civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
  3. Le norme regolamentari disciplinanti la medesima materia del codice sono raccolte in un testo unico organico, d’ora innanzi denominato «regolamento», emanato ai sensi dell’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59; il regolamento è modificato secondo le procedure previste dall’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto delle ulteriori modalità individuate dal codice.
  4. Nella materia di cui al comma 1, rimane ferma la disciplina introdotta dalle leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali.
  5. Nella materia di cui al comma 1, lo Stato esercita la potestà legislativa esclusiva ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera d), della Costituzione, che costituisce anche limite all’esercizio delle attribuzioni delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano sul governo del territorio.
  6. Se non è diversamente disposto, ai provvedimenti e ai procedimenti previsti dal codice e dal regolamento si applicano la legge 7 agosto 1990, n. 241, il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

 

Titolo II

Consiglio supremo di difesa

Art. 2 Attribuzioni del Consiglio supremo di difesa

 

  1. Il Consiglio supremo di difesa, nel presente titolo denominato «Consiglio», esamina i problemi generali politici e tecnici attinenti alla difesa nazionale e determina i criteri e fissa le direttive per l’organizzazione e il coordinamento delle attività che comunque la riguardano.

 

Art. 3 Componenti di diritto

 

  1. Il Consiglio è presieduto dal Presidente della Repubblica ed è composto:
  2. a) dal Presidente del Consiglio dei ministri, con funzioni di vice-presidente;
  3. b) dal Ministro degli affari esteri;
  4. c) dal Ministro dell’interno;
  5. d) dal Ministro dell’economia e delle finanze;
  6. e) dal Ministro della difesa;
  7. f) dal Ministro dello sviluppo economico;
  8. g) dal Capo di stato maggiore della difesa.
  9. Il segretario del Consiglio, nominato dal Consiglio stesso e scelto al di fuori dei suoi componenti, partecipa alle sedute.

 

Art. 4 Componenti eventuali

 

  1. Il Presidente può convocare riunioni del Consiglio con la partecipazione, a suo invito, dei Ministri non indicati nell’articolo 3.
  2. Possono altresì essere convocati alle riunioni del Consiglio, se il presidente lo ritiene opportuno, i Capi di stato maggiore dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare, i presidenti degli organi e istituti indicati nell’articolo 5, nonché persone di particolare competenza nel campo scientifico, industriale ed economico ed esperti in problemi militari, ivi compresi i rappresentanti qualificati del Corpo volontari della libertà e delle formazioni partigiane.

 

Art. 5 Organi ausiliari

 

  1. Il Consiglio, nello svolgimento delle sue attribuzioni, può avvalersi del Comitato interministeriale per la programmazione economica, del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Istituto centrale di statistica, degli organi consultivi delle Forze armate e dello Stato.

 

Art. 6 Segretario del Consiglio

 

  1. Il segretario del Consiglio raccoglie ed elabora, secondo le direttive del Consiglio, tutti gli elementi relativi alle questioni da sottoporre al Consiglio stesso, coordina le relative deliberazioni e ne predispone l’attuazione da parte degli organi competenti.
  2. A tale scopo il segretario del Consiglio può chiedere direttamente ad amministrazioni pubbliche, enti e imprese, tutti gli elementi e i dati necessari per lo studio e la trattazione delle questioni da sottoporre al Consiglio.

 

Art. 7 Ufficio di segreteria

 

  1. L’Ufficio di segreteria, istituito presso il Consiglio, coadiuva il segretario del Consiglio nello svolgimento delle funzioni indicate nell’articolo 6.
  2. L’Ufficio di segreteria è costituito da personale comandato, militare e civile, delle amministrazioni dello Stato.
  3. Il numero massimo dei componenti l’Ufficio di segreteria è determinato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e della difesa.

 

Art. 8 Riunioni

 

  1. Il Consiglio si riunisce almeno due volte all’anno.
  2. E’ inoltre convocato, tutte le volte che se ne ravvisi la necessità, dal Presidente della Repubblica, di propria iniziativa o su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.

 

Art. 9 Regolamento di organizzazione e funzionamento

 

  1. Le norme necessarie per l’attuazione di quanto previsto dal presente titolo sono contenute nel regolamento.

 

Titolo III

Amministrazione della difesa

Capo I

Ministro della difesa

Art. 10 Attribuzioni del Ministro della difesa

 

  1. Il Ministro della difesa, preposto all’amministrazione militare e civile della difesa e massimo organo gerarchico e disciplinare:
  2. a) attua le deliberazioni in materia di difesa e sicurezza adottate dal Governo, sottoposte all’esame del Consiglio supremo di difesa e approvate dal Parlamento;
  3. b) emana le direttive in merito alla politica militare, all’attività informativa e di sicurezza e all’attività tecnico-amministrativa;
  4. c) partecipa direttamente o tramite un suo delegato a tutti gli organismi internazionali ed europei competenti in materia di difesa e sicurezza militare o le cui deliberazioni comportino effetti sulla difesa nazionale;
  5. d) approva la pianificazione generale e operativa interforze con i conseguenti programmi tecnico-finanziari, nonché la pianificazione relativa all’area industriale, pubblica e privata, di interesse della Difesa.
  6. Il Ministro della difesa, inoltre, propone al Presidente del Consiglio dei ministri, la relazione annuale da presentare al Parlamento, in ordine allo stato della disciplina militare e allo stato dell’organizzazione delle Forze armate, in relazione agli obiettivi di ristrutturazione, riferendo, in particolare:
  7. a) sul livello di operatività delle singole Forze armate;
  8. b) sul grado di integrazione del personale militare volontario femminile;
  9. c) sull’attività per il sostegno alla ricollocazione professionale dei volontari congedati, svolta dall’esistente struttura ministeriale; (4)
  10. d) sul conseguimento degli obiettivi di reclutamento dei volontari necessari ad assicurare l’operatività delle Forze armate;
  11. e) sullo stato dei reclutamenti nelle carriere iniziali delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo militare della Croce rossa.
  12. Il Ministro della difesa, altresì, può sopprimere o riorganizzare, con proprio decreto, emanato su proposta del Capo di stato maggiore della difesa, enti e organismi nell’ambito del processo di ristrutturazione delle Forze armate, fermo restando il disposto dell’articolo 177. (5)

(4) Lettera così sostituita dall’art. 1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(5) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi, per l’Esercito e l’Aeronautica militare, il D.M. 30 novembre 2010 e, per l’Esercito e la Marina militare, il D.M. 20 febbraio 2013 e il D.M. 29 marzo 2013.

 

Art. 11 Attribuzioni in materia di armamenti

 

  1. Il Ministro della difesa, in materia di controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, esercita le competenze e attribuzioni previste dalla legge 9 luglio 1990, n. 185 e dal regolamento di attuazione. (6)

(6) Comma così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 12 Relazioni al Parlamento

 

  1. Il Ministro della difesa, in sede di presentazione annuale dello stato di previsione del Ministero, illustra al Parlamento:
  2. a) l’evoluzione del quadro strategico e le implicazioni militari della situazione delle alleanze;
  3. b) l’evoluzione degli impegni operativi interforze, con riguardo alla capacità operativa e alla preparazione delle Forze armate e al loro necessario adeguamento;
  4. c) la nota aggiuntiva allo stato di previsione della spesa;
  5. d) gli altri elementi di cui all’articolo 548.
  6. Il Ministro della difesa presenta annualmente, entro il 31 gennaio, una relazione al Parlamento sullo stato di avanzamento del processo di ristrutturazione, nonché sulla necessità di apportarvi correttivi nei limiti degli stanziamenti di bilancio e delle dotazioni organiche di personale previste dalle vigenti disposizioni. Il Ministro della difesa evidenzia altresì, nella medesima relazione, le modalità attraverso le quali il processo di ristrutturazione attua il principio del coordinamento tra le Forze armate.

 

Art. 13 Attribuzioni ulteriori

 

  1. Il Ministro della difesa, oltre a quanto previsto negli articoli 10, 11 e 12, esercita le competenze:
  2. a) in materia di ordinamento giudiziario, di cui al capo VI del presente titolo;
  3. b) attribuite in via generale ai Ministri in materia di organizzazione dei rispettivi dicasteri, e in particolare quelle di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
  4. c) previste dalla legge, dal presente codice e dal regolamento.

 

Art. 14 Uffici di diretta collaborazione con il Ministro e organismo indipendente di valutazione della performance

 

  1. Il Ministro della difesa, nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si avvale:
  2. a) per l’esercizio delle funzioni indicate negli articoli 10, 11, 12 e 13, di uffici di diretta collaborazione, aventi esclusive competenze di supporto e di raccordo con l’amministrazione;
  3. b) ai sensi dell’articolo 8, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, del supporto dell’organismo indipendente di valutazione della performance.
  4. Il Ministro della difesa può essere coadiuvato da un portavoce, anche esterno all’amministrazione, con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione. Si applica, in tal caso, l’articolo 7 della legge 7 giugno 2000, n. 150.
  5. Gli uffici e l’organismo indipendente di valutazione della performance di cui al presente articolo sono disciplinati con il regolamento.

 

Capo II

Ministero della difesa

Sezione I

Amministrazione centrale e periferica

Art. 15 Attribuzioni del Ministero della difesa

 

  1. Al Ministero della difesa sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di difesa e sicurezza militare dello Stato, politica militare e partecipazione a missioni a supporto della pace, partecipazione a organismi internazionali di settore, pianificazione generale e operativa delle Forze armate e interforze, pianificazione relativa all’area industriale di interesse della Difesa.
  2. Il Ministero della difesa esercita in particolare le funzioni e i compiti di seguito indicati: difesa e sicurezza dello Stato, del territorio nazionale e delle vie di comunicazione marittime e aree, pianificazione generale operativa delle Forze armate e Interforze con i conseguenti programmi tecnico finanziari; partecipazione a missioni anche multinazionali per interventi a supporto della pace; partecipazione agli organismi internazionali ed europei competenti in materia di difesa e sicurezza militare o le cui deliberazioni comportino effetti sulla difesa nazionale e attuazione delle decisioni da questi adottate; rapporti con le autorità militari degli altri Stati; informativa al Parlamento sull’evoluzione del quadro strategico e degli impegni operativi; classificazione, organizzazione e funzionamento degli enti dell’area operativa; interventi di tutela ambientale, concorso nelle attività di protezione civile su disposizione del Governo, concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni e il bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità; politica degli armamenti e relativi programmi di cooperazione internazionale; conseguimento degli obiettivi di efficienza fissati per lo strumento militare; bilancio e affari finanziari; ispezioni amministrative; affari giuridici, economici, contenzioso, disciplinari e sociali del personale militare e civile; armamenti terrestri, navali e aeronautici; telecomunicazioni, informatica e tecnologie avanzate; lavori e demanio; commissariato e servizi generali; leva e reclutamento; sanità militare; attività di ricerca e sviluppo, approvvigionamento dei materiali e dei sistemi d’arma; programmi di studio nel settore delle nuove tecnologie per lo sviluppo dei programmi d’armamento; pianificazione dell’area industriale pubblica e privata; classificazione, organizzazione e funzionamento degli enti dell’area tecnico industriale. (7)

2-bis. La ripartizione delle funzioni e dei compiti, di cui al comma 2, tra le aree e gli uffici individuati dall’articolo 16, comma 1, lettere b), c), d) ed e), è attuata con regolamento, emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite, per le materie di competenza, le organizzazioni sindacali rappresentative, apportando, con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2 della medesima legge 23 agosto 1988, n. 400, anche eventuali, conseguenti abrogazioni di disposizioni del presente codice, secondo criteri che assicurano nell’ambito delle aree:

  1. a) la individuazione dei compiti e delle funzioni attinenti alle attribuzioni di comando nei riguardi del personale rispetto ai rimanenti compiti e funzioni riguardanti il personale medesimo;
  2. b) la standardizzazione organizzativa, per settori omogenei, anche attraverso le necessarie semplificazioni e armonizzazioni procedimentali;
  3. c) l’unicità decisionale;
  4. d) le procedure di coordinamento delle attività fra le aree;
  5. e) l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero della difesa;
  6. f) la predisposizione di meccanismi per la verifica dell’effettivo livello di fruibilità dei servizi erogati al personale. (8)
  7. Il Ministero della difesa svolge i compiti di cui agli articoli 21 e 22.

(7) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(8) Comma inserito dall’art. 1, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 16 Ordinamento

 

  1. L’organizzazione del Ministero della difesa è articolata nelle seguenti componenti:
  2. a) uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa;
  3. b) area tecnico-operativa;
  4. c) area tecnico-amministrativa;
  5. d) area tecnico-industriale;
  6. e) due uffici centrali;
  7. f) Servizio assistenza spirituale;
  8. g) Commissariato generale per le onoranze ai Caduti;
  9. h) Circolo ufficiali delle Forze armate.
  10. L’area tecnico-operativa è disciplinata nel capo III del presente titolo; l’area tecnico-amministrativa, articolata in direzioni generali secondo quanto previsto dal regolamento, coordinate da un segretario generale, e gli uffici centrali sono disciplinati nel capo IV del presente titolo e nel regolamento; l’area tecnico-industriale è disciplinata nel capo V del presente titolo. (9)

(9) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 17 Servizio di assistenza spirituale

 

  1. Il Servizio di assistenza spirituale alle Forze armate, istituito per integrare la formazione spirituale del personale militare di religione cattolica e disimpegnato da sacerdoti cattolici in qualità di cappellani militari, fino all’entrata in vigore dell’intesa prevista all’articolo 11, comma 2, dell’Accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato Lateranense dell’11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, ratificato e reso esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121, è disciplinato dal presente codice e, in particolare, dal titolo III del libro V. (10)

(10) Comma così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 18 Commissario generale per le onoranze ai Caduti (11)

 

  1. Il Commissario generale per le onoranze ai Caduti esercita le sue funzioni alle dirette dipendenze del Ministro della difesa, che ha il potere di nomina e di tutela dello stesso Commissario, oltre che di decisione in ordine ai dissensi tra il Commissario e le altre amministrazioni con cui deve raccordarsi al fine dell’espletamento delle sue funzioni.
  2. Le competenze e le funzioni del Commissario generale per le onoranze ai Caduti sono disciplinati nel libro II, titolo II, capo VI, sezione III del presente codice.

(11) Rubrica così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 19 Circolo ufficiali delle Forze armate d’Italia

 

  1. Il Circolo ufficiali delle Forze armate d’Italia ha sede a Roma ed è, a tutti gli effetti, inserito nell’ambito degli uffici di organizzazione del Ministero della difesa.
  2. Le attività sociali e di rappresentanza espletate dal Circolo ufficiali delle Forze armate d’Italia non sono considerate commerciali ai sensi dell’articolo 4, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
  3. Gli ufficiali in servizio delle Forze armate e del Corpo della guardia di finanza sono iscritti di diritto al Circolo, e sono tenuti al pagamento obbligatorio della quota mensile.
  4. Al Circolo è destinato personale militare e civile nell’ambito delle dotazioni organiche del Ministero della difesa, il quale subentra in tutti i rapporti di lavoro in essere a tempo indeterminato del Circolo. Per il funzionamento sono utilizzate le risorse derivanti dalle quote obbligatoriamente versate mensilmente dagli ufficiali, l’ammontare delle quali è stabilito annualmente dal Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonché gli eventuali contributi finanziari e strumentali forniti dal Ministero della difesa nell’ambito degli stanziamenti ordinari di bilancio.
  5. Gli organi, l’organizzazione e il funzionamento del Circolo sono disciplinati dal regolamento.

 

Art. 20 Enti vigilati

 

  1. Sono posti sotto la vigilanza del Ministero della difesa:
  2. a) l’Agenzia industrie difesa;
  3. b) la Difesa servizi spa;
  4. c) l’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia;
  5. d) l’Opera nazionale per i figli degli aviatori;
  6. e) l’Unione italiana tiro a segno;
  7. f) la Lega navale italiana;
  8. g) l’Associazione italiana della Croce rossa, per le componenti ausiliarie delle Forze armate;
  9. h) la Cassa di previdenza delle Forze armate.
  10. L’organizzazione, i compiti e le funzioni dell’Agenzia industrie difesa e della Difesa servizi spa sono rispettivamente disciplinati nell’articolo 48 e nell’articolo 535.
  11. Nel regolamento sono disciplinati gli enti di cui alle lettere c), d), e), f), g) e h), del comma 1; la disciplina relativa alle componenti ausiliarie delle Forze armate dell’Associazione italiana della Croce rossa è contenuta negli articoli 196, 197 e da 1626 a 1760. (12)

(12) Comma così corretto da Comunicato 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 7 settembre 2010, n. 209.

 

Art. 21 Servizio di assistenza al volo

 

  1. Ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 550/2004, i servizi di controllo del traffico aereo regolari e pianificati sono forniti al traffico aereo generale sotto la responsabilità dell’Aeronautica militare sugli aeroporti e negli spazi aerei di competenza, quale fornitore di servizi di navigazione aerea in via primaria a movimenti di aeromobili diversi dal traffico aereo generale.
  2. Per assicurare una corretta fornitura dei servizi di cui al comma 1, l’Aeronautica militare, avvalendosi degli atti di intesa previsti dall’articolo 1, comma 3, del decreto legge 8 settembre 2004, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2004, n. 265, applica e garantisce il rispetto dei requisiti di qualità e sicurezza, stabiliti dal decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 118, nella formazione, nell’addestramento e nell’impiego del personale militare preposto alle funzioni di controllo del traffico aereo generale.
  3. L’Ente nazionale per l’aviazione civile rilascia la licenza di studente o controllore del traffico aereo al personale militare impiegato nello svolgimento delle funzioni di controllore o studente controllore presso fornitori di servizi di navigazione aerea di cui al comma 1, previa dimostrazione da parte dell’Aeronautica militare della rispondenza dei requisiti in possesso di detto personale a quelli prescritti dal decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 118.
  4. In relazione a urgenti necessità per la difesa nazionale, il servizio di assistenza al volo per il traffico aereo generale, di cui alla legge 23 maggio 1980, n. 242, può essere assunto dal Ministero della difesa con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri della difesa e delle infrastrutture e dei trasporti, sentite le commissioni competenti dei due rami del Parlamento e, in caso di particolare urgenza, informati i Presidenti delle Camere.
  5. Con decorrenza dalla data del predetto decreto, il personale addetto al servizio di assistenza al volo è considerato, a ogni effetto, personale militare in congedo richiamato in servizio, salvo il mantenimento, se più favorevole, del proprio trattamento economico. Esso non può essere destinato a un diverso servizio.
  6. Con il decreto di cui al comma 4 sono adottate le norme per l’attribuzione dei gradi militari in relazione alle funzioni svolte.

 

Art. 22 Servizio di distruzione delle scorte di mine antipersona, armi chimiche e degli esplosivi non contrassegnati, nonché di bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici (13)

 

  1. Il Ministero della difesa esercita le seguenti competenze:
  2. a) in materia di distruzione delle scorte di mine antipersona:

1) provvede a distruggere l’arsenale di mine antipersona in dotazione o stoccaggio presso le Forze armate, fatta eccezione per una quantità limitata e comunque non superiore alle ottomila unità e rinnovabile tramite importazione fino a una quantità non superiore al numero sopra indicato, in deroga a quanto disposto dall’articolo 1, comma 2 della legge 29 ottobre 1997, n. 374, destinata esclusivamente all’addestramento in operazioni di sminamento e alla ricerca di nuove tecnologie a scopo di sminamento e di distruzione delle mine;

2) provvede, altresì, a distruggere le mine antipersona consegnate dalle aziende produttrici e dagli altri detentori, ai sensi dell’articolo 3 della legge 29 ottobre 1997, n. 374;

  1. b) in materia di armi chimiche:

1) comunica al Ministero degli affari esteri, ai fini delle dichiarazioni iniziali e successive all’Organizzazione, prescritte dall’articolo III della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio e uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, con annessi, fatta a Parigi il 13 gennaio 1993, e dalla parte IV dell’annesso sulle verifiche alla convenzione, i dati e le informazioni ivi specificamente indicati, relativi alle armi chimiche obsolete ovvero abbandonate già raccolte nel centro di stoccaggio in attesa di distruzione e a tutte le armi chimiche obsolete rinvenute in aree sotto il suo diretto controllo, nonché quelli relativi ai composti chimici della tabella I, contenuta nell’«annesso sui composti chimici» alla convenzione, detenuti per le attività non proibite dalla convenzione e, in particolare, per l’addestramento delle squadre di difesa nucleare, biologica, chimica (NBC) e per le esigenze di collaudo e sperimentazione dei materiali per la difesa NBC;

2) provvede, attraverso il Centro tecnico logistico interforze NBC, al recupero, immagazzinaggio e distruzione delle armi chimiche di cui al punto 1 della presente lettera, secondo le procedure, le modalità e le scadenze previste nelle disposizioni della convenzione e del citato annesso, e fornisce, su richiesta delle autorità competenti e nell’ambito della propria competenza, concorso alla identificazione, al recupero, all’immagazzinamento e alla distruzione delle armi chimiche, incluse quelle obsolete e abbandonate, rinvenute sul territorio nazionale;

  1. c) in materia di distruzione degli esplosivi non contrassegnati, ai sensi della legge 20 dicembre 2000, n. 420:

1) procede alla distruzione degli esplosivi non contrassegnati;

2) definisce con proprio provvedimento i profili procedurali nonché gli enti, stabilimenti o reparti incaricati di svolgere l’attività di distruzione;

c-bis) in materia di bonifiche da ordigni esplosivi residuati bellici, con le risorse umane, finanziarie e strumentali a legislazione vigente:

1) provvede all’organizzazione del servizio e alla formazione del personale specializzato;

2) esercita le funzioni di vigilanza sulle attività di ricerca e scoprimento di ordigni che, a scopo precauzionale, possono essere eseguiti su iniziativa e a spese dei soggetti interessati, mediante ditte che impiegano personale specializzato ai sensi del numero 1), e, a tal fine, emana le prescrizioni tecniche e sorveglia l’esecuzione dell’attività, anche ai sensi degli articoli 91, comma 2-bis e 104, comma 4-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e dell’articolo 1, comma 2, della legge 1°(gradi) ottobre 2012, n. 177; (15)

3) segnala alle competenti sedi INAIL il personale incaricato di effettuare i lavori di bonifica ai sensi del numero 2);

4) esegue direttamente o mediante appalto alle ditte di cui al numero 2) le attività di ricerca, individuazione e scoprimento di ordigni sulle aree che ha in uso;

5) svolge l’attività di disinnesco, brillamento, quando ne ricorrono le condizioni, e rimozione degli ordigni bellici rinvenuti, attraverso personale specializzato di Forza armata;

6) svolge l’attività di cui al numero n. 5) sotto il coordinamento dei prefetti competenti per territorio, cui è rimessa l’adozione di ogni provvedimento utile a tutela della pubblica incolumità. (14)

  1. Con il decreto interministeriale di cui all’articolo 6 della legge 29 ottobre 1997, n. 374:
  2. a) è stabilita la disciplina della distruzione delle scorte di mine antipersona con modalità che tengano presenti anche le esigenze di tutela ambientale;
  3. b) è individuato, altresì, l’ufficio competente nell’ambito dell’amministrazione del Ministero della difesa;
  4. c) è istituito un registro ove riportare i quantitativi e i tipi di mine antipersona in possesso delle Forze armate, nonché di quelle consegnate ai sensi del comma 1, e le date e le modalità della loro distruzione, e annotare, altresì, le denunce fatte ai sensi dell’articolo 4, della legge 29 ottobre 1997, n. 374.
  5. Con il decreto interministeriale di cui all’articolo 4, comma 3, della legge 20 dicembre 2000, n. 420, è definita la disciplina relativa alle attività procedurali e le modalità di distruzione degli esplosivi non contrassegnati.

(13) Rubrica così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(14) Lettera aggiunta dall’art. 1, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(15) Numero così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Sezione II

Organi consultivi e commissioni di elevata specializzazione tecnica (16)

Art. 23 Consiglio superiore delle Forze armate (17)

 

  1. Il Consiglio superiore delle Forze armate è organo di alta consulenza del Ministro della difesa.
  2. Il parere del Consiglio superiore delle Forze armate è obbligatorio.
  3. Nel preambolo dei decreti che approvano provvedimenti non aventi carattere legislativo, è inserita la formula «udito il parere del Consiglio superiore delle Forze armate». Per i provvedimenti legislativi, la menzione del parere è contenuta nella relazione.
  4. La composizione, le attribuzioni e il funzionamento del Consiglio superiore delle Forze armate sono disciplinati con il regolamento.

(16) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7. Precedentemente la rubrica era la seguente: «Organi consultivi e di coordinamento».

(17) Per la soppressione del Consiglio superiore delle Forze armate e la conseguente abrogazione del presente articolo, vedi l’art. 5, comma 1, L. 31 dicembre 2012, n. 244.

 

Art. 24 Organi consultivi (18)

 

  1. Presso il Ministero della difesa operano:
  2. a) il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, istituito ai sensi dell’articolo 57, comma 01, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
  3. b) il Consiglio interforze sulla prospettiva di genere, quale organo di consulenza del Capo di Stato maggiore della difesa, disciplinato nel regolamento in conformità alle vigenti disposizioni internazionali.
  4. L’attività degli organismi di cui al comma 1 è svolta senza nuovi maggiori oneri per la finanza pubblica, attraverso le strutture esistenti e il personale in servizio a cui comunque non spetta alcuna indennità o emolumento aggiuntivo, compresi gettoni di presenza. Ai componenti dell’organismo di cui al comma 1, lettera b), non è corrisposta alcuna forma di rimborso spese.

(18) Articolo modificato dall’art. 1, comma 1, lett. d), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 24-bis Commissione interministeriale per l’espressione del parere sulle cause degli incidenti occorsi agli aeromobili di Stato e delle raccomandazioni ai fini di prevenzione (19)

 

  1. Presso il Ministero della difesa – Ispettorato per la sicurezza del volo – opera la Commissione interministeriale sugli incidenti occorsi agli aeromobili di Stato avente i seguenti compiti:
  2. a) esprimere il parere tecnico-amministrativo sulle responsabilità conseguenti a incidenti di volo occorsi agli aeromobili militari, della Polizia di Stato, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo forestale dello Stato;
  3. b) emettere il giudizio conclusivo sulle cause dei predetti incidenti e le conseguenti raccomandazioni ai fini di prevenzione.
  4. La composizione e le modalità di funzionamento della commissione interministeriale di cui al comma 1, presieduta dall’Ispettore per la sicurezza del volo, sono definiti con decreto del Ministro della difesa, adottato di concerto con gli altri Ministri interessati. (20)
  5. Ai componenti della commissione interministeriale, nominati per la durata di un biennio con decreto del Ministro della difesa su designazione degli altri Ministri interessati, non è dovuto alcun compenso, compresi gettoni di presenza e rimborsi spese. (21)

(19) Articolo inserito dall’art. 2, comma 1, lett. c), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(20) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(21) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Capo III

Area tecnico operativa

Sezione I

Capo di stato maggiore della difesa

Art. 25 Configurazione della carica di Capo di stato maggiore della difesa

 

  1. Il Capo di stato maggiore della difesa è scelto tra gli ufficiali in servizio permanente di grado non inferiore a quello di generale di corpo d’armata dell’Esercito italiano, di ammiraglio di squadra della Marina militare e di generale di squadra aerea dell’Aeronautica militare, ed è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa.
  2. Il Capo di stato maggiore della difesa:
  3. a) dipende direttamente dal Ministro della difesa, di cui è l’alto consigliere tecnico-militare e al quale risponde dell’esecuzione delle direttive ricevute;
  4. b) è gerarchicamente sovraordinato:

1) ai Capi di stato maggiore di Forza armata;

2) al Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, limitatamente ai compiti militari devoluti alla stessa Arma;

3) al Segretario generale della difesa per le attribuzioni tecnico-operative a quest’ultimo affidate;

  1. c) svolge i compiti previsti dal codice, dal regolamento e dalla legge.
  2. Il Capo di stato maggiore della difesa, in caso di assenza, impedimento, o vacanza della carica è sostituito dal più anziano in carica tra i Capi di stato maggiore di Forza armata, senza tener conto, ai fini dell’attribuzione della suddetta anzianità, di eventuali periodi espletati nella funzione vicaria.

 

Art. 26 Attribuzioni del Capo di stato maggiore della difesa

 

  1. Il Capo di stato maggiore della difesa, in base alle direttive impartite dal Ministro della difesa:
  2. a) è responsabile della pianificazione, della predisposizione e dell’impiego delle Forze armate nel loro complesso; predispone, sentiti i Capi di stato maggiore di Forza armata e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, in relazione ai compiti militari dell’Arma, la pianificazione generale finanziaria e quella operativa interforze e definisce i conseguenti programmi tecnico-finanziari;
  3. b) assicura i rapporti con le corrispondenti autorità militari degli altri Stati;
  4. c) adotta le misure organizzative conseguenti all’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 10, comma 3;
  5. Il Capo di stato maggiore della difesa dirige, coordina e controlla l’attività di polizia militare, avvalendosi del Comando generale dell’Arma dei carabinieri per l’elaborazione delle disposizioni di carattere tecnico.
  6. Le ulteriori specifiche attribuzioni del Capo di stato maggiore della difesa in campo nazionale, internazionale e tecnico-scientifico sono disciplinate nel regolamento.

 

Art. 27 Ordinamento dello Stato maggiore della difesa

 

  1. Il Capo di stato maggiore della difesa, per l’esercizio delle sue attribuzioni:
  2. a) dispone di uno Stato maggiore il cui ordinamento è fissato nel regolamento;
  3. b) si avvale del Comando operativo di vertice interforze di cui all’articolo 29.
  4. Sono unificate presso lo Stato maggiore della difesa le attribuzioni e le attività generali concernenti la pianificazione, la predisposizione e l’impiego delle Forze armate, nonché le attività svolte nell’ambito delle strutture centrali di Forza armata suscettibili di accorpamento interforze.
  5. Dipendono direttamente dal Capo di stato maggiore della difesa gli altri comandi ed enti interforze indicati nel regolamento.

 

Sezione II

Organismi interforze

Art. 28 Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze armate

 

  1. Il Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze armate è organo di consulenza del Capo di stato maggiore della difesa. E’ presieduto dal Capo di stato maggiore della difesa, e ne fanno parte, altresì, il Segretario generale della difesa, i Capi di stato maggiore di Forza armata e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri.
  2. Le determinazioni adottate dal Capo di stato maggiore della difesa, che ne assume la piena responsabilità, costituiscono disposizioni per i Capi di stato maggiore di Forza armata, per il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, limitatamente ai compiti militari dell’Arma, e per il Segretario generale della difesa.
  3. Le disposizioni regolanti il funzionamento dell’organo sono contenute nel regolamento.

 

Art. 29 Comando operativo di vertice interforze

 

  1. Il Comando operativo di vertice interforze, posto alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore della difesa, svolge funzioni di pianificazione e di direzione delle operazioni nonché delle esercitazioni interforze e multinazionali, assicurando le necessarie forme di collegamento con i Comandi operativi di componente delle Forze armate. (22)

1-bis. Il comandante del Comando operativo di vertice interforze è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa sentito il Capo di stato maggiore della difesa, tra gli ufficiali con il grado di generale di corpo d’armata, ammiraglio di squadra o generale di quadra aerea in servizio permanente effettivo. (23)

  1. Le norme disciplinanti l’ordinamento del Comando operativo di vertice interforze sono stabilite nel regolamento.

(22) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(23) Comma inserito dall’art. 14, comma 2, lett. a), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 30 Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa

 

Il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa svolge i compiti previsti dall’articolo 8 della legge 3 agosto 2007, n. 124.

 

Art. 31 Comandi regione militare interforze

 

  1. Con uno o più decreti del Ministro della difesa possono essere costituiti Comandi regione militare interforze cui devolvere le funzioni territoriali e presidiarie svolte dai Comandi e unità dell’Esercito deputate per il territorio, dai Comandi marittimi della Marina militare e dai Comandi di regione aerea. (24)

(24) Comma così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. c), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, dall’art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Sezione III

Capi di stato maggiore di Forza armata e Comandante generale dell’Arma dei carabinieri

Art. 32 Configurazione delle cariche di Capo di stato maggiore di Forza armata e del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri

 

  1. I Capi di stato maggiore dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare sono ufficiali della rispettiva Forza armata che all’atto della nomina rivestono grado di generale di corpo d’armata, ammiraglio di squadra, generale di squadra aerea in servizio permanente; il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri all’atto della nomina riveste il grado di generale di corpo d’armata in servizio permanente. I citati vertici militari:
  2. a) sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa;
  3. b) dipendono dal Capo di stato maggiore della difesa; il Comandante generale, limitatamente ai compiti militari dell’Arma dei carabinieri;
  4. c) nell’ambito della rispettiva Forza armata hanno rango gerarchico sovraordinato nei riguardi di tutti gli ufficiali generali e ammiragli. (25)
  5. I Capi di stato maggiore e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, in caso di assenza, impedimento o vacanza della carica, sono sostituiti dall’ufficiale generale o ammiraglio designato alla funzione vicaria.

(25) Comma così corretto da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126 e, successivamente, da Comunicato 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 7 settembre 2010, n. 209.

 

Art. 33 Attribuzioni del Capo di stato maggiore di Forza armata e del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri

 

  1. Il Capo di stato maggiore di Forza armata e, per i compiti militari dell’Arma, il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri:
  2. a) propongono al Capo di stato maggiore della difesa il programma relativo alle rispettive Forze armate ai fini della predisposizione della pianificazione generale interforze, ai sensi dell’articolo 26;
  3. b) sono responsabili dell’organizzazione e dell’approntamento delle rispettive Forze armate, avvalendosi anche delle competenti direzioni generali e direzioni del Segretariato generale; (26)
  4. c) esercitano la funzione di comando delle rispettive Forze armate;
  5. d) adottano, per quanto di rispettiva competenza, i provvedimenti organizzativi conseguenti all’adozione dei decreti di cui all’articolo 10, comma 3, previo parere del Capo di Stato maggiore della difesa; (27)

d-bis) determinano i profili di impiego del personale militare della rispettiva Forza armata, in riferimento a ciascun ruolo, al fine di evitare duplicazioni di compiti e funzioni, ferme restando le attribuzioni del Capo di stato maggiore della difesa (28).

  1. Le ulteriori specifiche attribuzioni dei Capi di stato maggiore di Forza armata sono indicate nel regolamento.
  2. Le ulteriori attribuzioni del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri sono disciplinate nel titolo IV, capo V, sezione II, del presente libro.

(26) Lettera così modificata dall’art. 10, comma 1, lett. d), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(27) Lettera così modificata dall’art. 10, comma 1, lett. d), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(28) Lettera aggiunta dall’art. 10, comma 1, lett. d), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 34 Ordinamento dello Stato maggiore di Forza armata e del Comando generale dell’Arma dei carabinieri

 

  1. I Capi di stato maggiore di Forza armata e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri per l’esercizio delle relative attribuzioni:
  2. a) dispongono, rispettivamente, degli Stati maggiori di Forza armata, disciplinati nel regolamento, e del Comando generale, di cui all’articolo 170;
  3. b) si avvalgono di Comandi di vertice e Ispettorati, indicati per ogni singola Forza armata nel titolo IV del presente libro.
  4. Fatto salvo quanto disposto nell’articolo 29, rientra nelle competenze degli Stati maggiori di Forza armata e del Comando generale dell’Arma dei carabinieri l’esercizio delle attribuzioni e delle attività relative all’impiego e al governo del proprio personale, all’addestramento, alla logistica e alle predisposizioni di approntamento e mobilitazione di Forza armata.

 

Sezione IV

Uffici degli addetti delle Forze armate in servizio all’estero

Art. 35 Addetti delle Forze armate in servizio all’estero

 

  1. Il personale delle Forze armate, da destinare in qualità di addetto, addetto aggiunto e assistente presso le rappresentanze diplomatiche italiane all’estero è nominato con decreto del Ministro della difesa, sentito il Ministro degli affari esteri; con la stessa procedura il medesimo personale militare può essere accreditato per più Stati o per più Forze armate.
  2. La costituzione dell’ufficio dell’addetto militare, di cui al comma 1, è preceduta dalla preventiva designazione, a opera di decreti del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri degli affari esteri e dell’economia e finanze, delle sedi diplomatiche italiane all’estero.

 

Art. 36 Uffici degli addetti delle Forze armate in servizio all’estero

 

  1. L’addetto dispone di un ufficio, del quale fa parte, oltre agli eventuali addetti aggiunti e assistenti, il personale militare e civile assegnato dal Ministero della difesa nei limiti dei posti di organico di cui al comma 2 e dei connessi oneri. (29)
  2. I posti d’organico dell’ufficio di cui al comma 1 sono determinati con decreto del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri degli affari esteri e dell’economia e finanze.

(29) Comma così modificato dall’art. 11, comma 1, lett. a), nn. 1) e 2), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 37 Sicurezza degli uffici degli addetti militari all’estero

 

  1. La sicurezza degli uffici degli addetti militari all’estero è assicurata dall’Arma dei carabinieri ai sensi dell’articolo 158.

 

Art. 38 Gestione del danaro e del materiale

 

  1. Gli uffici degli addetti militari costituiscono distaccamenti dell’ufficio amministrazioni speciali del Ministero della difesa per quanto attiene alla gestione del denaro e del materiale.
  2. La gestione del denaro comprende:
  3. a) spese per il personale;
  4. b) spese per il funzionamento.
  5. La gestione del materiale comprende la custodia, la conservazione e la manutenzione dei beni mobili assegnati per l’uso.

 

Art. 39 Personale

 

  1. Il personale in servizio all’estero ha diritto ogni anno a una licenza ordinaria di trenta giorni lavorativi, nonché a quattro giornate di riposo da fruire nell’anno solare ai sensi e alle condizioni previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937. Le ferie del personale civile del Ministero della difesa in servizio all’estero sono regolate secondo le disposizioni vigenti per il territorio nazionale. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche al personale di cui all’articolo 1808. (30)
  2. Per il personale in servizio nelle sedi disagiate e in quelle particolarmente disagiate, stabilite per il personale del Ministero degli affari esteri ai sensi del comma 1 dell’articolo 144 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, il periodo di licenza ordinaria o di ferie di cui al comma 1 è rispettivamente aumentato di sette e di dieci giorni lavorativi.
  3. Al personale di cui ai commi 1, primo e secondo periodo, e 2 si applicano le stesse norme sul trattamento economico per congedi ordinari o ferie e per rimborso delle relative spese di viaggio vigenti per il personale del Ministero degli affari esteri in servizio all’estero, compreso il periodo di tempo corrispondente ai giorni di viaggio per andata e ritorno dall’Italia, stabilito per il personale del Ministero medesimo ai sensi del comma 3 dell’articolo 180 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. (31)
  4. Al personale di cui al comma 2 del presente articolo si applicano le norme che regolano, per il personale del Ministero degli affari esteri, il computo, ai fini del trattamento di quiescenza, del servizio previsto nelle sedi disagiate e particolarmente disagiate. (32)

[5. Il predetto limite massimo di assenza è aumentato fino a quattro mesi nei casi in cui per infermità il personale non possa essere trasferito senza danno, fermo restando la disposizione di cui al comma 4, lettera a). (33) ]

[6. Alle lavoratrici madri in astensione dal lavoro ai sensi del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché ai lavoratori padri ai sensi della stessa normativa, spetta il seguente trattamento economico:

  1. a) in caso di astensione obbligatoria, l’indennità personale è corrisposta per intero;
  2. b) in caso di astensione facoltativa, l’indennità personale è sospesa. (33)

]

[7. Trascorsi i periodi indicati ai commi 4 e 5, nonché quelli previsti dagli articoli 16, 17 e 21, del testo unico approvato con decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ulteriori assenze del dipendente, pur se consentite dall’attuale ordinamento, comportano la decadenza dall’organico dell’ufficio all’estero. (33) ]

[8. Al personale di cui al comma 2 del presente articolo si applicano le norme che regolano, per il personale del Ministero degli affari esteri, il computo, ai fini del trattamento di quiescenza, del servizio previsto nelle sedi disagiate e particolarmente disagiate. (33) ]

(30) Comma così modificato dall’art. 5, comma 3-ter, lett. a), n. 1), D.L. 6 luglio 2010, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2010, n. 126.

(31) Comma così modificato dall’art. 5, comma 3-ter, lett. a), n. 2), D.L. 6 luglio 2010, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2010, n. 126.

(32) Comma così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(33) Comma abrogato dall’art. 1, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Capo IV

Area tecnico amministrativa

Sezione I

Segretario generale della difesa

Art. 40 Configurazione della carica di Segretario generale della difesa

 

  1. Il Segretario generale della difesa:
  2. a) è ufficiale dell’Esercito italiano, della Marina militare o dell’Aeronautica militare con il grado di generale di corpo d’armata o corrispondente in servizio permanente ovvero dirigente di prima fascia dell’amministrazione pubblica o anche estraneo alla stessa;
  3. b) è nominato, ai sensi dell’articolo 19, comma 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa;
  4. c) dipende direttamente dal Ministro della difesa per le attribuzioni amministrative, e dal Capo di stato maggiore della difesa per le attribuzioni tecnico-operative, ai quali risponde dell’attuazione delle direttive e delle disposizioni ricevute.
  5. Il Segretario generale della difesa, in caso di assenza, impedimento o vacanza della carica, è sostituito dal Vice segretario generale che espleta anche le funzioni di vice direttore nazionale degli armamenti.

 

Art. 41 Attribuzioni del Segretario generale della difesa

 

  1. Il Segretario generale della difesa:
  2. a) predispone, d’intesa con il Capo di stato maggiore della difesa, le proposte di pianificazione annuale e pluriennale generale finanziaria relative all’area industriale, pubblica e privata, di interesse della Difesa;
  3. b) è responsabile, nel quadro della pianificazione generale dello strumento militare, dell’organizzazione e del funzionamento dell’area tecnico-industriale e tecnico-amministrativa della Difesa;
  4. c) esercita le funzioni di Direttore nazionale degli armamenti ed è responsabile delle attività di ricerca e sviluppo, produzione e approvvigionamento dei sistemi d’arma;
  5. d) può delegare competenze nell’area tecnico-amministrativa e nell’area tecnico-industriale in materia di armamenti a un funzionario civile della Difesa oppure a un dirigente proveniente dal settore privato, assunto con contratto a tempo determinato, e nominato ai sensi dell’articolo 19 decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, previa designazione del Segretario generale medesimo.
  6. Le ulteriori specifiche attribuzioni del Segretario generale della difesa in campo nazionale, internazionale e tecnico-scientifico sono disciplinate nel regolamento.

 

Art. 42 Organi di supporto del Segretario generale della difesa

 

  1. Il Segretario generale della difesa per l’esercizio delle sue attribuzioni:
  2. a) ha alle sue dipendenze i direttori generali del Ministero;
  3. b) si avvale di due Vice segretari generali, di cui almeno uno civile e uno, di norma, militare, nominati secondo le procedure previste dall’articolo 19, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sentiti il Capo di stato maggiore della difesa e il Segretario generale della difesa. I vice segretari generali sono scelti, se civili, tra i dirigenti di prima fascia delle amministrazioni dello Stato; se militari, tra gli ufficiali con grado di generale di corpo d’armata, ammiraglio di squadra o generale di squadra aerea in servizio permanente effettivo, appartenenti a Forza armata diversa da quella del Segretario generale. Le funzioni di Vice direttore nazionale degli armamenti sono attribuite dal Segretario generale a uno dei due vice segretari generali; (34)
  4. c) dispone del Segretariato generale della difesa, disciplinato nella sezione II, del presente capo, e nel regolamento.

(34) Lettera così corretta da Comunicato 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 7 settembre 2010, n. 209.

 

Sezione II

Segretariato generale della difesa

Art. 43 Competenze del Segretariato generale della difesa

 

  1. Sono unificate presso il Segretariato generale della difesa le attribuzioni e le attività concernenti la politica industriale e tecnologica, la ricerca e lo sviluppo, nonché le attribuzioni e le attività analoghe svolte da uffici del Ministero della difesa, ivi compresi quelli posti alle dirette dipendenze del Ministro.
  2. Le competenze e l’ordinamento del Segretariato generale della difesa sono disciplinati dall’articolo 106 del regolamento.

 

Art. 44 Registro nazionale delle imprese

 

  1. Presso il Segretariato generale della Difesa, è istituito il registro nazionale delle imprese e consorzi di imprese operanti nel settore della progettazione, produzione, importazione, esportazione, trasferimento intracomunitario, intermediazione, manutenzione e lavorazioni comunque connesse di materiale di armamento, precisate e suddivise secondo le funzioni per le quali l’iscrizione può essere accettata. Copie di tale registro nazionale e dei suoi aggiornamenti sono trasmesse, per i fini della legge 9 luglio 1990, n. 185, ai Ministeri degli affari esteri, dell’interno, dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico. (35)
  2. Solo agli iscritti al registro nazionale possono essere rilasciate le autorizzazioni a iniziare trattative contrattuali e a effettuare operazioni di esportazione, importazione, transito, trasferimento intracomunitario e intermediazione di materiale di armamento. (36)
  3. L’iscrizione al registro di cui al comma 1 tiene luogo dell’autorizzazione di cui all’articolo 28, comma 2, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, fermi restando i requisiti indicati all’articolo 9 della legge 18 aprile 1975, n. 110.
  4. Le domande di iscrizione al registro nazionale sono corredate della documentazione necessaria a comprovare l’esistenza dei requisiti richiesti, secondo le modalità indicate nel regolamento, su cui per tale parte è acquisito il concerto del Ministro degli affari esteri e del Ministro dello sviluppo economico. Le domande sono presentate dalle imprese e dai consorzi di imprese che vi hanno interesse purché in possesso dei seguenti requisiti soggettivi:
  5. a) per le imprese individuali e per le società di persone, la cittadinanza italiana dell’imprenditore o del legale rappresentante, ovvero la residenza in Italia dei suddetti, purché cittadini di Paesi legati all’Italia da un trattato per la collaborazione giudiziaria;
  6. b) per le società di capitali, purché legalmente costituite in Italia e ivi esercitanti attività concernenti materiali soggetti al controllo di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185, la residenza in Italia dei soggetti titolari dei poteri di rappresentanza ai predetti fini, purché cittadini italiani o di Paesi legati all’Italia da un trattato per la collaborazione giudiziaria;
  7. c) per i consorzi di imprese costituiti con la partecipazione di una o più imprese iscritte al registro nazionale, l’assenza di condizioni ostative di cui al comma 8 per le imprese partecipanti e il possesso dei requisiti soggettivi di cui alla lettera b) per il legale rappresentante del consorzio.
  8. Sono iscritti d’ufficio al registro nazionale i consorzi industriali promossi a seguito di specifiche intese intergovernative o comunque autorizzati dai competenti organi dello Stato italiano.
  9. Gli iscritti al registro nazionale comunicano al Ministero della difesa ogni variazione dei soggetti di cui al comma 4, lettere a) e b), e al comma 5, il trasferimento della sede, la istituzione di nuove sedi, la trasformazione o l’estinzione dell’impresa.
  10. Non sono iscrivibili o, se iscritte, decadono dalla iscrizione:
  11. a) le imprese dichiarate fallite;
  12. b) le imprese cui si applicano le norme di sospensione, decadenza e non iscrivibilità stabilite dalla legge 31 maggio 1965, n. 575;
  13. c) le imprese i cui rappresentanti indicati al comma 4, lettere a) e b), sono stati definitivamente riconosciuti come appartenuti o appartenenti ad associazioni segrete ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 gennaio 1982, n. 17, o sono stati condannati ai sensi della legge 20 giugno 1952, n. 645, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, della legge 18 aprile 1975, n. 110, nonché della legge 9 luglio 1990, n. 185;
  14. d) le imprese i cui legali rappresentanti sono stati condannati, con sentenza passata in giudicato, per reati di commercio illegale di materiali di armamento;
  15. e) le imprese che, in violazione del divieto di cui all’articolo 22 della legge 9 luglio 1990, n. 185, assumono con le funzioni ivi elencate, ex dipendenti delle amministrazioni dello Stato prima di tre anni dalla cessazione del loro servizio attivo.
  16. Il verificarsi delle condizioni di cui al comma 7, lettere a), b), c) e d), determina la sospensione o la cancellazione dal registro nazionale, disposta con decreto del Ministro della difesa, da comunicare ai Ministeri di cui al comma 1.
  17. Se è rimosso l’impedimento alla iscrizione, l’impresa può ottenere l’iscrizione stessa o, se cancellata, la reiscrizione nel registro nazionale.
  18. In pendenza dell’accertamento definitivo degli impedimenti di cui al comma 8, l’impresa o il consorzio possono esercitare le normali attività nei limiti delle autorizzazioni concesse e in corso di validità, a eccezione di quelle oggetto di contestazione. A essi non possono essere rilasciate nuove autorizzazioni.
  19. La Commissione per la tenuta del registro nazionale di cui al comma 1, insediata presso il Ministero della difesa, presieduta da un magistrato del Consiglio di Stato, e composta da un rappresentante del Ministero degli affari esteri, del Ministero dell’interno, del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero della difesa e del Ministero dello sviluppo economico, svolge le seguenti funzioni:
  20. a) delibera sulla base dei requisiti di cui al comma 4 in merito alla iscrizione o reiscrizione al registro;
  21. b) provvede alla revisione triennale del registro;
  22. c) fa rapporto all’autorità giudiziaria ai fini dell’applicazione delle sanzioni per illeciti relativi al registro;
  23. d) formula un parere al Ministro per la cancellazione e la sospensione dal registro.
  24. Le modalità per l’iscrizione al registro e le norme relative al funzionamento della commissione, sono disciplinate nel regolamento.
  25. Per l’iscrizione nel registro nazionale gli interessati sono tenuti a versare un contributo annuo nella misura e con le modalità stabiliti con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello il cui contributo si riferisce. (37)

(35) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. a), D.Lgs. 22 giugno 2012, n. 105, a decorrere dal 22 luglio 2012 ai sensi di quanto disposto dal comma 1 dell’art. 10 dello stesso D.Lgs. n. 105/2012.

(36) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. b, D.Lgs. 22 giugno 2012, n. 105, a decorrere dal 22 luglio 2012 ai sensi di quanto disposto dal comma 1 dell’art. 10 dello stesso D.Lgs. n. 105/2012.

(37) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi, per l’anno 2012, il D.M. 28 marzo 2012, per l’anno 2013, il D.M. 10 ottobre 2012, per l’anno 2014, il D.M. 14 febbraio 2014, per l’anno 2015, il D.M. 28 maggio 2015, per l’anno 2016, il D.M. 30 ottobre 2015 e, per l’anno 2017, il D.M. 19 luglio 2016. Per la misura del contributo per gli anni precedenti vedi nota all’art. 17, L. 9 luglio 1990, n. 185.

 

Capo V

Area tecnico industriale

Art. 45 Stabilimenti e arsenali militari

 

  1. Gli stabilimenti e gli arsenali militari, organi di produzione e di lavoro a carattere industriale del Ministero della difesa, per il supporto tecnico e logistico delle Forze armate, assolvono di massima, nei limiti e con le modalità stabilite dalle norme del codice e del regolamento, i seguenti compiti:
  2. a) produzione di mezzi e materiali;
  3. b) riparazioni, manutenzioni e trasformazioni di mezzi e materiali non eseguibili presso gli organi logistici di forza armata;
  4. c) conferimento di commesse esterne, con tutte le conseguenti attività di controllo e collaudo;
  5. d) studio ed esperienze; realizzazione di prototipi;
  6. e) analisi, studio e controllo in materia di costi e prezzi anche ai fini di un’azione calmieratrice dei prezzi di mercato;
  7. f) formazione e aggiornamento ai diversi livelli e per specialità del personale tecnico dipendente dal Ministero della difesa.
  8. Gli stabilimenti e arsenali militari, inoltre, concorrono allo studio, nel rispettivo settore, dello sviluppo di attività industriali di particolare interesse militare e della loro eventuale conversione ai fini della produzione bellica.

2-bis. Gli arsenali e gli stabilimenti militari adibiti allo svolgimento di attività di manutenzione sui mezzi e sugli equipaggiamenti delle Forze armate possono concorrere, all’occorrenza, anche all’espletamento degli interventi manutentivi sui mezzi e sugli equipaggiamenti delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare, con contestuale ristoro dei relativi oneri da parte delle amministrazioni che intendono avvalersi di detti servizi manutentivi e fatte salve le prioritarie esigenze delle Forze armate. (38)

  1. Con decreto del Ministro della difesa sono stabiliti:
  2. a) tipo, finalità, compiti specifici di cui al presente articolo, numero e dislocazione, in relazione alle esigenze delle Forze armate e del progresso scientifico e tecnico;
  3. b) l’ordinamento e la ripartizione interna dei compiti di ciascuno stabilimento e arsenale militare e delle rispettive sezioni staccate.

(38) Comma inserito dall’art. 1, comma 1, lett. d), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 46 Direzione e struttura organizzativa degli stabilimenti e degli arsenali militari

 

  1. Gli enti di cui all’articolo 45 sono retti, a seconda della loro potenzialità, da ufficiali generali o ufficiali superiori, il cui incarico è conferito con decreto ministeriale.
  2. Gli stabilimenti e arsenali militari e le sezioni staccate di tali enti sono strutturati sulla base di una Direzione e di uno o più servizi.
  3. In caso di vacanza, assenza o impedimento del direttore, la reggenza della carica è affidata al vice direttore.
  4. Al funzionamento degli stabilimenti e degli arsenali militari provvede personale militare e civile.
  5. La ripartizione delle dipendenze degli enti di cui al presente articolo è individuata nell’articolo 47.

 

Art. 47 Classificazione degli enti

 

  1. Gli enti dell’area tecnico-industriale e i centri tecnici dell’area tecnico-operativa del Ministero della difesa si distinguono in:
  2. a) enti gestiti dall’Agenzia industrie difesa, denominati unità;
  3. b) enti dipendenti dal Segretariato generale della difesa; (39)
  4. c) enti dipendenti dai Comandi e dagli Ispettorati logistici di Forza armata.
  5. Alla indicazione degli enti da ricomprendere nelle categorie definite dal comma 1 si provvede con decreto del Ministro della difesa.
  6. Gli enti dipendenti dal Segretariato generale sono disciplinati nel regolamento. (40)

(39) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. e), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(40) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. e), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 48 Agenzia industrie difesa

 

  1. L’Agenzia industrie difesa, istituita, nelle forme disciplinate dagli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, con personalità giuridica di diritto pubblico, è posta sotto la vigilanza del Ministro della difesa, per il conseguimento dei suoi specifici obiettivi e missioni, nonché per lo svolgimento dei compiti permanenti così come previsto dall’articolo 12, comma 1, lettera r), della legge 15 marzo 1997, n. 59. Scopo dell’Agenzia è quello di gestire unitariamente le attività delle unità produttive e industriali della difesa indicate con uno o più decreti del Ministro della difesa. L’Agenzia utilizza le risorse finanziarie materiali e umane delle unità dalla stessa amministrate nella misura stabilita dal regolamento di cui al comma 2. (41)
  2. Le norme concernenti l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia sono definite nel regolamento, nel rispetto dell’obiettivo dell’economica gestione e dei principi che regolano la concorrenza e il mercato in quanto applicabili.

(41) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. e), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, dall’art. 10-ter, comma 1, lett. a), D.L. 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2017, n. 123.

 

Art. 49 Enti dipendenti dai comandi e dagli ispettorati logistici di Forza armata

 

  1. La responsabilità della manutenzione e della sperimentazione dei beni funzionali all’impiego dello strumento militare è affidata ai competenti comandi o ispettorati di Forza armata.
  2. Gli enti, di cui al presente articolo, hanno autonomia gestionale nell’ambito dei programmi di lavoro disposti annualmente dagli organi di cui al comma 1, attendono ai compiti relativi alle attività amministrativo-contabili, secondo quanto previsto dalle norme di contabilità generale dello Stato e sono altresì obbligati a provvedere alla tenuta di una contabilità analitica industriale.
  3. I direttori degli enti, al fine di ottimizzare i procedimenti connessi all’attuazione dei programmi di lavoro annuali, provvedono autonomamente sia alle necessarie acquisizioni di beni e servizi sia alla gestione delle risorse disponibili, per il pieno raggiungimento degli obiettivi individuati dai programmi medesimi.
  4. Prima dell’inizio dell’esercizio finanziario, gli enti di cui al presente articolo ricevono il programma di lavoro annuale con l’indicazione delle risorse finanziarie stanziate sui pertinenti capitoli di bilancio.

 

Art. 50 Personale degli enti dipendenti dai comandi e dagli ispettorati logistici di Forza armata

 

  1. Il direttore dell’ente, nominato con decreto del Ministro della difesa, è scelto tra il personale militare con grado non inferiore a colonnello o gradi equipollenti. Il direttore, individuato in relazione alle esperienze maturate nel settore tecnico-industriale, ricopre l’incarico per un periodo di quattro anni, rinnovabile anche per un periodo di tempo inferiore, compatibilmente con le esigenze di impiego della Forza armata di appartenenza e sempre che l’attività svolta risulti adeguata agli obiettivi prefissati.
  2. Il direttore:
  3. a) formula proposte ai fini della predisposizione dei programmi di lavoro;
  4. b) cura l’attuazione dei programmi stessi, anche mediante l’affidamento della gestione di singoli progetti a personale dipendente appositamente incaricato, determinando le risorse occorrenti alla realizzazione di ciascun progetto;
  5. c) esercita i poteri di spesa nei limiti degli stanziamenti assegnati;
  6. d) determina, informandone le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, i criteri generali di organizzazione degli uffici, e definisce, ai sensi delle prescrizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto del personale dipendente dei Ministeri, l’orario di servizio e l’articolazione dell’orario contrattuale di lavoro in relazione alle esigenze funzionali della struttura organizzativa cui è preposto;
  7. e) individua i responsabili dei procedimenti curati dall’ente adottando le conseguenti attività di verifica e controllo.
  8. Il direttore è responsabile dei risultati dell’attività svolta, con particolare riferimento alla corretta gestione delle risorse pubbliche e al raggiungimento degli obiettivi indicati nei programmi di lavoro. A tal fine, si avvale di un apposito sistema informativo-statistico per il controllo interno di gestione dell’ente, con rilevazioni periodiche dei costi, delle attività e dei relativi risultati.
  9. Ferme le vigenti dotazioni organiche, il vice direttore dell’ente dell’area tecnico-industriale, nominato con decreto del Ministro della difesa, è scelto nell’ambito dei funzionari civili della Difesa in possesso di esperienza nel settore tecnico-industriale e di adeguata qualifica funzionale o dirigenziale; l’incarico può anche essere conferito a personale dell’Amministrazione pubblica ovvero estraneo alla stessa se in possesso di analoga esperienza e con precedenti incarichi di dirigenza aziendale.
  10. Il vice direttore coadiuva il direttore nell’esplicazione dei suoi compiti e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento in tutte le sue attribuzioni; dirige i servizi posti alle proprie dipendenze; ha la reggenza dell’ente in caso di vacanza; provvede a gestire i singoli progetti affidatigli dal direttore.

 

Art. 51 Norme comuni agli enti dell’area tecnico-industriale

 

  1. Con uno o più decreti il Ministro della difesa provvede:
  2. a) di concerto con i Ministri della pubblica amministrazione e innovazione e dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, alla riorganizzazione connessa all’espletamento delle attività di competenza di ciascun ente di cui all’articolo 47, comma 1, lettere b) e c), nonché alla definizione di specifici settori d’intervento degli enti di cui all’articolo 47, comma 1, lettera b), eventualmente procedendo ad accorpamenti, trasformazioni, concentrazioni di processi produttivi e riconversioni industriali, con ricorso anche a una unica gestione se l’autonomia di singole strutture non risulta funzionalmente utile e conveniente;
  3. b) di concerto con i Ministri della pubblica amministrazione e innovazione e dell’economia e delle finanze, alla indicazione degli enti di cui all’articolo 47, comma 1, lettera b), che, in relazione agli obiettivi di produttività ed economicità, sono da dismettere, anche ai sensi dell’articolo 4, comma 3, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, ovvero da trasformare, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, in aziende a ordinamento autonomo, ai sensi e nel termine dell’articolo 12, comma 1, lettera g) della legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificato dall’articolo 7, comma 1, lettera i), della legge 15 maggio 1997, n. 127. Il relativo ordinamento è definito, per ciascuna azienda, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
  4. Relativamente agli aspetti del personale dipendente degli enti di cui all’articolo 47, correlati alle procedure di ristrutturazione di cui al presente articolo, si applicano le disposizioni previste dal capo I del titolo II del libro V del presente codice.

 

Capo VI

Giustizia militare

Sezione I

Ordinamento giudiziario militare

Art. 52 Magistrati militari

 

  1. I magistrati militari sono distinti secondo le funzioni esercitate e sono equiparati ai corrispondenti magistrati ordinari.
  2. Le funzioni giudicanti sono:
  3. a) di primo grado (giudice presso il Tribunale militare e presso l’Ufficio militare di sorveglianza);
  4. b) di secondo grado (giudice presso la Corte militare di appello);
  5. c) semidirettive di primo grado (presidente di sezione presso il Tribunale militare);
  6. d) semidirettive di secondo grado (presidente di sezione della Corte militare di appello);
  7. e) direttive di primo grado (presidente del Tribunale militare);
  8. f) direttive elevate di primo grado (presidente del Tribunale militare di sorveglianza);
  9. g) direttive di secondo grado (presidente della Corte militare di appello).
  10. Le funzioni requirenti sono:
  11. a) di primo grado (sostituto procuratore militare);
  12. b) di secondo grado (sostituto procuratore generale militare presso la Corte militare di appello);
  13. c) di legittimità (sostituto procuratore generale militare presso la Procura generale militare presso la Corte di Cassazione);
  14. d) semidirettive di secondo grado (avvocato generale militare presso la Corte militare di appello);
  15. e) direttive di primo grado (procuratore militare della Repubblica presso il Tribunale militare);
  16. f) direttive di secondo grado (procuratore generale militare presso la Corte militare di appello);
  17. g) direttive superiori requirenti di legittimità (procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione).
  18. Lo stato giuridico, le garanzie d’indipendenza, l’avanzamento e il trattamento economico dei magistrati militari sono regolati dalle disposizioni in vigore per i magistrati ordinari, in quanto applicabili. Ai fini dell’anzianità, è valutato anche il servizio prestato presso altre magistrature. (42)

(42) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. f), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 53 Requisiti e criteri per il conferimento delle funzioni

 

  1. Per il conferimento delle funzioni di cui all’articolo 52, commi 2, lettera a) e 3, lettera a) è richiesta almeno la delibera di conferimento delle funzioni giurisdizionali al termine del periodo di tirocinio.
  2. Per il conferimento delle funzioni di cui all’articolo 52, commi 2, lettere b) e c), e 3, lettera b) è richiesto il conseguimento almeno della seconda valutazione di professionalità.
  3. Per il conferimento delle funzioni di cui all’articolo 52, commi 2, lettera e) e 3, lettera e) è richiesto il conseguimento almeno della terza valutazione di professionalità.
  4. Per il conferimento delle funzioni di cui all’articolo 52, commi 2, lettere d) ed f), e 3, lettere c) e d), è richiesto il conseguimento almeno della quarta valutazione di professionalità.
  5. Per il conferimento delle funzioni di cui all’articolo 52, commi 2, lettera g) e 3, lettera f) è richiesto il conseguimento almeno della quinta valutazione di professionalità.
  6. Per il conferimento delle funzioni di cui all’articolo 52, comma 3, lettera g), è richiesto il conseguimento almeno della sesta valutazione di professionalità; il magistrato, alla data della vacanza del posto da coprire, deve avere esercitato, per almeno quattro anni, funzioni direttive giudicanti o requirenti di primo o di secondo grado o funzioni requirenti di legittimità.

 

Art. 54 Tribunale militare

 

  1. Il Tribunale militare è formato:
  2. a) da un magistrato militare in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 53, comma 3, che lo presiede;
  3. b) da più magistrati militari in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 53, comma 1, e da almeno un magistrato militare in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 53, comma 2.
  4. Il Tribunale militare giudica con l’intervento:
  5. a) del presidente del Tribunale militare o del presidente di sezione del Tribunale militare che lo presiedono; in caso di impedimento del presidente giudica con l’intervento di un magistrato militare in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 53, comma 2, con funzioni di presidente;
  6. b) di un magistrato militare in possesso dei requisiti previsti dal comma 1, lettera b), con funzioni di giudice;
  7. c) di un militare dell’Esercito italiano, della Marina militare, dell’Aeronautica militare, dell’Arma dei Carabinieri o della Guardia di finanza di grado pari a quello dell’imputato e comunque non inferiore al grado di ufficiale, estratto a sorte, con funzioni di giudice. Nessun ufficiale può esimersi dall’assumere ed esercitare le funzioni di giudice. Non possono comunque essere destinati a tali funzioni:

1) gli ufficiali che svolgono incarichi di Ministro o Sottosegretario di Stato;

2) il Capo di stato maggiore della difesa;

3) il Segretario generale della difesa;

4) i Capi di stato maggiore delle Forze armate e i Comandanti generali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza;

5) il Direttore generale per il personale militare. (43)

  1. L’estrazione a sorte dei giudici di cui al comma 2, lettera c), si effettua tra gli ufficiali, aventi il grado richiesto, che prestano servizio nella circoscrizione del Tribunale militare.
  2. Le estrazioni a sorte, previo avviso affisso in apposito albo, sono effettuate, nell’aula di udienza aperta al pubblico, dal presidente, alla presenza del pubblico ministero, con l’assistenza di un ausiliario, che redige verbale.
  3. I giudici estratti a sorte durano in funzione due mesi e proseguono nell’esercizio delle funzioni sino alla conclusione dei dibattimenti in corso.
  4. L’estrazione a sorte avviene ogni sei mesi, distintamente per ognuno dei bimestri successivi. Sono estratti, per ogni giudice, due supplenti.

(43) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 55 Circoscrizioni territoriali

 

  1. I Tribunali militari e le Procure militari sono tre e hanno sede in Verona, Roma e Napoli.
  2. Il Tribunale militare e la Procura militare di Verona hanno competenza in ordine ai reati militari commessi nelle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna.
  3. Il Tribunale militare e la Procura militare di Roma hanno competenza in ordine ai reati militari commessi nelle regioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Sardegna.
  4. Il Tribunale militare e la Procura militare di Napoli hanno competenza in ordine ai reati militari commessi nelle regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

 

Art. 56 Tribunale e Ufficio militare di sorveglianza

 

  1. Il Tribunale militare di sorveglianza, con sede in Roma e giurisdizione su tutto il territorio nazionale, si compone di tutti i magistrati militari di sorveglianza e di esperti nominati dal Consiglio della magistratura militare, su proposta motivata del presidente del Tribunale militare di sorveglianza.
  2. I provvedimenti del Tribunale militare di sorveglianza sono adottati:
  3. a) da un collegio composto dal presidente, magistrato militare in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 4, o, in sua assenza o impedimento, dal magistrato militare di sorveglianza che lo segue per anzianità nel ruolo;
  4. b) da un magistrato militare di sorveglianza almeno in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 1;
  5. c) da due fra gli esperti di cui al comma 1.
  6. L’Ufficio militare di sorveglianza ha sede in Roma e ha giurisdizione su tutto il territorio nazionale; al suddetto Ufficio sono assegnati magistrati militari di sorveglianza, in possesso almeno dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 1.
  7. I magistrati militari che esercitano le funzioni di sorveglianza non devono essere adibiti ad altre funzioni giudiziarie.
  8. Con decreto del presidente della Corte militare d’appello può essere temporaneamente destinato a esercitare le funzioni del magistrato militare di sorveglianza mancante o impedito un magistrato militare, in possesso almeno dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 1.

 

Art. 57 Corte militare di appello

 

  1. La Corte militare d’appello, con sede in Roma, giudica sull’appello proposto avverso i provvedimenti emessi dai Tribunali militari.
  2. La Corte militare d’appello è formata:
  3. a) da un magistrato militare in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 5, che la presiede;
  4. b) da magistrati militari in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 4;
  5. c) da magistrati militari in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 2.
  6. Le sezioni della Corte sono formate:
  7. a) da un magistrato militare in possesso almeno dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 4, che la presiede;
  8. b) da magistrati militari in possesso almeno dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 2.
  9. La Corte militare d’appello giudica con l’intervento:
  10. a) del presidente della Corte militare di appello o della sezione o, in caso di impedimento, di un magistrato militare almeno in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 2, con funzioni di presidente;
  11. b) di due magistrati militari in possesso almeno dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 2, con funzioni di giudice; (44)
  12. c) di due militari dell’Esercito italiano, della Marina militare, dell’Aeronautica militare, dell’Arma dei Carabinieri o della Guardia di finanza, di grado pari a quello dell’imputato e, comunque, non inferiore a tenente colonnello, estratti a sorte, con funzioni di giudice. Nessun ufficiale può esimersi dall’assumere ed esercitare le funzioni di giudice. Non possono comunque essere destinati a tali funzioni:

1) gli ufficiali che svolgono incarichi di Ministro o Sottosegretario di Stato;

2) il Capo di stato maggiore della difesa;

3) il Segretario generale della difesa;

4) i Capi di stato maggiore delle Forze armate e i Comandanti generali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza;

5) il Direttore generale per il personale militare. (45)

  1. Le estrazioni a sorte e la durata in funzione dei giudici appartenenti alle Forze armate sono regolate dalle norme stabilite per i Tribunali militari.

(44) Lettera così sostituita dall’art. 1, comma 1, lett. h), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(45) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. h), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 58 Uffici del pubblico ministero

 

  1. La Procura generale militare presso la Corte di Cassazione è composta:
  2. a) dal procuratore generale militare della Repubblica, magistrato militare con funzioni direttive superiori requirenti di legittimità, scelto tra i magistrati in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 6;
  3. b) da due sostituti procuratori generali militari, magistrati militari in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 4.
  4. La Procura generale militare presso la Corte militare di appello è composta:
  5. a) da un procuratore generale militare della Repubblica, magistrato militare in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 5;
  6. b) da un avvocato generale militare, magistrato militare in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 4;
  7. c) da sostituti procuratori generali militari, magistrati militari in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 2.
  8. La Procura militare presso il Tribunale militare è composta:
  9. a) da un procuratore militare della Repubblica, magistrato militare in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 3;
  10. b) da sostituti procuratori militari della Repubblica, magistrati militari in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, comma 1.

 

Art. 59 Ruolo organico dei magistrati militari

 

  1. Il ruolo organico dei magistrati militari è fissato in cinquantotto unità.
  2. Alla formazione delle piante organiche degli uffici giudiziari militari si provvede con decreto del Ministro della difesa, su proposta del Consiglio della magistratura militare.

 

Sezione II

Consiglio della magistratura militare

Art. 60 Composizione del Consiglio della magistratura militare

 

  1. Il Consiglio della magistratura militare ha sede in Roma ed è composto da:
  2. a) il primo presidente della Corte di Cassazione, che lo presiede;
  3. b) il procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione;
  4. c) due componenti eletti dai magistrati militari;
  5. d) un componente estraneo alla magistratura militare, scelto d’intesa tra i Presidenti delle due Camere, fra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio professionale, che assume le funzioni di vice presidente del Consiglio. Quest’ultimo componente non può esercitare attività professionale suscettibile di interferire con le funzioni della magistratura militare né può esercitare attività professionale nell’interesse o per conto, ovvero contro l’amministrazione militare.
  6. Ferma restando la dotazione organica di cui all’articolo 59, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, i magistrati militari componenti elettivi del Consiglio della magistratura militare sono collocati fuori ruolo per la durata del mandato e il posto di organico è reso indisponibile per la medesima durata.
  7. L’attività e l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio sono promosse dal presidente, sostituito, in caso di impedimento, dal vice presidente.

 

Art. 61 Principi generali in materia di attribuzioni e funzionamento del Consiglio della magistratura militare

 

  1. Il Consiglio ha, per i magistrati militari, le stesse attribuzioni previste per il Consiglio superiore della magistratura, ivi comprese quelle concernenti i procedimenti disciplinari, sostituiti al Ministro della giustizia e al procuratore generale presso la Corte di Cassazione, rispettivamente, il Ministro della difesa e il procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione.
  2. Le deliberazioni del Consiglio sono adottate a maggioranza e per la loro validità è necessaria la presenza di almeno tre componenti, di cui uno elettivo. A parità di voti prevale il voto del presidente.
  3. Il Consiglio dura in carica quattro anni.

 

Art. 62 Attribuzioni generali del Consiglio della magistratura militare

 

  1. Il Consiglio della magistratura militare delibera:
  2. a) sulle assunzioni della magistratura militare, sull’assegnazione di sedi e di funzioni, sui trasferimenti, sulle promozioni e su ogni altro provvedimento di stato riguardante i magistrati militari;
  3. b) sulle sanzioni disciplinari a carico dei magistrati militari, in esito a procedimenti promossi dal Ministro della difesa o dal procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione;
  4. c) sul conferimento ai magistrati militari di incarichi extragiudiziari;
  5. d) su ogni altra materia a esso attribuita dalla legge.
  6. Tutti i provvedimenti riguardanti i magistrati militari sono adottati, in conformità delle deliberazioni del Consiglio, con decreto del Ministro della difesa, fatta salva l’applicazione dell’articolo 1, lettera f), della legge 12 gennaio 1991, n. 13.
  7. Il Consiglio, inoltre:
  8. a) esprime pareri e può far proposte al Ministro della difesa sulle modificazioni delle circoscrizioni giudiziarie militari e su tutte le materie riguardanti l’organizzazione o il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia militare;
  9. b) dà pareri su disegni di legge concernenti le materie di cui ai commi 1 e 3 e su ogni altro oggetto concernente tali materie;
  10. c) verifica i titoli di ammissione dei magistrati eletti e decide sui reclami e sui ricorsi relativi alla eleggibilità e alle operazioni elettorali. Verifica i requisiti di ammissione del componente scelto dai Presidenti delle due Camere e, se ne ravvisa la mancanza, ne dà comunicazione ai Presidenti stessi, salvi i provvedimenti interni di competenza del Consiglio;
  11. d) disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento (46).
  12. Sulle materie di competenza del Consiglio, il Ministro della difesa può avanzare proposte o proporre osservazioni.
  13. Il Ministro della difesa può intervenire alle adunanze del Consiglio se ne è richiesto dal presidente o se lo ritiene opportuno per fare comunicazioni o per dare chiarimenti. Egli, tuttavia, non può essere presente alle deliberazioni.

(46) Per l’approvazione del regolamento interno di cui alla presente lettera vedi la Deliberazione 16 febbraio 2016, n. 5649.

 

Art. 63 Attribuzioni del Consiglio in materia di assunzioni nella magistratura militare

 

  1. Il Consiglio della magistratura militare provvede alle assunzioni dei magistrati militari avvalendosi di commissioni da esso nominate. Le commissioni esaminatrici dei concorsi per uditore giudiziario militare formano le graduatorie, che sono pubblicate nel Bollettino ufficiale del Ministero della difesa e comunicate agli interessati. Delle commissioni di concorso possono far parte anche magistrati componenti del Consiglio.
  2. Il Consiglio, esaminati gli atti e gli eventuali reclami proposti dal Ministro della difesa e dagli interessati entro trenta giorni, rispettivamente, dalla pubblicazione o dalla comunicazione predette, approva o modifica la graduatoria.

 

Art. 64 Attribuzioni del Consiglio in materia di conferimento di uffici direttivi e valutazione per la nomina

 

  1. Sul conferimento degli uffici direttivi e sulla valutazione per la nomina alle funzioni di legittimità il Consiglio della magistratura militare delibera su proposta di una commissione, nominata all’inizio del quadriennio e per l’intera durata dello stesso, formata da tre dei suoi componenti, di cui uno elettivo.
  2. Per il conferimento degli uffici direttivi la proposta è formulata dalla commissione di concerto con il Ministro della difesa.

 

Art. 65 Attribuzioni del Consiglio in materia di ispezioni

 

  1. Il Consiglio della magistratura militare, per accertare l’efficienza e la regolarità dei servizi e per esigenze relative all’esercizio delle funzioni a esso attribuite, dispone ispezioni negli Uffici giudiziari militari.
  2. L’incarico ispettivo è conferito, di volta in volta, con durata determinata, a uno o più componenti del Consiglio. Esso è incompatibile con l’esercizio delle funzioni giudiziarie presso l’organo giudiziario sottoposto all’ispezione.
  3. Il magistrato militare che ha eseguito l’ispezione non partecipa alle deliberazioni del Consiglio su illeciti disciplinari rilevati nell’ispezione.
  4. Il Ministro della difesa può in ogni tempo disporre ispezioni negli uffici giudiziari militari, richiedendo al Consiglio la nomina di ispettori.

 

Art. 66 Attribuzioni del presidente e del vice presidente

 

  1. Il presidente del Consiglio della magistratura militare:
  2. a) indice le elezioni dei componenti elettivi, alle quali partecipano tutti i magistrati con esclusione solo di quelli sospesi dalle funzioni;
  3. b) convoca il Consiglio di sua iniziativa o a richiesta di almeno tre componenti, entro quindici giorni dalla richiesta;
  4. c) comunica al Ministro della difesa le date di convocazione e l’ordine del giorno delle sedute del Consiglio;
  5. d) esercita le altre attribuzioni indicate dalla legge.
  6. Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento.

 

Art. 67 Disposizioni in materia di procedimento disciplinare

 

  1. Il procedimento disciplinare nei confronti dei magistrati militari è regolato dalle norme in vigore per i magistrati ordinari. Il procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione esercita le funzioni di pubblico ministero e non partecipa alle deliberazioni.
  2. L’azione disciplinare nei confronti dei giudici militari appartenenti alle Forze armate è esercitata dal Ministro della difesa o dal procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione. Si applicano a questi ultimi le disposizioni del comma 1 e dell’articolo 61, comma 1.

 

Art. 68 Stato giuridico del componente non togato

 

  1. Per quanto concerne lo stato giuridico del componente non togato del Consiglio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della legge 24 marzo 1958, n. 195. Il trattamento economico di tale componente è stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, avuto riguardo alle incompatibilità, ai carichi di lavoro e alle indennità dei componenti del Consiglio superiore della magistratura eletti dal Parlamento.

 

Art. 69 Elezioni del Consiglio della magistratura militare

 

  1. All’elezione dei componenti di cui all’articolo 60, comma 1, lettera c), che si svolge in un’unica tornata, partecipano tutti i magistrati militari, con voto diretto, personale e segreto.
  2. Non sono eleggibili e non possono votare esclusivamente i magistrati sospesi dalle funzioni. Ciascun elettore può votare per un solo componente. I voti espressi in eccedenza sono nulli.
  3. Per l’elezione dei componenti di cui alla citata lettera c) è istituito presso il Consiglio della magistratura militare l’ufficio elettorale presieduto dal procuratore generale presso la Corte militare di appello e composto dai due magistrati militari in possesso dei requisiti di cui all’articolo 53, commi 1 e 2, più anziani in ruolo.
  4. Le elezioni sono indette con decreto del presidente del Consiglio della magistratura militare da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale almeno trenta giorni prima della data stabilita. Esse si tengono in due giorni consecutivi, di cui uno festivo, dalle ore 9 alle ore 16.
  5. Le schede elettorali sono preventivamente firmate dai componenti dell’ufficio elettorale e sono riconsegnate chiuse dall’elettore.
  6. Ultimate le votazioni, l’ufficio elettorale procede immediatamente allo spoglio delle schede e proclama eletti i magistrati che hanno riportato il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto il più anziano di età.
  7. L’ufficio elettorale decide a maggioranza sulle contestazioni sorte durante le operazioni di voto, nonché su quelle relative alla validità delle schede, dandone atto nel verbale delle operazioni elettorali.
  8. I reclami relativi alle operazioni elettorali sono proposti al Consiglio della magistratura militare e devono pervenire all’ufficio di segreteria entro il quindicesimo giorno successivo alla proclamazione dei risultati. Essi non hanno effetto sospensivo. Il Consiglio decide nella sua prima seduta.
  9. I componenti eletti, che nel corso del quadriennio di durata del Consiglio della magistratura militare perdono i requisiti di eleggibilità o cessano dal servizio per qualsiasi causa, sono sostituiti, per il restante periodo, dai magistrati che seguono gli eletti per il maggior numero di suffragi ottenuti.

 

Art. 70 Inizio del funzionamento e cessazione del mandato del Consiglio

 

  1. La durata del Consiglio della magistratura militare si computa dal giorno dell’insediamento.
  2. Il Consiglio scade al termine del quadriennio. Tuttavia, fino a quando non è insediato il nuovo Consiglio, continua a funzionare quello precedente.

 

Art. 71 Ufficio di segreteria del Consiglio

 

  1. Presso il Consiglio della magistratura militare è costituito un ufficio di segreteria il cui organico è determinato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero della difesa.
  2. Presso l’ufficio di segreteria sono custoditi i documenti personali riguardanti i magistrati militari.
  3. I magistrati militari componenti dell’ufficio di segreteria continuano a esercitare le loro funzioni giudiziarie. Se richiesti, assistono alle riunioni del Consiglio.

 

Art. 72 Applicabilità di norme previste per il Consiglio superiore della magistratura

 

  1. Per tutto ciò che non è diversamente regolato dal presente codice, si osservano, in quanto applicabili, le norme previste per il Consiglio superiore della magistratura, in particolare sostituiti al Ministro e al Ministero della giustizia, rispettivamente il Ministro e il Ministero della difesa.

 

Sezione III

Disciplina del concorso in magistratura militare

Art. 73 Concorsi

 

  1. Alla magistratura militare si accede mediante concorso pubblico per titoli per la nomina a magistrato militare, al quale possono partecipare soltanto i magistrati ordinari che non hanno superato il quarantesimo anno di età, salve le elevazioni previste dall’ordinamento. Le modalità della domanda di ammissione, il termine per la sua presentazione, i casi di esclusione dal concorso, i criteri di valutazione dei titoli da parte della commissione esaminatrice, nonché le modalità di approvazione della relativa graduatoria e di nomina dei vincitori sono stabilite con apposito decreto del Ministro della difesa, previa delibera del Consiglio della magistratura militare.
  2. Entro due mesi dal termine di conclusione del concorso per titoli riservato ai magistrati ordinari, nel perdurare di vacanze organiche, il Ministro della difesa, su delibera del Consiglio della magistratura militare, provvede a bandire con decreto il successivo concorso pubblico per esami tra i soggetti di cui alle lettere h), i) e l), dell’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160. Con lo stesso decreto del Ministro della difesa sono individuati:
  3. a) i punti a disposizione nella valutazione delle prove e i criteri di assegnazione da parte dei membri della commissione degli stessi punti, per ciascuna prova scritta e orale;
  4. b) le ulteriori norme utili allo svolgimento del concorso.

 

Art. 74 Concorso per esami

 

  1. Il concorso per esami di cui all’articolo 73, comma 2, ha luogo in Roma.
  2. La commissione esaminatrice è nominata dal Ministro della difesa, su proposta del Consiglio della magistratura militare, ed è composta da cinque membri scelti fra magistrati, sia ordinari sia militari e professori delle facoltà di giurisprudenza. Con lo stesso decreto possono essere nominati, altresì, membri supplenti. Le funzioni di segretario sono esercitate da un funzionario di cancelleria, appartenente ai ruoli del Ministero della difesa.
  3. L’esame consiste:
  4. a) in una prova scritta su ciascuna delle seguenti materie:

1) diritto penale militare;

2) diritto penale;

3) diritto civile;

  1. b) in una prova orale su ciascuna delle materie indicate alla lettera a) e inoltre sulle seguenti materie:

1) procedura penale e procedura penale militare;

2) diritto romano;

3) diritto amministrativo;

4) diritto costituzionale.

  1. Per essere ammessi alla prova orale occorre avere riportato non meno di sei decimi in ciascuna materia della prova scritta.
  2. Sono dichiarati idonei coloro che hanno riportato una media non inferiore a sette decimi nell’insieme delle prove scritte e orali e non meno di sei decimi in ciascuna materia della prova scritta e della prova orale.
  3. Non sono ammessi al concorso coloro che in due concorsi precedenti non sono stati dichiarati idonei.
  4. La commissione procede alla classifica dei concorrenti secondo il numero totale dei voti riportati.
  5. A parità di voti sono preferiti nell’ordine seguente:
  6. a) gli insigniti di medaglia al valore militare;
  7. b) i mutilati o invalidi di guerra, riconosciuti idonei al servizio;
  8. c) i feriti in combattimento e i mutilati e invalidi di guerra, riconosciuti idonei al servizio;
  9. d) gli insigniti di croce di guerra o di altra attestazione speciale di merito di guerra;
  10. e) gli orfani di guerra e i figli degli invalidi di guerra;
  11. f) coloro che hanno prestato servizio militare come combattenti;
  12. g) coloro che hanno prestato lodevole servizio, a qualunque titolo, presso l’amministrazione militare;
  13. h) i più anziani di età.
  14. I primi classificati, entro i limiti dei posti messi a concorso, sono assunti in servizio con decreto ministeriale, a titolo di prova, con la qualifica di magistrati militari in tirocinio.
  15. Le ulteriori norme utili per lo svolgimento del concorso sono stabilite, volta per volta, con lo stesso decreto ministeriale che indice il concorso.

 

Art. 75 Tirocinio e nomina

 

  1. I magistrati militari di cui all’articolo 74 sono destinati, con decreto ministeriale, agli uffici giudiziari militari per compiervi il prescritto tirocinio, che non può essere inferiore a sei mesi.
  2. Trascorso positivamente il periodo minimo di prova, il Consiglio della magistratura militare delibera in ordine alla nomina a magistrato militare e al conferimento delle funzioni giudiziarie militari, sulla base dei pareri formulati dai capi degli uffici dove i magistrati militari hanno prestato il tirocinio.

 

Sezione IV

Ordinamento penitenziario militare

Art. 76 Applicabilità delle disposizioni dell’ordinamento penitenziario comune

 

  1. Per gli stabilimenti militari di pena e per l’espiazione delle pene detentive militari, se non è espressamente o diversamente previsto dalle disposizioni del presente codice o da altre norme penali militari, si applicano le disposizioni dell’ordinamento penitenziario comune, sostituite, se necessario, le autorità competenti ordinarie con quelle militari.

 

Art. 77 Disposizioni interne di servizio per gli stabilimenti militari di pena

 

  1. Il Ministro della difesa, con proprio decreto, stabilisce le norme interne di servizio per gli stabilimenti militari di pena.
  2. Con il citato decreto, oltre alle modalità di trattamento e alla disciplina del personale detenuto, sono, in ogni caso, regolamentate le seguenti materie:
  3. a) gli orari di apertura e chiusura degli stabilimenti militari di pena;
  4. b) gli orari relativi all’organizzazione della vita quotidiana della popolazione detenuta;
  5. c) le modalità relative allo svolgimento dei vari servizi predisposti per i detenuti;
  6. d) gli orari di permanenza nei locali comuni;
  7. e) gli orari, i turni e le modalità di permanenza all’aperto;
  8. f) i tempi e le modalità particolari per i colloqui, la corrispondenza e le comunicazioni anche telefoniche;
  9. g) le affissioni consentite e le relative modalità;
  10. h) i giochi consentiti;
  11. i) l’importo della retribuzione dovuta ai detenuti militari assegnati al lavoro.
  12. Ferme restando le attribuzioni del Tribunale e dell’Ufficio militare di sorveglianza, le materie non disciplinate dal citato decreto del Ministro della difesa o quelle che necessitano, per l’esecuzione, di specifiche direttive, sono demandate alla competenza di ciascun comandante degli stabilimenti militari di pena, secondo le modalità indicate nello stesso decreto del Ministro della difesa.

 

Art. 78 Stabilimenti militari di pena

 

  1. Gli stabilimenti militari di pena si distinguono in:
  2. a) carceri giudiziarie militari;
  3. b) reclusori militari.

 

Art. 79 Visite dei parlamentari

 

  1. Per le visite dei parlamentari negli stabilimenti militari di pena si applicano le speciali disposizioni previste dal titolo III del libro II.

 

Art. 80 Detenuti custoditi nelle carceri giudiziarie militari

 

  1. Nelle carceri giudiziarie militari sono custoditi i militari detenuti in attesa di giudizio, a disposizione dell’autorità giudiziaria militare od ordinaria.
  2. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 79, comma 2, della legge 1°(gradi) aprile 1981, n. 121.

 

Art. 81 Separazione dei detenuti secondo il grado

 

  1. Nelle carceri giudiziarie militari, gli ufficiali sono tenuti separati dai sottufficiali e questi ultimi dai graduati e militari di truppa.
  2. Gli ufficiali sono tenuti separati fra loro, secondo il grado che rivestono.

 

Art. 82 Reclusori militari

 

  1. I reclusori militari sono istituiti per custodirvi i militari che espiano la pena della reclusione militare o, a loro richiesta, le pene detentive comuni; resta fermo quanto disposto dall’articolo 79, comma 1, della legge 1°(gradi) aprile 1981, n. 121.
  2. Gli ufficiali che non hanno perduto il grado per effetto della condanna scontano la pena della reclusione militare in locali diversi da quelli destinati agli altri militari.

 

Art. 83 Degradazione

 

  1. Se la condanna pronunciata dal giudice militare a carico di militari detenuti in un carcere giudiziario militare importa la degradazione, il procuratore militare competente dà comunicazione della sentenza al Ministero della giustizia, perché venga indicato in quale stabilimento di pena il condannato deve essere tradotto.
  2. Se la condanna che importa la degradazione è stata pronunciata da un giudice diverso da quello militare, il magistrato competente per l’esecuzione trasmette al comandante del carcere giudiziario militare, nel quale il condannato si trova detenuto, l’ordine di scarcerazione e quello di traduzione allo stabilimento al quale il condannato è assegnato.
  3. Immediatamente prima di effettuare la traduzione allo stabilimento a cui il condannato è stato assegnato, il procuratore militare della Repubblica competente o, nel caso previsto dal comma 2, il magistrato competente per l’esecuzione, richiede all’autorità amministrativa militare competente l’esecuzione della degradazione.

 

Art. 84 Esercizio e pratiche di culto negli stabilimenti militari di pena

 

  1. Per l’esercizio e le pratiche di culto negli stabilimenti militari di pena si applicano i principi dell’ordinamento penitenziario comune e, in quanto compatibili, le relative disposizioni regolamentari di esecuzione.
  2. In ogni stabilimento militare di pena è istituito un oratorio per il culto cattolico, il cui esercizio è affidato alle cure di un cappellano militare.

 

Art. 85 Lavoro dei militari detenuti

 

  1. I detenuti militari in espiazione di pena sono occupati giornalmente con istruzioni civili e militari, e assegnati, a seconda delle loro attitudini, ai lavori organizzati a tal fine dal comando degli stabilimenti militari di pena.
  2. Ai detenuti militari compete una retribuzione nella misura stabilita dal decreto del Ministro della difesa di cui all’articolo 77. Sulla specifica materia è necessario il concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
  3. Gli ufficiali e sottufficiali detenuti sono di norma adibiti a lavori d’ufficio o ad altri lavori per i quali hanno particolare attitudine.
  4. All’eventuale indennizzo da corrispondersi ai militari detenuti nel caso di infortunio sul lavoro, si provvede in virtù delle disposizioni di legge o regolamentari vigenti al momento del fatto.

 

Art. 86 Cassa militare delle ammende

 

  1. Presso il Comando degli stabilimenti militari di pena è istituita una cassa militare delle ammende, nella quale sono versate le somme dovute secondo le disposizioni della legge penale militare.
  2. Le somme come sopra versate sono destinate, in relazione ai condannati militari, a scopi analoghi a quelli indicati nelle disposizioni di ordinamento penitenziario comune.
  3. Il funzionamento della predetta cassa, la gestione dei fondi relativi e le loro erogazioni sono disciplinate con il decreto del Ministro della difesa di cui all’articolo 77. Sulla specifica materia è necessario il concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

 

Titolo IV

Forze armate

Capo I

Disposizioni comuni

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 87 Definizione

 

  1. Le Forze armate sono al servizio della Repubblica.
  2. L’ordinamento e l’attività delle Forze armate, conformi agli articoli 11 e 52 della Costituzione, sono disciplinati dal codice e dal regolamento.
  3. Le Forze armate sono organizzate su base obbligatoria e su base professionale, secondo quanto previsto dal presente codice.

 

Art. 88 Principi in materia di organizzazione

 

  1. Lo strumento militare è volto a consentire la permanente disponibilità di strutture di comando e controllo di Forza armata e interforze, facilmente integrabili in complessi multinazionali, e di unità terrestri, navali e aeree di intervento rapido, preposte alla difesa del territorio nazionale e delle vie di comunicazione marittime e aeree; è finalizzato, altresì, alla partecipazione a missioni anche multinazionali per interventi a supporto della pace.
  2. Le predisposizioni di mobilitazione, occorrenti ai fini di cui al comma 1, sono limitate al completamento dei comandi, enti e unità in vita.

 

Art. 89 Compiti delle Forze armate

 

  1. Compito prioritario delle Forze armate è la difesa dello Stato.
  2. Le Forze armate hanno altresì il compito di operare al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, in conformità alle regole del diritto internazionale e alle determinazioni delle organizzazioni internazionali delle quali l’Italia fa parte.
  3. Le Forze armate concorrono alla salvaguardia delle libere istituzioni e svolgono compiti specifici in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza.
  4. In caso di conflitti armati e nel corso delle operazioni di mantenimento e ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale i comandanti delle Forze armate vigilano, in concorso, se previsto, con gli organismi internazionali competenti, sull’osservanza delle norme di diritto internazionale umanitario.

 

Art. 90 Funzioni di polizia militare

 

  1. La polizia militare è costituita dal complesso delle attività volte a garantire le condizioni generali di ordine e sicurezza delle Forze Armate sul territorio nazionale e all’estero. A tale scopo gli organi di polizia militare vigilano sull’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle disposizioni dell’autorità militare attinenti all’attività da loro svolta. Gli organi di polizia militare esercitano, inoltre, un’azione di contrasto, di natura tecnico-militare, delle attività dirette a ledere il regolare svolgimento dei compiti delle Forze armate.
  2. Le funzioni di polizia militare, svolte in via esclusiva dall’Arma dei carabinieri per l’Esercito italiano, la Marina militare e l’Aeronautica militare, fermo restando quanto previsto dall’articolo 132, comma 1, lettera a), sono disciplinate con decreto del Ministro della difesa e sono esercitate sulla base delle disposizioni impartite dal Capo di stato maggiore della difesa, nonché nel rispetto delle competenze dei Comandanti responsabili.

 

Art. 91 Funzioni di polizia giudiziaria militare

 

  1. Le Forze armate esercitano le funzioni di polizia giudiziaria militare secondo le disposizioni dettate dai codici penali militari di pace e di guerra e dal presente codice.

 

Art. 92 Compiti ulteriori delle Forze armate

 

  1. Le Forze armate, oltre ai compiti istituzionali propri e fermo restando l’intervento prestato anche ai sensi dell’articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in occasione di calamità naturali di cui alla predetta legge e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza, forniscono a richiesta e compatibilmente con le capacità tecniche del personale e dei mezzi in dotazione, il proprio contributo nei campi della pubblica utilità e della tutela ambientale.
  2. Il contributo di cui al comma 1 è fornito per le seguenti attività:
  3. a) consulenza ad amministrazioni ed enti in tema di pianificazione e intervento delle Forze armate in situazioni di emergenza nazionale;
  4. b) contributo di personale e mezzi alle amministrazioni istituzionalmente preposte alla salvaguardia della vita umana in terra e in mare;
  5. c) ripristino della viabilità principale e secondaria;
  6. d) pianificazione, svolgimento di corsi e di attività addestrative in tema di cooperazione civile-militare;
  7. e) trasporti con mezzi militari;
  8. f) campagna antincendi boschivi e interventi antincendi anche al di fuori di detta campagna, e anche attraverso la disponibilità, in dipendenza delle proprie esigenze, di risorse, mezzi e personale delle Forze armate, in caso di riconosciuta e urgente necessità, su richiesta delle regioni interessate, giusta quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, lettera c), legge 21 novembre 2000, n. 353, in materia di incendi boschivi;
  9. g) emissioni di dati meteorologici;
  10. h) emissioni bollettini periodici relativi a rischio-valanghe;
  11. i) rilevamento nucleare, biologico e chimico ed effettuazione dei relativi interventi di bonifica;
  12. l) svolgimento di operazioni a contrasto dell’inquinamento marino da idrocarburi e da altri agenti;
  13. m) rilevamento idrooceanografico e aereofotogrammetrico di zone di interesse e produzione del relativo supporto cartografico, nonché scambio di informazioni, elaborati e dati di natura geotopografica e geodetica;
  14. n) intervento in emergenze idriche nelle isole minori delle regioni a statuto ordinario;
  15. o) interventi in camera iperbarica per barotraumatizzati e ossigenoterapia;
  16. p) interventi sull’ambiente marino a tutela della fauna, della flora e del monitoraggio delle acque, attività di ricerca ambientale marina e scambio di informazioni e dati in materia di climatologia;
  17. q) demolizione di opere abusive e ripristino dello stato dei luoghi, secondo quanto previsto dagli articoli 41 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e 61 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.
  18. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare e del Dipartimento nazionale della protezione civile, sentiti i Ministri interessati, sono determinate le modalità per il perseguimento delle finalità di cui al comma 1.
  19. Le Forze armate, nell’ambito delle proprie attribuzioni, svolgono i compiti ulteriori previsti dalla legge e, in particolare, quelli di cui all’articolo 15 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 e dall’articolo 12 della legge 3 agosto 2007, n. 124.

 

Art. 92-bis Iniziative per la diffusione dei valori e della cultura militare fra i giovani (47)

 

  1. Nell’ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni, le Forze armate organizzano corsi di formazione a carattere teorico-pratico, tendenti a rafforzare la conoscenza e la condivisione dei valori che da esse promanano e che sono alla base della presenza dei militari italiani di tutte le componenti operative nelle missioni internazionali. I corsi, di durata non superiore a tre settimane, si svolgono presso reparti delle Forze armate, secondo le priorità stabilite dal decreto di cui al comma 5, e sono intesi a fornire le conoscenze di base riguardanti il dovere costituzionale di difesa della Patria, le attività prioritarie delle Forze armate, in particolare nelle missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali, di contrasto al terrorismo internazionale e di soccorso alle popolazioni locali, nonché quelle di concorso alla protezione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali e alla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza. Dell’attivazione dei corsi è data notizia mediante pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale “Concorsi ed esami” -, e nel sito istituzionale del Ministero della difesa.
  2. Possono presentare la domanda di partecipazione ai corsi di cui al comma 1 i cittadini italiani, senza distinzione di sesso, in possesso dei seguenti requisiti: età non inferiore a diciotto anni compiuti e non superiore a trenta anni compiuti; godimento dei diritti civili e politici; idoneità all’attività sportiva agonistica; esito negativo agli accertamenti diagnostici per l’abuso di alcool, per l’uso, anche saltuario od occasionale, di sostanze stupefacenti, nonché per l’utilizzo di sostanze psicotrope a scopo non terapeutico; assenza di sentenze penali di condanna ovvero di procedimenti penali in corso per delitti non colposi, di procedimenti disciplinari conclusi con il licenziamento dal lavoro alle dipendenze di pubbliche amministrazioni, di provvedimenti di proscioglimento da arruolamenti, d’autorità o d’ufficio, esclusi i proscioglimenti per inidoneità psico-fisica; requisiti morali e di condotta previsti dall’articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Alla domanda di partecipazione gli aspiranti devono allegare la certificazione relativa all’idoneità all’attività sportiva agonistica e all’esito negativo degli accertamenti diagnostici di cui al primo periodo del presente comma, nonché la scheda vaccinale rilasciate da struttura sanitaria pubblica o convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Nella medesima domanda gli aspiranti possono indicare la preferenza per uno o più reparti tra quelli individuati annualmente per lo svolgimento dei corsi, nei quali sono prioritariamente destinati, in relazione alle disponibilità. I giovani sono ammessi ai corsi nel limite dei posti disponibili e previo superamento di apposita visita medica.
  3. I giovani ammessi ai corsi assumono lo stato di militari, contraendo una speciale ferma volontaria di durata pari alla durata del corso, e sono tenuti all’osservanza delle disposizioni previste dagli ordinamenti di Forza armata. Durante i corsi i frequentatori fruiscono, a titolo gratuito, degli alloggi di servizio collettivi e della mensa.
  4. Al termine dei corsi, ai frequentatori è rilasciato un attestato di frequenza, che costituisce titolo per l’iscrizione all’associazione d’arma di riferimento del reparto di Forza armata presso il quale si è svolto il corso, nonché, previa intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per il riconoscimento di crediti formativi nei segmenti scolastici in cui sia possibile farvi ricorso. All’attestato di frequenza non può essere attribuito alcun valore o punteggio utile nei concorsi per il reclutamento del personale delle Forze armate.
  5. Con decreto del Ministro della difesa, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stabiliti:
  6. a) gli eventuali ulteriori requisiti e i titoli preferenziali per l’ammissione ai corsi, individuati tra i seguenti: abilitazioni e brevetti attestanti specifiche capacità tecniche o sportive; residenza nei territori di dislocazione ovvero in aree tipiche di reclutamento dei reparti presso i quali i corsi sono svolti; titolo di studio; parentela o affinità, entro il secondo grado, con il personale delle Forze armate deceduto o divenuto permanentemente inabile al servizio per infermità o lesioni riportate in servizio, con le vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere; ordine cronologico di presentazione delle domande;
  7. b) le modalità di attivazione, organizzazione e svolgimento dei corsi, le cause di allontanamento dagli stessi, il cui accertamento è demandato al giudizio insindacabile del comandante del corso, nonché le eventuali ulteriori modalità per l’attivazione di corsi, anche di durata minore, cui sia possibile l’ammissione di giovani con disabilità, in possesso dei requisiti di cui al comma 2, esclusa l’idoneità all’attività sportiva agonistica;
  8. c) la somma che i frequentatori versano, a titolo di cauzione, commisurata al controvalore dei materiali di vestiario ed equipaggiamento forniti dall’Amministrazione; tale somma è, in tutto o in parte, incamerata in via definitiva se i frequentatori trattengono, a domanda, al termine dei corsi, ovvero danneggiano i citati materiali. In tali casi, la quota parte della cauzione trattenuta è versata in Tesoreria per la successiva riassegnazione, in deroga ai vigenti limiti, al fondo del Ministero della difesa istituito ai sensi dell’articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in aggiunta alla dotazione dello stesso come determinata ai sensi del comma 617 del medesimo articolo 2.

(47) Articolo inserito dall’art. 1, comma 1, lett. i), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 93 Impiego particolare di contingenti di personale militare delle Forze armate

 

  1. In relazione alle specifiche ed eccezionali esigenze di cui all’articolo 18 della legge 26 marzo 2001, n. 128, possono essere utilizzati contingenti di personale militare delle Forze armate, ai sensi e con le modalità previste dal medesimo articolo 18 e dall’articolo 19, della legge n. 128 del 2001.

 

Art. 94 Direzioni di amministrazione delle Forze armate

 

  1. Le Direzioni di amministrazione delle Forze armate:
  2. a) assicurano il finanziamento degli enti amministrativamente dipendenti, attraverso la disponibilità dei fondi accreditati dall’amministrazione centrale sulle apposite contabilità speciali, e la resa dei conti relativi;
  3. b) svolgono le funzioni di natura giuridico-amministrativa a esse devolute in relazione all’ordinamento delle singole Forze armate;
  4. c) esercitano l’azione di controllo amministrativo nei confronti degli enti della rispettiva giurisdizione sia in sede ispettiva, sia in sede di revisione degli atti di gestione per conto anche dell’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero della difesa;
  5. d) eseguono le operazioni per la chiusura a pareggio delle contabilità speciali, relativamente a ciascun anno finanziario.
  6. La Direzione di amministrazione interforze, con le attribuzioni e i compiti indicati nel comma 1, ha competenza sugli enti a carattere interforze. (48)

(48) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. l), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 95 Bande musicali

 

  1. Le bande musicali delle Forze armate sono complessi organici destinati a partecipare alle celebrazioni più importanti della vita delle rispettive istituzioni e a rappresentare le Forze armate di appartenenza, in occasione di manifestazioni pubbliche, organizzate anche a livello internazionale.
  2. Su richiesta di enti o comitati, può essere autorizzata la partecipazione della banda a manifestazioni indette in occasione di particolari solennità, nonché ad attività concertistiche per la diffusione della cultura musicale, anche in collegamento con associazioni culturali e con enti pubblici o privati, nazionali e stranieri.
  3. Le bande musicali sono poste alle dipendenze amministrative e disciplinari:
  4. a) del Comando militare della Capitale, quella dell’Esercito italiano; (49)
  5. b) del Comando marittimo Capitale, quella della Marina militare; (50)
  6. c) del Comando dell’Aeronautica militare di Roma, quella dell’Aeronautica militare;
  7. d) del Comando della Legione allievi carabinieri di Roma, quella dell’Arma dei carabinieri.
  8. L’impiego delle bande è disposto rispettivamente da:
  9. a) lo Stato maggiore dell’Esercito italiano;
  10. b) lo Stato maggiore della Marina militare;
  11. c) lo Stato maggiore dell’Aeronautica militare;
  12. d) il Comando generale dell’Arma dei carabinieri.
  13. Fermi i compiti di istituto e le funzioni di rappresentanza militare di Forza armata e compatibilmente con essi, le bande musicali svolgono attività artistica e culturale in tutto il territorio nazionale secondo una opportuna programmazione annuale dei concerti coordinata dallo Stato maggiore della difesa, in relazione anche alle richieste degli enti locali.
  14. L’organizzazione strumentale e le modalità d’impiego delle bande musicali militari sono disciplinate nel regolamento.

(49) Lettera corretta da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229 e, successivamente, così modificata dall’art. 10, comma 1, lett. e), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e dall’art. 1, comma 1, lett. c), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(50) Lettera così modificata dall’art. 10, comma 1, lett. e), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Sezione II

Bandiere e onorificenze

Art. 96 Bandiera della Repubblica italiana

 

  1. La bandiera della Repubblica è il simbolo della Patria.
  2. La bandiera da combattimento affidata a una unità militare è, inoltre, il simbolo dell’onore dell’unità stessa nonché delle sue tradizioni, della sua storia, del ricordo dei suoi caduti, e va difesa fino all’estremo sacrificio.
  3. Alla bandiera vanno tributati i massimi onori.
  4. Le modalità di uso ed esposizione delle bandiere militari, fatto salvo quanto previsto dall’art. 1, legge 5 febbraio 1998, n. 22, sono disciplinate con determinazioni del Capo di stato maggiore della difesa.

 

Art. 97 Concessione della bandiera per le Forze armate e per i corpi ausiliari

 

  1. Per tutti gli enti dell’Esercito italiano, dell’Aeronautica militare, dell’Arma dei Carabinieri, e per i reparti a terra della Marina militare, già concessionari di bandiera o stendardo, è adottata una bandiera, avente le caratteristiche indicate con decreto del Ministro della difesa.
  2. Per i Corpi dell’arma di cavalleria e i reparti a cavallo, in luogo della bandiera di cui al comma 1 è adottato uno stendardo, la cui composizione e caratteristiche, analoghe a quelle della bandiera, sono indicate con decreto del Ministro della difesa. (51)
  3. La bandiera concessa all’Arma dei carabinieri, è custodita nell’Ufficio del Comandante generale. (52)
  4. Al Corpo militare della Croce rossa italiana e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana è concesso l’uso della bandiera nazionale.
  5. Al Corpo speciale volontario ausiliario dell’Associazione dei Cavalieri italiani del sovrano militare ordine di Malta è concesso l’uso della bandiera nazionale.

(51) Comma così corretto da Comunicato 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 7 settembre 2010, n. 209.

(52) Comma così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. f), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 98 Concessione di una bandiera navale per la Marina militare e per la Marina mercantile

 

  1. La bandiera navale istituita per la Marina militare e per la Marina mercantile è conforme ai modelli indicati, rispettivamente, con decreto del Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture e dei trasporti.
  2. A ogni nave della Marina militare, escluse le unità ausiliarie e quelle di uso locale, all’infuori della dotazione normale di bandiere, sono consegnate una bandiera nazionale, che prende il nome di Bandiera di combattimento, e uno stendardo.
  3. La Bandiera di combattimento deve alzarsi sempre in combattimento e, se le condizioni di tempo e di navigazione lo consiglino, allorquando è presente a bordo il Presidente della Repubblica e nelle grandi solennità; lo stendardo, in combattimento, è posto su apposito sostegno nell’interno della torre, del ponte o della camera di comando.
  4. Le ulteriori disposizioni circa il confezionamento, la consegna, la custodia, il deposito e l’uso della bandiera di cui al comma 3 sono stabilite con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 99 Concessione di ricompense alle Forze armate

 

  1. Il conferimento alla bandiera della croce di cavaliere all’Ordine militare d’Italia, la concessione ai reparti di ricompense al valore militare, nonché al valore e al merito di Forza armata, sono disciplinati dal libro IV, titolo VIII, capo V, sezioni da I a VII del presente codice.

 

Capo II

Esercito italiano

Art. 100 Istituzione e funzioni dell’Esercito italiano

 

  1. L’Esercito italiano costituisce la componente operativa terrestre della difesa militare dello Stato.

 

Art. 101 Organizzazione generale dell’Esercito italiano (53)

 

  1. Per l’assolvimento dei compiti stabiliti dalla legge l’Esercito italiano è organizzato in comandi, enti e unità titolari di capacità operative, di supporto, logistiche, formative, addestrative, infrastrutturali e territoriali.
  2. Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione delle strutture ordinative di cui al comma 1, sono stabiliti con determinazione del Capo di Stato maggiore dell’Esercito.

(53) Articolo sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. f), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e dall’art. 5, comma 2, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7. Successivamente il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. d), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 102 Organizzazione operativa dell’Esercito italiano (54)

 

  1. L’organizzazione operativa dell’Esercito italiano è posta alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Esercito.
  2. Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e le articolazioni di comandi, enti e strutture dell’organizzazione di cui al comma 1, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

(54) Articolo modificato dall’art. 5, comma 2, lett. b), nn. 1) e 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. e), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 103 Organizzazione territoriale dell’Esercito italiano (55)

 

  1. L’attribuzione delle funzioni nei settori del reclutamento e delle forze di completamento, del demanio e delle servitù militari, della leva e del collocamento al lavoro dei militari volontari congedati è effettuata con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito, con cui sono altresì individuati i Comandi, le unità e i reparti competenti per territorio o presidio.
  2. L’articolazione, le sedi, l’ordinamento e le competenze dei comandi, reparti e unità di cui al comma 1, sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.
  3. In ciascuna delle regioni amministrative tipiche di reclutamento, con priorità alle regioni amministrative dell’arco alpino, è assicurata, senza nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato, la presenza di almeno un reparto alpino.

(55) Articolo modificato dall’art. 1, comma 1, lett. g), nn. 1) e 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20, dall’art. 5, comma 2, lett. c), nn. 1) e 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. f), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 104 Organizzazione formativa e addestrativa dell’Esercito italiano (56)

 

  1. L’organizzazione formativa e addestrativa dell’Esercito italiano fa capo al Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito e comprende:
  2. a) i seguenti istituti di formazione:

1) Comando per la formazione e Scuola di applicazione;

2) Accademia militare;

3) Scuola sottufficiali dell’Esercito;

4) Scuola militare “Nunziatella”;

5) Scuola militare “Teuliè”;

  1. b) la Scuola lingue estere dell’Esercito;
  2. c) il Centro di simulazione e validazione dell’Esercito;
  3. d) gli altri Enti di formazione e specializzazione individuati dagli ordinamenti di Forza armata.
  4. Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione del comando, degli istituti, delle scuole, dei centri e degli enti di cui al comma 1, nonché dei comandi, unità e reparti dipendenti, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

(56) Articolo modificato dall’art. 1, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20, dall’art. 5, comma 2, lett. d), nn. 1) e 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. g), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 105 Organizzazione logistica dell’Esercito italiano (57)

 

  1. L’organizzazione logistica dell’Esercito italiano fa capo al Comando logistico dell’Esercito da cui dipendono:
  2. a) i comandi trasporti e materiali, commissariato, sanità e veterinaria, e tecnico;
  3. b) i poli di mantenimento e di rifornimento;
  4. c) il Centro polifunzionale di sperimentazione;
  5. d) il Centro tecnico logistico interforze NBC;
  6. e) il Policlinico militare di Roma;
  7. f) il Centro militare di veterinaria.
  8. Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione del Comando di cui al comma 1, nonché dei comandi, unità e reparti dipendenti, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

(57) Articolo modificato dall’art. 1, comma 1, lett. i), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20, dall’art. 5, comma 2, lett. e), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. h), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 106 Direzione di amministrazione dell’Esercito italiano

 

  1. La Direzione di amministrazione è posta alle dipendenze del Centro di responsabilità amministrativa dell’Esercito italiano, e svolge le competenze di cui all’articolo 94, su tutti gli enti dell’Esercito italiano, anche mediante delega, secondo gli ordinamenti di Forza armata. (58)

(58) Comma così modificato dall’art. 5, comma 2, lett. f), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 107 Organizzazione per le infrastrutture dell’Esercito italiano (59)

 

  1. Le attribuzioni nei settori demaniale, infrastrutturale e del mantenimento del patrimonio immobiliare dell’Esercito italiano fanno capo al dipartimento delle infrastrutture presso lo Stato maggiore dell’Esercito che le espleta avvalendosi dei comandi e delle unità intermedie e periferiche dotate di adeguata struttura tecnica competente nelle specifiche materie.
  2. Le funzioni, l’ordinamento, le sedi, le dipendenze e l’articolazione del dipartimento di cui al comma 1, nonché dei comandi, unità e reparti dipendenti, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito.

(59) Articolo modificato dall’art. 1, comma 1, lett. l), nn. 1), 2.1) e 2.2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20, dall’art. 5, comma 2, lett. g), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. i), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 108 Armi e Corpi dell’Esercito italiano (60)

 

  1. L’Esercito italiano si compone di strutture organizzative a vari livelli ordinativi, cui sono conferite una o più funzioni operative, formative, addestrative, di sostegno logistico e di gestione amministrativa dello strumento militare terrestre.
  2. Il personale militare dell’Esercito italiano, adibito a una o più funzioni tecnico-operative o tecnico-logistiche, è assegnato ai fini dello stato giuridico e dell’impiego alle seguenti armi o corpi:
  3. a) Arma di fanteria;
  4. b) Arma di cavalleria;
  5. c) Arma di artiglieria;
  6. d) Arma del genio;
  7. e) Arma delle trasmissioni;
  8. f) Arma dei trasporti e materiali;
  9. g) Corpo degli ingegneri;
  10. h) Corpo sanitario;
  11. i) Corpo di commissariato.
  12. Nel regolamento sono stabilite le specialità delle Armi e dei Corpi. (61)

(60) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. m), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(61) Comma così modificato dall’art. 5, comma 2, lett. h), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 109 Corpo degli ingegneri dell’Esercito italiano

 

  1. Il Corpo degli ingegneri dell’Esercito italiano:
  2. a) presiede agli studi scientifici e tecnici dei mezzi occorrenti all’Esercito italiano, nonché alla realizzazione e alla sperimentazione tecnica dei relativi prototipi;
  3. b) provvede all’elaborazione delle condizioni tecniche dei progetti di capitolati d’onere e all’elaborazione dei progetti di regolamentazione tecnica per la conservazione, la manutenzione, l’uso e la riparazione dei materiali dell’Esercito italiano;
  4. c) sovraintende al controllo della produzione e fissa le direttive tecniche per il collaudo dei materiali da approvvigionare;

c-bis) svolge attività di progettazione, costruzione, manutenzione e collaudo di immobili e infrastrutture dell’Esercito (62).

(62) Lettera aggiunta dall’art. 5, comma 2, lett. i), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Capo III

Marina militare

Sezione I

Disposizioni per la Marina militare

Art. 110 Istituzione e funzioni della Marina militare

 

  1. La Marina militare costituisce la componente operativa marittima della difesa militare dello Stato.

 

Art. 111 Competenze particolari della Marina militare

 

  1. Rientrano nelle competenze della Marina militare, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente:
  2. a) la vigilanza a tutela degli interessi nazionali e delle vie di comunicazione marittime al di là del limite esterno del mare territoriale e l’esercizio delle funzioni di polizia dell’alto mare demandate alle navi da guerra negli spazi marittimi internazionali dagli articoli 200 e 1235, primo comma, numero 4, del codice della navigazione e dalla legge 2 dicembre 1994, n. 689, nonché di quelle relative alla salvaguardia dalle minacce agli spazi marittimi internazionali, ivi compreso il contrasto alla pirateria; (63)
  3. b) il concorso ai fini di prevenzione e di contrasto del traffico dei migranti via mare, nelle acque internazionali, ai sensi dell’articolo 12, comma 9-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, oltre che nell’ambito della cooperazione operativa tra gli Stati membri dell’Unione Europea coordinata dall’Agenzia istituita con il regolamento UE n. 2007/2004 del 26 ottobre 2004, gestendo il necessario dispositivo di sorveglianza marittima integrata;
  4. c) il concorso al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, ai sensi dell’articolo 99 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;
  5. d) il servizio di rifornimento idrico delle isole minori.

(63) Lettera sostituita dall’art. 5, comma 6-bis, D.L. 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 agosto 2011, n. 130 e dall’art. 1, comma 1, lett. m), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248. Successivamente, la presente lettera è stata così modificata dall’art. 15, comma 6-ter, D.L. 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 aprile 2015, n. 43, a decorrere dal 1°(gradi) giugno 2015, ai sensi di quanto disposto dall’art. 15, comma 6-quater del medesimo D.L. n. 7/2015.

 

Art. 112 Organizzazione operativa della Marina militare

 

  1. Il Comando in capo della Squadra navale è il vertice dell’organizzazione operativa della Marina militare, dipende direttamente dal Capo di Stato maggiore della Marina militare ed è retto da un ammiraglio di squadra nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa. (64)
  2. Dal Comando di cui al comma 1 dipendono direttamente le unità navali, i comandi operativi che le raggruppano e i reparti delle forze operative, individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare, che, con medesimo atto, ne determina anche l’articolazione, le sedi, l’ordinamento e le funzioni. (65)

[3. L’ulteriore articolazione, le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi di cui al presente articolo, sono individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare. (66) ]

(64) Comma sostituito dall’art. 6, comma 2, lett. a), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, così modificato dall’art. 14, comma 2, lett. b), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(65) Comma così sostituito dall’art. 6, comma 2, lett. a), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(66) Comma abrogato dall’art. 6, comma 2, lett. a), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 113 Organizzazione logistica della Marina militare (67)

 

  1. L’organizzazione logistica della Marina militare fa capo al Comando logistico della Marina militare e ai Reparti dello Stato maggiore della Marina titolari delle componenti specialistiche di Forza armata. Dal Comando logistico della Marina militare, che dipende direttamente dal Capo di stato maggiore, dipendono per le funzioni logistiche i Comandi marittimi di cui all’articolo 124.
  2. Fatte salve le prerogative e le attribuzioni delle componenti specialistiche di Forza armata, il Comando logistico della Marina militare assicura il supporto tecnico e logistico generale allo strumento marittimo, ai comandi, agli enti e al personale, nonché, quale organo direttivo centrale del Servizio dei fari e del segnalamento marittimo di cui all’ articolo 114, attraverso la dipendente Direzione dei fari e del segnalamento marittimo, svolge le funzioni previste nel capo IV, titolo III, libro primo del regolamento.
  3. Il Comando in capo della Squadra navale esercita funzioni logistiche di supporto diretto ai comandi dipendenti, ai fini dell’approntamento e del mantenimento in efficienza dello strumento operativo.
  4. L’Ispettorato di sanità della Marina militare, alle dipendenze del Capo di stato maggiore della Marina, esercita funzioni di indirizzo nell’ambito della logistica sanitaria.
  5. Le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti dell’organizzazione logistica di cui al presente articolo, sono individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.

(67) Articolo corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229 e modificato dall’art. 1, comma 1, lett. n), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20. Successivamente, il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 6, comma 2, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 114 Servizio dei fari e del segnalamento marittimo della Marina militare

 

  1. Il servizio dei fari e del segnalamento marittimo gestisce la segnaletica marittima, fissa e galleggiante, dislocata lungo le coste continentali e insulari e nei porti di interesse nazionale previsti dalle vigenti disposizioni.
  2. Il servizio presiede al funzionamento degli ausili alla navigazione di cui all’articolo 169 del regolamento, con esclusione degli altri tipi di radioassistenze, dei sistemi di comunicazione marittima e degli impianti di controllo del traffico che la legislazione vigente assegna ad altri dicasteri o enti. (68)
  3. Ferma la competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in ordine alla costruzione, modifica e manutenzione straordinaria dei manufatti e delle infrastrutture del servizio, il servizio dei fari e del segnalamento marittimo provvede, altresì:
  4. a) all’acquisizione, installazione e manutenzione degli impianti di segnalamento ottico acustico e radioelettrico;
  5. b) all’acquisizione e gestione dei mezzi navali e terrestri necessari all’espletamento del servizio;
  6. c) al minuto mantenimento e all’ordinaria manutenzione dei manufatti e delle infrastrutture del servizio.
  7. Il servizio dei fari e del segnalamento marittimo è articolato nei seguenti organi facenti parte dell’organizzazione periferica della Marina militare:
  8. a) ufficio tecnico dei fari e del segnalamento marittimo;
  9. b) comandi di zona dei fari;
  10. c) reggenze dei segnalamenti.
  11. Al servizio dei fari e del segnalamento marittimo sono assegnati:
  12. a) ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa della Marina militare nei contingenti determinati dal Capo di stato maggiore della Marina militare nell’ambito della propria competenza istituzionale;
  13. b) gli appartenenti a qualifiche del personale tecnico civile del servizio dei fari e del segnalamento marittimo del Ministero della difesa;
  14. c) gli appartenenti ad altre qualifiche del personale civile del Ministero della difesa previste dall’organico per l’assolvimento dei diversi compiti di istituto del predetto servizio.
  15. In aggiunta al personale di cui al comma 5, all’ispettorato è assegnato, per lo svolgimento di compiti attinenti al settore delle infrastrutture, un ufficiale superiore dell’Arma del genio dell’Esercito italiano compreso nel rispettivo ruolo organico.
  16. Il regolamento disciplina il funzionamento del servizio dei fari e del segnalamento marittimo.

(68) Comma così modificato dall’art. 6, comma 2, lett. c), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 115 Vigilanza in mare

 

  1. La Marina militare espleta:
  2. a) il servizio di vigilanza, ai sensi all’articolo 2, lettera c), legge 31 dicembre 1982, n. 979, che in caso di necessità può integrare quello di vigilanza e di soccorso in mare svolto dal Corpo delle capitanerie di porto. Il servizio è svolto in base alle direttive emanate d’intesa fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro della difesa, sentite, se occorre, le altre amministrazioni interessate. La Marina militare provvede all’equipaggiamento e alla condotta dei mezzi;
  3. b) la sorveglianza per la prevenzione degli inquinamenti delle acque marine da idrocarburi e dalle altre sostanze nocive nell’ambiente marino e l’accertamento delle infrazioni alle relative norme, ai sensi degli articoli 23, legge 31 dicembre 1982, n. 979, e 12, decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202.
  4. Le spese di gestione e manutenzione dei mezzi destinati al servizio di vigilanza di cui al comma 1, lettera a), conseguenti alla realizzazione del programma di costruzione e acquisto dei mezzi di cui all’articolo 6, legge 31 dicembre 1982, n. 979, sono a carico del Ministero della difesa.
  5. Ai comandanti delle unità di vigilanza di cui al comma 1, lettera a) del presente articolo, è riconosciuta la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria ai sensi dell’articolo 57, comma 3, del codice di procedura penale.

 

Art. 116 Organizzazione formativa della Marina militare

 

  1. L’organizzazione formativa di Forza armata fa capo al Comando Scuole della Marina militare, da cui dipendono:
  2. a) l’Accademia navale;
  3. b) la Scuola navale militare “Francesco Morosini”;
  4. c) l’Istituto di Studi Militari Marittimi;
  5. d) le Scuole sottufficiali e volontari della Marina militare;
  6. e) il Centro di selezione della Marina militare. (69)
  7. Le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti di cui al comma 1, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina. (70)

(69) Comma sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. o), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20. Successivamente il presente comma è stato così sostituito dall’art. 6, comma 2, lett. d), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(70) Comma così sostituito dall’art. 6, comma 2, lett. d), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 117 Servizio idrografico della Marina militare

 

  1. L’Istituto idrografico della Marina militare, posto alle dipendenze del Capo di stato maggiore della Marina militare, ha sede in Genova ed è retto da un ufficiale ammiraglio del Corpo di stato maggiore.
  2. Nel regolamento è disciplinato l’ordinamento dell’Istituto idrografico.

 

Art. 118 Corpi della Marina militare (71)

 

  1. L’organizzazione della Marina militare è suddivisa in
  2. a) Corpo di stato maggiore;
  3. b) Corpo del genio della Marina;
  4. c) Corpo sanitario militare marittimo;
  5. d) Corpo di commissariato militare marittimo;
  6. e) Corpo delle capitanerie di porto;
  7. f) Corpo degli equipaggi militari marittimi.
  8. Il Corpo del genio della Marina è articolato nelle seguenti specialità:
  9. a) genio navale;
  10. b) armi navali;
  11. c) infrastrutture.
  12. Il Corpo delle capitanerie di porto è trattato nella sezione II del presente capo. Il Corpo degli equipaggi militari marittimi è costituito dai sottufficiali, graduati e militari di truppa della Marina militare, esclusi gli appartenenti al Corpo delle capitanerie di porto.
  13. Per gli ufficiali appartenenti ai corpi di cui al comma 1, possono essere utilizzate le seguenti denominazioni:
  14. a) per il Corpo di stato maggiore: ufficiali di vascello;
  15. b) per il Corpo del genio della Marina:

1) per la specialità genio navale: ufficiali G.N.;

2) per la specialità armi navali: ufficiali A.N.;

3) per la specialità infrastrutture: ufficiali INFR.;

  1. c) per il Corpo sanitario militare marittimo: ufficiali di Sanità;
  2. d) per il Corpo di commissariato militare marittimo: ufficiali commissari;
  3. e) per il Corpo delle capitanerie di porto: ufficiali C.P.;
  4. f) per il Corpo degli equipaggi militari marittimi: ufficiali C.S.

(71) Articolo modificato dall’art. 1, comma 1, lett. p), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e dall’art. 7, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8. Successivamente, il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

 

Art. 119 Corpo di stato maggiore

 

  1. Rientra nelle competenze degli ufficiali del Corpo di stato maggiore:
  2. a) coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa;
  3. b) armare, guidare, comandare, disarmare le navi dello Stato, e assumerne la responsabilità e la custodia nei porti militari e negli arsenali;
  4. c) comandare le forze navali comunque costituite;
  5. d) comandare i comandi marittimi, comandare i depositi e distaccamenti della Marina militare; comandare e dirigere gli istituti e le scuole della Marina militare; comandare le stazioni elicotteri/aeromobili e i gruppi di volo della Marina militare; (73)
  6. e) dirigere a bordo ed eventualmente a terra i servizi delle artiglierie e delle armi subacquee e provvedere a bordo alle relative sistemazioni e al munizionamento in concorso con gli ufficiali del Corpo del genio della marina, specialità armi navali, e amministrare il relativo materiale; dirigere a bordo ed eventualmente a terra i reparti, le componenti, le sezioni elicotteri e aeree della Marina militare; (74)
  7. f) dirigere a bordo e a terra i servizi delle comunicazioni;
  8. g) dirigere il servizio idrografico, quello dei fari e del segnalamento marittimo, e ogni altro servizio attinente alla nautica, e amministrarne il materiale;
  9. h) dirigere e compiere gli studi per la preparazione bellica delle forze marittime;
  10. i) eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza;
  11. l) adempiere gli incarichi di addetti per la Marina militare all’estero;

[m) presiedere le giunte di ricezione e di verifica. (72)]

(72) Lettera soppressa dall’art. 1, comma 1, lett. q), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(73) Lettera così modificata dall’art. 10, comma 1, lett. g), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(74) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

 

Art. 120 Corpo del genio della Marina (76) (75)

 

  1. Rientra nelle competenze del Corpo del genio della Marina, specialità genio navale: (82)
  2. a) progettare le navi dello Stato in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti , nonché, con il personale in possesso dei previsti titoli e requisiti professionali, progettare, seguire e controllare la costruzione dei materiali inerenti l’impiego degli aeromobili di cui agli articoli 126 e 127, inclusi i relativi allestimenti, armamenti, collaudi, servizi tecnici e interventi di mantenimento; (77)
  3. b) seguire e controllare la costruzione o il raddobbo delle navi dello Stato, delle macchine, degli impianti e degli attrezzi relativi; (78)
  4. c) coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero;
  5. d) imbarcare sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio servizio per la direzione e l’esercizio degli apparati del sistema nave;
  6. e) dirigere gli arsenali e gli stabilimenti della Marina militare; (79)
  7. f) vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare; (80)
  8. g) provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo alle costruzioni navali; (81)
  9. h) eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza.

1-bis. Rientra nelle competenze del Corpo del genio della Marina, specialità armi navali:

  1. a) progettare il sistema di combattimento delle navi dello Stato, studiare l’armamento delle navi di nuova costruzione e provvedere all’acquisto e alla sistemazione dei relativi impianti, in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti; studiare e provvedere le nuove armi e i materiali d’armamento; provvedere a tutti i servizi del munizionamento e degli esplosivi, secondo quanto stabilito all’articolo 119; provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo ai servizi di cui alla presente lettera;
  2. b) coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero;
  3. c) imbarcare sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio servizio;
  4. d) dirigere i lavori di costruzione, di montamento, di riparazione e modifica del materiale di cui alla lettera a) nonché, con il personale in possesso dei previsti titoli e requisiti professionali, progettare, seguire e controllare la costruzione dei materiali inerenti all’impiego degli aeromobili di cui agli articoli 126 e 127, inclusi i relativi allestimenti, armamenti, collaudi, servizi tecnici e interventi di mantenimento;
  5. e) dirigere gli arsenali e gli stabilimenti della Marina militare per i servizi di cui alla lettera a);
  6. f) vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare;
  7. g) eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza. (83)

1-ter. Rientra nelle competenze del Corpo del genio della Marina, specialità infrastrutture:

  1. a) progettare gli immobili o le infrastrutture dello Stato in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti ovvero secondo le disposizioni dello Stato maggiore della Marina;
  2. b) dirigere, seguire e controllare la costruzione o il mantenimento e il collaudo degli immobili e delle infrastrutture in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti ovvero secondo le disposizioni dello Stato maggiore della Marina;
  3. c) coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero;
  4. d) dirigere le direzioni e sezioni del genio militare per la Marina militare ovvero le articolazioni del settore infrastrutture in ambito interforze;
  5. e) vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare.
  6. f) eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza. (83)

(75) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. r), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(76) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

(77) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 2.2), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

(78) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 2.3), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

(79) Lettera così modificata dall’art. 6, comma 2, lett. e), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 2.4), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

(80) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 2.5), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

(81) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 2.6), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

(82) Alinea così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 2.1), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

(83) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 3), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

 

Art. 121 Corpo delle armi navali (87)

 

[1. Rientra nelle competenze del Corpo delle armi navali:

  1. a) progettare il sistema di combattimento delle navi dello Stato, studiare l’armamento delle navi di nuova costruzione e provvedere all’acquisto e alla sistemazione dei relativi impianti, in base ai programmi stabiliti dagli organi competenti; studiare e provvedere le nuove armi e i materiali d’armamento; provvedere a tutti i servizi del munizionamento e degli esplosivi, secondo quanto stabilito all’articolo 119; provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo ai servizi di cui alla presente lettera;
  2. b) coprire le cariche prescritte dall’ordinamento del Ministero della difesa, compresi gli incarichi di addetti aggiunti e assistenti per la Marina militare all’estero; (84)
  3. c) imbarcare sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio servizio;
  4. d) dirigere i lavori di costruzione, di montamento, di riparazione e modifica del materiale di cui alla lettera a), nonché, con il personale in possesso dei previsti titoli e requisiti professionali, progettare, seguire e controllare la costruzione dei materiali inerenti l’impiego degli aeromobili di cui agli articoli 126 e 127, inclusi i relativi allestimenti, armamenti, collaudi, servizi tecnici e interventi di mantenimento; (85)
  5. e) dirigere gli arsenali e gli stabilimenti della Marina militare per i servizi di cui alla lettera a); (86)
  6. f) vigilare i beni e servizi, ovvero materiali e lavori, di competenza del corpo che sono eseguiti dall’industria privata per conto della Marina militare;
  7. g) eseguire le ispezioni generali e quelle sul funzionamento dei servizi di propria competenza.

]

(84) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. s), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(85) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. s), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(86) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. s), n. 3), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(87) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. d), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

 

Art. 122 Corpo sanitario militare marittimo

 

  1. Rientra nelle competenze degli ufficiali medici del Corpo sanitario militare marittimo:
  2. a) il Servizio medico chirurgico occorrente alla Marina militare sia a terra sia a bordo;
  3. b) coprire le cariche previste dall’ordinamento del Ministero della difesa;
  4. c) l’amministrazione del materiale ospedaliero sia a terra sia a bordo;
  5. d) eseguire le visite mediche disciplinari e quelle medico-legali;
  6. e) eseguire le ispezioni di carattere tecnico-sanitario agli stabilimenti di cura alla Marina militare ed effettuare ogni altro Servizio sanitario per la Marina militare.

 

Art. 123 Corpo di commissariato militare marittimo

 

  1. Rientrano nelle competenze del Corpo di commissariato militare marittimo:
  2. a) la direzione della gestione amministrativa-logistica per quanto concerne:

1) il vettovagliamento;

2) il casermaggio, il vestiario e l’equipaggiamento;

3) i combustibili e i lubrificanti;

4) gli automezzi e gli altri materiali ordinari e speciali;

5) il coordinamento e il controllo dell’attività di movimentazione e trasporto di uomini, mezzi e materiali;

6) le attività di programmazione e contrattuali, mediante procedure accentrate o delegate o decentrate;

7) attività di studio, ricerca, sviluppo ed elaborazione della normativa tecnica per gli approvvigionamenti;

8) i collaudi, il controllo di qualità, la distribuzione, l’uso, la conservazione, la manutenzione, il recupero e la cessione di materiali;

  1. b) la gestione dei fondi necessari per il funzionamento degli enti, la predisposizione delle variazioni di bilancio e di cassa, la somministrazione dei fondi occorrenti e l’ordinazione delle conseguenti spese, l’assegnazione e variazione del fondo scorta per unità navali ed enti a terra;
  2. c) l’amministrazione e l’erogazione al personale militare e civile dei trattamenti economici previsti dalle disposizioni vigenti;
  3. d) il controllo interno di legittimità e di merito con funzioni anche ispettive, la valorizzazione e analisi delle rendicontazioni economico finanziarie;
  4. e) l’attività di consulenza giuridica nei settori:

1) amministrativo;

2) disciplinare;

3) legale, sia a bordo sia a terra, e nell’ambito di operazioni fuori area relativamente all’applicazione del diritto internazionale;

4) normativo, nella redazione degli atti di interesse della Forza armata;

  1. f) la gestione del contenzioso;
  2. g) la formazione e qualificazione del personale nell’ambito dei settori di competenza;
  3. h) l’assolvimento degli incarichi previsti dall’ordinamento del Ministero della difesa;
  4. i) l’assolvimento degli incarichi amministrativi e logistici previsti dal codice e dal regolamento, a bordo delle unità navali e presso gli enti a terra, nonché quelli previsti ai fini dell’avanzamento dal libro IV, titolo VII, capo VIII del presente codice.

 

Art. 124 Organizzazione territoriale periferica della Marina militare

 

  1. Hanno giurisdizione sul litorale dello Stato, per i servizi della Marina militare, i Comandi marittimi che dipendono, per le funzioni territoriali, dal Capo di stato maggiore della Marina. (88)
  2. I Comandi marittimi della Marina militare adottano gli opportuni provvedimenti, ricorrendo anche, se necessario, all’impiego di personale militare all’uopo addestrato, in situazioni di necessità, se la interruzione o la sospensione del servizio di segnalamento di cui all’articolo 114, può compromettere la sicurezza della navigazione, e deve, comunque, essere garantita la continuità dell’attività operativa. (89)
  3. Le sedi, le aree di giurisdizione, l’ordinamento e le funzioni dei Comandi marittimi sono individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare. (90)

(88) Comma così sostituito dall’art. 6, comma 2, lett. f), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(89) Comma così modificato dall’art. 6, comma 2, lett. f), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(90) Comma così sostituito dall’art. 6, comma 2, lett. f), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 125 Aviazione antisommergibile della Marina militare

 

  1. L’Aviazione «antisommergibile» di cui all’articolo 152 fa parte organicamente dell’Aeronautica militare, e dipende, per l’impiego, dalla Marina militare.
  2. I reparti dell’Aviazione «antisommergibile» sono costituiti:
  3. a) da personale dell’Aeronautica militare;
  4. b) da ufficiali della Marina militare in possesso del brevetto militare di pilota rilasciato dall’Aeronautica militare e abilitati al pilotaggio dei velivoli «antisommergibile» in dotazione ai reparti;
  5. c) da ufficiali della Marina militare in possesso del brevetto di osservatore dall’aeroplano;
  6. d) da personale del Corpo degli equipaggi militari marittimi delle categorie radaristi e radiotelegrafisti in possesso del brevetto di «specialista aeronautico» rilasciato dall’Aeronautica militare.
  7. Il numero dei piloti, degli osservatori e degli specialisti della Marina militare è stabilito con il decreto del Ministro della difesa.
  8. Il generale ispettore dell’aviazione per la Marina militare, di cui all’articolo 141, e il personale dei reparti dell’Aviazione «antisommergibile» sono compresi negli organici delle rispettive Armi o Corpi.
  9. Agli ufficiali della Marina militare piloti e ai sottufficiali, graduati e comuni della Marina militare in possesso del brevetto di specialista aeronautico, in servizio presso i gruppi aerei «antisommergibile», sono estese le norme che regolano l’attività di volo del personale dell’Aeronautica militare.

 

Art. 126 Reparti elicotteri della Marina militare

 

  1. I reparti elicotteri, istituiti presso la Marina militare, integrano i servizi e l’efficacia dei relativi mezzi di impiego.
  2. I reparti elicotteri della Marina militare sono organicamente inseriti nei comandi e nelle unità individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 127 Utilizzo da parte della Marina militare di aerei imbarcati

 

  1. Per integrare le capacità di difesa delle proprie unità navali, la Marina militare può utilizzare aerei imbarcati. Tali aerei, facenti organicamente parte della Marina militare, devono possedere le caratteristiche dell’impiego specialistico di Forza armata.
  2. Per l’acquisizione degli aerei e per la loro immatricolazione, nonché per il relativo supporto tecnico-logistico, la Marina militare si avvale delle competenti Direzioni generali del Ministero della difesa.
  3. Rimangono ferme le competenze dell’Aeronautica militare in materia di organizzazione, direzione, coordinamento e controllo di tutti i mezzi della difesa aerea nell’area di interesse nazionale, ivi compresi gli aerei imbarcati quando chiamati a concorrere alla difesa del territorio.

 

Art. 128 Attività di pilotaggio

 

  1. Il pilotaggio degli aerei imbarcati è affidato al personale della Marina militare che, compreso negli organici e nei contingenti dei rispettivi ruoli, è in possesso dei previsti brevetti e delle prescritte abilitazioni militari.
  2. I brevetti e le abilitazioni sono conferiti sulla base delle norme vigenti.
  3. Con determinazione del Capo di stato maggiore della difesa, sentiti i Capi di stato maggiore dell’Aeronautica militare e della Marina militare, al pilotaggio degli aerei imbarcati può essere destinato anche personale dell’Aeronautica militare.

 

Art. 129 Studi e approvvigionamento della Marina militare

 

  1. La Marina militare si avvale per gli studi, le sperimentazioni e i collaudi riguardanti gli aerei destinati all’imbarco, degli organismi tecnici dell’Aeronautica militare e delle competenti Direzioni generali del Ministero della difesa.
  2. La scelta dei mezzi aerei avviene in conformità alle procedure in vigore per l’approvvigionamento degli armamenti e dei materiali destinati alla Difesa.
  3. In allegato allo stato di previsione del Ministero della difesa è presentata annualmente una relazione sullo stato di attuazione degli studi e del programma di acquisizione, con la quantificazione delle relative incidenze finanziarie.

 

Art. 130 Istituto per le telecomunicazioni e l’elettronica della Marina militare «Giancarlo Vallauri»

 

  1. Alla direzione dell’Istituto per le telecomunicazioni e l’elettronica della Marina militare «Giancarlo Vallauri» è preposto un ufficiale di grado non inferiore a capitano di vascello del Corpo del genio della Marina, specialità armi navali. All’Istituto sono inoltre destinati ufficiali, sottufficiali, graduati, militari di truppa e dipendenti civili, secondo apposite tabelle stabilite dallo Stato maggiore della Marina militare. Il personale di cui al presente comma è compreso nei rispettivi organici. (91)
  2. Sono compiti dell’Istituto:
  3. a) lo studio dei problemi scientifici e tecnici inerenti alle apparecchiature e ai sistemi che interessano la Marina militare nel campo delle telecomunicazioni e dell’elettronica, nonché la compilazione delle specifiche tecniche degli apparati e delle relative installazioni e la loro omologazione;
  4. b) la valutazione di studi e progetti di nuove apparecchiature e nuovi sistemi nel campo dell’elettronica ai fini del loro eventuale sviluppo, nonché il controllo, il collaudo e le prove dei prototipi e di particolari apparecchiature, sistemi e componenti elettronici ai fini della loro omologazione;
  5. c) l’esecuzione di studi, ricerche e sperimentazioni, anche in correlazione con altri enti delle Forze armate, istituti di ricerca e sviluppo nazionali e stranieri, nonché con le industrie, al fine di contribuire al progresso scientifico e tecnico nella realizzazione delle apparecchiature e dei sistemi che rientrano nel campo della propria attività;
  6. d) la comunicazione e le antenne; scoperta e contromisure; misura controllo strumenti.
  7. Per l’assolvimento di tali compiti, l’Istituto dispone di impianti a terra costituiti da laboratori, officine e magazzini.

(91) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. e), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2017.

 

Art. 131 Direzione di amministrazione della Marina militare

 

  1. La Direzione di amministrazione della Marina militare è posta alle dipendenze dell’Ufficio generale del Centro di responsabilità amministrativa della Marina militare.
  2. La Direzione di amministrazione di cui al comma 1, svolge le competenze di cui all’articolo 94.
  3. Per l’assolvimento dei propri compiti e funzioni si avvale anche di una o più dipendenti sezioni, distaccate in altre sedi.
  4. I compiti e le funzioni delle sezioni sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare, ai sensi dell’articolo 94.

 

Sezione II

Corpo delle capitanerie di porto

Art. 132 Istituzione e funzioni militari del Corpo delle capitanerie di porto

 

  1. Il Corpo delle capitanerie di porto dipende dalla Marina militare, ai sensi dell’articolo 118 ed esercita, in tale ambito, le seguenti competenze:
  2. a) concorre alla difesa marittima e costiera, ai servizi ausiliari e logistici della Forza armata, all’applicazione delle norme del diritto internazionale marittimo e all’esercizio della polizia militare;
  3. b) presiede i consigli di leva marittima e ne fa parte; adempie alle operazioni per la formazione del contingente di leva; arruola e avvia gli iscritti sotto le armi; tiene i ruoli e le matricole degli uomini in congedo illimitato; compie le operazioni inerenti alla mobilitazione della Forza armata;
  4. c) adempie ogni altra attività a supporto della Forza armata in coerenza con le disposizioni del presente codice e della normativa in esso richiamata.
  5. Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera concorre, in particolare, nell’ambito della Forza armata, allo svolgimento delle seguenti attività:
  6. a) assicurare la difesa dello Stato mediante:

1) la protezione delle unità navali e delle installazioni di interesse militare;

2) il pattugliamento e la sorveglianza della fascia costiera;

3) il supporto logistico alle forze navali nazionali e Nato nei sorgitori dove non è presente un’Autorità della Marina militare;

4) l’esercizio della funzione di presidio militare su delega dei Comandi marittimi; (92)

5) la partecipazione di uomini e mezzi sia alle attività presso i centri di addestramento della Marina militare sia alle esercitazioni aeronavali;

6) il supporto ai nuclei operatori subacquei, compatibilmente con le primarie esigenze di servizio;

  1. b) realizzare la pace e la sicurezza internazionale mediante:

1) la partecipazione alle missioni di embargo disposte dagli organismi internazionali preposti, attraverso il controllo e le ispezioni di unità mercantili;

2) la partecipazione al dispositivo navale di sorveglianza delle coste e delle acque interne di Paesi terzi a seguito di accordi internazionali;

3) lo svolgimento di operazioni di interdizione di carattere internazionale e di peace building nel settore della riorganizzazione dei servizi portuali e dei trasporti marittimi;

4) l’attività di formazione e di addestramento degli equipaggi appartenenti a marine estere;

  1. c) supportare l’organo cartografico di Stato (IIMM) per quanto concerne la documentazione nautica;
  2. d) svolgere i servizi militari attinenti al personale marittimo, alla difesa dei porti, delle installazioni militari e del naviglio mercantile indicati nel regolamento, nonché gli altri compiti assegnati alla Marina militare.
  3. Gli uffici periferici del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera dipendono, quanto ai servizi attinenti alla Marina militare, dai Comandi marittimi competenti per territorio. (93)

(92) Numero così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. h), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(93) Comma così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. h), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 133 Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto (94)

 

  1. Il Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, è nominato tra gli ufficiali in servizio permanente effettivo appartenenti al Corpo delle capitanerie di porto con il grado di ammiraglio ispettore, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa, e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
  2. Al Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, a decorrere dalla data di assunzione dell’incarico, è conferito il grado di ammiraglio ispettore capo in sovrannumero rispetto alle dotazioni organiche e, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1078, senza determinare vacanza organica nel grado inferiore. Rimane in carica per almeno due anni e, ove raggiunto dal limite di età, è richiamato in servizio d’autorità fino al termine del mandato.
  3. Il Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, nella qualità di Capo di corpo, dipende dal Capo di stato maggiore della Marina militare per gli aspetti tecnico-militari attinenti al Corpo.

(94) Articolo così sostituto dall’art. 2, comma 1, lett. u), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 134 Esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

 

  1. Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera:
  2. a) esercita le competenze relative alle materie del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per cui la legge e altre disposizioni normative prevedono la diretta attribuzione allo stesso;
  3. b) svolge, in regime di avvalimento, le attività a esso conferite nei settori riconducibili al competente Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  4. Nell’ambito delle funzioni di cui al comma 1, il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera, attraverso le proprie articolazioni periferiche:
  5. a) svolge la funzione generale di Autorità marittima ai sensi del codice della navigazione;
  6. b) ferme restando le attribuzioni in materia di coordinamento generale dei servizi di soccorso marittimo, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 662, è competente per l’esercizio delle funzioni di ricerca e salvataggio in mare, ai sensi degli articoli 69, 70 e 830 del codice della navigazione, di disciplina, monitoraggio e controllo del traffico navale, di sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, nonché delle relative attività di vigilanza e controllo, ai sensi del codice della navigazione, della legge 28 dicembre 1989, n. 422 e delle altre leggi speciali.
  7. Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera esercita ulteriori funzioni relativamente alle seguenti materie:
  8. a) comando dei porti ed esercizio delle funzioni di Autorità di sicurezza in materia di prevenzione da minacce, ai sensi del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 203;
  9. b) polizia nei porti e in corso di navigazione;
  10. c) sicurezza generale nei porti e nelle relative adiacenze, ai sensi dell’articolo 81 del codice della navigazione e, nei termini previsti dall’articolo 82 del predetto codice, sulle navi in porto e in corso di navigazione nel mare territoriale;
  11. d) polizia marittima;
  12. e) demanio marittimo ed esercizio dei relativi poteri di polizia amministrativa;
  13. f) personale marittimo;
  14. g) regime amministrativo della nave;
  15. h) diporto nautico;
  16. i) soccorso e polizia di sicurezza della navigazione nei laghi e nelle acque interne;
  17. l) autorità portuale nei porti in cui non è istituita un’Autorità portuale;
  18. m) servizi tecnico-nautici;
  19. n) sicurezza delle attività lavorative nei porti e a bordo di navi, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ed esercizio delle potestà organizzative e dei poteri di vigilanza in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro nell’ambito delle proprie strutture e dei propri mezzi operativi; (95)
  20. o) attività ispettiva in funzione di Port State Control Flag State, rispettivamente ai sensi delle direttive 2009/16/CE, 2009/15/CE e 106/2001/CE e successive modifiche;
  21. p) indagini e inchieste sui sinistri marittimi al fine di individuarne cause, circostanze e responsabilità in linea con la previsione del codice della navigazione e del relativo regolamento di esecuzione, nonché ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28;
  22. q) responsabilità civile per i danni dovuti a inquinamenti da combustibile delle navi;
  23. r) altre materie previste dal codice della navigazione e dalle altre leggi speciali che demandano al Corpo specifiche funzioni.

(95) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. t), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 135 Esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare

 

  1. Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera dipende funzionalmente dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell’articolo 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e dell’articolo 3 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, esercitando funzioni di vigilanza e controllo in materia di tutela dell’ambiente marino e costiero.
  2. In dipendenza delle attribuzioni di cui al comma 1, e fermo restando quanto previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202, il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera esercita, in particolare, le sottoelencate funzioni:
  3. a) nelle zone sottoposte alla giurisdizione nazionale svolge, in via prevalente, le attività di controllo relative all’esatta applicazione delle norme del diritto italiano, del diritto dell’Unione europea e dei trattati internazionali in vigore per l’Italia in materia di prevenzione e repressione di tutti i tipi di inquinamento marino, ivi compresi l’inquinamento da navi e da acque di zavorra, l’inquinamento da immersione di rifiuti, l’inquinamento da attività di esplorazione e di sfruttamento dei fondi marini e l’inquinamento di origine atmosferica, nonché in materia di protezione dei mammiferi e della biodiversità;
  4. b) nelle acque di giurisdizione e di interesse nazionale esercita, per fini di tutela ambientale e di sicurezza della navigazione, ai sensi della legge 7 marzo 2001, n. 51, il controllo del traffico marittimo;
  5. c) provvede, ai sensi degli articoli 135, 2°(gradi) comma, e 195, 5°(gradi) comma, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, alla sorveglianza e all’accertamento delle violazioni in materia di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche se dalle stesse possono derivare danni o situazioni di pericolo per l’ambiente marino e costiero, nonché alla sorveglianza e all’accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti e alla repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti;
  6. d) esercita, ai sensi dell’articolo 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, la sorveglianza nelle aree marine protette e sulle aree di reperimento;
  7. e) ai sensi dell’articolo 296, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, accerta le violazione e irroga le sanzioni di cui ai commi da 5 a 8 del predetto articolo;
  8. f) per le attività di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, attraverso la sua organizzazione periferica a livello di compartimento marittimo, opera, ai sensi della legge 16 luglio 1998, n. 239, articolo 7, sulla base di direttive vincolanti, generali e specifiche, del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare; in forza della medesima disposizione normativa per altri interventi e attività in materia di tutela e difesa del mare, il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare può avvalersi anche del Corpo delle capitanerie di porto, sulla base di specifiche convenzioni.

 

Art. 136 Esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali

 

  1. Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera dipende funzionalmente dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ai sensi del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, per l’esercizio delle funzioni delegate in materia di pesca marittima.
  2. In dipendenza delle attribuzioni di cui al comma 1, il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera esercita, in particolare, le sottoelencate funzioni:
  3. a) direzione, vigilanza e controllo sulla filiera della pesca, ai sensi dell’articolo 21 della legge 14 luglio 1965, n. 963;
  4. b) attività amministrativa in materia di pesca marittima sulla base di direttive impartite dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153;
  5. c) in base a quanto disposto dall’articolo 7, comma 2, del citato decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, centro di controllo nazionale della pesca, sulla base degli indirizzi concertati con le Regioni e in aderenza ai principi generali di cui all’articolo 118 della Costituzione;
  6. d) vigilanza e controllo sull’esatto adempimento delle norme relative alle provvidenze in materia di pesca previste dalla normativa nazionale e comunitaria;
  7. e) verifica della corretta applicazione delle norme sul commercio di prodotti ittici e biologici marini;
  8. f) partecipazione, mediante personale specializzato, alle attività di verifica sull’esatto adempimento della normativa comunitaria in materia di pesca, in base alla pianificazione, e alle discendenti fasi operative, disposte dai competenti organi comunitari.

 

Art. 137 Esercizio di funzioni dipendenti da altri Ministeri

 

  1. Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera svolge, nell’ambito delle attribuzioni di polizia giudiziaria previste dall’articolo 1235 del codice della navigazione e da altre leggi speciali, nonché ai sensi dell’articolo 57, comma 3, del codice di procedura penale, le sottoelencate funzioni, riconducibili nelle più generali competenze di altri ministeri:
  2. a) esercita l’attività di polizia stradale, ai sensi dell’articolo 12, comma 3, lettera f), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
  3. b) presta, ai sensi dell’articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nell’ambito della struttura permanente presso il Dipartimento della protezione civile, la necessaria collaborazione operativa per la pianificazione e la gestione delle emergenze in mare;
  4. c) concorre nell’attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nei termini stabiliti dagli articoli 5 e 99 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;
  5. d) concorre nell’attività di contrasto all’immigrazione illegale, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera d), della legge 30 luglio 2002, n. 189;
  6. e) concorre alla vigilanza finalizzata all’individuazione e alla salvaguardia dei beni del patrimonio storico, artistico e archeologico, con particolare riguardo ai reperti archeologici sommersi;
  7. f) attua le competenze a esso demandate in materia di disciplina del collocamento della gente di mare.

 

Art. 138 Profili organizzativi e funzionali

 

  1. L’esercizio a livello centrale e periferico, da parte del Corpo delle capitanerie di porto, delle competenze di cui agli articoli 134, 135, 136 e 137, avviene mediante le proprie risorse umane e strumentali.
  2. Il Corpo delle capitanerie di porto è soggetto alle misure organizzative e funzionali adottate ai sensi dell’articolo 26 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2009, n. 14, nel rispetto dei principi e criteri direttivi che vi sono enunciati. (96)

(96) Comma così corretto da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126.

 

Capo IV

Aeronautica militare

Art. 139 Istituzione e funzioni dell’Aeronautica militare

 

  1. L’Aeronautica militare, quale complesso delle forze militari aeree, delle basi aeree, delle scuole, dei servizi ed enti aeronautici, costituisce la componente operativa aerea della difesa militare dello Stato.

 

Art. 140 Ispettorato per la sicurezza del volo

 

  1. L’Ispettorato per la sicurezza del volo dipende direttamente dal Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e coordina l’investigazione, al fine della prevenzione, sulle cause degli incidenti di volo degli aeromobili di cui all’articolo 748 del codice della navigazione.
  2. L’Ispettorato è articolato in uffici, le cui competenze sono stabilite con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 141 Ispettorato dell’Aviazione per la Marina militare

 

  1. L’ispettore dell’Aviazione per la Marina militare, ufficiale generale del ruolo naviganti normale dell’Aeronautica, sovrintende, per conto dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare, alle attività tecniche e logistiche dei reparti di aviazione antisommergibile di cui all’articolo 125 e del relativo addestramento tecnico professionale.
  2. Le attribuzioni dell’Ispettore dell’Aviazione per la Marina militare sono definite con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, sentito il Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 142 Comando della squadra aerea

 

  1. Il Comando della squadra aerea, retto da un generale di squadra aerea e posto alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, esercita le attribuzioni in materia di addestramento, predisposizione e approntamento operativo dei reparti, affinché gli stessi acquisiscano e mantengano i previsti livelli di prontezza operativa.

1-bis. Il Comandante della squadra aerea è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa. (97)

  1. L’articolazione del Comando, le sedi, l’ordinamento e le funzioni delle unità e dei reparti dipendenti sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

(97) Comma inserito dall’art. 14, comma 2, lett. c), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 143 Comando e controllo operativo delle Forze aeree (98)

 

  1. Il Comando della squadra aerea esercita, altresì, le funzioni di comando e controllo connesse con le operazioni o esercitazioni aeree d’interesse della Forza armata; il relativo Comandante espleta la funzione di Comandante operativo delle Forze aeree e designa, quando previsto, il Comandante operativo delle Forze aeree interalleate.
  2. Il Comando della squadra aerea si integra con il relativo comando interalleato.

(98) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. u), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 144 Articolazione territoriale dell’Aeronautica militare

 

  1. Sono posti alle dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare i comandi di regione aerea, retti da ufficiali generali; il Capo di stato maggiore ne disciplina le funzioni territoriali e i compiti di collegamento con gli enti e le amministrazioni locali.
  2. L’articolazione dei comandi, le sedi, l’ordinamento e le funzioni delle unità e dei reparti dipendenti, sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 145 Comando logistico dell’Aeronautica militare

 

  1. Il Comando logistico, posto alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, costituisce il vertice della struttura tecnica, logistica e amministrativa della Forza armata, e garantisce il supporto necessario a consentire la massima operatività della stessa.
  2. L’articolazione e i compiti del Comando, le sedi, l’ordinamento e le funzioni degli enti dipendenti, sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 146 Comando delle scuole dell’Aeronautica militare

 

  1. Il Comando delle scuole dell’Aeronautica militare, retto da un generale di squadra e posto alle dipendenze del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, esercita le attribuzioni in materia di reclutamento, selezione, formazione, qualificazione specialistica basica del personale dell’Aeronautica militare appartenente a tutte le categorie, nonché l’addestramento iniziale al volo del personale navigante anche di altre Forze armate o di polizia, finalizzato al conseguimento del brevetto di pilota o navigatore militare.
  2. Dal Comando delle scuole dipendono:
  3. a) l’Istituto di scienze militari aeronautiche;
  4. b) l’Accademia aeronautica;
  5. c) la Scuola marescialli dell’Aeronautica militare;
  6. d) la Scuola specialisti dell’Aeronautica militare;
  7. e) la Scuola volontari dell’Aeronautica militare; (100)
  8. f) la Scuola militare aeronautica «Giulio Douhet». (99)
  9. Le sedi, l’ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti di cui al comma 1, sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica. (101)

(99) Comma così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. v), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(100) Lettera così modificata dall’art. 7, comma 2, lett. a), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(101) Comma così sostituito dall’art. 7, comma 2, lett. a), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 147 Ruoli e Corpi dell’Aeronautica militare

 

  1. L’Aeronautica militare si compone dei seguenti elementi:
  2. a) Arma aeronautica, articolata in ruoli, naviganti e armi, e specialità;
  3. b) Corpo del genio aeronautico;
  4. c) Corpo di commissariato aeronautico;
  5. d) Corpo sanitario aeronautico.
  6. Gli articoli 148, 149 e 150 stabiliscono, rispettivamente, la ripartizione e le attribuzioni degli elementi di cui al comma 1, lettere b), c) e d).

 

Art. 148 Corpo del genio aeronautico

 

  1. Il Corpo del genio aeronautico è costituito dagli ufficiali del genio aeronautico ed esercita funzioni tecniche inerenti:
  2. a) alla progettazione, alla costruzione, all’allestimento e all’armamento dei materiali aeronautici di qualsiasi specie, compresi gli immobili dell’Aeronautica militare;
  3. b) al collaudo e alla manutenzione del materiale aeronautico e degli stessi immobili dell’Aeronautica militare;
  4. c) disimpegna ogni altro servizio tecnico inerente all’impiego degli aeromobili militari ed esercita vigilanza tecnica sul materiale aeronautico dell’aviazione civile.
  5. Il genio aeronautico presiede al funzionamento tecnico e amministrativo:
  6. a) delle direzioni delle costruzioni aeronautiche e dei dipendenti uffici distaccati di sorveglianza;
  7. b) delle direzioni del demanio aeronautico dei comandi di zona aerea e dei comandi dell’Aeronautica militare;
  8. c) di impianti sperimentali e stabilimenti vari.

 

Art. 149 Corpo di commissariato aeronautico

 

  1. Il Corpo di commissariato aeronautico:
  2. a) esercita funzioni direttive, ispettive, logistiche, tecniche, amministrative e contabili per i servizi del contante, del vettovagliamento, del vestiario ed equipaggiamento, del casermaggio nonché degli altri materiali ordinari;
  3. b) svolge attività di studio, ricerca e sviluppo tecnico nei settori di specifico interesse e assolve funzioni in materia giuridica, economica e finanziaria; ricopre incarichi previsti dagli ordinamenti.
  4. Il Corpo di commissariato aeronautico presiede al funzionamento tecnico e amministrativo:
  5. a) delle direzioni di commissariato aeronautico, dei comandi di zona aerea e dei comandi dell’Aeronautica militare;
  6. b) di magazzini e stabilimenti vari.

 

Art. 150 Corpo sanitario aeronautico

 

  1. Il Corpo sanitario aeronautico, costituito dagli ufficiali medici dell’Aeronautica, esercita funzioni direttive e tecnico-professionali intese: (102)
  2. a) ad accertare la idoneità psico-fisica, attraverso servizi generali e speciali, del personale dell’Aeronautica militare, l’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea del personale militare e di altre pubbliche amministrazioni, nonché l’idoneità psico-fisica e la persistenza di tale idoneità degli aspiranti al conseguimento di licenze e attestati aeronautici; (103)
  3. b) a curare l’integrità fisica e tutelare l’igiene del personale dell’Aeronautica militare, provvedendo, a tali fini, all’allestimento e ai rifornimenti dei servizi e dei materiali occorrenti;
  4. c) allo svolgimento delle pratiche medico-legali interessanti il personale dell’Aeronautica militare.
  5. Il Corpo sanitario aeronautico presiede al funzionamento tecnico e amministrativo:
  6. a) degli istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare; (104)
  7. b) dei servizi sanitari ordinativamente costituiti;
  8. c) di magazzini e stabilimenti vari.
  9. Per le infermità di carattere generale, si provvede altresì al servizio sanitario dell’Aeronautica militare, con gli stabilimenti sanitari dell’Esercito italiano e della Marina militare, previ accordi con gli stati maggiori interessati.

(102) Alinea così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. i), n. 1.1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(103) Lettera così modificata dall’art. 10, comma 1, lett. i), n. 1.2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(104) Lettera così modificata dall’art. 10, comma 1, lett. i), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 151 Unità e comandi di volo dell’Aeronautica militare

 

  1. I reparti di volo si distinguono, secondo il livello ordinativo, in:
  2. a) squadriglia, unità organica fondamentale;
  3. b) gruppo;
  4. c) stormo;
  5. d) brigata aerea;
  6. e) divisione aerea;
  7. f) squadra aerea.
  8. La squadra, la divisione e la brigata costituiscono le grandi unità aeree.
  9. Le sedi, l’ordinamento e le funzioni delle unità e dei reparti di cui al comma 1 sono stabiliti con determinazione del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

 

Art. 152 Aviazione antisommergibile dell’Aeronautica militare

 

  1. L’aviazione antisommergibile è costituita dal complesso degli aerei e degli equipaggi, dei mezzi e del personale tecnico a terra, specificamente destinati a condurre azioni aeree nella lotta contro i sommergibili.
  2. I comandanti dei gruppi e delle squadriglie «antisommergibile» sono ufficiali dei ruoli naviganti dell’Arma aeronautica. Il pilotaggio di ciascun aereo è affidato a ufficiali dei ruoli naviganti dell’Arma aeronautica e a ufficiali di Marina piloti; le funzioni di primo pilota e il comando dell’aereo sono affidati al più elevato in grado o più anziano di detti ufficiali.

 

Art. 153 Reparti elicotteri delle altre Forze armate (105)

 

  1. L’Aeronautica militare provvede, anche nel campo degli elicotteri, al controllo della circolazione aerea e alla determinazione delle procedure e norme inerenti a tale circolazione, nonché all’organizzazione, funzionamento ed esercizio del soccorso aereo e del trasporto aereo, salva la facoltà da parte delle altre Forze armate di utilizzare gli elicotteri di cui dispongono per esigenze contingenti di soccorso e di trasporto riguardanti le proprie unità.
  2. All’Aeronautica militare competono, inoltre:
  3. a) la direzione e il coordinamento dell’impiego degli elicotteri in quelle attività militari che comportino il concorso di elicotteri di più Forze armate;
  4. b) il rilascio dei brevetti militari di pilota o pilota osservatore di elicottero e di specialista di elicottero o delle abilitazioni all’esercizio del volo sui vari tipi di elicotteri, nonché, ricorrendone le circostanze, il ritiro dei brevetti o la sospensione temporanea dall’attività di volo dei titolari degli stessi.

(105) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. n), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 154 Direzione di amministrazione dell’Aeronautica militare

 

  1. La Direzione di amministrazione è posta alle dipendenze dell’Ufficio generale centro di responsabilità amministrativa dell’Aeronautica militare e assolve i seguenti compiti: (106)
  2. a) assicura il finanziamento degli enti attraverso la disponibilità dei fondi accreditati dall’amministrazione centrale sulle apposite contabilità speciali e la resa dei relativi conti;
  3. b) svolge le funzioni di natura giuridico amministrativa devolute in relazione all’ordinamento di Forza armata;
  4. c) esercita l’azione di controllo amministrativo nei confronti degli enti sia in sede ispettiva sia in sede di revisione degli atti di gestione anche per conto dell’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero della difesa.

(106) Alinea così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. l), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Capo V

Arma dei carabinieri

Sezione I

Compiti e attribuzioni

Art. 155 Istituzione e funzioni dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’Arma dei carabinieri ha collocazione autonoma nell’ambito del Ministero della difesa, con rango di Forza armata ed è forza militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza, con le speciali prerogative conferite dalla normativa vigente. Ai sensi dell’articolo 3 della legge 14 maggio 2010, n. 84, è la Forza di polizia italiana a statuto militare per la Forza di gendarmeria europea (EUROGENDFOR). (107)

(107) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. z), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 156 Compiti militari dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’Arma dei carabinieri, sulla base delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa:
  2. a) concorre all’attuazione delle predisposizioni di mobilitazione delle Forze armate di cui all’articolo 88;
  3. b) concorre alla difesa integrata del territorio nazionale; il concorso è definito dai Capi di stato maggiore di Forza Armata, responsabili dell’approntamento e dell’impiego dei rispettivi dispositivi di difesa, in accordo con il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri;
  4. c) partecipa alle operazioni militari all’estero.
  5. Nell’ambito delle operazioni di cui al comma 1, lettera c), l’Arma dei carabinieri:
  6. a) partecipa anche a operazioni per il mantenimento e il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale, al fine, in particolare, di realizzare condizioni di sicurezza e ordinata convivenza nelle aree d’intervento;
  7. b) concorre ad assicurare il contributo nazionale alle attività promosse dalla comunità internazionale o derivanti da accordi internazionali, volte alla ricostituzione e al ripristino dell’operatività dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze armate, assolvendo compiti di addestramento, consulenza, assistenza e osservazione.
  8. I compiti connessi con la partecipazione alle operazioni militari e le esigenze di carattere militare, di cui al presente articolo, sono assolti sulla base delle direttive e dei rapporti di dipendenza operativi stabiliti dal Capo di stato maggiore della difesa e limitatamente al concorso alla difesa integrata del territorio.
  9. Nell’ambito dei compiti militari, l’Arma dei carabinieri:
  10. a) concorre alla tutela del bene della collettività nazionale in casi di pubbliche calamità;
  11. b) fornisce all’autorità individuata dal Presidente del Consiglio dei ministri, nell’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 124, elementi informativi necessari per il rilascio delle abilitazioni di sicurezza agli appartenenti alle Forze armate, al personale civile dell’Amministrazione della difesa, nonché alle persone fisiche e giuridiche per lo svolgimento di attività produttive attinenti alla sicurezza militare dello Stato.

 

Art. 157 Funzioni di polizia giudiziaria militare dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’Arma dei carabinieri esercita le funzioni di polizia giudiziaria militare, secondo quanto stabilito dall’articolo 91, ferme restando le attribuzioni e le qualifiche dei Comandanti di corpo, di distaccamento o di posto delle varie Forze armate.

 

Art. 158 Sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli uffici degli addetti militari all’estero

 

  1. L’Arma dei carabinieri assicura i servizi di sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari, nonché degli uffici degli addetti militari all’estero.
  2. Concorre, inoltre, ad affrontare particolari situazioni di emergenza o di crisi, locali o internazionali, che dovessero mettere in pericolo la sicurezza delle suddette rappresentanze, assicurando la disponibilità di personale appartenente a reparti speciali.
  3. L’impiego del personale di cui al comma 2 è disposto sulla base delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa.

 

Art. 159 Compiti d’istituto dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’Arma dei carabinieri, quale Forza militare di polizia ai sensi dell’articolo 155:
  2. a) assicura il mantenimento dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini, della loro incolumità e della tutela della proprietà, ai sensi della legislazione vigente;
  3. b) svolge le funzioni di struttura operativa del servizio nazionale di protezione civile, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
  4. c) espleta gli altri compiti previsti dalla normativa vigente.

 

Art. 160 Speciali compiti dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’Arma dei carabinieri provvede, altresì:
  2. a) ai servizi presso la Presidenza della Repubblica;
  3. b) alle scorte d’onore;
  4. c) ai servizi presso gli uffici giudiziari.

 

Art. 161 Funzioni di polizia giudiziaria e sicurezza pubblica dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’Arma dei carabinieri esercita, ai sensi della normativa vigente:
  2. a) funzioni di polizia giudiziaria;
  3. b) funzioni di sicurezza pubblica.

 

Sezione II

Ordinamento

Art. 162 Dipendenze dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’Arma dei carabinieri dipende:
  2. a) tramite il Comandante generale, dal Capo di stato maggiore della difesa per quanto attiene ai compiti militari;
  3. b) funzionalmente dal Ministro dell’interno, per quanto attiene ai compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
  4. Per gli aspetti tecnico-amministrativi, l’Arma dei carabinieri fa capo:
  5. a) al Ministero della difesa per quanto concerne il personale, l’amministrazione e le attività logistiche;
  6. b) al Ministero dell’interno per l’accasermamento e il casermaggio connessi con l’assolvimento dei compiti indicati al comma 1, lettera b), nonché per l’utilizzazione delle risorse finanziarie finalizzate al potenziamento delle Forze di polizia.
  7. I reparti dell’Arma costituiti nell’ambito di dicasteri, organi o autorità nazionali per l’assolvimento di compiti specifici dipendono funzionalmente dai titolari dei dicasteri, organi e autorità. I reparti e gli uffici dell’Arma costituiti nell’ambito interforze, dei comandi e degli organismi alleati in Italia e all’estero ovvero delle Forze armate, dipendono, tramite i relativi comandanti, rispettivamente dal Capo di stato maggiore della difesa e dai Capi di stato maggiore di Forza armata.

 

Art. 163 Comandante generale dell’Arma dei carabinieri

 

  1. Il Comandante generale è componente, oltre che degli organismi collegiali previsti dal codice e dal regolamento:
  2. a) del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, ai sensi dell’articolo 18 della legge 1°(gradi) aprile 1981, n. 121;
  3. b) del Consiglio generale per la lotta alla criminalità organizzata, ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 30 dicembre 1991, n. 410.

 

Art. 164 Attribuzioni del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri in campo operativo, addestrativo e tecnico logistico (108)

 

  1. Il Comandante generale è organo centrale di sicurezza dell’Arma dei carabinieri e sulla base delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa:
  2. a) individua i reparti e il personale da impiegare per l’assolvimento dei compiti connessi con le funzioni di polizia militare e la partecipazione a operazioni militari in Italia e all’estero, e ne assicura la disponibilità, nonché l’autonomia logistica, fermo restando l’assolvimento degli altri compiti istituzionali previsti dal codice, ed è responsabile del relativo addestramento e approntamento;
  3. b) formula le proposte di competenza per la pianificazione operativa;
  4. c) determina, relativamente all’Arma dei carabinieri, le modalità attuative della mobilitazione e l’entità delle relative scorte;
  5. d) concorda con la Direzione generale competente la designazione del personale civile, ferme restando le attribuzioni del Segretario generale della difesa;
  6. e) assicura, per l’esecuzione di operazioni ed esercitazioni, nazionali e multinazionali, la disponibilità quantitativa e qualitativa delle forze stabilite dal Capo di stato maggiore della difesa, individuando i relativi reparti; in tale quadro, definisce l’attività addestrativa ed esercita, anche avvalendosi dei comandi dipendenti, le funzioni, se delegate, di comando operativo per le operazioni e le esercitazioni dell’Arma dei carabinieri;
  7. f) è responsabile dell’organizzazione e dell’approntamento delle unità e dei reparti dell’Arma anche per l’assolvimento degli impegni derivanti da accordi e trattati internazionali;
  8. g) dispone il concorso dell’Arma dei carabinieri alla difesa integrata del territorio nazionale;
  9. h) promuove lo svolgimento di percorsi di formazione presso altre scuole delle amministrazioni statali, nonché presso soggetti pubblici e privati, e di periodi di studio presso amministrazioni e istituzioni dei Paesi dell’Unione europea e organizzazioni internazionali.
  10. Il Comandante generale:
  11. a) fermo restando quanto disposto dall’articolo 177, determina l’ordinamento, le circoscrizioni territoriali, gli organici e le modalità di funzionamento dei comandi, reparti, unità, istituti ed enti vari, emanando le relative disposizioni nei settori di attività tecnico-operativa;
  12. b) determina l’istituzione o la soppressione di posti fissi o stazioni temporanee;
  13. c) approva i programmi e impartisce le disposizioni riguardanti l’addestramento e il perfezionamento della preparazione professionale del personale dell’Arma;
  14. d) approva le pubblicazioni dell’Arma dei carabinieri.
  15. Il Comandante generale, nel settore tecnico-logistico:
  16. a) determina le politiche di impiego, di gestione e di mantenimento del parco, le dotazioni e le scorte, la regolamentazione tecnica;
  17. b) sentito, su iniziativa del Capo di stato maggiore della difesa, il Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze armate, determina:

1) le linee di pianificazione e programmazione tecnica;

2) i programmi, le ricerche, gli studi e le sperimentazioni;

3) l’adozione di nuovi materiali specifici per le esigenze dell’Arma.

  1. Allo scopo di assicurare efficienza, economicità, speditezza e rispondenza al pubblico interesse delle attività istituzionali dell’Arma dei carabinieri, il Comandante generale adotta misure di razionalizzazione dell’organizzazione, della gestione e del funzionamento del sostegno tecnico, logistico e amministrativo tese al recupero di personale da destinare al servizio d’istituto e al miglioramento del supporto dei reparti, prevedendo anche l’affidamento di servizi a terzi, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.
  2. Al fine di pervenire all’attuazione dei necessari adeguamenti delle procedure tecniche, logistiche e amministrative in relazione alle specifiche esigenze dell’Arma dei carabinieri, il Ministro della difesa stabilisce con proprio decreto i settori nei quali il Comandante generale, d’intesa con il Segretariato generale della difesa, è autorizzato a procedere alla revisione delle relative discipline di carattere amministrativo.

(108) Sulle competenze del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri vedi l’art. 1, D.M. 22 giugno 2016.

 

Art. 165 Attribuzioni del Comandante generale in materia di reclutamento, stato, avanzamento e impiego (111)

 

  1. Il Comandante generale, ferme le altre competenze e attribuzioni in materia di impiego, reclutamento, stato, avanzamento e disciplina del personale, previste dal codice, propone al Capo di stato maggiore della difesa le destinazioni dei generali di corpo d’armata e, per le esigenze in ambito Difesa:
  2. a) i generali di grado non inferiore a generale di divisione da destinare agli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale, fermo restando quanto previsto dall’articolo 89 del regolamento;
  3. b) gli ufficiali da destinare all’impiego in ambito internazionale, in incarichi interforze e in altri dicasteri.
  4. Il Comandante generale determina le destinazioni degli ufficiali dipendenti, previo nulla osta del Ministro dell’interno per quelli trasferiti da o per l’organizzazione territoriale e gli organismi interforze di polizia, dandone preventiva comunicazione al Capo di stato maggiore della difesa per i generali di divisione e di brigata.
  5. Il Comandante generale è presidente della commissione superiore e vice presidente della commissione di vertice per l’avanzamento degli ufficiali dei carabinieri, indica al Capo di stato maggiore della difesa gli ufficiali generali da proporre al Ministro della difesa quali componenti delle commissioni di vertice e superiore d’avanzamento, e propone al Ministro della difesa gli ufficiali da designare quali componenti della commissione ordinaria d’avanzamento.
  6. Il Comandante generale esprime in maniera motivata il parere sulla concessione delle ricompense al valore e al merito dell’Arma dei carabinieri. (110)
  7. Il Comandante generale può ordinare direttamente l’inchiesta formale nei confronti del personale dipendente e designa i componenti della commissione di disciplina per il personale nei cui confronti ha ordinato l’inchiesta formale. (109)

(109) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. aa), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(110) Comma così modificato dall’art. 10, comma 1, lett. l), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(111) Sulle competenze del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri vedi l’art. 1, D.M. 22 giugno 2016.

 

Art. 166 Attribuzioni del Comandante generale in campo finanziario e amministrativo (112)

 

  1. Il Comandante generale svolge le funzioni di capo ente programmatore, di direttore generale titolare di centro di responsabilità amministrativa e, ai fini del decentramento amministrativo, di comandante militare territoriale sull’intero territorio nazionale.
  2. Il Comandante generale propone, quale capo di ente programmatore, al Capo di stato maggiore della difesa, l’allocazione degli stanziamenti sui capitoli di bilancio dell’Arma dei carabinieri e ne detiene l’impiego operativo.
  3. Il Comandante generale provvede, quale direttore generale titolare di centro di responsabilità amministrativa, nell’ambito delle risorse assegnate dal Ministro della difesa, all’amministrazione dei capitoli di bilancio dell’Arma dei carabinieri, esercitando i poteri di spesa e le connesse funzioni in materia contrattuale e di gestione amministrativo-contabile, e definendo i limiti di valore delle spese che gli ufficiali di livello dirigenziale sottordinati possono impegnare.
  4. Il Comandante generale si avvale, quale comandante militare territoriale per gli enti dipendenti dal Comando generale, della direzione di amministrazione di cui all’articolo 171.

(112) Sulle competenze del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri vedi l’art. 1, D.M. 22 giugno 2016.

 

Art. 167 Attribuzioni del Comandante generale in campo internazionale

 

  1. Il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri provvede, su delega del Capo di stato maggiore della difesa e in conformità agli indirizzi del Ministro della difesa, informandone, salvo il caso in cui si tratti di materie esclusivamente militari, previamente il Ministro dell’interno, alla predisposizione e alla gestione dei protocolli di intesa e degli accordi tecnici internazionali finalizzati allo scambio di esperienze con paritetici organismi esteri, nei settori organizzativo, addestrativo, tecnico-scientifico e logistico di specifico interesse dell’Arma dei carabinieri.

 

Art. 168 Attribuzioni del Vice comandante generale

 

  1. Il Vice comandante generale è il generale di corpo d’armata in servizio permanente effettivo più anziano in ruolo ed è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa. Il decreto di nomina è predisposto dal Comandante generale e trasmesso dal Capo di stato maggiore della difesa.
  2. Rimane in carica con mandato della durata massima di un anno, salvo che nel frattempo non deve cessare dal servizio permanente effettivo per limiti di età o per altra causa; è gerarchicamente preminente rispetto agli altri generali di corpo d’armata dell’Arma dei carabinieri.
  3. Il Ministro della difesa ha facoltà di escludere il generale di corpo d’armata più anziano e proporre la nomina di quello che lo segue in ordine di anzianità.
  4. Il Vice comandante generale esercita le funzioni vicarie in caso di assenza o di impedimento del Comandante generale e lo coadiuva, assolvendo le funzioni e i compiti delegati; presiede la commissione ordinaria di avanzamento degli ufficiali dei carabinieri e su delega del Comandante generale effettua ispezioni agli Alti Comandi dell’Arma. (113)

(113) Comma così modificato dall’art. 13, comma 1, lett. a), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 169 Articolazione dell’Arma dei carabinieri

 

  1. La struttura organizzativa dell’Arma dei carabinieri è articolata in:
  2. a) Comando generale;
  3. b) organizzazione addestrativa;
  4. c) organizzazione territoriale;

c-bis) organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare; (114)

  1. d) organizzazione mobile e speciale;
  2. e) reparti per esigenze specifiche.

(114) Lettera inserita dall’art. 8, comma 2, lett. a), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

 

Art. 170 Comando generale dell’Arma dei carabinieri

 

  1. Il Comando generale è la struttura mediante la quale il Comandante generale dirige, coordina e controlla le attività dell’Arma. In particolare:
  2. a) assicura l’analisi dei fenomeni criminosi e il raccordo delle attività operative condotte dai reparti dell’Arma;
  3. b) mantiene, per tutto ciò che non attiene ai compiti militari, i rapporti con i ministeri e con gli altri organi centrali della pubblica amministrazione nonché, nei casi previsti dalle norme in vigore, con gli organismi internazionali, fermi restando i rapporti di dipendenza funzionale dal Ministro dell’interno.
  4. Il Comando generale è costituito dallo Stato maggiore, direzioni, reparti e uffici, disciplinati con determinazione del Comandante generale.

 

Art. 171 Direzione di amministrazione dell’Arma dei carabinieri

 

  1. La Direzione di amministrazione è posta alle dipendenze del Comando generale dell’Arma dei carabinieri e ha competenza territoriale nazionale per gli enti dipendenti dal medesimo Comando generale.

 

Art. 172 Organizzazione addestrativa dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’organizzazione addestrativa provvede, secondo gli obiettivi definiti dal Comando generale, alla formazione, all’aggiornamento e alla specializzazione del personale dell’Arma dei carabinieri. Essa comprende:
  2. a) il Comando delle scuole dell’Arma dei carabinieri, retto da generale di corpo d’armata che assicura univocità di indirizzo addestrativo e didattico, persegue l’elevazione del livello professionale del personale ed esercita il comando sugli istituti d’istruzione dell’Arma dei carabinieri;
  3. b) l’Accademia dell’Arma dei carabinieri;
  4. c) la Scuola ufficiali;
  5. d) la Scuola marescialli;
  6. e) la Scuola brigadieri;
  7. f) le scuole carabinieri;
  8. g) istituti e centri di perfezionamento e specializzazione.

 

Art. 173 Organizzazione territoriale dell’Arma dei carabinieri (115)

 

  1. L’organizzazione territoriale, componente fondamentale dell’Arma, comprende:
  2. a) Comandi interregionali, retti da generale di corpo d’armata, che esercitano funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi legionali, nonché assicurano la gestione della disciplina e l’attività ispettiva tecnico-logistica;
  3. b) Comandi legionali, con competenza sul territorio di una o più regioni amministrative, retti da generale di divisione o di brigata, cui risale la responsabilità della gestione del personale e competono le funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo delle attività dei comandi provinciali, nonché assicurano attraverso i propri organi, il sostegno tecnico, logistico e amministrativo di tutti i reparti dell’Arma dislocati nell’area di competenza, anche se appartenenti ad altre organizzazioni;
  4. c) Comandi provinciali, retti da generale di brigata o da colonnello, cui sono attribuite, le funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei reparti dipendenti, e la responsabilità dell’analisi e del raccordo delle attività operative e di contrasto della criminalità condotte nella provincia anche da reparti di altre organizzazioni dell’Arma;
  5. d) Comandi a livello infraprovinciale, retti da ufficiale e differentemente strutturati in rapporto alla loro estensione e rilevanza operativa, cui compete prioritariamente la responsabilità della direzione e del coordinamento delle attività di controllo del territorio e di contrasto delle manifestazioni di criminalità a rilevanza locale, nonché l’assolvimento dei compiti militari;
  6. e) Comandi di stazione, peculiari articolazioni di base dell’Arma dei carabinieri a livello locale, cui compete la responsabilità diretta del controllo del territorio e delle connesse attività istituzionali, nonché l’assolvimento dei compiti militari. Sono retti, di massima e in relazione alla rilevanza dell’impegno operativo, da luogotenente, maresciallo maggiore o maresciallo capo.
  7. L’organizzazione territoriale, struttura essenziale per il controllo del territorio, costituisce riferimento per i reparti delle altre organizzazioni dell’Arma nell’espletamento delle attività di rispettiva competenza.

(115) Articolo così sostituto dall’art. 25, comma 1, D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 174 Organizzazione mobile e speciale dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’organizzazione mobile e speciale comprende reparti dedicati, in via prioritaria o esclusiva, all’espletamento, nell’ambito delle competenze attribuite all’Arma dei carabinieri, di compiti particolari o che svolgono attività di elevata specializzazione, a integrazione, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale.
  2. L’organizzazione di cui al comma 1 si articola in:
  3. a) Comando unità mobili e specializzate, retto da generale di corpo d’armata, che esercita funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi di divisione dipendenti;
  4. b) Comandi, retti da generale di divisione o di brigata, che esercitano funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei reparti alle dirette dipendenze (116).

(116) Lettera così modificata dall’art. 8, comma 2, lett. b), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

 

Art. 174-bis Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (117)

 

  1. L’organizzazione forestale, ambientale e agroalimentare comprende reparti dedicati, in via prioritaria o esclusiva, all’espletamento, nell’ambito delle competenze attribuite all’Arma dei carabinieri, di compiti particolari o che svolgono attività di elevata specializzazione in materia di tutela dell’ambiente, del territorio e delle acque, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale.
  2. L’organizzazione di cui al comma 1, si articola in:
  3. a) Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, che, ferme restando la dipendenza dell’Arma dei carabinieri dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, tramite il comandante generale, per i compiti militari, e la dipendenza funzionale dal Ministro dell’interno, per i compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ai sensi dell’articolo 162, comma 1, dipende funzionalmente dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per le materie afferenti alla sicurezza e tutela agroalimentare e forestale. Del Comando si avvale il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, limitatamente allo svolgimento delle specifiche funzioni espressamente riconducibili alle attribuzioni del medesimo Ministero. Il Comando è retto da generale di corpo d’armata che esercita funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi dipendenti. L’incarico di vice comandante del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare è attribuito al Generale di divisione in servizio permanente effettivo del ruolo forestale;
  4. b) Comandi, retti da generale di divisione o di brigata, che esercitano funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei reparti dipendenti.

(117) Articolo inserito dall’art. 8, comma 2, lett. c), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

 

Art. 175 Reparti e unità dell’Arma dei carabinieri per esigenze specifiche

 

  1. Costituiscono reparti e unità per esigenze specifiche:
  2. a) il Reggimento corazzieri;
  3. b) i reparti per le esigenze degli organi costituzionali;
  4. c) i reparti e gli uffici presso gli organi della Difesa, dell’Esercito italiano, della Marina militare, dell’Aeronautica militare, i comandi e gli organismi internazionali in Italia e all’estero;
  5. d) i reparti di volo, i reparti a cavallo e le unità navali;
  6. e) le unità paracadutiste ed eliportate;
  7. f) il gruppo di intervento speciale;
  8. g) la banda dell’Arma dei carabinieri;
  9. h) le unità presso dicasteri vari.
  10. L’Arma, inoltre, concorre con proprio personale all’attività degli organismi interforze secondo le norme che ne regolano la composizione e il funzionamento.

 

Art. 176 Organi di polizia militare dell’Arma dei carabinieri

 

  1. Alle funzioni di polizia militare, incluse quelle di assistenza ai comandi e alle unità militari, provvedono, nell’ambito definito dall’articolo 90, i reparti territoriali, gli uffici, i comandi e i reparti costituiti presso gli organi centrali della difesa, presso le Forze armate, gli organismi NATO e gli altri organismi internazionali in Italia e all’estero, nonché le altre unità appositamente individuate.

 

Art. 177 Procedure per l’istituzione e la soppressione di reparti dell’Arma dei carabinieri

 

  1. Il Comandante generale istituisce o sopprime comandi territoriali di livello non superiore a comando provinciale con propria determinazione, previo assenso del Ministro della difesa, che si pronuncia di concerto con il Ministro dell’interno.
  2. Salvo quanto previsto dall’articolo 11 della legge 31 marzo 2000, n. 78, l’istituzione o la soppressione di comandi diversi da quelli di cui al comma 1, nei limiti delle dotazioni di personale previste dalle disposizioni vigenti, è disposta dal Comandante generale, previo consenso del Capo di stato maggiore della difesa, con l’assenso del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’interno se si tratti di comandi che svolgono servizi o attività di pubblica sicurezza e ordine pubblico.

 

Art. 178 Qualifiche di polizia giudiziaria

 

  1. Agli appartenenti ai ruoli degli ufficiali, esclusi gli ufficiali generali, degli ispettori e dei sovrintendenti è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.
  2. Agli appartenenti al ruolo degli appuntati e carabinieri è attribuita la qualifica di agente di polizia giudiziaria.
  3. Gli appuntati, limitatamente al periodo in cui hanno l’effettivo comando di una stazione dell’Arma, sono ufficiali di polizia giudiziaria.
  4. Gli appartenenti all’Arma dei carabinieri, in base alle qualifiche di polizia giudiziaria loro attribuite, adempiono verso l’autorità giudiziaria agli obblighi di legge che loro incombono, osservate le disposizioni che regolano i propri rapporti interni di dipendenza gerarchica.

 

Art. 179 Qualifiche di pubblica sicurezza

 

  1. Gli ufficiali dei carabinieri hanno la qualifica di ufficiali di pubblica sicurezza, ai sensi della normativa vigente.
  2. Agli appartenenti ai ruoli degli ispettori, dei sovrintendenti e degli appuntati e carabinieri è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.
  3. I luogotenenti e i marescialli maggiori, oltre quanto già specificato, sono sostituti ufficiali di pubblica sicurezza e sostituiscono i superiori gerarchici in caso di assenza o impedimento di questi, assumendo anche la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza. (118)

(118) Comma così sostituto dall’art. 26, comma 1, D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 180 Disposizioni ulteriori in tema di organizzazione e servizio dell’Arma dei carabinieri

 

  1. Nel regolamento sono disciplinate le relazioni dell’Arma dei carabinieri con le altre autorità militari e civili.
  2. Il Ministro della difesa, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, adotta, di concerto con il Ministro dell’interno limitatamente alle parti relative ai compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, il regolamento generale dell’Arma dei carabinieri che stabilisce:
  3. a) l’organizzazione e il funzionamento delle strutture e dei mezzi dell’Arma dei carabinieri;
  4. b) l’organizzazione e l’esecuzione del servizio istituzionale.

 

Titolo V

Sanità militare

Capo I

Disposizioni generali

Art. 181 Istituzione e funzioni del Servizio sanitario militare

 

  1. Il Servizio sanitario militare, di seguito denominato: «Sanità militare» provvede: (119)
  2. a) all’accertamento dell’idoneità dei cittadini al servizio militare;
  3. b) all’accertamento dell’idoneità dei militari al servizio incondizionato;
  4. c) alla tutela della salute dei militari;
  5. d) ai rifornimenti e allestimenti dei materiali tecnici e di servizio generale che occorrono per i bisogni in tempo di pace, di guerra o di grave crisi internazionale;
  6. e) a ogni altro adempimento previsto dal presente codice, dal regolamento o dalla legge.

(119) Alinea così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. bb), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 182 Rapporti con la legislazione in materia sanitaria e di igiene pubblica

 

  1. Sono di competenza della Sanità militare le funzioni amministrative concernenti:
  2. a) l’organizzazione sanitaria militare;
  3. b) le attività indicate nell’articolo 181;
  4. c) le attività di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193.
  5. Relativamente alle funzioni di igiene, sanità pubblica e polizia veterinaria, di cui all’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, sono fatte salve in materia di ordinanze, di accertamenti preventivi, di istruttoria o di esecuzione dei relativi provvedimenti, le attività di istituto delle Forze armate che, nel quadro delle suddette misure sanitarie, ricadono sotto la responsabilità delle competenti autorità.
  6. La Sanità militare applica le disposizioni delle leggi concernenti la tutela dell’igiene e della sanità pubblica, ivi comprese quelle relative alla manipolazione, preparazione e distribuzione di alimenti e bevande, nonché della sanità pubblica veterinaria, compatibilmente con le particolari esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare. (120)

(120) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. cc), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 183 Rapporti con il servizio sanitario nazionale

 

  1. Per far fronte alle esigenze della Sanità militare che non possono essere soddisfatte con il proprio personale, il Ministero della difesa può stipulare convenzioni, nei limiti di stanziamento di bilancio, con le aziende sanitarie locali, con gli enti e gli istituti di cui agli articoli 39, 40, 41 e 42 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonché con i policlinici a gestione diretta, per prestazioni professionali rese dal personale delle stesse aziende, nei limiti di orario previsto per il predetto personale.
  2. Analoghe convenzioni possono essere stipulate con medici civili, generici o specialisti, se le esigenze della Sanità militare non possono essere soddisfatte con il personale medico militare o con quello delle unità sanitarie locali e degli enti e istituti di cui al comma 1.
  3. Il Ministero della difesa può, sempre che ricorrano le condizioni di cui al comma 2, stipulare convenzioni anche con laureati in medicina veterinaria, chimica, psicologia e biologia, estranei all’Amministrazione dello Stato.
  4. Le convenzioni con i medici civili sono stipulate con l’osservanza dei contenuti normativi ed economici previsti dagli accordi collettivi nazionali che disciplinano i rapporti fra servizio sanitario nazionale e medici.
  5. I compensi da corrispondere ai laureati, di cui al comma 3, sono stabiliti annualmente con decreto del Ministro della difesa, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
  6. Con decreto del Ministro della salute e del Ministro della difesa sono individuate:
  7. a) d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, e nel rispetto delle indicazioni degli strumenti di programmazione regionale, tenuto conto della localizzazione e della disponibilità di risorse delle altre strutture sanitarie pubbliche esistenti, le strutture sanitarie militari accreditabili, nonché le specifiche categorie destinatarie e le prestazioni ai fini della stipula degli accordi contrattuali previsti dall’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502; gli accordi contrattuali sono stipulati tra le predette strutture sanitarie militari e le regioni nel rispetto della reciproca autonomia;
  8. b) le categorie destinatarie e le tipologie delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie militari. (121)

(121) In attuazione di quanto disposto dalla presente lettera vedi il D.M. 4 marzo 2015.

 

Art. 184 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per le Forze armate

 

  1. La normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applica alle Forze armate nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare, come valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici.
  2. I limiti di compatibilità e le esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare sono individuati nel regolamento, in questa parte emanato nel rispetto delle procedure previste dall’art. 3, comma 2, 1°(gradi) periodo del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

 

Art. 185 Sicurezza nucleare e protezione sanitaria per l’amministrazione della difesa

 

  1. Ai sensi dell’articolo 162 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, la materia della sicurezza nucleare e protezione sanitaria si applica all’Amministrazione della difesa, al fine di garantire la protezione della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti; la disciplina applicativa è contenuta nel regolamento, ove sono indicate le particolari esigenze connesse ai compiti istituzionali delle Forze armate in tempo di pace.
  2. Sono escluse dall’ambito di applicazione del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52, le sorgenti sigillate ad alta attività detenute per attività svolte nell’ambito del Ministero della difesa.

 

Art. 186 Altre disposizioni in materia di tutela dei lavoratori

 

  1. Le disposizioni sancite dal decreto legislativo 26 novembre 1999, n. 532, dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36 e dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, si applicano alle Forze armate, nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare.
  2. I limiti di compatibilità e le esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare di cui al comma 1, sono valutati dai competenti organismi militari sanitari e tecnici.

 

Art. 187 Disposizioni tecniche attuative

 

  1. Con decreto del Ministro della difesa sono emanate le disposizioni tecniche attuative dell’ordinamento della Sanità militare e dei servizi sanitari militari delle singole Forze armate.

1-bis. Forme di razionale coordinamento coerenti con i criteri interforze tra il Servizio sanitario militare e il Servizio sanitario del Corpo della Guardia di finanza possono essere assicurate, senza nuovi maggiori oneri per la finanza pubblica, mediante la stipula di apposite convenzioni fra il Comando generale della Guardia di finanza e lo Stato maggiore della difesa. (122)

(122) Comma aggiunto dall’art. 8, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Capo II

Organizzazione

Sezione I

Organi della sanità militare

Art. 188 Organi centrali

 

  1. Sono organi centrali della Sanità militare:
  2. a) la struttura organizzativa della Sanità militare costituita nell’ambito dell’Area tecnico-operativa del Ministero della difesa; (123)
  3. b) il Collegio medico-legale; (125)
  4. c) gli organi direttivi delle Forze armate di cui all’articolo 191. (124)

(123) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. dd), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, dall’art. 8, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(124) Lettera così sostituita dall’art. 1, comma 1, lett. dd), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(125) Lettera così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 189 Collegio medico-legale (128) (137)

 

  1. Il Collegio medico-legale esprime pareri medico-legali ed esegue le visite dirette ordinate o richieste dal Ministero della difesa, dalle sezioni giurisdizionali e di controllo della Corte dei conti, dagli organi della giustizia amministrativa e dalle amministrazioni statali, anche in occasione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. (129)
  2. Il Collegio medico-legale è articolato in sezioni, fino a un massimo di cinque, di cui non più di due distaccate presso la Corte dei conti, secondo la struttura ordinativa organica definita dallo Stato maggiore della difesa. (126)
  3. Del Collegio medico-legale fanno parte ufficiali medici delle Forze armate con particolare qualificazione professionale nelle branche mediche di interesse del Collegio e possono esservi assegnati ufficiali medici o funzionari medici delle Forze di polizia a ordinamento militare o civile con corrispondente qualificazione. (130)

[4. I componenti del collegio sono scelti possibilmente tra ufficiali medici docenti universitari o specializzati in una branca medico-chirurgica, indipendentemente dal grado o dalla carica rivestita all’interno del collegio. (131) ]

[5. Tra i membri effettivi e aggiunti di cui al comma 3, lettere c) e d) sono tratti gli ufficiali medici specializzati per le esigenze dei gabinetti di radiologia, di analisi cliniche, di cardiologia, di elettroencefalografia, di neurologia, di oculistica, di otorinolaringoiatria. (131) ]

[6. Gli ufficiali medici di cui al comma 3, lettere b), c) e d) possono appartenere oltre che al servizio permanente anche alle categorie in congedo, di cui all’articolo 886. Per il richiamo in servizio degli ufficiali medici da destinare al collegio medico-legale e per l’età dei medici civili chiamati a far parte del collegio medesimo si applicano le disposizioni dell’articolo 993. (131) ]

  1. In presenza di vacanze organiche nei ruoli degli ufficiali medici in servizio permanente effettivo delle Forze armate , i membri del Collegio possono essere scelti, fino a un quarto dell’organico, fra docenti universitari o specializzati, preferibilmente competenti in medicina legale, mediante convenzione annuale, approvata con decreto del Ministro della difesa, dalla quale devono risultare le modalità delle prestazioni e il relativo compenso, la cui misura massima mensile è determinata con decreto del Ministro della difesa, di cui al comma 9. (132)
  2. I componenti del Collegio medico-legale sono:
  3. a) nominati con decreto del Ministro della difesa, garantendo un’adeguata rappresentanza di tutte le Forze armate e le Forze di polizia a ordinamento militare e civile;
  4. b) designati dai rispettivi vertici delle Forze armate o delle Forze di polizia;
  5. c) sostituiti, se occorre, da ufficiali medici della stessa Forza armata o di polizia, designati, volta per volta, dai rispettivi vertici.
  6. Il presidente del Collegio medico-legale può richiedere l’intervento, con parere consultivo e senza diritto al voto, di medici estranei al collegio, scelti tra specialisti civili, docenti universitari. Ai predetti consulenti è corrisposto un gettone di presenza, la cui misura è fissata con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per ciascuna giornata di adunanza del collegio tenuta con il loro intervento.

9-bis. L’interessato può essere assistito durante tutta l’attività davanti al Collegio medico-legale, senza oneri per l’Amministrazione, da un medico di fiducia che non integra la composizione del citato Collegio. (133)

  1. Per le esigenze di funzionamento del Collegio medico-legale i competenti Ministeri dispongono l’assegnazione di personale adeguato nelle qualifiche e nel numero per l’espletamento delle attività. (134)
  2. Il Collegio medico-legale:
  3. a) dipende direttamente dallo Stato maggiore della difesa; (135)
  4. b) per le esigenze connesse agli accertamenti sanitari da espletare, può avvalersi del personale medico e delle attività di laboratorio e di diagnostica del Policlinico militare di Roma, ovvero di ogni altra struttura sanitaria militare; (127)

b-bis) le spese per i locali, gli arredi e per l’approvvigionamento di quanto necessario al funzionamento delle sezioni distaccate sono a carico della Corte dei conti (136).

(126) Comma modificato dall’art. 1, comma 1, lett. ee), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(127) Comma così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. ee), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(128) Rubrica così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(129) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(130) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 4), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(131) Comma abrogato dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 5), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(132) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 6), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(133) Comma inserito dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 7), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(134) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 8), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(135) Lettera così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 9.1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(136) Lettera aggiunta dall’art. 8, comma 1, lett. c), n. 9.2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(137) La Corte costituzionale, con ordinanza 17 – 19 luglio 2012, n. 194 (Gazz. Uff. 25 luglio 2012, n. 30, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 189, sollevata in riferimento agli artt. 24 e 111 della Costituzione, dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Puglia.

 

Art. 190 Sezioni del collegio medico-legale (139)

 

  1. Il collegio medico-legale è articolato in sezioni e, a richiesta del presidente o di almeno tre membri, si pronuncia in seduta plenaria. Ogni sezione è composta da un presidente e da quattro membri effettivi. Le sezioni possono essere integrate temporaneamente dai membri aggiunti di cui al comma 7 dell’articolo 189. A ciascuna sezione del Collegio medico-legale deve essere assegnato almeno uno specialista in medicina legale e delle assicurazioni. (140)
  2. Per la validità delle adunanze del Collegio medico-legale occorre la presenza di almeno la metà dei componenti, oltre il presidente, nelle sedute plenarie, e di due membri effettivi, oltre il presidente, nelle sedute di sezione. (141)
  3. Le sezioni del collegio medico-legale hanno facoltà di chiamare a visita diretta gli interessati se lo ritengono opportuno e si esprimono in merito a:
  4. a) pareri e visite dirette richieste o ordinate dagli organi o dalle amministrazioni di cui all’articolo 189, comma 1; (138)
  5. b) pareri circa la concessione dei distintivi ai mutilati di guerra e ai feriti e mutilati in servizio di cui alle sezioni XI e XII del capo III del titolo VIII del libro IV del regolamento;

[c) pareri e visite dirette ordinate per qualsivoglia motivo dal Ministero della difesa e anche da altri Ministeri che non hanno un’organizzazione sanitaria propria. (142)]

(138) Lettera modificata dall’art. 1, comma 1, lett. ff), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così sostituita dall’art. 8, comma 1, lett. d), n. 4.1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(139) Rubrica così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. d), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(140) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. d), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(141) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. d), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(142) Lettera soppressa dall’art. 8, comma 1, lett. d), n. 4.2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 191 Organi direttivi (143)

 

  1. Secondo l’ordinamento di ciascuna Forza armata sono individuati organi direttivi che esercitano le attribuzioni in materia di:
  2. a) attuazione delle disposizioni tecniche di cui all’articolo 187;
  3. b) organizzazione e coordinamento delle attività dei servizi svolti dagli enti sanitari di ciascuna Forza armata.
  4. Il Capo di ciascun organo direttivo di cui al comma 1 è nominato dal rispettivo Capo di stato maggiore di Forza armata o dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. (144)
  5. Il Capo dell’organo direttivo di cui al comma 1, per l’espletamento delle sue attribuzioni, si avvale della struttura ordinativa costituita e organizzata secondo l’ordinamento di ciascuna Forza armata. Nell’ambito di tale struttura ordinativa possono essere istituite una o più commissioni mediche di secondo grado di Forza armata. Ciascuna Commissione è presieduta dal Capo dell’organo direttivo di cui al comma 1 o da un suo delegato. (145)
  6. Della Commissione fanno parte, in qualità di membri, due ufficiali superiori medici, nominati dal Capo dell’organo direttivo di cui al comma 1; detti membri sono scelti fra gli ufficiali in servizio presso l’organo di direzione o presso altre strutture sanitarie militari della stessa Forza armata. (146)

4-bis. La Commissione medica di secondo grado di Forza armata esamina le istanze o i ricorsi presentati dagli interessati avverso i giudizi di prima istanza espressi dagli organi sanitari di Forza armata diversi dalle commissioni mediche di cui all’articolo 193. I giudizi della commissione sono definitivi. (147)

(143) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. gg), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(144) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. e), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(145) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. e), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(146) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. e), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(147) Comma aggiunto dall’art. 8, comma 1, lett. e), n. 4), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 192 Commissioni mediche interforze

 

  1. Le Commissioni mediche interforze, di prima e di seconda istanza, nel presente titolo denominate «Commissioni», esprimono i giudizi sanitari previsti dall’articolo 198.
  2. Le Commissioni hanno una competenza territoriale definita con determinazione del Capo di Stato maggiore della difesa.

 

Art. 193 Commissioni mediche ospedaliere interforze di prima istanza

 

  1. Le Commissioni, oltre ai compiti di cui all’articolo 192, effettuano gli accertamenti medico-legali in materia di:
  2. a) provvidenze a favore di categorie di dipendenti pubblici e delle vittime del terrorismo, della criminalità, del dovere, di incidenti causati da attività istituzionale delle Forze armate, di ordigni bellici in tempo di pace e dell’esposizione a materiale bellico di cui alle disposizioni contenute nel libro VII, titolo III, capo IV, sezioni III e IV del presente codice;
  3. b) benefici in favore dei militari di leva, volontari e di carriera, appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia a ordinamento militare e civile, infortunati o caduti in servizio e dei loro superstiti, di cui all’articolo 1895 e all’articolo 1896;
  4. c) impiego del personale delle Forze di polizia invalido per causa di servizio, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1981, n. 738;
  5. d) transito nell’impiego civile di cui all’articolo 930;
  6. e) indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210.
  7. Le Commissioni mediche ospedaliere sono costituite presso i Dipartimenti militari di medicina legale. (149)
  8. La Commissione è composta da tre ufficiali medici, di cui almeno uno, preferibilmente, specialista in medicina legale e delle assicurazioni. Assume le funzioni di presidente il direttore del Dipartimento militare di medicina legale o l’ufficiale superiore medico da lui delegato o, in loro assenza, l’ufficiale superiore medico più elevato in grado o, a parità di grado, con maggiore anzianità di servizio. (150)
  9. La Commissione, quando si pronuncia su infermità o lesioni di militari appartenenti a Forze armate diverse o di appartenenti a Forze di polizia a ordinamento militare o civile, è composta di due ufficiali medici, di cui uno con funzioni di presidente, identificato con le modalità indicate al comma 3, e di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia di appartenenza. (148)
  10. La Commissione chiamata a pronunciarsi ai fini della concessione dei benefici previsti dal libro VII, titolo III, capo IV, sezioni III e IV, è integrata da due ufficiali medici dell’Arma dei carabinieri nominati dal Comando generale, allorquando il relativo procedimento si riferisca ai superstiti del personale dell’Arma vittima del dovere e agli stessi militari.

5-bis. A richiesta del presidente può intervenire ai lavori della Commissione, con parere consultivo e senza diritto di voto, un ufficiale superiore o un funzionario designato dal comandante del Corpo o capo dell’ufficio, cui appartiene l’interessato. (151)

(148) Comma così corretto da Comunicato 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 7 settembre 2010, n. 209.

(149) Comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. f), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(150) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. f), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(151) Comma aggiunto dall’art. 8, comma 1, lett. f), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 194 Commissione medica interforze di seconda istanza (153)

 

  1. Per l’esame dei ricorsi avverso i giudizi sanitari di prima istanza limitatamente all’accertamento della idoneità al servizio di cui all’articolo 19, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono istituite una o più Commissioni mediche interforze di seconda istanza. (154)
  2. La Commissione di cui al comma 01 assume la struttura ordinativa organica definita dallo Stato maggiore della difesa ed è composta da un presidente e due ufficiali superiori medici, in qualità di membri. (152)
  3. La Commissione di cui al comma 01:
  4. a) esamina i ricorsi presentati nel termine di dieci giorni dalla comunicazione del verbale della commissione medica di prima istanza;
  5. b) è composta assicurando la presenza nel collegio di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia a ordinamento militare o civile di appartenenza del ricorrente. (155)
  6. A richiesta del presidente può intervenire ai lavori della Commissione di cui al comma 01, con parere consultivo e senza diritto a voto, un ufficiale superiore o un funzionario designato dal comandante del corpo o capo dell’ufficio, cui appartiene l’interessato. (156)

(152) Comma sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. hh), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20. Successivamente il presente comma è stato così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. g), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(153) Rubrica così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. g), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(154) Comma premesso dall’art. 8, comma 1, lett. g), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(155) Comma sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. hh), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20. Successivamente il presente comma è stato così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. g), n. 4), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(156) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. g), n. 5), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 195 Strutture sanitarie interforze

 

  1. Le strutture sanitarie militari deputate alla diagnosi, cura e alle attività di medicina legale sono:
  2. a) il Policlinico militare, con sede in Roma, struttura polispecialistica che svolge anche attività di sperimentazione clinica, di formazione e di ricerca in ambito sanitario e veterinario; (157)
  3. b) i Centri ospedalieri militari, aventi competenze nella diagnostica terapeutica per il ricovero e la cura del personale militare;
  4. c) i Dipartimenti militari di medicina legale, aventi competenza medico-legale.

(157) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. ii), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, dall’art. 1, comma 1, lett. m), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 195-bis Istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare (158)

 

  1. Gli Istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare sono posti alle dipendenze del Capo dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare ai sensi dell’articolo 191 e svolgono le seguenti attività:
  2. a) accertamento dell’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento militare e civile, del Corpo dei vigili del fuoco, nonché degli aspiranti al conseguimento di licenze e attestati aeronautici;
  3. b) effettuazione dei controlli ordinari e straordinari sul mantenimento dell’idoneità al volo ed ai servizi di navigazione aerea del personale di cui alla lettera a), nonché dei titolari di licenze e attestati aeronautici;
  4. c) accertamenti sanitari o medico-legali disposti dall’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare ovvero previsti nella normativa vigente.
  5. Gli Istituti di medicina aerospaziale possono esprimere altresì, secondo le indicazioni delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento militare o civile, e del Corpo dei vigili del fuoco, i giudizi di idoneità al servizio militare o al servizio d’istituto per il personale sottoposto all’accertamento dell’idoneità di cui al comma 1, lettera a). In tali casi, ai fini dell’espressione del giudizio, sono preventivamente acquisite anche le valutazioni di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia a ordinamento militare o civile di appartenenza dell’interessato, ovvero, del Corpo dei vigili del fuoco.
  6. Con direttiva tecnica dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare sono stabilite la periodicità e le modalità tecniche con le quali il personale delle Forze armate deve essere sottoposto alle visite mediche per l’accertamento del mantenimento dell’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea.

(158) Articolo inserito dall’art. 8, comma 1, lett. h), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 195-ter Commissione sanitaria d’appello (159)

 

  1. La Commissione sanitaria d’appello, posta alle dipendenze dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare, esamina i ricorsi presentati dal personale delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, del Corpo dei vigili del fuoco, nonché dagli iscritti al fondo di previdenza del personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea avverso i giudizi sanitari di prima istanza espressi dagli Istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare in sede di selezione e certificazione dell’idoneità al volo e ai servizi di navigazione aerea di cui all’articolo 195-bis, comma 1, lettere a) e b), ferme restando le competenze della Commissione medica d’appello di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1988, n. 566 e all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44. I ricorsi devono essere presentati nel termine di 30 giorni dalla comunicazione del verbale dell’Istituto di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare.
  2. La Commissione sanitaria d’appello è presieduta dal Capo dell’organo direttivo sanitario dell’Aeronautica militare e ne fanno parte due ufficiali superiori medici nominati dal Capo dell’organo direttivo.
  3. Secondo le indicazioni delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare o civile e del Corpo dei vigili del fuoco la Commissione sanitaria di appello può pronunciarsi, altresì, sui ricorsi presentati dal personale avverso i giudizi di idoneità al servizio militare e al servizio di istituto espressi dall’organo di cui all’articolo 195-bis.
  4. La Commissione sanitaria d’appello visita e giudica collegialmente, redigendo apposito verbale di visita nel quale formula un giudizio definitivo.
  5. Allorché esprime i giudizi di cui al comma 3, la Commissione sanitaria di appello è composta assicurando la presenza nel collegio, in qualità di membro, di un ufficiale medico o funzionario medico della Forza armata o di polizia a ordinamento militare o civile di appartenenza del ricorrente, ovvero, del Corpo dei vigili del fuoco. La Commissione, quando esamina i ricorsi degli iscritti al fondo di previdenza del personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea, è integrata da un medico designato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.
  6. L’interessato può essere assistito durante la visita, senza oneri per l’Amministrazione, da un medico di fiducia che non integra la composizione della Commissione.
  7. La Commissione sanitaria d’appello, per esigenze legate alla complessità dell’accertamento sanitario, può richiedere la partecipazione alla visita, per un parere consultivo e senza diritto al voto, di un medico specialista appartenente al Corpo sanitario aeronautico che non ha partecipato all’emissione del giudizio sanitario di prima istanza.

(159) Articolo inserito dall’art. 8, comma 1, lett. h), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Sezione II

Componenti ausiliarie delle Forze armate della Croce rossa italiana

Art. 196 Compiti in tempo di guerra, di grave crisi internazionale o di conflitto armato

 

  1. L’Associazione italiana della Croce rossa in tempo di guerra, di grave crisi internazionale o di conflitto armato:
  2. a) contribuisce, in conformità a quanto previsto dalle convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, rese esecutive dalla legge 27 ottobre 1951, n. 1739, allo sgombero e alla cura dei feriti e dei malati di guerra nonché delle vittime dei conflitti armati e allo svolgimento dei compiti di carattere sanitario e assistenziale connessi all’attività di difesa civile;
  3. b) disimpegna il servizio di ricerca e di assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati e dei dispersi.
  4. Dichiarato lo stato di guerra o di grave crisi internazionale:
  5. a) l’organizzazione dei servizi di cui al comma 1 è determinata con decreto del Ministro della difesa, tenuto conto della competenza degli organi del Servizio sanitario nazionale;
  6. b) le autorità di vertice dei corpi della Croce rossa italiana ausiliari delle Forze armate continuano a dipendere direttamente dal presidente nazionale, il quale assume tutti i poteri, diventando l’unico rappresentante dell’Associazione. (160)

(160) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. ll), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 197 Organizzazione dei servizi umanitari

 

  1. In conformità alla normativa emanata per l’assolvimento dei compiti umanitari commessi da convenzioni e risoluzioni internazionali:
  2. a) il Ministro della difesa esercita i relativi poteri e facoltà nei riguardi del Corpo militare della Croce rossa italiana e del Corpo delle infermiere volontarie ausiliarie delle Forze armate dello Stato;
  3. b) l’Associazione italiana della Croce rossa è tenuta ad attendere in via ordinaria secondo le direttive e sotto la vigilanza del Ministero della difesa, alla preparazione del personale, dei materiali e delle strutture di pertinenza dei corpi suddetti, al fine di assicurare costantemente l’efficienza dei relativi servizi in qualsiasi circostanza.
  4. Per la formazione delle infermiere volontarie, del personale del Corpo militare e del personale volontario per il soccorso, la Croce rossa italiana può stipulare convenzioni con le regioni, ferma restando la possibilità di formazione attraverso strutture clinico-sanitarie militari o proprie strutture formative ordinate allo scopo specifico. (161)
  5. Il diploma di infermiera volontaria della Croce rossa italiana è valido nell’ambito dei servizi resi nell’assolvimento dei compiti propri dell’istituzione e per le Forze armate. (162)
  6. L’organizzazione e il funzionamento dei servizi della Croce rossa italiana ausiliari delle Forze armate sono sovvenzionati dallo Stato e sono disciplinati dal regolamento.

[5. Con direttiva del Capo di stato maggiore della difesa sono determinate le condizioni di impiego del Corpo militare della Croce rossa italiana e del corpo delle infermiere volontarie ausiliarie:

  1. a) in caso di emergenze per pubbliche calamità;
  2. b) per l’impiego all’estero per missioni internazionali;
  3. c) per attività addestrative. (163)

]

(161) Comma così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. mm), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(162) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. mm), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(163) Comma abrogato dall’art. 1, comma 1, lett. mm), n. 3), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Capo III

Attribuzioni e servizi

Sezione I

Attività delle commissioni mediche interforze

Art. 198 Accertamento dell’idoneità al servizio e delle infermità da causa di servizio

 

  1. La Commissione di cui all’articolo 193 territorialmente competente in relazione all’ufficio di ultima assegnazione del dipendente ovvero, se il dipendente è pensionato o deceduto, alla residenza rispettivamente del pensionato o dell’avente diritto, effettua la diagnosi dell’infermità o lesione, comprensiva possibilmente anche dell’esplicitazione eziopatogenetica, nonché del momento della conoscibilità della patologia. Per coloro che risiedono all’estero la visita è effettuata, per delega della Commissione, da un collegio di due medici nominati dalla locale autorità consolare ovvero dal medico fiduciario dell’autorità stessa.

1-bis. Per il dipendente residente al di fuori della regione amministrativa ove hanno sede le competenti commissioni mediche, se le condizioni di salute ne rendono oggettivamente impossibile o molto disagevole lo spostamento, la commissione territorialmente competente può delegare alla visita due medici, di cui almeno uno ufficiale superiore, appartenenti alle infermerie di cui all’articolo 199 o ai servizi sanitari appositamente individuati ed organizzati presso enti o comandi superiori. (165)

  1. La Commissione, per esigenze legate alla complessità dell’accertamento sanitario, può richiedere la partecipazione alla visita, con voto consultivo, di un medico specialista.
  2. L’interessato può essere assistito durante la visita, senza oneri per l’amministrazione, da un medico di fiducia, che non integra la composizione della Commissione.
  3. La Commissione, entro trenta giorni dalla ricezione degli atti dall’Amministrazione, effettua la visita per il tramite di almeno un componente e redige processo verbale, firmato da tutti i membri. Dal verbale risultano le generalità del dipendente, la qualifica e la firma dei componenti della commissione, il giudizio diagnostico, gli accertamenti e gli elementi valutati a fini diagnostici, la determinazione della data di conoscibilità o stabilizzazione dell’infermità da cui derivi una menomazione ascrivibile a categoria di compenso, nonché l’indicazione della categoria stessa, il giudizio di idoneità al servizio o altre forme di inabilità, le eventuali dichiarazioni a verbale del medico designato dall’interessato, i motivi di dissenso del componente eventualmente dissenziente e il voto consultivo del medico specialista.
  4. Il verbale è trasmesso all’Amministrazione competente entro quindici giorni dalla conclusiva visita. In caso di accertamento conseguente alla trasmissione di certificazione medica ai sensi dell’articolo 8, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, il verbale è inviato direttamente al comitato dalla commissione, che provvede a dare comunicazione all’interessato ai sensi del comma 2 dello stesso articolo 8.
  5. In caso di accertamento diagnostico di infezione da HIV o di AIDS, il presidente della Commissione interpella l’interessato per il consenso, da sottoscrivere specificamente a verbale, circa l’ulteriore prosecuzione del procedimento; il presidente impartisce le necessarie disposizioni, anche organizzative, in aggiunta a quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, per l’ulteriore utilizzazione e conservazione dei contenuti del verbale, in modo da limitarne la conoscibilità. (164)
  6. La data di effettuazione della visita è comunicata al dipendente con anticipo non inferiore a dieci giorni. In caso di mancata partecipazione, per giustificato motivo, del medico designato dal dipendente alla visita, è convocata una nuova visita da effettuarsi entro trenta giorni dalla prima.
  7. In caso di giustificata assenza del dipendente alla visita, la commissione convoca il dipendente per una nuova visita da effettuarsi entro trenta giorni dalla prima.
  8. In caso di ingiustificata assenza del dipendente alla visita, la commissione redige processo verbale e restituisce gli atti all’Amministrazione nel termine di quindici giorni.
  9. Il presidente della commissione, in caso di comprovato e permanente impedimento fisico del dipendente, può disporre l’esecuzione della visita domiciliare da parte di un componente della Commissione stessa.

(164) Comma così corretto da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126.

(165) Comma inserito dall’art. 13, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Sezione II

Servizi medico-legali

Art. 199 Attribuzioni medico-legali

 

  1. Gli accertamenti medico-legali che, in conformità alle norme del codice e del regolamento, devono o possono farsi presso le strutture sanitarie di cui all’articolo 195, possono essere compiuti anche presso le infermerie presidiarie dirette da ufficiali superiori medici. (166)
  2. Ai direttori di tali infermerie che hanno i gradi predetti sono in ogni caso estese le attribuzioni medico-legali riservate ai direttori delle strutture sanitarie di cui all’articolo 195, sia in sede di osservazione per tutti i casi nei quali questa è attualmente prevista, sia in sede di rassegna. (167)

(166) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. nn), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(167) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. i), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 200 Visite medico-legali (169)

 

  1. Tutte le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici possono richiedere l’opera degli ufficiali medici per visite medico-legali ai propri dipendenti, nei seguenti casi: (170)
  2. a) per accertare l’esistenza, la natura e il grado di infermità sulle quali si devono motivare provvedimenti di licenza, di aspettativa, di riforma e di riposo, di impiegati non appartenenti a quelle amministrazioni statali contemplate nel decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461; tali accertamenti sono praticati sempre con visite collegiali se si tratta di collocamento in riforma o a riposo, mentre per il collocamento in aspettativa la visita è fatta da un solo ufficiale medico;
  3. b) per stabilire la reale esistenza dell’allegata inabilità fisica dei rivenditori di generi di privativa, che chiedono di essere rappresentati da un commesso; l’accertamento si esegue mediante visita collegiale;
  4. c) per verificare l’inabilità allegata dagli alunni delle scuole primarie e secondarie che domandano la esenzione dalle esercitazioni di educazione fisica; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico;
  5. d) per constatare l’idoneità fisica degli aspiranti a impieghi in pubbliche amministrazioni; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico, se non è esplicitamente richiesto l’intervento di un collegio medico;
  6. e) per accertare malattie dei docenti delle scuole primarie e secondarie, che chiedono il conferimento di indennità per motivi di salute; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico, salvo i casi nei quali venga tassativamente richiesta la visita collegiale dall’autorità interessata;
  7. f) per accertare se esista indicazione alle cure balneo-termali negli stabilimenti militari, secondo le relative norme in vigore;
  8. g) per accertare l’inabilità assoluta e permanente dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche;
  9. h) per stabilire le condizioni fisiche dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche i quali chiedono di fare la cessione del quinto dello stipendio; la visita è eseguita da un solo ufficiale medico;
  10. i) per accertare l’idoneità fisico-psichica di coloro che aspirano alla patente di conduttori di autoveicoli: la visita è eseguita da un solo ufficiale medico;
  11. l) per reclutamento e riforma degli appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile;
  12. m) ai fini del collocamento in congedo straordinario per infermità dei dipendenti della pubblica amministrazione;
  13. n) altre visite non contemplate nelle lettere precedenti, autorizzate dal Ministero della difesa, ovvero attribuite dalla legge alla competenza di ufficiali medici, in base alle disposizioni che ne regolano l’esercizio. (168)
  14. Le autorità o i privati che richiedono le visite rivolgono ufficialmente la domanda alla Direzione dell’ospedale militare o dell’infermeria autonoma o presidiaria oppure al Comando dal quale dipende l’infermeria di corpo se la visita deve essere eseguita presso tale ente, oppure, nei casi previsti, alla Direzione dell’istituto di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare competente per territorio. (171)

(168) Lettera così sostituita dall’art. 1, comma 1, lett. o), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(169) Rubrica così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. l), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(170) Alinea così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. l), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(171) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. o), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248 e, successivamente, dall’art. 8, comma 1, lett. l), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 201 Modalità delle visite medico-legali (173)

 

  1. Le visite medico legali di cui all’articolo 200 possono essere praticate: (174)
  2. a) presso il policlinico o i centri ospedalieri militari;
  3. b) presso i dipartimenti militari di medicina legale;
  4. c) presso le infermerie di corpo ovvero ogni altro ente militare, purché provvisto di idonei gabinetti medici e dei necessari mezzi di indagine e non si tratti di visite collegiali; (175)
  5. d) presso gli istituti di medicina aerospaziale dell’Aeronautica militare per effettuare ogni tipo di accertamento in materia di idoneità al volo civile (176). (172)
  6. Le visite di cui al comma 1 del presente articolo possono, eventualmente, essere eseguite anche a domicilio allorché si tratti di constatare infermità che, per la loro gravità reale o addotta, impediscano all’interessato di muoversi dalla propria abitazione.
  7. Per ogni visita praticata è redatta apposita dichiarazione medica da rimettere alla Direzione dello stabilimento sanitario o al Comando del Corpo o distaccamento presso cui è stata eseguita la visita, per la trasmissione d’ufficio all’autorità che ha richiesto la visita stessa.
  8. Per ogni visita eseguita, anche a domicilio dagli ufficiali medici, i privati e le autorità corrispondono un compenso il cui importo e modalità di versamento è stabilito con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

(172) Vedi, anche, l’art. 5, comma 3, Decreto 19 aprile 2013 e, successivamente, il D.M. 9 agosto 2013.

(173) Rubrica così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. m), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(174) Alinea così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. m), n. 2.1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(175) Lettera così sostituita dall’art. 8, comma 1, lett. m), n. 2.2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(176) Lettera così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. m), n. 2.3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Sezione III

Servizi in materia di dipendenze

Art. 202 Centri di formazione e di informazione in materia di tossicodipendenze, alcoldipendenze e uso di sostanze dopanti

 

  1. Il Ministero della difesa promuove:
  2. a) corsi formativi di psicologia e sociologia per tutti gli ufficiali medici e per gli allievi delle scuole infermieri, nonché per ufficiali e sottufficiali di arma finalizzati ad addestrare personale esperto preposto alla tutela della salute fisica e psichica dei giovani alle armi;
  3. b) sessioni di studio sulla psicologia di gruppo e su temi specifici di sociologia;
  4. c) seminari sul disadattamento giovanile, sulle tossicodipendenze, le alcoldipendenze e l’uso di sostanze dopanti, da svolgersi periodicamente per la continua formazione e aggiornamento dei quadri permanenti.
  5. Il Ministero della difesa:
  6. a) organizza presso accademie, scuole militari, scuole di sanità militare, comandi ed enti militari, corsi di informazione sui danni derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti, psicotrope, alcoliche, tabacco e sostanze dopanti, inserendoli nel più ampio contesto dell’azione di educazione civica e sanitaria che è svolta nei confronti dei giovani arruolati e dei militari di leva, in caso di ripristino della stessa;
  7. b) dà informazioni complessive sul fenomeno criminoso del traffico di sostanze stupefacenti, psicotrope e dopanti; tali informazioni sono attuate anche mediante periodiche campagne basate su conferenze di ufficiali medici al personale militare, con il supporto di mezzi audiovisivi e opuscoli.

 

Art. 203 Azione di prevenzione e accertamenti sanitari

 

  1. Il Ministero della difesa tramite i consultori e i servizi di psicologia delle Forze armate svolge azione di prevenzione contro le tossicodipendenze, le alcoldipendenze e l’uso di sostanze dopanti.
  2. In occasione delle operazioni di arruolamento dei volontari e di selezione per la leva, in caso di ripristino della stessa, se è individuato un caso di tossicodipendenza, tossicofilia, alcoldipendenza o doping, l’autorità militare, che presiede alla visita medica e alle prove psicoattitudinali, dispone l’invio dell’interessato all’ospedale militare per gli opportuni accertamenti.
  3. Analogamente provvede l’autorità sanitaria militare nel corso delle visite mediche previste dall’articolo 929.

 

Art. 204 Rapporti con le strutture socio-sanitarie civili

 

  1. I rapporti di collaborazione tra struttura sanitaria militare e strutture sanitarie civili impegnate nel settore delle tossicodipendenze, alcoldipendenze e contrasto dell’uso di sostanze dopanti, sono volti ad assicurare, in ogni caso, la continuità dell’assistenza e a favorire il recupero socio-sanitario dell’interessato.
  2. I dati statistici relativi all’andamento del fenomeno della tossicodipendenza, alcoldipendenza e uso di sostanze dopanti, rilevati nell’ambito militare, sono trasmessi ogni dodici mesi ai Ministeri della salute e dell’interno.

 

Sezione IV

Altri servizi

Art. 205 Servizio trasfusionale delle Forze armate

 

  1. Le Forze armate organizzano autonomamente il servizio trasfusionale in modo da essere in grado di svolgere tutte le competenze previste dalla legge 21 ottobre 2005, n. 219.
  2. Nel quadro delle iniziative di educazione sanitaria impartite ai militari, l’autorità militare favorisce la cultura della donazione volontaria di sangue, di sangue cordonale e dei loro componenti da parte dei militari presso le strutture trasfusionali militari e civili.
  3. Il servizio trasfusionale militare coopera con le strutture del Servizio sanitario nazionale, del Ministero dell’interno e del Dipartimento della protezione civile, al fine di assicurare, in relazione alle previsioni delle necessità trasfusionali per le situazioni di emergenza, il mantenimento di adeguate scorte di prodotti del sangue.
  4. Per la realizzazione delle finalità di cui ai commi 1, 2 e 3 sono stipulate apposite convenzioni tra le regioni e il Ministero della difesa, secondo lo schema tipo di convenzione definito con decreto del Ministro della salute.
  5. Il Ministero della difesa è l’autorità responsabile, relativamente al servizio trasfusionale di cui al presente articolo, del rispetto dei requisiti previsti dal decreto legislativo 20 dicembre 2007, n. 261, in materia di raccolta e controllo del sangue umano e dei suoi componenti.
  6. Le norme relative all’organizzazione e funzionamento del servizio trasfusionale delle Forze armate sono individuate con decreto del Ministro della difesa, non avente natura regolamentare.

 

Art. 206 Servizio per le emergenze di salute pubblica

 

  1. Gli organi della Sanità militare collaborano, nell’ambito dell’attività di contrasto delle emergenze di salute pubblica, legate prevalentemente alle malattie infettive e diffusive e al bioterrorismo, e della prevenzione e lotta contro l’influenza aviaria e le malattie degli animali, con:
  2. a) il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie con analisi e gestione dei rischi, previamente quelli legati alle malattie infettive e diffusive e al bioterrorismo, ai sensi dell’articolo 1, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito dalla legge 26 maggio 2004, n. 138;
  3. b) il Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali, ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 1°(gradi) ottobre 2005, n. 202, convertito, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244.

 

Art. 206-bis Profilassi vaccinale del personale militare (177)

 

  1. La Sanità militare può dichiarare indispensabile la somministrazione, secondo appositi protocolli, di specifiche profilassi vaccinali al personale militare per poterlo impiegare in particolari e individuate condizioni operative o di servizio, al fine di garantire la salute dei singoli e della collettività.
  2. Con decreto del Ministro della difesa adottato di concerto con il Ministro della salute sono approvati i protocolli sanitari di cui al comma 1 che recano altresì l’indicazione analitica degli adempimenti riferiti alle modalità di somministrazione dei vaccini, quali quelli di comporre il quadro anamnestico del paziente prima di iniziare le profilassi vaccinali e di registrare su apposita documentazione, anche elettronica, riferita a ciascun militare tutte le profilassi vaccinali adottate nei suoi confronti.
  3. Se il militare da sottoporre a profilassi vaccinale rappresenta documentati motivi sanitari per non sottoporsi alla profilassi stessa, la valutazione di merito è rimessa alla commissione medica ospedaliera competente per territorio.

(177) Articolo inserito dall’art. 12, comma 1, lett. a), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 207 Attività in materia di vaccinazioni

 

  1. I documenti relativi alla vaccinazione rilasciati dalle Forze armate al proprio personale in attività di servizio sono accettati in luogo del certificato internazionale, di cui alla riproduzione nelle appendici 2, 3, o 4, della legge 9 febbraio 1982, n. 106, a condizione che essi contengano:
  2. a) le informazioni mediche equivalenti a quelle da indicarsi sul modello relativo;
  3. b) una dichiarazione in francese o in inglese che precisi la natura e la data della vaccinazione e attesti che i documenti vengano rilasciati in virtù del presente articolo.

 

Capo IV

Personale addetto alla sanità militare

Sezione I

Personale del servizio sanitario militare (178)

Art. 208 Categorie di personale (179)

 

  1. Il personale impiegato dalla Sanità militare è costituito da:
  2. a) ufficiali e sottufficiali, abilitati all’esercizio delle professioni sanitarie, inquadrati nei ruoli e nei Corpi sanitari delle Forze armate;
  3. b) graduati e militari di truppa esercenti quali figure di supporto sanitario;
  4. c) ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa delle varie armi e corpi, impiegati presso le strutture sanitarie;
  5. d) cappellani militari, religiose e altro personale assunto o convenzionato sulla base delle vigenti disposizioni.
  6. L’attività sanitaria è consentita al personale in possesso dei titoli per l’esercizio delle professioni sanitarie e alle figure di supporto sanitario, riconosciute dal Ministero della salute, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 213 per i soccorritori militari.

(178) Rubrica così sostituita dall’art. 1, comma 1, lett. oo), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(179) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. pp), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 209 Ufficiali medici

 

  1. Gli ufficiali medici uniscono alle peculiari doti professionali tutte le più spiccate virtù militari e devono avere perfetta conoscenza delle norme relative al reclutamento e ordinamento delle Forze armate e al servizio sanitario in tempo di pace, di guerra e di grave crisi internazionale.
  2. Gli ufficiali medici, oltre a quanto previsto dal libro IV, titolo III, capo IV, sezione III del presente codice, si aggiornano sui progressi delle discipline medico-chirurgiche. Al fine di perfezionare la loro cultura o indirizzarla a branche speciali, possono, in seguito a concorso, essere nominati con le qualifiche di sanitari militari, corrispondenti a quelle previste per i sanitari civili, presso cliniche o istituti universitari. Possono pure essere chiamati a frequentare corsi speciali di perfezionamento o di preparazione agli esami d’avanzamento presso la scuola di sanità militare o presso ospedali militari.
  3. Al fine di consentire un costante aggiornamento degli ufficiali medici, lo Stato maggiore della difesa indica, con propria direttiva, le modalità e la frequenza di speciali conferenze da tenersi presso strutture sanitarie militari in cui trattare argomenti essenzialmente pratici di scienza e di servizio sanitario militare, oltre a conversazioni scientifiche sulle più attuali tematiche del movimento scientifico sanitario. (180)
  4. E’ vietato agli ufficiali medici di eseguire visite e redigere certificati nella loro qualità di medici militari, quando le visite:
  5. a) non sono previste da disposizioni di legge;
  6. b) non sono autorizzate dal Ministero della difesa, ai sensi dell’articolo 200;
  7. c) non sono ordinate o autorizzate dai superiori diretti.
  8. Gli ufficiali medici, ai sensi dell’articolo 38 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, svolgono l’attività di medico nel settore del lavoro nell’ambito delle strutture dipendenti dal Ministero della difesa, mediante la sorveglianza e la vigilanza sanitaria del personale e dei luoghi di lavoro.

(180) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. qq), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 210 Attività libero professionale del personale medico e paramedico (182)

 

  1. In deroga all’articolo 894, comma 1, ai medici militari non sono applicabili le norme relative alle incompatibilità inerenti l’esercizio delle attività libero professionali, nonché le limitazioni previste dai contratti e dalle convenzioni con il servizio sanitario nazionale, fermo restando il divieto di visitare privatamente gli iscritti di leva e di rilasciare loro certificati di infermità e di imperfezioni fisiche che possano dar luogo alla riforma. (181)

[1-bis. L’autorità sanitaria militare da cui dipende l’organizzazione e il funzionamento di ciascuna struttura sanitaria, senza nuovi maggiori oneri per la finanza pubblica e compatibilmente con le esigenze funzionali e di servizio, riconosce al personale medico e paramedico che vi opera e ne faccia richiesta, la facoltà di esercitare attività libero-professionali nell’ambito della struttura sanitaria stessa. Con regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lett. b) della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro il 30 settembre 2014, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri della salute, per la pubblica amministrazione e dell’economia e delle finanze, sono definiti i criteri, le modalità e i limiti per l’esercizio delle attività libero-professionali nell’ambito delle strutture sanitarie militari, anche apportando le necessarie modifiche al regolamento di cui all’articolo 1, comma 3. (183) (184) ]

(181) Comma corretto da Comunicato 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 7 settembre 2010, n. 209 e, successivamente, così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. rr), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(182) Rubrica così modificata dall’art. 8, comma 1, lett. n), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(183) Comma aggiunto dall’art. 8, comma 1, lett. n), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(184) Comma abrogato dall’art. 2, comma 1, e dall’allegato 1 al D.Lgs. 22 gennaio 2016, n. 10, a decorrere dal 29 gennaio 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 3, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 10/2016.

 

Sezione II

Esercizio delle professioni sanitarie (185)

Art. 211 Formazione continua (186)

 

  1. Il personale sanitario esercente le professioni sanitarie, adempie agli obblighi di formazione continua previsti dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

(185) Rubrica così sostituita dall’art. 1, comma 1, lett. ss), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(186) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. tt), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 212 Requisiti per l’esercizio delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione

 

  1. Il personale delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie svolge con autonomia professionale le specifiche funzioni ed è articolato in conformità a quanto previsto dalla legge 1°(gradi) febbraio 2006, n. 43.
  2. Fermo restando il titolo universitario abilitante di cui alla legge 1°(gradi) febbraio 2006, n. 43, il personale del servizio sanitario militare può svolgere il percorso formativo presso le strutture del servizio stesso, individuate con decreto del Ministro della salute, che garantisce la completezza del percorso formativo.
  3. Al personale infermieristico è attribuita la diretta responsabilità e gestione delle attività di assistenza infermieristica e delle connesse funzioni.

 

Art. 213 Speciali competenze del personale infermieristico e dei soccorritori militari

 

  1. Nelle aree operative in cui si svolgono le missioni internazionali, nonché sui mezzi aerei e unità navali impegnati in operazioni militari al di fuori dello spazio aereo e delle acque territoriali nazionali, nei casi di urgenza ed emergenza:
  2. a) in assenza di personale medico, al personale infermieristico militare specificatamente formato e addestrato è consentita l’effettuazione di manovre per il sostegno di base e avanzato delle funzioni vitali e per il supporto di base e avanzato nella fase di pre-ospedalizzazione del traumatizzato;
  3. b) in assenza di personale sanitario, ai soccorritori militari è consentita l’applicazione di tecniche di primo soccorso nei limiti di quanto previsto da apposito protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero della difesa e dal Ministero della salute.

 

Titolo VI

Istituti di istruzione e formazione

Capo I

Disposizioni generali

Art. 214 Individuazione degli istituti

 

  1. Il presente titolo disciplina:
  2. a) le scuole militari;
  3. b) gli istituti militari di formazione iniziale o di base degli ufficiali e dei sottufficiali delle Forze armate;
  4. c) gli istituti di formazione superiore degli ufficiali delle Forze armate;
  5. d) le scuole carabinieri;
  6. e) le scuole allievi operai.
  7. La formazione del personale militare avviene ai sensi delle disposizioni contenute nel titolo III del libro IV.

 

Art. 215 Ordinamento e funzionamento degli istituti militari

 

  1. Le disposizioni relative alle sedi all’ordinamento e al funzionamento generale degli istituti militari di cui al presente titolo sono emanate: (189)
  2. a) dal Capo di stato maggiore della difesa, per gli istituti interforze;
  3. b) dai Capi di stato maggiore di Forza armata e dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, per quanto di rispettiva competenza (190). (187)

1-bis. Le disposizioni relative a ordinamento e funzionamento dei programmi scolastici delle scuole militari sono adottate con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. (188)

(187) Comma così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. p), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(188) Comma aggiunto dall’art. 1, comma 1, lett. p), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(189) Alinea così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(190) Lettera così modificata dall’art. 3, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 216 Altri enti e istituti di istruzione a carattere interforze e di Forza armata

 

  1. Gli enti e istituti militari di istruzione a carattere interforze e di Forza armata non disciplinati dal presente titolo e deputati all’aggiornamento, alla specializzazione, alla qualificazione e al ricondizionamento del personale militare sono individuati nel regolamento.

 

Art. 217 Collaborazione con le università

 

  1. La collaborazione tra università, accademie, istituti anche ospedalieri militari, può assumere aspetti istituzionali attraverso convenzioni da stipularsi da parte delle amministrazioni interessate.
  2. Allo scopo di incentivare lo studio, l’aggiornamento e la ricerca, al personale docente appartenente ai ruoli organici delle accademie militari e dell’Istituto idrografico della Marina militare, può essere consentito, previo nulla osta degli enti di appartenenza e di concerto con i consigli di facoltà, di svolgere attività didattica e di ricerca presso le università statali.

 

Capo II

Scuole militari

Art. 218 Finalità delle scuole militari

 

  1. Le scuole militari sono istituti di istruzione che perseguono lo scopo principale di preparare i futuri allievi delle accademie militari; la scuola navale militare ha anche lo scopo di suscitare nei giovani l’interesse alla vita sul mare, orientandoli verso le attività a esso connesse; la scuola militare aeronautica ha anche lo scopo di stimolare nei giovani l’interesse per la vita aeronautica, orientandoli nel corso degli studi verso le attività a essa connesse.
  2. Le funzioni di cui al comma 1 sono affidate alle seguenti scuole militari:
  3. a) Scuola militare «Nunziatella» dell’Esercito italiano;
  4. b) Scuola navale militare «Francesco Morosini»;
  5. c) Scuola militare «Teuliè» dell’Esercito italiano;
  6. d) Scuola militare aeronautica «Giulio Douhet».

[3. Le disposizioni relative al funzionamento delle scuole militari sono adottate con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. (191) ]

(191) Comma abrogato dall’art. 1, comma 1, lett. q), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 219 Corsi di studio delle scuole militari

 

  1. I corsi di studio seguiti presso le scuole militari sono stabiliti ai sensi dell’articolo 786.

 

Art. 220 Ammissione alle scuole militari

 

  1. Le ammissioni alle scuole militari si effettuano ai sensi delle disposizioni contenute nel libro IV, titolo II, capi I e IX, e titolo III, capo XI del presente codice.

 

Capo III

Istituti di formazione

Sezione I

Accademie militari

Art. 221 Finalità delle Accademie militari

 

  1. Le accademie militari sono istituti di istruzione che perseguono lo scopo di consentire agli allievi ufficiali l’accesso ai ruoli normali degli ufficiali in servizio permanente.
  2. Le funzioni di cui al comma 1 sono affidate alle seguenti accademie militari:
  3. a) Accademia militare dell’Esercito italiano;
  4. b) Accademia navale;
  5. c) Accademia aeronautica;
  6. d) Accademia dell’Arma dei carabinieri.
  7. L’Accademia navale e l’Accademia aeronautica si occupano anche del completamento della formazione iniziale degli ufficiali dei vari ruoli, costituendo a tale scopo istituti militari di istruzione superiore di cui alla sezione II del presente capo.

 

Art. 222 Corsi di studio delle Accademie militari

 

  1. I corsi di studio seguiti presso le accademie militari sono definiti in base a quanto disposto dall’articolo 719.
  2. Per le materie militari e professionali non rientranti negli ordinamenti didattici, definiti ai sensi del comma 1, i programmi sono stabiliti in base a quanto disposto nel libro IV, titolo III, capo I del regolamento.

 

Art. 223 Ammissioni alle Accademie militari

 

  1. L’ammissione degli allievi ufficiali presso le accademie militari si effettua ai sensi delle disposizioni contenute nel libro IV, titolo II, capi I e II.

 

Sezione II

Istituti militari di istruzione superiore per ufficiali

Art. 224 Finalità degli istituti militari di istruzione superiore

 

  1. Gli istituti militari di istruzione superiore per gli ufficiali perseguono, nell’ambito delle rispettive competenze, i seguenti scopi:
  2. a) il completamento della formazione iniziale degli ufficiali, in base a quanto disposto dal libro IV, titolo III, capo II, e dal libro IV, titolo III, capo I del regolamento;
  3. b) la formazione superiore degli ufficiali, anche in previsione dell’impiego in incarichi di rilievo in ambito nazionale e internazionale, definita dal libro IV, titolo III, capo IV, e dal libro IV, titolo III, capo II del regolamento.
  4. Le finalità di cui al comma 1 sono affidate ai seguenti istituti militari di istruzione superiore:
  5. a) Istituto alti studi della difesa;
  6. b) Istituto superiore di Stato maggiore interforze;
  7. c) Istituto di studi militari marittimi;
  8. d) Istituto di scienze militari aeronautiche;
  9. e) Scuola di applicazione e Istituto di studi militari dell’Esercito italiano;
  10. f) Scuola ufficiali carabinieri.

 

Art. 225 Corsi di studio degli istituti militari di istruzione superiore

 

  1. I corsi di studio seguiti presso gli istituti militari di cui all’articolo 224 sono definiti in base a quanto disposto dall’articolo 719.
  2. Per le materie militari e professionali non rientranti negli ordinamenti didattici, definiti ai sensi del comma 1, e per gli altri corsi di carattere non universitario o postuniversitario, l’ordine degli studi e i programmi sono stabiliti in base a quanto disposto nel libro IV, titolo III, capi I e II del regolamento.

 

Sezione III

Altre scuole

Art. 226 Scuole per sottufficiali

 

  1. Le scuole sottufficiali sono istituti di istruzione che perseguono lo scopo di consentire agli allievi l’accesso ai ruoli dei sottufficiali ai sensi delle disposizioni di cui al libro IV, titolo III, capi V, VI, VII e VIII.
  2. Le finalità di cui al comma 1 sono affidate alle seguenti scuole per sottufficiali:
  3. a) Scuola sottufficiali dell’Esercito italiano;
  4. b) Scuole sottufficiali della Marina militare;
  5. c) Scuola marescialli dell’Aeronautica militare;
  6. d) Scuola specialisti dell’Aeronautica militare;
  7. e) Scuola marescialli dell’Arma dei carabinieri;
  8. f) Scuola brigadieri dell’Arma dei carabinieri.

 

Art. 227 Corsi di studio e ammissioni delle scuole sottufficiali

 

  1. I corsi di studio seguiti presso le scuole sottufficiali si svolgono in base a quanto stabilito dalle disposizioni di cui al libro IV, titolo III, capi V, VI, VII e VIII e al libro IV, titolo III, capo I del regolamento.
  2. L’ammissione degli allievi presso le scuole sottufficiali si effettua ai sensi delle disposizioni contenute nel libro IV, titolo II, capi I, IV e V del presente codice.

 

Art. 228 Scuole carabinieri

 

  1. Le scuole carabinieri hanno lo scopo di consentire agli allievi l’accesso al ruolo appuntati e carabinieri ai sensi delle disposizioni contenute nel libro IV, titolo III, capo X del presente codice.
  2. I corsi di studio seguiti presso le scuole carabinieri sono definiti con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri.
  3. L’ammissione degli allievi alle scuole carabinieri si effettua ai sensi delle disposizioni contenute nel libro IV, titolo II, capo VIII del presente codice.

 

Art. 229 Scuola allievi operai delle Forze armate

 

  1. Presso gli stabilimenti e le officine militari possono essere istituite, con decreto del Ministro per la difesa, scuole allievi operai per la formazione professionale di operai occorrenti alle Forze armate. Con lo stesso decreto istitutivo sono, altresì, stabiliti l’ordinamento delle scuole, la durata dei corsi, le prove di esame e le condizioni di ammissione degli allievi nonché, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, i programmi dei corsi.
  2. Le scuole allievi operai svolgono corsi annuali, biennali e triennali. Presso le stesse scuole possono essere svolti corsi per l’addestramento, la qualificazione e l’aggiornamento degli apprendisti e degli altri operai delle Forze armate.
  3. Le scuole allievi operai sono dirette da un ufficiale superiore in servizio presso lo stabilimento od officina. Agli insegnamenti si provvede con personale militare e civile dipendente dal Ministero della difesa. Le funzioni di segretario sono affidate a un sottufficiale o a un impiegato della carriera di concetto o esecutiva in servizio presso lo stabilimento o l’officina.

 

Libro secondo

BENI

Titolo I

Disposizioni generali

Art. 230 Categorie dei beni della Difesa – Rinvio ad altre fonti

 

  1. I beni della Difesa si distinguono in demanio pubblico e beni patrimoniali, disponibili e indisponibili, secondo le norme del codice civile, e sono sottoposti:
  2. a) alle disposizioni dettate nel codice civile per tali categorie di beni;
  3. b) alle disposizioni dettate nel codice della navigazione e relativo regolamento, e nelle pertinenti leggi speciali, per porti e aeroporti militari, navi e aeromobili militari; (192)
  4. c) alle disposizioni dettate nel codice della proprietà industriale (decreto legislativo 10 febbraio 2005 n. 30) per le invenzioni militari;
  5. d) alle disposizioni dettate nel codice penale per la tutela dei beni militari.
  6. Per i beni culturali, come definiti dall’articolo 2, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, in uso al Ministero della difesa, resta ferma la disciplina all’uopo dettata dal citato decreto legislativo n. 42 del 2004, e, segnatamente, le regole in tema di verifica dell’interesse culturale di cui all’articolo 12 e le regole e relative deroghe in ordine agli obblighi di versamento di documenti all’Archivio di Stato di cui all’articolo 41. Restano ferme le specifiche competenze del Ministero della difesa in materia di patrimonio culturale subacqueo, previste dalla legge 23 ottobre 2009, n. 157.
  7. Il presente libro detta le disposizioni specifiche per i beni della Difesa, ulteriori rispetto a quelle recate dai codici menzionati nel presente articolo. Sono fatte salve le convenzioni internazionali e relative leggi di ratifica.

(192) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 231 Demanio militare e demanio culturale in consegna alla Difesa

 

  1. Appartengono al demanio militare del Ministero della difesa le opere destinate alla difesa nazionale.
  2. Gli aeroporti militari fanno parte del demanio militare aeronautico.
  3. Appartengono al demanio culturale gli immobili in consegna al Ministero della difesa, non rientranti nel demanio militare di cui al comma 1, riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, le raccolte di musei, pinacoteche, archivi, biblioteche a esso assegnati.
  4. Fatta salva l’applicazione dell’articolo 147, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, rientrano tra le opere destinate alla difesa nazionale e sono considerati infrastrutture militari, a ogni effetto, tutti gli alloggi di servizio per il personale militare realizzati su aree ubicate all’interno di basi, impianti, installazioni militari o posti al loro diretto e funzionale servizio.

 

Art. 232 Patrimonio indisponibile della Difesa

 

  1. Fanno parte del patrimonio indisponibile del Ministero della difesa, se a esso assegnati in uso, le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra e comunque militari, gli edifici destinati a sede di pubblici uffici con i loro arredi e gli altri beni destinati a un pubblico servizio della Difesa.

 

Art. 233 Individuazione delle opere destinate alla difesa nazionale a fini determinati

 

  1. Ai fini urbanistici, edilizi, ambientali e al fine dell’affidamento ed esecuzione di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, sono opere destinate alla difesa nazionale le infrastrutture rientranti nelle seguenti categorie:
  2. a) sedi di servizio e relative pertinenze necessarie a soddisfare le esigenze logistico-operative dell’Arma dei carabinieri;
  3. b) opere di costruzione, ampliamento e modificazione di edifici o infrastrutture destinati ai servizi della leva, del reclutamento, incorporamento, formazione professionale e addestramento dei militari della Marina militare, da realizzare nelle sedi di La Spezia, Taranto e La Maddalena su terreni del demanio, compreso quello marittimo;
  4. c) aeroporti ed eliporti;
  5. d) basi navali;
  6. e) caserme;
  7. f) stabilimenti e arsenali;
  8. g) reti, depositi carburanti e lubrificanti;
  9. h) depositi munizioni e di sistemi d’arma;
  10. i) comandi di unità operative e di supporto logistico;
  11. l) basi missilistiche;
  12. m) strutture di comando e di controllo dello spazio terrestre, marittimo e aereo;
  13. n) segnali e ausili alla navigazione marittima e aerea;
  14. o) strutture relative alle telecomunicazioni e ai sistemi di allarme;
  15. p) poligoni e strutture di addestramento;
  16. q) centri sperimentali di manutenzione dei sistemi d’arma;
  17. r) opere di protezione ambientale correlate alle opere della difesa nazionale;
  18. s) installazioni temporanee per esigenze di rapido dispiegamento;
  19. t) attività finanziate con fondi comuni della NATO e da utenti alleati sul territorio nazionale.

1-bis. Alle costruzioni e alle ricostruzioni di edilizia residenziale pubblica destinate a uso militare si applica l’articolo 1 della legge 29 luglio 1949, n. 717, e successive modificazioni. (193)

(193) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 234 Registri e inventari

 

  1. I beni della Difesa sono descritti in appositi registri di consistenza o inventari.
  2. L’inventario dei beni di demanio pubblico della Difesa è eseguito a cura del Ministero della difesa e consiste in uno stato descrittivo desunto dai rispettivi catasti, ovvero dai registri dell’amministrazione.
  3. L’originale dell’inventario è conservato dalle amministrazioni centrali militari e gli estratti dalle rispettive direzioni territoriali o uffici dipendenti.

 

Art. 235 Disciplina del segreto su beni e attività militari. Rinvio

 

  1. Il segreto su atti, documenti, notizie, attività e beni militari è disciplinato dalla legge 3 agosto 2007, n. 124 e dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 aprile 2008, 12 giugno 2009, n. 7 e 12 giugno 2009, n. 8.

 

Titolo II

Singole categorie di beni militari

Capo I

Opere permanenti di protezione antiaerea

Art. 236 Opere permanenti di protezione antiaerea

 

  1. Rientrano tra le opere destinate alla difesa nazionale e costituiscono demanio militare le opere permanenti di protezione antiaerea.

 

Capo II

Strade militari, veicoli e patenti militari, esigenze militari in relazione alla circolazione stradale

Art. 237 Strade militari ed esigenze militari in relazione alla circolazione stradale

 

  1. Sono strade militari quelle destinate esclusivamente al traffico militare.
  2. Ente proprietario è considerato il comando interregionale. (194)
  3. La classifica delle strade militari è fatta con decreto del Ministro della difesa. L’elenco delle strade militari, redatto a cura del Ministero della difesa, non è pubblico.
  4. Alle strade di esclusivo uso militare non si applica l’articolo 13 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 recante il nuovo codice della strada.
  5. Il Comandante interregionale, in relazione alle strade militari di cui è proprietario il comando interregionale a cui è preposto: (195)
  6. a) può destinare le strade militari all’uso pubblico con provvedimento generale, ovvero all’uso privato con provvedimento particolare;
  7. b) adotta i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione, di cui agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo n. 285 del 1992, con ordinanze motivate e rese note al pubblico mediante i prescritti segnali;
  8. c) per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute, nonché per esigenze di carattere militare può, conformemente alle direttive del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade militari o su tratti di esse;
  9. d) può vietare la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose nei giorni festivi o in particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
  10. e) stabilisce, anno per anno, le opportune prescrizioni per il transito periodico di armenti e di greggi determinando, quando occorra, gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio;
  11. f) rilascia l’autorizzazione alla circolazione per i trasporti e i veicoli eccezionali come definiti dall’articolo 10 del decreto legislativo n. 285 del 1992 alle condizioni di cui al citato articolo 10;
  12. g) rilascia le autorizzazioni di cui all’articolo 26 del decreto legislativo n. 285 del 1992;
  13. h) impartisce le direttive per l’organizzazione della circolazione e della relativa segnaletica stradale, di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 285 del 1992.
  14. Contro i provvedimenti emessi dal comandante interregionale è ammesso ricorso gerarchico al Ministro della difesa. (194)
  15. L’impianto su strade militari e sulle relative pertinenze di linee ferroviarie, tranviarie, di speciali tubazioni o altre condotte comunque destinate a servizio pubblico, o anche il solo attraversamento di strade o relative pertinenze con uno qualsiasi degli impianti di cui sopra, sono autorizzati, in caso di assoluta necessità e ove non siano possibili altre soluzioni tecniche, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della difesa.
  16. Alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade militari aperte al pubblico transito provvede l’amministrazione militare con il contributo dei comuni attraversati dalle strade medesime, da fissare mediante speciali convenzioni. L’obbligo del contributo cessa ogni qual volta, per esigenze della Difesa, è vietato il transito pubblico sulla strada militare, e risorge cessato il divieto. L’obbligo del contributo dei comuni decorre dal 1°(gradi) gennaio o dal 1°(gradi) luglio successivo alla data del decreto ministeriale di classificazione di cui al comma 3, in modo che rimanga sempre un periodo di almeno sei mesi fra la data del decreto e l’inizio della manutenzione.
  17. Per le esigenze esclusive del traffico militare, nelle strade di uso pubblico è ammessa l’installazione di segnaletica stradale militare, secondo le disposizioni all’uopo dettate dall’articolo 38 del decreto legislativo n. 285 del 1992 e del relativo regolamento. Gli enti proprietari delle strade sono tenuti a consentire l’installazione provvisoria o permanente dei segnali ritenuti necessari dall’autorità militare per la circolazione dei propri veicoli.
  18. Fermo quanto disposto dall’articolo 12 del decreto legislativo n. 285 del 1992, la scorta e l’attuazione dei servizi diretti ad assicurare la marcia delle colonne militari spetta, altresì, agli ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa delle Forze armate, appositamente qualificati con specifico attestato rilasciato dall’autorità militare competente.
  19. Ai veicoli e conducenti delle Forze armate si applicano gli articoli 138 e 142, comma 4 del decreto legislativo n. 285 del 1992.
  20. Ai convogli militari e colonne di truppe su strada si applicano gli articoli 163 e 192, commi 5 e 6, del decreto legislativo n. 285 del 1992.
  21. Per quanto non disposto nel presente articolo, alle strade militari aperte al traffico civile, ai veicoli e conducenti delle Forze armate, ai convogli militari e simili su strada si applicano le disposizioni del decreto legislativo n. 285 del 1992, in quanto compatibili.

(194) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(195) Alinea così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Capo III

Porti e aeroporti militari, navi e aeromobili militari (196)

Sezione I

Porti e aeroporti militari

Art. 238 Porti e aeroporti militari

 

  1. I porti, o le specifiche aree portuali, destinati unicamente o principalmente alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato appartengono ai porti di prima categoria.
  2. Fermo quanto disposto dall’articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e dalle analoghe disposizioni contenute nei decreti del Presidente della Repubblica di attuazione degli statuti delle Regioni a statuto speciale, il Ministro della difesa, con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, determina le caratteristiche e procede all’individuazione dei porti o delle specifiche aree portuali di cui alla prima categoria; con lo stesso provvedimento sono disciplinate le attività nei porti di prima categoria e relative baie, rade e golfi. (197)
  3. Negli aeroporti militari aperti al traffico aereo civile, ogni modifica alle infrastrutture di volo esistenti e ai relativi impianti è realizzata d’intesa tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero della difesa, avendo cura di non limitare l’agibilità al traffico aereo e di assicurare la rispondenza delle infrastrutture di volo alle norme di sicurezza regolanti il traffico militare e quello civile. Alla progettazione delle opere da eseguire negli aeroporti militari aperti al traffico civile provvede il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di intesa con il Ministero della difesa.

3-bis. Nella determinazione dei diritti aeroportuali da applicarsi negli aeroporti militari aperti al traffico civile, si tiene conto anche delle infrastrutture e dei servizi forniti dall’Aeronautica militare, che stipula apposita convenzione con il gestore aeroportuale, per la definizione degli stessi e l’individuazione delle modalità per il ristoro dei costi sostenuti. (198)

  1. Fatto salvo quanto disposto dal comma 3, per gli aeroporti militari resta ferma la disciplina all’uopo prevista nel codice della navigazione, e le relative disposizioni tecniche di attuazione.

(196) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248. Precedentemente la rubrica era la seguente: “Porti e aeroporti militari, navi e velivoli militari”.

(197) Comma così corretto da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126.

(198) Comma inserito dall’art. 2, comma 1, lett. c), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Sezione II

Navi militari e navi da guerra – Registro delle navi galleggianti in servizio governativo non commerciale

Art. 239 Navi militari e navi da guerra

 

  1. Sono navi militari quelle che hanno i seguenti requisiti:
  2. a) sono iscritte nel ruolo del naviglio militare, classificate, per la Marina militare, in base alle caratteristiche costruttive e d’impiego, in navi di prima linea, navi di seconda linea e naviglio specialistico e collocate nelle categorie e nelle posizioni stabilite con decreto del Ministro della difesa; (199)
  3. b) sono comandate ed equipaggiate da personale militare, sottoposto alla relativa disciplina;
  4. c) recano i segni distintivi della Marina militare o di altra Forza armata o di Forza di polizia a ordinamento militare.
  5. Per «nave da guerra» si intende una nave che appartiene alle Forze armate di uno Stato, che porta i segni distintivi esteriori delle navi militari della sua nazionalità ed è posta sotto il comando di un ufficiale di marina al servizio dello Stato e iscritto nell’apposito ruolo degli ufficiali o in documento equipollente, il cui equipaggio è sottoposto alle regole della disciplina militare. (200)
  6. La nave da guerra costituisce una parte del territorio dello Stato.

(199) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(200) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 240 Navi armate e navi in disponibilità

 

  1. Le navi, secondo le loro condizioni nei riguardi degli effettivi del personale e dell’efficienza del materiale, si distinguono nel modo seguente:
  2. a) navi armate;
  3. b) navi in disponibilità.

 

Art. 241 Assegnazione delle unità navali

 

  1. La costituzione delle Forze navali armate e del naviglio in disponibilità, l’assegnazione ai servizi costieri e al naviglio sussidiario, è stabilita dal Capo di stato maggiore della Marina militare.

 

Art. 242 Radiazione dal ruolo del naviglio militare

 

  1. Sono radiate dai ruoli del naviglio militare, le unità che, iscritte con decreto del Ministro della difesa nel ruolo del naviglio militare dello Stato all’atto della consegna, a giudizio del Ministro della difesa, sentito il parere del Capo di stato maggiore della Marina militare, non possono più rendere utili servizi in rapporto alla spesa di manutenzione e di esercizio. Le navi radiate possono essere temporaneamente impiegate come navi caserme, o per servizi non bellici. (201)

(201) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 243 Iscrizione nel quadro del naviglio militare dello Stato di unità dell’Esercito italiano, dell’Aeronautica militare, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e del Corpo delle capitanerie di porto

 

  1. Le unità navali in dotazione all’Esercito italiano, all’Aeronautica militare, all’Arma dei carabinieri, al Corpo della Guardia di finanza e al Corpo delle capitanerie di porto sono iscritte in ruoli speciali del naviglio militare dello Stato.
  2. I piani delle unità sopraindicate sono trasmessi allo Stato maggiore della Marina militare che indica gli eventuali lavori e modifiche da eseguirsi allo scopo di consentire l’installazione di particolari apprestamenti militari compatibili con il normale impiego nei servizi di istituto.
  3. Con il regolamento, sul quale su tale parte è acquisito il concerto dei Ministri interessati, sono stabilite le modalità per l’applicazione del presente articolo e regolati i rapporti che ne derivano; è anche disciplinata la posizione del personale che costituisce l’equipaggio delle suddette unità.

 

Art. 244 Registro delle navi e galleggianti in servizio governativo non commerciale

 

  1. Il Ministero della difesa cura la tenuta del registro delle navi e galleggianti in servizio governativo non commerciale.
  2. Nel registro è iscritto il naviglio delle amministrazioni dello Stato adibito a servizio governativo non commerciale, il cui personale non è a ordinamento militare.
  3. Le unità e i mezzi navali, iscritti nel registro, inalberano la bandiera nazionale costituita dal tricolore italiano caricato al centro della banda bianca dell’emblema araldico della Repubblica italiana.
  4. Le norme di attuazione sono contenute nel regolamento.

 

Art. 245 Incendio su nave da guerra

 

  1. In caso d’incendio su nave da guerra, la direzione delle operazioni a bordo spetta esclusivamente al comandante della nave, il quale tiene informato il comandante del porto dell’entità dell’incendio e dell’andamento delle operazioni.
  2. Il comandante del porto assume la direzione delle operazioni di soccorso per quanto riguarda la sicurezza del porto e delle altre navi, e coadiuva, ove richiesto, il comando della nave da guerra con i mezzi e l’organizzazione antincendi del porto.

 

Sezione III

Aeromobili a pilotaggio remoto delle forze armate

Art. 246 Nozione

 

  1. Ai fini della presente sezione, per aeromobile a pilotaggio remoto, di seguito denominato «APR», si intende un mezzo aereo pilotato da un equipaggio che opera da una stazione remota di comando e controllo.

 

Art. 247 Autorizzazione e limiti all’impiego degli APR in dotazione alle Forze armate

 

  1. Le Forze armate italiane sono autorizzate a impiegare APR in dotazione in attività operative e addestrative per la difesa e la sicurezza nazionale. (202)
  2. L’impiego degli APR avviene nell’ambito di spazi aerei determinati e con le limitazioni stabilite nell’apposito documento tecnico-operativo adottato dall’Aeronautica militare, sentita la Forza armata che impiega gli APR, e dall’Ente nazionale per l’aviazione civile, di concerto con l’Ente nazionale di assistenza al volo, per gli aspetti di gestione e controllo del traffico aereo.
  3. Le limitazioni di cui al comma 2, riguardanti i profili di missione, le procedure operative, le aree di lavoro e gli equipaggiamenti, sono stabilite nel rispetto dei principi della sicurezza del volo.
  4. Nel corso di operazioni sul territorio nazionale o all’estero connesse a situazioni di crisi o di conflitto armato l’impiego degli APR non è sottoposto alle limitazioni di cui al comma 2.

(202) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 248 APR di peso inferiore a 20 chilogrammi (203)

 

  1. La conduzione degli APR di peso inferiore a 20 chilogrammi, ammessi alla navigazione e certificati dalla competente struttura del Ministero della difesa e dalla stessa iscritti in apposito registro, impiegati dalle Forze armate entro aree identificate e sottoposte al divieto temporaneo di sorvolo ovvero al di fuori di tali aree nei casi di cui all’articolo 247, comma 4, è affidata a personale militare in possesso di idonea qualifica e non comporta la corresponsione di specifici emolumenti. I criteri d’impiego dei medesimi APR e le modalità per il conseguimento della qualifica per la conduzione degli stessi sono disciplinati dal regolamento.

(203) Articolo così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. d), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 248-bis APR di peso inferiore a 20 chilogrammi (204) (205)

 

[1. La conduzione degli APR di peso inferiore a 20 chilogrammi, ammessi alla navigazione e certificati dalla competente struttura del Ministero della difesa e dalla stessa iscritti in apposito registro, impiegati dalle Forze armate entro aree identificate e sottoposte al divieto temporaneo di sorvolo ovvero al di fuori di tali aree nei casi di cui all’articolo 247, comma 4, è affidata a personale militare in possesso di idonea qualifica e non comporta la corresponsione di specifici emolumenti. I criteri d’impiego dei medesimi APR e le modalità per il conseguimento della qualifica per la conduzione degli stessi sono disciplinati dal regolamento. ]

(204) Articolo inserito dall’art. 5, comma 3, D.L. 29 dicembre 2010, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 febbraio 2011, n. 9.

(205) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. e), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Capo IV

Rifugi alpini

Art. 249 Rifugi alpini demaniali e rifugi alpini pubblici e privati di interesse della Difesa

 

  1. I rifugi alpini, già appartenenti a cittadini, a società e a enti ex nemici, devoluti al demanio dello Stato in virtù dell’articolo 1 del regio decreto 10 aprile 1921, n. 470, restano assegnati al Ministero della difesa, che può concederli in esercizio a cittadini italiani e a società ed enti nazionali. Le concessioni di esercizio sono accordate previa intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze nonché con il Ministro per i beni e le attività culturali per i rifugi alpini sottoposti a tutela o ricadenti in aree sottoposte a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ovvero con quello delle politiche agricole, alimentari e forestali, per i rifugi alpini ubicati in fondi e boschi appartenenti al demanio forestale. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 3 del decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 495, in ordine al trasferimento di rifugi alpini alla Provincia autonoma di Bolzano e al loro utilizzo per esigenze addestrative-operative del Ministero della difesa.
  2. Dei rifugi alpini di proprietà privata può essere disposta l’espropriazione dall’autorità militare, secondo le norme per le espropriazioni finalizzate alla realizzazione delle opere militari dettate dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.

 

Capo V

Campi di tiro a segno

Art. 250 Campi e impianti di tiro a segno (206)

 

  1. I campi di tiro a segno impiantati a spese dello Stato sono compresi tra gli immobili demaniali militari.
  2. L’esecuzione tecnica dei lavori relativi all’impianto, sistemazione e manutenzione dei campi e impianti di tiro a segno di cui al comma 1 è affidata alla vigilanza del Ministero della difesa.
  3. I campi di tiro a segno di cui al comma 1 sono dati in uso, a titolo gratuito, alle sezioni di tiro a segno, senza oneri a carico dello Stato.

(206) Articolo così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. f), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 251 Uso speciale e obbligatorio dei campi di tiro a segno – Quota di iscrizione

 

  1. Coloro che prestano servizio armato presso enti pubblici o privati sono obbligati a iscriversi a una sezione di tiro a segno nazionale e devono superare ogni anno un corso di lezioni regolamentari di tiro a segno.
  2. L’iscrizione e la frequenza a una sezione di tiro a segno nazionale sono obbligatorie, ai fini della richiesta del permesso di porto d’armi per la caccia o per uso personale, per coloro che non hanno prestato o non prestano servizio presso le Forze armate dello Stato.
  3. La quota annua per l’iscrizione obbligatoria alle sezioni di tiro a segno nazionale per le categorie indicate ai commi 1 e 2 è stabilita in euro 11,56. Con decreto dirigenziale della competente struttura del Ministero della difesa, di concerto con i Ministeri dell’interno, della giustizia, dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole, alimentari e forestali, si provvede ad adeguare annualmente detta quota, sulla base delle variazioni percentuali del costo della vita quale risulta ai fini delle rilevazioni ISTAT per i conti economici nazionali pubblicati a marzo di ogni anno nella relazione sulla situazione economica del Paese. Gli aumenti decorrono dal 1°(gradi) gennaio dell’anno successivo a quello di rilevazione. (207) (208)

(207) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. d), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248 e, successivamente, dall’art. 10, comma 2, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(208) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi: per gli anni 2010 e 2011, il Decreto 5 ottobre 2011; per l’anno 2012, il Decreto 10 aprile 2012; per l’anno 2013, il Decreto 31 dicembre 2012; per l’anno 2014, il Decreto 31 dicembre 2013; per l’anno 2015, il Decreto 16 dicembre 2015.

 

Capo VI

Zone monumentali di guerra, patrimonio storico della prima guerra mondiale, sepolcreti di guerra

Sezione I

Zone monumentali di guerra

Art. 252 Individuazione delle zone monumentali di guerra

 

  1. Istituite ai sensi dell’abrogato regio decreto-legge 29 ottobre 1922, n. 1386, a consacrazione nei secoli della gratitudine della Patria verso i figli che per la sua grandezza vi combatterono epiche lotte nella guerra di redenzione 1915-1918, le seguenti zone, scelte fra quelle più legate a immortali fasti di gloria, sono dichiarate monumentali e costituiscono demanio culturale gestito dal Ministero della difesa:
  2. a) Monte Pasubio;
  3. b) Monte Grappa;
  4. c) Monte Sabotino;
  5. d) Monte San Michele.
  6. Sono altresì zone monumentali di guerra e demanio culturale gestito dal Ministero della difesa:
  7. a) la zona di Castel Dante in Rovereto;
  8. b) la zona di Monte Cengio;
  9. c) la zona di Monte Ortigara;
  10. d) la zona Punta Serauta della Marmolada, sita nel comune di Rocca Pietore (Belluno).

 

Art. 253 Delimitazione delle zone monumentali di guerra

 

  1. Le zone monumentali di cui alle lettere a), b), c), e d) del comma 1 dell’articolo 252 sono così delimitate:
  2. a) Pasubio: sommità del monte elevantesi sulla curva di livello di 2200 metri, comprendente il Dente Italiano, la cima Palòm e il cocuzzolo immediatamente a Sud di detta cima. Strada d’accesso: rotabile Ponte Verde (presso il Pian delle Fugazze) – colle Xomo – Scarubbi – Porte Pasubio, indi mulattiera al Palòm;
  3. b) Grappa: sommità del monte al di sopra della quota di 1700 metri, con lo sprone della Nave, la galleria Vittorio Emanuele e la caserma Milano, esclusa la parte meridionale su cui sorge la Madonnina e il rifugio del Club alpino. Strada d’accesso: rotabile Romano Alto-Osteria del Campo-Monte Grappa;
  4. c) Sabotino: sommità del monte al di sopra della curva di livello di 520 metri dal Sasso Spaccato a ovest, ai ruderi della chiesa di San Valentino (esclusi) a est. Strada d’accesso: rotabile Gunjace Bala-bivio Ver-holje-Sabotino;
  5. d) San Michele: sommità del Monte al di sopra della curva di livello di 250 metri con le cime 1, 2, 3 e 4 e il monumentino commemorativo della Brigata «Ferrara» a sud-est della cima 4. Strada d’accesso: rotabile Peteano – San Michele – San Martino.
  6. La delimitazione delle zone di cui al comma 2 dell’articolo 252 è effettuata con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali.

 

Art. 254 Vigilanza e conservazione

 

  1. Le zone monumentali di cui alla presente sezione sono poste sotto l’alta sorveglianza del Ministero della difesa – Commissariato generale per le onoranze ai Caduti, che provvede alla loro delimitazione, custodia e conservazione, alla intangibilità dei monumenti e delle opere di guerra in esse esistenti e alla manutenzione delle strade d’accesso. (209)
  2. Il Ministero della difesa – Commissariato generale per le onoranze ai Caduti provvede a far erigere e a mantenere stele romane nelle località del fronte di guerra – pur esse notevoli per azioni svoltesi – sulle quali non è stato collocato un particolare ricordo. (209)

(209) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. c), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Sezione II

Patrimonio storico della Prima guerra mondiale

Art. 255 Attribuzioni del Ministero della difesa in materia di patrimonio storico della Prima guerra mondiale (210)

 

  1. Le competenze del Ministero della difesa in materia di patrimonio storico della Prima guerra mondiale sono disciplinate dalla legge 7 marzo 2001, n. 78.

(210) Articolo così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. g), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 256 Soggetti autorizzati a effettuare gli interventi (211)

 

[1. Possono provvedere direttamente agli interventi di ricognizione, catalogazione, manutenzione, restauro, gestione e valorizzazione delle cose di cui all’articolo 255, in conformità alla presente sezione e alle leggi regionali:

  1. a) i privati in forma singola o associata, compresi comunanze, regole, comitati e associazioni anche non riconosciute;
  2. b) i comuni, le province, gli enti parco, altri enti pubblici e i loro consorzi;
  3. c) le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
  4. d) lo Stato.
  5. L’autorizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali per gli interventi sulle cose di cui all’articolo 255 è richiesta solo quando si tratti di cose assoggettate alla tutela prevista per i beni culturali dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio. Restano tuttavia fermi il potere di cui all’articolo 28, comma 2, del decreto legislativo n. 42 del 2004, le competenze in materia di tutela paesistica, nonché le competenze del Ministero della difesa e del Ministero dell’economia e delle finanze.
  6. I soggetti, pubblici o privati, che intendano provvedere agli interventi di manutenzione, restauro, gestione e valorizzazione delle cose di cui all’articolo 255 ne danno comunicazione, corredata di progetto esecutivo e di atto di assenso del titolare del bene, almeno due mesi prima dell’inizio delle opere, alla Soprintendenza competente per territorio. ]

(211) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 257 Compiti dello Stato (212)

 

[1. Lo Stato, in relazione agli interventi di cui all’articolo 256, comma 1:

  1. a) promuove, coordina e, ove necessario, realizza direttamente gli interventi;
  2. b) promuove la collaborazione con gli Stati le cui Forze armate operarono sul fronte italiano o con gli Stati loro successori;
  3. c) può promuovere o concorrere agli interventi che si svolgono fuori del territorio nazionale.

]

(212) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 258 Competenze del Ministero per i beni e le attività culturali (213)

 

[1. In attuazione dell’articolo 257, il Ministero per i beni e le attività culturali, nei limiti delle risorse destinate a tali finalità:

  1. a) promuove la ricognizione e la catalogazione, gli studi, le ricerche e la redazione di cartografia tematica relativamente alle cose di cui all’articolo 255;
  2. b) definisce i criteri tecnico-scientifici per la realizzazione degli interventi di cui all’articolo 256, comma 1;
  3. c) individua le priorità, tenuto conto delle iniziative già adottate dagli altri soggetti di cui all’articolo 256, comma 1;
  4. d) realizza direttamente gli interventi individuati come prioritari, preferibilmente ove manchino o risultino inadeguate le iniziative degli altri soggetti di cui all’articolo 256, comma 1;
  5. e) può finanziare le iniziative degli altri soggetti di cui all’articolo 256, comma 1, tenuto conto delle priorità individuate ai sensi della lettera c) del presente comma e con le modalità di cui all’articolo 262;
  6. f) cura un programma di tutela e valorizzazione degli archivi pubblici, ivi compresi quelli militari, nonché di quelli privati, al fine di assicurarne la più ampia fruizione, anche attraverso prestiti e mostre itineranti, promuovendo fra l’altro il recupero e la conservazione, anche in copia, della documentazione storica;
  7. g) vigila sull’attuazione degli interventi e in particolare su quelli finanziati dallo Stato, anche avvalendosi di ispettori onorari.
  8. Presso il Ministero per i beni e le attività culturali opera il Comitato tecnico-scientifico speciale per il patrimonio storico della Prima guerra mondiale.
  9. Il Comitato è nominato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, che ne disciplina altresì il funzionamento, escludendo la corresponsione di compensi ai componenti del Comitato stesso.
  10. Il Comitato esprime pareri e formula proposte ai Ministeri per i beni e le attività culturali, degli affari esteri e della difesa per quanto attiene all’attuazione della presente sezione. In particolare, esprime parere obbligatorio sugli obiettivi annuali definiti dai citati Ministeri con riferimento all’attuazione delle disposizioni contenute nella presente sezione.
  11. Il Comitato definisce:
  12. a) i criteri tecnico-scientifici di cui al comma 1, lettera b);
  13. b) le priorità di cui al comma 1, lettera c);
  14. c) i criteri per l’assegnazione dei finanziamenti di cui al comma 1, lettera e);
  15. d) il programma di cui al comma 1, lettera f).
  16. L’istituzione e il funzionamento del Comitato non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ]

(213) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 259 Competenze del Ministero della difesa (214)

 

[1. Il Ministero della difesa, nei limiti delle risorse destinate a tali finalità:

  1. a) può realizzare direttamente gli interventi di cui all’articolo 256, comma 1, o concorrere alla loro realizzazione, in particolare mediante l’impiego delle truppe alpine;
  2. b) cura gli archivi storici militari e collabora con il Ministero per i beni e le attività culturali nell’attuazione del programma di cui all’articolo 258, comma 1, lettera f). A tal fine, fra gli obiettivi dell’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Esercito italiano ha carattere di priorità la catalogazione informatica delle fonti della Prima guerra mondiale, negli archivi centrali e in quelli periferici.

]

(214) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 260 Competenze del Ministero degli affari esteri (215)

 

[1. Nei limiti delle risorse destinate a tali finalità, il Ministero degli affari esteri, in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e il Ministero della difesa, promuove e coordina:

  1. a) la partecipazione degli Stati le cui Forze armate operarono sul fronte italiano o degli Stati loro successori alle iniziative di cui all’articolo 255;
  2. b) la partecipazione dell’Italia alle analoghe iniziative all’estero;
  3. c) la cooperazione di amministrazioni dello Stato, università, enti pubblici e soggetti privati con soggetti stranieri per la ricerca storica sulla Prima guerra mondiale.

]

(215) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 261 Competenze delle regioni (217)

 

[1. Le regioni a statuto ordinario, nelle materie di loro competenza ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e in quelle loro delegate dalla legislazione vigente:

  1. a) promuovono e coordinano gli interventi di cui all’articolo 256, comma 1, svolti da privati ed enti locali, tenendo conto delle priorità e assicurando la conformità ai criteri tecnico-scientifici definiti ai sensi dell’articolo 258, favorendo in particolare la creazione e la gestione di percorsi storico-didattici e lo svolgimento di attività formative e didattiche;
  2. b) possono concorrere al finanziamento degli interventi di cui alla lettera a);
  3. c) disciplinano con legge l’attività della raccolta di reperti mobili, fermo restando quanto previsto dagli articoli 263 e 264.
  4. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano perseguono le finalità della presente sezione nell’ambito delle competenze a esse spettanti ai sensi dei rispettivi Statuti e delle relative norme di attuazione. A tal fine i finanziamenti alle stesse spettanti sono assegnati ai sensi delle leggi vigenti. (216) ]

(216) Comma così corretto da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126.

(217) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 262 Finanziamento statale degli interventi (218)

 

[1. I soggetti di cui all’articolo 256, comma 1, lettere a), b) e c), possono essere ammessi a contributi statali per gli interventi di cui allo stesso comma.

  1. I soggetti interessati presentano alla Soprintendenza competente per territorio:
  2. a) il progetto esecutivo corredato di piano finanziario, con l’atto di assenso del titolare del bene;
  3. b) una relazione tecnica dettagliata sulle procedure di conservazione e restauro dei manufatti e delle opere oggetto dell’intervento e sulla conformità ai criteri tecnico-scientifici di cui all’articolo 258, comma 1, lettera b), con un programma temporale dei lavori;
  4. c) l’indicazione nominativa del direttore responsabile dei lavori.
  5. Il Ministero per i beni e le attività culturali, nei limiti delle risorse destinate a tale finalità, dispone la concessione del contributo entro tre mesi dal ricevimento della domanda, sentiti il Ministero della difesa e l’amministrazione demaniale competente. A tal fine tiene conto delle priorità di cui all’articolo 258, nonché del complesso delle richieste presentate e dei contributi già erogati al richiedente da altri soggetti pubblici. ]

(218) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 263 Reperti mobili e cimeli (219)

 

[1. Chiunque possieda o rinvenga reperti mobili o cimeli relativi al fronte terrestre della Prima guerra mondiale di notevole valore storico o documentario, ovvero possieda collezioni o raccolte dei citati reperti o cimeli, ne dà comunicazione al sindaco del comune nel cui territorio si trovano, entro sessanta giorni dalla data del ritrovamento, indicandone la natura, la quantità e, ove nota, la provenienza. ]

(219) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 264 Sanzioni (220)

 

[1. Chiunque esegua interventi di modifica, di restauro o di manutenzione sulle cose di cui all’articolo 255, comma 2, lettere a), b), c) ed e), senza provvedere a quanto previsto dall’articolo 256, comma 3, è punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa da euro 2.582,00 a euro 25.823,00.

  1. Se dagli interventi indicati al comma 1 deriva la perdita o il danneggiamento irreparabile delle cose ovvero in caso di esecuzione di interventi di alterazione delle loro caratteristiche materiali o storiche si applica, salvo che il fatto costituisca diverso reato, la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da euro 516,00 a euro 25.823,00.
  2. Chiunque non ottemperi alle prescrizioni previste dall’articolo 263 è punito con la sanzione amministrativa da euro 258,00 a euro 516,00. ]

(220) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Sezione III

Sepolcreti di guerra italiani

Art. 265 Nozione e qualificazione

 

  1. I sepolcreti di guerra sono comprensivi di cimiteri, ossari e sacrari di guerra.
  2. Fatto salvo quanto diversamente disposto dalla sezione IV del presente capo o da accordi internazionali, i sepolcreti di guerra, definitivamente sistemati nel territorio nazionale, fanno parte, con le loro dipendenze, del patrimonio dello Stato.

 

Art. 266 Organi e uffici

 

  1. Il Commissario generale per le onoranze ai Caduti, nel presente capo denominato «Commissario», esercita le proprie funzioni alla diretta dipendenza del Ministro della difesa. (221)
  2. Al Ministro della difesa compete la nomina del Commissario e la vigilanza su di esso, l’organizzazione del Commissariato, e la decisione in caso di dissenso tra il Commissario e le altre amministrazioni con le quali questi debba prendere accordi per l’espletamento delle sue funzioni.
  3. Le indennità dovute al Commissario sono stabilite con il decreto di nomina.
  4. Alle dipendenze del Commissario opera il Commissariato generale per le onoranze ai Caduti. (222)

(221) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. d), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(222) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. d), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 267 Competenze

 

  1. Il Commissario è competente in ordine a:
  2. a) la sistemazione, manutenzione e custodia dei cimiteri di guerra esistenti nel territorio dello Stato italiano, nonché di quelli esistenti all’estero contenenti salme di Caduti italiani;
  3. b) gli accordi anche direttamente con i rappresentanti dei governi interessati per la sistemazione di caduti ex nemici e alleati in Italia e dei caduti italiani tumulati all’estero, in conformità alle disposizioni dei Trattati di pace;
  4. c) gli accordi con le singole amministrazioni dello Stato e con gli enti locali e, tramite il Ministero degli affari esteri, con le rappresentanze dello Stato all’estero;
  5. d) la conservazione delle zone monumentali di guerra, la raccolta di documentazioni e cimeli, la diffusione di notizie sui caduti e sulle vicende belliche, l’organizzazione delle visite e dell’assistenza religiosa ai sepolcreti di guerra.
  6. Il Commissario è competente per il censimento, la raccolta, la sistemazione provvisoria e successiva sistemazione definitiva delle salme:
  7. a) dei militari italiani morti in conseguenza della Grande guerra dal 24 maggio 1915 al 31 ottobre 1920;
  8. b) dei militari e militarizzati italiani deceduti in conseguenza della guerra, sia nel territorio metropolitano sia fuori di esso, dal 10 giugno 1940 al 15 aprile 1946, purché per i militarizzati è accertato, in sede di liquidazione della pensione di guerra ai familiari, che la morte fu dovuta al servizio di guerra;
  9. c) dei militari e civili deceduti in stato di prigionia o di internamento successivamente al 10 giugno 1940;
  10. d) dei partigiani e dei patrioti deceduti in conseguenza della lotta di liberazione dopo l’8 settembre 1943;
  11. e) di tutti i civili deceduti dopo l’8 settembre 1943 quali ostaggi o per atti di rappresaglia;
  12. f) dei marittimi mercantili deceduti per fatto di guerra nel periodo 10 giugno 1940-15 aprile 1946;
  13. g) dei militari, dei militarizzati e dei civili italiani deceduti in conseguenza di eventi di guerra nelle ex colonie italiane dell’Africa, del Dodecaneso e nella guerra di Spagna;
  14. h) dei militari, dei militarizzati e volontari deceduti in conseguenza di eventi bellici che hanno interessato anche gli Stati preunitari a decorrere dal 4 marzo 1848;
  15. i) dei militari e dei militarizzati deceduti durante le missioni di pace.
  16. Il Commissario provvede inoltre a:
  17. a) la sistemazione delle salme degli italiani appartenenti a Forze armate operanti al servizio della sedicente repubblica sociale italiana, deceduti in conseguenza della guerra;
  18. b) la sistemazione provvisoria delle salme dei militari appartenenti alle Forze armate delle Nazioni Unite deceduti in Italia durante la guerra 1940-1945, ove non vi hanno provveduto direttamente i rispettivi Stati e salva la competenza, per quanto riguarda l’impianto e la manutenzione di cimiteri destinati all’inumazione dei militari delle Forze armate delle Nazioni Unite caduti in territorio italiano durante la seconda guerra mondiale, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
  19. c) alla sistemazione delle salme dei militari degli eserciti nemici caduti in Italia, nei limiti dell’articolo 4 della Convenzione di Ginevra del 27 luglio 1929, ratificata dal regio decreto-legge 23 ottobre 1930, n. 1615 e di quanto altro stabilito nei trattati di pace. (223)
  20. Alle sistemazioni di cui al comma 2 e di cui al comma 3, lettera b) si farà luogo se e in quanto i congiunti non vi hanno provveduto, o non vi provvedano coi sussidi che il Commissario può mettere a loro disposizione di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.
  21. I progetti tecnici delle opere da eseguirsi nei cimiteri di guerra dello Stato italiano sono compilati, di regola, a cura del Commissariato generale per le onoranze ai Caduti. (224)

(223) Lettera così corretta da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126.

(224) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. e), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 268 Contratti per le sepolture militari in Italia e all’estero

 

  1. Il Commissario può provvedere agli affidamenti in economia di lavori, servizi e forniture relativi alla sistemazione delle sepolture militari, nei limiti consentiti dalla vigente legislazione.
  2. La sistemazione nei territori esteri delle salme dei militari e civili italiani è di regola affidata dal Commissario, tramite le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane, a organizzazioni o persone esistenti in detti territori. Solo eccezionalmente possono essere inviate missioni all’estero per tale scopo, previa intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze.
  3. Per quanto riguarda le spese relative alla sistemazione delle salme di italiani caduti o deceduti all’estero in conseguenza della guerra, è data facoltà al Commissario di adottare provvedimenti in deroga alle norme di contabilità dello Stato e delle spese pubbliche.
  4. Agli atti e ai contratti stipulati ai sensi del presente articolo è applicato il trattamento tributario stabilito per gli atti e contratti dello Stato.

 

Art. 269 Affidamento della sistemazione provvisoria delle salme ai comuni

 

  1. Il compito della sistemazione provvisoria delle salme di cui al comma 2 e al comma 3 dell’articolo 267 nei cimiteri comunali può essere affidato, dal Commissario ovvero dal Ministero delle infrastrutture e trasporti, nell’ambito delle rispettive competenze, ai singoli Comuni, con l’osservanza delle direttive generali e particolari impartite di intesa, ove occorra, con il Ministero dell’interno.
  2. In tal caso i Comuni hanno diritto al rimborso delle spese.

 

Art. 270 Localizzazione delle aree ed espropriazione

 

  1. Nella scelta delle località per la sistemazione dei sepolcreti di guerra, va acquisito il parere preventivo del Ministero per i beni e le attività culturali se si tratta di zone che, ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, hanno interesse artistico o archeologico, oppure di bellezza naturale o panoramica.
  2. All’eventuale espropriazione si applica l’articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. Se necessario, il decreto ministeriale che dichiara la pubblica utilità dichiara altresì l’indifferibilità e urgenza ai fini dell’articolo 22-bis del citato testo unico.

 

Art. 271 Inventariazione e affidamento dei sepolcreti nel territorio nazionale

 

  1. I sepolcreti, previa iscrizione negli inventari tenuti dall’amministrazione finanziaria, sono dati in consegna, ove possibile, a cura del Commissario mediante stipula di regolari atti, ai Comuni nel cui territorio si trovano, con l’obbligo di mantenerli e custodirli in perpetuo.
  2. L’obbligo dell’iscrizione negli inventari tenuti dall’amministrazione finanziaria si riferisce anche ai diritti di uso costituiti a favore dello Stato su sepolcreti di guerra esistenti o sistemati a cura dei Comuni o di altri enti locali.
  3. Le salme dei Caduti in guerra e nella lotta di liberazione, sepolte nei cimiteri civili, sono esenti dai normali turni di esumazione previsti dal regolamento di polizia mortuaria, e i comuni interessati hanno l’obbligo di conservarle fino a quando tali salme non sono definitivamente sistemate negli ossari o sacrari all’uopo costruiti.
  4. A richiesta dei comuni interessati e mediante apposite convenzioni da approvarsi dal Ministero della difesa, di concerto con i Ministeri dell’interno e dell’economia e delle finanze, in base alle competenze di cui all’articolo 267, sono stabilite le somme da corrispondere dallo Stato a titolo di contributo nelle spese di manutenzione e custodia delle opere date in consegna e a titolo di contributo nelle spese di manutenzione e custodia delle sepolture di cui al comma 3. (225)

(225) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. e), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 272 Restituzione delle salme ai congiunti

 

  1. Le salme dei Caduti a suo tempo contemplati dall’abrogata legge 9 gennaio 1951, n. 204, definitivamente sistemate a cura del Commissario possono essere concesse ai congiunti su richiesta e a spese degli interessati. (226)

(226) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 273 Soppressione di cimiteri di guerra

 

  1. E’ in facoltà del Commissario abolire i cimiteri di guerra che per l’ubicazione, per ragioni tecniche e per altri motivi non offrano la possibilità di uno stabile assetto.
  2. I resti mortali esistenti nei cimiteri soppressi sono raccolti in cimiteri viciniori ovvero in appositi sacrari costruiti in località opportunamente prescelte.

 

Art. 274 Altre norme applicabili

 

  1. Per quanto non stabilito nella presente sezione, vanno osservate le disposizioni relative ai cimiteri comuni stabilite dalla legge sanitaria e dal regolamento di polizia mortuaria.
  2. Le disposizioni di cui all’articolo 338, comma 1, del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, recante il testo unico delle leggi sanitarie, relative a una distanza minima di 200 metri dei cimiteri dai centri abitati e in genere da ogni edificio, non si applicano ai cimiteri militari di guerra, quando siano trascorsi dieci anni dal seppellimento dell’ultima salma.

 

Art. 275 Estensione della disciplina dei sepolcreti di guerra a sacrari nominati

 

  1. Sono equiparati a tutti gli effetti ai cimiteri di guerra, e sono soggetti alla disciplina prevista nella presente sezione:
  2. a) il Sacrario di Monte Zurrone (Roccaraso);
  3. b) il Monumento sacrario dei 51 martiri di Leonessa (Rieti);
  4. c) il Monumento sacrario dedicato al ricordo dei caduti e dei dispersi di tutte le guerre, denominato «Ara Pacis Mundi» di Medea (Gorizia);
  5. d) il Sacrario nazionale «Mater Captivorum» di Melle, in Valle Varaita (Cuneo);
  6. e) il Tempio Sacrario di Terranegra con il museo dell’ex internato denominato «Tempio nazionale dell’internato ignoto» (Padova).

 

Sezione IV

Cimiteri di guerra stranieri in Italia e cimiteri di guerra italiani all’estero

Art. 276 Acquisto e manutenzione di aree cimiteriali per l’inumazione dei militari degli eserciti alleati in relazione alla Prima guerra mondiale

 

  1. Sono a carico dello Stato le spese per l’acquisto, l’occupazione, delimitazione e manutenzione in perpetuo dei terreni destinati a cimiteri per l’inumazione dei militari degli eserciti alleati, morti per ferite o malattie durante la Prima guerra mondiale.
  2. La manutenzione di tali cimiteri può essere affidata ai comuni, nel cui territorio siano situati, o anche ad altri enti, regolarmente costituiti, che ne facciano richiesta. Le condizioni relative saranno convenute fra il comune o l’ente e il Commissario di cui alla sezione III.
  3. L’impianto di ciascun cimitero, in località prescelta dalle autorità militari interessate, è approvato con decreto del prefetto, sentita la giunta comunale, su parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, senza alcuna ulteriore formalità.
  4. Per quanto non diversamente disposto nel presente articolo, si applicano le norme di cui alla sezione III del presente capo.

 

Art. 277 Salvezza di Trattati internazionali in materia di cimiteri di guerra

 

  1. Sono fatte salve le leggi di autorizzazione alla ratifica di accordi internazionali, comunque denominati, in materia di cimiteri di guerra stranieri in Italia, o di cimiteri italiani all’estero, e, segnatamente, a titolo esemplificativo:
  2. a) il decreto legislativo 22 febbraio 1948, n. 88 e la legge 6 ottobre 1951, n. 1577, relativi ai cimiteri di guerra statunitensi;
  3. b) la legge 2 febbraio 1955, n. 262, relativa ai cimiteri di guerra di militari di Paesi del Commonwealth;
  4. c) la legge 12 agosto 1957, n. 801, relativa ai cimiteri di guerra della Repubblica Federale di Germania in Italia e ai cimiteri di guerra italiani in Germania;
  5. d) la legge 30 luglio 1973, n. 485, relativa ai cimiteri di guerra della ex Jugoslavia in Italia e ai cimiteri di guerra italiani nel territorio della ex Jugoslavia;
  6. e) la legge 28 aprile 1976, n. 400, relativa ai cimiteri di guerra francesi in Italia e italiani in Francia.

 

Capo VII

Alloggi di servizio

Sezione I

Alloggi di servizio di tipo economico

Art. 278 Disciplina applicabile

 

  1. Agli alloggi di servizio di tipo economico si applicano le disposizioni della presente sezione.

 

Art. 279 Classificazione degli alloggi di servizio

 

  1. In relazione alle esigenze da soddisfare, gli alloggi della presente sezione sono così classificati:
  2. a) alloggi di servizio gratuito per consegnatari e custodi (ASGC);
  3. b) alloggi di servizio connessi all’incarico con o senza annessi locali di rappresentanza (ASIR-ASI); (227)
  4. c) alloggi di servizio di temporanea sistemazione per le famiglie dei militari (AST);
  5. d) alloggi di servizio per esigenze logistiche del personale militare in transito (APP) o imbarcato (SLI) e relativi familiari di passaggio;
  6. e) alloggi collettivi di servizio nell’ambito delle infrastrutture militari per ufficiali, sottufficiali e volontari in servizio permanente destinati nella sede (ASC).

(227) Vedi, anche, l’art. 1, comma 368, L. 23 dicembre 2014, n. 190.

 

Art. 280 Alloggi ASGC

 

  1. L’alloggio gratuito di cui al comma 1, lettera a), dell’articolo 279 può essere concesso unicamente al personale dipendente cui è affidata, in modo continuativo, la custodia dell’edificio o dell’impianto nel quale insiste l’alloggio, nonché al personale militare e civile cui siano affidate in modo continuativo, con provvedimento formale, mansioni di consegnatario di deposito o magazzino isolato e che alloggia sul posto.
  2. La concessione dell’alloggio è disposta dai comandi militari territoriali, dai Comandi marittimi e dai comandi di regione aerea, secondo le direttive impartite al riguardo dagli organi centrali del Ministero della difesa. (228)
  3. Della concessione è data notizia al Ministero dell’economia e delle finanze.
  4. La concessione scade con la cessazione dell’incarico dal quale l’utente trae titolo.
  5. Sono a carico dell’amministrazione militare le spese per l’illuminazione, l’acqua, il canone telefonico, il riscaldamento e per eventuali altri servizi necessari.

(228) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. f), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 281 Alloggi ASI

 

  1. Gli alloggi di cui al comma 1, lettera b), dell’articolo 279 sono assegnati al personale dipendente cui sono affidati incarichi che richiedono l’obbligo di abitare presso la località di servizio.
  2. Con il regolamento il Ministro della difesa stabilisce, in base alle esigenze operative con uniforme indirizzo interforze, gli incarichi che per necessità funzionali richiedono l’assegnazione dell’alloggio di servizio.
  3. La concessione decade con la cessazione dell’incarico dal quale l’utente trae titolo.

 

Art. 282 Alloggi ASIR

 

  1. Gli alloggi di cui al comma 1, lettera b), dell’articolo 279, quando sono assegnati a titolari di incarichi che comportano obblighi di rappresentanza, sono dotati di locali appositamente predisposti, annessi agli alloggi stessi.
  2. Tali locali rimangono nella disponibilità dell’amministrazione militare cui fanno carico tutte le relative spese.
  3. Gli incarichi che comportano obblighi di rappresentanza sono i seguenti:
  4. a) Capo di Stato maggiore della difesa, Capo di Stato maggiore di Forza armata, incluso il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Segretario generale della difesa; (229)

[b) comandanti militari territoriali, di dipartimento militare marittimo, militari marittimi autonomi, di regione aerea; (230)]

[c) eventuali altri incarichi indicati con il regolamento. (230)]

(229) Lettera così sostituita dall’art. 1, comma 368, lett. a), L. 23 dicembre 2014, n. 190, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2015.

(230) Lettera abrogata dall’art. 1, comma 368, lett. b), L. 23 dicembre 2014, n. 190, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2015.

 

Art. 283 Alloggi AST

 

  1. Gli alloggi di servizio di temporanea sistemazione per le famiglie dei militari di cui al comma 1, lettera c), dell’articolo 279, sono assegnati in base a criteri di rotazione e secondo modalità stabilite con il regolamento, al personale che presta servizio nella località in cui è situato l’alloggio.

 

Art. 284 Alloggi APP e SLI

 

  1. Gli alloggi di servizio di cui al comma 1, lettera d), dell’articolo 279, sono predisposti in funzione di motivate esigenze di servizio.

 

Art. 285 Alloggi ASC

 

  1. Gli ufficiali, i sottufficiali e i volontari in servizio permanente possono usufruire dei locali che, nell’ambito delle infrastrutture militari, sono destinati ad alloggiamenti collettivi di servizio.
  2. Non sono considerati alloggi collettivi di servizio quelli costituiti in baracche, attendamenti o in altre sistemazioni analoghe, come pure le sistemazioni predisposte per il personale che ha l’obbligo di alloggiare in caserma.

 

Art. 286 Determinazione dei canoni

 

  1. Il regolamento fissa i criteri per la determinazione dei canoni di concessione, sulla base delle disposizioni di legge vigenti in materia di determinazione dell’equo canone; su tali criteri è acquisito il concerto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro dell’economia e delle finanze. In tutti i casi in cui disposizioni, anche regolamentari, fissano criteri di aggiornamento dei canoni degli alloggi della Difesa, il canone è aggiornato, annualmente, in misura pari al 75 per cento della variazione accertata dall’Istituto nazionale di statistica dell’ammontare dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e impiegati, verificatasi nell’anno precedente, con decreto del Ministro della difesa, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, o degli organi corrispondenti. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a ottantamila euro annui a decorrere dall’anno 2014, si provvede mediante utilizzo di quota parte dei risparmi di spesa rivenienti dall’applicazione delle norme di riorganizzazione contenute nel titolo III del libro primo. (231)
  2. Ferma restando la gratuità degli alloggi di cui al comma 1, lettera a), dell’articolo 279, e l’esclusione di quelli di cui al comma 1, lettera b), del medesimo articolo, il cui canone è determinato dal Ministro della difesa con il regolamento, alla concessione di alloggi costituenti il patrimonio abitativo della difesa si applica un canone determinato ai sensi del comma 1, ovvero, se più favorevole all’utente, un canone pari a quello derivante dall’applicazione della normativa vigente in materia di equo canone.
  3. Agli utenti non aventi titolo alla concessione dell’alloggio, fermo restando per l’occupante l’obbligo di rilascio, è applicato, anche se in regime di proroga, un canone pari a quello risultante dalla normativa sull’equo canone maggiorato del venti per cento per un reddito annuo lordo complessivo del nucleo familiare fino a euro 30.987,00 e del cinquanta per cento per un reddito lordo annuo complessivo del nucleo familiare oltre detto importo. L’amministrazione della difesa ha facoltà di concedere proroghe temporanee secondo le modalità definite con il regolamento.

3-bis. Con decreto del Ministro della difesa, adottato d’intesa con l’Agenzia del demanio, sentito il Consiglio centrale della rappresentanza militare, si provvede alla rideterminazione del canone di occupazione, a decorrere dalla data di notifica del provvedimento amministrativo di rideterminazione del canone stesso, dovuto dagli utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del Ministero della difesa, fermo restando per l’occupante l’obbligo di rilascio entro il termine fissato dall’Amministrazione, sulla base dei prezzi di mercato, ovvero, in mancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall’Agenzia del territorio, del reddito dell’occupante e della durata dell’occupazione. Le maggiorazioni del canone derivanti dalla rideterminazione prevista dal presente comma affluiscono ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate per le esigenze del Ministero della difesa. (232)

[4. Agli utenti, che si trovano nelle condizioni eventualmente previste ogni anno dal decreto ministeriale di cui all’articolo 306, comma 2, si applica un canone pari a quello risultante dalla normativa sull’equo canone senza maggiorazioni. (233) (234) ]

(231) Comma modificato dall’art. 2, comma 1, lett. i), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così sostituito dall’art. 9, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(232) Comma inserito dall’art. 2, comma 1, lett. i), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(233) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. i), n. 3), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(234) Comma abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 287 Modalità di riscossione del canone e sua destinazione

 

  1. Il canone è trattenuto sulle competenze mensili del concessionario e versato in tesoreria con imputazione al bilancio di entrata dello Stato.
  2. Il cinquanta per cento dell’importo relativo è riassegnato allo stato di previsione del Ministero della difesa; la quota parte delle risorse complessivamente derivanti all’amministrazione della difesa ai sensi del presente articolo è destinata, nella misura dell’85 per cento, alla manutenzione degli alloggi di servizio e, nella misura del 15 per cento, al fondo-casa.
  3. Il Ministro della difesa emana con il regolamento le norme per la gestione e utilizzo del fondo-casa, sentito il parere delle sezioni del Consiglio centrale di rappresentanza interessate.

 

Art. 288 Altri oneri a carico del concessionario dell’alloggio

 

  1. Oltre al canone mensile, sono a carico del concessionario dell’alloggio di cui al comma 1, lettere b) e c), dell’articolo 279 le piccole riparazioni previste dall’articolo 1609 del codice civile, il consumo di acqua, luce e riscaldamento dell’alloggio ed eventuali altri servizi necessari. Il concessionario provvede direttamente alle piccole riparazioni di cui sopra.
  2. Sono ripartite tra i concessionari, in rapporto alla consistenza millesimale dell’alloggio, le spese di gestione e di funzionamento degli ascensori e montacarichi, della pulizia delle parti in comune e della loro illuminazione.

 

Art. 289 Retta giornaliera

 

  1. I concessionari degli alloggi di servizio di cui al comma 1, lettere d) ed e), dell’articolo 279 sono tenuti al pagamento di una retta giornaliera commisurata ai costi di gestione dei servizi e per l’uso della mobilia, secondo le disposizioni da stabilirsi con il regolamento.

 

Art. 290 Altre norme applicabili

 

  1. Per tutto quanto non previsto nella presente sezione e nelle relative norme regolamentari, l’assegnazione degli alloggi è assoggettata al regime delle concessioni amministrative.

 

Art. 291 Estensione della disciplina

 

  1. Le disposizioni di cui alla presente sezione si applicano anche agli alloggi costruiti o acquistati in base alla legge 16 aprile 1974, n. 173, e a tutti gli altri alloggi di cui all’articolo 231, comma 4, diversi da quelli realizzati ai sensi della sezione II del presente capo.

 

Art. 292 Assegnazione provvisoria di alloggi di servizio a personale di Forze armate estere

 

  1. Per sopperire a temporanee esigenze organizzative dei comandi internazionali operanti nel territorio nazionale è facoltà dell’amministrazione della difesa assegnare temporaneamente gli alloggi di cui alla presente sezione, alle medesime condizioni ivi previste e fatte salve le prioritarie esigenze delle Forze armate nazionali, a personale appartenente a Forze armate estere impiegato presso i predetti comandi.

 

Art. 293 Disciplina transitoria per gli utenti di alloggi AST

 

  1. In via transitoria ed eccezionale, per preminenti ragioni sociali, gli utenti che perdono il titolo a occupare l’alloggio di servizio di temporanea sistemazione permangono nello stesso per un periodo di tempo limitato e definito con il regolamento.

 

Art. 294 Norme di attuazione

 

  1. Il regolamento detta:
  2. a) le norme per la classificazione e la ripartizione tra ufficiali e sottufficiali degli alloggi;
  3. b) le modalità di assegnazione degli alloggi stessi; il calcolo del canone e degli altri oneri;
  4. c) i tempi di adeguamento dei canoni per gli alloggi preesistenti;
  5. d) la formazione delle graduatorie con particolare riferimento al punteggio che è determinato in base alla composizione e al reddito del nucleo familiare, nonché ai benefici già goduti o alle condizioni di disagio di arrivo in una nuova sede;
  6. e) la composizione, d’intesa con gli organi della rappresentanza militare, di commissioni per l’assegnazione degli alloggi stessi.
  7. L’organo nazionale della rappresentanza militare è chiamato preventivamente a esprimere il parere sulle norme regolamentari emanate ai sensi del presente articolo.

 

Sezione II

Criteri di classificazione e di assegnazione degli alloggi di servizio ai militari dell’Arma dei carabinieri

Art. 295 Criteri di classificazione degli alloggi

 

  1. Il Ministro della difesa di concerto con quello dell’interno stabilisce, con il regolamento, sulla base delle esigenze rappresentate dal Comando generale dell’Arma dei carabinieri, i criteri per la classificazione degli alloggi di servizio nelle seguenti categorie:
  2. a) alloggi di servizio gratuiti connessi all’incarico;
  3. b) alloggi di servizio in temporanea concessione.
  4. La concessione dell’alloggio di servizio di cui al comma 1, lettera a) è autorizzata dal Comando generale dell’Arma dei carabinieri e decade con la cessazione dell’incarico.
  5. I criteri per la determinazione dei canoni di concessione degli alloggi di cui alla lettera b) del comma 1 sono stabiliti con il regolamento sulla base delle disposizioni di legge vigenti in materia di definizione dell’equo canone; sulle relative norme è acquisito il concerto con il Ministro dell’interno. Il canone è aggiornato, annualmente, in misura pari al 75 per cento della variazione accertata dall’Istituto nazionale di statistica dell’ammontare dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e impiegati, verificatasi nell’anno precedente, con decreto del Ministro della difesa, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’interno. (235)

(235) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 296 Criteri di assegnazione degli alloggi e di determinazione del canone

 

  1. Il Ministro della difesa di concerto con quello dell’interno, con proprio decreto, emana le norme regolamentari per la ripartizione tra ufficiali, sottufficiali, appuntati e carabinieri degli alloggi di cui alla lettera b) dell’articolo 295, le modalità di assegnazione degli alloggi stessi, il calcolo del canone e degli altri oneri, i tempi di adeguamento dei canoni per gli alloggi preesistenti, la formazione delle graduatorie, con particolare riferimento al punteggio, che è determinato in base alla composizione e al reddito del nucleo familiare, nonché ai benefici già goduti o alle condizioni di disagio di arrivo in una nuova sede, e la composizione, d’intesa con gli organi della rappresentanza militare, di commissioni per l’assegnazione degli alloggi stessi. Sono comunque a carico del concessionario, che vi provvede direttamente, le spese per le piccole riparazioni di cui all’articolo 1609 del codice civile, nonché le spese per il consumo di acqua, luce e riscaldamento dell’alloggio ed eventuali altri servizi necessari, ivi comprese, in rapporto alla consistenza millesimale dell’alloggio, le spese di gestione e funzionamento degli ascensori, di pulizia delle parti in comune e della loro illuminazione. Il Consiglio centrale di rappresentanza – Arma dei carabinieri è chiamato preventivamente a esprimere il parere sulle norme regolamentari emanate ai sensi del presente articolo, da comunicare al Comando generale dell’Arma dei carabinieri entro il termine di quindici giorni dalla richiesta, termine oltre il quale il parere si intende acquisito.

 

Sezione III

Alloggi di servizio connessi al nuovo modello delle Forze armate

Art. 297 Programma pluriennale per gli alloggi di servizio costituenti infrastrutture militari e opere destinate alla difesa nazionale

 

  1. In relazione alle esigenze derivanti dalla riforma strutturale connessa al nuovo modello delle Forze armate, conseguito alla sospensione del servizio obbligatorio di leva, il Ministero della difesa predispone, con criteri di semplificazione, di razionalizzazione e di contenimento della spesa, un programma pluriennale per la costruzione, l’acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio di cui all’articolo 231, comma 4.
  2. Ai fini della realizzazione del programma di cui al comma 1, il Ministero della difesa procede all’individuazione di tre categorie di alloggi di servizio:
  3. a) alloggi da assegnare al personale per il periodo di tempo in cui svolge particolari incarichi di servizio richiedenti la costante presenza del titolare nella sede di servizio;
  4. b) alloggi da assegnare per una durata determinata e rinnovabile in ragione delle esigenze di mobilità e abitative;
  5. c) alloggi da assegnare con possibilità di opzione di acquisto mediante riscatto.
  6. Ai fini della realizzazione del programma di cui al comma 1, il Ministero della difesa può inoltre procedere alla concessione di lavori pubblici di cui agli articoli 153 e seguenti del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, con le modalità previste dal regolamento, prevedendo, a tal fine, la possibilità di cessione, a titolo di prezzo, di beni immobili in uso non più necessari ai fini istituzionali, individuati d’intesa con l’Agenzia del demanio e ulteriori rispetto a quelli da individuare ai sensi dell’articolo 307, comma 2, nonché la destinazione della totalità dei canoni degli alloggi di servizio realizzati in attuazione del programma fino al termine della concessione, con conseguente cessazione della sospensione delle vigenti disposizioni normative in materia di riparto dei proventi derivanti dai canoni di concessione degli alloggi di servizio delle Forze armate.
  7. Le norme di attuazione per la realizzazione del programma infrastrutturale di cui al presente articolo sono dettate dal regolamento. Sullo schema di tali norme è sentito il Consiglio centrale di rappresentanza e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari.

 

Sezione IV

Provvidenze in favore dei militari di carriera al fine dell’acquisto o locazione di alloggi

Art. 298 Modalità inerenti il requisito della residenza

 

  1. Ai soli fini dell’accesso dei militari di carriera ai mutui agevolati per l’edilizia residenziale previsti dalle disposizioni di legge vigenti in materia, non è richiesto il requisito della residenza nel comune ove sorge la costruzione.
  2. I militari di carriera possono in ogni momento predeterminare la residenza che intendono eleggere nel momento in cui lasceranno il servizio, con dichiarazione irrevocabile resa dinanzi al sindaco del comune ove la residenza viene prescelta, che ne prende nota nei registri anagrafici.
  3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, si applicano, limitatamente all’acquisto o all’assegnazione in proprietà della prima casa, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 1979, a tutte le cooperative edilizie costituite tra gli appartenenti alle Forze armate, al Corpo della Guardia di finanza e alle Forze di polizia a ordinamento civile, comunque finanziate, anche dallo Stato, comprese quelle disciplinate dal testo unico delle disposizioni sull’edilizia popolare ed economica, di cui al regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165. Non è richiesto il requisito della residenza nel comune ove sorge la costruzione, anche ai fini dell’assegnazione in proprietà individuale, ai sensi dell’articolo 9 della legge 30 aprile 1999, n. 136, degli alloggi già realizzati a proprietà indivisa dalle cooperative di cui al presente comma, fruenti comunque del contributo erariale. I benefici derivanti dal presente comma si applicano nei limiti degli stanziamenti autorizzati dalla legislazione vigente.

 

Art. 299 Conservazione dei diritti in ordine ad alloggi di edilizia sovvenzionata in caso di trasferimento del militare ad altra sede

 

  1. Il personale militare di carriera che ha inoltrato domanda per ottenere in assegnazione un alloggio di edilizia pubblica sovvenzionata, in caso di trasferimento in altra sede avvenuto durante in periodo nel quale è in servizio attivo, non perde i diritti precedentemente maturati, i quali sono cumulati, previa domanda documentata, nella sede o nelle sedi di successiva destinazione.
  2. Ai fini della assegnazione di alloggi di edilizia pubblica sovvenzionata al personale militare fruente di alloggi di servizio nel triennio precedente al collocamento a riposo, è riconosciuto il punteggio previsto per lo sfratto o l’ordine di sgombero per pubblica utilità.

 

Capo VIII

Diritti di proprietà industriale delle Forze armate

Art. 300 Diritti di proprietà industriale delle Forze armate

 

  1. Le Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, hanno il diritto all’uso esclusivo delle proprie denominazioni, dei propri stemmi, degli emblemi e di ogni altro segno distintivo. Il Ministero della difesa, anche avvalendosi della Difesa Servizi s.p.a. di cui all’articolo 535, può consentire l’uso anche temporaneo delle denominazioni, degli stemmi, degli emblemi e dei segni distintivi, in via convenzionale ai sensi dell’articolo 26 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nel rispetto delle finalità istituzionali e dell’immagine delle Forze armate. Si applicano le disposizioni contenute negli articoli 124, 125 e 126 del codice della proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni.
  2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque fabbrica, vende, espone, adopera industrialmente ovvero utilizza al fine di trarne profitto le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e i segni distintivi di cui al comma 1 in violazione delle disposizioni di cui al medesimo comma è punito con la multa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00. (237)
  3. Le disposizioni contenute nel comma 2 non si applicano ai collezionisti e agli amatori che operano per finalità strettamente personali e non lucrative.
  4. Ferme restando le competenze attribuite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 gennaio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 25 del 1°(gradi) febbraio 2011, e successive modificazioni, in materia di approvazione e procedure per la concessione degli emblemi araldici, anche a favore delle Forze armate, mediante apposito regolamento adottato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono individuati le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e gli altri segni distintivi ai fini di cui al comma 1, nonché le specifiche modalità attuative. (236) (238)

(236) Comma così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. l), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(237) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. f), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(238) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 25 luglio 2012, n. 162.

 

Titolo III

Accesso di parlamentari a strutture militari

Art. 301 Visite dei parlamentari nelle strutture militari

 

  1. I membri del Parlamento possono visitare senza autorizzazione le strutture militari della Difesa e ogni altro luogo e zona militare ovvero le installazioni, fisse o mobili, che ospitano corpi, reparti o comunque personale delle Forze armate.
  2. Le visite sono annunciate con preavviso di almeno ventiquattro ore, inviato al Ministro della difesa. Le aree riservate possono essere visitate previa specifica autorizzazione.
  3. Le visite si svolgono secondo le modalità definite dal regolamento, tali comunque da non interferire con la normale attività di servizio e con la funzionalità delle strutture.

 

Art. 302 Strutture militari straniere e plurinazionali

 

  1. Le visite a strutture militari straniere o plurinazionali in territorio italiano sono autorizzate dal Ministro della difesa, sentito il Ministro degli affari esteri, previa specifica richiesta allo stesso Ministro della difesa, che si pronuncia nel termine di venti giorni.
  2. Con apposite convenzioni tra le parti interessate sono regolate le modalità delle visite previste dal presente articolo.

 

Art. 303 Acquisizione di informazioni e partecipazione alle visite

 

  1. Nel corso della visita i membri del Parlamento, accompagnati dal comandante o dal direttore oppure dal rispettivo delegato, ricevono tutte le informazioni, non classificate, relative alla struttura o alla installazione; possono incontrare il personale militare e i dipendenti civili.

 

Art. 304 Stabilimenti di pena

 

  1. Per le visite agli stabilimenti di pena militari si applicano gli articoli 301 e 303. Nel corso delle visite i parlamentari possono incontrare i detenuti.

 

Art. 305 Accesso senza preavviso

 

  1. In caso di richiesta di accesso non preannunciata, da parte di una delegazione di parlamentari o di singoli parlamentari, i membri del Parlamento sono ricevuti dal comandante o dal direttore oppure, in loro assenza, dall’ufficiale più elevato in grado presente presso la struttura o l’installazione militare, che riceve gli ospiti e fornisce le relative informazioni di carattere non classificato e notizie di interesse per il parlamentare, senza procedere alla visita della struttura.

 

Titolo IV

Valorizzazione e dismissione di beni immobili e mobili

Capo I

Dismissioni di beni immobili e cessioni di beni mobili

Art. 306 Dismissione degli alloggi di servizio del Ministero della difesa

 

  1. Alla dismissione degli alloggi di servizio del Ministero della difesa non realizzati su aree ubicate all’interno di basi, impianti, installazioni militari o posti al loro diretto e funzionale servizio, si applicano le disposizioni del presente articolo.
  2. Ogni due anni, entro il mese di marzo, il Ministro della difesa, sentite le competenti Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, definisce con proprio decreto il piano di gestione del patrimonio abitativo della Difesa, con l’indicazione dell’entità, dell’utilizzo e della futura destinazione degli alloggi di servizio, nonché degli alloggi non più ritenuti utili nel quadro delle esigenze dell’amministrazione e quindi transitabili in regime di locazione ovvero alienabili, anche mediante riscatto. Il piano indica altresì i parametri di reddito sulla base dei quali gli attuali utenti degli alloggi di servizio, ancorché si tratti di personale in quiescenza o di coniuge superstite non legalmente separato, nè divorziato, possono mantenerne la conduzione, purché non siano proprietari di altro alloggio di certificata abitabilità. Con il regolamento sono fissati i criteri e le modalità di alienazione, nonché il riconoscimento, in favore del conduttore non proprietario di altra abitazione nella provincia, del diritto di prelazione all’acquisto della piena proprietà ovvero di opzione sul diritto di usufrutto e, in caso di mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del conduttore, le modalità della vendita all’asta con diritto di preferenza in favore del personale militare e civile del Ministero della difesa. I proventi derivanti dalla gestione o vendita del patrimonio alloggiativo sono utilizzati per la realizzazione di nuovi alloggi di servizio e per la manutenzione di quelli esistenti. (239) (244)
  3. Al fine della realizzazione del programma pluriennale di cui all’articolo 297, il Ministero della difesa provvede all’alienazione della proprietà, dell’usufrutto o della nuda proprietà di alloggi non più ritenuti utili nel quadro delle esigenze dell’amministrazione, in numero non inferiore a tremila, compresi in interi stabili da alienare in blocco, con diritto di prelazione all’acquisto della piena proprietà ovvero di opzione sul diritto di usufrutto per il conduttore e, in caso di mancato esercizio del diritto di prelazione da parte dello stesso, con diritto di preferenza per il personale militare e civile del Ministero della difesa, con prezzo di vendita determinato d’intesa con l’Agenzia del demanio, ridotto nella misura massima del 25 per cento e minima del 10 per cento, tenendo conto del reddito del nucleo familiare, della presenza di portatori di handicap tra i componenti di tale nucleo e dell’eventuale avvenuta perdita del titolo alla concessione e assicurando la permanenza negli alloggi dei conduttori delle unità immobiliari e del coniuge superstite, alle condizioni di cui al comma 2, con basso reddito familiare, non superiore a quello determinato con il decreto ministeriale di cui al comma 2, ovvero con componenti familiari portatori di handicap, dietro corresponsione del canone in vigore all’atto della vendita, aggiornato in base agli indici ISTAT. Gli acquirenti degli alloggi non possono rivenderli prima della scadenza del quinto anno dalla data di acquisto. I proventi derivanti dalle alienazioni sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati in apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero della difesa. (240)

3-bis. Al fine di accelerare il programma pluriennale di dismissione di alloggi di servizio ritenuti non più utili per le esigenze istituzionali della Difesa, mediante un incremento percentuale degli immobili alienati, il prezzo di vendita degli alloggi occupati, determinato d’intesa con l’Agenzia del demanio ai sensi del comma 3, è ridotto, limitatamente alle procedure di alienazione con offerta formalizzata entro il 30 giugno 2015, nella misura del 33 per cento. Di tale riduzione è data evidenza nella comunicazione dell’offerta di vendita con diritto di prelazione dell’alloggio posto in vendita. (243)

  1. Al fine di accelerare il procedimento di alienazione di cui al comma 3, il Ministero della difesa può avvalersi, tramite la Direzione dei lavori e del demanio del Segretariato generale della difesa, dell’attività di tecnici dell’Agenzia del demanio. (242)

4-bis. Al fine di semplificare le procedure di alienazione di cui ai commi 2 e 3, con decreto del Ministro della Difesa, sottoposto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, sono definiti i contenuti essenziali nonché le eventuali condizioni e clausole di garanzia dei diritti dello Stato, dei contratti di compravendita stipulati in forma pubblico-amministrativa o notarile, tra l’amministrazione della Difesa e gli acquirenti. I contratti producono effetti anticipati dal momento della loro sottoscrizione, e sono sottoposti esclusivamente al controllo successivo della Corte dei conti, la quale si pronuncia sulla regolarità, sulla correttezza e sulla efficacia della gestione. (241)

  1. Fatte salve le alienazioni con i procedimenti di cui al comma 2 e di cui al comma 3, gli alloggi di servizio individuati per essere destinati a procedure di dismissione in virtù di previgenti disposizioni normative, restano nella disponibilità del Ministero della difesa per l’utilizzo o per l’alienazione.

(239) Comma sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. m), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. n), 1), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(240) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. m), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, dall’art. 1, comma 1, lett. n), 2), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(241) Comma inserito dall’art. 3, comma 11, D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135.

(242) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(243) Comma inserito dall’art. 9, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(244) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi, per gli anni 2012-2013, il D.M. 7 maggio 2014 e, per l’anno 2014, il D.M. 24 luglio 2015.

 

Art. 307 Dismissioni di altri beni immobili del Ministero della difesa

 

  1. Alla dismissione di beni immobili del Ministero della difesa diversi da quelli di cui all’articolo 306, si applica il presente articolo.
  2. Il Ministero della difesa, sentita l’Agenzia del demanio, adotta un programma di razionalizzazione, accorpamento, riduzione e ammodernamento del patrimonio infrastrutturale in uso, in coerenza con il processo di pianificazione territoriale e urbanistica previsto dalla legislazione nazionale e regionale, allo scopo di favorirne la riallocazione in aree maggiormente funzionali per migliorare l’efficienza dei servizi assolti, e individua, con le stesse modalità indicate nel primo periodo, immobili non più utilizzati per finalità istituzionali, da consegnare all’Agenzia del demanio ad avvenuto completamento delle procedure di riallocazione concernente il programma di cui al presente comma.
  3. Il programma di cui al comma 2:
  4. a) individua, oltre gli immobili non più utilizzati, anche quelli parzialmente utilizzati e quelli in uso all’amministrazione della difesa nei quali sono tuttora presenti funzioni altrove ricollocabili;
  5. b) definisce le nuove localizzazioni delle funzioni, individuando le opere da realizzare;
  6. c) quantifica il costo della costruzione ex novo e dell’ammodernamento delle infrastrutture individuate e quello del trasferimento delle funzioni nelle nuove localizzazioni;
  7. d) stabilisce le modalità temporali delle procedure di razionalizzazione, accorpamento, riduzione e ammodernamento e del successivo rilascio dei beni immobili non più in uso.

3-bis. Con uno o più decreti, il Ministero della difesa, d’intesa con l’Agenzia del demanio, promuove la concessione d’uso a titolo gratuito, per una durata massima di dieci anni, dei beni immobili militari già individuati e proposti per le finalità di cui all’articolo 56-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, che non siano stati richiesti in proprietà dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane e dalle regioni. I medesimi immobili sono concessi, a cura dell’Agenzia del demanio, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano e nel rispetto delle volumetrie esistenti, a chiunque presenti formale domanda al Ministero della difesa nella quale dimostri di essere in possesso di idonei requisiti economici e imprenditoriali per la loro valorizzazione, nonché di un piano di utilizzo. Sulla accettazione della domanda, l’Agenzia del demanio, d’intesa con il Ministero della difesa, si esprime entro 180 giorni. La concessione, ad opera dell’Agenzia del demanio, dei beni immobili ad essa trasferiti, è condizionata al versamento di un deposito cauzionale, infruttifero, rilasciato nei termini e secondo le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 2012, n. 236, in quanto compatibili, che sarà restituito al termine della concessione, salvo il mancato adempimento dell’obbligo di valorizzazione o il deterioramento del bene stesso. Il concessionario, per tutta la durata della concessione, si impegna a mantenere indenne l’Amministrazione da qualsivoglia rivendicazione relativa agli immobili. Le procedure e i tempi per la concessione sono i medesimi di cui al citato articolo 56-bis, nei limiti in cui essi sono compatibili. Qualora, entro tre anni dall’avvenuto trasferimento, l’assegnatario del bene non abbia valorizzato il bene nei termini indicati al momento della concessione, l’Agenzia del demanio si riserva la facoltà di revocare la medesima mediante una dichiarazione unilaterale comunicata all’assegnatario stesso. La concessione non è rinnovabile. Entro sei mesi dalla scadenza, l’Agenzia del demanio avvia le procedure ad evidenza pubblica di alienazione del bene, riconoscendo al concessionario il diritto di prelazione tenuto conto degli investimenti effettuati dal concessionario durante il periodo di concessione. In caso di mancata aggiudicazione, le opere e i manufatti eventualmente realizzati dal concessionario sul bene immobile oggetto della concessione restano acquisiti allo Stato, senza alcun compenso o rimborso, salva la facoltà dell’autorità concedente di ordinare la restituzione del bene medesimo nel pristino stato. L’immobile acquisito non può essere oggetto di trasferimento, a qualsiasi titolo giuridico, prima di cinque anni dall’acquisizione. All’Amministrazione concedente è data facoltà, comunque e a suo insindacabile giudizio, di rientrare nella piena proprietà dell’immobile ove ne ravvisi un uso in contrasto con norme di legge, difforme da quello pattuito in sede di cessione, o quando subentra un interesse pubblico a riacquisire l’immobile concesso. (252)

  1. Le infrastrutture militari, gli immobili e le porzioni di più ampi compendi ancora in uso al Ministero della difesa, individuati nell’ambito del programma, sono consegnati all’Agenzia del demanio ad avvenuta riallocazione delle funzioni presso idonee e funzionali strutture sostitutive. La riallocazione può avvenire mediante:
  2. a) la trasformazione e riqualificazione di altri immobili militari;
  3. b) nuove costruzioni, da realizzarsi in conformità con gli strumenti urbanistici e salvaguardando l’integrità delle aree di pregio ambientale anche attraverso il ricorso ad accordi o a procedure negoziate con enti territoriali, società a partecipazione pubblica e soggetti privati, promosse dal Ministero della difesa, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze;
  4. c) permuta ai sensi del comma 7.
  5. Per consentire la riallocazione delle predette funzioni nonché per le più generali esigenze di funzionamento, ammodernamento e manutenzione e supporto dei mezzi, dei sistemi, dei materiali e delle strutture in dotazione alle Forze armate, inclusa l’Arma dei carabinieri, si utilizzano il fondo in conto capitale e il fondo di parte corrente di cui all’articolo 619.
  6. Gli immobili individuati e consegnati ai sensi del presente articolo entrano a far parte del patrimonio disponibile dello Stato per essere assoggettati alle procedure di valorizzazione e di dismissione di cui al decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e alle altre procedure di dismissioni previste dalle norme vigenti, ovvero alla vendita a trattativa privata anche in blocco. Gli immobili individuati sono stimati a cura dell’Agenzia del demanio nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano. L’elenco degli immobili individuati e consegnati è sottoposto al Ministro per i beni e le attività culturali, il quale, nel termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto di individuazione, provvede, attraverso le competenti soprintendenze, a verificare quali tra detti beni siano soggetti a tutela ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dandone comunicazione al Ministro dell’economia e delle finanze. L’Agenzia del demanio apporta le conseguenti modifiche all’elenco degli immobili.
  7. Nell’ambito dei processi di razionalizzazione dell’uso degli immobili pubblici e al fine di adeguare l’assetto infrastrutturale delle Forze armate alle esigenze derivanti dall’adozione dello strumento professionale, il Ministero della difesa può individuare beni immobili di proprietà dello Stato mantenuti in uso al medesimo dicastero per finalità istituzionali, suscettibili di permuta di beni e di servizi con gli enti territoriali, con le società a partecipazione pubblica e con i soggetti privati. Le procedure di permuta sono effettuate dal Ministero della difesa, d’intesa con l’Agenzia del demanio, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico-contabile.
  8. Il divieto di dismissione temporanea per i beni immobili statali assegnati in uso gratuito alle amministrazioni pubbliche e le conseguenze della eventuale dismissione temporanea, rispettivamente previsti dai primi due periodi dell’articolo 1, comma 216, della legge 27 dicembre 2006 n. 296, non si applicano ai beni immobili in uso all’amministrazione della difesa affidati, in tutto o in parte, a terzi per lo svolgimento di attività funzionali alle finalità istituzionali dell’amministrazione stessa.
  9. E’ salvo quanto disposto dagli statuti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e dalle pertinenti norme di attuazione relativamente al trasferimento di beni della Difesa, nonché quanto disposto dall’articolo 5, comma 4, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85. (247)
  10. Il Ministero della difesa – Direzione dei lavori e del demanio del Segretariato generale della difesa, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze – Agenzia del demanio, individua, con uno o più decreti, gli immobili militari, non compresi negli elenchi di cui al comma 2, da alienare secondo le seguenti procedure: (248)
  11. a) le alienazioni, permute, valorizzazioni e gestioni dei beni, che possono essere effettuate anche ai sensi dell’articolo 58 del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, in deroga alla legge 24 dicembre 1908, n. 783, e al regolamento di cui al regio decreto 17 giugno 1909, n. 454, nonché alle norme della contabilità generale dello Stato, fermi restando i principi generali dell’ordinamento giuridico-contabile, sono effettuate direttamente dal Ministero della difesa – Direzione dei lavori e del demanio del Segretariato generale della difesa che può avvalersi del supporto tecnico-operativo di una società pubblica o a partecipazione pubblica con particolare qualificazione professionale ed esperienza commerciale nel settore immobiliare; (249)
  12. b) la determinazione del valore dei beni da porre a base d’asta è decretata dal Ministero della difesa – Direzione dei lavori e del demanio del Segretariato generale della difesa, d’intesa con l’Agenzia del demanio; (251) (246)
  13. c) i contratti di trasferimento di ciascun bene sono approvati dal Ministero della difesa. L’approvazione può essere negata per sopravvenute esigenze di carattere istituzionale dello stesso Ministero;
  14. d) i proventi monetari derivanti dalle procedure di cui alla lettera a) sono determinati con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, tenuto anche conto dei saldi strutturali di finanza pubblica, e sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinati, mediante riassegnazione anche in deroga ai limiti previsti per le riassegnazioni, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, fino al 31 dicembre 2013, agli stati di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per una quota corrispondente al 55 per cento, da assegnare al fondo ammortamento dei titoli di Stato, e del Ministero della difesa, per una quota corrispondente al 35 per cento, nonché agli enti territoriali interessati alle valorizzazioni, per la rimanente quota del 10 per cento. Le somme riassegnate al Ministero della difesa sono finalizzate esclusivamente a spese di investimento. È in ogni caso precluso l’utilizzo di questa somma per la copertura di oneri di parte corrente. Ai fini della valorizzazione dei medesimi beni, le cui procedure sono concluse entro il termine perentorio di centottanta giorni dal loro avvio, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 4-decies, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, ovvero all’articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e la determinazione finale delle conferenze di servizio o il decreto di approvazione degli accordi di programma, comportanti variazione degli strumenti urbanistici, sono deliberati dal consiglio comunale entro trenta giorni, decorsi i quali i due citati provvedimenti, in caso di mancata deliberazione, si intendono comunque ratificati. Il medesimo termine perentorio e il meccanismo del silenzio assenso per la ratifica delle determinazioni finali delle conferenze di servizi si applicano alle procedure di valorizzazione di cui all’articolo 314; (245)
  15. e) le alienazioni e permute dei beni individuati possono essere effettuate a trattativa privata, se il valore del singolo bene, determinato ai sensi del presente comma, lettera b) è inferiore a euro 400.000,00;
  16. f) ai fini delle permute e delle alienazioni degli immobili da dismettere, con cessazione del carattere demaniale, il Ministero della difesa comunica, insieme alle schede descrittive di cui all’articolo 12, comma 3, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, l’elenco di tali immobili al Ministero per i beni e le attività culturali che si pronuncia, entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla ricezione della comunicazione, in ordine alla verifica dell’interesse storico-artistico e individua, in caso positivo, le parti degli immobili stessi soggette a tutela, con riguardo agli indirizzi di carattere generale di cui all’articolo 12, comma 2, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004. Per i beni riconosciuti di interesse storico-artistico, l’accertamento della relativa condizione costituisce dichiarazione ai sensi dell’articolo 13 del citato codice. Le approvazioni e le autorizzazioni previste dal citato codice sono rilasciate o negate entro novanta giorni dalla ricezione della istanza. Le disposizioni del citato codice, parti prima e seconda, si applicano anche dopo la dismissione.
  17. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 545 i proventi derivanti dalle alienazioni di cui all’articolo 49, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono integralmente riassegnati al fondo di parte corrente istituito nello stato di previsione del Ministero della difesa, in relazione alle esigenze di realizzazione del programma di cui al comma 2.

11-bis. In materia di valorizzazione e dismissione, nonché di trasferimento o conferimento a fondi immobiliari, di beni immobili del Ministero della difesa, si applicano altresì le seguenti disposizioni:

  1. a) articolo 3-ter, commi 12 e 13, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, introdotto dall’articolo 27, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
  2. b) articoli 43 e 53, comma 2, lettera a), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35;
  3. c) comma 8-quater dell’articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, introdotto dall’articolo 23-ter, comma 1, lettera g), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135;
  4. d) comma 1 dell’articolo 6 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni. (250)

(245) Lettera sostituita dall’art. 2, comma 10, D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10. Successivamente la presente lettera è stata così sostituita dall’art. 3, comma 12, D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 settembre 2011, n. 148.

(246) Per l’interpretazione autentica della presente lettera, vedi l’art. 8, comma 2-bis, D.L. 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 agosto 2011, n. 130.

(247) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. n), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(248) Alinea così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(249) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(250) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(251) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248 e, successivamente, dall’art. 9, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(252) Comma inserito dall’art. 9, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7 e, successivamente, così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. o), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 308 Documentazione necessaria per la vendita di immobili del Ministero della difesa

 

1 Il Ministero della difesa è esonerato dalla consegna all’acquirente dei documenti previsti dalle norme vigenti relativi alla proprietà o al diritto sul bene immobile ceduto nonché alla regolarità urbanistica, tecnica e fiscale, necessari per la stipulazione dei contratti di alienazione, sostituiti da apposita dichiarazione.

 

Art. 309 Destinazione al piano casa di immobili demaniali non più utilizzati a fini militari

 

  1. Una quota del patrimonio immobiliare del demanio, costituita da aree ed edifici non più utilizzati, può essere destinata alla realizzazione degli interventi previsti dall’articolo 11 del decreto legge 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, sulla base di accordi tra l’Agenzia del demanio, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della difesa in caso di aree ed edifici non più utilizzati a fini militari, le regioni e gli enti locali.

 

Art. 310 Cessione di beni mobili a titolo oneroso

 

  1. Il regolamento, secondo le procedure di modifica da esso previste, individua, nell’ambito delle pianificazioni di ammodernamento connesse al nuovo modello organizzativo delle Forze armate, i materiali e i mezzi suscettibili di alienazione e le procedure, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato, nel rispetto della legge 9 luglio 1990, n. 185. (253)
  2. L’alienazione può avere luogo anche nei confronti delle imprese fornitrici dei materiali e mezzi da alienare, eventualmente a fronte di programmi di ammodernamento predisposti dalle imprese stesse, anche ai fini della relativa esportazione nel rispetto delle norme vigenti.
  3. Ai fini del contenimento dei costi per l’ammodernamento, l’amministrazione della difesa, nel rispetto delle vigenti norme in materia di esportazione di materiali d’armamento, può procedere a permute o vendite di mezzi e materiali obsoleti ma non ancora fuori uso.
  4. Fatto salvo quanto stabilito dal presente articolo e dal comma 4 dell’articolo 311, per la dichiarazione di fuori servizio e di fuori uso dei materiali, per la loro alienazione, cessione e prestito si applicano le disposizioni del regolamento. (253)

(253) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 311 Cessione di beni mobili a titolo gratuito

 

  1. Il Ministero della difesa può cedere a titolo gratuito materiali non d’armamento, dichiarati fuori servizio o fuori uso, in favore di:
  2. a) Paesi in via di sviluppo e Paesi partecipanti al partenariato per la pace, nell’ambito dei vigenti accordi di cooperazione;
  3. b) organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli appositi registri;

b-bis) amministrazioni dello Stato di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nell’ambito di programmi di recupero economico-sociale di aree del territorio nazionale soggette a crisi industriale di cui all’articolo 27, commi 8 e 8-bis, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 (255).

  1. La cessione di materiali d’armamento dichiarati obsoleti per cause tecniche in favore dei soggetti di cui al comma 1 è consentita esclusivamente per materiali difensivi previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari.
  2. I materiali delle Forze armate impiegati per i soccorsi urgenti a favore di popolazioni colpite da calamità naturali, in Italia o all’estero, quando non ne è possibile il recupero, sono scaricati agli effetti contabili. Lo scarico è disposto con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e, quando si tratta di materiali utilizzati o ceduti per il soccorso a popolazioni estere, di concerto anche con il Ministro degli affari esteri.
  3. Nel regolamento, ai sensi del comma 1 dell’articolo 310, sono disciplinate le modalità per la cessione a titolo gratuito ai musei, pubblici o privati, dei materiali o dei mezzi non più destinati all’impiego, allo scopo di consentirne l’esposizione al pubblico. (254)

4-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, alle cessioni di cui al comma 1, lettera b-bis), si provvede con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico. (256)

(254) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

(255) Lettera aggiunta dall’art. 33-bis, comma 1, lett. a), D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 giugno 2017, n. 96.

(256) Comma aggiunto dall’art. 33-bis, comma 1, lett. b), D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 giugno 2017, n. 96.

 

Art. 312 Cessioni di beni mobili a titolo gratuito nell’ambito delle missioni internazionali

 

  1. Su disposizione delle autorità logistiche di Forza armata, previa autorizzazione del Capo di stato maggiore della difesa, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro della difesa, possono essere ceduti, direttamente e a titolo gratuito nelle località in cui si trovano, alle Forze armate e alle Forze di polizia estere, ad autorità locali, a organizzazioni internazionali anche non governative ovvero a organismi di volontariato e di protezione civile, prioritariamente italiani, ivi operanti: (257)
  2. a) i mezzi e materiali, escluso il materiale d’armamento, utilizzati a supporto dell’attività operativa di unità militari all’estero, per i quali non risulta conveniente il rimpatrio in relazione ai relativi costi; (258)
  3. b) i mezzi e materiali, escluso il materiale d’armamento, dismessi alla data di entrata in vigore dell’atto che autorizza la missione internazionale.

(257) Alinea così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. o), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, dall’art. 4, comma 2, lett. a), n. 1), D.L. 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla L. 1°(gradi) febbraio 2013, n. 12.

(258) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 2, lett. a), n. 2), D.L. 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla L. 1°(gradi) febbraio 2013, n. 12.

 

Art. 313 Dismissione di beni culturali del Ministero della difesa

 

  1. Non è consentita la dismissione di beni culturali del Ministero della difesa, salvo quanto disposto dall’articolo 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio.

 

Capo II

Fondi comuni di investimento immobiliare per la valorizzazione e l’alienazione di immobili militari

Art. 314 Fondi comuni di investimento immobiliare per la valorizzazione e l’alienazione di immobili militari (263)

 

[1. Allo scopo di conseguire, attraverso la valorizzazione e l’alienazione degli immobili militari, le risorse necessarie a soddisfare le esigenze infrastrutturali e alloggiative delle Forze armate, il Ministero della difesa è autorizzato a promuovere la costituzione di uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, d’intesa con i comuni con i quali sono sottoscritti gli accordi di programma di cui al comma 2.

  1. Con uno o più decreti del Ministro della difesa sono individuati gli immobili da trasferire o da conferire ai fondi, che possono costituire oggetto di appositi accordi di programma di valorizzazione con i comuni nel cui ambito essi sono ubicati. L’inserimento degli immobili nei citati decreti ne determina la classificazione come patrimonio disponibile dello Stato. Tali decreti, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, hanno effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti dall’articolo 2644 del codice civile, nonché effetti sostitutivi dell’iscrizione del bene in catasto. Gli uffici competenti provvedono, se necessario, alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura. Avverso l’inserimento degli immobili nei citati decreti è ammesso ricorso amministrativo entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione dei medesimi decreti nella Gazzetta Ufficiale, fermi restando gli altri rimedi di legge.
  2. Per gli immobili oggetto degli accordi di programma di valorizzazione che sono assoggettati alla disciplina prevista dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è acquisito il parere della competente soprintendenza del Ministero per i beni e le attività culturali, che si esprime entro trenta giorni.
  3. Il Ministero della difesa individua, attraverso procedura competitiva, la società di gestione del risparmio (SGR) per il funzionamento dei fondi e le cessioni delle relative quote, fermo restando che gli immobili conferiti che sono ancora in uso al Ministero della difesa possono continuare a essere da esso utilizzati a titolo gratuito fino alla riallocazione delle funzioni, da realizzare sulla base del crono-programma stabilito con il decreto di conferimento degli immobili al fondo. (259) (260)
  4. Alle operazioni connesse all’attuazione del presente articolo si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 3, commi 2, 9, 18 e 19, 3-bis, comma 1, 3-ter e 4, commi 2-bis e 2-quinquies, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive modificazioni. (262)
  5. I proventi monetari derivanti dalla cessione delle quote dei fondi, ovvero dal trasferimento degli immobili ai fondi, sono destinate secondo le percentuali e le modalità previste dall’articolo 307, comma 10, lettera d). A tale fine possono essere destinate alle finalità del fondo casa di cui all’articolo 1836 fino al 5 per cento delle risorse di pertinenza del Ministero della difesa. (261) ]

(259) Comma così sostituito dall’art. 2, comma 11, lett. a), D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10.

(260) Vedi, anche, l’art. 2, commi 11, lett. a), e 12, D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10.

(261) Comma così sostituito dall’art. 2, comma 11, lett. b), D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10.

(262) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. p), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(263) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 2, lett. c), D.L. 27 giugno 2012, n. 87, non convertito in legge (Comunicato 27 agosto 2012, pubblicato nella G.U. 27 agosto 2012, n. 199), e, successivamente, dall’art. 23-ter, comma 2, lett. c), D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, nel quale sono confluite le disposizioni dell’art. 2, comma 2, lett. c), D.L. n. 87/2012.

 

Titolo V

Modi di acquisto coattivo di beni e diritti nell’interesse della difesa militare

Capo I

Ambito

Art. 315 Ambito

 

  1. Il presente titolo disciplina i modi di acquisto coattivo di beni e diritti nell’interesse della difesa militare che trovano applicazione in tempo di pace.
  2. Resta fermo quanto disposto dal titolo VIII del presente libro per le requisizioni in tempo di guerra, di grave crisi internazionale o di mobilitazione.

 

Capo II

Espropriazioni, requisizioni, acquisti a seguito di confisca

Art. 316 Espropriazione di invenzioni nell’interesse della difesa militare. Rinvio al codice della proprietà industriale

 

  1. Per le espropriazioni di invenzioni nell’interesse della difesa militare resta ferma la disciplina all’uopo dettata dal decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, recante il codice della proprietà industriale.

 

Art. 317 Espropriazioni immobiliari. Rinvio al testo unico dell’espropriazione per pubblica utilità

 

  1. Fatto salvo quanto disposto nel titolo VI in ordine alle servitù militari, per le espropriazioni immobiliari finalizzate alla realizzazione di opere destinate alla difesa militare resta ferma la disciplina all’uopo dettata dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. (264)

(264) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 2

 

Art. 318 Requisizioni nell’interesse della Difesa

 

  1. Alle requisizioni nell’interesse della Difesa si provvede nei casi di grave necessità pubblica in cui occorra senza indugio disporre della proprietà privata, con provvedimento motivato e senza pregiudizio dei diritti dei destinatari del provvedimento.
  2. Si applicano in quanto compatibili i procedimenti previsti nel titolo VIII del presente libro, secondo l’oggetto della requisizione.

 

Art. 319 Acquisti a seguito di confisca

 

  1. Le armi, le munizioni, gli esplosivi e gli altri materiali di interesse militare sequestrati e acquisiti dallo Stato a seguito di provvedimento definitivo di confisca dell’autorità giudiziaria possono essere assegnati al Ministero della difesa per finalità istituzionali, con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri della difesa e dell’economia e delle finanze. Si provvede con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nel caso in cui la confisca è stata disposta dall’autorità giudiziaria militare. È fatto salvo, per l’Arma dei carabinieri, quanto previsto dall’articolo 1, comma 437, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. (265)

(265) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. q), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Titolo VI

Limitazioni a beni e attività altrui nell’interesse della difesa

Capo I

Limitazioni a singoli beni e attività

Art. 320 Ambito

 

  1. In vicinanza delle opere e installazioni permanenti e semipermanenti di difesa, di segnalazione e riconoscimento costiero, delle basi navali, degli aeroporti, degli impianti e installazioni radar e radio, degli stabilimenti nei quali sono fabbricati, manipolati o depositati materiali bellici o sostanze pericolose, dei campi di esperienze e dei poligoni di tiro, il diritto di proprietà e di impresa può essere soggetto a limitazioni secondo le norme del presente capo. (266)
  2. Tali limitazioni sono stabilite nella durata massima di cinque anni, salvo quanto previsto dall’articolo 331, e sono imposte nella misura direttamente e strettamente necessaria per il tipo di opere o di installazioni di difesa.

(266) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 321 Contenuto delle limitazioni

 

  1. Le limitazioni possono consistere nel divieto di:
  2. a) fare elevazioni di terra o di altro materiale;
  3. b) costruire condotte o canali sopraelevati;
  4. c) impiantare condotte o depositi di gas o liquidi infiammabili;
  5. d) scavare fossi o canali di profondità superiore a 50 cm.;
  6. e) aprire o esercitare cave di qualunque specie;
  7. f) installare macchinari o apparati elettrici e centri trasmittenti;
  8. g) fare le piantagioni e le operazioni campestri che sono determinate con il regolamento.
  9. Le limitazioni possono anche consistere nel divieto di:
  10. a) aprire strade;
  11. b) fabbricare muri o edifici;
  12. c) sopraelevare muri o edifici esistenti;
  13. d) adoperare nelle costruzioni alcuni materiali.

 

Art. 322 Comitato misto paritetico – Programmi delle installazioni militari

 

  1. In ciascuna regione è costituito un Comitato misto paritetico di reciproca consultazione per l’esame, anche con proposte alternative della regione e dell’autorità militare, dei problemi connessi all’armonizzazione tra i piani di assetto territoriale e di sviluppo economico e sociale della regione e delle aree subregionali e i programmi delle installazioni militari e delle conseguenti limitazioni.
  2. Nel Trentino-Alto Adige il comitato regionale è sostituito da due comitati provinciali, rispettivamente per la provincia di Trento e per quella di Bolzano. Nel presente articolo l’indicazione della regione, del consiglio regionale e del presidente della giunta regionale si intende, per il Trentino-Alto Adige, riferita alla provincia, al consiglio provinciale e al presidente della giunta provinciale.
  3. Il Comitato è formato da cinque rappresentanti del Ministero della difesa, da due rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, designati dai rispettivi Ministri, e da sette rappresentanti della regione nominati dal presidente della Giunta regionale, su designazione, con voto limitato, del consiglio regionale. Per ogni membro è nominato un supplente.
  4. Nei comitati misti paritetici provinciali di cui al comma 2, i rappresentanti della provincia sono nominati dalla Giunta provinciale rispettiva. (267)
  5. Il Comitato è consultato semestralmente su tutti i programmi delle esercitazioni a fuoco di reparto o di unità, per la definizione delle località, degli spazi aerei e marittimi regionali, del tempo e delle modalità di svolgimento, nonché sull’impiego dei poligoni della regione. Se la maggioranza dei membri designati dalla regione si esprime in senso contrario, sui programmi di attività addestrative decide in via definitiva il Ministro della difesa.
  6. Ciascun comitato, sentiti gli enti locali e gli altri organismi interessati, definisce le zone idonee alla concentrazione delle esercitazioni di tiro a fuoco nella regione per la costituzione di poligoni, utilizzando prioritariamente, ove possibile, aree demaniali.
  7. Una volta costituite tali aree militari, le esercitazioni di tiro a fuoco devono di massima svolgersi entro le aree stesse. Per le aree addestrative, terrestri, marittime e aeree, sia provvisorie sia permanenti, si stipulano disciplinari d’uso fra l’autorità militare e la regione interessata. In caso di mancato accordo il progetto di disciplinare è rimesso al Ministro della difesa che decide sentiti il presidente della giunta regionale e il presidente del comitato misto paritetico competenti.
  8. Se esigenze di segreto militare non consentono un approfondito esame, il presidente della giunta regionale può chiedere all’autorità competente di autorizzare la comunicazione delle notizie necessarie.
  9. Il Comitato si riunisce a richiesta del Comandante militare territoriale o del Comandante marittimo o del Comandante di regione aerea o del Presidente della regione; presiede l’ufficiale generale o ammiraglio più elevato in grado o più anziano; funge da segretario l’ufficiale meno elevato in grado o meno anziano. (268)
  10. Delle riunioni del Comitato è redatto verbale che contiene anche le eventuali proposte di membri discordanti sull’insieme della questione trattata o su singoli punti di essa.
  11. Le definitive decisioni sui programmi di installazioni militari e relative limitazioni di cui al comma 1 sono riservate al Ministro della difesa. La regione interessata può richiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri, entro quindici giorni dal giorno successivo alla pubblicazione o comunicazione della decisione ministeriale, di sottoporre la questione a riesame da parte del Consiglio dei Ministri.
  12. Il Presidente del Consiglio dei Ministri può, in casi particolari, disporre che i provvedimenti di limitazione della proprietà siano sospesi sino alla decisione del Consiglio dei Ministri.
  13. Il Consiglio dei Ministri si pronuncia sulle richieste di riesame entro novanta giorni.
  14. Alla riunione del Consiglio dei Ministri è invitato il presidente della giunta regionale interessata.

(267) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

(268) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. g), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 323 Procedimento di imposizione delle limitazioni

 

  1. Il Comandante militare territoriale o il Comandante marittimo o il Comandante di regione aerea, se l’opera è, rispettivamente, dell’Esercito italiano o interforze, della Marina militare o dell’Aeronautica militare, predispone il progetto di imposizione delle limitazioni, in attuazione e nell’ambito dei programmi di cui all’articolo 322, corredandolo di un preventivo di spesa relativo agli indennizzi. (269)
  2. Nel presente capo, l’espressione «il Comandante territoriale» si intende riferita al Comandante militare territoriale, al Comandante marittimo o al Comandante di regione aerea, se l’opera è, rispettivamente, dell’Esercito italiano o interforze, della Marina militare o dell’Aeronautica militare. (270)
  3. Il progetto, con l’allegato preventivo di spesa, è trasmesso alla ragioneria centrale del Ministero della difesa, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.
  4. Ad avvenuta prenotazione dell’impegno provvisorio, il provvedimento impositivo è adottato dal Comandante territoriale con decreto nel quale sono indicati gli estremi di registrazione dell’impegno provvisorio di spesa.
  5. Le zone soggette a limitazioni e le limitazioni stesse sono indicate su mappe catastali da allegare al decreto impositivo, nelle quali devono risultare individuate le singole proprietà assoggettate.

(269) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. h), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(270) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, lett. h), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 324 Pubblicità del decreto impositivo – Esecutività – Impugnazioni

 

  1. Il decreto, corredato di mappe, è pubblicato mediante deposito, per sessanta giorni consecutivi, nell’ufficio di ciascun comune, nel quale sono situati i fondi assoggettati alle limitazioni.
  2. Dell’avvenuto deposito è data notizia, entro i primi quindici giorni, mediante manifesti del comando militare territoriale affissi, in numero congruo, a cura del sindaco, nel territorio del predetto comune. Di tale deposito è effettuata contestuale notifica, tramite i comuni interessati, ai proprietari degli immobili assoggettati alle limitazioni.
  3. Successivamente il decreto, corredato di un certificato del segretario comunale attestante l’avvenuto deposito per sessanta giorni consecutivi e l’avvenuta affissione dei manifesti, è custodito nell’archivio dello stesso comune.
  4. Chiunque può prendere visione del decreto e dei suoi allegati durante il deposito e successivamente, fino a che l’imposizione ha effetto.
  5. Il decreto diviene esecutivo decorso il novantesimo giorno dalla data di deposito nell’ufficio comunale.
  6. In attesa che le limitazioni diventino esecutive, il Comandante territoriale può ordinare la sospensione di lavori o di piantagioni che siano in contrasto con le limitazioni risultanti dal decreto impositivo.
  7. Fatta salva la tutela giurisdizionale secondo le norme vigenti, chiunque vi ha interesse può proporre ricorso gerarchico al Ministro della difesa avverso il decreto del Comandante territoriale, entro i termini e secondo le modalità previsti dal decreto legislativo 24 novembre 1971, n. 1199.
  8. Di tale diritto e del termine entro il quale può esercitarsi è fatta menzione nei manifesti di cui al presente articolo.
  9. D’ufficio o su domanda del ricorrente, proposta nello stesso ricorso gerarchico o in successiva istanza da presentarsi nei modi previsti dall’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo n. 1199 del 1971, il Ministro della difesa può sospendere l’esecuzione dell’atto impugnato.
  10. I ricorsi gerarchici presentati ai comandanti territoriali sono da questi trasmessi entro quindici giorni alla Direzione dei lavori e del demanio del Segretariato generale della difesa del Ministero della difesa, accompagnati da una breve relazione e da una copia del decreto impositivo con la prova dell’avvenuta pubblicazione e notificazione. (271)

(271) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 325 Indennizzo per le limitazioni

 

  1. Ai proprietari degli immobili assoggettati alle limitazioni spetta un indennizzo annuo rapportato al doppio del reddito dominicale e agrario dei terreni e del reddito dei fabbricati, quali valutati ai fini dell’imposizione sul reddito.
  2. Tale indennizzo è stabilito in una metà dei predetti redditi per le limitazioni di cui a ciascuno dei commi 1 e 2 dell’articolo 321 e nell’intero reddito in caso di concorso di limitazioni di entrambi i commi del citato articolo. (272)
  3. Per i terreni con preesistente destinazione edificatoria e non suscettibili di altra utilizzazione e rendita agraria, l’indennizzo annuo è pari al doppio del reddito medio del fabbricato che sarebbe edificabile in assenza della limitazione. La destinazione edificatoria si determina ai sensi dell’articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.
  4. Se il fondo è stato concesso prima dell’imposizione delle limitazioni in conduzione a terzi, il proprietario corrisponde a essi parte dell’indennizzo, in rapporto al danno subito. La relativa misura, se manca l’accordo fra le parti, è determinata da un collegio di tre arbitri, nominati uno dal proprietario, l’altro dal conduttore e il terzo dagli arbitri scelti dalle parti e, in caso di mancato accordo, dal presidente del tribunale del circondario. Lo stesso presidente procede alla nomina dell’arbitro non designato dalla parte.
  5. La decisione del collegio arbitrale, se non è diversamente stabilito dalle parti, è suscettibile dei gravami previsti per il lodo arbitrale dal codice di procedura civile.
  6. Gli indennizzi sono corrisposti ai proprietari degli immobili su domanda degli stessi o degli interessati di cui al comma 4, diretta al sindaco del comune ove esistono i beni soggetti a vincolo.
  7. La sottoscrizione della domanda è autenticata dal funzionario competente a ricevere la domanda, o da un notaio, cancelliere, segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco. La domanda ha efficacia per tutto il periodo di validità del decreto di imposizione della limitazione. L’autorità militare determina le eventuali variazioni degli indennizzi conseguenti a modifiche delle condizioni di asservimento che possono sopravvenire nel quinquennio di validità del decreto.
  8. Per il pagamento degli indennizzi il cui importo annuale non superi la somma di euro 258,00 non è richiesta altra documentazione.
  9. Il decreto di imposizione delle limitazioni specifica che gli indennizzi sono corrisposti a domanda degli aventi diritto.
  10. Le disposizioni di cui ai commi precedenti sono rese note con le forme di pubblicità di cui all’articolo 324.
  11. A richiesta dell’amministrazione militare, le conservatorie dei registri immobiliari, gli uffici tavolari e le Agenzie del territorio comunicano i dati necessari per la determinazione della misura degli indennizzi.
  12. La determinazione dell’indennizzo effettuata all’atto dell’imposizione vale per l’intero quinquennio, salvo le variazioni derivanti dai coefficienti di aggiornamento dei redditi catastali nonché quanto previsto dal comma 7.
  13. L’indennizzo è corrisposto annualmente per la durata delle limitazioni.
  14. È fatto obbligo al proprietario di comunicare all’amministrazione militare l’eventuale cessione del bene.
  15. Per il pagamento degli indennizzi si provvede mediante aperture di credito disposte a favore dei sindaci dei comuni nel cui territorio insistono le aree ammesse all’indennizzo, secondo le norme sulla contabilità generale dello Stato.

(272) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 326 Contenuto del decreto impositivo

 

  1. Il decreto impositivo del Comandante territoriale, oltre a quanto previsto dagli articoli 323, 324 e 325, dà atto dell’avvenuta consultazione del Comitato nonché delle decisioni del Ministro della difesa o della deliberazione del Consiglio dei Ministri nei casi di cui ai commi 11 e 12 dell’articolo 322.

 

Art. 327 Modifiche alle proprietà private e relativo indennizzo

 

  1. L’amministrazione militare, all’atto dell’imposizione delle limitazioni, ha facoltà di modificare, nelle proprietà assoggettate, lo stato delle cose che contrasti con le esigenze militari.
  2. Tali modificazioni danno diritto a indennizzo che è determinato con i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, dettati per i fabbricati e per i terreni.

 

Art. 328 Deroghe alle limitazioni

 

  1. Il Comandante territoriale può, su richiesta degli interessati, autorizzare che sui fondi siano eseguite opere in deroga alle limitazioni imposte. L’atto non è soggetto a particolari formalità.
  2. Se l’autorizzazione è subordinata a speciali condizioni o importa una riduzione dell’indennizzo, l’atto è sottoscritto per accettazione da parte dell’interessato.
  3. La deroga comporta il mantenimento dell’indennizzo, se restano in vigore anche solo alcuni divieti previsti dal comma 1 o dal comma 2 dell’articolo 321 e se resta invariata la ipotesi di cumulo di cui al comma 2 dell’articolo 325, o la riduzione conseguente al venir meno della ipotesi di cumulo.
  4. La deroga di tutti i divieti comporta cessazione dell’indennizzo.
  5. Il Comandante territoriale ne dà notizia all’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero della difesa per le conseguenti variazioni degli impegni di spesa provvisori o definitivi già registrati.

 

Art. 329 Contributo ai comuni

 

  1. Ai comuni il cui territorio è assoggettato alle limitazioni previste dall’articolo 321 è dovuto un contributo annuo pari al cinquanta per cento dell’ammontare complessivo degli indennizzi spettanti ai proprietari degli immobili siti nei comuni stessi.
  2. Il contributo ai comuni è annualmente erogato, indipendentemente dalla presentazione delle domande di indennizzo.
  3. Il contributo è erogato in base alle limitazioni risultanti gravanti sul territorio comunale al 1°(gradi) gennaio di ogni anno.

 

Art. 330 Ulteriori provvidenze in favore di comuni e regioni

 

  1. Fermo quanto previsto dall’articolo 329, ai comuni nel cui territorio sono presenti aree appartenenti allo Stato, in uso all’amministrazione militare e destinate a poligoni addestrativi di tiro, è corrisposto un contributo annuo rapportato al reddito dominicale e agrario medio delle aree confinanti con quelle su cui insistono i poligoni di tiro, rivalutato secondo i coefficienti stabiliti ai fini dell’imposizione sul reddito.
  2. Alle regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attività militari, comprese la dimostrazione e la sperimentazione di sistemi d’arma, individuate ogni quinquennio con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Ministro della difesa, lo Stato corrisponde un contributo annuo da destinarsi alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze militari (compresi particolari tipi di insediamenti), incidono maggiormente sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale.
  3. Il contributo è corrisposto alle singole regioni sulla base della incidenza dei vincoli e delle attività di cui al comma 2, determinata secondo parametri da stabilirsi con decreto del Ministro della difesa di concerto dell’economia e delle finanze, sentite le regioni interessate.
  4. Ai comuni con popolazione fino a centomila abitanti, in cui esistono insediamenti militari (caserme, depositi, o altre infrastrutture militari), sono corrisposte entrate ordinarie da parte dello Stato facendo riferimento, oltre che al numero degli abitanti, anche a quello del personale militare presente, che è considerato, a tal fine, come popolazione residente. Uguale trattamento verrà riservato ai comuni che ospitano basi della NATO o di Paesi alleati.

 

Art. 331 Revisione generale quinquennale delle limitazioni

 

  1. Ogni cinque anni dall’imposizione delle limitazioni si procede a revisione generale per accertare se le limitazioni stesse sono ancora necessarie per le esigenze della difesa nazionale.
  2. Gli uffici tecnici militari, con sufficiente anticipo rispetto alla scadenza quinquennale delle limitazioni, inoltrano al Comandante territoriale motivata proposta di conferma per le limitazioni ancora necessarie, sentiti gli organi operativi interessati.
  3. I predetti uffici allegano alla proposta di conferma un preventivo di spesa relativo alla determinazione dell’indennizzo valevole per l’ulteriore quinquennio salve le variazioni derivanti dai coefficienti di aggiornamento dei redditi catastali.
  4. Il Comandante territoriale, per le limitazioni ancora necessarie, trasmette lo schema di decreto di conferma alla ragioneria centrale del Ministero della difesa, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 11, del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367, unitamente al preventivo di spesa e alla copia del precedente decreto impositivo con relativi allegati.
  5. Ad avvenuta prenotazione dell’impegno provvisorio il Comandante territoriale emana decreto di proroga per altri cinque anni, sentito il Comitato.
  6. Il decreto di proroga è adottato e pubblicato nella forma e con le modalità previste per il decreto impositivo originario.
  7. Le limitazioni possono essere ridotte o revocate, con decreto del Comandante territoriale, anche prima dello scadere del quinquennio. Detto decreto è trasmesso alla ragioneria centrale per le conseguenti variazioni dell’impegno di spesa.
  8. Il decreto di revoca prima della scadenza del quinquennio, di riduzione o di conferma è pubblicato con le modalità indicate nell’articolo 324.
  9. Se non interviene decreto di conferma alla prevista scadenza, le limitazioni sono estinte a ogni effetto.
  10. In caso di conferma, se per effetto delle limitazioni l’esercizio del diritto di proprietà sul bene o su parte di esso è reso impossibile o eccessivamente difficile, il proprietario può chiedere la espropriazione totale o parziale del bene stesso.
  11. L’indennità di espropriazione è determinata con i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, dettati per i fabbricati e per i terreni.

 

Art. 332 Limitazioni per il tempo necessario allo svolgimento di esercitazioni militari

 

  1. Per il tempo strettamente necessario allo svolgimento di esercitazioni, il Comandante territoriale può disporre, per motivi di pubblica incolumità, lo sgombero e l’occupazione di immobili e il divieto di accedervi, lo sgombero di specchi d’acqua interni e marini, e imporre limitazioni alla circolazione stradale.
  2. I relativi provvedimenti sono comunicati almeno trenta giorni prima al prefetto della provincia, al sindaco dei comuni interessati e al comitato misto paritetico. Se le esercitazioni interessano aree ricadenti in foreste demaniali, la comunicazione va fatta anche agli uffici ai quali compete l’amministrazione delle medesime.
  3. Nei casi di urgente necessità, gli sgomberi, le occupazioni e le limitazioni di cui al comma 1 possono essere disposte, con effetto immediato, dal comandante di corpo, che provvede sollecitamente alle comunicazioni di cui al comma 2.
  4. Detti provvedimenti sono resi pubblici mediante affissione all’albo pretorio comunale e mediante affissione di manifesti murali in luoghi pubblici di normale frequentazione.
  5. Al pagamento degli indennizzi per tutti gli sgomberi e le occupazioni di cui al comma 1 nonché per eventuali danni si provvede con le modalità previste dal comma 15 dell’articolo 325.
  6. La misura dell’indennizzo per i lavoratori dipendenti è pari al salario corrente; per i lavoratori autonomi è rapportata alla retribuzione spettante ai lavoratori dipendenti con qualifica o specializzazione corrispondente o affine.

 

Capo II

Limitazioni per intere categorie di beni e attività

Art. 333 Autorizzazioni dell’autorità militare per talune opere e uso di beni nei comuni militarmente importanti, nelle zone costiere e nelle isole

 

  1. Nel territorio dei comuni militarmente importanti indicati nel comma 7, la costruzione di strade di sviluppo superiore ai 500 metri, le edificazioni, l’uso di grotte e cavità sotterranee e i rilevamenti per qualsiasi scopo effettuati, a eccezione di quelli catastali, non possono avere luogo senza autorizzazione del Comandante territoriale.
  2. Nel territorio dei comuni costieri militarmente importanti indicati nel comma 8 le edificazioni e i lavori afferenti ai porti e ai porti turistici e alle opere marittime in genere non possono aver luogo senza la preventiva autorizzazione del Comandante territoriale.
  3. Nelle zone costiere e nelle isole indicate nel comma 9 l’uso delle grotte, gallerie e altre cavità sotterranee, entro il limite di cento metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare, non può aver luogo senza autorizzazione del Comandante territoriale.
  4. Per le strade, salvo quanto disposto dal comma 5, per le edificazioni e per i lavori afferenti ai porti e ai porti turistici, l’autorizzazione di cui ai commi 1 e 2 non è richiesta se sono previsti dai piani urbanistici approvati nel loro complesso su conforme parere del Comandante territoriale e se sono eseguiti in conformità dei piani stessi.
  5. Per i progetti delle opere stradali intercomunali è sentita l’autorità militare, che esprime il proprio parere nel termine di novanta giorni; decorso tale termine la mancata pronuncia equivale a parere favorevole.
  6. Se le esigenze della difesa lo consentono, il Ministro della difesa dichiara, con proprio decreto, non soggette in tutto o in parte al regime previsto dal presente articolo nell’ambito dei territori e delle zone costiere, indicati nei commi 7, 8 e 9, le aree che non sono direttamente o indirettamente interessate a opere o installazioni di difesa.
  7. Sono comuni militarmente importanti:
  8. a) provincia di Udine: Paluzza – Pontebba – Malborghetto Valbruna – Tarvisio – Dogna – Chiusaforte – Resia – Lusevera – Taipana – Nimis – Attimis – Faedis – Pulfero – Torreano – Savogna – San Pietro al Natisone – Drenchia – Grimacco – San Leonardo – Stregna – Prepotto;
  9. b) provincia di Gorizia: Dolegna del Collio – Monfalcone;
  10. c) provincia di Trieste: Trieste.
  11. Sono comuni costieri militarmente importanti:
  12. a) provincia di Venezia: Venezia;
  13. b) provincia di Ancona: Ancona;
  14. c) provincia di La Spezia: La Spezia – Porto Venere – Lerici – Ameglia;
  15. d) provincia di Livorno: Portoferraio;
  16. e) provincia di Latina: Gaeta;
  17. f) provincia di Napoli: Napoli – Pozzuoli;
  18. g) provincia di Taranto: Taranto;
  19. h) provincia di Brindisi: Brindisi;
  20. i) provincia di Foggia: Isole Tremiti e Pianosa;
  21. l) provincia di Agrigento: Isole Lampedusa e Linosa;
  22. m) provincia di Messina: Messina;
  23. n) provincia di Siracusa: Augusta – Melilli;
  24. o) provincia di Trapani: Trapani – Isole Egadi – Pantelleria;
  25. p) provincia di Cagliari: Cagliari;
  26. q) provincia di Sassari: La Maddalena – Olbia (solo isola Tavolara).
  27. L’autorizzazione di cui al comma 3 occorre nelle seguenti zone costiere e isole:
  28. a) da San Remo ad Alassio;
  29. b) da Punta Mesco alla foce del Magra;
  30. c) da Sperlonga a Gaeta;
  31. d) da Capo Miseno a Punta Campanella;
  32. e) da Punta Rondinella a Capo S. Vito;
  33. f) da Capo S. Maria di Leuca a Capo d’Otranto;
  34. g) da Punta Penne a Punta della Contessa;
  35. h) da Numana a Falconara;
  36. i) da Capo S. Croce a Capo Murro di Porco;
  37. l) da Punta Pizzolungo a Punta Nubia;
  38. m) da Capo Ferro a Capo Testa;
  39. n) da Capo Spartivento Sardo a Capo Carbonara;
  40. o) isole Palmaria e Tino;
  41. p) arcipelago Toscano;
  42. q) isole Tremiti e Pianosa (Adriatico);
  43. r) isole Eolie, Egadi, Pantelleria, Lampedusa e Linosa;
  44. s) isole Tavolara e Asinara;
  45. t) arcipelago de La Maddalena.

 

Art. 334 Parere dell’autorità militare per talune opere e lavori

 

  1. E’ richiesto il parere del Comandante territoriale per tutte le nuove realizzazioni o varianti strutturali significative interessanti grandi comunicazioni stradali (strade statali e autostrade) e ferrovie nonché per tutti i lavori interessanti dighe di ritenuta, impianti minerari marittimi, idroelettrici, grandi stabilimenti industriali, centri termonucleari, impianti elettrici ad altissimo potenziale, grandi depositi di oli minerali, oleodotti, metanodotti, in qualsiasi parte del territorio nazionale le opere vengano compiute.
  2. Il parere è espresso nel termine di novanta giorni. Se il Comandante territoriale non si pronuncia entro il predetto termine, la mancata pronuncia equivale a parere favorevole.

 

Art. 335 Alienazioni di immobili nelle zone dichiarate di importanza militare dal Ministro della difesa

 

  1. Tutti gli atti di alienazione totale o parziale dei beni immobili sono sottoposti all’approvazione del prefetto della provincia se tali immobili sono ubicati nelle zone del territorio nazionale dichiarate di importanza militare, individuate con il regolamento, sul quale per tale parte è acquisito il concerto del Ministro dell’interno e del Ministro della giustizia.
  2. L’approvazione è necessaria anche per l’aggiudicazione di tali beni a seguito di vendita in via esecutiva.
  3. Il prefetto, previo parere dell’autorità militare, provvede in materia entro il termine di cui al comma 6. L’approvazione non può essere data in difformità del parere dell’autorità militare. (273)
  4. In mancanza di tale approvazione, gli atti sopraindicati sono privi di efficacia giuridica. I conservatori dei registri immobiliari non procedono alla trascrizione degli atti previsti se non è esibita la prova dell’intervenuta approvazione prefettizia.
  5. L’autorizzazione del prefetto e il parere dell’autorità militare non sono richiesti per gli atti di alienazione totale o parziale ai cittadini dell’Unione europea o alle amministrazioni dello Stato, ivi comprese le aziende autonome, ai comuni, alle province e agli altri enti locali, alle regioni, agli enti pubblici economici, nonché a ogni altra persona giuridica pubblica o privata, avente la sede principale delle proprie attività nel territorio dell’Unione europea.
  6. Il decreto di autorizzazione prefettizia è emanato entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda. In tale termine è computato anche quello di quarantacinque giorni concesso all’autorità militare competente per esprimere il proprio parere in ordine alle istanze di autorizzazione. Trascorso il predetto termine di quarantacinque giorni, se l’autorità militare non ha fatto pervenire al prefetto il richiesto parere, lo stesso si intende favorevolmente dato. (273)
  7. L’autorizzazione del prefetto, da allegare in originale all’atto di alienazione, perde efficacia se non si procede alla stipulazione dell’atto entro sei mesi dal giorno in cui è stata rilasciata.
  8. Il diniego di autorizzazione è motivato. Gli atti di alienazione di immobili e le relative trascrizioni presso le conservatorie immobiliari eseguiti tra il 12 gennaio 1977 e il 31 dicembre 1984 sono riconosciuti giuridicamente validi a tutti gli effetti.
  9. Gli atti compiuti per interposta persona sono nulli.
  10. Il responsabile è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 41,00 a euro 207,00.

(273) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Capo III

Disposizioni comuni

Art. 336 Sanzioni

 

  1. Le violazioni del presente titolo, escluse le violazioni dell’articolo 335, sempre che il fatto non costituisce reato, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro non inferiore a euro 52,00 e non superiore a euro 516,00.
  2. La sanzione amministrativa è inflitta previa contestazione della violazione e se il trasgressore non ha ottemperato alla diffida a cessare la violazione.
  3. Competente a provvedere alla diffida, a determinare la misura e ingiungere il pagamento della sanzione amministrativa è il Comandante territoriale. Il procedimento e le eventuali opposizioni sono regolati dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto applicabile.
  4. L’autorità militare può ordinare al trasgressore di compiere a proprie spese il ripristino. Se il trasgressore non ottempera all’ordine di ripristino nel termine assegnatogli, o in caso di assoluta urgenza, l’autorità militare provvede d’ufficio addebitando le relative spese al trasgressore.

 

Art. 337 Regime fiscale

 

  1. Tutti gli atti necessari per l’esecuzione del presente titolo, compiuti nell’interesse dello Stato, comprese le cancellazioni ipotecarie, sono esenti dalle imposte di bollo, di registro, ipotecarie e catastali, nonché dagli emolumenti riscossi dai conservatori dei registri immobiliari, dai diritti di scritturato e dai tributi speciali di cui al decreto-legge 31 luglio 1954, n. 533, convertito dalla legge 26 settembre 1954, n. 869.

 

Art. 338 Disciplina di esecuzione

 

  1. Il regolamento detta le norme di esecuzione del presente titolo; per tale parte su di esso è acquisito il concerto dei Ministri interessati.

 

Capo IV

Norme speciali per la provincia di Bolzano

Art. 339 Ambito di applicazione quanto alla provincia di Bolzano

 

  1. Le disposizioni del capo II del presente titolo non si applicano per i comuni della provincia di Bolzano elencati nell’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, per i quali si provvede con la procedura prevista dall’articolo 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670. (274)

(274) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 340 Disciplina speciale per taluni comuni della provincia di Bolzano

 

  1. Nei comuni della provincia autonoma di Bolzano elencati nell’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e nei limiti in tale articolo 22 stabiliti, si applicano le disposizioni degli articoli seguenti.
  2. Nei comuni di cui al comma 1 sono soggette alle limitazioni stabilite nel presente capo tutte le proprietà fondiarie.

 

Art. 341 Opere per le quali occorre l’autorizzazione dell’autorità militare

 

  1. E’ vietato procedere a costruzioni ferroviarie, e a lavori minerari, idraulici, elettrici (ivi comprese le linee di trasporto di energia elettrica, le linee telegrafiche e telefoniche, ecc.), alla costruzione di linee teleferiche, ad attivazione di cave, a qualsiasi uso di grotte e cavità sotterranee, nonché al disboscamento, senza autorizzazione dell’autorità militare.
  2. Tale autorizzazione occorre anche per lavori di altra specie come strade, edificazioni, depositi e cumuli di materiale in genere, elevazioni, scavi e demolizioni, se essi superano i limiti da fissarsi con le norme regolamentari.
  3. Le grotte e cavità sotterranee sono ritenute esistenti nei comuni di cui al presente capo, quando si estendono in essi, senza riguardo al luogo dove è sita la loro entrata.

 

Art. 342 Condizioni e ambito dell’autorizzazione

 

  1. L’autorità militare su istanza dell’interessato, corredata degli occorrenti piani e progetti, autorizza l’esecuzione delle opere proposte dopo aver accertato che esse non possono recare ostacolo a eventuali misure di difesa o altrimenti pregiudizio alla tutela del territorio.
  2. L’autorizzazione è subordinata alla condizione – da rendersi pubblica nei modi stabiliti dalle leggi civili per le servitù – che l’interessato resta obbligato a effettuare a ogni richiesta la demolizione delle opere stesse dietro compenso da determinarsi a norma dell’articolo 343.
  3. Per i boschi amministrati da enti pubblici, dichiarati militarmente importanti, sono sottoposti al preventivo esame e approvazione delle autorità militari i relativi programmi di gestione.
  4. Nei centri urbani, i lavori stradali, le edificazioni, le elevazioni, i cumuli e le demolizioni possono essere eseguiti senza preventivo nulla osta dell’autorità militare, purché per detti centri urbani esista strumento urbanistico già approvato nel suo complesso dall’autorità militare.

 

Art. 343 Ordini di demolizione

 

  1. E’ sempre in facoltà dell’autorità militare ordinare, per sopraggiunte esigenze di pubblico interesse, la demolizione delle costruzioni, che esistono sopra e sotto il suolo e la costruzione di opere di difesa con la costituzione delle occorrenti servitù di accesso. La misura delle indennità per tali provvedimenti dovute ai proprietari è determinata con i criteri stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.
  2. Per quanto concerne le opere di bonifica e quelle idraulico-forestali, le demolizioni delle costruzioni sono ordinate previo concerto con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

 

Art. 344 Vigilanza

 

  1. Sui beni immobili, comprese le grotte e cavità sotterranee, l’autorità militare esercita una continua vigilanza. A tale scopo gli uffici dei registri immobiliari segnalano all’autorità militare tutti gli atti relativi ai passaggi di proprietà e quelli costitutivi di diritti reali sui beni medesimi.

 

Art. 345 Pubblicità

 

  1. Le limitazioni del diritto di proprietà stabilite dagli articoli 341, 343 e 344 sono rese di pubblica conoscenza con mezzi idonei, a cura del prefetto, di concerto con l’autorità militare.

 

Art. 346 Opere in prossimità della linea doganale

 

  1. Se si tratta di opere da eseguire in prossimità della linea doganale, oltre l’autorizzazione dell’autorità militare, è necessaria quella del Comando della Guardia di finanza, territorialmente competente.

 

Art. 347 Espropriazione

 

  1. Dei beni indicati nel presente capo può essere disposta in ogni tempo l’espropriazione dall’autorità militare secondo le norme per le espropriazioni per le opere militari dettate dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. (275)

(275) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 348 Autorità militare competente

 

  1. Le istanze per ottenere le autorizzazioni e i pareri previsti dal presente capo sono rivolte ai Comandi militari territoriali. (276)

(276) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 349 Tutela amministrativa

 

  1. Ferma restando la tutela giurisdizionale secondo le norme vigenti, contro i provvedimenti dell’autorità militare è ammesso il ricorso gerarchico al Ministro della difesa ai sensi del decreto legislativo 24 novembre 1971, n. 1199.

 

Art. 350 Sanzioni (277)

 

[1. Le contravvenzioni alle disposizioni del presente capo e a quelle emanate in base a esso dalle autorità competenti sono punite con l’ammenda da euro 52,00 a euro 516,00 e, nei casi più gravi, con l’arresto fino a sei mesi.

  1. Inoltre l’autorità militare può disporre che, a spese del contravventore, siano rimesse le cose nel pristino stato. ]

(277) Articolo abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. i), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Capo V

Salvezza di altre fonti

Art. 351 Rinvio ad altre fonti

 

  1. E’ fatto salvo quanto previsto:
  2. a) dall’articolo 5, comma 4, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;
  3. b) dall’articolo 6, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.

 

Titolo VII

Urbanistica, edilizia, paesaggio, energia, ambiente e salute

Capo I

Urbanistica, edilizia, paesaggio, energia

Art. 352 Disciplina urbanistica delle opere destinate alla difesa nazionale

 

  1. Per la localizzazione di tutte le opere che siano qualificate dalle norme vigenti come destinate alla difesa nazionale, o che siano comunque destinate alla difesa nazionale non occorre l’accertamento di conformità urbanistica di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383.
  2. La regione o la provincia autonoma interessata o il Ministero della difesa hanno facoltà di acquisire il parere del Comitato misto paritetico di cui all’articolo 322, in ordine alla compatibilità urbanistica dell’opera.

 

Art. 353 Disciplina edilizia delle opere del Ministero della difesa

 

  1. Fermo quanto disposto dall’articolo 352 non occorre titolo abilitativo edilizio per la realizzazione di opere del Ministero della difesa ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
  2. Si applica l’articolo 106 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, per le opere che si eseguono a cura del genio militare.

 

Art. 354 Disciplina paesaggistica delle opere del Ministero della difesa

 

  1. Agli alloggi di servizio per il personale militare e alle opere destinate alla difesa nazionale, incidenti su immobili o aree sottoposti a tutela paesaggistica, si applica l’articolo 147 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio.

 

Art. 355 Valorizzazione ambientale degli immobili militari

 

  1. Il Ministero della difesa, nel rispetto del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, allo scopo di soddisfare le proprie esigenze energetiche, nonché per conseguire significative misure di contenimento degli oneri connessi e delle spese per la gestione delle aree interessate, può, fatti salvi i diritti dei terzi, affidare in concessione o in locazione, o utilizzare direttamente, in tutto o in parte, i siti militari, le infrastrutture e i beni del demanio militare o a qualunque titolo in uso o in dotazione all’Esercito italiano, alla Marina militare, all’Aeronautica militare e all’Arma dei carabinieri, con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell’energia, della sicurezza e dell’affidabilità del sistema, nonché della flessibilità e della diversificazione dell’offerta, nel quadro degli obiettivi comunitari in materia di energia e ambiente. Resta ferma l’appartenenza al demanio dello Stato.
  2. Non possono essere utilizzati ai fini del comma 1 i beni immobili individuati ai sensi dell’articolo 27, comma 13-ter, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, e dell’articolo 307, comma 2.
  3. Ai fini di cui al comma 1, il Ministero della difesa, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la regione interessata, nel rispetto dei princìpi e con le modalità previsti dal codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche con particolare riferimento all’articolo 17 del medesimo codice, e successive modificazioni, può stipulare accordi con imprese a partecipazione pubblica o private. All’accordo sono allegati un progetto preliminare e uno studio di impatto ambientale che attesti la conformità del progetto medesimo alla normativa vigente in materia di ambiente.
  4. Il proponente, contemporaneamente alla presentazione del progetto preliminare al Ministero della difesa e al Ministero dello sviluppo economico, presenta al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ovvero alla regione territorialmente competente, istanza per la valutazione di impatto ambientale, ovvero per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, se previste dalla normativa vigente.
  5. Il Ministero della difesa, quale amministrazione procedente, convoca una conferenza di servizi per l’acquisizione delle intese, dei concerti, dei nulla osta o degli assensi comunque denominati delle altre amministrazioni, che svolge i propri lavori secondo le modalità di cui agli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, anche con riferimento alle disposizioni concernenti il raccordo con le procedure di valutazione di impatto ambientale. Restano ferme le competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in merito all’accertamento della conformità delle opere alle prescrizioni delle norme di settore e dei piani urbanistici ed edilizi. Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, se previsto, è reso in base alla normativa vigente.
  6. La determinazione finale della conferenza di servizi di cui al comma 6 costituisce provvedimento unico di autorizzazione, concessione, atto amministrativo, parere o atto di assenso comunque denominato.
  7. Il Ministero della difesa, ai fini di quanto previsto dal comma 1, può usufruire per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta secondo le modalità di cui al comma 4, dell’articolo 27, della legge 23 luglio 2009, n. 99, anche per impianti di potenza superiore a 200 kW.

 

Capo II

Ambiente

Art. 356 Disciplina applicabile – Rinvio

 

  1. Fatto salvo quanto disposto dagli articoli seguenti, e ove non diversamente disposto dalle norme in materia ambientale, ai beni e alle attività dell’amministrazione della difesa e delle Forze armate si applicano le vigenti norme in materia di ambiente nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare. I limiti di compatibilità e le esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare sono valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici.
  2. Nel corso di attività addestrative od operative militari condotte all’estero in Paesi extracomunitari, l’amministrazione della difesa osserva le disposizioni di tutela ambientale e della salute al cui rispetto sarebbe tenuta nel territorio nazionale, nei limiti di compatibilità con le esigenze dell’addestramento e delle attività operative in territorio estero, e nel rispetto di quanto disposto dal diritto pubblico locale. Sono salve diverse convenzioni internazionali, diversi accordi con le competenti autorità locali o diverse regole fissate nell’ambito della missione all’estero.

 

Art. 357 Attività addestrative e tutela ambientale

 

  1. L’amministrazione della difesa, nell’ambito delle aree in uso esclusivo delle Forze armate, può stipulare convenzioni con amministrazioni o enti, allo scopo di regolamentare attività finalizzate alla tutela ambientale, fatta salva la destinazione d’uso delle aree medesime necessarie per il perseguimento dei fini istituzionali della difesa. Allo stesso scopo promuove lo sviluppo di metodologie alternative alle attività addestrative reali quale la simulazione operativa. Le modalità applicative dell’intervento a tutela e l’individuazione dei beni da salvaguardare sono demandate alla valutazione congiunta dei soggetti stipulanti la convenzione, sulla base delle direttive emanate dal segretario generale della difesa.
  2. Se le aree addestrative non demaniali e i poligoni semipermanenti od occasionali insistono nell’area di parchi nazionali e regionali o nelle aree sottoposte a tutela ambientale, l’utilizzazione e il mantenimento conservativo dei siti si attuano a mezzo di protocolli d’intesa tra l’amministrazione della difesa, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Corpo forestale dello Stato e l’Ente gestore del parco.

 

Art. 358 Valutazione ambientale strategica e valutazione di impatto ambientale

 

  1. Ai sensi dell’articolo 6, comma 4, lettera a), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono comunque esclusi dal campo di applicazione di detto decreto i piani e i programmi destinati esclusivamente a scopi di difesa nazionale caratterizzati da somma urgenza o coperti dal segreto di Stato.
  2. Ai sensi dell’articolo 6, comma 10, del decreto legislativo n. 152 del 2006, l’autorità competente in sede statale valuta caso per caso i progetti relativi a opere e interventi destinati esclusivamente a scopo di difesa nazionale ai fini della valutazione di impatto ambientale. L’esclusione di tali progetti dal campo di applicazione del decreto legislativo n. 152 del 2006, se ciò possa pregiudicare gli scopi della difesa nazionale, è determinata con decreto del Ministro della difesa e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
  3. Ai sensi dell’articolo 182, comma 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, e con il procedimento ivi previsto, sono esclusi dalla procedura di valutazione di impatto ambientale, per le opere ivi previste, gli interventi destinati alla difesa nazionale in vista di un pericolo imminente.

 

Art. 359 Gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati

 

  1. Ai sensi dell’articolo 184, comma 5-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i sistemi d’arma, i mezzi, i materiali e le infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale, individuati con decreto del Ministero della difesa, nonché la gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica dei siti ove sono immagazzinati i citati materiali, sono disciplinati dalla parte quarta del decreto legislativo n. 152 del 2006, con procedure speciali da definirsi con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro della salute. I magazzini, i depositi e i siti di stoccaggio nei quali sono custoditi i medesimi materiali e rifiuti sono soggetti alle autorizzazioni e ai nulla osta previsti dal medesimo decreto interministeriale.
  2. Ai sensi dell’articolo 185, comma 1, lettera b), numero 3, del decreto n. 152 del 2006, non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta di detto decreto, in quanto regolati da altre disposizioni normative che assicurano tutela ambientale e sanitaria, i materiali esplosivi in disuso.

 

Art. 360 Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

 

  1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, sono escluse dall’ambito di applicazione del citato decreto le apparecchiature connesse alla tutela di interessi essenziali della sicurezza nazionale, le armi, le munizioni e il materiale bellico, purché destinati a fini specificatamente militari.

 

Art. 361 Inquinamento atmosferico

 

  1. Ai sensi dell’articolo 272, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il titolo I della parte V del citato decreto, relativo alla prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività, non si applica agli impianti destinati alla difesa nazionale.

 

Art. 362 Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose

 

  1. Ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, sono esclusi dall’applicazione del citato decreto gli stabilimenti, gli impianti o i depositi militari.
  2. Ai sensi dell’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo n. 334 del 1999, il gestore (come definito dall’articolo 3, comma 1, lettera d), del citato decreto) può chiedere alla regione di non diffondere le parti del rapporto di sicurezza di cui all’articolo 8 del citato decreto che contengono informazioni riservate che si riferiscono alla difesa nazionale. (278)

(278) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 363 Limiti di zolfo nei combustibili per uso marittimo, riduzione degli scarichi in mare e protezione da inquinamento marino (279)

 

  1. I limiti relativi al tenore di zolfo nei combustibili a uso marittimo, previsti dall’articolo 295 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non si applicano, ai sensi del comma 13, lettera a) del citato articolo 295, ai combustibili utilizzati dalle navi da guerra, come definite dall’articolo 292, comma 2, lettera s), del citato decreto legislativo, e da altre navi in servizio militare se le rotte non prevedono l’accesso a porti in cui sono presenti fornitori di combustibili conformi a tali limiti o, comunque, se il relativo rifornimento può pregiudicare le operazioni o le capacità operative; in tale secondo caso il comandante informa il Ministero della difesa dei motivi della scelta.

1-bis. Continuano ad applicarsi alle navi militari da guerra o ausiliarie le disposizioni in materia di impianti per la raccolta di rifiuti e di antinquinamento, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, e all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202. Con il decreto del Ministro della difesa di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 182 del 2003 sono stabilite le misure necessarie ad assicurare che le navi militari da guerra ed ausiliarie conferiscano i rifiuti e i residui del carico in conformità alla normativa vigente in materia, tenuto conto delle specifiche prescrizioni tecniche previste per le medesime navi e delle caratteristiche di ogni classe di unità. Si applica, altresì, l’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190. (280)

(279) Rubrica così sostituita dall’art. 2, comma 1, lett. r), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(280) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. r), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. l), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 364 Inquinamento acustico

 

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 11, legge 26 ottobre 1995, n. 447, la prevenzione e il contenimento acustico nelle aree esclusivamente interessate da installazioni militari e nelle attività delle Forze armate sono definiti mediante specifici accordi dai comitati misti paritetici di cui all’articolo 322.

 

Art. 365 Inquinamento acustico derivante da aeroporti e aeromobili militari (281)

 

  1. Ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 17 gennaio 2005, n. 13, il citato decreto si applica agli aeroporti militari aperti al traffico civile, limitatamente al traffico di aeromobili civili, nei quali è rilevato un superamento dei limiti acustici stabiliti dalle vigenti norme per le zone di rispetto individuate in attuazione dell’articolo 3, comma 1, lettera m), numero 3), della legge 26 ottobre 1995, n. 447. (282)
  2. Il decreto legislativo n. 13 del 2005 non si applica alle emissioni acustiche dei voli militari e ai voli effettuati a cura del Ministero della difesa per fini di preminente interesse pubblico, di sicurezza nazionale, di emergenza, di soccorso.

(281) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(282) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 366 Inquinamento elettromagnetico

 

  1. Ai sensi dell’articolo 2, commi 3 e 4, legge 22 febbraio 2001, n. 36, nei riguardi delle Forze armate le norme di detta legge sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze al servizio espletato, individuate con il decreto di cui all’articolo 4, comma 2, lettera a), della legge n. 36 del 2001.
  2. Restano ferme le competenze in materia di sicurezza e salute dei lavoratori attribuite dalle disposizioni vigenti ai servizi sanitari e tecnici istituiti per le Forze armate; i predetti servizi sono competenti altresì per le aree riservate od operative e per quelle che presentano analoghe esigenze individuate con il decreto di cui al comma 1.
  3. Ai sensi dell’articolo 8, comma 5, della legge n. 36 del 2001, le attività di competenza delle Regioni, elencate nell’articolo 8, comma 1, di detta legge, riguardanti aree interessate da installazioni militari sono definite mediante specifici accordi dai comitati misti paritetici di cui all’articolo 322.
  4. Ai sensi dell’articolo 14, comma 3, della legge n. 36 del 2001, i controlli di competenza dei comuni all’interno degli impianti fissi o mobili destinati alle attività istituzionali delle Forze armate è disciplinato dalla specifica normativa di settore. Resta fermo in particolare, quanto previsto per le Forze armate dagli articoli 3 e 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

 

Art. 367 Efficienza degli usi finali dell’energia e servizi energetici

 

  1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, il decreto legislativo n. 115 del 2008 si applica alle Forze armate limitatamente al titolo II, capo IV del citato decreto legislativo e solamente nella misura in cui l’applicazione del citato decreto non è in contrasto con la natura e l’obiettivo primario delle attività delle Forze armate e a eccezione dei materiali utilizzati esclusivamente a fini militari.

 

Art. 368 Accesso all’informazione ambientale e difesa nazionale

 

  1. Ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, l’accesso all’informazione ambientale è negato quando la divulgazione dell’informazione reca pregiudizio alla difesa nazionale.
  2. Ai sensi degli articoli 29-ter, comma 2, e 29-quater, comma 14, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la domanda di autorizzazione integrata ambientale deve contenere l’indicazione delle informazioni che ad avviso del gestore non devono essere diffuse per ragioni di difesa nazionale, tenendo conto delle indicazioni di cui all’articolo 39 della legge 3 agosto 2007, n. 124. In tale caso il richiedente fornisce all’autorità competente anche una versione della domanda priva delle informazioni riservate, ai fini dell’accessibilità al pubblico. L’autorità competente può sottrarre all’accesso le informazioni, in particolare quelle relative agli impianti militari di produzione di esplosivi di cui al punto 4.6 dell’allegato VIII alla Parte II al decreto legislativo n. 152 del 2006, se ciò si rende necessario per l’esigenza di salvaguardare, ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e relative norme di attuazione, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale. (283)

(283) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. m), nn. 1) e 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 369 Danno ambientale

 

  1. Ai sensi dell’articolo 303, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la parte sesta del citato decreto:
  2. a) non riguarda il danno ambientale o la minaccia imminente di tale danno cagionati da atti di conflitto armato, atti di ostilità, guerra civile, insurrezione;
  3. b) non si applica alle attività svolte in condizioni di necessità e aventi come scopo esclusivo la difesa nazionale o la sicurezza internazionale.

 

Titolo VIII

Requisizioni in tempo di guerra o di grave crisi internazionale

Capo I

Disciplina generale delle requisizioni in tempo di guerra o di grave crisi internazionale

Sezione I

Ambito di applicazione temporale e beni requisibili

Art. 370 Ambito di applicazione

 

  1. Le disposizioni del presente capo si applicano:
  2. a) quando è ordinata l’applicazione, in tutto o in parte, della legge di guerra, se il provvedimento, che ordina detta applicazione, non dispone diversamente;
  3. b) in caso di mobilitazione generale o parziale, se il provvedimento, che ordina la mobilitazione, non dispone diversamente;
  4. c) in caso di grave crisi internazionale, se non diversamente disposto nel provvedimento che la dichiara. (284)
  5. Alle requisizioni di aeromobili si applicano le disposizioni dettate dal presente capo per la requisizione dei beni mobili.
  6. Le disposizioni del presente capo non si applicano alle requisizioni:
  7. a) dei quadrupedi, dei veicoli e dei natanti per le Forze armate dello Stato, cui si applica il capo II del presente titolo;
  8. b) delle navi mercantili e dei galleggianti, cui si applica il capo III del presente titolo;
  9. c) delle merci che si trovano nel territorio dello Stato in attesa del giudizio del Tribunale delle prede, o comunque in conseguenza di misure dipendenti dal diritto di preda o di controllo, cui si applica la legge di guerra.

(284) Lettera così corretta da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126.

 

Art. 371 Categorie generali dei beni requisibili

 

  1. Sono requisibili:
  2. a) le cose immobili e mobili, comprese le aziende;
  3. b) le invenzioni;
  4. c) i servizi individuali e collettivi.
  5. Sotto la denominazione di beni, si intendono compresi le cose, le invenzioni, e i servizi indicati nel comma 1.

 

Art. 372 Beni non requisibili per cause soggettive

 

  1. Non sono requisibili:
  2. a) i beni appartenenti o in uso alla Presidenza della Repubblica;
  3. b) i beni in uso di rappresentanze diplomatiche o consolari di Stati esteri o dei capi e del personale di esse, sempre che si tratti di persone che non esercitano il commercio;
  4. c) i beni in uso di rappresentanze diplomatiche di Governi esteri presso la Santa Sede o dei capi e del personale di esse, sempre che si tratti di persone che non esercitano il commercio;
  5. d) i beni in uso di Istituti internazionali o di loro delegati e funzionari, ai quali siano estese le immunità diplomatiche;
  6. e) le cose appartenenti a stranieri escluse da requisizione in virtù di accordi internazionali;
  7. f) gli immobili indicati negli articoli 13, 14, commi 1 e 2, e 15, del Trattato dell’11 febbraio 1929 fra l’Italia e la Santa Sede, nonché i mobili che vi si trovano.
  8. Gli immobili indicati nell’art. 14, comma 3, del Trattato di cui al comma 1, lettera f), o quelli adibiti a sede degli istituti pontifici menzionati nell’articolo 16, comma 1, dello stesso Trattato non possono essere requisiti se non previo accordo con la Santa Sede.
  9. Sono esenti dalla requisizione di servizi:
  10. a) i dignitari della Chiesa e le persone indicate nell’articolo 10, commi 1 e 2, del Trattato di cui al comma 1, lettera f);
  11. b) gli agenti diplomatici di Stati esteri presso il Governo italiano e gli inviati di Governi esteri presso la Santa Sede;
  12. c) i delegati e funzionari di Istituti internazionali, di cui alla lettera d) del comma 1;
  13. d) i consoli di Stati esteri e gli stranieri per i quali tale esenzione è stabilita da accordi internazionali.
  14. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con i Ministri interessati, possono essere esclusi da requisizione anche altri beni, per ragioni di opportunità nei rapporti internazionali.

 

Art. 373 Beni non requisibili per cause oggettive

 

  1. Non sono requisibili:
  2. a) gli edifici aperti al culto, nonché le cose consacrate al culto e comunque destinate all’esercizio di esso;
  3. b) gli edifici direttamente destinati a un fine di pubblica assistenza o beneficenza;
  4. c) i locali dove sono custodite casse pubbliche;
  5. d) i locali occupati da comunità religiose;
  6. e) i locali occupati da collegi femminili.
  7. Tuttavia, in caso di urgente necessità, le autorità, che hanno il potere di ordinare requisizioni, possono assoggettare le cose suindicate a requisizione, previi accordi con l’Ordinario diocesano, per quanto concerne i beni indicati nel comma 1, lettera a), e, in ogni altro caso, con il prefetto.
  8. Gli edifici di istituti scolastici o educativi appartenenti allo Stato o ad altri enti pubblici, possono essere, previi accordi con le autorità scolastiche, requisiti soltanto per essere destinati a uso di caserme, di alloggi militari o di ospedali di riserva, se non è possibile trovare altri edifici adatti a tale scopo; esclusi, in ogni caso, i locali destinati a musei, gabinetti scientifici e biblioteche.
  9. I beni in uso delle amministrazioni dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, o direttamente destinati all’esercizio di servizi pubblici, anche se concessi a privati, nonché gli attrezzi, i materiali, le scorte e le riserve direttamente destinati ai servizi stessi o alla esecuzione di opere pubbliche, possono essere requisiti soltanto con l’assenso dell’amministrazione interessata.

 

Art. 374 Beni culturali e archivi

 

  1. I beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, appartenenti a enti pubblici, non possono essere requisiti se non in caso di assoluta necessità, previo assenso del Ministro per i beni e le attività culturali, il quale può subordinare l’assenso a determinate condizioni per l’uso della cosa.
  2. Il comma 1 si applica relativamente ai beni culturali appartenenti a privati, che hanno formato oggetto di notifica della dichiarazione di interesse culturale ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché relativamente alle raccolte scientifiche, e, in genere, culturali, appartenenti a privati, che siano soggette a pubblico uso o godimento.
  3. Non possono essere requisiti, finché dura tale loro destinazione, gli immobili, che sono sede di raccolte culturali, che appartengono a enti pubblici, ovvero a privati, se è intervenuta la notifica di cui al comma 2 o che sono soggette a pubblico uso o godimento, ovvero di raccolte di interesse scientifico, o, in genere culturali, appartenenti a privati, che sono soggette a pubblico uso o godimento.
  4. Le disposizioni del comma 3 si applicano anche agli immobili che siano sede di archivi appartenenti allo Stato, ad altri enti pubblici, alle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, agli istituti di credito, di diritto pubblico e alle associazioni sindacali e degli archivi privati, che hanno formato oggetto di notifica della dichiarazione di interesse culturale ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

 

Art. 375 Beni paesaggistici

 

  1. I beni paesaggistici di cui all’articolo 136, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i quali è intervenuta la dichiarazione di notevole interesse pubblico, non possono essere requisiti se non in caso di assoluta necessità, previo assenso del Ministro per i beni e le attività culturali, il quale può subordinare l’assenso a determinate condizioni per l’uso della cosa.
  2. In caso di requisizione di beni di cui all’articolo 136 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i quali non è intervenuta la dichiarazione di notevole interesse pubblico, il Ministro per i beni e le attività culturali può prescrivere le opportune cautele per l’uso della cosa requisita.

 

Art. 376 Persone esenti dalla requisizione di servizi

 

  1. Sono esenti dalla requisizione di servizi:
  2. a) i minori di età;
  3. b) le persone, se uomini che hanno compiuto settanta anni, se donne che hanno compiuto sessanta anni;
  4. c) coloro che sono riconosciuti inabili a prestare il servizio richiesto;
  5. d) ogni altra persona che è esentata per particolari disposizioni di legge.

 

Art. 377 Dispensa dalla requisizione

 

  1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, possono essere stabilite dispense da requisizione, relativamente a determinati beni o categorie di beni, per imprescindibili bisogni dell’industria, dell’agricoltura, del commercio o per altre necessità.

 

Sezione II

Requisizione di immobili e di aziende

Art. 378 Cose immobili

 

  1. Gli immobili possono essere requisiti solo in uso.
  2. La requisizione si estende, salva esclusione espressa nell’ordine di requisizione:
  3. a) alle cose che costituiscono pertinenza dell’immobile requisito ai sensi dell’articolo 817 del codice civile;
  4. b) alle cose di cui all’articolo 812, comma 2 del codice civile.
  5. I mobili che si trovano nell’immobile requisito sono compresi nella requisizione, solo se ne è stata fatta espressa menzione nell’ordine predetto.

 

Art. 379 Poteri dell’autorità che usa l’immobile

 

  1. L’autorità che usa l’immobile può dare a esso la destinazione che reputa più opportuna, e può anche eseguirvi nuove opere.

 

Art. 380 Aziende e stabilimenti

 

  1. La requisizione delle aziende o degli stabilimenti si estende, se l’ordine di requisizione non stabilisce diversamente, a tutto quanto è destinato all’esercizio di essi.

 

Art. 381 Miniere e cave

 

  1. La requisizione delle miniere e delle cave si estende, salva espressa indicazione diversa, a quanto è destinato all’esercizio di esse, all’arricchimento e all’elaborazione delle sostanze minerali, come impianti fissi interni ed esterni, edifici, strade, teleferiche, ferrovie e filovie, mezzi di trasporto, macchinari.

 

Art. 382 Impianti elettrici

 

  1. La requisizione degli impianti per produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica si estende, salva espressa indicazione diversa, alle opere, edifici, impianti, macchinari, linee e, in genere, a ogni materiale destinato all’esercizio dell’impianto requisito.

 

Art. 383 Linee di comunicazione

 

  1. La requisizione delle reti ferroviarie, tramviarie e simili, e delle linee di navigazione interna e di navigazione aerea si estende, salva espressa indicazione diversa, agli edifici, agli impianti e al materiale che siano destinati all’esercizio delle reti o delle linee requisite.

 

Art. 384 Legnami

 

  1. Le requisizioni per l’approvvigionamento dei legnami possono avere per oggetto il soprasuolo dei boschi, i tagli boschivi in corso di esecuzione, gruppi di piante, di alberature, piante sparse per la produzione di legname da ardere o da lavoro, legname da opera e da ardere e carbone vegetale, in qualsiasi fase di allestimento, nonché qualunque altro bene destinato alla produzione, alla lavorazione, al deposito e al trasporto dei legnami.

 

Art. 385 Poteri dell’autorità nella requisizione di aziende

 

  1. Nei casi di requisizione di aziende e stabilimenti, miniere e cave, impianti elettrici, linee di comunicazione, legnami, l’autorità, che ha emanato l’ordine di requisizione può assumere direttamente la gestione dell’azienda o dello stabilimento, ovvero provvedervi per mezzo della persona che ne aveva l’esercizio al momento della requisizione, o di altra persona, ente o ufficio.
  2. Può anche eseguire opere occorrenti a mantenere e, se necessario, ad aumentare l’efficienza dell’azienda o dello stabilimento o dare all’azienda o allo stabilimento una destinazione diversa da quella che aveva al momento della requisizione.
  3. La requisizione può essere estesa anche alle prestazioni di tutto o di parte del personale addetto all’azienda o allo stabilimento.
  4. Fuori del caso previsto dal comma 3, tutti coloro che in qualità di dirigenti, impiegati o lavoratori manuali, sono destinati dalle aziende o dagli stabilimenti al servizio requisito, hanno l’obbligo di prestare la loro opera.

 

Art. 386 Requisizione dei prodotti

 

  1. La requisizione può avere per oggetto, anziché l’azienda o lo stabilimento o la cava o la miniera o l’azienda forestale, i prodotti esistenti o futuri, comprendendosi fra essi anche l’energia elettrica producibile. In tal caso, l’ordine di requisizione indica la quantità, il luogo, il modo e il tempo della consegna dei prodotti.
  2. L’autorità che procede alla requisizione può controllare l’esercizio dell’azienda o dello stabilimento al fine di garantire l’esecuzione dell’ordine di requisizione.

 

Sezione III

Requisizione di beni mobili

Art. 387 Cose mobili requisibili

 

  1. Sono requisibili:
  2. a) le materie prime;
  3. b) i materiali di qualsiasi natura;
  4. c) le merci, derrate, generi alimentari di qualsiasi natura, bestiame e foraggi;
  5. d) le macchine, strumenti e utensili di qualsiasi genere;
  6. e) l’energia elettrica, idraulica, a vapore o comunque prodotta.

 

Art. 388 Cose consumabili

 

  1. Le cose mobili, che con l’uso sono consumate o alterate nella sostanza, sono requisibili solo in proprietà.

 

Art. 389 Cose non consumabili

 

  1. Le cose mobili, che con l’uso non sono distrutte né alterate nella sostanza, sono requisibili in uso o in proprietà. Sono requisibili in uso, quando esse possono essere rilasciate nel termine massimo di sei mesi e nella stessa località in cui furono requisite, o in altra località quando l’interessato vi consenta.
  2. Alla scadenza del termine la requisizione in uso si trasforma in requisizione in proprietà:
  3. a) se l’amministrazione ritiene di trattenere definitivamente la cosa;
  4. b) se l’amministrazione reputa di non poter ancora effettuare la restituzione e l’interessato non consente alla proroga del termine;
  5. c) se l’interessato non consente di ricevere la cosa in località diversa da quella in cui fu requisita.

 

Sezione IV

Requisizione di invenzioni

Art. 390 Oggetto della requisizione delle invenzioni e procedimento

 

  1. Salve le disposizioni concernenti l’espropriazione o l’uso dei diritti di brevetto per invenzioni nell’interesse della difesa militare del Paese o per altre ragioni di pubblica utilità, le invenzioni possono essere requisite in proprietà, a tempo determinato o indeterminato, oppure in uso esclusivo o non esclusivo.
  2. Il provvedimento di requisizione è emanato dal Ministro interessato.
  3. Quando è presentata istanza di autorizzazione ai sensi dell’articolo 198 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, il Ministero interessato, se ritiene che l’invenzione è utile alla difesa militare o comunque allo Stato, emana il provvedimento di requisizione, e ne trasmette copia al Ministero dello sviluppo economico, il quale provvede alla notificazione.
  4. Nel caso di requisizione in uso non esclusivo, il divieto di alienare, applicare, divulgare ovunque e quello di depositare presso Stati esteri invenzioni, o comunque di rivelare notizie relative alle medesime, può essere imposto con provvedimento del Ministero interessato, per la durata da questo stabilita.
  5. Il Ministero interessato, anche se non ritiene di emanare l’ordine di requisizione, può vietare l’alienazione, l’applicazione, la divulgazione ovunque, come pure il deposito presso Stati esteri dell’invenzione per un periodo di cinque mesi dalla data della notificazione del divieto.

 

Art. 391 Invenzione depositata in Italia

 

  1. Se l’invenzione è stata depositata in Italia agli effetti del rilascio del brevetto, il richiedente non può alienarla, applicarla, divulgarla né depositarla presso Stati esteri, se non sono trascorsi almeno sessanta giorni dalla data del deposito; fermi i poteri attribuiti dalle disposizioni vigenti al Ministero della difesa per il vincolo del segreto dei brevetti interessanti la difesa nazionale.

 

Sezione V

Requisizione di servizi

Art. 392 Servizi requisibili

 

  1. E’ requisibile qualsiasi servizio intellettuale o manuale.
  2. L’ordine di requisizione può riguardare:
  3. a) l’opera di persone determinate;
  4. b) l’opera di tutti coloro che appartengono alle categorie indicate nell’ordine di requisizione.

 

Art. 393 Servizi di enti, società o associazioni

 

  1. Quando la requisizione ha per oggetto servizi di enti, società o associazioni, il provvedimento relativo importa, per tutti coloro che, in qualità di dirigenti, impiegati o lavoratori manuali, sono destinati dall’ente, società o associazione al servizio requisito, l’obbligo di prestare la loro opera.

 

Art. 394 Obbligo di dare indicazioni

 

  1. Chiunque, per ragioni d’ufficio o di professione, d’industria o di commercio, è in grado di indicare le persone idonee a compiere determinati servizi, dà le indicazioni richiestegli dall’autorità, secondo le modalità e nel termine da essa stabiliti.

 

Sezione VI

Disposizioni comuni

Art. 395 Precettazione

 

  1. L’autorità competente può far precedere l’ordine di requisizione dalla precettazione. Questa importa l’obbligo di tenere il bene precettato a disposizione dell’amministrazione.
  2. Se, nel termine di quindici giorni dalla notificazione della precettazione non si procede alla requisizione, la persona cui è stata intimata la precettazione riacquista la disponibilità del bene precettato.
  3. La precettazione non attribuisce al precettato alcun diritto a indennizzo.

 

Art. 396 Cose deteriorabili

 

  1. Se vi è pericolo che le cose precettate si deteriorano, il detentore ne dà avviso, anche telegrafico, all’autorità precettante; se entro tre giorni dall’avviso non è ordinata la requisizione, il detentore riacquista la disponibilità delle cose precettate.

 

Art. 397 Effetti dell’ordine di requisizione

 

  1. L’amministrazione acquista la proprietà della cosa requisita o il diritto a farne uso dal momento della notificazione dell’ordine di requisizione.
  2. Qualsiasi contestazione, anche in sede giurisdizionale, non sospende l’esecutorietà dell’ordine di requisizione.
  3. Il detentore, sotto la sua personale responsabilità, custodisce le cose requisite sino alla consegna.
  4. La requisizione è effettuata nei confronti del detentore del bene, senza alcuna responsabilità dell’amministrazione verso gli aventi diritto sul bene requisito. Tuttavia il detentore, sotto la sua responsabilità, è tenuto a dare a essi immediata comunicazione dell’ordine di requisizione ricevuto.

 

Art. 398 Risoluzione dei contratti stipulati anteriormente alla requisizione

 

  1. L’ordine di requisizione risolve di diritto qualsiasi contratto che ha per oggetto il bene requisito, se l’esecuzione del contratto non è compatibile con l’esecuzione dell’ordine di requisizione. L’ordine di requisizione libera di diritto il proprietario da qualsiasi obbligazione nei confronti di terzi. La risoluzione dei contratti non dà luogo a rimborso di spese né a risarcimento di danni a favore di chiunque.
  2. Se la requisizione cessa prima della scadenza convenuta o prorogata del contratto, il contraente che aveva l’uso o il godimento del bene requisito ha diritto a riavere tale uso o godimento, fino al termine convenuto o prorogato del contratto, alle stesse condizioni precedenti, salve le modificazioni legali eventualmente intervenute.

 

Art. 399 Denuncia obbligatoria

 

  1. Le autorità competenti a ordinare la requisizione possono imporre a coloro, che detengono a qualunque titolo cose requisibili, l’obbligo di denunciarne la quantità, con le modalità e nei termini che saranno di volta in volta stabiliti.

 

Art. 400 Obblighi del sindaco

 

  1. I Sindaci hanno l’obbligo di collaborare per tutto quanto riguarda le requisizioni, in particolare mettendo a disposizione il personale dipendente per le necessarie ricerche, e fornendo notizie e informazioni anche ai fini di un’equa ripartizione, fra gli abitanti, delle prestazioni richieste.

 

Sezione VII

Autorità competenti

Art. 401 Autorità militari

 

  1. I generali di corpo d’armata, di divisione e di brigata dell’Esercito italiano, e dei corrispondenti gradi della Marina militare, dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei carabinieri, nei limiti della propria circoscrizione territoriale, hanno il potere di ordinare requisizioni nell’interesse delle Forze armate dello Stato.
  2. I comandanti indicati nel comma 1 provvedono d’intesa coi prefetti.
  3. Alle requisizioni suindicate provvedono le commissioni previste dall’articolo 403 o, quando non siano costituite, i comandi dipendenti dai comandanti menzionati nel comma 1.
  4. In caso di urgente necessità qualsiasi comandante di corpo o di reparto di truppa o qualsiasi altro capo servizio può, sotto la sua personale responsabilità, ordinare requisizioni di beni occorrenti ai bisogni giornalieri del corpo, reparto o servizio che da lui dipende. In tal caso una copia dell’ordine di requisizione è immediatamente trasmessa, per via gerarchica, ai comandi competenti ai sensi del comma 1.

 

Art. 402 Autorità civili

 

  1. Hanno il potere di ordinare requisizioni le amministrazioni centrali dello Stato, previe intese fra di loro, provvedendovi a mezzo dei prefetti e degli organi da essi dipendenti, i quali in tal caso prenderanno accordi con i prefetti.
  2. In caso di urgente necessità i prefetti possono ordinare, di propria iniziativa, requisizioni.

 

Art. 403 Commissioni di requisizione

 

  1. Il Ministro della difesa, previa intesa con gli altri Ministri interessati, può istituire commissioni di requisizione, determinandone la sede, il numero dei componenti e la rispettiva competenza per materia e per territorio. Possono essere nominate commissioni miste in caso di requisizioni che interessano più Forze armate.
  2. I membri delle commissioni sono nominati dalle autorità militari che hanno il potere di ordinare requisizioni.
  3. Le commissioni sono presiedute da ufficiali, possibilmente superiori, e sono composte con ufficiali, nonché rappresentanti delle categorie professionali designati fra persone esperte dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Nel caso di requisizione di legnami, fa parte della commissione un funzionario del Corpo forestale dello Stato; nel caso di requisizione di beni indicati negli articoli 380, 381, 382, 383 fa parte un ingegnere dell’Agenzia del territorio.
  4. I membri delle commissioni miste sono nominati di concerto fra i Comandi competenti alle requisizioni.

 

Art. 404 Collaborazione con altri organi

 

  1. Ogni autorità competente a emanare ordini di requisizione si avvale, salvi i casi di urgente necessità, della collaborazione degli organi tecnici ed economici che sono all’uopo indicati dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Art. 405 Comunicazioni all’autorità civile e accordi per l’esecuzione

 

  1. Gli incaricati dell’esecuzione delle requisizioni, in ogni caso, danno avviso al sindaco del comune in cui si trovano gli immobili, le aziende e gli stabilimenti da requisire, o, quando trattasi dei beni indicati negli articoli 373, 374, 375, agli uffici pubblici interessati. Se non ostano ragioni di urgenza, prendono, ai fini dell’esecuzione, preventivi accordi con il sindaco e con gli uffici predetti.

 

Sezione VIII

Procedimento

Art. 406 Destinatari dell’ordine di requisizione

 

  1. L’ordine di requisizione può essere diretto a singole persone o a determinate categorie di persone: in questo secondo caso può essere reso noto con pubblico manifesto.

 

Art. 407 Contenuto dell’ordine di requisizione

 

  1. L’ordine di requisizione contiene, di regola, le seguenti indicazioni:
  2. a) autorità per conto della quale la requisizione è effettuata;
  3. b) organo che procede alla requisizione;
  4. c) beni che formano oggetto della requisizione;
  5. d) persone alle quali l’ordine è diretto;
  6. e) termine entro il quale la persona intimata deve adempiere l’ordine di requisizione, e modalità relative;
  7. f) se la requisizione è in proprietà o in uso;
  8. g) data dell’ordine di requisizione; firma dell’autorità che lo emana.
  9. Per le requisizioni in uso, l’ordine ne indica, possibilmente, anche la prevedibile durata.

 

Art. 408 Forma e notificazione dell’ordine di requisizione

 

  1. L’ordine di requisizione è staccato da apposito registro, diviso in tre parti. La prima è conservata dall’autorità che esegue la requisizione; la seconda è consegnata, per notificazione, alla persona cui l’ordine è diretto o, in sua assenza, ai suoi familiari o alle persone addette al suo servizio. In caso di mancanza o di assenza di questi, la notificazione si considera eseguita con la consegna della seconda parte suindicata all’ufficio di segreteria del comune. La terza parte, sottoscritta dalla persona che riceve l’ordine è anch’essa conservata dall’autorità che esegue requisizione.

 

Art. 409 Rilascio della ricevuta

 

  1. L’autorità che esegue le requisizioni rilascia senza indugio agli interessati ricevuta scritta del bene requisito.
  2. La ricevuta, distaccata da apposito registro, contiene le seguenti indicazioni:
  3. a) autorità che ha ordinato la requisizione;
  4. b) descrizione sommaria del bene requisito;
  5. c) data e firma.
  6. La ricevuta indica l’importo dell’indennità dovuta per il bene requisito. Se ciò non è possibile, è emanato successivamente l’ordine di pagamento con l’indicazione dell’importo anzidetto.

 

Art. 410 Trasporto delle cose requisite

 

  1. Il trasporto delle cose requisite dal luogo dove si trovano al momento della requisizione è fatto a cura e spese dell’autorità procedente, la quale può anche requisire i mezzi a ciò necessari.

 

Art. 411 Processo verbale

 

  1. In caso di requisizione in uso, si provvede, a cura dell’autorità procedente, alla redazione di un processo verbale, in duplice originale, in cui si fa la descrizione sommaria detta cosa requisita.
  2. Il processo verbale è redatto in presenza del detentore o, in sua assenza, in presenza del sindaco o di un suo delegato.
  3. Uno degli originali del processo verbale è consegnato all’interessato e, se questi rifiuta di riceverlo o è assente, al sindaco o a chi ne fa le veci.
  4. Quando trattasi di immobili, aziende o stabilimenti, al processo verbale sono uniti, se possibile, gli atti estimativi, i disegni, le fotografie e gli altri documenti illustrativi che si ritengono necessari per comprovare la consistenza dei beni requisiti.
  5. La compilazione del processo verbale può omettersi, quando trattasi di requisizione di immobili per la durata non superiore a trenta giorni purché il locale non debba essere sgombrato e il detentore non debba allontanarsene; ovvero quando trattasi di requisizione di cose mobili di valore non eccedente il valore di euro 1.000,00.

 

Art. 412 Esecuzione d’ufficio

 

  1. In caso di inosservanza degli ordini di requisizione, l’autorità può provvedere d’ufficio all’esecuzione degli ordini medesimi, salva l’applicazione delle sanzioni penali.
  2. Ai fini di tale esecuzione, l’autorità può accedere, sia di giorno sia di notte, anche in luoghi chiusi, facendo, all’occorrenza, forzare le porte esterne e interne.
  3. Negli atti di esecuzione d’ufficio è necessario l’intervento del sindaco, o di un suo delegato, e la presenza di due testimoni da esso designati.
  4. Dell’esecuzione d’ufficio è redatto processo verbale, in duplice originale, di cui uno è rimesso al sindaco.

 

Sezione IX

Requisizioni (285)

Art. 413 Disposizioni generali

 

  1. Nella zona delle operazioni, i competenti comandi di grandi unità possono, in qualunque momento, ordinare requisizioni, per provvedere ai bisogni delle Forze armate.
  2. Per tali requisizioni si applicano le disposizioni della presente sezione, se è altrimenti disposto con bandi militari e, in quanto non provvedono le disposizioni della presente sezione o dei bandi, si osservano quelle delle altre sezioni del presente capo.

(285) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. n), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248. Precedentemente la rubrica era la seguente: “Requisizioni nella zona delle operazioni”.

 

Art. 414 Commissioni di requisizione

 

  1. Le requisizioni sono ordinate dagli organi direttivi dei servizi d’armata ed eseguite per mezzo di commissioni da essi costituite.
  2. Dette commissioni, per la redazione dei verbali di consegna e riconsegna d’immobili, aziende o stabilimenti, nonché per la determinazione delle relative indennità conseguenti alle effettuate requisizioni, sono coadiuvate da personale tecnico dell’Agenzia del territorio e del Genio militare.

 

Art. 415 Requisizioni per la Marina militare e per l’Aeronautica militare

 

  1. Alle requisizioni interessanti unità e servizi della Marina militare e dell’Aeronautica militare, dislocati nella zona delle operazioni, possono provvedere, rispettivamente, i competenti Comandi mobilitati della Marina militare e dell’Aeronautica militare retti da ammiragli o da generali, previi accordi con i comandi di grandi unità dell’Esercito italiano competenti sul territorio ove le requisizioni si effettuano, e sotto il controllo dell’alto comando dell’Esercito italiano.

 

Art. 416 Requisizione da parte dei comandanti di reparto

 

  1. Nei casi di urgenza, i comandanti di grandi unità possono, con disposizione speciale e temporanea, autorizzare i comandanti di truppa a procedere direttamente a requisizione di risorse locali.

 

Art. 417 Casi di eccezionale urgenza

 

  1. Nei casi di eccezionale urgenza e limitatamente al bisogno, la requisizione di risorse locali può essere ordinata anche dall’ufficiale di grado più elevato, che ha il comando di un reparto o di un servizio sul posto.

 

Art. 418 Modalità per l’esecuzione delle requisizioni

 

  1. Se non è possibile avvalersi degli organi indicati nell’articolo 404, le autorità che procedono alla requisizione possono richiedere l’intervento diretto del sindaco, per ripartire le prestazioni richieste tra gli abitanti e per consegnare all’autorità militare le cose requisite.

 

Art. 419 Commissioni di controllo

 

  1. Presso i Comandi di grande unità è costituita una commissione di controllo per le requisizioni.
  2. Essa provvede:
  3. a) a confermare o a rivedere le indennità stabilite provvisoriamente dagli organi che hanno proceduto alla requisizione;
  4. b) a regolarizzare, su domanda dell’interessato, la requisizione eseguita senza l’osservanza delle forme prescritte;
  5. c) ad accertare le eventuali responsabilità di agenti dell’amministrazione militare, per irregolarità da essi eventualmente commesse e per i danni relativi, e a procedere ai conseguenti addebiti, salva la competenza della Corte dei conti.

 

Sezione X

Liquidazione e pagamento delle indennità

Art. 420 Indennità

 

  1. Per ogni requisizione è corrisposta una giusta indennità che è liquidata dall’autorità procedente, secondo i criteri stabiliti dagli articoli della presente sezione.
  2. Il pagamento dell’indennità è effettuato senza indugio; quando non si possa determinare l’indennità al momento della requisizione, l’autorità procedente può disporre il pagamento di una somma a titolo di acconto.

 

Art. 421 Indennità per aziende e stabilimenti

 

  1. L’indennità per la requisizione delle aziende o stabilimenti è liquidata dalle commissioni di requisizione. Se alla requisizione ha proceduto un’autorità civile, l’indennità è liquidata dall’amministrazione centrale nell’interesse della quale la requisizione è stata effettuata ed è stabilita in base a perizia di una commissione di cinque membri nominata dall’amministrazione interessata. Di tale commissione fa parte un tecnico dell’Agenzia del territorio e un rappresentante dell’associazione di categoria di cui l’azienda e lo stabilimento fa parte.

 

Art. 422 Indennità per immobili

 

  1. L’indennità per la requisizione degli immobili è ragguagliata al reddito normale che l’immobile è atto a produrre, tenuto anche conto delle cose indicate nel comma 3 dell’articolo 378.
  2. Inoltre, per l’asportazione dall’immobile delle cose non comprese nell’ordine di requisizione, è accordata al detentore dell’immobile medesimo un’indennità commisurata alle normali spese di trasporto nell’ambito dello stesso comune.

 

Art. 423 Indennità per beni mobili requisiti in proprietà

 

  1. L’indennità per la requisizione di mobili in proprietà, se non si tratta di cose per le quali l’amministrazione competente ha stabilito i prezzi a norma delle disposizioni vigenti, è determinata in base ai prezzi di mercato desunti dai listini esistenti presso le Camere di commercio, o, in mancanza, in base alla media dei prezzi correnti sul luogo negli ultimi trenta giorni. Quando si tratta di cose che non hanno un prezzo corrente, si tiene conto dei prezzi fatti nelle ultime contrattazioni.
  2. In ogni caso, l’indennità è adeguata allo stato d’uso e alla qualità dei beni.

 

Art. 424 Indennità per i mobili requisiti in uso

 

  1. L’indennità per la requisizione in uso di mobili è ragguagliata all’interesse legale sul valore venale dell’oggetto.

 

Art. 425 Indennità per cose indispensabili per l’esercizio di industrie, commercio, professioni

 

  1. Se la cosa requisita in uso è mezzo indispensabile per l’esercizio di un’industria, di un commercio o di una professione e non può essere prontamente e facilmente sostituita, ovvero è troppo onerosa la sostituzione, è corrisposta, per una volta sola, oltre l’indennità per l’uso della cosa, un’indennità supplementare proporzionata alla presumibile durata della requisizione e, in nessun caso, eccedente l’importo di un’annualità dell’interesse legale sul valore venale della cosa.

 

Art. 426 Indennità per requisizione di invenzioni

 

  1. L’indennità per la requisizione di invenzioni, ancorché non brevettate, è liquidata dal Ministero della difesa che dispone la requisizione, d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico.
  2. Per i divieti di alienazione, applicazione, divulgazione e deposito presso Stati esteri non è dovuta alcuna indennità, salvo che i divieti hanno per oggetto invenzioni requisite in uso non esclusivo. In tal caso l’indennità è liquidata ai sensi del comma 1.

 

Art. 427 Indennità per requisizione di servizi

 

  1. L’indennità per la requisizione di servizi è stabilita tenendo presenti le tariffe stabilite a norma delle leggi vigenti.

 

Art. 428 Fondi per il pagamento delle indennità

 

  1. Le commissioni procedono al pagamento delle indennità di requisizione:
  2. a) in zona territoriale mediante ordinativi su aperture di credito disposte a favore dei presidenti delle commissioni stesse presso le competenti direzioni territoriali del Ministero dell’economia e delle finanze;
  3. b) nella zona delle operazioni, mediante ordinativi tratti sulle casse militari.
  4. Per somme di piccola entità, il pagamento può essere direttamente effettuato dalle commissioni stesse sui fondi prelevabili in contanti. Il limite delle somme che possono essere pagate direttamente e di quelle da prelevarsi a tale scopo è stabilito dall’autorità da cui la commissione dipende.
  5. I presidenti delle commissioni di requisizione, nella gestione dei fondi loro assegnati, assumono la qualifica, le attribuzioni e le responsabilità dei funzionari delegati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.

 

Art. 429 Modalità di pagamento

 

  1. L’indennità di requisizione è pagata alla persona nei cui confronti la requisizione è stata effettuata, restando l’amministrazione esonerata da qualsiasi responsabilità verso gli aventi diritto sul bene requisito. Tuttavia colui che riceve il pagamento ne versa immediatamente l’importo all’avente diritto.
  2. Nel caso di requisizione in uso eccedenti la durata di un mese, l’indennità può essere corrisposta a rate mensili posticipate.
  3. Le prestazioni personali che durano più di sette giorni sono pagate alla fine di ciascuna settimana.

 

Art. 430 Quietanza del pagamento

 

  1. La ricevuta rilasciata a norma dell’articolo 409 è consegnata, all’atto del pagamento, all’agente pagatore, il quale la trattiene dopo averla fatta firmare per quietanza. La stessa disposizione si applica nel caso in cui è emanato separato ordine di pagamento a norma del comma 3 dello stesso articolo 409.
  2. Nel caso di pagamento eseguito direttamente dalla commissione, la seconda parte del foglio di ricevuta non è consegnata al creditore, ma è allegata al rendiconto, munita della quietanza.

 

Art. 431 Effetti della riscossione dell’indennità

 

  1. La riscossione dell’indennità di requisizione costituisce acquiescenza e comporta rinuncia a qualunque impugnazione, amministrativa o giurisdizionale, sia avverso l’ordine di requisizione sia avverso la determinazione della indennità.

 

Sezione XI

Restituzione delle cose requisite in uso

Art. 432 Restituzione degli immobili, delle aziende e dei stabilimenti

 

  1. Appena cessata la necessità che aveva determinata la requisizione, gli immobili, le aziende o stabilimenti sono senza indugio restituiti.

 

Art. 433 Preavviso di restituzione dell’immobile, azienda o stabilimento

 

  1. Se non è stata indicata la durata dell’uso, la restituzione dell’immobile, azienda o stabilimento è preceduta da un preavviso notificato all’interessato entro un congruo termine che, quando si tratta di azienda o stabilimento in esercizio, non può essere minore di otto giorni.

 

Art. 434 Processo verbale di restituzione

 

  1. Al momento della restituzione è compilato, a cura degli organi tecnici competenti, un nuovo processo verbale, sulla scorta di quello redatto all’atto dell’occupazione, facendo menzione delle variazioni avvenute, per effetto di deterioramenti, spostamenti o per qualsiasi altra modificazione dipendente dall’occupazione.
  2. Dal processo verbale risultano tutti gli elementi atti a dirimere le questioni già sorte o che potessero sorgere con l’interessato, nei riguardi dell’occupazione, specialmente in merito alla determinazione dell’eventuale compenso da corrispondersi per qualsivoglia motivo.

 

Art. 435 Miglioria senza alterazione del bene

 

  1. Se, in seguito a nuove opere, l’immobile, l’azienda o lo stabilimento requisito è aumentato di valore, senza alterare la primitiva struttura in rapporto alla destinazione che l’immobile, l’azienda o lo stabilimento aveva al momento della requisizione, l’avente diritto non può opporsi a ricevere la cosa requisita ed è tenuto a corrispondere all’erario la somma minore tra lo speso e il migliorato. A tale scopo, l’amministrazione che ha proceduto alla requisizione determina detta somma, indicando la somma spesa e quella che l’amministrazione dichiara corrispondere all’effettiva miglioria. Il provvedimento è comunicato all’avente diritto.

 

Art. 436 Miglioria con alterazione del bene

 

  1. Quando le nuove opere hanno alterato la primitiva struttura in rapporto alla destinazione che l’immobile, l’azienda o lo stabilimento aveva al momento della requisizione, l’amministrazione che vi ha proceduto, se non intende provvedere al ripristino, invita l’avente diritto a dichiarare, nel termine di sessanta giorni dalla notificazione, se intende ricevere la cosa nello stato in cui si trova, pagando la somma minore tra quella che l’amministrazione dichiara di aver speso e quella che la stessa amministrazione dichiara corrispondere all’effettiva miglioria. Il provvedimento è comunicato all’avente diritto.
  2. Se l’interessato, nel termine suindicato, non dichiara di voler corrispondere la somma determinata dall’amministrazione a norma del comma 1, il Ministro dell’economia e delle finanze, entro sei mesi dalla scadenza del termine fissato nell’invito predetto, può disporre, con suo decreto, che la cosa passi in proprietà dello Stato, dietro pagamento di un’indennità corrispondente al valore che essa aveva al momento della requisizione. Con lo stesso decreto è determinata anche l’indennità.

 

Art. 437 Nuove opere senza miglioria

 

  1. Quando le nuove opere non hanno recato alcun miglioramento all’immobile, all’azienda o allo stabilimento requisito, l’amministrazione che ha proceduto alla requisizione, ove non intenda provvedere al ripristino, restituisce la cosa nello stato in cui si trova, salvo indennizzo per l’eventuale diminuzione di valore, a norma degli articoli seguenti.

 

Art. 438 Indennità speciale per il deprezzamento

 

  1. Se durante il periodo della requisizione la cosa ha subito logorio o deterioramento in misura eccedente quella derivante dall’uso normale del bene stesso, alle indennità indicate nella sezione X del presente capo è aggiunta una speciale indennità corrispondente al maggior deprezzamento della cosa.
  2. Nei casi previsti dal comma 2 dell’articolo 389 e quando la cosa mobile per effetto dell’uso è divenuta inservibile, è corrisposta un’indennità ragguagliata al prezzo della cosa nel momento della requisizione, oltre gli interessi legali su detto prezzo da tale momento a quello del pagamento, dedotto quanto l’interessato ha ricevuto a titolo di indennità per la requisizione in uso.

 

Art. 439 Spese per il ripristino

 

  1. Se l’amministrazione intende provvedere al ripristino, ha facoltà di eseguire direttamente le opere necessarie, ovvero di corrispondere l’importo all’avente diritto.

 

Art. 440 Riscossione dei crediti dell’amministrazione

 

  1. I crediti dell’amministrazione sono riscossi con le forme stabilite per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato.
  2. A richiesta dell’interessato, l’amministrazione può consentire la ripartizione in rate o in annualità del pagamento delle somme da esso dovute.

 

Sezione XII

Tutela giurisdizionale

Art. 441 Tutela giurisdizionale (286)

 

  1. La cognizione delle controversie in ordine ai requisiti di cui al presente Capo è devoluta al giudice ordinario per quanto attiene alla liquidazione delle indennità; la tutela davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo.

(286) Articolo così sostituito dall’art. 3, comma 25, lett. a) dell’Allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, a decorrere dal 16 settembre 2010, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2, comma 1 del medesimo D.Lgs. 104/2010.

 

Sezione XIII

Disposizioni penali

Art. 442 Omessa custodia di cose requisite

 

  1. Il detentore della cosa requisita, che omette di custodirla fino alla consegna, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 21,00 a euro 103,00.
  2. Per casi più gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene dell’arresto e dell’ammenda nei limiti indicati nel comma 1.

 

Art. 443 Omissione di denuncia o denuncia inesatta

 

  1. Chiunque, senza giustificato motivo, non ottempera all’ordine di fare, nei modi e nei termini stabiliti, la denuncia prevista dall’articolo 399 o la fa inesattamente, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10,00 a euro 516,00.
  2. Nei casi più gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene dell’arresto e dell’ammenda, nei limiti di cui al comma 1.

 

Art. 444 Inadempimento dell’ordine di precettazione o requisizione

 

  1. Chiunque distrae, occulta o in qualsiasi modo dissimula una cosa, al fine di impedire la precettazione o la requisizione, ovvero, senza giustificato motivo, non ottempera, in tutto o in parte, all’ordine di precettazione o di requisizione, dato dall’autorità competente, o comunque ne impedisce od ostacola l’esecuzione, è punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino a euro 310,00.
  2. Se il fatto è commesso per colpa, si applica la multa fino a euro 207,00.

 

Art. 445 Alterazione dello stato di immobili o aziende requisiti

 

  1. Chiunque, senza l’autorizzazione dell’autorità che ha ordinato la requisizione, altera o modifica, in qualsiasi modo, lo stato degli immobili, aziende o stabilimenti requisiti, è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a euro 516,00.
  2. Nei casi più gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene dell’arresto e dell’ammenda, nei limiti di cui al comma 1.

 

Art. 446 Alterazione di documenti o notizie

 

  1. Chiunque, per sottrarre in tutto o in parte, alla precettazione o alla requisizione di beni, che ne possono formare oggetto, presenta libri o documenti contraffatti o alterati, è punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino a euro 310,00.
  2. Chiunque, allo scopo suindicato, fornisce alle autorità competenti indicazioni mendaci, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 103,00.
  3. Se sono fornite, per colpa, indicazioni non conformi alla verità, si applica la multa fino a euro 31,00.

 

Art. 447 Sottrazione o danneggiamento di cose requisite

 

  1. Chiunque, fuori dei casi previsti dagli altri articoli della presente sezione, sottrae, distrae, sopprime, occulta, dissimula, sostituisce, disperde, distrugge o altrimenti rende inservibili, in tutto o in parte, o deteriora le cose requisite e affidate alla sua custodia, o di cui è proprietario, è punito secondo le disposizioni dell’articolo 334 del codice penale.
  2. Se il fatto è avvenuto o è stato agevolato per colpa, si applica la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a euro 310,00.

 

Art. 448 Consegna della cosa prima dell’apertura del dibattimento

 

  1. Nei casi previsti dagli articoli della presente sezione, se il colpevole, prima dell’apertura del dibattimento, consegna la cosa, la pena è diminuita da un sesto a un terzo.

 

Art. 449 Applicazione, divulgazione e deposito presso Stati esteri di invenzioni

 

  1. Chiunque aliena, applica o divulga un’invenzione o la deposita presso Stati esteri, ovvero rivela notizie relative alla medesima senza l’autorizzazione prevista dall’articolo 390, o prima che siano trascorsi i periodi di tempo indicati negli articoli 390 e 391, ovvero dopo l’avvenuta requisizione, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 516,00.
  2. Con la stessa pena è punito chiunque aliena, applica, divulga o deposita all’estero un’invenzione, ovvero rivela notizie relative alla medesima in violazione di alcuno dei divieti indicati nell’articolo 390.

 

Art. 450 Rifiuto di prestazione di servizi

 

  1. Chiunque, senza giustificato motivo, rifiuta di ottemperare a un ordine legalmente dato di compiere un servizio individuale o collettivo, è punito con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda fino a euro 516,00.
  2. Si applica l’ammenda fino a euro 516,00 ai dirigenti, impiegati, operai che non ottemperano all’obbligo di cui all’articolo 385, comma 4 e di cui all’articolo 393.

 

Art. 451 Rifiuto di dare indicazioni

 

  1. Chiunque non ottempera all’obbligo previsto dall’articolo 394, è punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a euro 310,00.
  2. Se il colpevole dà informazioni mendaci, è punito con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda fino a euro 620,00.
  3. Se il colpevole è pubblico ufficiale, la pena è aumentata fino al doppio.
  4. Se sono date, per colpa, informazioni non corrispondenti alla verità, si applica l’ammenda fino a euro 52,00.

 

Art. 452 Reati più gravi

 

  1. Le disposizioni della presente sezione non si applicano se i fatti da essa previsti costituiscono un più grave reato ai sensi delle leggi vigenti.

 

Art. 453 Competenza dei tribunali militari

 

  1. Durante lo stato di guerra, i reati previsti nella presente sezione sono di competenza dei tribunali militari, e, per i procedimenti penali relativi, nei casi in cui si ritenga di infliggere la sola pena pecuniaria, può provvedersi con decreto penale, secondo le norme del codice penale militare di pace.

 

Art. 454 Omissione di comunicazioni agli aventi diritto

 

  1. Il detentore, che non ottempera verso gli aventi diritto all’obbligo previsto dal comma 4 dell’articolo 397, è punito, su querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103,00.

 

Capo II

Disciplina speciale delle requisizioni di quadrupedi, veicoli e natanti di acqua dolce in caso di guerra o di grave crisi internazionale

Sezione I

Ambito, oggetto e procedimento

Art. 455 Ambito e oggetto – Disciplina applicabile

 

  1. Nei casi previsti dall’articolo 370, comma 1, possono essere requisiti, in proprietà o in uso, per i bisogni delle Forze armate dello Stato, i seguenti beni e le prestazioni connesse indicate nel presente capo:
  2. a) i cavalli, i muli e altri quadrupedi da soma o da tiro, senza distinzione di sesso e loro bardature;
  3. b) i veicoli ordinari a trazione animale, i veicoli a motore a trazione meccanica, nonché i loro eventuali rimorchi, le trattrici e le locomotive stradali coi rispettivi rimorchi;
  4. c) le biciclette d’ogni sorta a motore e semplici;
  5. d) i natanti d’ogni specie, adibiti alla navigazione dei fiumi, laghi e lagune delle diverse regioni, atti al trasporto di persone, animali o cose, di portata non inferiore ai cinque quintali, con la rispettiva attrezzatura.
  6. Sotto la denominazione di «capi» si intendono designate indistintamente tutte le cose indicate nel comma 1.
  7. Ogni capo può essere requisito se si trova nel territorio dello Stato, se appartiene a cittadini italiani, ovvero a stranieri residenti in Italia, ed è idoneo al servizio militare.
  8. Alla requisizione dei natanti di acqua dolce si applicano le disposizioni del presente capo, tranne per quanto riguarda le indennità e le altre somme spettanti a proprietari e detentori, cui si applicano le disposizioni del capo III del presente titolo.
  9. Per la tutela giurisdizionale, si applica l’articolo 441.

 

Art. 456 Capi non requisibili

 

  1. Non sono requisibili:
  2. a) i capi appartenenti ai soggetti indicati nell’articolo 372, comma 1, lettere da a) a e);
  3. b) i quadrupedi appartenenti agli ufficiali delle Forze armate dello Stato in servizio effettivo e degli ufficiali richiamati dal congedo, sempreché siano usati personalmente e nei limiti del numero attribuito dalla legge alla loro carica e grado;
  4. c) gli automezzi e i natanti in dotazione dell’amministrazione della pubblica sicurezza;
  5. d) gli stalloni appartenenti allo Stato o di pertinenza delle regioni o loro consorzi per il compito dell’incremento ippico;
  6. e) le giumente di puro sangue e quelle brade indome, destinate esclusivamente alla riproduzione;
  7. f) i soggetti da riproduzione e da allevamento (fattrici, puledri) facente parte delle stazioni speciali di monta selezionate.
  8. Le giumente con puledri lattanti o riconosciute pregne sono escluse da requisizione, ma non dalle riviste e dalle dichiarazioni di cui agli articoli seguenti.
  9. Sono altresì esenti da requisizione, ma non dalla rivista e dalle dichiarazioni, di cui ai seguenti articoli, gli automezzi in dotazione alla Croce rossa italiana e all’Associazione dei cavalieri italiani del sovrano militare ordine di Malta. E’ però in facoltà delle autorità militari di requisire l’aliquota di automezzi che eventualmente risultasse esuberante alle necessità degli Enti predetti.
  10. I capi di proprietà delle amministrazioni dello Stato possono essere requisiti soltanto con l’assenso delle amministrazioni interessate.
  11. I capi di proprietà privata adibiti a trasporti postali e al servizio telefonico possono essere requisiti soltanto con l’assenso dei soggetti titolari. A tale scopo sono compilate annualmente le liste dei mezzi di trasporto adibiti ai servizi postali e di telecomunicazioni che sono esentati dalla precettazione e conseguentemente dalla requisizione.
  12. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, per imprescindibili bisogni dell’industria, dell’agricoltura, del commercio o per altre necessità possono essere stabilite dispense da requisizione, relativamente a determinati capi o categorie di capi.

 

Art. 457 Ambito territoriale e competenza

 

  1. La requisizione può essere estesa a tutto il territorio della Repubblica o limitata a parte di esso, può essere generale per ogni capo o circoscritta ad alcuni.
  2. Essa è ordinata dal Ministro della difesa, sentito il Consiglio dei Ministri.

 

Art. 458 Effetti dell’ordine di requisizione

 

  1. Trascorse ventiquattro ore dalla pubblicazione o dalla notificazione personale dell’ordine di requisizione, non è più ammessa l’alienazione, sotto qualsiasi forma, dei capi dichiarati idonei al servizio militare.
  2. Tale divieto resta fermo, se non è revocato con analoga disposizione del Ministro della difesa.

2-bis. Qualsiasi contestazione, anche in sede giurisdizionale, non sospende l’esecutorietà dell’ordine di requisizione. (287)

(287) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. o), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 459 Obblighi dei destinatari della requisizione

 

  1. Ogni proprietario dei quadrupedi, veicoli e natanti chiamati a requisizione è tenuto a farne la presentazione nel luogo, giorno e ora fissati con apposito manifesto, o con ordine di presentazione personale.

 

Art. 460 Selezione dei capi da requisire

 

  1. La scelta dei capi da requisire è fatta per categoria da una o più commissioni provinciali nominate dalla competente autorità militare e costituite ognuna da un ufficiale superiore dell’Esercito italiano, che la presiede, da un delegato della Camera di commercio e da un esperto scelto dalla stessa autorità militare.
  2. Nel caso di requisizione di veicoli, fa parte della commissione, quale consulente, anche un delegato del P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) e l’esperto è scelto dalla suddetta autorità militare, fra una terna di nomi designati dal presidente della sede dell’Automobile club d’Italia e individuati possibilmente tra persone che rivestono la qualifica di ufficiale delle Forze armate dello Stato, in servizio permanente effettivo o in congedo.

 

Art. 461 Indennità di requisizione e altre somme spettanti in caso di requisizione in proprietà

 

  1. Le commissioni provinciali fissano una giusta indennità per ogni capo da requisire basandosi – ove possibile – sul prezzo corrente di mercato.
  2. Nel caso di requisizione in proprietà spettano al proprietario:
  3. a) l’indennità di cui al comma 1;
  4. b) l’eventuale quota di cui all’articolo 469;
  5. c) il valore del carburante eventualmente contenuto nei serbatoi degli autoveicoli all’atto del prelevamento.
  6. Spettano inoltre:
  7. a) al proprietario di autoveicoli e carri rimorchio requisiti un’indennità corrispondente alla tassa di circolazione già soddisfatta, limitatamente alla quota parte relativa ai mesi interi che intercorrono fra la data di requisizione e la scadenza della rata soddisfatta;
  8. b) al proprietario di autocarro e rispettivo rimorchio al quale venga requisita la sola motrice, un indennizzo pari a un ventesimo del prezzo di stima, attribuito alla motrice, per il rimorchio non requisito.
  9. Per effetto dell’avvenuta requisizione decade automaticamente, dal giorno stesso in cui la requisizione ha avuto luogo, ogni contratto assicurativo relativo al capo requisito; le società assicuratrici non possono applicare penalità per l’anticipata risoluzione del contratto determinata da requisizione.
  10. Le società assicuratrici hanno l’obbligo di rimborsare la quota parte dei premi anticipati e non ancora goduti, riferiti al periodo decorrente dal primo del mese successivo alla data dell’avvenuta requisizione.
  11. Il proprietario del capo requisito chiede il rimborso dovutogli su presentazione di certificato rilasciato dalla competente commissione e che attesti l’avvenuta requisizione del capo predetto.

 

Art. 462 Precettazione

 

  1. L’autorità militare può fare intimare al proprietario di un quadrupede, veicolo o natante, il precetto preventivo, per effetto del quale il capo precettato può essere sottoposto a requisizione.
  2. In tal caso il proprietario del capo precettato ha l’obbligo di conservare il «precetto preventivo» e l’«avviso personale» successivamente inviatogli dall’autorità militare; in caso di perdita deve avvisarne, entro ventiquattro ore, l’autorità militare stessa.
  3. L’autorità militare ha inoltre facoltà di intimare il precetto preventivo per quanto riguarda le prestazioni occorrenti per trasporti da eseguire nell’interesse delle Forze armate, di quadrupedi, veicoli e natanti.
  4. Il capo precettato può essere sempre venduto, permutato o altrimenti ceduto dal proprietario, se non è indetta la requisizione o non è pervenuto a questi avviso personale di presentazione; il proprietario ne informa entro le ventiquattro ore l’autorità militare che lo ha precettato.
  5. Il proprietario di autoveicoli o natanti a motore è tenuto altresì a informare, entro le ventiquattro ore, l’autorità militare delle trasformazioni avvenute nei capi precettati, delle sostituzioni di targhe, dei cambiamenti di dimora o di indirizzo anche nell’interno della stessa città.
  6. Il proprietario che vende, cede e permuta un capo precettato ha l’obbligo di informare il nuovo proprietario che il detto capo trovasi sotto vincolo della precettazione, e, a proprio discarico, ha il diritto di esigere dal nuovo proprietario attestazione scritta della effettuata notificazione. In mancanza di tale attestazione la effettuata notificazione può essere fatta risultare da prova testimoniale.
  7. Il nuovo proprietario è sottoposto al vincolo della precettazione senza bisogno di nuovo precetto, per giorni sessanta dalla data in cui è venuto in possesso del capo precettato, salva facoltà dell’autorità di intimare altro precetto intestato al nuovo proprietario.
  8. L’autorità militare può sospendere l’alienazione dei capi precettati anche prima di indire la requisizione e di notificare l’avviso personale di presentazione; la sospensione ha effetto sino alla revoca.

 

Art. 463 Verbale

 

  1. All’atto della requisizione, sia essa in proprietà o in uso, oppure di prestazioni, la commissione provinciale redige un verbale contenente la particolareggiata descrizione del capo prelevato, l’indennità di requisizione e la dimostrazione delle somme spettanti al proprietario per l’avvenuta requisizione.
  2. La parte è invitata a sottoscrivere il verbale con facoltà di farvi inserire le proprie eventuali osservazioni.

 

Art. 464 Requisizione in uso

 

  1. La requisizione può farsi in uso, sulla base della precettazione preventiva, per il tempo ritenuto necessario a giudizio insindacabile dell’autorità militare. In tal caso è corrisposta al proprietario l’indennità di requisizione in uso di cui all’articolo 465.
  2. Trascorsi due mesi dall’avvenuta requisizione, il proprietario del capo requisito può chiedere, dimostrando di non poter senza grave danno sopportare ulteriormente la requisizione in uso, la trasformazione di essa in requisizione in proprietà.
  3. Per la durata della requisizione in uso i contratti assicurativi sono sospesi. Essi riprendono automaticamente il loro corso alla data di restituzione del capo precettato e la scadenza è prorogata di un periodo uguale alla durata della requisizione stessa.
  4. La restituzione del capo requisito in uso è effettuata nello stesso luogo del prelevamento, ovvero in altro luogo ogni qualvolta la parte interessata accetti di provvedere essa al ritiro.
  5. Nel caso in cui durante il tempo della requisizione il capo requisito ha subito un deterioramento maggiore di quello ordinariamente dipendente dall’uso normale di esso, al proprietario è liquidata una maggiore indennità in corrispondenza del deterioramento verificatosi, indennità che, se del caso, può raggiungere la totalità dell’indennità di requisizione di cui all’articolo 461, comma 1 dedotte le quote già corrisposte per l’uso e il valore d’uso del capo al momento della restituzione.

 

Art. 465 Indennità di requisizione in uso

 

  1. Nel caso di requisizione in uso l’indennità per i capi requisiti è corrisposta a rate quindicinali posticipate e composta degli elementi indicati nei commi seguenti.
  2. Per i veicoli a motore a trazione meccanica si computa:
  3. a) una quota giornaliera stabilita dal Ministero della difesa, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con quello dello sviluppo economico, secondo si tratti di autovetture, ovvero di autobus o di autocarri, suddivisi questi ultimi in categorie per le portate nelle seguenti: fino a 25 quintali; oltre 25 fino a 40 quintali; oltre 40 fino a 60 quintali; oltre 60 quintali. Analogamente è stabilita la quota giornaliera per motociclo, motocarrozzetta, motocarro, motofurgoncino o altro qualsiasi capo da requisire in suo;
  4. b) una quota pure giornaliera da stabilirsi dalla commissione provinciale nella misura non superiore allo 0,05 per cento del prezzo di mercato fissato per la requisizione in proprietà;
  5. c) il rimborso in quota giornaliera, e limitatamente alla durata dell’uso, della tassa di circolazione già soddisfatta;
  6. d) un’indennità giornaliera per ogni rimorchio non requisito in misura stabilita in relazione alla portata dei rimorchi, dall’autorità di cui alla lettera a) del presente comma;
  7. e) il valore del carburante eventualmente contenuto nei serbatoi degli autoveicoli all’atto del prelevamento;
  8. f) l’eventuale quota di cui all’articolo 469.
  9. Per i quadrupedi, carreggio, finimenti, e bardature si computa una quota giornaliera – per cavallo o mulo – per carretta – per finimento, stabilita secondo le norme che saranno emanate dall’autorità di cui alla lettera a) del comma 2.

 

Art. 466 Indennità in caso di trasformazione di requisizione in uso in requisizione in proprietà

 

  1. Quando una requisizione in uso è trasformata in proprietà spetta al proprietario l’ammontare delle somme che gli sarebbero state corrisposte se la requisizione fosse stata in proprietà fin dall’inizio, aumentato dall’interesse legale dal giorno del prelevamento a quello del pagamento o del deposito, diminuito di quanto è stato corrisposto a titolo di uso.

 

Art. 467 Requisizione senza precettazione

 

  1. Le autorità militari dell’Esercito italiano e della Marina militare di grado non inferiore a comandanti di divisione e i comandanti di zona aerea territoriale possono ordinare di procedere alle requisizioni sia in uso sia in proprietà senza la preventiva precettazione e senza il preavviso di presentazione, secondo le norme del presente articolo.
  2. L’esecuzione degli ordini di requisizione è affidata alla commissione provinciale ovvero, quando questa non è costituita, a una commissione composta di tre ufficiali di corpi, uffici, istituti o stabilimenti dipendenti dall’autorità dalla quale sono emanati gli ordini di requisizione e da quest’ultima nominata.
  3. La commissione incaricata dell’esecuzione degli ordini dà per iscritto al proprietario o detentore della cosa da requisire l’ordine di requisizione sotto forma di precetto personale indicando nel medesimo la cosa da requisire e il luogo e ora della consegna.
  4. Il prezzo o l’indennità di requisizione sono determinati dalle commissioni secondo le norme stabilite per i vari casi dal presente capo e sono comunicati con l’ordine di requisizione o con provvedimento successivo.
  5. Il prezzo o l’indennità sono attribuiti al detentore se esso è anche il proprietario della cosa requisita. In caso contrario sono attribuiti al detentore e al proprietario insieme, con buono unico, intestato a entrambi se essi sono d’accordo. Se manchi tale accordo o il proprietario non è conosciuto o è assente, sono depositati alla Cassa depositi e prestiti, perché ciascuno di essi faccia valere le proprie ragioni secondo le norme di diritto comune.
  6. Della requisizione eseguita in base al presente articolo si redige certificato inviato a colui che l’ha soddisfatta e di cui si tiene nota in apposito registro.
  7. Salvi i casi di urgente necessità, la commissione che requisisce si avvale della collaborazione degli organi che sono all’uopo indicati dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Art. 468 Requisizione di prestazioni

 

  1. Le autorità militari non inferiori a comandanti di divisione e i comandanti delle zone aeree territoriali possono requisire, valendosi delle stesse commissioni di cui all’articolo 467, le prestazioni occorrenti per i trasporti da eseguire nell’interesse delle Forze armate, a mezzo di quadrupedi, veicoli e natanti.
  2. L’ordine è dato per iscritto sotto forma di precetto personale ai proprietari o detentori di fatto di quadrupedi, veicoli e natanti, sempreché detti proprietari o detentori esercitino un’industria di trasporto o comunque si trovino, a giudizio dell’autorità militare, in condizioni di poter corrispondere alla richiesta. Detto precetto indica, secondo i casi, la specie, il titolo, la potenza e la portata del mezzo di trasporto specificando anche, nei limiti del prevedibile, la durata approssimativa della prestazione.
  3. Il proprietario o detentore precettato soddisfa le prestazioni requisite o personalmente o mediante suoi incaricati, con quadrupedi, veicoli o natanti di sua scelta, purché rispondenti ai requisiti indicati nel precetto, e con personale di condotta e di servizio di sua fiducia, restando a suo esclusivo carico di provvedere a quanto possa occorrere per la regolare esecuzione del trasporto ordinatogli.
  4. Se il proprietario o detentore precettato per le prestazioni di cui nel presente articolo ha in corso contratti di locazione d’opera con persone addette al servizio di quadrupedi, alla condotta e al servizio dei veicoli e natanti ovvero contratti di fornitura di generi e materiali di consumo relativi a tali mezzi di trasporto, i contratti stessi continuano ad aver vigore durante la requisizione.
  5. L’indennità è stabilita dalla commissione incaricata della requisizione o con l’ordine di requisizione o con provvedimento successivo. Essa è determinata in ragione di tonnellata-chilometro per i trasporti di cose in cui ha principale importanza il peso; in ragione di chilometro per i trasporti di persone o di cose ingombranti; sotto forma di nolo giornaliero quando il mezzo di trasporto, con il personale addetto, resta a disposizione dell’autorità militare per i servizi che essa crederà compiere. Si tiene conto, secondo i casi, della specie, tipo, potenza, portata del mezzo di trasporto, del suo stato d’uso, del genere di trasporto, delle strade da percorrere, delle tariffe vigenti nel luogo e di ogni altro elemento influente sulla determinazione del giusto prezzo delle prestazioni.
  6. In caso di urgente necessità, allorquando manchi il tempo e la possibilità di ricorrere alle commissioni di cui all’articolo 467, qualsiasi autorità militare può eccezionalmente procedere alla requisizione di prestazioni occorrenti, quando ha ricevuto formale delega dal Comando del corpo d’armata e le prestazioni sono di quelle sottoposte a precetto preventivo.
  7. Nel caso di cui al comma 6 l’indennità è stabilita sempre con provvedimento successivo dalla commissione provinciale di visita e accettazione appositamente designata dal comando del corpo d’armata, sulla base degli accertamenti effettuati dall’autorità militare all’atto della requisizione e della prestazione realmente compiuta.
  8. Si applica il comma 5 dell’articolo 467.

 

Art. 469 Elevazione dell’indennità di requisizione

 

  1. L’indennità di requisizione è elevata di una quota non superiore a un decimo quando la cosa o la prestazione requisita o è mezzo al fine dell’esercizio di una industria, di un commercio, e non è prontamente sostituibile, o costituisce l’unico mezzo di sostentamento e di lavoro del proprietario.

 

Art. 470 Disponibilità e sostituzione dei capi

 

  1. I capi dichiarati idonei al servizio militare rimangono a disposizione dell’autorità militare, ancorché non requisiti.
  2. E’ però in facoltà del proprietario di offrire, in luogo capo prescelto, altro capo fra quelli di sua proprietà non requisiti, purché idoneo al medesimo servizio.
  3. Sull’offerta sostituzione decide la commissione.

 

Sezione II

Sanzioni

Art. 471 Sanzioni penali

 

  1. Chiunque distrae, occulta o in qualsiasi modo dissimula un capo al fine di impedire la precettazione o la requisizione, è punito con la reclusione da uno a quindici mesi e con la multa:
  2. a) da euro 13,00 a euro 52,00 se trattasi di bicicletta semplice o a motore;
  3. b) da euro 26,00 a euro 129,00, se trattasi di cavalli, muli e altri quadrupedi da soma o da tiro e loro bardature o di veicoli a trazione animale;
  4. c) da euro 129,00 a euro 646,00, se trattasi di veicoli a motore, a trazione meccanica, di trattrici e locomotive stradali, di rimorchi di ogni tipo, di natanti adibiti alla navigazione dei fiumi, laghi e lagune con la rispettiva attrezzatura.
  5. Le sanzioni di cui al comma 1 si applicano anche a chiunque senza giustificato motivo, non ottempera, in tutto o in parte, all’ordine di precettazione o di requisizione dato dall’autorità competente, o comunque ne impedisce od ostacola l’esecuzione.
  6. Se i fatti previsti nei commi 1 e 2 sono commessi per colpa, si applicano le multe di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 ridotte di tre quinti.
  7. Fuori dai casi previsti dai commi precedenti, chiunque, per sottrarre, in tutto o in parte, alla precettazione o alla requisizione, capi che possono formarne oggetto presenta documenti contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da uno a quindici mesi e con la multa di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1.
  8. Chiunque, allo scopo di cui al comma 4, fornisce alle autorità competenti indicazioni mendaci, è punito con la reclusione fino a sei mesi e con la multa di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1, ridotta di due quinti.
  9. Se i fatti di cui al comma 5 sono commessi per colpa, si applica la multa di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1, ridotta di quattro quinti.
  10. Tutte le sanzioni di cui al presente articolo sono raddoppiate se i reati sono commessi durante lo stato di guerra.
  11. Se il colpevole, prima dell’apertura del dibattimento, consegna il capo, la pena è diminuita di un terzo.
  12. Le disposizioni dei commi da 1 a 8 non si applicano, se i fatti da esse previsti costituiscono un reato più grave.

 

Art. 472 Competenza dei tribunali militari

 

  1. Durante lo stato di guerra, i reati previsti dalla presente sezione, sono di competenza dei tribunali militari.
  2. Nei casi in cui si ritenga di infliggere la sola pena pecuniaria, può provvedersi con decreto penale, secondo le norme di cui al codice penale militare di pace.

 

Capo III

Disciplina speciale della requisizione del naviglio mercantile in caso di guerra o di grave crisi internazionale

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 473 Presupposti e oggetto – Norme applicabili

 

  1. Nei casi previsti dall’articolo 370, comma 1, può essere disposta la requisizione delle navi nazionali, ovunque esse siano, e dei galleggianti che si trovino nelle acque territoriali dello Stato.
  2. La requisizione può avere per oggetto la proprietà della nave o del galleggiante, da parte dello Stato, oppure l’uso temporaneo della nave o del galleggiante, con o senza equipaggio, o con una parte di questo.
  3. La requisizione può essere fatta in proprietà quando per la durata, per lo scopo cui è preordinata ovvero per la natura della cosa, l’amministrazione ravvisi una sua maggiore convenienza economica.
  4. La requisizione può avere a oggetto la prestazione di trasporto obbligatorio su una nave o su un galleggiante determinato, non requisito, di un carico che ne importi la parziale utilizzazione.
  5. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha facoltà di disporre, con proprio decreto, sulle navi o galleggianti non requisiti, l’assoluta precedenza al trasporto di uomini, quadrupedi e materiali, per esigenze delle amministrazioni dello Stato, sui percorsi che dette navi o galleggianti compiono per effetto del loro normale impiego.
  6. Per la tutela giurisdizionale, si applica l’articolo 441.

 

Art. 474 Navi e galleggianti esenti dalla requisizione

 

  1. Non sono soggetti a requisizione i galleggianti appartenenti:
  2. a) ai rappresentanti diplomatici di Stati esteri e al personale lo Stato italiano e presso lo Stato della Città del Vaticano;
  3. b) ai consoli, vice consoli e agenti consolari, cittadini dello Stato che rappresentano, se è constatata l’esistenza di un trattamento di reciprocità;
  4. c) a stranieri che, in virtù di accordi internazionali, hanno diritto all’esenzione dalla requisizione.
  5. Con determinazione del Ministro degli affari esteri, di concerto con quelli della difesa e delle infrastrutture e dei trasporti, possono, per ragioni di opportunità e di cortesia internazionale, essere dichiarati esenti da requisizione altre navi o galleggianti.

 

Art. 475 Competenza

 

  1. Le requisizioni di cui all’articolo 473, commi 1, 2, e 3, sono disposte dal Ministro della difesa o dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le seguenti regole di competenza: (288)
  2. a) il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le navi da adibire a naviglio da traffico e che occorrono per soddisfare le esigenze di tutti i Ministeri e organi;
  3. b) il Ministero della difesa per le navi da inscriversi nel naviglio ausiliario dello Stato e per quelle occorrenti per le operazioni belliche e sussidiarie delle Forze armate.
  4. La requisizione di prestazioni di cui all’articolo 473, commi 4 e 5, è disposta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per esigenze proprie o su richiesta di altre amministrazioni dello Stato.
  5. Per eseguire la requisizione della nave o del galleggiante, il Ministro della difesa e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti possono delegare l’autorità militare marittima o l’autorità portuale locale.
  6. Per la requisizione di navi o galleggianti fuori delle acque territoriali dello Stato provvedono i consoli o i comandanti navali.
  7. Nei casi di urgente necessità, la requisizione può essere eseguita dalle autorità di cui al comma 3, anche senza delega, salva ratifica del competente Ministro.

(288) Alinea così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 476 Requisizione di unità per il naviglio ausiliario, per operazioni belliche e sussidiarie

 

  1. Il Ministero della difesa ha precedenza sul Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la requisizione del naviglio ausiliario e del naviglio occorrente alle operazioni belliche e sussidiarie delle Forze armate.
  2. Prima di disporre la requisizione e, nei casi di urgenza, dopo che la requisizione è stata eseguita, il Ministero della difesa ne dà notizia al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Se la nave da requisire è normalmente adibita a una linea sovvenzionata dallo Stato, o a linee libere regolari, la requisizione è disposta dal Ministero della difesa, previa intesa, salvo i casi di urgenza, col Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. Salvo i casi di urgenza, per le navi e i galleggianti di proprietà privata in uso delle amministrazioni dello Stato o direttamente destinati all’esercizio di servizi pubblici, anche se concessi a privati, o all’esecuzione di opere pubbliche dello Stato, la requisizione è disposta previa intesa con l’amministrazione interessata.

 

Art. 477 Uffici di requisizione presso i Ministeri della difesa e delle infrastrutture e dei trasporti

 

  1. Per l’esercizio di tutte le attribuzioni demandate ai Ministeri della difesa e delle infrastrutture e dei trasporti relativamente alla requisizione di navi o di galleggianti possono essere costituiti presso i Ministeri stessi speciali uffici, secondo le necessità del momento.
  2. Per l’esecuzione delle loro attribuzioni relativamente a navi o galleggianti requisiti, gli uffici predetti consultano preventivamente le amministrazioni interessate, le quali possono, a tal fine, designare un loro rappresentante.
  3. Gli uffici provvedono anche al pagamento delle indennità relative alle requisizioni disposte su richiesta di altre amministrazioni, salvo rimborso da parte dell’amministrazione interessata.

 

Art. 478 Ordine di requisizione e di trasporto obbligatorio

 

  1. L’ordine di requisizione o di trasporto obbligatorio è notificato all’armatore, o al capitano o al guardiano della nave o del galleggiante e ha immediata esecuzione.
  2. Se l’ordine è stato notificato al capitano o guardiano, esso, appena possibile, è notificato anche all’armatore o proprietario o ai loro legali rappresentanti.
  3. Il capitano o il guardiano fa registrare l’ordine dall’autorità competente sul giornale generale o sul ruolo dell’equipaggio o, nel caso di galleggianti, sulla licenza, e ne dà immediata comunicazione all’armatore o proprietario. L’ordine è inoltre reso noto all’equipaggio con ordini di servizio da esporsi secondo gli usi.
  4. Il capitano o il guardiano della nave o del galleggiante ne diventa custode per conto dell’amministrazione che lo ha requisito e gli armatori o proprietari sono tenuti a ottemperare alle disposizioni del presente capo nel termine che sarà loro fissato.

4-bis. Qualsiasi contestazione, anche in sede giurisdizionale, non sospende l’esecutorietà dell’ordine di requisizione. (289)

(289) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. p), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 479 Consegna dell’unità requisita

 

  1. Gli armatori o i proprietari, ricevuto l’ordine di requisizione, mettono a disposizione dell’amministrazione la nave o il galleggiante richiesto nel giorno e nell’ora indicati nell’ordine. In caso di ingiustificato ritardo nella consegna l’amministrazione può richiedere all’armatore o proprietario della nave o del galleggiante il risarcimento dei danni, salvo le eventuali sanzioni penali.
  2. Le navi o i galleggianti requisiti sono consegnati all’amministrazione nelle condizioni di navigabilità e assetto previste dalle norme che regolano l’esercizio della navigazione, ben puliti esternamente e internamente, con l’equipaggio al completo, se richiesto, con tutti i locali per le merci vuoti, in buon ordine, pronti all’uso e con le relative sistemazioni.
  3. Gli alloggi per passeggeri esistenti a bordo devono essere in ordine, arredati, pronti all’uso e con le relative sistemazioni.
  4. Nel caso che la nave, o galleggiante non si trovasse, al momento dell’ordine di requisizione, nelle condizioni ora indicate, l’armatore o il proprietario provvede, nel termine stabilito dall’amministrazione, a eliminare le eventuali manchevolezze. In difetto, i Ministeri interessati provvedono d’ufficio, salvo rimborso della spesa, secondo le norme indicate nell’articolo 505.

 

Art. 480 Risoluzione dei contratti anteriori alla requisizione

 

  1. L’ordine di requisizione della nave o del galleggiante risolve di diritto qualsiasi contratto che ha per oggetto l’utilizzazione della nave o del galleggiante requisito e libera inoltre di diritto il proprietario e l’armatore da qualsiasi obbligazione nei confronti di terzi, che presupponga la libera disponibilità della nave o del galleggiante o parte degli stessi. La risoluzione dei contratti e delle obbligazioni non dà luogo a rimborsi di spesa né a risarcimento di danni a favore di terzi.
  2. L’ordine di requisizione della nave o del galleggiante non risolve i contratti di vendita della nave o del galleggiante stipulati prima della notifica dell’ordine di requisizione, ancorché non è avvenuta la consegna della nave o del galleggiante, né pagato il prezzo convenuto né eseguite le trascrizioni di legge.
  3. E’ in facoltà dell’amministrazione che procede alla requisizione di rescindere o sospendere i contratti di assicurazione in corso, all’atto della requisizione, sostituendosi nei confronti del proprietario o armatori agli assicuratori, i quali non possono richiedere ulteriori pagamenti di premi.

 

Art. 481 Lavori di trasformazione e di adattamento dell’unità requisita

 

  1. In tutte le navi e su tutti i galleggianti requisiti in uso il Ministero che procede alla requisizione può disporre l’esecuzione di tutti i lavori di trasformazione e di adattamento opportuni, salvo a provvedere, all’atto della cessazione della requisizione, al ripristino della nave, e al pagamento dell’indennità anche per il tempo occorrente per i lavori di ripristino.
  2. Se i lavori di ripristino sono affidati all’armatore o al proprietario, è fissato il tempo occorrente per il ripristino e la relativa indennità si aggiunge alla somma fissata per effettuare il ripristino stesso.

 

Art. 482 Determinazione e corresponsione delle indennità

 

  1. Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un apposito ufficio a richiesta degli uffici di requisizione determina, sentito l’armatore o il proprietario, l’indennità di requisizione.
  2. Nel caso di requisizione in uso, l’indennità è dovuta dal momento in cui la nave o il galleggiante è consegnato, fino al momento della riconsegna.
  3. La liquidazione dell’indennità di requisizione esonera l’amministrazione da qualsiasi altra obbligazione non espressamente prevista dal presente capo.

 

Art. 483 Trasformazione della requisizione in uso in requisizione in proprietà

 

  1. Il Ministero competente può procedere alla requisizione in proprietà di navi o galleggianti già requisiti in uso nel caso in cui le navi o galleggianti siano stati per eventi di guerra gravemente danneggiati e si trovino immobilizzati in maniera che risulti impossibile o non conveniente procedere ai lavori necessari per la loro rimessa in efficienza.
  2. Tuttavia, i proprietari, ove intendano procedere, a loro rischio, alla rimessa in efficienza delle navi o galleggianti, possono compatibilmente con le esigenze di carattere militare, da valutarsi dal Ministero della difesa, conservare la proprietà del relitto. In tal caso però dall’ammontare dell’indennità a essi spettante sarà dedotto il valore del relitto, da determinarsi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. Dal giorno in cui si è verificato l’evento di guerra al giorno in cui ha luogo la requisizione in proprietà sono corrisposte all’armatore o al proprietario della nave o del galleggiante le sole quote b) e c) della parte A) dell’indennità di requisizione prevista dall’articolo 500. Le predette quote b) e c) non possono essere in ogni caso corrisposte per un periodo superiore ai 720 giorni a partire dalla data dell’evento di guerra, che ha determinato il sinistro, e dalla quale è cessata la corresponsione dell’intera parte A) del compenso di requisizione.
  4. Ai fini del presente capo, la cattura da parte del nemico e il sequestro o in genere l’impossessamento da parte di uno Stato estero della nave o del galleggiante requisito in uso si considera come perdita della nave o del galleggiante derivante da rischio di guerra dal momento della cattura o sequestro o impossessamento.

 

Art. 484 Riconsegna dell’unità requisita

 

  1. La riconsegna della nave o galleggiante requisito da parte dell’amministrazione è disposta dal Ministero che ha ordinato la requisizione, e comunicata dall’autorità, all’uopo delegata dal Ministero stesso, all’armatore o proprietario o ai loro legali rappresentanti, possibilmente con preavviso.
  2. Salve speciali esigenze o accordi particolari, la nave o galleggiante requisito è restituito all’armatore o proprietario nel porto ove ebbe luogo la requisizione.

 

Art. 485 Verbali

 

  1. L’inizio, la sospensione, la ripresa, la fine della requisizione sono fatti risultare da appositi documenti, da compilarsi secondo le disposizioni della sezione V del presente capo.

 

Sezione II

Persone imbarcate sulle navi e sui galleggianti oggetto di requisizione

Art. 486 Contratto di arruolamento

 

  1. Il contratto di arruolamento, in atto al momento in cui è notificato l’ordine di requisizione, continua ad avere vigore, e alla sua scadenza si considera prorogato per tutto il tempo della requisizione, salvi i casi di invalidità o di infermità debitamente constatati dal sanitario designato dall’autorità portuale. Nel caso di requisizione in proprietà, il contratto di arruolamento in atto al momento in cui è notificato l’ordine di requisizione può essere risolto dall’amministrazione che ha proceduto alla requisizione. (290)

(290) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 487 Sbarco dell’equipaggio mercantile

 

  1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o il Ministero della difesa possono disporre lo sbarco, in tutto o in parte, dell’intero equipaggio dalle navi o dai galleggianti dei quali effettuano la requisizione, sostituendolo con personale militare.
  2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o il Ministero della difesa possono, a loro insindacabile giudizio, ordinare lo sbarco dalle navi o dai galleggianti requisiti di una o più persone dell’equipaggio. In questo caso l’armatore, il proprietario o il capitano provvedono immediatamente, salva comprovata impossibilità, alla sostituzione delle persone sbarcate, assumendo, se richiesto dall’amministrazione, le persone da questa nominativamente designate.
  3. Se l’armatore, il proprietario, o il capitano non vi provvede nel termine fissato dall’amministrazione, questa ha facoltà di provvedervi d’ufficio, e il personale così imbarcato si intende arruolato a tutti gli effetti per conto dell’armatore o proprietario.
  4. I predetti Ministeri possono inoltre disporre l’aumento dell’equipaggio delle navi o dei galleggianti requisiti per il disimpegno di speciali servizi, e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può anche disporre per tali servizi l’imbarco di personale militare in soprannumero.
  5. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, al personale sbarcato, se particolari norme di carattere legislativo o sindacale non dispongono diversamente, è dovuto il trattamento previsto dalle norme vigenti per il caso di risoluzione del rapporto di lavoro per fatto del datore di lavoro.
  6. Le spese per lo sbarco o la sostituzione di persone dell’equipaggio, o per l’aumento di questo, sono a carico dello Stato.

 

Art. 488 Previdenza

 

  1. Il periodo di navigazione compiuto dai componenti degli equipaggi delle navi requisite è considerato utile a tutti gli effetti ai fini previdenziali.

 

Art. 489 Equipaggio mercantile imbarcato su unità requisite iscritte nel naviglio dello Stato

 

  1. Per gli equipaggi delle navi requisite che sono inscritte nel naviglio ausiliario si applicano le norme relative alla Marina militare in tempo di guerra.

 

Sezione III

Capitano della nave – commissario statale – comandante militare – loro coadiutori

Art. 490 Capitano della nave

 

  1. Il capitano al comando della nave o galleggiante requisito, ancorché nominato dall’armatore o proprietario, si intende, per tutto il periodo di requisizione, agli ordini dell’amministrazione per ciò che concerne l’impiego della nave o galleggiante.
  2. Il capitano conserva tutti i poteri e gli obblighi inerenti alla sua carica, salve le limitazioni previste dagli articoli seguenti.
  3. Egli compie i viaggi e le operazioni ordinategli con la massima sollecitudine, adottando tutte le provvidenze e gli accorgimenti necessari affinché l’amministrazione requisitrice tragga il maggior vantaggio possibile dalle missioni affidategli. Esegue le operazioni di carico e scarico delle merci, nonché l’imbarco e lo sbarco delle persone nelle località che gli sono indicate dall’amministrazione stessa.
  4. Egli resta sempre responsabile personalmente di accertare in ogni momento l’efficienza della nave o galleggiante e dei mezzi di bordo, nonché la preparazione morale e professionale del suo equipaggio.

 

Art. 491 Commissario statale

 

  1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o il Ministero della difesa possono imbarcare sulle navi e sui galleggianti da essi requisiti un commissario statale.
  2. Il commissario statale vigila l’esecuzione dell’atto di requisizione a tutela degli interessi dell’amministrazione, impartisce per conto di essa le opportune disposizioni al capitano della nave o del galleggiante sulle missioni da compiere e in modo speciale sugli scali da effettuare, sull’imbarco e lo sbarco delle persone e delle cose, riferendo alla fine di ogni viaggio all’amministrazione da cui dipende sulle eventuali manchevolezze riscontrate.
  3. Il capitano della nave o del galleggiante requisito esegue fedelmente le istruzioni impartitegli, ma restano salve le facoltà e le responsabilità relative alla condotta della nave o del galleggiante e alla organizzazione interna di essa. Egli comunque fornisce al commissario statale tutte le spiegazioni che gli siano richieste su qualsiasi provvedimento adottato.

 

Art. 492 Comandante militare

 

  1. Sulle navi e sui galleggianti requisiti dal Ministero della difesa, non iscritti nel naviglio ausiliario dello Stato, il predetto Ministero può conferire al commissario statale il titolo e le attribuzioni di comandante militare, se è ufficiale di vascello della Marina militare ovvero ufficiale o sottufficiale del Corpo degli equipaggi militari marittimi, appartenente a categorie che conferiscano l’idoneità al comando della nave o del galleggiante su cui è imbarcato.
  2. Il comandante militare, oltre alle attribuzioni proprie del commissario statale, ha anche le seguenti:
  3. a) dare ordini al capitano della nave o del galleggiante requisito per tutto ciò che concerne l’organizzazione e il funzionamento dei servizi di bordo, che hanno attinenza con l’impiego speciale della nave o del galleggiante;
  4. b) esercitare la censura su tutti i telegrammi e radiotelegrammi in arrivo e in partenza, con facoltà di vietarne la trasmissione o la ricezione quando lo ritenga opportuno per ragioni militari.
  5. Il capitano della nave o del galleggiante requisito esegue e fa eseguire dalle persone da lui dipendenti tutti gli ordini che gli vengono impartiti, nei limiti sopraindicati, dal comandante militare, il quale ne assume la completa responsabilità a tutti gli effetti, apponendo apposita nota sul giornale nautico, parte prima.
  6. La presenza del comandante militare non esime il capitano della nave o del galleggiante requisito da alcuno degli obblighi per lui previsti nel presente capo, salva l’osservanza degli ordini che gli siano impartiti dal comandante militare.

 

Art. 493 Assunzione del comando da parte del comandante militare

 

  1. Il comandante militare, a suo insindacabile giudizio, quando speciali circostanze lo richiedano, e in particolare, a titolo esemplificativo, quando la nave o il galleggiante si trova in qualche grave contingenza (atto bellico, incendio, necessità di abbandono della nave, caduta di uomini in mare, necessità di getto della merce, navigazione particolarmente difficile), ha facoltà di assumere il comando della nave o del galleggiante, facendone dichiarazione da lui scritta e firmata sul ruolo dell’equipaggio e su tutti i libri del giornale nautico, con l’indicazione della data e dell’ora precisa.
  2. Da questo momento il capitano della nave o del galleggiante è esonerato da qualsiasi obbligo, facoltà o responsabilità che gli spetti a norma di legge, e a lui subentra, a tutti gli effetti, il comandante militare.
  3. In conseguenza, il capitano passa, come ogni altra persona di bordo, alla dipendenza del comandante militare, al quale presta, se richiesto, la propria collaborazione nelle funzioni di comando.

 

Art. 494 Doveri del personale imbarcato

 

  1. Lo stato maggiore e l’equipaggio mercantile di una nave o di un galleggiante requisito devono al comandante militare, al commissario statale e al rappresentante imbarcato della Forza armata di cui all’articolo 497 il rispetto e la deferenza cui sono tenuti verso il capitano.
  2. L’equipaggio militare, e in generale il personale militare imbarcato a bordo di una nave o galleggiante requisito, hanno verso il comandante militare gli stessi doveri che le norme vigenti prescrivono verso il comandante di nave militare.

 

Art. 495 Capitano marittimo con funzioni di comandante militare

 

  1. Se il capitano che si trova al comando della nave o del galleggiante è ufficiale di vascello appartenente a una delle categorie in congedo, il Ministero della difesa può eccezionalmente affidargli le funzioni di comandante militare, richiamandolo in servizio attivo. In questo caso, l’indennità di requisizione è diminuita degli assegni, che in dipendenza del richiamo l’armatore non è più tenuto a corrispondere al comandante della nave.

 

Art. 496 Sottufficiale o impiegato civile imbarcato per conto dell’amministrazione, quale contabile

 

  1. E’ in facoltà dell’amministrazione di imbarcare sulla nave o galleggiante requisito un sottufficiale o un impiegato civile di qualifica equiparata, con l’incarico di coadiuvare il comandante militare o il commissario statale nel controllo dei combustibili e dei materiali di consumo che sono a carico dell’amministrazione requisitrice.
  2. Nel caso che l’amministrazione fornisca direttamente combustibili o materiali, questi devono essere regolarmente presi in carico dal predetto sottufficiale o impiegato civile; in mancanza di questo, i combustibili e i materiali predetti sono dati in regolare consegna al capitano della nave, rimanendone affidato il controllo al comandante militare o al commissario statale.

 

Art. 497 Rappresentante delle Forze armate

 

  1. Il Ministero della difesa interessato può imbarcare sulla nave mercantile o galleggiante requisito, un ufficiale o sottufficiale di grado inferiore al comandante militare o commissario statale, perché, ponendosi ai suoi ordini, lo coadiuvi nella vigilanza sulla esecuzione delle clausole dell’atto di requisizione, con attribuzioni da concordare fra i Ministeri interessati a seconda dell’impiego dell’unità requisita.
  2. L’ufficiale o il sottufficiale, imbarcato ai sensi del comma 1, ha verso il comandante militare la stessa subordinazione, che le norme vigenti per le navi militari prescrivono per gli ufficiali e sottufficiali di bordo nei riguardi del comandante.

 

Art. 498 Trattamento economico del personale delle amministrazioni dello Stato

 

  1. Al personale statale militare e civile imbarcato sulle unità requisite, è dovuto il trattamento economico previsto dalle disposizioni vigenti in materia, ovvero, ove non previsto, fissato dal Ministero interessato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Sezione IV

Determinazione dell’indennità nel caso di requisizione in proprietà o in uso

Art. 499 Indennità nel caso di requisizione in proprietà

 

  1. Nel caso di requisizione in proprietà della nave o del galleggiante l’indennità è determinata entro tre mesi dalla requisizione, in una somma pari al valore della nave o del galleggiante requisito.
  2. La determinazione dell’indennità compete al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con le norme di cui all’articolo 500, anche se la requisizione è disposta dal Ministero della difesa, ed è notificata al proprietario dall’amministrazione che ha disposto la requisizione.
  3. Nel caso previsto dall’articolo 483, comma 1, l’indennità dovuta al proprietario è determinata entro tre mesi dalla data dell’ordine di requisizione, in una somma pari al valore che la nave o il galleggiante requisito aveva al momento precedente il danneggiamento.
  4. Nel caso di requisizione in proprietà i diritti reali costituiti sull’unità requisita possono farsi valere, dopo l’emanazione dell’ordine di requisizione, soltanto sull’indennità.
  5. Nel caso di ipoteca costituita globalmente sulla nave o galleggiante requisito in proprietà a favore di istituto bancario a garanzia dei finanziamenti da esso concessi, l’istituto determina, a richiesta del proprietario o armatore dell’unità requisita, la quota parte della somma mutuata da attribuire alla nave o galleggiante requisito ai fini dell’applicazione del comma 4. Il pagamento dell’indennità è effettuato previa accettazione da parte del proprietario o armatore della quota indicata dall’istituto. In caso di disaccordo in merito decide il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. (291)
  6. Nel caso in cui l’amministrazione proceda all’alienazione della nave o del galleggiante requisito in proprietà, colui nei confronti del quale è stata disposta la requisizione ha facoltà di esercitare il diritto di prelazione a parità di condizioni con gli altri eventuali concorrenti.

(291) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. q), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 500 Indennità nel caso di requisizione in uso

 

  1. Nel caso di requisizione in uso della nave o del galleggiante, l’indennità è calcolata a giornate e a frazioni di giornate, che a loro volta sono calcolate a ore, attribuendo a ogni ora un ventiquattresimo della indennità giornaliera.
  2. Non si tiene conto delle frazioni di ore.
  3. In caso di perdita della nave o del galleggiante, si corrisponde l’indennità fino alle ore 24 del giorno della perdita o, se la data della perdita non può essere precisata, del giorno a cui risale l’ultima notizia certa.
  4. Detta indennità si compone di due parti designate con le lettere A e B. Il valore della nave o del galleggiante requisito è determinato come segue:
  5. a) per le navi per le quali esistono prezzi correnti di mercato, tale valore è stabilito tenendo conto dei prezzi stessi al giorno della requisizione in proprietà o al giorno della perdita in relazione al tipo, alle caratteristiche tecniche e commerciali, nonché allo stato di conservazione e di efficienza della nave;
  6. b) per le navi per le quali non esistono prezzi correnti di mercato, il valore è stabilito calcolando il costo di ricostruzione (determinato al giorno della requisizione in proprietà o al giorno, della perdita) di una nave nuova, avente caratteristiche analoghe e applicando un coefficiente di deprezzamento inerente all’età, al tipo e allo stato effettivo di conservazione e di efficienza della nave.
  7. Sia nell’ipotesi di cui alla lettera a) sia in quella di cui alla lettera b) del comma 4 si aggiunge il valore delle dotazioni e dei corredi.
  8. Le quote comprese nella parte A, che sono determinate dall’ufficio di cui all’articolo 482, sono le seguenti:
  9. a) ammortamento del valore della nave o del galleggiante da calcolarsi sul valore della nave o del galleggiante (diminuito del valore di demolizione) al momento della requisizione con una percentuale variabile a seconda del tipo e dell’età e tenendo conto dello stato di conservazione e di efficienza della nave o del galleggiante;
  10. b) interessi da calcolarsi sul valore della nave o del galleggiante, corredi e dotazioni compresi; se la requisizione si prolunga oltre un anno la quota di interessi è calcolata sul valore della nave o galleggiante decurtato della quota annuale di ammortamento;
  11. c) spese generali;
  12. d) materiali di consumo per coperta, macchina, camera, cucina (compresi i lubrificanti per le navi e i galleggianti semoventi a propulsione a vapore);
  13. e) manutenzione e riparazioni ordinarie;
  14. f) manutenzione e riparazioni straordinarie (riclassifica).
  15. Quando l’amministrazione lo ritenga opportuno, può provvedere a sue spese ai materiali indicati nella lettera a) e ai lavori indicati nelle lettere e) e f) del comma 6. In tal caso, la parte A del compenso si limita alle quote indicate nelle lettere a), b) e c) del comma 6.
  16. L’indennità prevista per la parte A può essere, annualmente, soggetta a revisione a richiesta dell’amministrazione interessata o dell’armatore.
  17. Le quote comprese nella parte B si riferiscono in massima agli oneri seguenti:
  18. a) assicurazione della nave o galleggiante contro i rischi ordinari della navigazione e assicurazione contro il rischio della responsabilità civile per danni alle persone;
  19. b) equipaggio (quota comprensiva della paga, panatica, assicurazioni infortuni e malattie, contributi sindacali e previdenziali, o altri oneri previsti da apposite disposizioni ed eventuali compensi agli equipaggi stabiliti dagli organi competenti);
  20. c) lavoro straordinario;
  21. d) combustibili;
  22. e) lubrificanti per le motonavi e per i galleggianti semoventi con motori a combustione nonché per le navi e galleggianti semoventi a propulsione elettrica;
  23. f) acqua;
  24. g) spese portuali e diritti marittimi (pilotaggio, rimorchio, ormeggio e disormeggio, ponti di imbarco nei porti ove occorrono, guardia ai fuochi, visita sanitaria, spedizione della nave o del galleggiante, tasse e sopratasse di ancoraggio, fari, transito di canali, e altre eventuali spese portuali e diritti marittimi);
  25. h) agenzie;
  26. i) esercizio dell’impianto r. t. (escluse le spese relative al personale r. t. già comprese nella quota equipaggio);
  27. l) operazioni di carico e scarico, stivaggio e distivaggio;
  28. m) mantenimento delle persone e dei quadrupedi imbarcati;
  29. n) carenamento di carattere eccezionale da definirsi all’atto della requisizione;
  30. o) disinfestazione o altre misure sanitarie;
  31. p) medicinali e materiali per medicazione;
  32. q) lavatura e rifacimento dei materassi, fasce, federe, guanciali, tovaglieria per il personale di passaggio e per l’equipaggio;
  33. r) eventuali sistemazioni (di telefoni nei porti e uso del telefono nell’interesse dell’amministrazione;
  34. s) telegrammi trasmessi nell’interesse dell’amministrazione;
  35. t) eventuali spese inerenti alla quarantena e approdo in porti infetti;
  36. u) consumi di coperta, macchina, cucina, camera per eventuali nuove sistemazioni, macchinari e posti aggiunti per ordine dell’amministrazione, nonché forniture le quali comunque resterebbero di proprietà dell’amministrazione.
  37. Nel caso di navi o galleggianti requisiti, che siano iscritti nel ruolo del naviglio ausiliario della Marina militare, l’indennità dovuta agli armatori o proprietari si compone della sola parte A. Le quote della parte B, applicabili a tali unità sono contabilizzate direttamente dal Ministero della difesa come per le navi militari.
  38. La parte A dell’indennità è determinata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche nel caso che la requisizione è fatta dal Ministero della difesa, ed è notificata all’armatore o proprietario dall’amministrazione che ha disposto la requisizione.
  39. All’atto della requisizione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, se non è in possesso di tutti gli elementi necessari, può determinare in via provvisoria questa parte dell’indennità, salvo a procedere alla determinazione definitiva entro tre mesi dall’inizio della requisizione. La determinazione provvisoria è notificata dall’armatore o proprietario dall’amministrazione che ha disposto la requisizione.
  40. Nel caso in cui l’armatore o proprietario propone ricorso giurisdizionale contro il provvedimento che determina definitivamente l’indennità, l’indennità stessa è corrisposta, fino alla decisione sul ricorso, nella misura fissata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  41. La parte B è determinata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o da quello della difesa rispettivamente per le navi o galleggianti requisiti da ciascuno di essi.
  42. Le quote comprese nella parte B possono, a giudizio del Ministero interessato, essere escluse dall’indennità e:
  43. a) essere assunte direttamente, in parte o totalmente dal Ministero interessato;
  44. b) essere corrisposte agli armatori o proprietari nella misura indicata dalle norme in vigore, quando trattasi di quote per le quali già esistono regolamentazioni speciali;
  45. c) essere corrisposte agli armatori o proprietari nella misura stabilita con appositi accordi.

 

Art. 501 Oneri dell’amministrazione che procede alla requisizione

 

  1. Oltre all’indennità di requisizione, sono a carico delle amministrazioni che procedono alla requisizione:
  2. a) la perdita totale della nave o del galleggiante requisiti, l’abbandono degli stessi a tutti gli effetti di legge, le avarie della nave o del galleggiante, i danni alle persone e i danni alle cose di terzi, derivanti, tali eventi, da rischi di guerra o da rischi inerenti ai servizi speciali della requisizione e non coperti, quanto alla nave o al galleggiante, dalla normale polizza di assicurazione rischi ordinari e, quanto alle persone dalla normale polizza di assicurazione e infortuni, malattie e responsabilità civile, quando risultino da apposito verbale vistato dal comandante militare o dal commissario statale, ovvero da dichiarazione rilasciata dal comandante militare o dal commissario statale;
  3. b) le spese inerenti a eventuali lavori di adattamento della nave o del galleggiante per i servizi ai quali è adibito per effetto della requisizione;
  4. c) le spese inerenti ai lavori di ripristino;
  5. d) le eventuali cessioni di materiali di dotazione della nave o del galleggiante ad altri enti militari o civili dello Stato.

 

Art. 502 Pagamento dell’indennità di requisizione

 

  1. In caso di requisizione in proprietà, l’indennità non può essere pagata se non sono decorsi sessanta giorni dalla data della trascrizione dell’atto di requisizione.
  2. Se sorgono contestazioni sulla persona avente diritto all’indennità, e, nel caso previsto dal comma 1, se, nel termine ivi indicato, sono notificate all’amministrazione procedente opposizioni di creditori ipotecari o privilegiati, l’indennità è depositata presso la Cassa depositi e prestiti, fino a che sulle contestazioni od opposizioni non decida la competente autorità giudiziaria, su istanza della parte più diligente.
  3. Il pagamento dell’indennità di requisizione in uso si effettua a rate mensili posticipate.
  4. L’amministrazione per conto della quale si è proceduto alla requisizione è autorizzata a corrispondere agli armatori o proprietari delle navi o dei galleggianti requisiti acconti, nella misura massima di otto decimi, sull’ammontare delle indennità di requisizione già maturate.
  5. La determinazione delle suddette indennità, agli effetti del pagamento degli acconti di cui al comma 4, è fatta a giudizio insindacabile dell’amministrazione per conto della quale si è proceduto alla requisizione salvo conguaglio, all’atto del pagamento del saldo, in base alla prescritta documentazione.
  6. Per il pagamento delle indennità per la perdita delle navi o dei galleggianti requisiti, sia che le indennità stesse siano dovute ai sensi dell’articolo 501 sia che esse siano dovute ai sensi dell’articolo 516, e per il pagamento delle indennità di requisizione, non decorrono, in alcun caso, interessi di mora.

 

Art. 503 Documenti giustificativi

 

  1. Gli armatori e proprietari, per il rimborso delle spese sottoelencate, se esse non sono già comprese nella indennità o non formino oggetto di speciale accordo, devono presentare i documenti giustificativi indicati nei numeri seguenti:
  2. a) assicurazione: l’onere relativo si deve rilevare dalla polizza esistente o dal contratto da stipulare;
  3. b) equipaggio: fattura con prospetto nominativo dell’equipaggio, conforme alle risultanze del ruolo d’equipaggio, con l’indicazione della somma netta percepita da ciascun componente l’equipaggio stesso e delle ritenute effettuate a norma delle disposizioni in vigore; il prospetto deve portare il visto del comandante militare o del commissario statale che attesterà la effettiva percezione delle somme corrisposte; per gli eventuali compensi dovuti per servizi speciali, il prospetto nominativo è compilato con le stesse modalità indicate nella lettera c);
  4. c) lavoro straordinario: prospetto nominativo con le indicazioni:

1) del periodo di tempo a cui il lavoro straordinario si riferisce;

2) del genere di lavoro straordinario;

3) delle ore di lavoro straordinario;

4) delle ritenute effettuate a norma delle disposizioni in vigore;

5) delle quote spettanti a norma dei contratti di lavoro e del contratto di arruolamento;

6) della somma netta corrisposta a ciascuno. Il prospetto è vistato dal capitano della nave e dal comandante militare o dal commissario statale;

  1. d) combustibili, lubrificanti, acqua: fattura con dichiarazione del comandante militare o del commissario statale, attestante che i quantitativi fatturati sono stati effettivamente consumati durante la requisizione. Alla fattura è allegata anche una dichiarazione dell’autorità militare marittima o della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, se la nave trovasi all’estero, del console, la quale attesti che il prezzo fatturato corrisponde a quello corrente sulla piazza;
  2. e) spese portuali e diritti marittimi: fattura con allegati i documenti comprovanti le tasse pagate e le spese sostenute. Tali documenti, quietanzati, sono vistati dal comandante militare o dal commissario statale, o, in loro assenza, dalla autorità portuale o consolare competente oppure corredati da relativo buono o da una dichiarazione rilasciata dal comandante militare o dal commissario statale;
  3. f) agenzie: fattura con allegato il buono del comandante militare o del commissario statale, e col visto della autorità portuale per il controllo della quota del compenso dovuto;
  4. g) esercizio impianto radiotelegrafico:

1) marconigrammi: riepilogo firmato dal comandante militare o dal commissario statale, con copia, se rilasciato dalle predette autorità, dei marconigrammi trasmessi nell’interesse dell’amministrazione;

2) esercizio: fattura quietanzata dall’ente che ha diritto, a norma di accordi particolari o di norme in vigore, a eventuali canoni, e vistata dal comandante militare o dal commissario statale;

  1. h) spese, carico e scarico, stivaggio e di stivaggio: fattura vistata dall’ufficio del lavoro portuale, ove esista, o dall’autorità di porto, per il controllo delle tariffe applicate nel conteggio della quota oraria, con allegato il buono rilasciato dal comandante militare o dal commissario statale. Da questo buono devono risultare la data e l’ora dell’inizio e della cessazione del lavoro, per poter determinare, se necessario, il lavoro eseguito in ore straordinarie e in giorni festivi. Nei casi in cui l’equipaggio della nave o del galleggiante concorra a tali operazioni, il compenso è corrisposto con le stesse modalità indicate per il lavoro straordinario e nella misura stabilita dal contratto nazionale di lavoro o dal contratto di arruolamento;
  2. i) mantenimento delle persone e di quadrupedi imbarcati:

1) per il mantenimento, se richiesto, delle persone trasportate, l’amministrazione può stabilire il trattamento tavola, adottando, se esistono per la nave o il galleggiante requisito, le tariffe di 1ª classe per gli ufficiali e assimilati, di 2ª classe per i sottufficiali e assimilati, di 3ª classe per la truppa e personale assimilato; oppure può apportare modifiche al trattamento tavola e stabilire nuove tariffe d’accordo con l’armatore o proprietario. Per il vitto speciale agli infermi e per i vini e altre bevande, sono stabilite apposite tariffe. Il rimborso relativo è effettuato verso presentazione, da parte dell’armatore o del proprietario, di apposite fatture con allegate le note giornaliere compilate dal capitano della nave o del galleggiante attestanti il numero e la categoria delle razioni distribuite; le fatture e le note sono vistate dal comandante militare o dal commissario statale;

2) per il mantenimento dei quadrupedi, se richiesto, sono stabilite speciali tariffe dall’amministrazione, di accordo con l’armatore o proprietario. Il rimborso relativo è effettuato verso presentazione, da parte dell’armatore o proprietario, di apposite fatture con allegate le note giornaliere, compilate dal capitano della nave o del galleggiante, attestanti il numero dei quadrupedi trasportati, debitamente vistate dal comandante militare o dal commissario statale;

  1. l) carenamento: i lavori di carenamento sono eseguiti in seguito a ordine dell’amministrazione e, se compiuti a cura degli armatori o proprietari, sono controllati dall’ufficio tecnico designato dall’amministrazione stessa. Le fatture relative portano il visto, per eseguito lavoro, dell’ufficio tecnico predetto;
  2. m) se il carenamento avviene in porto estero sono osservate le stesse modalità, con la sola variante che il controllo e il visto per eseguito lavoro sono devoluti al comandante militare o al commissario statale o al console;
  3. n) disinfestazione: le operazioni sono eseguite in seguito a ordine dell’amministrazione e, se compiute a cura degli armatori o proprietari, sono controllate dall’autorità designata dall’amministrazione e le fatture portano il «visto per eseguito lavoro» dell’autorità predetta;
  4. o) medicinali e materiali per medicazioni: fattura dettagliata con l’elenco dei materiali consumati, vistato dal comandante militare o dal commissario statale, con l’indicazione dei relativi prezzi, preventivamente approvati dai competenti organi dell’amministrazione;
  5. p) spese lavatura e rifacimento fasce, materassi, federe, guanciali, tovaglieria: fattura quietanzata dalla ditta che ha eseguito il lavoro, con allegato il verbale vistato dal comandante militare o dal commissario statale, o la dichiarazione rilasciata dal comandante militare o dal commissario statale, constatante la necessità di procedere al lavoro stesso;
  6. q) telefono e internet: fattura quietanzata dalla società di comunicazione, vistata dall’autorità portuale, con allegato il buono rilasciato dal comandante militare o dal commissario statale, ove è indicato il tempo durante il quale il telefono o internet è stato usato per ragioni di servizio interessanti l’amministrazione;
  7. r) telegrammi: riepilogo vistato dal comandante militare o dal commissario statale, con copia, se rilasciato dalle autorità predette, dei telegrammi trasmessi nell’interesse dell’amministrazione;
  8. s) quarantena e approdo in porto infetto: riepilogo dettagliato, compilato dal capitano della nave o del galleggiante e vistato dal comandante militare o dal commissario statale, delle spese sostenute e delle eventuali indennità pagate a norma delle disposizioni vigenti. Il riepilogo è corredato dalle fatture e documenti giustificativi e dall’estratto del giornale nautico, vistati dall’autorità portuaria, dai quali risulta l’ordine ricevuto e l’esatto periodo di permanenza della nave o del galleggiante in quarantena o in porto infetto;
  9. t) consumi suppletivi di coperta, camera, macchina, cucina: riepilogo compilato dal capitano della nave o del galleggiante, e vistato dal comandante militare o dal commissario statale, con l’indicazione dei materiali consumati e dei relativi prezzi, preventivamente approvati dai competenti organi dell’amministrazione;
  10. u) adattamento e ripristino: gli eventuali lavori di adattamento della nave o del galleggiante ai servizi ai quali esso è adibito per effetto della requisizione, e quelli di ripristino, al termine di questa, se eseguiti direttamente dagli armatori o proprietari sono controllati dall’ufficio tecnico designato dall’amministrazione e le relative fatture portano il visto dell’ufficio tecnico predetto; le fatture relative alle eventuali forniture sono controllate e vistate dal predetto ufficio tecnico designato dall’amministrazione. Nel caso che i lavori e le forniture siano eseguite all’estero, il controllo e il visto sono devoluti al comandante militare o al commissario statale o al console;
  11. v) cessioni materiali: le eventuali cessioni di materiali di dotazione della nave o del galleggiante a enti civili o militari dello Stato sono rimborsate all’armatore o proprietario da parte dell’amministrazione requisitrice, che a sua volta si fa rimborsare dall’amministrazione dalla quale dipende l’ente che ha ricevuto il materiale. Per tali cessioni l’armatore o proprietario deve presentare regolare fattura, con allegato il verbale vistato dal comandante militare o dal commissario statale, o dichiarazione rilasciata dal comandante militare o commissario statale. In calce al verbale stesso, o separatamente, è inserita la dichiarazione di ricevuta dell’ente al quale i materiali sono ceduti.
  12. Nei casi in cui sulle navi o galleggianti non siano imbarcati commissari statali o comandanti militari, le facoltà di «visto» e di regolarizzazione dei documenti attribuite alla loro competenza dal presente articolo sono devolute all’ufficio di requisizione dell’amministrazione che ha ordinato la requisizione. Il presente comma si applica anche ai casi di impedimento delle anzidette autorità.

 

Art. 504 Lavori e forniture urgenti

 

  1. In casi eccezionali di speciale importanza e urgenza, l’amministrazione che ha disposto la requisizione, previa intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, può derogare alle disposizioni vigenti in materia di contratti pubblici e di limiti per le aperture di credito, per quanto attiene all’esecuzione di lavori e di forniture necessari all’utilizzazione e all’impiego immediato dell’unità requisita.

 

Art. 505 Temporanea inutilizzazione, riparazioni dell’unità e sospensioni dell’indennità

 

  1. Se le navi e i galleggianti requisiti in uso restano temporaneamente inutilizzati per il servizio effettivo dello Stato, per cause estranee all’amministrazione, e indipendenti dagli eventi che sono a carico dell’amministrazione stessa ai sensi dell’articolo 501, comma 1, lettera a), la requisizione continua ad avere effetto, ma gli armatori o i proprietari non hanno diritto alla corresponsione della indennità per tutto il periodo durante il quale la nave o il galleggiante rimane inutilizzato in un porto che l’amministrazione ha facoltà di designare.
  2. Se gli armatori o proprietari non provvedono, con la dovuta sollecitudine e a regola d’arte all’esecuzione dei lavori necessari per eventuali riparazioni, i ministeri che ordinarono la requisizione possono provvedervi direttamente, a spese degli armatori o proprietari. In tal caso, l’importo delle spese relative è trattenuto sulle somme dovute, secondo le indicazioni della presente legge. Ove dette somme non siano sufficienti o le trattenute non siano state eseguite, dette spese costituiscono credito privilegiato sulla nave o sul galleggiante a favore dello Stato, e sono graduate fra i crediti elencati nell’articolo 552 del codice della navigazione dopo il n. 6. Esse sono riscosse ai sensi dell’articolo 84 del codice della navigazione.

 

Art. 506 Salvataggi e rimorchi

 

  1. Qualunque profitto netto spettante all’armatore per salvataggi e rimorchi eseguiti dalla nave o dal galleggiante requisito è diviso in parti uguali tra l’amministrazione, che ha proceduto alla requisizione, e l’armatore.

 

Sezione V

Atto di requisizione – Modalità della consegna e della restituzione delle navi e dei galleggianti requisiti

Art. 507 Autorità delegata per la consegna e la restituzione

 

  1. Le formalità relative alla consegna e alla restituzione delle navi o dei galleggianti requisiti sono compiute dall’autorità delegata dall’amministrazione che procede alla requisizione.

 

Art. 508 Controllo dell’inventario

 

  1. All’atto della consegna e della riconsegna di nave requisita si procede al controllo dell’inventario, in contraddittorio con l’armatore o il proprietario o con il loro rappresentante, redigendosene verbale nel quale devono farsi risultare le irregolarità eventualmente riscontrate.
  2. Se il controllo dell’inventario non può essere compiuto dall’autorità delegata, può essere a ciò delegata dall’amministrazione altra autorità.
  3. Se esigenze speciali non consentono di procedere a questo controllo, fa fede, fino a prova contraria, l’inventario esistente a bordo, una copia del quale, a cura dell’armatore o proprietario o del capitano della nave, è rimessa, entro ventiquattro ore dall’ordine, all’autorità che è designata dall’amministrazione requisitrice.
  4. Dell’esattezza di tale documento rimangono responsabili, salve le eventuali sanzioni penali, l’armatore o proprietario e il capitano.
  5. Nel caso di galleggianti, valgono le norme predette, con la sola variante che, non essendo prescritto quale documento di bordo l’inventario, questo è compilato, anziché controllato, al momento della requisizione, salvo speciali disposizioni da parte del Ministero che procede alla requisizione.

 

Art. 509 Verifica materiali di consumo

 

  1. Le autorità delegate verificano i materiali di consumo esistenti a bordo, esclusi i combustibili, i lubrificanti e l’acqua, nei casi di consegna o di riconsegna, redigendone apposito verbale.

 

Art. 510 Verbale di consegna

 

  1. In tutti i casi e a tutti gli effetti previsti dal presente capo, l’atto di requisizione è sostituito dal processo verbale di consegna di cui al comma 2.
  2. Agli effetti della requisizione, sia in proprietà sia in uso, è compilato un processo verbale di consegna, che contiene le seguenti indicazioni:
  3. a) autorità delegata per la consegna;
  4. b) ordine ricevuto dalla predetta autorità, con le precise indicazioni del documento relativo;
  5. c) amministrazione dello Stato per conto della quale si effettua la requisizione;
  6. d) nome dell’unità requisita, tipo (piroscafo, motonave, veliero, galleggiante, ecc.) e nazionalità;
  7. e) nome del proprietario (o anche dell’armatore nel caso di requisizione in uso) dell’unità requisita e sua residenza o domicilio;
  8. f) compartimento o ufficio marittimo d’iscrizione dell’unità requisita e relativo numero della matricola delle navi o del registro dei galleggianti;
  9. g) tonnellaggio di stazza lorda e netta;
  10. h) porto in cui avviene la consegna;
  11. i) data e ora della consegna;
  12. l) consistenza dei combustibili e dell’acqua (potabile e per macchina) esistenti a bordo dell’unità all’atto della consegna e consistenza dei lubrificanti soltanto nel caso di motonavi e di galleggianti con motori a combustione oppure a propulsione elettrica;
  13. m) eventuali annotazioni;
  14. n) firma dell’autorità delegata per la consegna;
  15. o) firma del proprietario (o anche dell’armatore, nel caso di requisizione in uso) o del suo legale rappresentante.

 

Art. 511 Verbali di sospensione e di ripresa della requisizione in uso

 

  1. Le norme relative alle formalità di consegna e di riconsegna dell’unità requisita si osservano anche nel caso di sospensione della requisizione in uso e di successiva cessazione di tale sospensione.

 

Art. 512 Processo verbale di restituzione

 

  1. All’atto della restituzione dell’unità requisita, l’autorità delegata dall’amministrazione che ha ordinato la requisizione compila il processo verbale di restituzione, che contiene le stesse indicazioni prescritte per il verbale di consegna, sostituendo la parola «consegna» con «restituzione».

 

Art. 513 Contraddittorio della parte interessata nella redazione dei verbali

 

  1. I processi verbali di consegna e restituzione sono redatti in contraddittorio del proprietario o dell’armatore dell’unità requisita o di loro rappresentanti o del capitano.
  2. A tal fine, è data tempestiva notizia al proprietario o all’armatore o al capitano del luogo e dell’ora in cui si procederà alla redazione del processo verbale. Se l’interessato non si presenta, si procede egualmente alla formazione del verbale, facendosi constare l’assenza dell’interessato.

 

Art. 514 Raccolta dei verbali e delle dichiarazioni

 

  1. Durante la requisizione in uso, il comandante militare o il commissario statale e il capitano della nave o del galleggiante tengono ciascuno una raccolta dei seguenti verbali, riuniti in fascicolo e corredati di un indice:
  2. a) di consegna e di restituzione, di sospensione e di ripresa della requisizione;
  3. b) relativi alla presa in carico o alla cessione di combustibili, lubrificanti, acqua;
  4. c) relativi allo scarico e alla cessione di materiali di dotazione;
  5. d) attestanti le necessità della lavatura e del rifacimento di fasce, materassi, federe, guanciali;
  6. e) concernenti la fornitura di materiali appartenenti all’amministrazione e la consegna temporanea da parte di questa al capitano della nave o del galleggiante;
  7. f) di controllo di inventari;
  8. g) ogni altro processo verbale o di dichiarazione concernente l’unità requisita.

 

Sezione VI

Assicurazioni e avarie

Art. 515 Responsabilità dell’amministrazione che provvede alla requisizione

 

  1. L’amministrazione, con il pagamento delle quote di assicurazione contro i rischi ordinari di navigazione e contro gli ordinari rischi di malattia e infortuni e contro la responsabilità civile per danni alle persone, previsti alle lettere a) e b) della parte B dell’indennità ai sensi dell’articolo 500, rimane esonerata da ogni responsabilità per tutti i danni che derivano da tali rischi alla nave o galleggiante o alle persone o alle cose durante la requisizione, anche se l’armatore o proprietario della nave o del galleggiante non ha, per qualsiasi motivo, provveduto tempestivamente alla stipulazione o rinnovazione del relativo contratto di assicurazione.
  2. In determinate circostanze e per speciali ragioni, l’amministrazione che procede alla requisizione può disporre affinché le polizze di assicurazione non siano rinnovate alla loro scadenza.

 

Art. 516 Indennità e rimborsi a carico dell’amministrazione che procede alla requisizione

 

  1. Quando l’amministrazione si avvale della facoltà concessa dall’articolo 500, comma 15, lettera a), o quando comunque per sua disposizione i rischi non siano, in tutto o in parte, coperti da assicurazione, essa corrisponde all’armatore o proprietario della nave o galleggiante:
  2. a) in caso di perdita, una indennità pari al valore della nave di cui all’articolo 500, comma 4 rimanendo fermo quanto disposto dall’articolo 499, comma 4;
  3. b) in caso di avarie, il rimborso delle spese incontrate e di quelle necessarie alla conseguente riparazione, a meno che l’amministrazione non reputi più conveniente procedere essa stessa all’esecuzione dei lavori relativi.

 

Sezione VII

Sanzioni penali e disciplinari

Art. 517 Inosservanza dell’ordine di trasporto obbligatorio o di precedenza

 

  1. Chiunque non ottempera agli ordini dati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a norma dell’articolo 473, commi 4 e 5, è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a euro 207,00.
  2. Nei casi più gravi possono applicarsi, congiuntamente, le pene dell’arresto e dell’ammenda, nei limiti suindicati.

 

Art. 518 Sottrazione alla requisizione – Inosservanza dell’ordine di requisizione

 

  1. Chiunque in qualsiasi modo, sottrae alla requisizione una nave o un galleggiante, che ne possa formare oggetto a norma del presente capo, o, senza giustificato motivo, non ottempera, in tutto o in parte, all’ordine di requisizione della nave o del galleggiante, dato dall’autorità competente o comunque ne impedisce od ostacola l’esecuzione, è punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino a euro 310,00.
  2. Se il fatto è commesso per colpa, si applica la multa fino a euro 207,00.
  3. Nel caso che la consegna all’amministrazione della nave o del galleggiante requisito avvenga, senza giustificato motivo, oltre il termine all’uopo stabilito a norma dell’articolo 479, il colpevole è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 310,00.

 

Art. 519 Alterazione di nave o galleggiante requisiti

 

  1. Chiunque, senza l’autorizzazione dell’autorità che ha ordinata la requisizione, altera o modifica, in tutto o in parte, lo stato della nave o del galleggiante requisito, è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a euro 516,00.
  2. Nei casi più gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene dell’arresto e dell’ammenda, nei limiti suindicati.

 

Art. 520 Documenti falsi o indicazioni non vere

 

  1. Chiunque, per sottrarre alla requisizione una nave o un galleggiante presenta libri o documenti contraffatti o alterati è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 310,00.
  2. Chiunque, allo scopo suindicato, fornisce all’autorità competente indicazioni mendaci è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 103,00.
  3. Se sono fornite, per colpa, indicazioni non conformi alla verità, si applica la multa fino a euro 103,00.

 

Art. 521 Distruzione o deterioramento di nave o galleggiante requisiti

 

  1. Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti della presente sezione, distrugge, sostituisce, sottrae o altrimenti rende inservibile, anche temporaneamente, o deteriora la nave o il galleggiante requisiti e affidati alla sua custodia, è punito secondo le disposizioni dell’articolo 334 del codice penale.
  2. Se il fatto è avvenuto o è stato agevolato per colpa, si applica la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a euro 310,00.

 

Art. 522 Inosservanza di doveri da parte dell’armatore proprietario o capitano

 

  1. E’ punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 310,00 l’armatore, il proprietario o il capitano, che, senza giustificato motivo:
  2. a) non ottempera immediatamente all’ordine dell’autorità competente di sbarcare in tutto o in parte, l’equipaggio dalla nave o dal galleggiante requisiti;
  3. b) nelle condizioni previste dalla lettera a) del presente comma, non ottempera alla richiesta di assunzione delle persone nominativamente designate dall’amministrazione, per sostituire, in tutto o in parte, l’equipaggio sbarcato;
  4. c) non ottempera all’ordine dell’autorità competente di aumentare per il disimpegno di speciali servizi, l’equipaggio della nave o del galleggiante requisiti, o di imbarcare, per tali servizi, personale militare in soprannumero;
  5. d) non ottempera a quanto prescritto nell’articolo 38, al fine del controllo o della compilazione dell’inventario per la consegna o la riconsegna della nave o del galleggiante requisiti.

 

Art. 523 Inosservanza di ordini dati dall’amministrazione, dal commissario statale o dal comandante militare

 

  1. Il capitano della nave o del galleggiante requisiti, che, senza giustificato motivo, non ottempera agli ordini impartiti dall’amministrazione o dal commissario statale o dal comandante militare, a norma, rispettivamente, degli articoli 490, 491, 492, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 207,00.

 

Art. 524 Applicazione di sanzioni penali più gravi

 

  1. Le disposizioni della sezione VII del presente capo non si applicano, se i fatti da essa previsti costituiscono un più grave reato a norma delle leggi vigenti.

 

Art. 525 Competenza dei tribunali militari

 

  1. Se i reati previsti dagli articoli 517 e 523 sono commessi in tempo di guerra, la competenza spetta ai tribunali militari; quando il giudice ritenga di infliggere la sola pena pecuniaria, può provvedersi con decreto penale, secondo le disposizioni del codice penale militare di pace.

 

Art. 526 Sanzioni disciplinari

 

  1. Le mancanze commesse a bordo dalle persone imbarcate verso i rappresentanti dell’amministrazione dello Stato, indicati nella sezione III del presente capo, sono punite con le sanzioni disciplinari previste dagli articoli 1249 e seguenti del codice della navigazione.
  2. L’esercizio del potere disciplinare di cui al comma 1 è affidato alle persone indicate dagli articoli 1249 e seguenti del codice della navigazione.
  3. I rapporti relativi a mancanze disciplinari a carico delle persone imbarcate sono dal comandante militare o dal commissario statale presentati al capitano della nave o galleggiante, che li trascrive nel giornale nautico, con l’indicazione dei provvedimenti disciplinari adottati.
  4. Il comandante militare, che ha assunto il comando della nave o del galleggiante in forza della facoltà conferitagli dall’articolo 493, sostituisce interamente il capitano nell’esercizio del potere disciplinare su tutte le persone imbarcate.
  5. Oltre alle sanzioni disciplinari di cui al comma 1, per qualsiasi atto od omissione capace di turbare il buon andamento del servizio cui la nave o galleggiante requisito è adibito può essere inflitta ai colpevoli, dall’autorità marittima competente, la sanzione disciplinare dell’inibizione della navigazione da un minimo di tre mesi a un massimo di due anni, indipendentemente dalle sanzioni penali applicabili in virtù di altre leggi.

 

Libro terzo

AMMINISTRAZIONE E CONTABILITA’

Titolo I

Disposizioni generali

Art. 527 Norme applicabili all’amministrazione e contabilità del Ministero della difesa. Rinvio

 

  1. Al Ministero della difesa si applicano le norme vigenti per l’amministrazione e contabilità delle amministrazioni statali, in quanto non derogate dalle disposizioni del presente libro e con esse compatibili, nonché l’articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460. (292)

1-bis. L’articolo 1 del decreto-legge n. 313 del 1994, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 460 del 1994, si applica anche ai fondi destinati al pagamento di spese, principali e accessorie, per servizi e forniture aventi finalità di difesa nazionale e sicurezza, nonché agli emolumenti di qualsiasi tipo dovuti al personale amministrato dal Ministero della difesa, accreditati mediante aperture di credito in favore dei funzionari delegati degli uffici centrali e periferici del Ministero della difesa. Gli atti di sequestro e di pignoramento afferenti ai fondi di cui al presente comma sono nulli; la nullità è rilevabile d’ufficio e gli atti non determinano obbligo di accantonamento da parte delle sezioni della Tesoreria dello Stato, nè sospendono l’accreditamento di somme destinate ai funzionari delegati centrali e periferici. (293)

  1. Il regolamento detta le norme di attuazione per l’amministrazione e contabilità del Ministero della difesa, ivi compresa l’attività ispettiva. Il controllo strategico è disciplinato dall’articolo 21 del regolamento, in attuazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.

(292) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(293) Comma inserito dall’art. 3, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 528 Informatizzazione del Ministero della difesa

 

  1. All’informatizzazione delle attività del Ministero della difesa si applicano le norme vigenti per l’informatizzazione della pubblica amministrazione statale, con le deroghe ivi eventualmente previste, e segnatamente:
  2. a) il decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39;
  3. b) le norme di attuazione dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, e, in particolare, il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68;
  4. c) l’articolo 1, commi 197 e 198, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, con le relative norme secondarie di attuazione;
  5. d) il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, con le limitazioni di cui all’articolo 2, comma 6, e all’articolo 75, comma 2, nonché le facoltà di cui all’articolo 17, comma 1-bis del medesimo decreto legislativo;
  6. e) l’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. (294)
  7. In applicazione dell’articolo 16 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, il regolamento, adottato per tale parte di intesa con Agenzia per l’Italia Digitale, detta le norme volte a coordinare le disposizioni del citato decreto legislativo n. 39 del 1993 con le esigenze di gestione dei sistemi informativi automatizzati concernenti la difesa nazionale. (295)

(294) Comma così sostituito dall’art. 3, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(295) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 529 Controlli. Rinvio

 

  1. Al controllo di regolarità amministrativa e contabile e al controllo di gestione del Ministero della difesa si applicano le norme vigenti per i controlli delle amministrazioni statali.

 

Art. 530 Inchieste su eventi di particolare gravità o risonanza

 

  1. Il Ministero della difesa dispone le inchieste sommarie e formali volte ad accertare le cause soggettive e oggettive che hanno determinato eventi di particolare gravità o risonanza nell’ambito dell’Amministrazione della difesa, allo scopo di valutare l’opportunità di adottare le misure correttive di carattere organizzativo o tecnico necessarie a evitare il ripetersi degli eventi dannosi e di dare l’avvio ai procedimenti rivolti a individuare eventuali responsabilità penali, disciplinari, amministrative, in merito alla causazione dell’evento.
  2. Il regolamento disciplina le procedure per lo svolgimento delle inchieste e delimita gli eventi di cui al comma 1, ivi compresi gli incidenti di volo avvenuti nell’ambito di operazioni o esercitazioni internazionali, multinazionali o NATO, a carattere interforze.
  3. Dagli eventi di cui al comma 1 sono esclusi gli incidenti automobilistici, nei quali sono rimasti coinvolti automezzi isolati e che non hanno comportato gravi lesioni fisiche o perdite di vite umane, nonché gli incidenti di volo accaduti agli aeromobili, diversi da quelli di cui al comma 2.

 

Art. 531 Riutilizzo di documenti

 

  1. Per l’esercizio della facoltà di rendere disponibili a terzi i documenti contenenti dati pubblici nella disponibilità del Ministero della difesa, trovano applicazione le norme vigenti di cui al decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, che dà attuazione alla direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico.

 

Art. 532 Responsabilità del personale militare

 

  1. Resta ferma, per il personale militare, la disciplina vigente per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche in materia di responsabilità civile, penale e amministrativo-contabile. (296)

(296) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. c), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 533 Polizze assicurative (297)

 

  1. In materia di polizze assicurative, al Ministero della difesa si applicano le disposizioni vigenti per le pubbliche amministrazioni statali sul divieto di stipula di assicurazioni per i dipendenti pubblici.

(297) Articolo così sostituito dall’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Titolo II

Attività negoziale del Ministero della difesa

Capo I

Disposizioni generali sull’attività negoziale del Ministero della difesa

Art. 534 Attività negoziale del Ministero della difesa. Rinvio

 

  1. Fatto salvo quanto disposto dal presente titolo:
  2. a) ai contratti del Ministero della difesa si applicano le vigenti disposizioni in materia di attività negoziale della pubblica amministrazione statale, ivi comprese la disciplina concernente l’acquisizione di beni e servizi tramite la Concessionaria servizi informativi spa (CONSIP), nonché la disciplina concernente le forniture e servizi informatici e, segnatamente, gli articoli 1, commi 192, 193 e 194, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e 67 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni; (298)
  3. b) ai contratti del Ministero della difesa relativi a lavori, servizi e forniture, diversi da quelli di cui al comma 2, si applicano il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, e le relative disposizioni attuative di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 2012, n. 236, emanate ai sensi dell’articolo 196 dello stesso codice dei contratti; (299)
  4. c) si applica la legge 11 novembre 1986, n. 770;
  5. d) alle locazioni di immobili per i fabbisogni allocativi del Ministero della difesa si applica l’articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
  6. Ai contratti del Ministero della difesa relativi a lavori, servizi e forniture ricadenti nell’oggetto della direttiva 2009/81/CE, si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, e le relative disposizioni attuative di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 49, emanate ai sensi dell’articolo 4, comma 1, dello stesso decreto. (300)

(298) Lettera corretta da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126 e, successivamente, così modificata dall’art. 3, comma 1, lett. d), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(299) Lettera sostituita dall’art. 3, comma 1, lett. d), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248 e, successivamente, così modificata dall’art. 10, comma 3, lett. a), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(300) Comma sostituito dall’art. 3, comma 1, lett. d), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248 e, successivamente, così modificato dall’art. 10, comma 3, lett. a), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 535 Difesa Servizi spa

 

  1. E’ costituita la società per azioni denominata «Difesa Servizi spa», ai fini dello svolgimento dell’attività negoziale diretta all’acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni strettamente correlate allo svolgimento dei compiti istituzionali dell’Amministrazione della difesa e non direttamente correlate all’attività operativa delle Forze armate, da individuare con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonché ai fini dell’articolo 7 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, nonché delle attività di valorizzazione e di gestione, fatta eccezione per quelle di alienazione, degli immobili militari, da realizzare anche attraverso accordi con altri soggetti e la stipula di contratti di sponsorizzazione. Le citate attività negoziali sono svolte attraverso l’utilizzo integrale delle risorse acquisite dalla società, attraverso la gestione economica dei beni dell’Amministrazione della difesa e dei servizi da essa resi a terzi, da considerare aggiuntive rispetto a quelle iscritte nello stato di previsione del dicastero. (301)
  2. La società è posta sotto la vigilanza del Ministro della difesa e ha sede in Roma. Il capitale sociale della società è stabilito in euro 1 milione, e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Ministro della difesa, che esercita i diritti dell’azionista. Le azioni della società sono interamente sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi. La società opera secondo gli indirizzi strategici e i programmi stabiliti con decreto del medesimo Ministero, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.
  3. La società ha a oggetto la prestazione di servizi e l’espletamento di attività strumentali e di supporto tecnico-amministrativo in favore dell’Amministrazione della difesa per lo svolgimento di compiti istituzionali di quest’ultima. L’oggetto sociale, riguardante l’attività negoziale diretta all’acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni, è strettamente correlato allo svolgimento dei compiti istituzionali del comparto sicurezza e difesa, anche attraverso l’espletamento, per le Forze armate, delle funzioni di centrale di committenza ai sensi dell’articolo 33 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le predette funzioni di centrale di committenza possono essere svolte anche per le altre Forze di polizia, previa stipula di apposite convenzioni con le amministrazioni interessate. La società può altresì esercitare ogni attività strumentale, connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di affidamento a società a capitale interamente pubblico.
  4. La società, nell’espletare le funzioni di centrale di committenza, utilizza i parametri di prezzo-qualità delle convenzioni di cui all’articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, come limiti massimi per l’acquisto di beni e servizi comparabili.
  5. Lo statuto disciplinante il funzionamento interno della società è approvato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. E’ ammessa la delega dei poteri dell’organo amministrativo a uno dei suoi membri. Con lo stesso decreto sono nominati i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per il primo periodo di durata in carica. I membri del consiglio di amministrazione possono essere scelti anche tra gli appartenenti alle Forze armate in servizio permanente. Le successive modifiche allo statuto e le nomine dei componenti degli organi sociali per i successivi periodi sono deliberate a norma del codice civile ed entrano in vigore a seguito dell’approvazione delle stesse con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (302) .
  6. Lo statuto prevede:
  7. a) il divieto esplicito di cedere le azioni o di costituire su di esse diritti a favore di terzi;
  8. b) la nomina da parte del Ministro della difesa dell’intero consiglio di amministrazione e il suo assenso alla nomina dei dirigenti;
  9. c) le modalità per l’esercizio del «controllo analogo» sulla società, nel rispetto dei princìpi del diritto europeo e della relativa giurisprudenza comunitaria;
  10. d) le modalità per l’esercizio dei poteri di indirizzo e controllo sulla politica aziendale;
  11. e) l’obbligo dell’esercizio dell’attività societaria in maniera prevalente in favore del Ministero della difesa;
  12. f) il divieto di chiedere la quotazione in borsa o al mercato ristretto.
  13. La pubblicazione del decreto di approvazione dello statuto nella Gazzetta Ufficiale tiene luogo degli adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla normativa vigente.
  14. Gli utili netti della società sono destinati a riserva, se non altrimenti determinato dall’organo amministrativo della società previa autorizzazione del Ministero vigilante.
  15. La società non può sciogliersi se non per legge.
  16. Il rapporto di lavoro del personale dipendente della società è disciplinato dalle norme di diritto privato e dalla contrattazione collettiva. In deroga a quanto previsto dal comma 9 dell’articolo 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la società si avvale anche del personale militare e civile del Ministero della difesa, anche di livello non dirigenziale, in possesso di specifiche competenze in campo amministrativo e gestionale, da impiegare secondo le modalità previste dallo stesso articolo.

(301) Comma così modificato dall’art. 1, comma 380, L. 23 dicembre 2014, n. 190, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2015.

(302) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 10 febbraio 2011.

 

Capo II

Programmazione

Art. 536 Programmi (303)

 

  1. Con riferimento alla pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d’arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale, annualmente, entro la data del 30 aprile, il Ministro della difesa provvede a trasmettere al Parlamento l’aggiornamento della documentazione di cui agli articoli 12 e 548, comprensivo del piano di impiego pluriennale che riassume:
  2. a) il quadro generale delle esigenze operative delle Forze armate, comprensive degli indirizzi strategici e delle linee di sviluppo capacitive;
  3. b) l’elenco dei programmi d’armamento e di ricerca in corso ed il relativo piano di programmazione finanziaria, indicante le risorse assegnate a ciascuno dei programmi per un periodo non inferiore a tre anni, compresi i programmi di ricerca o di sviluppo finanziati nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico. Nell’elenco sono altresì indicate le condizioni contrattuali, con particolare riguardo alle eventuali clausole penali.
  4. Nell’ambito della stessa documentazione di cui al comma 1 sono riportate, sotto forma di bilancio consolidato, tutte le spese relative alla funzione difesa, comprensive delle risorse assegnate da altri Ministeri.
  5. In relazione agli indirizzi di cui al comma 1, i conseguenti programmi ed i relativi impegni di spesa sono approvati:
  6. a) con legge, se richiedono finanziamenti di natura straordinaria;
  7. b) con decreto del Ministro della difesa, se si tratta di programmi finanziati attraverso gli ordinari stanziamenti di bilancio, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze se tali programmi sono di durata pluriennale. Salvo quanto disposto al comma 4 e sempre che i programmi non si riferiscano al mantenimento delle dotazioni o al ripianamento delle scorte, gli schemi di decreto di cui al periodo precedente sono trasmessi alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni competenti. I pareri sono espressi entro quaranta giorni dalla data di assegnazione. Decorso inutilmente il termine per l’espressione del parere, i decreti possono essere adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi alle condizioni formulate dalle Commissioni competenti, ovvero quando le stesse Commissioni esprimano parere contrario, trasmette nuovamente alle Camere gli schemi di decreto corredati delle necessarie controdeduzioni per i pareri definitivi delle Commissioni competenti da esprimere entro trenta giorni dalla loro assegnazione. In tal caso, qualora entro il termine indicato le Commissioni competenti esprimano sugli schemi di decreto parere contrario a maggioranza assoluta dei componenti, motivato con riferimento alla mancata coerenza con il piano di impiego pluriennale di cui al comma 1, il programma non può essere adottato. In ogni altro caso, il Governo può procedere all’adozione dei decreti. Gli schemi di decreto sono trasmessi anche alle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari.
  8. I piani di spesa gravanti sugli ordinari stanziamenti di bilancio, ma destinati al completamento di programmi pluriennali finanziati nei precedenti esercizi con leggi speciali, se non richiedono finanziamenti integrativi, sono sottoposti dal Ministro della difesa al Parlamento in apposito allegato al piano di impiego pluriennale di cui al comma 1.
  9. L’attività contrattuale relativa ai programmi di cui al comma 3 e ai piani di spesa di cui al comma 4 è svolta dalle competenti strutture del Ministero della difesa. (304)

(303) Articolo modificato dall’art. 7, comma 10, D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135 e, successivamente, così sostituito dall’art. 4, comma 2, lett. a), L. 31 dicembre 2012, n. 244.

(304) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. e), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 536-bis Verifica dei programmi di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d’arma (305)

 

  1. Il Capo di stato maggiore della difesa, sulla base degli obiettivi e degli indirizzi definiti dal Ministro della difesa ai sensi dell’articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ferma restando la necessità di salvaguardare le esigenze operative prioritarie e quelle derivanti dal processo di definizione della politica europea di difesa e sicurezza, procede alla verifica della rispondenza dei programmi di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d’arma e propone al Ministro della difesa la rimodulazione dei programmi relativi a linee di sviluppo capacitive che risultino non più adeguate, anche in ragione delle disponibilità finanziarie autorizzate a legislazione vigente. La predetta verifica tiene altresì conto dei risultati conseguiti nell’attuazione del processo di riconfigurazione dello strumento militare riportati nel documento di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), della legge 31 dicembre 2012, n. 244.
  2. Gli schemi dei decreti che approvano la rimodulazione di programmi sui quali è stato espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti ai sensi dell’articolo 536, comma 3, lettera b), sono sottoposti a tale parere.
  3. Dalle rimodulazioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche in termini di indebitamento netto.
  4. Le eventuali disponibilità finanziarie emergenti a seguito delle rimodulazioni di cui al comma 1 sono destinate, previa verifica dell’invarianza sui saldi di finanza pubblica da parte del Ministero dell’economia e delle finanze-Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, alle finalità di cui all’articolo 4, comma 1, lettera c), della legge 31 dicembre 2012, n. 244.

(305) Articolo inserito dall’art. 14, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 537 Programmi con la partecipazione o collaborazione di Paesi esteri

 

  1. Se i rapporti contrattuali derivanti dall’attuazione dei programmi di cui all’articolo 536 implicano la partecipazione o, comunque, la collaborazione di Paesi esteri, direttamente o per il tramite di agenzie o enti plurinazionali, il Ministro della difesa è autorizzato a stipulare contratti o comunque ad assumere impegni nei limiti dell’intera somma, considerando a questi fini anche gli importi da riassegnare a bilancio ai sensi dell’articolo 549.

 

Art. 537-bis Semplificazione delle procedure per la realizzazione dei programmi di investimento di interesse dell’Amministrazione della difesa (306)

 

  1. Ai fini della semplificazione delle procedure per la realizzazione dei programmi di investimento di interesse dell’Amministrazione della difesa, finanziati mediante contributi pluriennali, il decreto di cui all’articolo 4, comma 177-bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, è adottato, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e della difesa. Con tale decreto si provvede a:
  2. a) definire le modalità di attuazione dei programmi, in sostituzione delle convenzioni di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421;
  3. b) fissare, se necessario, il tasso di interesse massimo secondo le modalità di cui all’articolo 45, comma 32, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, che può essere successivamente rideterminato dal Ministero dell’economia e delle finanze, ove occorra;
  4. c) verificare l’assenza di effetti peggiorativi sul fabbisogno e sull’indebitamento netto, rispetto a quelli previsti dalla legislazione vigente, ovvero quantificarli per la successiva compensazione ai sensi dell’articolo 4, comma 177-bis, della legge n. 350 del 2003, e successive modificazioni.

(306) Articolo inserito dall’art. 3, comma 1, lett. f), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 537-ter Cooperazione con altri Stati per i materiali di armamento prodotti dall’industria nazionale (307)

 

  1. Il Ministero della difesa, nel rispetto dei principi, delle norme e delle procedure in materia di esportazione di materiali d’armamento di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185, e successive modificazioni, d’intesa con il Ministero degli affari esteri, può svolgere per conto di altri Stati esteri con i quali sussistono accordi di cooperazione o di reciproca assistenza tecnico-militare, e tramite proprie articolazioni, attività di supporto tecnico-amministrativo per l’acquisizione di materiali di armamento prodotti dall’industria nazionale anche in uso alle Forze armate e per le correlate esigenze di sostegno logistico e assistenza tecnica, richiesti dai citati Stati, nei limiti e secondo le modalità disciplinati nei predetti accordi.
  2. Con regolamento adottato, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della difesa di concerto con il Ministro degli affari esteri e il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, è definita la disciplina esecutiva e attuativa delle disposizioni di cui al presente articolo. (308)
  3. Le somme percepite per il rimborso dei costi sostenuti per le attività di cui al comma 1 sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere integralmente riassegnate ai fondi di cui all’articolo 619.

(307) Articolo inserito dall’art. 48, comma 1, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98.

(308) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.P.R. 6 maggio 2015, n. 104.

 

Capo III

Semplificazione e accelerazione delle procedure contrattuali

Art. 538 Principi sulle procedure contrattuali

 

  1. Le procedure contrattuali per l’acquisto di beni e servizi da parte dell’Amministrazione della difesa sono improntate a tempestività, trasparenza e correttezza nel rispetto delle leggi vigenti e della normativa comunitaria.

 

Art. 538-bis Contratti di assicurazione e di trasporto relativi alle missioni internazionali (309)

 

  1. Al fine di garantire, senza soluzione di continuità a partire dal 1°(gradi) gennaio di ciascun anno, i servizi di assicurazione e di trasporto finanziati dai provvedimenti di autorizzazione e proroga delle missioni internazionali delle Forze armate, il Ministero della difesa è autorizzato ad avviare, nell’anno precedente il finanziamento, le procedure di affidamento dei relativi contratti fino alla fase di stipulazione compresa, mentre resta fermo che può procedere all’approvazione dei contratti e all’impegno delle relative spese solo al momento del perfezionamento delle procedure contabili di allocazione delle risorse finanziarie derivanti dai menzionati provvedimenti di autorizzazione e proroga delle missioni internazionali sui pertinenti capitoli del relativo stato di previsione della spesa.

(309) Articolo inserito dall’art. 7, comma 3, D.L. 16 maggio 2016, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 luglio 2016, n. 131.

 

Art. 539 Semplificazione in ordine a determinati pareri

 

  1. Le disposizioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 1°(gradi) dicembre 2009, n. 177, relative al parere obbligatorio di Agenzia per l’Italia Digitale, non trovano applicazione relativamente ai progetti di contratto riguardanti sistemi informativi militari a carattere operativo connessi con lo svolgimento di compiti concernenti la difesa nazionale. (310)

(310) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 540 Poteri di spesa (311)

 

  1. Per il conseguimento degli obiettivi loro affidati, i Comandanti dei comandi periferici di Forza armata o interforze con funzioni logistiche e amministrative, nonché gli ufficiali generali e ammiragli e gli ufficiali superiori delle Forze armate preposti a organismi militari provvisti di autonomia amministrativa, esercitano i poteri di spesa nei limiti dei fondi loro assegnati per la realizzazione di ciascun programma.

(311) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 541 Termini dei pagamenti e piani di consegna (312)

 

  1. I contratti di fornitura di beni e servizi concernenti sistemi d’arma e apparecchiature funzionalmente correlate, aventi termini di consegna o di esecuzione superiori ai due anni, e i contratti relativi a lavori pubblici di importo eccedente quello indicato per i lavori dall’articolo 28 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e dall’articolo 10 del decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, possono prevedere la corresponsione di pagamenti, previa costituzione di idonea garanzia, sulla base della progressione dell’esecuzione delle prestazioni e dei conseguenti obiettivi quantitativi raggiunti, nei termini contrattualmente definiti. Tali pagamenti non possono comunque eccedere la misura complessiva del 90 per cento dell’importo contrattuale. (314)
  2. I termini entro i quali sono effettuati i pagamenti delle prestazioni contrattuali sono indicati nei capitolati generali di oneri applicabili.

2-bis. Il Ministro della difesa, compatibilmente con quanto statuito in sede contrattuale ovvero di accordi internazionali comunque denominati in materia di programmi militari di investimento, può autorizzare il differimento del piano di consegna dei relativi mezzi e sistemi d’arma, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. (313)

(312) Rubrica così modificata dall’art. 3, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(313) Comma aggiunto dall’art. 3, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(314) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. h), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 542 Tempestività dei pagamenti per forniture di materiali destinati alle Forze armate

 

  1. Al fine di garantire, attraverso la semplificazione dei correlati adempimenti amministrativi, la tempestività dei pagamenti per le forniture di materiali destinati alle Forze armate, relativi ad attività operative o addestrative svolte in territorio nazionale o all’estero, l’Amministrazione della difesa è autorizzata a corrispondere pagamenti in conto nella misura massima del 90 per cento del valore delle forniture accettate a seguito della verifica di conformità e consegnate. (315)

(315) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. i), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 543 Contratti di manutenzione e riparazione di sistemi d’arma

 

  1. I contratti di manutenzione e riparazione di sistemi d’arma e apparecchiature funzionalmente correlate possono prevedere che nel corso dell’esecuzione siano individuate ulteriori particolari prestazioni e forniture di materiali, da eseguire per soddisfare necessità urgenti e imprevedibili.
  2. Le prestazioni e le forniture di cui al comma 1, fermo restando l’importo complessivo del contratto, non possono in ogni caso eccedere il quinto di detto importo.

 

Art. 544 Sostegno logistico dei contingenti impiegati in missioni internazionali

 

  1. Per soddisfare le esigenze di approvvigionamento di beni e servizi necessari per il sostegno logistico dei contingenti delle Forze armate impiegati in missioni internazionali, o in qualunque modo connessi con tali esigenze, è autorizzato il ricorso, in caso di necessità e urgenza, alla Nato Maintenance and Supply Agency, sulla base di accordi quadro appositamente stipulati e nell’ambito dei fondi stanziati per tali esigenze.
  2. Il ricorso alla NATO Maintenance and Supply Agency previsto dal comma 1 è esteso agli approvvigionamenti di beni e servizi comunque connessi al sostegno logistico dei contingenti delle Forze armate impiegati in operazioni fuori dal territorio nazionale condotte sotto l’egida dell’ONU o di altri organismi sovranazionali.

 

Capo IV

Permute

Art. 545 Permute

 

  1. Ai fini del contenimento delle spese di ricerca, potenziamento, ammodernamento, manutenzione e supporto relative ai mezzi, sistemi, materiali e strutture in dotazione alle Forze armate, il Ministero della difesa, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato e nel rispetto della legge 9 luglio 1990, n. 185, è autorizzato a stipulare convenzioni e contratti, anche per il tramite della società di cui all’articolo 535, per la permuta di materiali o prestazioni con soggetti pubblici e privati. (316)
  2. Il regolamento, su cui per tale parte è acquisito il concerto del Ministro dell’economia e delle finanze, disciplina le condizioni e le modalità per la stipula degli atti e l’esecuzione delle prestazioni, nel rispetto della vigente disciplina in materia negoziale e del principio di economicità.

(316) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. l), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Capo V

Servizio di mensa

Art. 546 Servizio di vettovagliamento delle Forze armate

 

  1. Il servizio di vettovagliamento sostituisce le razioni viveri in natura, le quote miglioramento vitto, le integrazioni vitto e i generi di conforto in speciali condizioni di impiego, nonché ogni altra forma di fornitura di alimenti a titolo gratuito.
  2. Le modalità di fornitura del servizio di vettovagliamento a favore del personale militare sono stabilite con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 settembre di ogni anno con riferimento all’anno successivo. Con il medesimo decreto sono determinati il valore in denaro delle razioni viveri e del miglioramento vitto, nonché la composizione dei generi di conforto. (317)
  3. Il servizio di vettovagliamento è assicurato, in relazione alle esigenze operative, logistiche, di dislocazione e di impiego degli enti e reparti delle Forze armate, nelle seguenti forme:
  4. a) gestione diretta, ovvero affidata, in tutto o in parte, a privati mediante apposite convenzioni, ovvero appaltando il servizio a ditte private specializzate, nel rispetto del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
  5. b) fornitura di buoni pasto;
  6. c) fornitura di viveri speciali da combattimento.
  7. La gestione diretta e le eventuali convenzioni sono finanziate mediante utilizzo, anche in modo decentrato, del controvalore in contanti dei trattamenti alimentari determinati con il decreto di cui al comma 2.
  8. Il regolamento, in tale parte adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e su proposta dei Capi di stato maggiore di forza armata e del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza, sentito il Consiglio centrale di rappresentanza dei militari, detta norme interforze per disciplinare la struttura, l’organizzazione e il funzionamento delle mense di servizio.

(317) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. m), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Capo VI

Concessioni di beni

Art. 547 Concessioni per gli interventi di protezione sociale e per le attività connesse

 

  1. Al fine di assicurare gli interventi di protezione sociale a favore del personale militare e civile delle Forze armate e dei loro familiari, sono concessi in uso alle organizzazioni costituite tra il personale dipendente ai sensi dell’articolo 1475, oppure a enti e terzi, i locali demaniali, i mezzi, le strutture, i servizi e gli impianti necessari per i predetti interventi. Con il regolamento, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono determinati le consistenze e il valore di tali apporti nonché le relative norme d’uso.
  2. Per l’esercizio delle attività connesse con gli interventi di protezione sociale di cui al comma 1, l’Amministrazione della difesa provvede mediante affidamento in concessione alle organizzazioni di cui al comma 1, oppure a enti e terzi, previo esperimento di indagini comparative secondo le procedure in economia applicabili alla Difesa e con le modalità che sono stabilite con il regolamento, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

 

Titolo III

Bilancio, norme di spesa, fondi da ripartire

Capo I

Bilancio

Sezione I

Formazione del bilancio

Art. 548 Relazioni illustrative sullo stato di attuazione dei programmi

 

  1. Il Ministro della difesa, entro il termine di presentazione del disegno di legge di bilancio, trasmette al Parlamento relazioni illustrative: (318)
  2. a) sulla spesa complessiva prevista per il personale militare, con indicazione degli oneri riferiti al personale in servizio permanente e a quello in servizio non permanente, distinguendo, altresì, i dati per grado e per stato giuridico, nell’ambito delle aree tecnico-operativa e tecnico-amministrativa della Difesa;
  3. b) sullo stato di attuazione dei programmi di costruzione, acquisizione e ammodernamento di mezzi, impianti e sistemi, di cui ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa. Per ciascun programma sono indicati l’esigenza operativa, l’oggetto, la quantità, l’onere globale, lo sviluppo pluriennale e la percentuale di realizzazione; sono, altresì, fornite indicazioni sui rapporti tra acquisti compiuti all’estero e in Italia e sulla quota di questi effettuata nel Mezzogiorno;
  4. c) sull’attività contrattuale concernente la manutenzione straordinaria e il reintegro dei sistemi d’arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale, che si espleta secondo programmi aventi di norma durata annuale, in relazione alle quote da impegnare sugli appositi capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa;
  5. d) sullo stato di attuazione del programma di potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture, con particolare riguardo agli alloggi dei militari di truppa, ai locali adibiti a cucine, mense e ad attività del tempo libero, e idoneo a garantire attività di promozione sociale e sportiva, al quale si fa fronte mediante gli ordinari stanziamenti di bilancio, specificando, nell’ambito dei pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa, le quote da destinare alla realizzazione del programma medesimo;
  6. e) sui programmi, di competenza del Ministero della difesa, attuati ai sensi della legge 11 novembre 1986, n. 770.

(318) Alinea così modificato dall’art. 3, comma 5, D.Lgs. 12 maggio 2016, n. 90.

 

Sezione II

Gestione del bilancio

Art. 549 Riassegnazione di entrate a bilancio

 

  1. Per le spese che l’Amministrazione militare sostiene nell’interesse di altre amministrazioni dello Stato, queste devono anticipare i fondi occorrenti versandoli in tesoreria, con imputazione a uno speciale capitolo dell’entrata per essere portati in aumento allo stato di previsione del Ministero della difesa, tenuto conto dei limiti alle riassegnazioni di bilancio di cui all’articolo 2, comma 615, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
  2. Allo stesso modo, le somme dovute da privati, per prestazioni di qualsiasi specie, quelle per il mantenimento degli allievi nelle scuole militari nonché quelle previste dal comma 3 dell’articolo 159 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, sono versate in tesoreria e portate in aumento ai capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 549-bis Concorsi a titolo oneroso resi dalle Forze armate (319)

 

  1. Al fine di garantire il rimborso dei concorsi a titolo oneroso resi dalle Forze armate per attività di protezione civile, nei casi non soggetti a limitazioni ai sensi della legislazione vigente, possono essere disposte una o più aperture di credito, anche su diversi capitoli di bilancio, a favore di uno o più funzionari delegati nominati dal Ministero della difesa, per provvedere al ripianamento degli oneri direttamente o indirettamente sostenuti e quantificati sulla base delle tabelle di onerosità predisposte dallo stesso Ministero. Agli ordini di accreditamento di cui al primo periodo si applica l’articolo 279, primo comma, del regolamento di cui al regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. Per le modalità di gestione dei fondi accreditati e le modalità di presentazione dei rendiconti amministrativi si applicano le disposizioni di cui all’articolo 8, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367. Gli ordini di accreditamento disposti dopo la data del 30 settembre di ciascun anno, non estinti al termine dell’esercizio finanziario, possono essere trasportati all’esercizio successivo.

1-bis. II Ministero della difesa è autorizzato a garantire lo svolgimento di attività concorsuali a favore delle altre pubbliche amministrazioni secondo le modalità di cui al comma 1 nei limiti finanziari disposti dall’articolo 2, commi 615 e 617, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (320)

(319) Articolo inserito dall’art. 4, comma 2, lett. b), L. 31 dicembre 2012, n. 244.

(320) Comma aggiunto dall’art. 14, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Sezione III

Gestione della spesa

Art. 550 Somministrazione dei fondi

 

  1. A favore delle direzioni di amministrazione sono disposte aperture di credito da commutarsi in quietanze di entrata a valere sulle contabilità speciali, aperte presso le tesorerie provinciali:
  2. a) per il pagamento degli emolumenti al personale;
  3. b) per il pagamento dei fornitori e degli altri creditori.
  4. Le aperture di credito sono soggette ai controlli preventivi di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 e devono contenere, oltre all’indicazione della somma, quella del numero e della denominazione del capitolo del bilancio sul quale sono effettuate, nonché la clausola di commutabilità a favore delle contabilità speciali. (321)

2-bis. Il regolamento individua, in coerenza con l’articolo 60 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e con i principi recati dal decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123, le forme di controllo cui debbono essere sottoposti gli atti di spesa discendenti delle aperture di credito di cui al comma 2. (322)

(321) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. n), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(322) Comma aggiunto dall’art. 3, comma 1, lett. n), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Sezione IV

Disposizioni varie

Art. 551 Fondo scorta

 

  1. Nello stato di previsione del Ministero della difesa è istituito un fondo, per le esigenze delle Forze armate e per quelle dell’Arma dei carabinieri, destinato a provvedere alle momentanee deficienze di cassa presso i corpi, istituti e stabilimenti militari, rispetto alle periodiche anticipazioni loro fatte sugli stanziamenti di bilancio.
  2. Lo stanziamento del fondo è determinato annualmente con la legge di bilancio.
  3. L’utilizzo del fondo è disciplinato dal regolamento.

 

Capo II

Norme di spesa

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 552 Speciale capitolo per particolari deficienze di cassa

 

  1. Le deficienze di cassa dipendenti da forza maggiore o anche da dolo o negligenza di agenti dell’amministrazione sono ripianate a carico di uno speciale capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa, senza pregiudizio del regolare procedimento per l’accertamento delle eventuali responsabilità.

 

Art. 553 Spese di natura riservata

 

  1. Per sopperire alle spese di natura riservata è assegnata agli organi di vertice, allo Stato maggiore della difesa, al Segretariato generale della difesa, agli Stati maggiori di Forza armata e agli altri organi centrali del Ministero della difesa, una somma stabilita annualmente con decreto ministeriale, nell’ambito dello stanziamento determinato con legge di bilancio. Per l’Arma dei carabinieri, l’assegnazione della somma di cui al presente articolo è disposta con decreto ministeriale concernente attribuzione delle risorse ai sensi dell’articolo 14, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. (323)

(323) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. o), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Sezione II

Norme di spesa in relazione al libro I

Art. 554 Spese di funzionamento del Consiglio supremo della difesa

 

  1. Le spese per il funzionamento del Consiglio supremo di difesa gravano su apposito capitolo iscritto nello stato di previsione del Ministero della difesa, il cui stanziamento è determinato con legge di bilancio.

 

Art. 555 Oneri per subentro del Ministero della difesa nei rapporti di lavoro del Circolo Ufficiali delle Forze armate

 

  1. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 19, comma 4, per il subentro del Ministero della difesa in tutti i rapporti di lavoro in essere a tempo indeterminato alle dipendenze del Circolo Ufficiali delle Forze armate, valutato in euro 250.000,00 a decorrere dall’anno 2010, si provvede nell’ambito degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente per il reclutamento del personale relativo al Ministero della difesa e nel rispetto dei limiti in materia di assunzioni di personale a tempo indeterminato di cui all’articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

 

Art. 556 Spese di funzionamento di organi consultivi

 

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 58, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, la spesa complessiva degli organismi di cui agli articoli 24, comma 1, lettera a) e 24-bis, ivi compresi gli oneri di funzionamento, è ridotta del trenta per cento rispetto a quella sostenuta nell’esercizio finanziario 2005. (325)
  2. E’ fatto salvo quanto disposto dagli articoli 61, comma 1, e 68, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e 12, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. (324)

(324) Comma corretto da Comunicato 1°(gradi) giugno 2010, pubblicato nella G.U. 1°(gradi) giugno 2010, n. 126 e, successivamente, così modificato dall’art. 10, comma 3, lett. b), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

(325) Comma così modificato dall’art. 10, comma 3, lett. b), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 557 Spese di funzionamento del Comitato consultivo per l’inserimento del personale militare volontario femminile nelle Forze armate e nel Corpo della Guardia di finanza (326)

 

[1. Le spese per il funzionamento del Comitato consultivo per l’inserimento del personale militare volontario femminile nelle Forze armate e nel Corpo della Guardia di finanza, di cui all’articolo 24, comma 1, lettera b), compresi i gettoni di presenza, gravano su apposito capitolo iscritto nello stato di previsione del Ministero della difesa, nel limite di euro 14.000,00 a decorrere dal 2008, nel rispetto delle riduzioni di spesa previste dall’articolo 556. ]

(326) Articolo abrogato dall’art. 10, comma 3, lett. c), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 558 Uffici degli addetti delle Forze armate in servizio all’estero

 

  1. Per esigenze eccezionali degli uffici degli addetti delle Forze armate, il Ministero della difesa può autorizzare l’assunzione di personale a tempo determinato da adibire a mansioni esecutive, con contratti di durata non superiore all’anno, con possibilità di rinnovo, regolati dalle norme contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. I predetti contratti non conferiscono stabilità di impiego né diritto a collocamento nei ruoli del personale dello Stato. E’ fatta salva la possibilità per il Ministero della difesa di utilizzare personale con contratto a tempo indeterminato assunto dall’Amministrazione degli affari esteri a norma del citato decreto.
  2. Sono a carico dello stato di previsione del Ministero della difesa:
  3. a) le spese per la locazione dei locali di ufficio se questi non sono forniti dalla locale rappresentanza diplomatica, compresi gli oneri accessori. Il personale degli uffici degli addetti che abbia la propria abitazione annessa all’ufficio è tenuto a rimborsare il canone di locazione dei locali adibiti ad abitazione, nella misura determinata dal Ministero della difesa di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentito il capo della rappresentanza diplomatica, secondo i criteri fissati nell’articolo 84, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18;
  4. b) le altre spese di funzionamento entro i limiti stabiliti dal Ministero.

 

Art. 559 Finanziamento dell’Agenzia industrie difesa

 

  1. In relazione all’articolo 9, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il finanziamento annuale a favore dell’Agenzia industrie difesa, di cui all’articolo 48, è determinato in apposita tabella, ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

 

Art. 560 Ordinamento giudiziario militare

 

  1. Gli oneri derivanti dalle disposizioni sull’ordinamento giudiziario militare di cui al libro I, titolo III, capo VI, sezione I, gravano su appositi capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 561 Funzionamento del Consiglio della magistratura militare

 

  1. Gli oneri per il funzionamento del Consiglio della magistratura militare, di cui al libro I, titolo III, capo VI, sezione II, comprese le indennità di seduta e le spese di missione per i componenti non magistrati militari, gravano su apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 562 Funzionamento della commissione per la tenuta del registro nazionale delle imprese operanti nel settore dei materiali di armamento

 

  1. Agli oneri relativi al funzionamento della commissione per la tenuta del registro nazionale delle imprese e consorzi di imprese operanti nel settore della progettazione, produzione, importazione, esportazione, manutenzione e lavorazioni comunque connesse di materiale di armamento, trasferimenti e intermediazioni di cui all’articolo 44, si provvede a carico del Ministero della difesa. (327)

(327) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. p), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 563 Collegio medico legale

 

  1. L’onere derivante dalle disposizioni sul Collegio medico legale di cui all’articolo 189, grava sul pertinente capitolo di bilancio dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 564 Spese di funzionamento

 

  1. Le spese di funzionamento del Ministero della difesa sono annualmente determinate con la legge di bilancio.

 

Art. 565 Contributo a favore dell’Organizzazione idrografica internazionale

 

  1. Il contributo annuo dello Stato a favore dell’Organizzazione idrografica internazionale (IHO), con sede nel Principato di Monaco, di cui alla legge 15 novembre 1973, n. 925, da iscrivere su apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa, è determinato ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

 

Art. 565-bis Spese per la diffusione dei valori e della cultura militare fra i giovani (328) (329)

 

[1. Per l’organizzazione da parte delle Forze armate dei corsi di formazione di cui all’articolo 92-bis, è autorizzata la spesa di 6.599.720 euro per l’anno 2010, 5.846.720 euro per l’anno 2011 e 1.052.849 euro per l’anno 2012, nonché 1.000.000 euro a decorrere dall’anno 2013. ]

(328) Articolo inserito dall’art. 3, comma 1, lett. q), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(329) Articolo abrogato dall’art. 1, comma 365, L. 23 dicembre 2014, n. 190, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2015.

 

Sezione III

Norme di spesa in relazione al libro II

Art. 566 Norme di spesa per il patrimonio storico della Prima guerra mondiale (330)

 

[1. Per l’attuazione delle disposizioni del libro II, titolo II, capo VI, sezione II, è autorizzata la spesa annua di euro 170.431,00 a decorrere dal 2001, incrementata di euro 200.000,00 a decorrere dal 2008, che grava sullo stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali.

  1. Per l’attuazione del comma 3 è autorizzato un limite di impegno quindicennale pari a euro 516.457,00 annui a decorrere dall’anno 2001.
  2. I soggetti di cui all’articolo 256, comma 1, lettere b) e c), sono autorizzati a contrarre mutui nell’anno 2001, con onere a carico del bilancio dello Stato, nei limiti di cui al comma 2. Si applica l’articolo 262, comma 2. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali sono determinati criteri e modalità per l’attuazione del presente comma, compresi la rendicontazione da parte dei soggetti beneficiari e i controlli.
  3. Le funzioni di cui agli articoli 257, 258, 259 e 260, sono esercitate nei limiti delle risorse di cui al presente articolo.
  4. Le risorse disponibili dal 1°(gradi) gennaio 2004 e autorizzate ai sensi del comma 2 sono assegnate prioritariamente dal Ministero per i beni e le attività culturali ai progetti relativi alle zone di guerra più direttamente interessate dagli eventi bellici del 1916-1917 sugli altopiani vicentini.
  5. Al fine di proseguire la realizzazione di interventi finanziati ai sensi dei commi 2 e 3, sono autorizzati ulteriori limiti di impegno quindicennali pari a euro 400.000,00 annui a decorrere da ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. ]

(330) Articolo abrogato dall’art. 3, comma 1, lett. c), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 567 Stanziamenti e gestione dei fondi per i sepolcreti di guerra e sacrari equiparati

 

  1. Le spese per l’attuazione dei compiti di cui all’articolo 267, ivi comprese tutte quelle connesse con le attività istituzionali e funzionali e con l’espletamento dei servizi e dei compiti attribuiti al Commissariato generale per le onoranze ai Caduti, gravano sui fondi stanziati su apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa. (331)
  2. La gestione dei fondi è demandata al Commissario generale il quale vi provvede con l’osservanza delle norme di cui al regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440.

(331) Comma così modificato dall’art. 10, comma 3, lett. d), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 568 Manutenzione degli alloggi di servizio, modalità di riscossione del canone e sua destinazione

 

  1. Il Ministero della difesa provvede, con gli stanziamenti iscritti su apposito capitolo del proprio stato di previsione, alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili di cui al libro II, titolo II, capo VII, sezione I, alla gestione degli edifici e al versamento dei relativi canoni, operando le conseguenti ritenute stipendiali per le somme dovute dai sublocatari da versare in tesoreria con imputazione al capo X delle entrate statali per la successiva riassegnazione allo stato di previsione del Ministero della difesa, ai sensi dell’articolo 549.

 

Art. 569 Dotazioni finanziarie destinate agli indennizzi a privati e ai contributi a comuni e regioni

 

  1. La spesa complessiva per indennizzi a privati e per contributi a comuni e regioni, derivante dall’articolo 325, comma 1, e dall’articolo 330, commi 1 e 2, è determinata annualmente con legge di bilancio.

 

Sezione IV

Norme di spesa in relazione ai libri IV e V

Art. 570 Copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione delle norme sullo stato degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare

 

  1. L’onere derivante dall’attuazione delle norme sullo stato giuridico degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare di cui al libro IV, titolo V, grava sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 571 Copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla concessione della medaglia mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare

 

  1. L’onere derivante dalla concessione della medaglia mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare di cui all’articolo 1459 e dall’estensione della stessa ai sottufficiali delle Forze armate, grava sul pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa.
  2. L’onere derivante per la concessione della medaglia mauriziana al personale del Corpo della Guardia di finanza è a carico del Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Art. 572 Copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’istituzione della medaglia al merito aeronautico

 

  1. L’onere derivante dall’istituzione della medaglia al merito aeronautico di cui all’articolo 1439, comma 2, grava sul pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 573 Copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’ammissione di militari stranieri alla frequenza di corsi presso istituti, scuole e altri enti militari delle Forze armate italiane

 

  1. L’onere derivante dall’ammissione di militari stranieri alla frequenza di corsi presso istituti, scuole e altri enti militari delle Forze armate italiane di cui all’articolo 718, grava sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa.
  2. Nel quadro dei rapporti intercorrenti tra i vari Stati in materia di sviluppo sociale, tecnico e culturale, il Ministro della difesa è autorizzato ad ammettere, annualmente, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e nei limiti degli appositi stanziamenti, a frequentare corsi presso istituti, scuole e altri enti militari delle Forze armate italiane, assumendo in tutto o in parte a carico della Difesa le spese per la frequenza, il mantenimento, il vestiario, l’equipaggiamento e il materiale didattico, nonché le spese per il viaggio dal Paese di provenienza alla sede designata, e viceversa, e per gli eventuali spostamenti connessi con lo svolgimento dei corsi, personale militare estero facente parte di Forze armate di Stati:
  3. a) nei confronti dei quali non sia in corso embargo deliberato in sede ONU o di Unione europea;
  4. b) nei confronti dei quali non siano state accertate, da parte delle Nazioni Unite o dell’Unione europea, violazioni della convenzione internazionale in materia di diritti dell’uomo;
  5. c) che non destinino, ricevendo dall’Italia assistenza allo sviluppo, al proprio bilancio militare risorse eccessive in relazione alle proprie esigenze di difesa.
  6. Il Ministro della difesa è, altresì, autorizzato a concedere contributi per lo studio o per il perfezionamento al personale militare e civile delle Forze armate estere ammesso a frequentare in Italia corsi di studio a titolo gratuito.

 

Art. 574 Copertura finanziaria degli oneri derivanti dal riordino della banda musicale dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’onere derivante dal riordino della banda musicale dell’Arma dei carabinieri grava sul pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 575 Oneri per il riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato e avanzamento del personale non direttivo e non dirigente delle Forze armate

 

  1. All’onere derivante dal riordino dei ruoli e dalla modifica delle norme sul reclutamento, sullo stato e sull’avanzamento del personale non direttivo e non dirigente delle Forze armate, di cui al libro IV, titolo II, capi IV, V, VI, VII sezione III, e capo VIII; titolo III, capi V, VI, VII, VIII, IX e X; titolo IV, capi III, IV, V e VI; titolo VII, capi XIII, XIV e XV, si provvede ai sensi dell’articolo 1 della legge 29 aprile 1995, n. 130.

 

Art. 576 Oneri per l’attribuzione del grado di vertice per alcuni ruoli

 

  1. L’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 1095 grava sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 577 Oneri per il riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell’avanzamento degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri

 

  1. All’onere derivante dal riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell’avanzamento degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri, di cui al libro IV, titolo II, capo II, sezione III; titolo III, capo II, sezione V; titolo VII, capo X, si provvede con le risorse finanziarie previste dall’articolo 8 della legge 31 marzo 2000, n. 78.

 

Art. 578 Copertura finanziaria degli oneri derivanti da disposizioni integrative e correttive in materia di riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato e avanzamento del personale non direttivo e non dirigente dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare

 

  1. L’onere derivante dalle disposizioni integrative e correttive in materia di riordino dei ruoli, di modifica delle norme sul reclutamento, sullo stato e sull’avanzamento del personale non direttivo e non dirigente dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare, contenute nel libro IV, titolo III, capi V e VII; titolo VII, capo XIII e capo XV, sezione II, e negli articoli 682, 691 e 704, è valutato in euro 40.971.042,00 a decorrere dal 2008.

 

Art. 579 Copertura finanziaria degli oneri derivanti da disposizioni integrative e correttive in materia di riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato e avanzamento del personale non direttivo e non dirigente dell’Arma dei carabinieri

 

  1. L’onere derivante dalle disposizioni integrative e correttive in materia di riordino dei ruoli, di modifica delle norme sul reclutamento, sullo stato e sull’avanzamento del personale non direttivo e non dirigente dell’Arma dei carabinieri, contenute nel libro IV, titolo III, capi VI, VIII e X; titolo VII, capo XIV e capo XV, sezione III, e negli articoli 683, 692, 693 e 706, è valutato in euro 17.465.023,00 a decorrere dal 2008.

 

Art. 580 Oneri per le consistenze organiche complessive dell’Arma dei carabinieri

 

  1. In relazione alla necessità di procedere alla progressiva sostituzione dei carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito dall’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è attivato un programma di arruolamento di contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale entro il limite di spesa di euro 60 milioni a decorrere dall’anno 2004, ferma rimanendo la necessità di assicurare nei successivi esercizi finanziari la completa sostituzione del contingente di ausiliari.
  2. In relazione alle esigenze di cui al comma 1, e fermo restando quanto ivi previsto, a decorrere dall’anno 2003 è autorizzata l’ulteriore spesa di euro 17 milioni per l’arruolamento di un contingente aggiuntivo di carabinieri in ferma quadriennale ai sensi dell’articolo 800.
  3. A completamento del programma di sostituzione dei carabinieri ausiliari di cui al comma 1, e fermo restando quanto previsto dal comma 2, l’Arma dei carabinieri è autorizzata, nel limite di spesa di euro 300 milioni a decorrere dall’anno 2006, ad arruolare contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale ai sensi dell’articolo 800.
  4. Per esigenze connesse con la prevenzione e il contrasto del terrorismo, anche internazionale, e della criminalità organizzata, l’Arma dei carabinieri è autorizzata, in deroga all’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, a effettuare reclutamenti straordinari, entro un limite di spesa di euro 10 milioni a decorrere dall’anno 2008.

 

Art. 581 Copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’armonizzazione del trattamento giuridico ed economico del personale delle Forze armate con quello delle Forze di polizia

 

  1. L’onere derivante dalle modifiche apportate in materia di armonizzazione del trattamento giuridico ed economico del personale delle Forze armate con quello delle Forze di polizia di cui all’articolo 838, è quantificato in euro 21.027.000,00 annui a decorrere dall’anno 2006.

 

Art. 582 Oneri per la progressiva riduzione dell’organico complessivo delle Forze armate

 

  1. Gli oneri derivanti dalla graduale riduzione a 190 mila unità dell’organico delle Forze armate, a esclusione dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e del Corpo delle capitanerie di porto, a seguito della trasformazione progressiva dello strumento militare in professionale, sono determinati nei seguenti importi in euro:
  2. a) per l’anno 2009: 412.358.865,24;
  3. b) per l’anno 2010: 431.674.353,27;
  4. c) per l’anno 2011: 451.428.829,66;
  5. d) per l’anno 2012: 403.330.620,21; (332)
  6. e) per l’anno 2013: 467.671.399,13;
  7. f) per l’anno 2014: 474.695.212,96;
  8. g) per l’anno 2015: 482.597.003,52;
  9. h) per l’anno 2016: 488.742.840,62;
  10. i) per l’anno 2017: 495.327.666,08;
  11. l) per l’anno 2018: 503.229.456,64;
  12. m) per l’anno 2019: 509.814.282,10;
  13. n) per l’anno 2020 (regime): 511.131.247,19.
  14. Fino all’anno 2020, se il tasso di incremento degli oneri individuato dal comma 1 risulta superiore al tasso di incremento del prodotto interno lordo a prezzi correnti, previsto nella decisione di finanza pubblica, come risultante dalle conseguenti deliberazioni parlamentari, la legge di stabilità quantifica, ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera h), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la quota dell’onere, relativo all’anno di riferimento, corrispondente alla differenza tra i due tassi di variazione.

(332) Lettera così modificata dall’art. 7, comma 5, lett. b), D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135.

 

Art. 583 Oneri per le consistenze dei volontari in ferma prefissata e in rafferma

 

  1. Gli oneri riferiti alle consistenze dei volontari in ferma prefissata e in rafferma dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare, determinate con decreto del Ministro della difesa, di cui all’articolo 2207, sono stabiliti, secondo un andamento coerente con l’evoluzione degli oneri complessivamente previsti per l’anno di riferimento dall’articolo 582, nei seguenti importi in euro: (334)
  2. a) per l’anno 2009: 333.945.955,41; (333)
  3. b) per l’anno 2010: 330.737.195,75; (333)
  4. c) per l’anno 2011: 292.549.996,80; (333)
  5. d) per l’anno 2012: 284.872.024,13; (333)
  6. e) per l’anno 2013: 281.626.174,47; (333)
  7. f) per l’anno 2014: 273.897.364,51; (333)
  8. g) per l’anno 2015: 265.871.323,32; (333)
  9. h) per l’anno 2016 : 259.069.932,78; (333)
  10. i) per l’anno 2017: 254.063.870,19; (333)
  11. l) per l’anno 2018 : 243.183.877,39; (333)
  12. m) per l’anno 2019: 227.313.529,85; (333)
  13. n) per l’anno 2020: 194.689.505,99; (333)
  14. o) per l’anno 2021: 153.827.384,36. (333)

(333) Lettera così sostituita dall’art. 3, comma 1, lett. d), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(334) Alinea così modificato dall’art. 13, comma 1, lett. b), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 584 Riduzione di oneri per le Forze armate

 

  1. In coerenza con il processo di revisione organizzativa del Ministero della difesa e con la politica di riallocazione e ottimizzazione delle risorse, da perseguire anche mediante l’impiego in mansioni tipicamente operative del personale utilizzato per compiti strumentali, gli oneri previsti dagli articoli 582 e 583, sono ridotti del 7 per cento per l’anno 2009 e del 40 per cento a decorrere dall’anno 2010.
  2. A decorrere dall’anno 2010, i risparmi di cui al comma 1 per la parte eccedente il 7 per cento, possono essere conseguiti in alternativa anche parziale alle modalità ivi previste, mediante specifici piani di razionalizzazione predisposti dal Ministero della difesa in altri settori di spesa.
  3. Dall’attuazione del comma 1 devono conseguire economie di spesa per un importo non inferiore a euro 304 milioni a decorrere dall’anno 2010. Al fine di garantire l’effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui al presente comma, in caso di accertamento di minori economie, si provvede a ridurre le dotazioni complessive di parte corrente dello stato di previsione del Ministero della difesa a eccezione di quelle relative alle competenze spettanti al personale del dicastero medesimo.

3-bis. In aggiunta alle riduzioni previste dal comma 1 e agli effetti di risparmio correlati alla riduzione organica di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, gli oneri previsti dagli articoli 582 e 583 del presente codice sono ulteriormente ridotti per complessivi 62,3 milioni di euro per l’anno 2015 e del 12 per cento a decorrere dall’anno 2016. Gli oneri previsti dall’articolo 585 del presente codice sono ridotti di euro 4.000.000 a decorrere dall’anno 2018. (335)

(335) Comma aggiunto dall’art. 1, comma 373, L. 23 dicembre 2014, n. 190, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2015.

 

Art. 585 Oneri per le consistenze dei volontari del Corpo delle capitanerie di porto (336)

 

  1. Gli oneri riferiti alle consistenze di ciascuna categoria dei volontari di truppa, determinate con decreto del Ministro della difesa, di cui all’articolo 2217, restano a carico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e sono determinati negli importi in euro di seguito indicati:
  2. a) per l’anno 2009: 68.993.137,67;
  3. b) per l’anno 2010: 65.188.592,32;
  4. c) per l’anno 2011: 75.106.850,08;
  5. d) per l’anno 2012: 67.969.382,62; (337)
  6. e) per l’anno 2013: 67.890.229,41; (337)
  7. f) per l’anno 2014: 67.814.528,25; (337)
  8. g) per l’anno 2015: 67.734.308,19; (337)
  9. h) a decorrere dall’anno 2016: 67.650.788,29 (337) (338).

(336) Per la riduzione degli oneri, di cui al presente articolo, vedi l’art. 4, comma 57, L. 12 novembre 2011, n. 183 e, successivamente, l’art. 1, comma 66, L. 24 dicembre 2012, n. 228.

(337) Lettera così sostituita dall’art. 3, comma 1, lett. r), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(338) Vedi, anche, l’art. 2, comma 6-ter, D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10.

 

Art. 586 Oneri per il reclutamento di personale docente presso le scuole di lingue estere

 

  1. Al fine di salvaguardare l’operatività dell’impiego delle Forze armate nelle missioni all’estero, assicurando la necessaria continuità didattica nell’addestramento tecnico-linguistico del personale militare ivi destinato, in sede di prima applicazione e in deroga all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e all’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è autorizzato il reclutamento del personale di cui all’articolo 1530, comma 2, fino al limite del 40 per cento del contingente ivi previsto, e comunque entro il limite di spesa di euro 416.245,00 annui, a decorrere dall’anno 2006, mediante procedura selettiva per titoli ed esami determinata con decreto del Ministro della difesa, sentiti il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
  2. La procedura selettiva di cui al comma 1 è riservata a coloro che, alla data di scadenza del termine di presentazione delle relative domande, hanno maturato presso la Scuola di lingue estere dell’Esercito una specifica professionalità nell’espletamento di attività di insegnamento equivalenti a quelle previste nelle aree funzionali stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto scuola ovvero a quelle, inerenti alle stesse attività, previste dalle direttive addestrative connesse all’applicazione di accordi internazionali, per un periodo complessivamente non inferiore a quattrocento settimane nel decennio precedente alla data predetta.

 

Art. 587 Oneri per il trattamento economico al personale del servizio di assistenza spirituale

 

  1. L’onere per il trattamento economico di attività e di quiescenza dell’Ordinario militare, del Vicario generale militare e degli ispettori, è a carico dell’Amministrazione della difesa; per i cappellani militari, l’onere per il trattamento economico di attività è a carico dell’Amministrazione presso cui gli stessi cappellani sono impiegati, quello di quiescenza è a carico dell’Amministrazione della difesa.

 

Sezione V

Norme di spesa in relazione al libro VI

Art. 588 Trattamento economico del personale militare

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione degli istituti dell’omogeneizzazione stipendiale e dell’assegno funzionale per le Forze armate, è valutato in euro 451,38 milioni annui a decorrere dall’anno 1991.

 

Art. 589 Omogeneizzazione per le Forze armate

 

  1. L’onere derivante dall’omogeneizzazione del trattamento economico di cui all’articolo 1802, è valutato in euro 15.365.872,00 annui a decorrere dall’anno 2002.

 

Art. 589-bis Incentivi agli ufficiali piloti in servizio permanente delle Forze armate e del Corpo della guardia di finanza (339)

 

  1. L’onere derivante dagli articoli 1803 e 2161, valutato in 4.018.034,60 euro a decorrere dall’anno 2002, grava sui pertinenti capitoli di bilancio del Ministero della difesa per le Forze armate e del Ministero dell’economia e delle finanze per il Corpo della guardia di finanza. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

(339) Articolo inserito dall’art. 3, comma 1, lett. s), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 590 Incentivi al personale delle Forze armate addetto al controllo del traffico aereo

 

  1. Per le finalità di cui agli articoli 1804, 1816 e 2262, è prevista la spesa annua di euro 1.836.242,00 a decorrere dall’anno 2005.

 

Art. 591 Indennità di impiego operativo

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione al personale militare delle indennità di impiego operativo di cui alla legge 23 marzo 1983, n. 78, è quantificato in euro 146,67 milioni annui a decorrere dall’anno 1983.

 

Art. 592 Trattamento economico di missione e di trasferimento

 

  1. La spesa annua per missioni e trasferimenti, da effettuare all’interno del territorio nazionale, non può superare quella prevista per tale finalità nello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 593 Trasferimento d’autorità del personale della Marina militare

 

  1. L’onere derivante dall’applicazione della legge 12 febbraio 1974, n. 35, in materia di trasferimenti d’autorità del personale della Marina militare, è quantificato in euro 51.646,00 annui a decorrere dall’anno 1974.

 

Art. 594 Indennità di lungo servizio all’estero

 

  1. All’onere derivante dalla corresponsione dell’assegno di lungo servizio all’estero e dell’indennità speciale eventualmente riconosciuta, di cui all’articolo 1808, si provvede mediante gli stanziamenti iscritti nei capitoli stipendiali dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 595 Indennità di servizio all’estero presso rappresentanze diplomatiche

 

  1. Il Ministero della difesa è autorizzato a corrispondere al personale militare destinato a prestare servizio presso le rappresentanze diplomatiche italiane all’estero, le indennità, i contributi, gli indennizzi, gli assegni e le provvidenze di cui all’articolo 1809, nell’ambito delle risorse finanziarie stanziate sull’apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero medesimo.

 

Art. 596 Fondo per l’organizzazione e il funzionamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia destinati alla popolazione minorile presso enti e reparti del Ministero della difesa

 

  1. Per l’organizzazione e il funzionamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia destinati ai minori di età fino a 36 mesi, presso enti e reparti del Ministero della difesa, è istituito un fondo con una dotazione di euro 3 milioni per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010.

1-bis. Il fondo di cui al comma 1 è finanziato per l’importo di 2 milioni di euro per l’anno 2015 e di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, della quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. A decorrere dall’anno 2018, la dotazione del fondo di cui al comma 1 è determinata annualmente ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196. (340)

  1. La programmazione e la progettazione relativa ai servizi di cui al comma 1, nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari vigenti nelle regioni presso le quali sono individuate le sedi di tali servizi, è effettuata in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, sentito il comitato tecnico-scientifico del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l’infanzia e l’adolescenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103.
  2. I servizi socio-educativi di cui al comma 1 sono accessibili oltre che da minori figli di dipendenti dell’Amministrazione della difesa, anche da minori figli di dipendenti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, nonché da minori figli di dipendenti delle amministrazioni locali e da minori che non trovano collocazione nelle strutture pubbliche comunali, e concorrono a integrare l’offerta complessiva del sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia e del relativo Piano straordinario di intervento di cui all’articolo 1, comma 1259, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall’articolo 2, comma 457, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (341)

(340) Comma inserito dall’art. 14, comma 5, lett. a), L. 7 agosto 2015, n. 124.

(341) Comma così modificato dall’art. 14, comma 5, lett. b), L. 7 agosto 2015, n. 124.

 

Sezione VI

Norme di spesa in relazione al libro VII

Art. 597 Speciale elargizione per i familiari di militari vittime del servizio

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione della speciale elargizione ai familiari dei militari vittime del servizio di cui al libro VII, titolo III, capo IV, sezione I, è valutato in euro 11.362.052,00 a decorrere dall’anno 1992.

 

Art. 598 Pensione straordinaria ai decorati dell’Ordine militare d’Italia

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione della pensione straordinaria ai decorati dell’Ordine militare d’Italia di cui all’articolo 1922, è autorizzato nel limite di euro 1.397.661,00 a decorrere dall’anno 1985.

 

Art. 599 Indennizzo privilegiato aeronautico

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione dell’indennizzo privilegiato aeronautico è valutato in euro 345.000,00 a decorrere dall’anno 1981.

 

Art. 600 Assegni straordinari annessi alle ricompense al valor militare

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione degli assegni straordinari annessi alle ricompense al valor militare di cui agli articoli 1925 e 1926, è valutato in euro 10.665.351,00 a decorrere dall’anno 1993.

 

Art. 601 Provvidenze alle vittime di incidenti causati da attività istituzionali delle Forze armate

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione delle provvidenze di cui all’articolo 1905, è valutato in euro 51.646,00 annui a decorrere dal 1993.

 

Art. 602 Provvidenze a favore dei cittadini deceduti o invalidati a causa di ordigni bellici in tempo di pace

 

  1. L’onere derivante dalla corresponsione delle provvidenze di cui all’articolo 1906, a carico del Ministero dell’economia e delle finanze, è valutato in euro 598.057,00 annui a decorrere dal 1994.

 

Art. 603 Autorizzazione di spesa per indennizzi al personale italiano esposto a particolari fattori di rischio

 

  1. Al fine di pervenire al riconoscimento della causa di servizio e di adeguati indennizzi al personale italiano che, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura effettuate entro e fuori i confini nazionali, abbia contratto infermità o patologie tumorali per le particolari condizioni ambientali od operative, al personale impiegato nei poligoni di tiro e nei siti dove vengono stoccati munizionamenti, nonché al personale civile italiano nei teatri operativi all’estero e nelle zone adiacenti alle basi militari sul territorio nazionale, che abbia contratto le stesse infermità o patologie tumorali connesse alle medesime condizioni ambientali, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2008-2010. In caso di decesso a seguito delle citate infermità o patologie tumorali, l’indennizzo è corrisposto al coniuge, al convivente, ai figli superstiti, ai genitori, nonché ai fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti. (342)
  2. I termini e le modalità per la corresponsione, ai soggetti di cui al comma 1 ed entro il limite massimo di spesa ivi stabilito, delle misure di sostegno e tutela previste dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990, n. 302, 23 novembre 1998, n. 407, e 3 agosto 2004, n. 206, sono disciplinati dal libro VII del regolamento, fermo restando quanto disposto dall’articolo 7, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2010, n. 126. (342)
  3. L’autorizzazione di spesa di cui al comma 1, può essere utilizzata, fino all’importo massimo complessivo di euro 3 milioni, per l’effettuazione degli accertamenti sanitari e di carattere ambientale strumentali al riconoscimento della causa di servizio e all’attribuzione dell’elargizione.
  4. Il Ministero della difesa, di concerto con i Ministeri dell’interno, dell’economia e delle finanze e della salute, provvede al monitoraggio degli effetti derivanti dalle misure di cui al comma 2, che devono risultare nei limiti delle risorse stanziate sul capitolo 1331 dello stato di previsione del Ministero della difesa, per il triennio 2008-2010, ai sensi dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 1. Ciò ai fini, nel caso di eventuali eccedenze di spesa, dell’adozione delle conseguenti correzioni per ricondurre la spesa complessiva entro i predetti limiti.

(342) Comma così sostituito dall’art. 5, comma 3-bis, lett. a), D.L. 29 dicembre 2010, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 febbraio 2011, n. 9.

 

Sezione VII

Norme di spesa in relazione a specifici programmi di investimento

Art. 604 Limiti di impegno per prototipi di sistemi e apparati per unità navali di futura generazione

 

  1. Ai sensi dell’articolo 8, comma 3, lettera c), della legge 30 novembre 1998, n. 413, sono autorizzati limiti di impegno della durata di quindici anni in ragione di euro 1.032.914,00 annui a decorrere dall’anno 1998 e di euro 1.549.371,00 annui a decorrere dall’anno 1999, destinati agli investimenti per la realizzazione di prototipi di sistemi e apparati per unità navali di futura generazione di cui al comma 1, lettera c), dell’articolo medesimo.

 

Art. 605 Rifinanziamento dei programmi di investimento

 

  1. Per la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 4, comma 3, della legge 7 agosto 1997, n. 266, il Ministero della difesa è autorizzato ad assumere impegni pluriennali corrispondenti alle rate di ammortamento dei mutui contratti dalle imprese fornitrici. A tal fine sono autorizzati limiti di impegno quindicennali di euro 12.394.966,00 dall’anno 1999, di euro 25.822.845,00 dall’anno 2000 e di euro 13.427.879,00 dall’anno 2001.

 

Art. 606 Programmi interforze a elevato contenuto tecnologico

 

  1. Per il finanziamento di programmi interforze a elevato contenuto tecnologico, connessi alle esigenze della difesa nel contesto dell’Unione europea, è autorizzata la spesa, secondo quanto determinato dalla legge di stabilità, da iscrivere in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa.

 

Art. 607 Prosecuzione dei principali programmi internazionali e interforze

 

  1. Al fine di consentire la prosecuzione dei principali programmi internazionali e interforze, anche a valenza internazionale, e specialmente europea, idonei a promuovere qualificati livelli di partecipazione competitiva dell’industria nazionale, è autorizzata la spesa annua di euro 55 milioni per quindici anni a decorrere dall’anno 2006 per l’erogazione di contributi pluriennali alle imprese nazionali di riferimento, ai sensi dell’articolo 4, comma 177, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
  2. Lo stanziamento di cui al comma 1 è iscritto nello stato di previsione del Ministero della difesa il quale con propri atti provvede all’individuazione sia delle procedure attuative per l’erogazione dei contributi sia delle imprese nazionali di riferimento cui corrispondere i contributi stessi.

 

Art. 608 Altre spese di investimento

 

  1. Altre spese di investimento del Ministero della difesa sono quantificate in euro 1.989 milioni per l’anno 2010 e rideterminate con la legge di bilancio per gli anni successivi.

 

Capo III

Fondi da ripartire

Sezione I

Norme di rinvio e fondi da ripartire di carattere generale

Art. 609 Normativa generale sui fondi da ripartire. Rinvio

 

  1. Il Ministero della difesa si avvale delle risorse stanziate nei fondi, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, previsti dalle vigenti leggi di contabilità pubblica.

 

Art. 610 Fondi di incentivazione del personale militare e civile

 

  1. I fondi per l’incentivazione della produttività del personale militare appartenente alle Forze armate e del personale civile del Ministero della difesa sono disciplinati dai pertinenti accordi di concertazione e dalla contrattazione collettiva.

 

Art. 611 Fondo da ripartire per provvedere a eventuali sopravvenute maggiori esigenze di spese per consumi intermedi (343) (344)

 

  1. Si applica al Ministero della difesa la norma di cui all’articolo 23, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che istituisce in ciascuno stato di previsione un fondo da ripartire nel corso della gestione per provvedere a eventuali sopravvenute maggiori esigenze di spese per consumi intermedi.

(343) Per la riduzione della dotazione del fondo, di cui al presente articolo, vedi l’art. 4, comma 23, L. 12 novembre 2011, n. 183.

(344) Per la riduzione del fondo previsto dal presente articolo, vedi l’art. 4, comma 23, L. 12 novembre 2011, n. 183.

 

Art. 612 Fondo da ripartire per finalità per le quali non si dà luogo a riassegnazioni a bilancio

 

  1. Si applicano al Ministero della difesa le disposizioni di cui all’articolo 2, commi 615, 616 e 617, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che istituiscono, negli stati di previsione dei Ministeri, appositi fondi da ripartire, con decreti del Ministro competente, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in considerazione dell’andamento delle entrate versate per le quali non si dà luogo a riassegnazioni a bilancio.

 

Sezione II

Fondi da ripartire di esclusivo interesse della difesa

Art. 613 Fondo a disposizione (345)

 

  1. Per provvedere alle eventuali deficienze dei capitoli riguardanti le spese di cui all’articolo 550 e ai bisogni di cui all’articolo 552, è istituito nello stato di previsione del Ministero della difesa un fondo a disposizione.
  2. Il prelevamento di somme da tale fondo e la iscrizione nei capitoli suddetti è fatta con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
  3. I capitoli a favore dei quali possono farsi prelevamenti dal detto fondo sono indicati in un elenco da annettersi allo stato di previsione del Ministero della difesa.

(345) Per la riduzione della dotazione del fondo vedi l’art. 7, comma 9, D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135.

 

Art. 614 Incremento del fondo per l’incentivazione della produttività del personale del Ministero della difesa

 

  1. In relazione alle prioritarie e urgenti esigenze connesse all’intensificarsi delle attività di supporto alle Forze armate impiegate nelle missioni internazionali e ai conseguenti maggiori carichi di lavoro derivanti dall’accresciuta complessità delle funzioni assegnate al personale in servizio presso il Ministero della difesa, è autorizzata la spesa di euro 15 milioni a decorrere dal 2008, da destinare, attraverso la contrattazione collettiva nazionale integrativa, all’incentivazione della produttività del predetto personale, nella misura di un terzo in favore del personale appartenente alle aree professionali e della restante parte in favore del personale contrattualizzato appartenente alle aree funzionali.
  2. E’ fatto salvo quanto disposto dall’articolo 67, commi 2 e 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonché dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.

 

Art. 615 Fondo per esigenze di difesa nazionale

 

  1. Per il finanziamento degli interventi a sostegno dell’economia nel settore dell’industria nazionale a elevato contenuto tecnologico è istituito un apposito fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero della difesa, con una dotazione di euro 1.017 milioni per l’anno 2009, per la realizzazione di programmi di investimento pluriennale per esigenze di difesa nazionale, derivanti anche da accordi internazionali. Dall’anno 2010, per la dotazione del fondo si provvede ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera e), della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Con uno o più decreti del Ministro della difesa, da comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze, tramite l’Ufficio centrale del bilancio, e alla Corte dei conti, sono individuati, nell’ambito della predetta pianificazione, i programmi in esecuzione o da avviare con le disponibilità del fondo, disponendo le conseguenti variazioni di bilancio. Con decreti del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono individuate le modalità e le procedure di assunzione di spesa anche a carattere pluriennale per i programmi derivati da accordi internazionali.

 

Art. 616 Fondo per l’efficienza dello strumento militare (346)

 

  1. Nello stato di previsione del Ministero della difesa è istituito un fondo, in conto spese per il funzionamento, con particolare riguardo alla tenuta in efficienza dello strumento militare, mediante interventi di sostituzione, ripristino e manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali, sistemi, infrastrutture, equipaggiamenti e scorte, assicurando l’adeguamento delle capacità operative e dei livelli di efficienza ed efficacia delle componenti militari, anche in funzione delle missioni internazionali.
  2. Il fondo di cui al comma 1 è, altresì, alimentato con i pagamenti a qualunque titolo effettuati da Stati od organizzazioni internazionali, ivi compresi i rimborsi corrisposti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, quale corrispettivo direttamente collegato alle prestazioni rese dalle Forze armate italiane nell’ambito delle missioni internazionali. A tale fine non si applica l’articolo 1, comma 46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
  3. Il Ministro della difesa è autorizzato con propri decreti, da comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze, a disporre le relative variazioni di bilancio.

(346) Vedi, anche, l’art. 1, comma 266, L. 27 dicembre 2013, n. 147.

 

Art. 617 Fondo destinato al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici impiegati dalle Forze armate nazionali (347)

 

  1. Nello stato di previsione del Ministero della difesa è istituito un fondo, destinato al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici impiegati dalle Forze armate nazionali diverse dal Corpo della Guardia di finanza e dal Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera, per gli usi consentiti.
  2. Con decreto del Ministro della difesa, da comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze tramite l’Ufficio centrale del bilancio, nonché alle competenti Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti, si provvede alla ripartizione del fondo fra i pertinenti capitoli dello stato di previsione del predetto Ministero.

(347) Per la rideterminazione del Fondo di cui al presente articolo, vedi l’art. 3-quinquies, comma 1, D.L. 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2017, n. 18.

 

Art. 618 Fondo per le missioni militari di pace (348)

 

  1. Allo scopo di consentire la necessaria flessibilità nell’utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è istituito nello stato di previsione del Ministero della difesa, missione «Difesa e sicurezza del territorio», il programma «Missioni militari di pace», nel quale confluiscono in apposito fondo le autorizzazioni di spesa correlate alla prosecuzione delle missioni internazionali svolte al di fuori del territorio nazionale, autorizzate dall’autorità gerarchicamente o funzionalmente sopra ordinata al dipendente. (349)
  2. In relazione alle specifiche esigenze da finanziare, il Ministro della difesa, con propri decreti da comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze, è autorizzato a disporre le necessarie variazioni di bilancio sui pertinenti capitoli di spesa, a valere sulle autorizzazioni di spesa confluite nel predetto fondo.

(348) Rubrica così sostituita dall’art. 3, comma 1, lett. t), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(349) Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, lett. t), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 619 Fondi in conto capitale e di parte corrente per la riallocazione di funzioni svolte presso infrastrutture in uso al Ministero della difesa individuate per la consegna all’Agenzia del demanio

 

  1. Per le finalità di cui all’articolo 307, comma 5, sono istituiti, nello stato di previsione del Ministero della difesa, un fondo in conto capitale e uno di parte corrente le cui dotazioni sono determinate dalla legge di stabilità in relazione alle esigenze di realizzazione del programma di cui al predetto articolo, comma 2. Al fondo in conto capitale concorrono anche i proventi derivanti dalle attività di valorizzazione effettuate dall’Agenzia del demanio con riguardo alle infrastrutture militari, ancora in uso al Ministero della difesa, oggetto del comma 4 dell’articolo medesimo. Alla ripartizione dei predetti fondi si provvede mediante uno o più decreti del Ministro della difesa, da comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze. Ai proventi di cui al presente comma non si applica l’articolo 2, comma 615, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ed essi sono integralmente riassegnati allo stato di previsione del Ministero della difesa.
  2. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 545, comma 1, i proventi derivanti dalle alienazioni di cui all’articolo 49, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono integralmente riassegnati al fondo di parte corrente istituito nello stato di previsione del Ministero della difesa, in relazione alle esigenze di realizzazione del programma di cui al citato articolo 307, comma 2.

 

Art. 620 Fondo per esigenze prioritarie della difesa

 

  1. Nello stato di previsione del Ministero della difesa è istituito un fondo da utilizzare per far fronte alle esigenze prioritarie del Ministero stesso.

 

Libro quarto

PERSONALE MILITARE

Titolo I

Disposizioni generali

Capo I

Dei militari

Art. 621 Acquisto dello stato di militare

 

  1. E’ militare il cittadino che presta servizio armato a difesa della Patria, nella posizione di servizio o in congedo, secondo quanto stabilito dalle norme del presente codice.
  2. Il servizio è prestato:
  3. a) su base volontaria; (350)
  4. b) anche su base obbligatoria, al verificarsi delle condizioni e nei limiti stabiliti dal libro VIII del presente codice.
  5. Lo stato di militare si acquisisce all’atto dell’arruolamento e si conserva anche durante lo stato di:
  6. a) disperso;
  7. b) prigioniero a causa di guerra, di grave crisi internazionale, di conflitti armati assimilabili, ancorché non formalmente dichiarati, o di impiego in missioni internazionali; i doveri del militare prigioniero sono indicati nel regolamento.
  8. E’ arruolato il cittadino italiano dichiarato idoneo al servizio militare incondizionato e inserito in un’organizzazione militare dello Stato o legittimamente riconosciuta; l’arruolamento volontario è disciplinato dal titolo II del presente libro; l’arruolamento obbligatorio è disciplinato dal libro VIII del presente codice.
  9. Lo stato di militare comporta l’osservanza dei doveri e degli obblighi relativi alla disciplina militare stabiliti dal presente codice e dal regolamento.
  10. Il militare è tenuto a prestare giuramento all’atto di assunzione del servizio. Gli ufficiali, i sottufficiali e i graduati prestano giuramento individuale, mentre gli altri militari lo prestano collettivamente. Nel regolamento sono indicate le modalità con le quali è prestato il giuramento.

(350) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. a), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 622 Perdita dello stato di militare

 

  1. Lo stato di militare si perde esclusivamente:
  2. a) per indegnità a seguito di degradazione, ai sensi degli articoli 28 del codice penale militare di pace e 31 del codice penale militare di guerra;
  3. b) per interdizione perpetua dai pubblici uffici, anche in base a sentenza penale straniera alla quale è stato dato riconoscimento nello Stato;
  4. c) per estinzione del rapporto di impiego ai sensi dell’articolo 32-quinquies del codice penale.

 

Art. 623 Personale militare femminile

 

  1. Le Forze armate si avvalgono, per l’espletamento dei propri compiti, in condizioni di assoluta parità, di personale maschile e femminile, secondo le disposizioni contenute nel presente codice.

 

Art. 624 Rapporti con la legge penale militare

 

  1. Rimangono ferme le definizioni e classificazioni del personale militare e assimilato effettuate dalle leggi penali militari in tempo di pace e di guerra.

 

Art. 625 Specificità e rapporti con l’ordinamento generale del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e altri ordinamenti speciali (351)

 

  1. Al personale militare si applicano i principi e gli indirizzi di cui all’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, nonché le disposizioni contenute nel presente codice. (352)
  2. Rimane ferma la disciplina dettata nel titolo II del libro V per il servizio a qualunque titolo prestato da personale civile in favore dell’Amministrazione della difesa e delle Forze armate.
  3. Il personale religioso impiegato dall’Amministrazione della difesa, il personale della Croce rossa italiana ausiliario delle Forze armate e il personale militare dell’Associazione dei cavalieri italiani del sovrano militare Ordine di Malta sono disciplinati in via esclusiva dal libro V.

(351) Rubrica così sostituita dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(352) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Capo II

Gerarchia militare

Art. 626 Gerarchia e subordinazione

 

  1. Il personale militare è ordinato gerarchicamente in relazione al grado rivestito. Il grado corrisponde alla posizione che il militare occupa nella scala gerarchica.
  2. L’ordine di precedenza tra pari grado è determinato dall’anzianità di grado, in base a quanto disposto dall’articolo 854.
  3. L’ordinamento gerarchico determina il rapporto di subordinazione dell’inferiore nei confronti del superiore. Dal rapporto di subordinazione deriva il dovere di obbedienza.

 

Art. 627 Categorie di militari e carriere (353)

 

  1. Il personale militare è inquadrato nelle seguenti categorie gerarchicamente ordinate:
  2. a) ufficiali;
  3. b) sottufficiali;
  4. c) graduati;
  5. d) militari di truppa.
  6. La categoria degli ufficiali comprende:
  7. a) ufficiali generali e ammiragli, che rivestono i gradi di generale di brigata, generale di divisione, generale di corpo d’armata, generale e gradi corrispondenti;
  8. b) ufficiali superiori, che rivestono i gradi di maggiore, tenente colonnello, colonnello e gradi corrispondenti;
  9. c) ufficiali inferiori, che rivestono i gradi di sottotenente, tenente, capitano e gradi corrispondenti.
  10. La carriera degli ufficiali, preposti all’espletamento delle funzioni di direzione, comando, indirizzo, coordinamento e controllo sulle unità poste alle loro dipendenze, ha sviluppo dirigenziale.
  11. La categoria dei sottufficiali comprende i militari appartenenti ai ruoli dei marescialli, dal grado di maresciallo a quello di luogotenente e gradi corrispondenti, e al ruolo dei sergenti dal grado di sergente a quello di sergente maggiore capo e gradi corrispondenti.
  12. La carriera del ruolo dei marescialli, preposti a funzioni di comando, coordinamento e controllo sulle unità poste alle loro dipendenze, è caratterizzata da uno sviluppo direttivo. Ai militari che rivestono il grado apicale del ruolo dei marescialli può essere attribuita la qualifica di cui all’articolo 629, comma 2, lettera b), che comporta l’assunzione di attribuzioni di particolare rilievo in relazione al ruolo di appartenenza e all’anzianità posseduta.
  13. La carriera del ruolo dei sergenti, preposti a funzioni di controllo sulle unità poste alle loro dipendenze, nonché al comando di unità di tipo elementare, ha carattere esecutivo. Ai militari che rivestono il grado apicale del ruolo dei sergenti può essere attribuita la qualifica di cui all’articolo 629, comma 2, lettera a), che comporta l’assunzione di attribuzioni di particolare rilievo in relazione al ruolo di appartenenza e all’anzianità posseduta.
  14. La categoria dei graduati comprende i militari appartenenti al ruolo dei volontari in servizio permanente, che rivestono i gradi da primo caporal maggiore sino a caporal maggiore capo scelto e gradi corrispondenti. La carriera del ruolo dei volontari in servizio permanente ha carattere esecutivo. Ai militari che rivestono il grado apicale del ruolo dei volontari in servizio permanente può essere attribuita la qualifica di cui all’articolo 1306, comma 1-bis, che comporta l’assunzione di attribuzioni di particolare rilievo in relazione al ruolo di appartenenza e all’anzianità posseduta.
  15. La categoria dei militari di truppa comprende i militari di leva, i volontari in ferma prefissata, gli allievi carabinieri, gli allievi finanzieri, gli allievi delle scuole militari, gli allievi marescialli in ferma, gli allievi ufficiali in ferma prefissata e gli allievi ufficiali delle accademie militari.
  16. Le carriere del personale militare sono disciplinate esclusivamente dal codice.

(353) Articolo così sostituto dall’art. 1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 628 Successione e corrispondenza dei gradi degli ufficiali

 

  1. La successione e la corrispondenza dei gradi degli ufficiali sono così determinate in ordine crescente:
  2. a) sottotenente: guardiamarina per la Marina militare;
  3. b) tenente: sottotenente di vascello per la Marina militare;
  4. c) capitano: tenente di vascello per la Marina militare;
  5. d) maggiore: capitano di corvetta per la Marina militare;
  6. e) tenente colonnello: capitano di fregata per la Marina militare;
  7. f) colonnello: capitano di vascello per la Marina militare;
  8. g) generale di brigata: brigadiere generale per l’Arma dei trasporti e dei materiali e i corpi logistici dell’Esercito italiano; contrammiraglio per la Marina militare; generale di brigata aerea e brigadiere generale per l’Aeronautica militare; (354)
  9. h) generale di divisione: maggiore generale per l’Arma dei trasporti e dei materiali e i corpi logistici dell’Esercito italiano; ammiraglio di divisione e ammiraglio ispettore per la Marina militare; generale di divisione aerea e generale ispettore per l’Aeronautica militare; (354)
  10. i) generale di corpo d’armata: tenente generale per l’Arma dei trasporti e dei materiali e i corpi logistici dell’Esercito italiano; ammiraglio di squadra e ammiraglio ispettore capo per la Marina militare; generale di squadra aerea, generale di squadra e generale ispettore capo per l’Aeronautica militare; (354)
  11. l) generale: ammiraglio per la Marina militare.

[2. Gli ufficiali dal grado di sottotenente a quello di capitano e corrispondenti sono ufficiali inferiori. I sottotenenti e i tenenti e gradi corrispondenti sono ufficiali subalterni. (355) ]

[3. Gli ufficiali dal grado di maggiore a quello di colonnello e corrispondenti sono ufficiali superiori. (355) ]

(354) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. b), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(355) Comma abrogato dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 629 Successione e corrispondenza dei gradi e delle qualifiche dei sottufficiali (356)

 

  1. La successione e la corrispondenza dei gradi dei sottufficiali sono così determinate in ordine crescente:
  2. a) sergente: vice brigadiere per l’Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza; (357)
  3. b) sergente maggiore: secondo capo della Marina militare; brigadiere per l’Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza;
  4. c) sergente maggiore capo: secondo capo scelto della Marina militare; brigadiere capo per l’Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza;
  5. d) maresciallo: capo di 3^ classe per la Marina militare; maresciallo di 3^ classe per l’Aeronautica militare;
  6. e) maresciallo ordinario: capo di 2^ classe per la Marina militare; maresciallo di 2^ classe per l’Aeronautica militare;
  7. f) maresciallo capo: capo di 1^ classe per la Marina militare; maresciallo di 1^ classe per l’Aeronautica militare;
  8. g) primo maresciallo: maresciallo aiutante per l’Arma dei carabinieri; maresciallo aiutante per il Corpo della Guardia di finanza; (358)

g-bis) luogotenente: luogotenente per l’Arma dei carabinieri; luogotenente per il Corpo della guardia di finanza (359).

  1. Le qualifiche attribuibili ai sottufficiali sono così determinate:
  2. a) ai sergenti maggiori capi e gradi corrispondenti: qualifica speciale;
  3. b) ai luogotenenti e gradi corrispondenti: primo luogotenente per l’Esercito italiano, la Marina militare e l’Aeronautica militare; carica speciale per l’Arma dei carabinieri; cariche speciali per il Corpo della guardia di finanza. (360)

2-bis. I sottufficiali a cui sono attribuite le qualifiche di cui al comma 2 hanno rango preminente sui pari grado. Fra essi si tiene conto della data di conferimento della qualifica, anche nel caso di pari grado con diversa anzianità. (361)

(356) Rubrica così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(357) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 2.1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(358) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 2.2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(359) Lettera aggiunta dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 2.3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(360) Comma così sostituto dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(361) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 4), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 630 Successione e corrispondenza dei gradi dei graduati

 

  1. La successione e la corrispondenza dei gradi dei graduati sono così determinate in ordine crescente:
  2. a) primo caporal maggiore: sottocapo di 3^ classe per la Marina militare; aviere capo per l’Aeronautica militare; carabiniere; finanziere;
  3. b) caporal maggiore scelto: sottocapo di 2^ classe per la Marina militare; primo aviere scelto per l’Aeronautica militare; carabiniere scelto; finanziere scelto;
  4. c) caporal maggiore capo: sottocapo di 1^ classe per la Marina militare; primo aviere capo per l’Aeronautica militare; appuntato per l’Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza;
  5. d) caporal maggiore capo scelto: sottocapo di 1^ classe scelto per la Marina militare; primo aviere capo scelto per l’Aeronautica militare; appuntato scelto per l’Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza.

1-bis. Al caporal maggiore capo scelto, o gradi corrispondenti può essere attribuita la seguente qualifica: qualifica speciale. I caporal maggiori capi scelti qualifica speciale hanno rango preminente sui pari grado; fra caporal maggiori capi scelti qualifica speciale, si tiene conto della data di conferimento della qualifica, anche nel caso di pari grado con diversa anzianità. (362)

(362) Comma aggiunto dall’art. 8, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 631 Successione e corrispondenza dei gradi dei militari di truppa

 

  1. La successione e la corrispondenza dei gradi dei militari di truppa sono così determinate in ordine crescente:
  2. a) caporale: comune di 1^ classe per la Marina militare; aviere scelto per l’Aeronautica militare;
  3. b) caporal maggiore: sottocapo per la Marina militare; primo aviere per l’Aeronautica militare.
  4. Il militare di truppa senza alcun grado è:
  5. a) il soldato per l’Esercito italiano;
  6. b) il comune di 2^ classe per la Marina militare;
  7. c) l’aviere per l’Aeronautica militare;
  8. d) l’allievo carabiniere e l’allievo finanziere;
  9. e) l’allievo delle scuole militari, navale e aeronautica;
  10. f) l’allievo maresciallo in ferma;
  11. g) l’allievo ufficiale in ferma prefissata;
  12. h) l’allievo ufficiale delle accademie.

 

Art. 632 Corrispondenza dei gradi militari con le qualifiche degli appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile (363)

 

  1. L’equiparazione tra i gradi militari e le qualifiche delle Forze di polizia a ordinamento civile è così determinata:
  2. a) a) generale di divisione e corrispondenti: dirigente generale di pubblica sicurezza e corrispondenti;
  3. b) generale di brigata e corrispondenti: dirigente superiore e corrispondenti;
  4. c) colonnello e corrispondenti: primo dirigente e corrispondenti;
  5. d) tenente colonnello e corrispondenti: vice questore e corrispondenti;
  6. e) maggiore e corrispondenti: vice questore aggiunto e corrispondenti;
  7. f) capitano e corrispondenti: commissario capo e corrispondenti;
  8. g) tenente e corrispondenti: commissario e corrispondenti;
  9. h) sottotenente e corrispondenti: vice commissario e corrispondenti;
  10. i) luogotenente e corrispondenti: sostituto commissario e corrispondenti;
  11. l) primo maresciallo e corrispondenti: ispettore superiore e corrispondenti;
  12. m) maresciallo capo e corrispondenti: ispettore capo e corrispondenti;
  13. n) maresciallo ordinario e corrispondenti: ispettore e corrispondenti;
  14. o) maresciallo e corrispondenti: vice ispettore e corrispondenti;
  15. p) sergente maggiore capo e corrispondenti: sovrintendente capo e corrispondenti;
  16. q) sergente maggiore e corrispondenti: sovrintendente e corrispondenti;
  17. r) sergente e corrispondenti: vice sovrintendente e corrispondenti;
  18. s) caporal maggiore capo scelto e corrispondenti: assistente capo e corrispondenti;
  19. t) caporal maggiore capo e corrispondenti: assistente e corrispondenti;
  20. u) caporal maggiore scelto e corrispondenti: agente scelto e corrispondenti;
  21. v) primo caporal maggiore e corrispondenti: agente e corrispondenti.

(363) Articolo così sostituto dall’art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Titolo II

Reclutamento

Capo I

Disposizioni generali

Art. 633 Reclutamento

 

  1. Il reclutamento è il complesso delle procedure e delle attività tecnico-amministrative necessarie per l’immissione in servizio di personale militare. Il reclutamento è obbligatorio o volontario.
  2. Il reclutamento obbligatorio è disciplinato dal libro VIII del presente codice.
  3. Il reclutamento volontario è disciplinato dal presente titolo.
  4. Il reclutamento volontario avviene mediante procedura concorsuale indetta con apposito bando, fatto salvo quanto disposto dagli articoli 705 e 709. (364)

(364) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. c), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 634 Programmazione dei reclutamenti

 

  1. Al fine di assicurare le esigenze di funzionalità e di ottimizzare le risorse per il miglior funzionamento dei servizi, compatibilmente con le disponibilità finanziarie e di bilancio, gli organi di vertice dell’Amministrazione della difesa sono tenuti alla programmazione triennale del fabbisogno del personale dell’Arma dei carabinieri.
  2. Il numero complessivo dei dipendenti in servizio è valutato su basi statistiche omogenee, secondo criteri e parametri stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
  3. Per consentire lo sviluppo dei processi di riqualificazione dell’amministrazione, connessi all’attuazione della riforma amministrativa, garantendo il rispetto degli obiettivi di riduzione programmata del personale, il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e dell’economia e delle finanze:
  4. a) definisce preliminarmente le priorità e le necessità operative da soddisfare, tenuto conto in particolare delle correlate esigenze di introduzione di nuove professionalità;
  5. b) entro il primo semestre di ciascun anno, determina il numero massimo complessivo dei reclutamenti, compatibile con gli obiettivi di riduzione numerica e con i dati sulle cessazioni dell’anno precedente.
  6. Le richieste di autorizzazione ad assumere devono essere corredate da una relazione illustrativa delle iniziative di riordino e riqualificazione, adottate o in corso, finalizzate alla definizione di modelli organizzativi rispondenti ai principi di semplificazione e di funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi, con specifico riferimento, eventualmente, anche a nuove funzioni e qualificati servizi da fornire. Le predette richieste sono sottoposte all’esame del Consiglio dei Ministri, ai fini dell’adozione di delibere con cadenza semestrale, previa istruttoria da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica e del Ministero dell’economia e delle finanze. L’istruttoria è diretta a riscontrare le effettive esigenze di reperimento di nuovo personale e l’impraticabilità di soluzioni alternative collegate a procedure di mobilità o all’adozione di misure di razionalizzazione interna.

 

Art. 635 Requisiti generali per il reclutamento

 

  1. Per il reclutamento nelle Forze armate occorrono i seguenti requisiti generali:
  2. a) essere cittadino italiano;
  3. b) essere in possesso di adeguato titolo di studio;
  4. c) essere in possesso dell’idoneità psicofisica e attitudinale al servizio militare incondizionato;
  5. d) rientrare nei parametri fisici correlati alla composizione corporea, alla forza muscolare e alla massa metabolicamente attiva, secondo le tabelle stabilite dal regolamento; (365)
  6. e) godere dei diritti civili e politici;
  7. f) non essere stati destituiti, dispensati o dichiarati decaduti dall’impiego in una pubblica amministrazione, licenziati dal lavoro alle dipendenze di pubbliche amministrazioni a seguito di procedimento disciplinare, ovvero prosciolti, d’autorità o d’ufficio, da precedente arruolamento nelle Forze armate o di polizia, a esclusione dei proscioglimenti per inidoneità psico-fisica;
  8. g) non essere stati condannati per delitti non colposi, anche con sentenza di applicazione della pena su richiesta, a pena condizionalmente sospesa o con decreto penale di condanna, ovvero non essere in atto imputati in procedimenti penali per delitti non colposi;
  9. h) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione;
  10. i) avere tenuto condotta incensurabile;
  11. l) non aver tenuto comportamenti nei confronti delle istituzioni democratiche che non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà alla Costituzione repubblicana e alle ragioni di sicurezza dello Stato;
  12. m) avere compiuto il 18°(gradi) anno di età, fermo restando:

1) quanto previsto dall’articolo 711;

2) la possibilità di presentare la domanda di partecipazione al concorso da parte del minore che ha compiuto il 17°(gradi) anno di età, acquisito il consenso di chi esercita la potestà;

  1. n) esito negativo agli accertamenti diagnostici per l’abuso di alcool, per l’uso, anche saltuario od occasionale, di sostanze stupefacenti, nonché per l’utilizzo di sostanze psicotrope a scopo non terapeutico.
  2. I requisiti di cui al comma 1, lettere c), d), i), l) e n), sono accertati d’ufficio dall’amministrazione. Il requisito di cui al comma 1, lettera d), non è nuovamente accertato nei confronti del personale militare in servizio in possesso dell’idoneità incondizionata al servizio militare che partecipa a concorsi delle Forze armate. (366)
  3. Requisiti ulteriori sono previsti dalle norme del presente codice o dai singoli bandi, in relazione al reclutamento delle varie categorie di militari, fra cui quelli previsti per il personale dell’Arma dei carabinieri dall’articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574.

(365) Lettera così sostituita dall’art. 1, comma 1, L. 12 gennaio 2015, n. 2.

(366) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 636 Obiettori di coscienza

 

  1. Agli obiettori di coscienza che sono stati ammessi a prestare servizio civile è vietato partecipare ai concorsi per qualsiasi impiego che comporti l’uso delle armi e comunque partecipare a qualsiasi procedura per l’arruolamento nelle Forze armate e nelle Forze di polizia a ordinamento militare o per l’assunzione nelle Forze di polizia a ordinamento civile.
  2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai cittadini che hanno rinunciato allo status di obiettore di coscienza ai sensi del comma 3.
  3. L’obiettore ammesso al servizio civile, decorsi almeno cinque anni dalla data in cui è stato collocato in congedo secondo le norme previste per il servizio di leva, può rinunciare allo status di obiettore di coscienza, presentando apposita dichiarazione irrevocabile presso l’Ufficio nazionale per il servizio civile che provvede a darne tempestiva comunicazione alla Direzione generale della previdenza militare e della leva. (367)

(367) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. b), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 637 Divieto di discriminazione

 

  1. Fatto salvo il possesso dei requisiti generali e speciali previsti dal presente codice, è vietata in sede di reclutamento ogni forma di discriminazione, secondo quanto disposto dall’articolo 1468.

 

Art. 638 Mancanza dei requisiti

 

  1. I requisiti generali e speciali, devono essere posseduti dalla data indicata nel bando e sino a quella dell’effettiva incorporazione o, limitatamente ai militari in servizio, a quella dell’inizio del relativo corso di formazione, o fino alla nomina a ufficiale in servizio permanente nei concorsi a nomina diretta, a eccezione del limite massimo di età che può essere superato al momento dell’effettiva incorporazione o dell’inizio del corso di formazione.
  2. L’accertamento, successivo al reclutamento, della mancanza di uno dei predetti requisiti, sia per condotta dolosa sia per condotta incolpevole dell’interessato, comporta la decadenza di diritto dall’arruolamento volontario.

 

Art. 639 Reclutamento volontario femminile

 

  1. Il reclutamento del personale militare femminile è effettuato su base volontaria secondo le disposizioni vigenti per il personale maschile, salvo quanto previsto per l’accertamento dell’idoneità al servizio dalle norme contenute nel regolamento e salve le aliquote d’ingresso eventualmente previste, in via eccezionale, con il decreto adottato ai sensi del comma 2.
  2. Ferme restando le consistenze organiche complessive, il Ministro della difesa può prevedere limitazioni all’arruolamento del personale militare femminile soltanto in presenza di motivate esigenze connesse alla funzionalità di specifici ruoli, corpi, categorie, specialità e specializzazioni di ciascuna Forza armata, se in ragione della natura o delle condizioni per l’esercizio di specifiche attività il sesso rappresenta un requisito essenziale. Il relativo decreto è adottato su proposta del Capo di stato maggiore della difesa, acquisito il parere della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna, d’intesa con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per le pari opportunità.

 

Art. 640 Accertamento dell’idoneità psicofisica

 

  1. Gli aspiranti agli arruolamenti nelle Forze armate devono essere in possesso di uno specifico profilo psicofisico da accertare, esclusivamente e in deroga a ogni altra disposizione di legge, in base alle norme per l’accertamento dell’idoneità al servizio militare contenute nel regolamento e adottate dal Ministro della difesa, sentiti, per quanto concerne il personale femminile, il Ministro per le pari opportunità, la Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna, nonché il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per il personale del Corpo delle capitanerie di porto.

 

Art. 641 Accertamento dell’idoneità attitudinale

 

  1. Gli aspiranti agli arruolamenti nelle Forze armate devono essere in possesso di uno specifico profilo attitudinale da accertare, esclusivamente e in deroga a ogni altra disposizione di legge, in base alle norme per l’accertamento dell’idoneità al servizio militare previste dal regolamento. A tale fine, possono essere impiegati anche ufficiali periti selettori in possesso di specifica qualifica conferita a cura della competente struttura del Ministero della difesa, previo superamento di apposito corso. (368)

(368) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. d), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 642 Revoca e sospensione dei concorsi

 

  1. L’amministrazione, per sopravvenute esigenze di interesse pubblico, ha facoltà di:
  2. a) revocare il bando di concorso;
  3. b) sospendere o rinviare le prove concorsuali;
  4. c) modificare il numero dei posti messi a concorso;
  5. d) sospendere l’ammissione ai corsi di formazione iniziale.

 

Art. 643 Conferimento di posti disponibili agli idonei

 

  1. L’amministrazione militare ha facoltà di conferire, nel limite delle risorse finanziarie previste, oltre i posti messi a concorso, anche quelli che risultano disponibili alla data di approvazione della graduatoria.
  2. Detti posti, da conferire secondo l’ordine della graduatoria, non possono superare il decimo di quelli messi a concorso per il reclutamento degli ufficiali e il quinto per il reclutamento delle altre categorie di militari.
  3. Se alcuni posti messi a concorso restano scoperti per rinuncia, decadenza o dimissioni dei vincitori, l’amministrazione militare ha facoltà di procedere, nel termine di un anno dalla data di approvazione della graduatoria e salvo diverse disposizioni del presente codice, ad altrettante nomine secondo l’ordine della graduatoria stessa, fermo restando l’accertamento dell’ulteriore possesso dei requisiti.
  4. Nei concorsi per la nomina a ufficiale e sottufficiale in servizio permanente, se alcuni dei posti messi a concorso risultano scoperti per rinuncia o decadenza, entro trenta giorni dalla data di inizio dei corsi, possono essere autorizzate altrettante ammissioni ai corsi stessi secondo l’ordine della graduatoria. Se la durata del corso è inferiore a un anno, detta facoltà può essere esercitata entro 1/12 della durata del corso stesso.

4-bis. Nei concorsi per il reclutamento del personale delle Forze armate, i termini di validità delle graduatorie finali approvate, ai fini dell’arruolamento di candidati risultati idonei ma non vincitori, sono prorogabili solo nei casi e nei termini previsti dal presente codice. (369)

(369) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lett. a), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 644 Commissioni di concorso

 

  1. Le commissioni esaminatrici per i concorsi per il reclutamento dei militari sono presiedute e formate da personale in servizio della rispettiva Forza armata, con l’intervento, se necessario, di uno o più esperti nelle materie o prove oggetto di valutazione, salvo quanto diversamente disposto dal bando.

 

Art. 645 Posti riservati a particolari categorie

 

  1. Fermi restando gli ulteriori benefici previsti dal codice, fino al venticinque per cento dei posti messi a concorso per il reclutamento degli ufficiali e degli appartenenti ai ruoli dei marescialli delle Forze armate e degli ispettori dell’Arma dei carabinieri è riservato al coniuge e ai figli superstiti, ovvero ai parenti in linea collaterale di secondo grado se unici superstiti, del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia deceduto in servizio e per causa di servizio, in possesso dei requisiti prescritti.

 

Capo II

Ufficiali in servizio permanente

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 646 Requisiti speciali

 

  1. Per il reclutamento degli ufficiali in servizio permanente delle Forze armate è necessario possedere i seguenti ulteriori requisiti:
  2. a) non aver superato l’età massima stabilita per ciascun ruolo dal presente codice;
  3. b) essere in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado ovvero di diploma di laurea;
  4. c) essere riconosciuti in possesso della idoneità psicofisica e attitudinale al servizio incondizionato quale ufficiale in servizio permanente.

 

Art. 647 Norme generali sui concorsi

 

  1. Con distinti decreti del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per i concorsi a ufficiale del Corpo delle capitanerie di porto e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la parte di cui alla lettera a) del presente comma, sono indicati per ciascuna Forza armata: (370)
  2. a) i titoli di studio di istruzione secondaria di secondo grado richiesti per l’ammissione ai singoli corsi delle accademie militari, nonché quelli validi per i concorsi per la nomina a ufficiale in servizio permanente, ed eventuali ulteriori requisiti, fermo restando che, per il reclutamento nei Corpi sanitari tramite i corsi normali delle accademie, i concorrenti devono sostenere una specifica prova di selezione su argomenti attinenti a materie indicate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, superata la quale, ove risultino vincitori di concorso per l’accesso nelle accademie, acquisiscono titolo all’ammissione ai corsi di laurea magistrale nei limiti numerici programmati a livello nazionale, che tengono conto delle esigenze numeriche della Difesa; (371)
  3. b) le tipologie e le modalità di svolgimento dei concorsi, delle prove di esame e della formazione delle relative graduatorie di merito, prevedendo, se necessario, programmi differenziati in relazione ai titoli di studio richiesti;
  4. c) la composizione delle commissioni esaminatrici.
  5. Le riserve di posti previste da leggi speciali in favore di particolari categorie di cittadini non possono complessivamente superare un terzo dei posti messi a concorso.
  6. Per la partecipazione ai concorsi finalizzati all’immissione nei ruoli degli ufficiali non si applicano gli aumenti dei limiti di età eventualmente previsti per l’ammissione ai pubblici impieghi.

(370) Alinea così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(371) Lettera così modificata dall’art. 7, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 648 Età per la partecipazione ai concorsi per le accademie militari

 

  1. L’età per la partecipazione ai concorsi per l’ammissione alle accademie militari non può essere superiore a 22 anni alla data indicata nel bando di concorso. Fatta eccezione per il ruolo naviganti normale dell’Aeronautica militare, il limite massimo è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio prestato, comunque non superiore a tre anni, a favore dei cittadini italiani che prestano o hanno prestato servizio militare nelle Forze armate.
  2. L’età massima per la partecipazione al concorso per l’ammissione all’accademia dell’Arma dei carabinieri, da parte degli appartenenti ai ruoli ispettori e sovrintendenti, è stabilita in 28 anni.

 

Art. 649 Posti riservati nelle accademie

 

  1. Nei concorsi per il reclutamento degli allievi delle accademie militari sono appositamente riservati alcuni posti per gli allievi delle scuole militari, nel limite massimo complessivo del 30 per cento dei posti disponibili.
  2. Per specifiche esigenze di ciascuna Forza armata nei bandi di concorso per l’ammissione alle accademie militari, oltre alle riserve di posti di cui al comma 1, possono essere previste anche riserve di posti a favore di particolari categorie di personale militare in servizio nella relativa Forza armata. Ciascuna Forza armata può bandire concorsi per l’ammissione alle accademie riservati al proprio personale nella misura massima del 30 per cento dei posti disponibili.
  3. I posti riservati agli allievi delle scuole militari che non vengono ricoperti possono essere devoluti, secondo la percentuale massima stabilita nel bando di concorso, nell’ordine della graduatoria di merito, ai concorrenti idonei che sono alle armi in qualità di ufficiali inferiori, di sottufficiali o di militari di truppa in ferma volontaria o rafferma con almeno un anno di servizio effettivamente svolto. (372)

(372) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. b), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 650 Titoli di preferenza per i concorsi nelle accademie

 

  1. I posti a concorso per l’ammissione alle accademie militari, ferma restando la riserva dei posti di cui all’articolo 649, sono assegnati, nell’ordine della graduatoria di merito e a parità di punteggio, con precedenza ai concorrenti in servizio o in congedo in qualità di:
  2. a) ufficiali inferiori con almeno quindici mesi di effettivo servizio;
  3. b) sottufficiali con almeno quindici mesi di effettivo servizio;
  4. c) allievi delle scuole militari;
  5. d) volontari in ferma che hanno completato la predetta ferma senza demerito, sono in possesso dei requisiti prescritti e presentano domanda entro dodici mesi dal termine della ferma;

d-bis) assistiti dall’Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari di carriera dell’Esercito italiano, dall’Istituto Andrea Doria per l’assistenza dei familiari e degli orfani del personale della Marina militare, dall’Opera nazionale per i figli degli aviatori e dall’Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei carabinieri (373).

  1. Per l’ammissione alle Accademie militari, a parità di merito, ha precedenza, tra il personale di cui alle lettere a) e b) del comma 1, quello appartenente alla rispettiva Forza armata.

(373) Lettera aggiunta dall’art. 4, comma 1, lett. c), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 651 Alimentazione ordinaria dei ruoli normali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare (374)

 

  1. Gli ufficiali dei ruoli normali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare in servizio permanente sono tratti, con il grado di sottotenente, da coloro che hanno frequentato le accademie militari, e che hanno completato con esito favorevole il ciclo formativo previsto dal regolamento. (375)

(374) Rubrica così modificata dall’art. 6, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(375) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 651-bis Alimentazione ordinaria del ruolo normale dell’Arma dei carabinieri (376)

 

  1. Gli ufficiali del ruolo normale dell’Arma dei carabinieri in servizio permanente sono tratti, con il grado di sottotenente:
  2. a) da coloro che hanno frequentato l’accademia militare e che hanno completato con esito favorevole il ciclo formativo previsto dal regolamento;
  3. b) mediante concorso per titoli ed esami, dai luogotenenti in servizio permanente dell’Arma dei carabinieri, in possesso di laurea magistrale in giurisprudenza, che hanno riportato nell’ultimo quinquennio la qualifica finale non inferiore a «eccellente» e che non hanno superato il cinquantacinquesimo anno di età;
  4. c) mediante concorso per titoli ed esami, dai militari in servizio permanente dei ruoli non direttivi e non dirigenti dell’Arma dei carabinieri, in possesso di laurea triennale a indirizzo giuridico definita con determinazione dirigenziale, che hanno riportato nell’ultimo biennio la qualifica finale non inferiore a «eccellente», che hanno almeno cinque anni di servizio e che non hanno superato il quarantesimo anno di età.
  5. I vincitori dei concorsi di cui al comma 1 lettere b) e c), sono:
  6. a) nominati sottotenenti, secondo l’ordine di precedenza fissato dal comma 1, con anzianità relativa stabilita in base all’ordine della rispettiva graduatoria di merito;
  7. b) iscritti in ruolo dopo l’ultimo dei pari grado provenienti dai corsi regolari dell’accademia militare nominati sottotenenti in servizio permanente nello stesso anno;
  8. c) ammessi a frequentare un corso applicativo.
  9. I posti eventualmente rimasti scoperti dei concorsi di cui al comma 1, lettere b) e c), possono essere devoluti in aumento a quelli destinati alle altre categorie, con determinazione dirigenziale.

(376) Articolo inserito dall’art. 6, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 652 Alimentazione straordinaria dei ruoli normali

 

  1. Gli ufficiali in servizio permanente dei ruoli normali possono anche essere tratti con il grado di tenente, mediante concorso per titoli ed esami, dai cittadini in possesso di uno dei diplomi di laurea, definiti per ciascun ruolo con i decreti di cui all’articolo 647, che non hanno superato il 35°(gradi) anno di età alla data indicata nel bando di concorso. (377)
  2. Salvo quanto stabilito nel comma 1, gli ufficiali del ruolo normale del Corpo delle capitanerie di porto possono essere tratti, con il grado di guardiamarina, anche dai giovani in possesso del titolo di primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiori a 3000 GT o primo ufficiale di macchina su navi con apparato motore principale pari o superiore a 3000 KW. (378)
  3. Il presente codice stabilisce quando possono essere banditi i concorsi di cui al comma 1.

(377) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(378) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 653 Partecipazione degli ufficiali ausiliari ai concorsi straordinari per i ruoli normali

 

  1. Gli ufficiali in ferma prefissata, che hanno completato un anno di servizio e che sono in possesso di diploma di laurea, e gli ufficiali inferiori delle forze di completamento possono partecipare ai concorsi per il reclutamento degli ufficiali dei ruoli normali di cui all’articolo 652, sempre che gli stessi non superino:
  2. a) il 40°(gradi) anno d’età, se ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare o dell’Aeronautica militare;
  3. b) il 34°(gradi) anno di età se ufficiali dell’Arma dei carabinieri.
  4. Il servizio prestato in qualità di ufficiale in ferma prefissata costituisce titolo ai fini della formazione delle graduatorie di merito.

[3. Al termine dei prescritti corsi formativi, gli ufficiali provenienti dalle forze di completamento sono iscritti in ruolo, con il grado rivestito, dopo l’ultimo dei parigrado in ruolo. (379) ]

(379) Comma abrogato dall’art. 4, comma 1, lett. e), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Sezione II

Ufficiali dell’esercito italiano, della marina militare e dell’aeronautica militare

Art. 654 Condizioni per il reclutamento straordinario nei ruoli normali

 

  1. I concorsi di cui all’articolo 652 possono essere banditi se il prevedibile numero dei frequentatori delle accademie, che concludono nell’anno il ciclo formativo per essi previsto per un determinato ruolo, risulta inferiore a 7/5 del numero delle promozioni a scelta al grado di maggiore stabilito per il medesimo ruolo dalle norme del presente codice. (380)

(380) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. c), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 655 Alimentazione dei ruoli speciali

 

  1. Gli ufficiali dei ruoli speciali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare, fatta eccezione per gli ufficiali del ruolo naviganti speciale, possono essere tratti:
  2. a) per concorso per titoli ed esami con il grado di sottotenente:

1) prevalentemente dal personale appartenente al ruolo dei marescialli, in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea che non ha superato il 35°(gradi) anno di età e che all’atto dell’immissione nel ruolo degli ufficiali ha almeno 5 anni di anzianità nel ruolo di provenienza se reclutato ai sensi dell’articolo 679, comma 1, lettera a), ovvero 3 anni di anzianità nel ruolo di provenienza se reclutato ai sensi dell’articolo 679, comma 1, lettera b); (381)

2) dagli ufficiali di complemento un titolo di studio non inferiore alla laurea che all’atto di immissione nel ruolo speciale hanno completato senza demerito la ferma biennale e non hanno superato il 35°(gradi) anno di età; (383)

3) dal personale giudicato idoneo e non vincitore dei concorsi per la nomina a ufficiale in servizio permanente effettivo dei ruoli normali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare e che non ha superato il 35°(gradi) anno di età; (384)

4) dai frequentatori dei corsi normali delle accademie militari che non hanno completato il secondo o il terzo anno del previsto ciclo formativo, purché in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea; (385)

4-bis) dai frequentatori dei corsi normali delle accademie militari iscritti ai corsi universitari quinquennali a ciclo unico che hanno superato gli esami del terzo anno e sono idonei in attitudine militare; (386)

5) dal personale del ruolo dei sergenti in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea che, all’atto della presentazione della domanda al concorso, non ha superato il 35°(gradi) anno di età e ha maturato almeno tre anni di anzianità nel ruolo di appartenenza; (387)

5-bis) dai volontari in servizio permanente in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea che, all’atto della presentazione della domanda al concorso, non hanno superato il 35°(gradi) anno di età e hanno maturato almeno cinque anni di anzianità nel ruolo di appartenenza; (388)

  1. b) per concorso per titoli ed esami, con il grado rivestito, dagli ufficiali inferiori delle forze di completamento in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea che hanno aderito ai richiami in servizio per le esigenze correlate con le missioni internazionali ovvero sono impiegati in attività addestrative, operative e logistiche sia sul territorio nazionale sia all’estero e che non hanno superato il 40°(gradi) anno d’età; (389)
  2. c) per concorso per titoli ed esami con il grado rivestito dagli ufficiali in ferma prefissata in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea che hanno completato un anno di servizio complessivo; (390)
  3. d) a domanda, mantenendo il grado, l’anzianità e la ferma precedentemente contratta, dagli ufficiali frequentatori dei corsi normali delle accademie militari in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea, ovvero iscritti ai corsi universitari quinquennali a ciclo unico, che non hanno completato il previsto ciclo formativo, previo parere favorevole della competente commissione ordinaria di avanzamento che indica il ruolo di transito, valutati i titoli di studio, le attitudini evidenziate e la situazione organica dei ruoli. (391)

1-bis. Gli ufficiali di cui al comma 1, lettera a), numero 4-bis) e lettera d), che partecipano al concorso senza aver conseguito la laurea devono conseguire tale titolo di studio entro l’anno di inserimento in aliquota per la promozione a capitano. (392)

  1. Gli ufficiali del ruolo naviganti speciale dell’Aeronautica militare, nonché gli ufficiali piloti dei ruoli speciali del Corpo di stato maggiore della Marina e del Corpo delle capitanerie di porto sono tratti:
  2. a) per concorso per titoli ed esami, con il grado di sottotenente:

1) prevalentemente, dal personale appartenente al ruolo dei marescialli in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea, reclutato ai sensi dell’articolo 679, comma 1, lettera a), previo superamento del concorso e successivo corso finalizzato al conseguimento del brevetto di pilota o navigatore militare, che non ha superato il ventiseiesimo anno di età; (393)

2) dagli ufficiali di complemento in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea del ruolo naviganti, del Corpo di stato maggiore della Marina e del Corpo delle capitanerie di porto muniti di brevetto di pilota o di navigatore militare che non hanno superato il ventottesimo anno di età e hanno almeno due anni di servizio; (394)

  1. b) d’autorità, previo parere della competente commissione ordinaria di avanzamento, dagli ufficiali del ruolo naviganti normale che, non avendo completato gli studi dell’ultimo anno di corso, conseguono comunque il brevetto di pilota o di navigatore militare. Gli stessi mantengono la ferma precedentemente contratta.
  2. Gli ufficiali di complemento e il personale appartenente al ruolo dei marescialli possono partecipare ai concorsi di cui al comma 1 limitatamente a quelli concernenti il corpo o il ruolo o la categoria o la specialità di appartenenza. Con decreto del Ministro della difesa sono definite le corrispondenze occorrenti per la partecipazione ai precedenti concorsi.
  3. I candidati utilmente collocati nella graduatoria di merito dei concorsi di cui al comma 1 sono nominati sottotenenti e ammessi a frequentare un corso applicativo.
  4. I vincitori dei concorsi di cui al comma 1, lettere b) e c), sono iscritti in ruolo dopo l’ultimo dei parigrado dello stesso ruolo.

5-bis. Gli ufficiali dei ruoli speciali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare sono tratti anche dagli ufficiali dei rispettivi ruoli normali ai sensi degli articoli 726, 728, 729, 732, 833, comma 1-ter, 1100 e 1137-bis. (382)

(381) Numero così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. d), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.1.1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(382) Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, lett. d), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(383) Numero così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.1.2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(384) Numero così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.1.3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(385) Numero così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.1.4), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94, che ha sostituito l’originario numero 4) con gli attuali numeri 4) e 4-bis).

(386) Numero inserito dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.1.4), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94, che ha sostituito l’originario numero 4) con gli attuali numeri 4) e 4-bis).

(387) Numero così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.1.5), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(388) Numero aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.1.6), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(389) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(390) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(391) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 1.4), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(392) Comma inserito dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(393) Numero così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 3.1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(394) Numero così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. d), n. 3.2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 655-bis Concorso per titoli ed esami nel ruolo speciale riservato ai primi marescialli e ai luogotenenti (395)

 

  1. Gli ufficiali dei ruoli speciali di cui all’articolo 655, comma 1, possono essere tratti, con il grado di sottotenente, nel limite massimo del 30 per cento dei posti messi annualmente a concorso per ciascuna Forza armata, anche tramite concorso per titoli ed esami dal personale del ruolo dei marescialli che riveste il grado di primo maresciallo e di luogotenente in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea e dei requisiti previsti per la nomina ad ufficiale in servizio permanente.
  2. Ai fini della partecipazione al concorso di cui al comma 1, non vigono i limiti di età previsti dall’articolo 655.
  3. Le modalità per lo svolgimento del concorso di cui al comma 1, compresa la definizione dei titoli e delle prove, la loro valutazione, la nomina delle commissioni e la formazione delle graduatorie, sono stabilite con decreto del Ministro della difesa.

(395) Articolo inserito dall’art. 2, comma 1, lett. e), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 656 Posti destinati al personale appartenente al ruolo marescialli

 

  1. La percentuale di posti destinati al personale appartenente al ruolo dei marescialli per l’accesso ai ruoli speciali degli ufficiali, di cui all’articolo 655, non può essere inferiore al 50 per cento; i posti eventualmente rimasti scoperti sono devoluti in aumento a quelli destinati alle altre categorie.

 

Art. 657 Alimentazione straordinaria del ruolo speciale delle armi dell’Aeronautica militare

 

  1. Ferme restando le dotazioni organiche stabilite nel presente codice, il Ministero della difesa ha facoltà di indire annualmente concorsi per titoli ed esami per l’immissione degli ufficiali di complemento, esonerati dal pilotaggio o dalla navigazione aerea ai sensi dell’articolo 943, comma 2, nel ruolo speciale delle armi dell’Aeronautica militare. I concorsi sono espletati secondo le modalità di cui alla sezione IV del presente capo.
  2. All’atto del transito nel ruolo speciale delle armi dell’Aeronautica militare degli ufficiali di cui al comma 1, è applicata una detrazione d’anzianità di due anni, senza effetto sul trattamento economico percepito. I vincitori dei concorsi sono iscritti in ruolo, con l’anzianità di grado rideterminata e a parità di anzianità secondo l’ordine della graduatoria concorsuale, dopo i pari grado dei ruoli speciali aventi uguale o maggiore anzianità di grado.

 

Art. 658 Alimentazione straordinaria dei ruoli speciali (396)

 

  1. Sulla base delle esigenze di ciascuna Forza armata, se nei rispettivi ruoli speciali non risultano ricoperte particolari posizioni organiche, possono essere indetti annualmente concorsi straordinari per titoli ed esami per il reclutamento di ufficiali nei citati ruoli da trarre dai giovani che non hanno superato il 35°(gradi) anno di età alla data indicata dal bando di concorso e sono in possesso di uno dei diplomi di laurea previsti ai sensi dell’articolo 647, comma 1. (397)

(396) Rubrica così modificata dall’art. 7, comma 1, lett. e), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(397) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. e), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, dall’art. 2, comma 1, lett. f), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 659 Partecipazione degli ufficiali ausiliari ai concorsi per ufficiali dei ruoli speciali

 

  1. Gli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato un anno di servizio e gli ufficiali inferiori delle forze di completamento possono partecipare, in relazione al titolo di studio posseduto e senza aver superato il 40°(gradi) anno d’età, ai concorsi per il reclutamento degli ufficiali dei ruoli speciali.
  2. Il servizio prestato in qualità di ufficiale in ferma prefissata costituisce titolo ai fini della formazione delle graduatorie di merito.
  3. Al termine dei prescritti corsi formativi, gli ufficiali inferiori delle forze di completamento sono iscritti in ruolo, con il grado rivestito, dopo l’ultimo dei parigrado in ruolo.

 

Art. 660 Immissioni in ruolo

 

  1. Per le immissioni in ruolo degli ufficiali si tiene conto delle vacanze complessive esistenti nei ruoli normali e speciali di ciascuna Forza armata.
  2. Il numero degli ufficiali da immettere annualmente nei ruoli normali e speciali non può superare in ogni caso, per ciascun ruolo, le vacanze esistenti nell’organico complessivo degli ufficiali inferiori né eccedere, comunque, rispettivamente un nono e un decimo del predetto organico.

 

Art. 661 Ripartizione in specialità degli ufficiali della Marina militare e dell’Aeronautica militare

 

  1. Nei bandi di concorso i posti messi a concorso per gli ufficiali appartenenti ai ruoli della Marina militare e dell’Aeronautica militare possono essere ripartiti tra le varie specialità.

 

Sezione III

Ufficiali dell’arma dei carabinieri

Art. 662 Condizioni per il reclutamento straordinario nel ruolo normale

 

  1. Il concorso di cui all’articolo 652, può essere bandito se il prevedibile numero dei sottotenenti che concludono nell’anno il corso di applicazione per essi previsto risulta inferiore a 1/26 della consistenza organica degli ufficiali inferiori del ruolo normale. (398)
  2. I candidati utilmente collocati nella graduatoria di merito frequentano il corso applicativo di cui all’articolo 722, comma 1, lettera b).

(398) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 663 Alimentazione del ruolo speciale (399)

 

[1. Gli ufficiali del ruolo speciale dell’Arma dei carabinieri sono tratti con il grado di sottotenente, mediante concorso per titoli ed esami:

  1. a) prevalentemente dai marescialli aiutanti, marescialli capi e marescialli ordinari in servizio permanente dell’Arma dei carabinieri, muniti di uno dei titoli di studio richiesti per l’ammissione ai corsi dell’Accademia che hanno riportato nell’ultimo biennio la qualifica finale non inferiore a «superiore alla media» e che hanno compiuto il ventiseiesimo anno di età e non superato il quarantesimo;
  2. b) dagli ufficiali subalterni di complemento dell’Arma dei carabinieri che hanno compiuto il servizio di prima nomina e non hanno superato il trentaduesimo anno di età.
  3. I vincitori di concorso sono:
  4. a) nominati sottotenenti con anzianità relativa stabilita in base all’ordine della graduatoria di merito, unica per entrambe le categorie di concorrenti;
  5. b) ammessi a frequentare un corso applicativo.

]

(399) Articolo abrogato dall’art. 6, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 664 Alimentazione del ruolo tecnico (400)

 

  1. Il reclutamento degli ufficiali delle varie specialità del ruolo tecnico dell’Arma dei carabinieri avviene mediante pubblico concorso, per titoli ed esami, al quale possono partecipare: (401)
  2. a) i cittadini italiani che non hanno superato il trentaduesimo anno di età e che sono in possesso dei requisiti generali previsti per gli ufficiali in servizio permanente dell’Arma dei carabinieri, nonché del diploma di laurea richiesto dal bando di concorso pertinente alla specifica professionalità del ruolo;
  3. b) con riserva non superiore al venti per cento dei posti disponibili, i militari in servizio permanente dell’Arma dei carabinieri appartenenti ai ruoli non direttivi e non dirigenti che non hanno superato il quarantesimo anno di età, che hanno almeno cinque anni di servizio, che hanno riportato nell’ultimo biennio la qualifica finale non inferiore a «eccellente» e sono in possesso del diploma di laurea magistrale o specialistica richiesto dal bando di concorso. (402)
  4. I vincitori del concorso sono:
  5. a) nominati tenenti con anzianità relativa stabilita in base all’ordine della graduatoria di merito;
  6. b) ammessi a frequentare un corso formativo.

(400) Rubrica così modificata dall’art. 6, comma 1, lett. e), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(401) Alinea così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. e), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(402) Lettera così sostituita dall’art. 6, comma 1, lett. e), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 664-bis Alimentazione del ruolo forestale (403)

 

  1. Il reclutamento degli ufficiali del ruolo forestale dell’Arma dei carabinieri avviene mediante pubblico concorso, per titoli ed esami, al quale possono partecipare:
  2. a) i cittadini italiani che non hanno superato il trentaduesimo anno di età e che sono in possesso dei requisiti generali previsti per gli ufficiali in servizio permanente dell’Arma dei carabinieri, nonché del diploma di laurea magistrale o specialistica richiesto dal bando di concorso pertinente alla specifica professionalità del ruolo;
  3. b) con riserva non superiore al venti per cento dei posti disponibili, i militari in servizio permanente dell’Arma dei carabinieri appartenenti ai ruoli non direttivi e non dirigenti che non hanno superato il quarantesimo anno di età, che hanno riportato nell’ultimo biennio la qualifica finale non inferiore a «eccellente» e sono in possesso del diploma di laurea magistrale o specialistica richiesto dal bando di concorso (404).
  4. I vincitori del concorso sono:
  5. a) nominati tenenti con anzianità relativa stabilita in base all’ordine della graduatoria di merito;
  6. b) ammessi a frequentare un corso di formazione.

(403) Articolo inserito dall’art. 14, comma 1, lett. a), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

(404) Lettera così modificata dall’art. 6, comma 1, lett. f), nn. 1) e 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 665 Partecipazione degli ufficiali ausiliari ai concorsi

 

  1. Gli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato un anno di servizio e gli ufficiali inferiori delle forze di completamento possono partecipare, in relazione al titolo di studio posseduto e senza aver superato il 34°(gradi) anno di età, ai concorsi per il reclutamento degli ufficiali del ruolo forestale e del ruolo tecnico. (405)
  2. Il servizio prestato in qualità di ufficiale in ferma prefissata costituisce titolo ai fini della formazione delle graduatorie di merito.
  3. Al termine dei prescritti corsi formativi, gli ufficiali inferiori delle forze di completamento sono iscritti in ruolo, con il grado rivestito, dopo l’ultimo dei parigrado in ruolo.

(405) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. g), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 666 Immissioni in ruolo

 

  1. Per le immissioni in ruolo degli ufficiali si tiene conto delle vacanze complessive esistenti nei ruoli normale, forestale e tecnico. (407)
  2. Il numero di posti da mettere annualmente a concorso per l’immissione nel ruolo normale non può in ogni caso superare un tredicesimo della consistenza organica degli ufficiali inferiori del medesimo ruolo. (408)
  3. Il numero dei posti da mettere annualmente a concorso per l’immissione nel ruolo tecnico non può in ogni caso superare un ventinovesimo della consistenza organica degli ufficiali del medesimo ruolo aventi il grado da tenente a tenente colonnello compresi. (409)

3-bis. Il numero di posti da mettere annualmente a concorso per l’immissione nel ruolo forestale non può in ogni caso superare un nono della consistenza organica degli ufficiali inferiori del medesimo ruolo. (406)

(406) Comma aggiunto dall’art. 14, comma 1, lett. b), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente comma è stato così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. h), n. 4), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(407) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. h), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(408) Comma così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. h), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(409) Comma così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. h), n. 3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Sezione IV

Concorsi riservati agli ufficiali piloti e navigatori di complemento

Art. 667 Concorsi straordinari (410)

 

  1. Possono essere banditi concorsi per titoli per il reclutamento di capitani e gradi corrispondenti in servizio permanente nel ruolo speciale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell’Esercito italiano, nel ruolo speciale del Corpo di stato maggiore della Marina, nel ruolo speciale del Corpo delle capitanerie di porto e nel ruolo naviganti speciale dell’Arma aeronautica. (411)
  2. Ai concorsi di cui al comma 1, nei limiti delle vacanze in organico, possono partecipare gli ufficiali di complemento di cui all’articolo 676, in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado e dei requisiti prescritti per la nomina ad ufficiale in servizio permanente che alla data di scadenza dei termini di presentazione della domanda hanno prestato almeno undici anni di servizio decorrenti dalla data di inizio della ferma. (412)
  3. All’atto del transito nei ruoli speciali, ai vincitori dei concorsi di cui al comma 1 è applicata una detrazione di anzianità di due anni senza effetto sul trattamento economico percepito. Effettuati gli avanzamenti ordinari dell’anno di riferimento, i vincitori dei concorsi sono iscritti in ruolo, con l’anzianità di grado rideterminata e, a parità di anzianità, secondo l’ordine della graduatoria concorsuale, dopo i pari grado dei ruoli speciali aventi uguale o maggiore anzianità di grado, ovvero dopo l’ufficiale del ruolo speciale avente uguale o maggiore anzianità di servizio.
  4. Nei confronti degli ufficiali transitati nei ruoli speciali con i concorsi di cui al comma 1 non hanno effetto le ricostruzioni di carriera operate a favore degli ufficiali dei ruoli a esaurimento in servizio permanente.
  5. I concorsi sono espletati secondo le modalità di cui agli articoli 668 e 669. Nella graduatoria di merito è attribuito un punto per ogni anno di servizio prestato senza demerito nella ferma contratta all’atto dell’ammissione ai corsi di pilotaggio aereo o ai corsi per navigatori militari.

(410) Articolo così sostituito dall’art. 7, comma 1, lett. f), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(411) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. i), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(412) Comma così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. g), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 668 Commissioni di concorso

 

  1. Le commissioni giudicatrici dei concorsi sono nominate con decreto del Ministro della difesa e sono composte come segue:
  2. a) per l’Esercito italiano da:

1) un ufficiale proveniente dal ruolo normale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e trasmissioni di grado non inferiore a generale di brigata – presidente;

2) due ufficiali del ruolo normale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e trasmissioni di grado non inferiore a tenente colonnello – membri;

3) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore a direttore di sezione – segretario senza diritto di voto;

  1. b) per la Marina militare da:

1) un ufficiale di stato maggiore di grado non inferiore a contrammiraglio – presidente;

2) due ufficiali di stato maggiore di grado non inferiore a capitano di fregata – membri, se i giudicandi appartengono al Corpo di stato maggiore;

3) due ufficiali delle capitanerie di porto di grado non inferiore a capitano di fregata – membri, se i giudicandi appartengono al Corpo delle capitanerie di porto;

4) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore a direttore di sezione – segretario senza diritto di voto;

  1. c) per l’Aeronautica militare da:

1) un ufficiale dell’Arma aeronautica, ruolo naviganti, di grado non inferiore a generale di brigata aerea – presidente;

2) due ufficiali dell’Arma aeronautica, ruolo naviganti normale, di grado non inferiore a tenente colonnello – membri;

3) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore a direttore di sezione – segretario senza diritto di voto;

[d) per l’Arma dei carabinieri:]

[1) un ufficiale proveniente dal ruolo normale di grado non inferiore a generale di brigata – presidente;]

[2) due ufficiali del ruolo normale di grado non inferiore a tenente colonnello – membri;]

[3) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore a direttore di sezione – segretario senza diritto di voto. (413)]

(413) Lettera soppressa dall’art. 6, comma 1, lett. l), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 669 Elementi di valutazione

 

  1. Le commissioni giudicatrici di cui all’articolo 668 valutano:
  2. a) i titoli relativi alle qualità militari e professionali;
  3. b) ogni altro titolo, ricompensa e benemerenza risultante dallo stato di servizio, dal libretto personale, dalla pratica personale o dai documenti presentati dai concorrenti tra quelli indicati nel bando di concorso.
  4. Per la valutazione dei titoli sopra indicati, che devono essere posseduti dai candidati alla data del bando di concorso, è assegnato un massimo di 45 punti, ripartiti nel seguente modo:
  5. a) 30 punti per i titoli di cui alla lettera a) del comma 1;
  6. b) 15 punti per i titoli di cui alla lettera b) del comma 1.
  7. Coloro che non hanno riportato almeno 15 punti per i titoli di cui alla lettera a) del comma 1 sono dichiarati non idonei.
  8. Ogni componente della commissione giudicatrice dispone, per ciascuno dei titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1, soltanto di un terzo del punteggio massimo per le medesime stabilito.
  9. La graduatoria del concorso è formata in base al punteggio risultante dalla valutazione dei titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1.

 

Art. 670 Nomina nel servizio permanente

 

  1. Gli ufficiali idonei, che nella graduatoria sono compresi nel numero dei posti messi a concorso per ciascun ruolo, sono dichiarati vincitori del concorso stesso e nominati, rispettivamente, capitani in servizio permanente effettivo del ruolo speciale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e trasmissioni, tenenti di vascello in servizio permanente effettivo del ruolo speciale del Corpo di stato maggiore o del Corpo delle capitanerie di porto, capitani in servizio permanente effettivo dell’Aeronautica militare del ruolo naviganti speciale. (414)
  2. I vincitori del concorso assumono una anzianità assoluta pari a quella posseduta nel grado di capitano o di tenente di vascello alla data del decreto di nomina in servizio permanente effettivo, diminuita di due anni, e prendono posto nei rispettivi ruoli, in relazione a detta anzianità assoluta, nell’ordine della graduatoria del concorso, dopo l’ultimo pari grado avente la stessa anzianità assoluta.
  3. I servizi precedentemente prestati dagli ufficiali reclutati nel servizio permanente effettivo, a norma del presente articolo, possono essere riscattati, a domanda degli interessati, ai fini della liquidazione dell’indennità di buonuscita INPDAP e dell’indennità supplementare di cui all’articolo 1914.

(414) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. m), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 671 Concorsi straordinari (415)

 

[1. Il Ministro della difesa ha facoltà di bandire uno o più concorsi per titoli per l’immissione rispettivamente di tenenti e di capitani piloti di complemento, con anzianità di grado non inferiore a due anni, nel ruolo speciale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell’Esercito italiano, nel ruolo speciale del Corpo di stato maggiore della Marina, nel ruolo speciale del Corpo delle capitanerie di porto e nel ruolo naviganti speciale dell’Arma aeronautica nei limiti delle vacanze esistenti nell’organico degli ufficiali inferiori dei predetti ruoli.

  1. All’atto del transito nei ruoli speciali, ai vincitori dei concorsi di cui al comma 1 è applicata una detrazione di anzianità di due anni senza effetto sul trattamento economico percepito. Effettuati gli avanzamenti ordinari dell’anno di riferimento, i vincitori dei concorsi sono iscritti in ruolo, con l’anzianità di grado rideterminata e, a parità di anzianità, secondo l’ordine della graduatoria concorsuale, dopo i pari grado dei ruoli speciali aventi uguale o maggiore anzianità di grado, ovvero dopo l’ufficiale del ruolo speciale avente uguale o maggiore anzianità di servizio.
  2. Nei confronti degli ufficiali transitati nei ruoli speciali con i concorsi di cui al comma 1 non hanno effetto le ricostruzioni di carriera operate a favore degli ufficiali dei ruoli a esaurimento in servizio permanente.
  3. I concorsi sono espletati secondo le modalità di cui alla presente sezione. Nella graduatoria di merito è attribuito un punto per ogni anno di servizio prestato senza demerito in ferma dodecennale. ]

(415) Articolo abrogato dall’art. 7, comma 1, lett. g), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Capo III

Ufficiali ausiliari

Sezione I

Ufficiali in ferma prefissata

Art. 672 Requisiti speciali

 

  1. Gli ufficiali in ferma prefissata sono reclutati tra coloro che hanno superato con esito favorevole gli appositi corsi formativi. Ai predetti corsi si accede tramite pubblico concorso al quale possono partecipare coloro che:
  2. a) non hanno superato il 38°(gradi) anno d’età;
  3. b) non sono già in servizio quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata o si trovano nella posizione di congedo per aver completato la ferma quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata;
  4. c) sono in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado ovvero di diploma di laurea.
  5. Ai corsi di cui al comma 1, per l’Arma dei carabinieri, si accede tramite pubblico concorso al quale possono partecipare coloro che:
  6. a) non hanno superato il 32°(gradi) anno d’età;
  7. b) non sono già in servizio quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata o si trovano nella posizione di congedo per aver completato la ferma quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata;
  8. c) sono in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado ovvero di diploma di laurea.

 

Art. 673 Norme generali sui concorsi

 

  1. Con decreto del Ministro della difesa sono stabiliti:
  2. a) i titoli di studio richiesti per l’ammissione ai singoli corsi, ed eventualmente ulteriori requisiti, le tipologie e le modalità dei concorsi, inclusa la composizione delle commissioni, le eventuali prove di esame, prevedendo, se necessario, programmi differenziati in relazione ai titoli di studio richiesti, nonché la durata dei corsi; le modalità per lo svolgimento dei rispettivi corsi di formazione e relativi programmi sono determinati dai rispettivi Stati maggiori o Comando generale;
  3. b) i requisiti psico-fisici e attitudinali richiesti ai fini dell’esercizio delle mansioni previste per gli ufficiali in ferma prefissata.
  4. I bandi di concorso per il reclutamento degli ufficiali in ferma prefissata possono prevedere:
  5. a) riserve di posti a favore dei diplomati presso le scuole militari, e dei figli di militari deceduti in servizio, nel limite massimo complessivo del trenta per cento dei posti disponibili;
  6. b) la ripartizione dei posti messi a concorso per armi, specialità o specializzazioni.

 

Sezione II

Ufficiali di complemento

Art. 674 Conferimento diretto del grado di ufficiale di complemento

 

  1. La nomina a ufficiale di complemento, senza concorso e in via eccezionale, può essere conferita ai cittadini italiani in possesso di spiccata professionalità che danno ampio affidamento di prestare opera proficua nelle Forze armate.
  2. Può essere conferito senza concorso il grado di tenente colonnello di complemento o corrispondente ai cittadini che godono di fama indiscussa in materie attinenti ai servizi delle Forze armate.
  3. Per comprovata alta competenza in discipline nautiche, aeronautiche o tecniche, da valutarsi caso per caso, nelle nomine di cui al comma 1 si può prescindere anche dal prescritto titolo di studio, salvo che per la nomina a ufficiale di complemento nei corpi sanitari o nel comparto sanitario del ruolo tecnico-logistico dell’Arma dei carabinieri.
  4. La nomina è conferita previo giudizio della competente commissione ordinaria d’avanzamento, che stabilisce il grado e il ruolo d’assegnazione, sentiti i rispettivi Capi di stato maggiore o Comandante generale.
  5. Con decreto del Ministro della difesa sono individuate in relazione alle specifiche esigenze di ciascuna Forza armata:
  6. a) le professionalità e i gradi conferibili, ai sensi del presente articolo;
  7. b) le procedure da seguirsi;
  8. c) gli eventuali ulteriori requisiti per la nomina.

 

Art. 675 Reclutamento in servizio di prima nomina

 

  1. Il reclutamento degli ufficiali di complemento in servizio di prima nomina, in adempimento degli obblighi di leva, avviene esclusivamente nelle ipotesi di ripristino del servizio militare obbligatorio di cui all’articolo 1929, comma 2.
  2. I criteri e le modalità per l’arruolamento degli ufficiali di complemento delle Forze armate, sono stabiliti con decreto del Ministro della difesa, il quale deve indicare, in particolare, i titoli di studio richiesti per l’ammissione ai diversi corsi, nonché i requisiti somatico-funzionali e psico-attitudinali necessari anche in relazione agli incarichi da espletare.
  3. I bandi di concorso o di arruolamento per l’ammissione ai corsi allievi ufficiali di complemento delle Forze armate e le graduatorie degli ammessi sono pubblicati sul Giornale ufficiale del Ministero della difesa. Della pubblicazione è dato immediato avviso nella Gazzetta Ufficiale e copia della graduatoria è posta in visione presso le stazioni dei carabinieri e le capitanerie di porto.
  4. Avverso le suddette graduatorie è ammesso ricorso al Ministro della difesa entro 90 giorni dalla pubblicazione.
  5. La durata della ferma di leva per gli ufficiali di complemento di prima nomina è di 14 mesi.

 

Sezione III

Ufficiali piloti e navigatori di complemento

Art. 676 Reclutamento (416)

 

  1. Gli ufficiali piloti e navigatori di complemento dell’Esercito italiano, della Marina militare, e dell’Aeronautica militare sono reclutati mediante corsi di pilotaggio aereo o corsi per navigatori militari, previa sottoscrizione di una ferma di anni dodici. (417)
  2. I requisiti per essere ammessi ai suddetti corsi sono i seguenti:
  3. a) non aver superato il ventitreesimo anno di età;
  4. b) aver conseguito un diploma di istituito di istruzione secondaria di secondo grado;
  5. c) possedere le qualità fisiche e psico-attitudinali, accertate presso appositi organi dell’Aeronautica militare, necessarie per effettuare la navigazione aerea, in qualità di piloti militari o di navigatori militari.

2-bis. Fermo restando il numero massimo degli ufficiali piloti e navigatori di complemento determinato annualmente con la legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato, in relazione ai risultati conseguiti nei reclutamenti pianificati negli anni precedenti, su richiesta della Forza armata interessata possono essere ammessi ai corsi di pilotaggio aereo o ai corsi per navigatori militari i giovani che non abbiano superato il venticinquesimo anno di età alla data di emanazione del bando di concorso. (418)

(416) Rubrica così modificata dall’art. 7, comma 1, lett. h), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(417) Comma sostituito dall’art. 7, comma 1, lett. h), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. n), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(418) Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, lett. h), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 677 Reclutamento nelle altre Forze armate (419)

 

[1. Fermo restando il numero massimo degli ufficiali piloti e navigatori di complemento, determinato annualmente con la legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato, il reclutamento degli ufficiali piloti e navigatori di complemento delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell’Esercito italiano, del Corpo di stato maggiore e del Corpo delle capitanerie di porto della Marina militare, nonché dell’Arma dei carabinieri, può avvenire con le modalità di cui all’articolo 676. ]

(419) Articolo abrogato dall’art. 7, comma 1, lett. i), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Sezione IV

Disposizioni finali

Art. 678 Incentivi per il reclutamento degli ufficiali ausiliari

 

  1. L’assunzione in servizio quale ufficiale ausiliario sospende il rapporto di lavoro per tutto il periodo della ferma o della rafferma e il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto. Entro trenta giorni dal congedo, il lavoratore deve porsi a disposizione del datore di lavoro per riprendere servizio. In mancanza, il rapporto di lavoro è risolto.
  2. Agli ufficiali ausiliari si applicano le disposizioni dell’articolo 990.
  3. I periodi di servizio prestati quale ufficiale ausiliario sono valutati nei pubblici concorsi con un punteggio incrementale non inferiore a quello che le commissioni esaminatrici attribuiscono per i servizi prestati negli impieghi civili presso enti pubblici.
  4. Per gli ufficiali ausiliari che hanno prestato servizio senza demerito nell’Esercito italiano, nella Marina militare e nell’Aeronautica militare sono previste riserve di posti fino all’80 per cento dei posti annualmente disponibili per la partecipazione ai concorsi per gli ufficiali in servizio permanente dei ruoli normali a nomina diretta, di cui all’articolo 652.
  5. Per gli ufficiali in ferma prefissata con almeno diciotto mesi di servizio e per gli ufficiali di complemento e gli ufficiali delle forze di completamento, che hanno prestato servizio senza demerito nell’Arma dei carabinieri sono previste riserve di posti fino all’80 per cento dei posti annualmente disponibili per l’accesso al ruolo tecnico dell’Arma dei carabinieri. (420)

[6. Per gli ufficiali in ferma prefissata che hanno prestato servizio per almeno diciotto mesi senza demerito nell’Arma dei carabinieri sono previste riserve fino al 40 per cento dei posti annualmente disponibili per l’accesso al ruolo speciale dell’Arma dei carabinieri. (421) ]

  1. Le disposizioni di cui all’articolo 1013 si applicano anche agli ufficiali ausiliari, che hanno prestato servizio senza demerito.
  2. La struttura ministeriale deputata all’inserimento dei volontari congedati nel mondo del lavoro svolge le attività di propria competenza anche a beneficio degli ufficiali ausiliari.
  3. Le riserve di posti di cui all’articolo 1014, si applicano anche agli ufficiali di complemento in ferma biennale e agli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato senza demerito la ferma contratta.

(420) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, lett. o), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(421) Comma abrogato dall’art. 6, comma 1, lett. o), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Capo IV

Marescialli e ispettori

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 679 Modalità di reclutamento dei marescialli e degli ispettori

 

  1. Il reclutamento nei ruoli marescialli, in relazione ai posti disponibili in organico, avviene: (422)
  2. a) per il 70 per cento dei posti mediante pubblico concorso;
  3. b) per il 30 per cento dei posti mediante concorso interno, riservato agli appartenenti ai ruoli sergenti e agli appartenenti ai rispettivi ruoli iniziali in servizio permanente (423).
  4. Gli articoli successivi stabiliscono eventuali requisiti speciali per la partecipazione ai predetti concorsi e le ulteriori quote di ripartizione dei posti messi a concorso.

2-bis. Il reclutamento nel ruolo ispettori dell’Arma dei carabinieri, in relazione ai posti disponibili in organico, avviene:

  1. a) per il 70 per cento dei posti mediante pubblico concorso;
  2. b) per il 20 per cento dei posti mediante concorso interno, riservato agli appartenenti al ruolo sovrintendenti;
  3. c) per il 10 per cento dei posti mediante concorso interno, riservato al ruolo appuntati e carabinieri. (424)

(422) Alinea così modificato dall’art. 11, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(423) Lettera così modificata dall’art. 11, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(424) Comma aggiunto dall’art. 11, comma 1, lett. a), n. 3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 680 Limiti di età

 

  1. Gli aumenti dei limiti di età previsti per l’ammissione ai concorsi per pubblici impieghi non si applicano ai limiti massimi di età stabiliti per il reclutamento nei ruoli marescialli e ispettori.

 

Art. 681 Posti riservati a particolari categorie per i concorsi dei ruoli marescialli e ispettori

 

  1. La quota dei posti relativi al reclutamento del personale dei ruoli dei marescialli delle Forze armate e degli ispettori dell’Arma dei carabinieri, di cui all’articolo 645, è altresì riservata ai diplomati presso le scuole militari e agli assistiti dall’Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari di carriera dell’Esercito italiano, dall’Istituto Andrea Doria per l’assistenza dei familiari e degli orfani del personale della Marina militare, dall’Opera nazionale per i figli degli aviatori e dall’Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei carabinieri, in possesso dei requisiti prescritti.

 

Sezione II

Marescialli dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare

Art. 682 Alimentazione dei ruoli dei marescialli

 

  1. Il personale del ruolo dei marescialli dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare reclutato tramite concorso pubblico contrae una ferma biennale ed è immesso in ruolo al superamento del corso di formazione previsto all’articolo 760, comma 1. (425)
  2. Il personale reclutato tramite concorso interno è immesso in ruolo al superamento di uno dei corsi previsti dall’articolo 760, commi 1 e 1-bis. (427)
  3. I posti di cui all’articolo 679, comma 1, lettera b), eventualmente rimasti scoperti, possono essere devoluti in aumento al numero dei posti previsti alla lettera a) del medesimo articolo.
  4. Ai concorsi di cui all’articolo 679, comma 1, lettera a), possono partecipare:
  5. a) i giovani che:

1) sono riconosciuti in possesso della idoneità agli incarichi, specializzazioni, categorie e specialità di assegnazione;

2) non hanno compiuto il 26°(gradi) anno di età. Per coloro che hanno già prestato servizio militare obbligatorio o volontario il limite massimo è elevato a 28 anni, qualunque grado rivestono;

3) sono in possesso del diploma di corso quinquennale di istruzione secondaria di secondo grado o lo conseguono nell’anno in cui è bandito il concorso, fermo restando che, per il reclutamento delle professioni sanitarie, i concorrenti devono sostenere una specifica prova di selezione su argomenti attinenti a materie indicate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, superata la quale, ove risultino vincitori di concorso, acquisiscono titolo all’ammissione ai corsi di laurea nei limiti numerici programmati a livello nazionale, che tengono conto delle esigenze numeriche della Difesa (428);

  1. b) gli appartenenti ai ruoli dei sergenti e dei volontari in servizio permanente, i volontari in ferma o i militari di leva in servizio che, alla data prevista dal bando:

1) sono in possesso del diploma di corso quinquennale di istruzione secondaria di secondo grado o lo conseguono nell’anno in cui è bandito il concorso, fermo restando che, per il reclutamento delle professioni sanitarie, i concorrenti devono sostenere una specifica prova di selezione su argomenti attinenti a materie indicate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, superata la quale, ove risultino vincitori di concorso, acquisiscono titolo all’ammissione ai corsi di laurea nei limiti numerici programmati a livello nazionale, che tengono conto delle esigenze numeriche della Difesa; (429)

2) non hanno superato il ventottesimo anno di età;

3) non hanno riportato sanzioni disciplinari più gravi della consegna nell’ultimo biennio o nel periodo di servizio prestato se inferiore a due anni; (426)

4) sono in possesso della qualifica non inferiore a «superiore alla media» o giudizio corrispondente nell’ultimo biennio o nel periodo di servizio prestato se inferiore a due anni (430).

  1. Ai concorsi di cui all’articolo 679, comma 1l, lettera b), possono partecipare:
  2. a) gli appartenenti al ruolo sergenti nel limite minimo del 30 per cento dei posti disponibili mediante:

1) concorso per titoli, nel limite massimo del 50 per cento dei posti di cui all’alinea della presente lettera a), per i sergenti maggiori capo che alla data prevista nel bando di concorso:

1.1) non hanno superato il 48°(gradi) anno di età;

1.2) hanno riportato nell’ultimo quadriennio in servizio permanente la qualifica di almeno «superiore alla media» o giudizio corrispondente;

1.3) non hanno riportato sanzioni disciplinari più gravi della consegna nell’ultimo biennio;

1.4) sono in possesso del diploma quinquennale di istruzione secondaria di secondo grado o lo conseguono nell’anno in cui è bandito il concorso;

2) concorso per titoli ed esami, nel limite minimo del 50 per cento dei posti di cui all’alinea della presente lettera a), per gli appartenenti al ruolo sergenti in possesso dei requisiti di cui ai numeri 1.2), 1.3) e 1.4), che non hanno superato il 40°(gradi) anno di età;

  1. b) gli appartenenti al ruolo dei volontari in servizio permanente nel limite massimo del 70 per cento dei posti disponibili, mediante concorso per titoli ed esami, che alla data prevista nel bando di concorso non hanno superato il 45°(gradi) anno di età, hanno compiuto dieci anni di servizio di cui almeno sette in servizio permanente e sono in possesso dei requisiti di cui alla lettera a), numeri 1.2), 1.3) e 1.4). (432)

5-bis. Per specifiche esigenze delle singole Forze armate, possono essere altresì banditi, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, concorsi per titoli ed esami per trarre, con il grado di maresciallo e corrispondenti, giovani:

  1. a) in possesso di laurea definita con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per i concorsi relativi al Corpo delle capitanerie di porto;
  2. b) di età non superiore a 32 anni alla data indicata nel bando di concorso. (431)
  3. Le norme per lo svolgimento dei concorsi di cui ai commi 4, 5 e 5-bis, compresa la definizione dei titoli e delle prove, la loro valutazione, la nomina delle commissioni e la formazione delle graduatorie sono stabilite con apposito decreto ministeriale per ciascuna Forza armata. (433)

(425) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. f), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, dall’art. 8, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(426) Numero così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. d), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(427) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(428) Numero così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(429) Numero così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(430) Numero così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. a), n. 3), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(431) Comma inserito dall’art. 7, comma 1, lett. a), n. 4), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(432) Comma modificato dall’art. 4, comma 1, lett. d), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248 e, successivamente, così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(433) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Sezione III

Ispettori dell’Arma dei carabinieri

Art. 683 Alimentazione del ruolo degli ispettori (434)

 

  1. Il personale del ruolo ispettori reclutato mediante pubblico concorso è immesso in ruolo al superamento di apposito corso della durata di 2 anni accademici.
  2. Il personale reclutato tramite concorsi interni è immesso in ruolo al superamento di apposito corso della durata non inferiore a mesi sei.
  3. I posti rimasti scoperti in uno dei concorsi di cui all’articolo 679, comma 2-bis, lettere b) e c), sono devoluti in favore dei concorrenti risultati idonei ma non vincitori dell’altro concorso.
  4. Possono partecipare ai concorsi di cui al comma 3 gli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti e al ruolo degli appuntati e carabinieri che alla data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande:
  5. a) hanno prestato servizio nel ruolo per almeno 4 anni;
  6. b) sono idonei al servizio militare incondizionato. Coloro che temporaneamente non sono idonei sono ammessi al concorso con riserva fino alla visita medica prevista dall’articolo 686, comma 1, lettera e);
  7. c) non hanno riportato, nell’ultimo biennio, o nel periodo di servizio prestato, se inferiore a due anni, sanzioni disciplinari più gravi della «consegna»;
  8. d) sono in possesso della qualifica non inferiore a «nella media» o giudizio corrispondente nell’ultimo biennio, o nel periodo di servizio prestato se inferiore a due anni;
  9. e) non sono stati comunque già dispensati d’autorità dal corso per allievo maresciallo;
  10. f) non sono stati giudicati non idonei all’avanzamento al grado superiore nell’ultimo biennio.
  11. Il titolo di studio per la partecipazione ai concorsi previsti dall’articolo 679 è:
  12. a) il diploma di istruzione secondaria di secondo grado, per il personale di cui al comma 2-bis, lettera b) del medesimo articolo 679;
  13. b) la laurea triennale a indirizzo giuridico, per il personale di cui al comma 2-bis, lettera c) del medesimo articolo 679.
  14. Le modalità di svolgimento dei concorsi di cui all’articolo 679, comma 2-bis, l’individuazione e la valutazione dei titoli, il numero dei posti da mettere a concorso nel limite delle vacanze nell’organico del ruolo sono stabilite nei relativi bandi di concorso, emanati con decreto ministeriale.
  15. Al fine di soddisfare le esigenze in materia di sicurezza e tutela ambientale, forestale e agroalimentare, è stabilito nei relativi bandi di concorso, emanati con decreto ministeriale:
  16. a) per il concorso di cui all’articolo 679, comma 2-bis, lettera a), il numero dei posti degli ispettori da formare nelle relative specializzazioni in misura, comunque, non inferiore al 4 per cento dei posti da mettere a concorso;
  17. b) nell’ambito di ciascun concorso di cui all’articolo 679, comma 2-bis, lettere b) e c), il numero dei posti da riservare al personale già in possesso delle relative specializzazioni, in misura comunque non inferiore al 4 per cento dei posti da mettere a concorso. Il personale specializzato che concorre per tale riserva di posti non può concorrere, nel medesimo anno di riferimento, per la rimanente parte di posti disponibili.
  18. Per il reclutamento degli ispettori della banda dell’Arma dei carabinieri si applicano le norme contenute nel regolamento.
  19. Il reclutamento degli ispettori del Reggimento Corazzieri avviene con le modalità stabilite al capo VI del presente titolo.

(434) Articolo modificato dall’art. 14, comma 1, lett. c), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 11, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 684 Ammissione al corso biennale

 

  1. L’ammissione al corso previsto dall’articolo 683, comma 1, ha luogo sulla base di una graduatoria formata con i punti di merito delle prove d’esame previste dall’articolo 686, comma 1, lettere b) e c), e i punti attribuiti per gli eventuali titoli preferenziali la cui individuazione e valutazione sono stabilite nel bando di concorso.
  2. Possono partecipare al concorso:
  3. a) gli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti e al ruolo degli appuntati e carabinieri, gli allievi carabinieri, nonché gli ufficiali di complemento dell’Arma che alla data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande:

1) sono idonei al servizio militare incondizionato. Coloro che temporaneamente non sono idonei sono ammessi al concorso con riserva fino alla visita medica prevista dall’articolo 686, comma 1, lettera e);

2) sono in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, o lo conseguono nell’anno solare in cui è bandito il concorso, che consente l’iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma universitario o laurea breve previsti nel bando di concorso;

3) non hanno superato il trentesimo anno di età;

4) non hanno riportato, nell’ultimo biennio, o nel periodo di servizio prestato, se inferiore a due anni, sanzioni disciplinari più gravi della «consegna»;

5) sono in possesso della qualifica non inferiore a «nella media» o giudizio corrispondente nell’ultimo biennio, o nel periodo di servizio prestato se inferiore a due anni;

6) non sono stati giudicati, se appartenenti ai ruoli sovrintendenti e appuntati e carabinieri, non idonei all’avanzamento al grado superiore nell’ultimo biennio;

  1. b) i cittadini italiani che:

1) sono in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado o lo conseguono nell’anno solare in cui è bandito il concorso, che consente l’iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma universitario o laurea breve previsti nel bando di concorso;

2) non hanno superato il ventiseiesimo anno di età; per coloro che hanno già prestato servizio militare per una durata non inferiore alla ferma obbligatoria il limite di età è elevato a 28 anni;

3) non si trovano in situazioni comunque non compatibili con l’acquisizione o conservazione dello stato di maresciallo dell’Arma dei carabinieri.

 

Art. 685 Ammissione al corso superiore di qualificazione (435)

 

  1. Il corso superiore di qualificazione si compone di due fasi, la prima dedicata ai soli appartenenti del ruolo appuntati e carabinieri e la seconda dedicata anche al personale del ruolo sovrintendenti.
  2. L’ammissione al corso:
  3. a) ai sensi dell’articolo 679, comma 2-bis, lettera b), avviene mediante un concorso per titoli, previo superamento degli adempimenti previsti dall’articolo 686, comma 2, lettere c) e d), al quale sono ammessi gli aspiranti utilmente collocati nella graduatoria finale di merito, approvata con decreto ministeriale;
  4. b) ai sensi dell’articolo 679, comma 2-bis, lettera c), ha luogo sulla base di una graduatoria formata con i punti di merito riportati nelle prove d’esame previste dall’articolo 686, comma 2, e i punti attribuiti per gli eventuali titoli preferenziali la cui individuazione e valutazione è stabilita nel bando di concorso.
  5. Le modalità di svolgimento dei concorsi, la nomina della commissione di cui all’articolo 687, l’individuazione e la valutazione dei titoli, il numero dei posti da mettere a concorso nel limite delle vacanze nell’organico del ruolo e i criteri per la formazione delle graduatorie sono stabiliti con decreto ministeriale.

(435) Articolo così sostituito dall’art. 11, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 686 Prove concorsuali

 

  1. Gli esami per l’ammissione al corso di cui all’articolo 684, sono costituiti da:
  2. a) una prova di efficienza fisica;
  3. b) una prova scritta intesa ad accertare il grado di conoscenza della lingua italiana;
  4. c) una prova orale sulle materie indicate nel bando di concorso;
  5. d) un accertamento attitudinale di idoneità al servizio nell’Arma quale maresciallo del ruolo ispettori dei carabinieri, da parte del centro nazionale di selezione e reclutamento dei carabinieri. Il giudizio espresso in sede di detto accertamento è definitivo;
  6. e) una visita medica da parte di una commissione, costituita da un ufficiale medico di grado non inferiore a tenente colonnello quale presidente e da due ufficiali medici quali componenti, dei quali il meno anziano in ruolo svolge anche funzioni di segretario, il cui giudizio è definitivo. Per il concorrente già in servizio nell’Arma, a eccezione degli allievi carabinieri, l’accertamento è limitato alla verifica dell’assenza di infermità invalidanti in atto (436).
  7. Gli esami di concorso per l’ammissione al corso di cui all’articolo 685, sono costituiti da:
  8. a) una prova scritta attinente ai servizi d’istituto;
  9. b) una prova orale su argomenti riguardanti i servizi di istituto e la cultura generale;
  10. c) un accertamento attitudinale di idoneità al servizio nell’Arma quale maresciallo del ruolo ispettori dei carabinieri, da parte del centro nazionale di selezione e reclutamento dei carabinieri. Il giudizio espresso in sede di detto accertamento è definitivo;
  11. d) una visita medica da parte di una commissione, composta da un ufficiale medico di grado non inferiore a tenente colonnello quale presidente e da due ufficiali medici quali membri, dei quali il meno anziano in ruolo svolge anche funzioni di segretario, tendente ad accertare l’assenza di infermità invalidanti in atto. Per gli appartenenti ai ruoli sovrintendenti e appuntati e carabinieri, che sono stati giudicati permanentemente non idonei in modo parziale al servizio d’istituto, la visita medica è finalizzata ad accertare l’assenza di ulteriori infermità invalidanti in atto (437).
  12. Le prove di esame e gli accertamenti fisici e attitudinali di cui ai commi 1 e 2 possono essere preceduti da una prova preliminare a carattere generale svolta mediante idonei test, il cui superamento costituisce requisito indispensabile per l’ammissione alle ulteriori prove concorsuali.
  13. La successione, le modalità e i tempi di svolgimento delle prove di efficienza fisica, di quelle scritta e orale, della visita medica e dell’accertamento attitudinale, di cui ai commi 1 e 2, saranno stabiliti nei relativi bandi di concorso.

(436) Lettera così sostituita dall’art. 4, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(437) Lettera così sostituita dall’art. 4, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 687 Commissione d’esame

 

  1. La commissione esaminatrice dei concorsi per l’ammissione ai corsi di cui all’articolo 684, è composta da:
  2. a) un ufficiale generale dell’Arma dei carabinieri, presidente;
  3. b) un ufficiale superiore dell’Arma dei carabinieri, membro;
  4. c) un insegnante di italiano in possesso del prescritto titolo accademico, membro;
  5. d) un luogotenente, segretario senza diritto al voto (438).
  6. Se il numero dei concorrenti ammessi ai concorsi previsti dall’articolo 684 è rilevante, la commissione di cui al comma 1 può essere integrata da un numero di componenti tali che permetta, unico restando il presidente, la suddivisione in sottocommissioni, costituite ciascuna da un numero di componenti pari a quello della commissione originaria.
  7. La commissione e le sottocommissioni di cui ai commi 1 e 2 sono nominate con decreto ministeriale.

(438) Lettera così modificata dall’art. 11, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 688 Valutazione delle prove scritta e orale e formazione della graduatoria di merito

 

  1. La commissione di cui all’articolo 687, assegna alla prova scritta giudicata sufficiente un punto di merito da diciotto a trenta trentesimi.
  2. Il concorrente che ha riportato la sufficienza nella prova scritta e che è stato giudicato idoneo alla visita medica e agli accertamenti attitudinali nonché alla prova di efficienza fisica è ammesso a sostenere la prova orale.
  3. La commissione assegna a ciascun concorrente per la prova orale un punto di merito espresso in trentesimi. E’ idoneo il concorrente che riporta un punto di merito di almeno diciotto trentesimi.
  4. La media aritmetica dei punti riportati nella prova scritta e nella prova orale costituisce il punto da attribuire a ciascun concorrente ai fini della formazione della graduatoria di merito, maggiorato dagli incrementi per gli eventuali titoli stabiliti nel bando di concorso.
  5. A parità di merito è data la precedenza agli orfani di guerra ed equiparati, ai figli di decorati al valor militare, di medaglia d’oro al valore dell’Arma dei carabinieri, al valore dell’Esercito, al valor di Marina, al valor Aeronautico o al valor civile, nonché ai figli di vittime del dovere.
  6. I concorrenti utilmente compresi nella graduatoria di merito sono ammessi al corso allievi marescialli presso la scuola marescialli dell’Arma dei carabinieri nell’ordine della graduatoria stessa fino alla concorrenza dei posti messi a concorso.
  7. I termini di validità della graduatoria dei candidati risultati idonei ma non vincitori del concorso per l’ammissione al corso biennale di cui all’articolo 684 possono essere prorogati con motivata determinazione ministeriale, in caso di successivi e analoghi concorsi banditi entro diciotto mesi dall’approvazione della stessa.

 

Art. 689 Prova facoltativa

 

  1. Il concorrente che ne fa richiesta in sede di domanda di ammissione al concorso e riporta l’idoneità nelle altre prove d’esame, negli accertamenti e nelle visite mediche di cui all’articolo 686, è sottoposto all’esame delle lingue estere prescelte tra quelle indicate nel bando di concorso, consistente in una prova scritta e una prova orale secondo i programmi in esso stabiliti.
  2. La commissione esaminatrice delle prove di lingua estera è quella di cui all’articolo 687, sostituito all’insegnante di lingua italiana un insegnante della lingua estera oggetto dell’esame, in possesso del prescritto titolo accademico, o, in mancanza, un ufficiale qualificato conoscitore della lingua stessa.
  3. La commissione assegna sia per la prova scritta sia per quella orale un punto di merito espresso in trentesimi. L’idoneità si consegue riportando il punteggio di almeno diciotto trentesimi per ciascuna prova. Il concorrente che non consegue l’idoneità alla prova scritta non sostiene la prova orale. Il concorrente che consegua l’idoneità in entrambe le prove ottiene nel punteggio della graduatoria finale di merito le maggiorazioni stabilite nel bando di concorso.

 

Capo V

Sergenti e sovrintendenti

Art. 690 Modalità di reclutamento dei sergenti e dei sovrintendenti (439)

 

  1. Il reclutamento nei ruoli sergenti dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare avviene mediante concorsi interni, riservati:
  2. a) nel limite minimo del 50 per cento dei posti disponibili mediante concorso per titoli ed esami riservato agli appartenenti ai ruoli dei volontari in servizio permanente dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare;
  3. b) nel limite massimo del 50 per cento dei posti disponibili mediante concorso per titoli riservato al personale appartenente ai ruoli dei volontari in servizio permanente dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare con un’anzianità minima di dieci anni nel ruolo.
  4. I posti di cui al comma 1, lettera a) rimasti scoperti possono essere devoluti in aumento al numero dei posti di cui alla lettera b) e viceversa.
  5. Le modalità per lo svolgimento del concorso di cui al comma 1, lettera b), compresa la definizione dei titoli, la loro valutazione, la nomina delle commissioni e la formazione delle graduatorie, sono stabilite con decreto del Ministro della difesa.
  6. Il reclutamento nel ruolo sovrintendenti, in relazione ai posti disponibili in organico, avviene esclusivamente mediante concorsi interni riservati:
  7. a) nel limite massimo del 60 per cento dei posti disponibili agli appartenenti ai ruoli iniziali in servizio permanente che ricoprano il grado apicale;
  8. b) nel limite minimo del 40 per cento agli appartenenti ai ruoli iniziali in servizio permanente che rivestono il grado di appuntato, carabiniere scelto e carabiniere.

(439) Articolo così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 691 Alimentazione dei ruoli dei sergenti

 

  1. Il personale del ruolo dei sergenti dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare è tratto mediante concorso interno a domanda per titoli ed esami e successivo corso di aggiornamento e formazione professionale.
  2. Il Ministero della difesa definisce annualmente le effettive percentuali da prevedere nei relativi bandi. (440)

(440) Comma così modificato dall’art. 11, comma 11, lett. d), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 692 Alimentazione del ruolo dei sovrintendenti

 

  1. Per il reclutamento dei sovrintendenti, ai sensi dell’articolo 690, comma 4, lettera a), è bandito un concorso per titoli riservato agli appuntati scelti per l’ammissione al corso di formazione professionale, previsto dall’articolo 775, al quale sono ammessi gli aspiranti utilmente collocati nella graduatoria finale di merito, approvata con decreto ministeriale. (442)
  2. Per il reclutamento dei sovrintendenti, ai sensi dell’ articolo 690, comma 4, lettera b), è previsto un concorso per titoli ed esami, riservato agli appuntati, ai carabinieri scelti e ai carabinieri in servizio permanente con almeno quattro anni di servizio, e il superamento del corso di qualificazione, previsto dall’articolo 776. (443)
  3. Gli esami di cui al comma 2 sono volti ad accertare il grado di preparazione culturale e professionale degli aspiranti. (444)
  4. Le modalità di svolgimento dei concorsi, la nomina delle commissioni, l’individuazione e la valutazione dei titoli, il numero dei posti da mettere a concorso nel limite delle vacanze nell’organico del ruolo e i criteri per la formazione delle graduatorie sono stabiliti con decreti ministeriali.

[4-bis. Al fine di soddisfare le esigenze in materia di sicurezza e tutela ambientale, forestale e agroalimentare, è stabilito nei relativi bandi di concorso, emanati con decreto ministeriale, il numero di posti dei sovrintendenti da formare nelle relative specializzazioni in misura, comunque, non inferiore al 4 per cento dei posti da mettere a concorso. A detto personale si applicano le disposizioni di cui all’articolo 973, comma 2-bis. (441) (445) ]

[5. Gli appuntati scelti possono partecipare per ciascun anno soltanto a uno dei concorsi di cui ai commi 1 e 2. (445) ]

  1. E’ ammesso ai concorsi di cui ai commi 1 e 2 il personale che, alla data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande:
  2. a) è idoneo al servizio militare incondizionato o è giudicato permanentemente non idoneo in modo parziale al servizio d’istituto; coloro che temporaneamente non sono idonei sono ammessi con riserva di accertamento del possesso della suddetta idoneità alla data d’inizio dei relativi corsi;
  3. b) ha riportato, nell’ultimo biennio, in sede di valutazione caratteristica, una qualifica non inferiore a «nella media» o giudizio equivalente;
  4. c) non ha riportato, nell’ultimo biennio, sanzioni disciplinari più gravi della «consegna»;
  5. d) non è sottoposto a procedimento disciplinare da cui può derivare una sanzione di stato, né è sospeso dal servizio, o si trova in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non inferiore a 60 giorni;
  6. e) non è stato giudicato, nell’ultimo biennio, non idoneo all’avanzamento al grado superiore;

e-bis) ha prestato servizio come addetto in un comando di stazione o in altro incarico equipollente, individuato con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, per almeno due anni, con solo riferimento al concorso previsto dal comma 1 (446).

  1. I posti rimasti scoperti nel concorso di cui al comma 2, sono devoluti, fino alla data di inizio del relativo corso, ai partecipanti del concorso di cui al comma 1, risultati idonei in relazione ai punteggi conseguiti.

7-bis. Al fine di soddisfare le esigenze in materia di sicurezza e tutela ambientale, forestale e agroalimentare, è stabilito nei bandi di concorso di cui ai commi 1 e 2, il numero dei posti da riservare al personale già in possesso delle relative specializzazioni, in misura comunque non inferiore al 4 per cento dei posti. Il personale specializzato che concorre per tale riserva di posti non può concorrere, nel medesimo anno di riferimento, per la rimanente parte di posti disponibili. (447)

(441) Comma inserito dall’art. 14, comma 1, lett. d), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

(442) Comma così modificato dall’art. 17, comma 1, n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(443) Comma così modificato dall’art. 17, comma 1, n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(444) Comma così modificato dall’art. 17, comma 1, n. 3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(445) Comma abrogato dall’art. 17, comma 1, n. 4), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(446) Lettera aggiunta dall’art. 17, comma 1, n. 5), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(447) Comma aggiunto dall’art. 17, comma 1, n. 6), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Capo VI

Ispettori e sovrintendenti del reggimento corazzieri

Art. 693 Reclutamento dei sovrintendenti del Reggimento Corazzieri

 

  1. I sovrintendenti del Reggimento Corazzieri sono tratti mediante concorso interno per titoli ed esami, dal personale dello stesso Reggimento appartenente al ruolo appuntati e carabinieri.
  2. E’ ammesso al concorso di cui al comma 1 il personale che alla scadenza dei termini di presentazione delle domande:
  3. a) è idoneo al servizio militare incondizionato o è giudicato permanentemente non idoneo in modo parziale al servizio d’istituto; coloro che temporaneamente non sono idonei sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso della suddetta idoneità alla data d’inizio del corso previsto dal comma 5;
  4. b) ha riportato, nell’ultimo biennio, in sede di valutazione caratteristica, una qualifica non inferiore a «nella media» o giudizio equivalente;
  5. c) non ha riportato, nell’ultimo biennio, sanzioni disciplinari più gravi della consegna;
  6. d) non è sottoposto a procedimento disciplinare da cui può derivare una sanzione di stato, o è sospeso dal servizio o si trova in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non inferiore a 60 giorni;
  7. e) non è stato comunque già dispensato d’autorità dal corso per la nomina a vice brigadiere.
  8. Ai fini della formazione della graduatoria del concorso, a pari punteggio prevalgono, nell’ordine: il grado, l’anzianità di grado, l’anzianità di servizio e la minore età.
  9. Le modalità di svolgimento del concorso, l’individuazione e la valutazione dei titoli e il numero dei posti sono stabiliti con il decreto ministeriale che bandisce il relativo concorso.
  10. I vincitori del concorso frequentano un corso di qualificazione, che può essere ripetuto una sola volta, della durata di norma non inferiore a tre mesi.
  11. I programmi e le modalità di svolgimento del corso, nonché la composizione della commissione di fine corso sono stabiliti con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri o dell’autorità da questi delegata.
  12. E’ dimesso dal corso e restituito al Reggimento Corazzieri, col grado rivestito e senza detrazione di anzianità, il personale che:
  13. a) dichiara di rinunciare al corso;
  14. b) dimostra in qualsiasi momento di non possedere le qualità necessarie per bene esercitare le funzioni del nuovo grado;
  15. c) non supera gli esami finali dopo aver già ripetuto il corso;
  16. d) è stato per qualsiasi motivo assente dal corso per più di trenta giorni, anche se non continuativi;
  17. e) si trova nelle condizioni previste dal regolamento.
  18. Nelle ipotesi di esclusione per infermità o altre cause indipendenti dalla volontà del frequentatore lo stesso è ammesso per una sola volta a partecipare di diritto al primo corso successivo al cessare della causa impeditiva senza essere considerato ripetente.
  19. I provvedimenti di dimissione e di dispensa dal corso sono adottati con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri su proposta del Comandante dell’istituto d’istruzione.
  20. Agli ammessi ai corsi per la nomina a vice brigadiere, ai quali continuano ad applicarsi le vigenti norme sullo stato giuridico degli appuntati e carabinieri, si applicano anche quelle contenute nel regolamento.

 

Art. 694 Commissione d’esame

 

  1. La commissione giudicatrice degli esami per il reclutamento degli ispettori e quella per il reclutamento dei sovrintendenti è composta da:
  2. a) un ufficiale generale dell’Arma dei carabinieri, presidente;
  3. b) il Comandante del Reggimento Corazzieri;
  4. c) un ufficiale del Reggimento Corazzieri, membro;
  5. d) un luogotenente, segretario senza diritto di voto (448).

(448) Lettera così modificata dall’art. 11, comma 1, lett. e), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 695 Nomina a vice brigadiere

 

  1. Coloro che al termine del corso di cui all’articolo 693, sono dichiarati idonei conseguono la nomina a vice brigadiere nell’ordine determinato dalla graduatoria finale del corso, con decorrenza dalla data di fine corso.
  2. Coloro che non superano il corso permangono nel grado rivestito senza detrazione di anzianità, sono restituiti al Reggimento Corazzieri e sono ammessi, a domanda, alla frequenza del corso successivo, purché continuino a possedere i requisiti di cui all’articolo 693, comma 2.

 

Art. 696 Reclutamento degli ispettori del Reggimento Corazzieri

 

  1. Gli ispettori del Reggimento Corazzieri sono tratti mediante concorso interno per esami, costituito da una prova scritta di cultura generale e da una prova orale sulle materie professionali, riservato al personale del ruolo dei sovrintendenti e a quello del ruolo appuntati e carabinieri dello stesso Reggimento che, alla data indicata dal bando, sono in possesso dei requisiti di cui all’articolo 683, comma 4. (450)
  2. I vincitori del concorso per conseguire la nomina a maresciallo devono superare un corso di qualificazione professionale, della durata non inferiore a sei mesi, da definire con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. (449)
  3. Coloro che al termine del corso sono dichiarati idonei conseguono la nomina a maresciallo nell’ordine determinato dalla graduatoria finale del corso, con decorrenza dal giorno successivo alla data di fine corso. (451)
  4. Coloro che non superano il corso permangono nel grado rivestito senza detrazione di anzianità e sono restituiti al Reggimento Corazzieri.
  5. Si osservano le disposizioni dell’articolo 693, commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9.

(449) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. e), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(450) Comma così modificato dall’art. 11, comma 1, lett. f), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(451) Comma così modificato dall’art. 11, comma 1, lett. f), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Capo VII

Reclutamento dei volontari

Sezione I

Volontari in ferma prefissata di un anno

Art. 697 Requisiti

 

  1. I partecipanti al reclutamento dei volontari in ferma prefissata di un anno devono possedere i seguenti requisiti aggiuntivi:
  2. a) età non superiore a venticinque anni;
  3. b) diploma di istruzione secondaria di primo grado;

b-bis) idoneità fisio-psico-attitudinale per il reclutamento nelle Forze armate in qualità di volontario in servizio permanente (452).

(452) Lettera aggiunta dall’art. 10, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 698 Modalità di reclutamento dei volontari in ferma prefissata di un anno

 

  1. Le modalità di reclutamento dei volontari in ferma prefissata di un anno sono disciplinate con decreto del Ministro della difesa.

 

Art. 699 Incentivi per il reclutamento volontario

 

  1. Le disposizioni che prevedono l’attribuzione di benefici non economici conseguenti all’avere effettuato il servizio militare di leva si applicano, in quanto compatibili, senza nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato, anche con riferimento alla effettuazione del servizio militare volontario in ferma prefissata di un anno.

 

Sezione II

Volontari in ferma prefissata quadriennale

Art. 700 Requisiti

 

  1. Possono partecipare ai concorsi per il reclutamento dei volontari in ferma quadriennale i volontari in ferma prefissata di un anno, ovvero in rafferma annuale, in servizio o in congedo, in possesso dei seguenti requisiti:
  2. a) idoneità fisio-psico-attitudinale per l’impiego nelle Forze armate in qualità di volontario in servizio permanente;
  3. b) età non superiore ai trent’anni compiuti.
  4. Se il numero delle domande presentate per la partecipazione ai concorsi di cui al comma 1 risulta inferiore al quintuplo dei posti messi a concorso, per i posti eventualmente non coperti possono essere banditi concorsi ai quali partecipano cittadini in possesso dei prescritti requisiti.

 

Art. 701 Modalità di reclutamento dei volontari in ferma prefissata quadriennale

 

  1. Le modalità di reclutamento dei volontari in ferma prefissata quadriennale nonché i criteri e le modalità per l’ammissione alle ulteriori rafferme biennali sono disciplinati con decreto del Ministro della difesa che può prevedere la possibilità per le Forze armate, nei limiti delle consistenze, di bandire concorsi straordinari per il reclutamento di volontari in ferma prefissata quadriennale destinato ai volontari in ferma prefissata di un anno in possesso di specifici requisiti, al fine di soddisfare specifiche e mirate esigenze delle singole Forze armate connesse alla necessità di fronteggiare particolari esigenze operative. (453)
  2. I volontari sono ammessi alla ferma prefissata quadriennale con il grado di caporale ovvero di comune di 1^ classe o di aviere scelto.

(453) Comma modificato dall’art. 4, comma 1, lett. g), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così sostituito dall’art. 8, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Sezione III

Norme comuni al reclutamento dei volontari in ferma prefissata

Art. 702 Riservatari

 

  1. I bandi di concorso per il reclutamento dei volontari in ferma prefissata di un anno e quadriennale possono prevedere, nel limite massimo del 10 per cento dei posti disponibili, riserve a favore di:
  2. a) diplomati presso le scuole militari;
  3. b) assistiti dall’Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari di carriera dell’Esercito italiano;
  4. c) assistiti dell’Istituto Andrea Doria, per l’assistenza dei familiari e degli orfani del personale della Marina militare;
  5. d) assistiti dall’Opera nazionale figli degli aviatori;
  6. e) assistiti dall’Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei carabinieri;
  7. f) figli di militari deceduti in servizio.

 

Art. 703 Concorsi nelle carriere iniziali delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (456)

 

  1. Nei concorsi relativi all’accesso nelle carriere iniziali dei seguenti Corpi e nell’Arma dei carabinieri, le riserve di posti per i volontari in ferma prefissata sono cosi determinate:
  2. a) Arma dei carabinieri: 70 per cento;
  3. b) Corpo della Guardia di Finanza: 70 per cento;
  4. c) Polizia di Stato: 45 per cento;
  5. d) Corpo di polizia penitenziaria: 60 per cento;
  6. e) Corpo nazionale dei vigili del fuoco: 45 per cento;

[f) Corpo forestale dello Stato: 45 per cento (455).]

1-bis. I posti riservati di cui al comma 1, eventualmente non ricoperti per insufficienza di candidati idonei, sono devoluti in aggiunta ai restanti posti messi a concorso. (454)

  1. Le riserve di posti di cui al comma 1 non operano nei confronti dei volontari in rafferma biennale.
  2. Con decreto interministeriale del Ministro della difesa e dei Ministri interessati sono stabilite le modalità attuative riguardanti l’immissione dei volontari nelle carriere iniziali delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

(454) Comma inserito dall’art. 10, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(455) Lettera soppressa dall’art. 22, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(456) In deroga a quanto disposto dal presente articolo vedi l’art. 7, comma 2, D.Lgs. 12 maggio 1995, n. 199, come sostituito dall’art. 33, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Sezione IV

Volontari in servizio permanente

Art. 704 Modalità di reclutamento dei volontari in servizio permanente

 

  1. Al termine della ferma prefissata quadriennale ovvero di ciascun anno delle rafferme biennali, i volontari giudicati idonei e utilmente collocati nella graduatoria annuale di merito sono immessi nei ruoli dei volontari in servizio permanente con le modalità stabilite con decreto del Ministero della difesa.

1-bis. Con il decreto del Ministero della difesa di cui al comma 1 sono altresì definite le modalità di riammissione in servizio, a domanda, dei volontari in ferma prefissata quadriennale ovvero in rafferma biennale esclusi dalle procedure di immissione nei ruoli dei volontari in servizio permanente in quanto sottoposti a procedimento penale, nei casi in cui successivamente sia stata disposta l’archiviazione o il procedimento penale si sia concluso con sentenza irrevocabile che dichiari che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato. La domanda di riammissione deve essere presentata entro centottanta giorni dalla data in cui il provvedimento è divenuto irrevocabile. Resta fermo il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente per la permanenza in servizio. (457)

  1. La ripartizione in misura percentuale dei posti annualmente disponibili nei ruoli dei volontari in servizio permanente tra le categorie di volontari di cui al comma 1 è stabilita con decreto del Ministro della difesa, riservando non meno del 20 per cento dei medesimi posti al personale in ferma prefissata quadriennale.

(457) Comma inserito dall’art. 8, comma 1, lett. i), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 705 Particolari categorie protette per il reclutamento nelle Forze armate

 

  1. Nell’ambito di ciascuna Forza armata, possono essere immessi nel ruolo dei volontari in servizio permanente il coniuge e i figli superstiti, nonché i fratelli, del personale delle Forze armate deceduto o divenuto permanentemente inabile al servizio militare, per effetto di ferite o lesioni riportate nell’espletamento di missioni internazionali di pace ovvero in attività operative, individuate con decreto del Ministro della difesa, in esecuzione dei compiti di cui agli articoli 87, 89 e 92, comma 1: (458)
  2. a) nei limiti delle vacanze organiche;
  3. b) previo superamento di un corso propedeutico svolto con modalità definite dal relativo Capo di stato maggiore;
  4. c) previo accertamento del possesso dei requisiti di cui all’articolo 635, a eccezione del limite di altezza che è stabilito in misura non inferiore a metri 1,50.

(458) Alinea così modificato dall’art. 25, comma 1, L. 21 luglio 2016, n. 145, a decorrere dal 31 dicembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 26, comma 1, della medesima legge n. 145/2016.

 

Capo VIII

Carabinieri

Art. 706 Alimentazione del ruolo

 

  1. Il reclutamento del personale appartenente al ruolo appuntati e carabinieri è disposto annualmente, nel limite delle prevedibili vacanze nell’organico del ruolo, con il bando di arruolamento di cui all’articolo 708.
  2. Sono consentiti arruolamenti volontari come carabinieri effettivi, con la ferma di quattro anni, dei giovani che non hanno superato il ventiseiesimo anno di età, anche se arruolati per leva o incorporati in altre Forze armate, nonché nelle Forze di polizia, anche a ordinamento civile. (459)

(459) Comma così modificato dall’art. 15, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 707 Requisiti speciali

 

  1. Gli aspiranti agli arruolamenti volontari di cui all’articolo 706 devono possedere i seguenti requisiti:
  2. a) non aver superato il ventiseiesimo anno di età; il limite di età è elevato a ventotto anni per i giovani che hanno già prestato servizio militare;
  3. b) diploma di istruzione secondaria superiore che consente l’iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma universitario; (461)
  4. c) non trovarsi in situazioni comunque non compatibili con l’acquisizione o la conservazione dello stato di carabiniere. (460)

1-bis. Il titolo di studio richiesto per l’arruolamento nei gruppi sportivi di cui all’articolo 1524 è il diploma di istruzione secondaria di primo grado. (462)

(460) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. h), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(461) Lettera così modificata dall’art. 22, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(462) Comma aggiunto dall’art. 22, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 708 Bandi di arruolamento

 

  1. Le procedure di arruolamento, la data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande di ammissione all’arruolamento, le prove di selezione e concorsuali, le modalità di accertamento del possesso dei requisiti richiesti, la durata dei corsi, il numero complessivo e le riserve di posti, l’individuazione e la valutazione dei titoli preferenziali, sono stabiliti con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

1-bis. Al fine di soddisfare le esigenze in materia di sicurezza e tutela ambientale, forestale e agroalimentare, è stabilito nei relativi bandi di concorso, emanati con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il numero di posti dei carabinieri da formare nelle relative specializzazioni in misura, comunque, non inferiore al 4 per cento dei posti da mettere a concorso. (463)

  1. I termini di validità della graduatoria dei candidati risultati idonei ma non vincitori per il reclutamento di cui all’articolo 706, possono essere prorogati con motivata determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri in caso di successive e analoghe procedure di reclutamento avviate entro diciotto mesi dall’approvazione della stessa.

(463) Comma inserito dall’art. 14, comma 1, lett. e), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente comma è stato così modificato dall’art. 22, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 709 Particolari categorie protette per il reclutamento nell’Arma dei carabinieri

 

  1. Possono essere ammessi al primo corso utile per allievo carabiniere di cui all’articolo 783, nel limite delle vacanze organiche, il coniuge e i figli superstiti, nonché i fratelli, se unici superstiti, del personale delle Forze di polizia deceduto o reso permanentemente invalido al servizio, con invalidità non inferiore all’ottanta per cento della capacità lavorativa, a causa delle azioni criminose di cui all’articolo 82, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ovvero per effetto di ferite o lesioni nell’espletamento di servizi di polizia o di soccorso pubblico, i quali ne facciano richiesta, purché in possesso dei prescritti requisiti per il reclutamento dei carabinieri. (464)
  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, altresì, al coniuge e ai figli superstiti nonché ai fratelli, se unici superstiti, del personale dell’Arma dei carabinieri deceduto o reso permanentemente invalido al servizio, con invalidità non inferiore all’ottanta per cento della capacità lavorativa, per effetto di ferite o lesioni riportate nell’espletamento di missioni internazionali di pace ovvero in attività operative individuate con decreto del Ministro della difesa che comportino, in conseguenza dell’impiego di mezzi o attrezzature esclusivamente militari, una particolare esposizione al rischio.

(464) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. i), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Capo IX

Allievi delle scuole militari

Art. 710 Ammissione alle scuole militari

 

  1. Le ammissioni alle scuole militari si effettuano mediante concorso per esami, esclusivamente al primo anno del liceo classico, ovvero al terzo anno del liceo scientifico.
  2. Il Ministero della difesa stabilisce ogni anno il numero dei posti da mettere a concorso. Stabilisce, altresì, il numero massimo dei posti che possono essere ricoperti dai giovani di cui all’articolo 714. (465)

(465) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. f), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 711 Requisiti per l’ammissione

 

  1. Salvo quanto disposto dall’articolo 714 possono partecipare ai concorsi di ammissione coloro che:
  2. a) al 31 dicembre dell’anno di ammissione alla scuola militare, hanno compiuto il 15°(gradi) anno di età e non superato il 17°(gradi); (466)
  3. b) alla data di effettiva ammissione alla scuola militare, sono in possesso del titolo di promozione o di idoneità rispettivamente alla prima classe del liceo classico o alla terza del liceo scientifico; (467)
  4. c) hanno sempre tenuto regolare condotta morale e civile e non sono stati espulsi da istituti di educazione o di istruzione dello Stato;
  5. d) sono riconosciuti in possesso dell’idoneità fisica quali allievi delle scuole militari.

(466) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. l), n. 1), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

(467) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. l), n. 2), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 712 Svolgimento del concorso

 

  1. I candidati risultati idonei alla visita medica sono sottoposti a un accertamento psico-fisico consistente nello svolgimento di un colloquio psico-attitudinale e in una prova di educazione fisica, secondo le modalità e i programmi fissati con disposizione ministeriale. L’accertamento psico-fisico si conclude con voto unico.
  2. I giovani che conseguono il voto di almeno sei decimi negli esami di cui al comma 1 sono ammessi a sostenere una prova di cultura generale sulle materie del ginnasio superiore se aspiranti al primo anno del liceo classico o sulle materie del primo e secondo anno del liceo scientifico, se aspiranti al 3°(gradi) anno di detto liceo.
  3. La prova di cultura generale può anche consistere in test a risposta multipla.
  4. La prova di cultura generale non si intende superata se il candidato non ha ottenuto almeno la votazione dei sei decimi.
  5. Le commissioni esaminatrici per le prove e gli accertamenti di cui al presente articolo sono nominate dal Direttore generale della Direzione generale per il personale militare.

 

Art. 713 Graduatorie di merito

 

  1. Gli idonei sono iscritti in due distinte graduatorie, una per gli aspiranti al liceo classico e una per gli aspiranti al liceo scientifico, nell’ordine determinato dalla media dei voti riportati nell’accertamento psico-fisico e nella prova di cultura generale. (468)
  2. A parità di punti hanno la precedenza nell’ordine:
  3. a) i figli dei decorati dell’Ordine militare d’Italia o dei decorati di medaglia d’oro al valor militare;
  4. b) i figli dei mutilati e degli invalidi di guerra per lesioni o infermità ascrivibili alle prime quattro categorie elencate nella tabella A annessa al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915;
  5. c) i figli di militari di carriera, di ufficiali e sottufficiali di complemento richiamati in temporaneo servizio che per il servizio prestato hanno acquistato il diritto al trattamento di quiescenza, di dipendenti civili dello Stato in servizio e di titolari di pensioni ordinarie civili o militari dello Stato;
  6. d) i candidati che hanno conseguito il titolo di promozione in sede di scrutinio finale o di idoneità in unica sessione, estiva o autunnale, rispettivamente alla prima classe del liceo classico o alla terza classe del liceo scientifico; tra questi hanno la precedenza i figli di ufficiali di complemento;
  7. e) i più giovani di età.
  8. Dei posti messi a concorso, per ciascun ordine di studi, il 50 per cento è riservato ai candidati idonei che sono orfani di guerra (o equiparati) e agli orfani dei dipendenti civili e militari dello Stato deceduti per ferite, lesioni o infermità riportate in servizio e per causa di servizio.

(468) Comma così corretto da Comunicato 30 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 30 settembre 2010, n. 229.

 

Art. 714 Allievi stranieri

 

  1. E’ consentita l’ammissione alle scuole militari di giovani stranieri che conoscano la lingua italiana e sono in possesso di un titolo di studio riconosciuto equipollente a quelli prescritti dall’articolo 711, lettera b).

 

Titolo III

Formazione e addestramento (469)

Capo I

Disposizioni generali

Art. 715 Formazione e addestramento (470)

 

  1. La formazione, iniziale o di base se riferita al complesso delle attività formative svolte al fine dell’immissione o della stabilizzazione in ruolo del militare ovvero successiva o permanente, è il complesso delle attività con cui si educano, si migliorano e si indirizzano le risorse umane attraverso la preparazione culturale, etica, morale e tecnico professionale orientata all’acquisizione di competenze che consentono al singolo militare di svolgere adeguatamente il proprio ruolo professionale. Questo processo si realizza attraverso la maturazione delle caratteristiche personali e la creazione di competenze.
  2. L’addestramento è il processo attraverso il quale si sviluppano negli individui, organi di staff, Comandi e Unità, le abilità e le capacità di assolvere specifici compiti e funzioni, in specifici ambienti operativi per il tramite di esercitazioni, collettive e individuali, nonché di attività di abilitazione, qualificazione e specializzazione condotte ai fini dell’assolvimento dei compiti istituzionalmente assegnati alle Forze armate e allo sviluppo, mantenimento e miglioramento della prontezza operativa desiderata.

(469) Rubrica così modificata dall’art. 3, comma 2, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7. Precedentemente la rubrica era la seguente: «Formazione».

(470) Articolo così sostituito dall’art. 3, comma 2, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 7.

 

Art. 716 Personale femminile in formazione

 

  1. Al personale femminile che frequenta i corsi regolari delle accademie e delle scuole allievi marescialli e allievi sergenti e i corsi di formazione iniziale degli istituti e delle scuole delle Forze armate, nonché al personale femminile volontario in fase di addestramento e specializzazione iniziale, si applica l’articolo 1494.
  2. Le amministrazioni interessate disciplinano gli specifici ordinamenti dei corsi presso le accademie, gli istituti e le scuole di formazione in relazione all’ammissione ai corsi stessi del personale femminile.

 

Art. 717 Corsi di formazione militare

 

  1. Il regolamento disciplina i corsi di formazione per l’accesso ai ruoli delle Forze armate, nonché le relative graduatorie di merito, cause e procedure di rinvio e di espulsione.

 

Art. 718 Ammissione ai corsi di militari stranieri (471)

 

  1. Il Ministro della difesa è autorizzato ad ammettere personale militare straniero a frequentare corsi presso istituti, scuole e altri enti militari, con le modalità di cui all’articolo 573.

(471) Articolo così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. m), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Capo II

Ufficiali in servizio permanente

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 719 Formazione universitaria degli ufficiali

 

  1. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri della difesa e dell’economia e delle finanze, sono definiti, ai sensi dell’articolo 17, comma 95 della legge 15 maggio 1997, n. 127, i criteri generali per la definizione, da parte delle università, degli ordinamenti didattici di corsi di diploma universitario, di laurea e di specializzazione, di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341, adeguati alla formazione degli ufficiali delle Forze armate e del Corpo della Guardia di finanza. Le università, in conformità ai predetti criteri, definiscono gli ordinamenti didattici d’intesa con le accademie militari per gli ufficiali e con gli altri istituti militari d’istruzione superiore. Ai fini dell’attivazione e della gestione dei corsi di cui al presente articolo, le università, cui compete il rilascio dei titoli e la responsabilità didattica dei corsi, stipulano apposite convenzioni con le predette accademie e istituti. Tali convenzioni prevedono l’organizzazione delle attività didattiche anche utilizzando le strutture e, per specifici insegnamenti, i docenti delle accademie e degli istituti. I Ministri della difesa, dell’economia e delle finanze e dell’istruzione, dell’università e della ricerca definiscono opportune modalità e strumenti per agevolare la stipula delle convenzioni di cui al presente articolo.
  2. Le convenzioni di cui al presente articolo prevedono anche le modalità di riconoscimento degli studi compiuti e di rilascio dei titoli di diploma universitario, di laurea e di specializzazione riguardanti gli ufficiali delle Forze armate e del Corpo della Guardia di finanza in servizio ovvero in congedo che, in possesso del diploma di scuola media superiore richiesto all’epoca per l’ammissione alle accademie militari, hanno superato il previsto ciclo di studi presso le rispettive accademie e le scuole di applicazione ovvero la Scuola ufficiali carabinieri o la Scuola di applicazione della Guardia di finanza. Per gli ufficiali in congedo le modalità di riconoscimento sono definite anche con riferimento ai cicli di studi frequentati dal personale in servizio. I riconoscimenti hanno luogo dando la precedenza alle procedure riguardanti gli ufficiali in servizio.

 

Art. 720 Formazione degli ufficiali dei ruoli normali

 

  1. I vincitori dei concorsi per il reclutamento ordinario degli ufficiali dei ruoli normali sono ammessi nelle accademie militari, in qualità di allievi ufficiali, per svolgere il previsto ciclo formativo.
  2. Coloro che hanno completato con esito favorevole il ciclo formativo presso le accademie militari sono nominati sottotenenti e immessi nei rispettivi ruoli normali.
  3. Le accademie militari sono deputate anche alla formazione degli ufficiali dei corpi sanitari, secondo quanto stabilito nel regolamento.

 

Art. 721 Prosecuzione degli studi universitari

 

  1. Se il personale militare che frequenta i corsi di diploma universitario, di laurea o di specializzazione, previsti dagli ordinamenti didattici e definiti dalle università d’intesa con le accademie militari e gli altri istituti militari d’istruzione superiore, non consegue il titolo universitario nel periodo di frequenza dell’accademia o di altro istituto militare di istruzione superiore, è consentita la prosecuzione degli studi, con il riconoscimento degli esami sostenuti con esito positivo, anche presso altre università che hanno attivato corsi corrispondenti.

 

Art. 722 Formazione degli ufficiali a nomina diretta dei ruoli normali

 

  1. I candidati utilmente collocati nelle graduatorie di merito dei concorsi straordinari per ufficiali dei ruoli normali a nomina diretta:
  2. a) se appartenenti all’Esercito italiano, alla Marina militare e all’Aeronautica militare frequentano corsi applicativi di durata non superiore a un anno accademico le cui modalità sono disciplinate con determinazione dei rispettivi Capi di stato maggiore;
  3. b) se appartenenti all’Arma dei carabinieri frequentano un corso applicativo della durata non inferiore a due anni, le cui modalità sono disciplinate con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri (472).
  4. L’anzianità relativa dei predetti ufficiali è rideterminata, a seguito del superamento degli esami di fine corso, dalla media del punteggio della graduatoria del concorso e di quello conseguito al termine del corso stesso. Gli stessi sono iscritti in ruolo, se appartenenti all’Esercito italiano, alla Marina militare e all’Aeronautica militare dopo i pari grado provenienti dai corsi regolari delle rispettive accademie militari che terminano il ciclo formativo nello stesso anno, se appartenenti all’Arma dei carabinieri, dopo i pari grado provenienti dai corsi ordinari che terminano il ciclo formativo nello stesso anno. (473)
  5. I candidati che non superino il corso applicativo sono collocati in congedo, se non devono assolvere o completare gli obblighi di leva, ovvero sono restituiti ai ruoli di provenienza. Il periodo di durata del corso è computato per intero ai fini dell’anzianità di servizio per i militari in servizio permanente e per il restante personale non è computabile ai fini dell’assolvimento degli obblighi di leva.

(472) Lettera così modificata dall’art. 7, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(473) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 723 Corsi applicativi per ufficiali dei ruoli speciali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare

 

  1. I corsi applicativi per gli ufficiali dei ruoli speciali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare hanno durata non inferiore a tre mesi.
  2. L’anzianità relativa dei predetti ufficiali è rideterminata in base alla media del punteggio ottenuto nella graduatoria del concorso e di quello conseguito nella graduatoria di fine corso.
  3. I frequentatori che non superino i corsi applicativi:
  4. a) se provenienti dal ruolo dei marescialli o dal ruolo dei sergenti, rientrano nella categoria di provenienza. Il periodo di durata del corso è in tali casi computato per intero ai fini dell’anzianità di servizio; (474)
  5. b) se già ufficiali ausiliari, completano la ferma eventualmente contratta ovvero sono ricollocati in congedo;
  6. c) se provenienti dai frequentatori dei corsi normali, completano la ferma eventualmente contratta ovvero, se ne erano stati prosciolti, sono collocati in congedo;
  7. d) se provenienti dalla vita civile, sono collocati in congedo, se non devono assolvere o completare gli obblighi di leva.
  8. I corsi applicativi per gli ufficiali del ruolo speciale dell’Arma dei carabinieri sono disciplinati dall’articolo 736.

(474) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. n), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 724 Obblighi di servizio degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare

 

  1. Gli allievi delle accademie militari all’atto dell’ammissione ai corsi sono vincolati a una ferma di tre anni.
  2. All’atto dell’ammissione al terzo anno di corso i frequentatori dei corsi normali dell’Accademia dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare sono vincolati a una ferma di nove anni che assorbe quella da espletare.
  3. La ferma di cui al comma 2 è elevata a:
  4. a) dieci anni per gli iscritti a corsi di laurea di cinque anni di durata;
  5. b) undici anni per gli iscritti a corsi di laurea di sei anni di durata;
  6. c) sedici anni per gli appartenenti al ruolo naviganti normale dell’Aeronautica militare.
  7. I frequentatori dei corsi normali delle accademie, se fruiscono delle eventuali proroghe per il completamento del ciclo formativo, sono vincolati a una ulteriore ferma di durata pari al periodo di proroga concesso.
  8. Gli ufficiali reclutati a nomina diretta del ruolo normale e gli ufficiali dei ruoli speciali, ammessi ai rispettivi corsi applicativi, al superamento dei corsi stessi sono vincolati a una ferma di cinque anni decorrente dall’inizio del corso ovvero dalla scadenza della precedente ferma.
  9. Gli ufficiali della Marina militare in servizio permanente effettivo, all’atto dell’ammissione ai corsi di pilotaggio aereo contraggono il vincolo ad una ferma volontaria di quattordici anni; gli ufficiali che non portano a termine o non superano il corso di pilotaggio sono prosciolti dalla predetta ferma, salvo l’obbligo di completare la ferma precedentemente contratta. Gli ufficiali del ruolo naviganti speciale dell’Aeronautica militare, nonché gli ufficiali piloti dei ruoli speciali del Corpo di stato maggiore della Marina e del Corpo delle capitanerie di porto nominati sottotenenti a seguito dell’apposito concorso sono vincolati a una ferma di quattordici anni dall’inizio del previsto corso finalizzato al conseguimento del brevetto di pilota o navigatore militare che assorbe la ferma precedentemente contratta. (475)

6-bis. Gli ufficiali della Marina militare in servizio permanente effettivo ammessi a frequentare master di 2°(gradi) livello o corsi formativi equivalenti in materie idro-oceanografiche sono vincolati a una ferma di dodici anni decorrente dalla data di inizio del corso stesso. Tale ferma assorbe quella già contratta e non opera nel caso di mancato superamento o dimissioni dal corso. (476)

  1. Le ferme per dodici anni alle quali sono vincolati gli allievi o ufficiali piloti di complemento rimangono valide in caso di transito nei ruoli del servizio permanente effettivo.
  2. Gli obblighi di servizio degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri sono disciplinati dall’articolo 738.

(475) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. g), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(476) Comma inserito dall’art. 4, comma 1, lett. d), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Sezione II

Ufficiali dell’Esercito italiano

Art. 725 Corso di applicazione

 

  1. Per i sottotenenti e tenenti dei ruoli normali, delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e trasmissioni, dell’Arma dei trasporti e dei materiali e del Corpo di commissariato che superino i corsi delle scuole di applicazione, il nuovo ordine di anzianità è determinato, con decreto ministeriale, in base alla graduatoria stabilita secondo le norme previste nel regolamento. (477)

1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 relative alla determinazione dell’anzianità si applicano anche agli ufficiali dei ruoli normali del Corpo degli ingegneri e del Corpo sanitario. (478)

  1. Gli ufficiali di cui al comma 1 che non superino per una sola volta uno degli anni del corso di applicazione per essi previsto sono ammessi a ripeterlo e, se lo superano, sono promossi con l’anzianità attribuita agli ufficiali unitamente ai quali hanno superato il predetto corso. Gli ufficiali di cui al comma 1 che superino il corso di applicazione con ritardo per motivi di servizio riconosciuti con determinazione ministeriale ovvero per motivi di salute, sono iscritti in ruolo al posto che a essi sarebbe spettato se avessero superato il corso al loro turno. (479)

(477) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. l), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(478) Comma inserito dall’art. 7, comma 1, lett. l), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(479) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. l), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 726 Mancato superamento del corso di applicazione

 

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 660, i sottotenenti e i tenenti di cui all’articolo 725, comma 1, che non superano i corsi di applicazione per essi prescritti e ottengono a domanda di permanere in servizio permanente, ai sensi dell’articolo 655, comma 1, lettera d), sono trasferiti, anche in soprannumero, nei ruoli speciali e sono iscritti in tali ruoli dopo i pari grado in possesso della stessa anzianità assoluta. (480)

1-bis. Gli ufficiali che non superano l’anno di corso perché non idonei in attitudine militare sono posti in congedo secondo le modalità previste dall’articolo 935, comma 1, lettera c-bis). (482)

  1. Gli ufficiali dei ruoli normali del Corpo degli ingegneri e del Corpo sanitario che non hanno completato il ciclo di studi per essi previsto per il conseguimento della laurea, possono ottenere con determinazione ministeriale, su proposta delle autorità gerarchiche, la proroga fino a un massimo di due anni accademici. Se completano il ciclo di studi universitari entro la proroga concessa, subiscono una detrazione di anzianità nel ruolo pari alla proroga concessa.
  2. Agli ufficiali di cui al comma 2 che non conseguono il diploma di laurea nei limiti di tempo prescritti, compresa l’eventuale proroga, si applicano le disposizioni di cui al comma 1, con destinazione a uno dei ruoli speciali esistenti, individuati secondo le esigenze di Forza armata, nonché una detrazione di anzianità nel ruolo pari alla proroga concessa. (481)

(480) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. m), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(481) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. m), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(482) Comma inserito dall’art. 4, comma 1, lett. e), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 727 Mancato transito nei ruoli speciali

 

  1. Gli ufficiali che non hanno presentato domanda di transito nei ruoli speciali ai sensi dell’articolo 655, comma 1, lettera d), ovvero non vi possono transitare ai sensi del medesimo articolo:
  2. a) sono collocati nella categoria del complemento con obbligo di ultimare la ferma contratta, fatta eccezione per i casi di cui all’articolo 935, comma 1, lettera c-bis); (483)
  3. b) possono essere trasferiti, a domanda o d’autorità, ad altra arma o corpo, sempre in funzione delle esigenze di Forza armata.

(483) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. f), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Sezione III

Ufficiali della Marina militare

Art. 728 Formazione degli ufficiali dei ruoli normali (485)

 

  1. I frequentatori dell’Accademia navale che hanno completato con esito favorevole il terzo anno del ciclo formativo sono nominati guardiamarina in servizio permanente. Fino al completamento del ciclo formativo prescritto, l’anzianità relativa degli ufficiali è rideterminata secondo le modalità stabilite nel regolamento. (486)
  2. Gli ufficiali, che superano gli esami prescritti dal ciclo formativo oltre i termini previsti, sono iscritti in ruolo dopo i parigrado che hanno superato gli esami nelle sessioni ordinarie.
  3. Gli ufficiali, che per motivi di servizio o per motivi di salute, riconosciuti con determinazione ministeriale, superano gli esami prescritti dal ciclo formativo con ritardo, sono iscritti in ruolo al posto che a essi sarebbe spettato se li avessero superati nei tempi previsti.
  4. Gli ufficiali idonei in attitudine professionale che non hanno completato gli studi per uno degli anni del ciclo formativo sono ammessi a completarli nell’anno successivo, solo se non ne hanno già ripetuto uno negli anni precedenti. Se ammessi, transitano nel corso successivo e sono iscritti in ruolo dopo l’ultimo dei parigrado del corso cui sono aggregati, assumendone la stessa anzianità assoluta.
  5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 660, gli ufficiali che per la seconda volta non hanno completato gli studi prescritti per uno degli anni del ciclo formativo, o non sono stati ammessi a completarli nell’anno successivo per i motivi indicati al comma 4, possono essere trasferiti, purché idonei in attitudine professionale, anche in soprannumero, con il proprio grado e con la propria anzianità, nel ruolo speciale dei rispettivi Corpi con le modalità indicate dall’articolo 655, comma 1, lettera d). Essi sono iscritti in tali ruoli dopo i pari grado in possesso della stessa anzianità assoluta.

5-bis. Gli ufficiali che non superano l’anno di corso perché non idonei in attitudine professionale, sono dimessi dal corso e posti in congedo, secondo le modalità previste dall’articolo 935, comma 1, lettera c-bis). (484)

  1. La nomina a guardiamarina decorre, ai soli fini giuridici, alla data di acquisizione del grado di aspirante.

(484) Comma inserito dall’art. 4, comma 1, lett. g), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(485) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(486) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. h), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 729 Conseguimento del diploma di laurea da parte degli ufficiali dei ruoli normali (489)

 

  1. Gli ufficiali dei ruoli normali devono conseguire il diploma di laurea prescritto e completare il periodo formativo secondo le modalità ed entro il periodo definiti dall’ordinamento di Forza armata. (487)
  2. Gli ufficiali dei ruoli normali, per i quali è previsto il completamento dell’iter di studi presso strutture universitarie, che non hanno conseguito il diploma di laurea entro il periodo prescritto possono avanzare circostanziata domanda intesa a ottenere una proroga di durata non superiore a dodici mesi. L’amministrazione ha facoltà di accogliere le domande, previo esame, da parte di una apposita commissione nominata con decreto ministeriale, del curriculum di studi e degli elementi desunti dalla documentazione valutativa. Gli ufficiali, se fruiscono di una proroga di durata superiore a tre mesi, transitano nel corso successivo e sono iscritti in ruolo dopo l’ultimo dei parigrado del corso cui sono aggregati, assumendone la stessa anzianità assoluta.
  3. Gli ufficiali che conseguono il diploma di laurea con ritardo per motivi di servizio o per motivi di salute riconosciuti con determinazione ministeriale sono iscritti in ruolo al posto che a essi sarebbe spettato se l’avessero conseguito nei tempi previsti.
  4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 660 e dall’articolo 1137-bis, gli ufficiali, che non conseguono la laurea nel periodo prescritto o che non sono stati ammessi al periodo di proroga, possono essere trasferiti, anche in soprannumero, con il proprio grado e con la propria anzianità, nel ruolo speciale dei rispettivi Corpi in applicazione di quanto previsto dall’articolo 655, comma 1, lettera d). Essi sono iscritti in tali ruoli dopo i pari grado in possesso della stessa anzianità assoluta. (488)
  5. Per i sottotenenti di vascello dei ruoli normali è stabilito, con determinazione ministeriale, il nuovo ordine di anzianità il giorno precedente al compimento dell’anzianità minima prevista dal presente codice per l’avanzamento al grado superiore, in base all’attitudine professionale e al rendimento in servizio valutati per ciascun ufficiale dalla commissione ordinaria di avanzamento. Con apposito decreto ministeriale sono stabilite le modalità della predetta valutazione.

(487) Comma sostituito dall’art. 7, comma 1, lett. n), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. i), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(488) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. n), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(489) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. i), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 730 Mancato transito nei ruoli speciali

 

  1. Gli ufficiali che non hanno presentato domanda di transito nei ruoli speciali ai sensi dell’articolo 655, comma 1, lettera d), ovvero non vi possono transitare ai sensi del medesimo articolo, o dell’articolo 728, comma 5, sono collocati nella categoria del complemento con obbligo di ultimare la ferma contratta, fatta eccezione per i casi di cui all’articolo 935, comma 1, lettera c-bis). (490)

(490) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. h), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Sezione IV

Ufficiali dell’Aeronautica militare

Art. 731 Formazione degli ufficiali dei ruoli normali (492)

 

  1. I sottotenenti dei ruoli normali sono tratti dai frequentatori dell’Accademia aeronautica che hanno completato con esito favorevole il terzo anno di corso secondo le modalità previste dal piano degli studi dell’Accademia aeronautica.
  2. Gli ufficiali dei ruoli normali devono completare gli studi accademici e conseguire il diploma di laurea entro i periodi prescritti dal piano degli studi dell’Accademia aeronautica.
  3. Per gli ufficiali dei ruoli normali che completano l’ultimo anno di corso entro il periodo prescritto dal piano degli studi dell’Accademia aeronautica il nuovo ordine di anzianità è determinato, con decreto ministeriale, in base alla somma del punto complessivo di classifica riportato per la nomina a sottotenente, e del punto attribuito all’ufficiale al completamento degli studi, entrambi ridotti in centesimi ed elaborati secondo le norme del regolamento.
  4. Gli ufficiali che superano gli esami dell’ultimo anno del corso regolare nelle sessioni successive alla prima sono iscritti in ruolo dopo i pari grado che hanno superato detti esami nella precedente sessione.
  5. Gli ufficiali che, per motivi di servizio riconosciuti con determinazione ministeriale o per motivi di salute, frequentano l’ultimo anno di corso con ritardo, se superano gli studi previsti, sono iscritti in ruolo al posto che a essi sarebbe spettato se avessero superato il corso al loro turno.

5-bis. Gli ufficiali che conseguono la laurea magistrale nella sessione straordinaria dell’ultimo anno del corso regolare, sono iscritti in ruolo dopo i pari grado che hanno conseguito il titolo nelle precedenti sessioni ordinarie fissate dal rispettivo piano di studi. (491)

  1. Gli ufficiali che non hanno completato gli studi al termine dell’ultimo anno di corso con le modalità definite dal regolamento sono ammessi a completarli nell’anno successivo. In tale caso essi transitano al corso successivo a quello di appartenenza e sono iscritti in ruolo dopo l’ultimo pari grado appartenente al corso al quale sono transitati, assumendone la stessa anzianità assoluta.
  2. La nomina a sottotenente decorre, ai soli fini giuridici, dalla data di acquisizione della qualifica di aspirante.

(491) Comma inserito dall’art. 4, comma 1, lett. i), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(492) Rubrica così modificata dall’art. 2, comma 1, lett. l), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 732 Mancato completamento degli iter formativi

 

  1. Gli ufficiali dei ruoli normali che non completano gli studi sono trasferiti d’autorità, con il proprio grado e la propria anzianità, secondo le modalità e i requisiti di cui all’articolo 655, comma 1, lettera d) previo parere favorevole della competente commissione ordinaria d’avanzamento: (494)
  2. a) nel ruolo naviganti speciale, mantenendo gli obblighi di ferma contratti, se appartenenti al ruolo naviganti normale una volta conseguito il brevetto di pilota militare o di navigatore militare;
  3. b) nel ruolo speciale delle armi, se non hanno conseguito il brevetto di pilota militare o di navigatore militare, tramutando gli obblighi di ferma assunti in precedenza con quelli previsti dall’articolo 724, comma 2, con decorrenza dalla data di nomina ad aspiranti ufficiali;
  4. c) nei ruoli speciali, mantenendo gli obblighi di ferma contratti, se appartenenti ai ruoli delle armi e dei corpi.
  5. Gli ufficiali del ruolo naviganti normale che hanno completato gli studi senza conseguire il brevetto di pilota militare o di navigatore militare sono trasferiti d’autorità, con il proprio grado e la propria anzianità, nel ruolo normale delle armi, tramutando la ferma di cui all’articolo 724, comma 2, in luogo di quella precedentemente assunta. L’ordine di precedenza rispetto ai pari grado e anzianità iscritti in ruolo è stabilito sulla base del punteggio di merito elaborato ai sensi dell’articolo 731, comma 3. Ai fini della promozione ad anzianità si computa l’anzianità complessiva maturata nel grado.
  6. I frequentatori dei corsi regolari destinati al reclutamento degli ufficiali in servizio permanente del ruolo naviganti normale, divenuti non idonei al volo dopo l’inizio della prima sessione di esami del primo anno accademico, possono essere trasferiti a domanda, previo parere favorevole espresso da parte di un’apposita commissione, nei corrispondenti corsi regolari di accademia per ufficiali del ruolo normale delle armi ovvero dei ruoli normali dei corpi, in relazione alla corrispondenza degli esami sostenuti con quelli previsti per il nuovo corso.
  7. Gli ufficiali di cui al comma 1, che non sono trasferiti nei ruoli speciali, cessano dal servizio permanente e sono collocati nella categoria del congedo in qualità di ufficiali di complemento del ruolo di appartenenza ovvero del ruolo speciale delle armi, se non sono in possesso del brevetto di pilota o di navigatore militare.

4-bis. Gli ufficiali che non superano l’anno di corso perché non idonei in attitudine militare e professionale sono posti in congedo secondo le modalità previste dall’articolo 935, comma 1, lettera c-bis). (493)

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 660, se non esistono vacanze nei nuovi ruoli, gli ufficiali sono trasferiti in soprannumero e l’eccedenza è riassorbita al verificarsi della prima vacanza. L’avanzamento nel nuovo ruolo non può avere decorrenza anteriore alla data di trasferimento.

(493) Comma inserito dall’art. 4, comma 1, lett. l), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(494) Alinea così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. m), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 733 Mancato transito nei ruoli speciali

 

  1. Gli ufficiali che non hanno presentato domanda di transito nei ruoli speciali ai sensi dell’articolo 655, comma 1, lettera d), ovvero non vi possono transitare ai sensi del medesimo articolo, o dell’articolo 732, comma 1, sono collocati nella categoria del complemento con obbligo di ultimare la ferma contratta, fatta eccezione per i casi di cui all’articolo 935, comma 1, lettera c-bis). (495)

(495) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. m), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Sezione V

Ufficiali dell’Arma dei carabinieri

Art. 734 Corso di applicazione e corso di perfezionamento (496)

 

  1. I sottotenenti del ruolo normale dell’Arma dei carabinieri che hanno frequentato l’accademia militare e completato con esito favorevole il biennio formativo, sono ammessi alla frequenza di un corso di applicazione della durata di due anni e di un successivo corso di perfezionamento della durata di un anno.
  2. Per i sottotenenti di cui al comma 1 che superano i corsi di applicazione il nuovo ordine di anzianità è determinato, con decreto ministeriale, in base alla graduatoria stabilita secondo le norme previste dal regolamento.
  3. Gli ufficiali di cui al comma 1 completano il ciclo formativo frequentando un corso di perfezionamento della durata di un anno, regolato dall’ordinamento della Scuola ufficiali carabinieri, al termine del quale l’anzianità relativa è rideterminata con decreto ministeriale, sulla base della graduatoria stabilita secondo le modalità previste dal regolamento, fermo restando quanto stabilito dal comma 2, lettera b), dell’articolo 651-bis.
  4. I sottotenenti che non superano per una sola volta uno dei due anni del corso di applicazione per essi previsto sono ammessi a ripeterlo e se lo superano sono promossi con l’anzianità attribuita agli ufficiali unitamente ai quali hanno superato il predetto corso. Gli ufficiali che superano il corso di applicazione o il corso di perfezionamento con ritardo per motivi di servizio riconosciuti con determinazione ministeriale ovvero per motivi di salute, sono iscritti in ruolo al posto che a essi sarebbe spettato se avessero superato il corso al loro turno.

(496) Articolo modificato dall’art. 7, comma 1, lett. o), nn. 1), 2) e 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, così sostituito dall’art. 7, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 735 Mancato superamento dei corsi di applicazione e di perfezionamento (497)

 

  1. I sottotenenti del ruolo normale che non superano il corso di applicazione per essi prescritto sono collocati nella categoria del complemento con obbligo di ultimare la ferma contratta. (500)

1-bis. I tenenti del ruolo normale che non superano il corso di perfezionamento per essi prescritto non sono ammessi a ripeterlo e nella rideterminazione dell’anzianità, di cui all’articolo 734, comma 3, sono iscritti in ruolo dopo l’ultimo dei pari grado che ha frequentato l’accademia militare, avente la stessa anzianità. (498)

1-ter. Gli ufficiali che non superano l’anno di corso perché non idonei in attitudine militare e professionale sono posti in congedo secondo le modalità previste dall’articolo 935, comma 1, lettera c-bis). (499)

(497) Rubrica così modificata dall’art. 7, comma 1, lett. p), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(498) Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, lett. p), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. c), n. 3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(499) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 2), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

(500) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 1), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91 e, successivamente, dall’art. 7, comma 1, lett. c), nn. 1) e 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 736 Corso applicativo per ufficiali del ruolo normale (501)

 

  1. I sottotenenti del ruolo normale provenienti dai ruoli degli ispettori, sovrintendenti e appuntati e carabinieri sono ammessi a frequentare un corso applicativo:
  2. a) anche con modalità telematica, di durata non inferiore a sei mesi se vincitori del concorso di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 651-bis;
  3. b) di durata non inferiore a due anni se vincitori del concorso di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 651-bis.
  4. Per i sottotenenti di cui al comma 1 che superano i corsi applicativi per essi prescritti il nuovo ordine di anzianità è determinato, con decreto ministeriale, in base alla graduatoria stabilita secondo le norme previste dal regolamento, fermo restando quanto stabilito dal comma 2, lettere a) e b), dell’articolo 651-bis.
  5. I sottotenenti di cui al comma 1, lettera b) che non superano per una sola volta uno dei due anni del corso applicativo per essi previsto sono ammessi a ripeterlo e se lo superano sono promossi con l’anzianità attribuita agli ufficiali unitamente ai quali hanno superato il predetto corso.
  6. I sottotenenti di cui al comma 1 che superano il corso applicativo per essi previsto con ritardo per motivi di servizio riconosciuti con determinazione ministeriale, ovvero per motivi di salute, sono iscritti in ruolo al posto che a essi sarebbe spettato se avessero superato il corso al loro turno.
  7. I sottotenenti di cui al comma 1 che non superano il corso applicativo per essi previsto rientrano nella categoria di provenienza. Il periodo di durata del corso è in tali casi computato per intero ai fini dell’anzianità di servizio.

(501) Articolo così sostituito dall’art. 7, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 737 Corso formativo per ufficiali del ruolo tecnico (502)

 

  1. I tenenti del ruolo tecnico sono ammessi a frequentare un corso formativo, della durata non inferiore a due anni, al termine del quale è determinata una nuova anzianità relativa in base all’ordine della graduatoria finale del corso. (503)

(502) Rubrica così modificata dall’art. 7, comma 1, lett. e), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(503) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. e), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 737-bis Corso di formazione per ufficiali del ruolo forestale (504)

 

  1. I tenenti del ruolo forestale sono ammessi a frequentare un corso di formazione, di durata non inferiore a due anni, al termine del quale è determinata una nuova anzianità relativa in base all’ordine della graduatoria finale del corso.

(504) Articolo inserito dall’art. 14, comma 1, lett. f), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

 

Art. 738 Obblighi di servizio

 

  1. Gli allievi dell’Accademia all’atto dell’ammissione ai corsi sono vincolati a una ferma di tre anni. All’atto della nomina a sottotenente sono vincolati a una nuova ferma di nove anni, che assorbe quella da espletare.
  2. Gli ufficiali reclutati nel ruolo normale a nomina diretta, all’atto dell’ammissione al corso applicativo di cui all’articolo 722, sono vincolati a una ferma di sette anni, decorrente dall’inizio del rispettivo corso applicativo, che assorbe ogni altra ferma precedentemente contratta. (506)
  3. I vincitori dei concorsi per la nomina a ufficiale del ruolo tecnico e del ruolo forestale, se non già in servizio permanente, sono vincolati a una ferma di sette anni, decorrente dall’inizio del rispettivo corso formativo, che assorbe ogni altra ferma precedentemente contratta. (505)

(505) Comma modificato dall’art. 14, comma 1, lett. g), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente comma è stato così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. f), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(506) Comma così sostituito dall’art. 7, comma 1, lett. f), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Capo III

Ufficiali ausiliari

Sezione I

Ufficiali in ferma prefissata

Art. 739 Corsi di formazione

 

  1. La durata dei corsi di formazione per gli ufficiali in ferma prefissata è stabilita con decreto del Ministro della difesa.
  2. Le modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione e i relativi programmi sono determinati dai rispettivi Stati maggiori o Comando generale.
  3. I vincitori dei concorsi per il reclutamento degli ufficiali in ferma prefissata sono ammessi ai corsi di formazione nella qualità di allievi ufficiali in ferma prefissata.
  4. Agli allievi ufficiali in ferma prefissata compete il trattamento economico previsto per gli allievi ufficiali delle accademie.

 

Art. 740 Superamento dei corsi di formazione e nomina nel grado

 

  1. Gli allievi che superano gli esami di fine corso sono nominati:
  2. a) sottotenenti o guardiamarina in ferma prefissata, ausiliari del corrispondente ruolo speciale della Forza armata d’appartenenza, se il titolo di studio richiesto dal bando di concorso è il diploma di istruzione secondaria di secondo grado;
  3. b) tenenti o sottotenenti di vascello in ferma prefissata, ausiliari del corrispondente ruolo normale della Forza armata d’appartenenza, se il titolo di studio richiesto dal bando di concorso è il diploma di laurea;
  4. c) tenenti dell’Arma dei carabinieri in ferma prefissata, ausiliari del corrispondente ruolo tecnico o forestale (507).
  5. L’anzianità relativa è determinata dalla media del punteggio della graduatoria del concorso e di quello conseguito al termine del corso stesso.

(507) Lettera così sostituita dall’art. 7, comma 1, lett. g), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 741 Mancato superamento degli esami di fine corso

 

  1. Gli allievi che non superino gli esami di fine corso in prima sessione, sono ammessi a ripeterli in una sessione di riparazione trascorsi almeno trenta giorni dalla sessione ordinaria. In caso di superamento degli esami in tale sessione sono nominati ufficiali e sono iscritti in ruolo, dopo i pari grado che hanno superato tutti gli esami in prima sessione, con la medesima anzianità assoluta.
  2. Gli allievi che non superino gli esami in seconda sessione sono dimessi dal corso previa determinazione del Direttore generale del personale militare. A essi si applica l’articolo 742, comma 2.

 

Art. 742 Dimissioni dai corsi

 

  1. Gli allievi che dimostrino di non possedere il complesso delle qualità e delle attitudini necessarie per bene assolvere le funzioni del grado o che si rendano colpevoli di gravi mancanze contro la disciplina, il decoro o la morale ovvero che non frequentino almeno due terzi delle lezioni ed esercitazioni sono dimessi dal corso previa determinazione del Direttore generale del personale militare. (508)
  2. Gli allievi comunque dimessi dal corso:
  3. a) se provenienti dai ruoli dei marescialli, rientrano nella categoria di provenienza. Il periodo di durata del corso è in tali casi computato per intero ai fini dell’anzianità di servizio;
  4. b) se provenienti dalla vita civile, sono collocati in congedo.

(508) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. o), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Sezione II

Ufficiali piloti e navigatori di complemento

Art. 743 Corsi di pilotaggio e di navigatore

 

  1. I giovani, ammessi ai corsi di pilotaggio aereo o ai corsi di navigatore, sono assunti con la qualifica di allievo ufficiale di complemento per compiere la ferma di anni dodici, decorrente dalla data di inizio dei corsi suddetti. (509)
  2. Essi sono promossi caporali e gradi corrispondenti dopo un primo periodo di istruzione della durata di tre mesi e sergenti e gradi corrispondenti di complemento all’atto del conseguimento del brevetto di pilota di aeroplano.
  3. Gli ufficiali di complemento e i sottufficiali, ammessi ai corsi di pilotaggio o ai corsi di navigatore, assumono la qualifica di allievo ufficiale. Se essi vengono dimessi dai corsi di pilotaggio o dai corsi di navigatore, sono reintegrati nel ruolo di provenienza con il grado originariamente posseduto e il periodo di frequenza dei corsi medesimi è computato ai fini della anzianità di grado. (510)

3-bis. Nel caso di ammissione ai corsi di pilotaggio aereo o ai corsi per navigatore militare, al personale reclutato ai sensi dell’articolo 676, proveniente senza soluzione di continuità dai ruoli del complemento, dal ruolo dei marescialli, dal ruolo dei sergenti ovvero dai volontari di truppa, si applica l’articolo 1780. (511)

(509) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. q), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(510) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. q), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(511) Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, lett. q), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 744 Nomina

 

  1. Al termine dei corsi, gli allievi, che hanno superato le prove prescritte per il conferimento del brevetto di pilota militare o del brevetto di navigatore militare e gli esami teorici, conseguono, se giudicati idonei ad assumere il grado, la nomina a sottotenente e grado corrispondente di complemento.

 

Art. 745 Obblighi di servizio

 

  1. Coloro che chiedono di essere ammessi ai corsi di pilotaggio o ai corsi di navigatore devono, all’atto della presentazione della domanda, impegnarsi a contrarre una ferma di anni dodici.
  2. Per coloro che sono già incorporati ovvero hanno adempiuto gli obblighi di leva presso altra Forza armata, l’ammissione al corso resta condizionata al nulla osta della Forza armata di appartenenza.

 

Art. 746 Mancato superamento del corso

 

  1. Gli allievi che non hanno superato gli esami teorici o che sono stati giudicati non idonei ad assumere il grado di sottotenente e gradi corrispondenti di complemento, pur avendo superato le prove prescritte per il conferimento del brevetto di pilota militare o del brevetto di navigatore militare, conseguono la nomina a pilota militare o a navigatore militare. In tale qualità sono tenuti a prestare servizio con il grado di sergente o corrispondente di complemento per un periodo di sei anni, decorrente dalla data d’inizio dei corsi di pilotaggio e dei corsi di navigatori.

 

Art. 747 Dimissioni dal corso

 

  1. Il Ministro della difesa, su proposta del Comandante della scuola di pilotaggio, ha facoltà di dimettere dai corsi gli allievi che, per motivi psico-fisici o per mancanza di attitudine al pilotaggio o di attitudine a espletare mansioni di navigatore o per motivi disciplinari, sono ritenuti non pienamente idonei a proseguire i corsi stessi.

 

Art. 748 Reimpiego del personale che non supera il corso o ne è dimesso

 

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 743, comma 3, coloro che non conseguono il brevetto di pilota d’aeroplano o quello di pilota militare o di navigatore militare ovvero che sono dimessi dal corso per motivi psico-fisici o per mancanza di attitudine al pilotaggio o di attitudine a espletare mansioni di navigatore o per motivi disciplinari, perdono la qualifica di allievo ufficiale e, se hanno precedenti obblighi di servizio, completano la relativa ferma.
  2. A eccezione di quelli dimessi per motivi disciplinari, i militari di cui al comma 1 possono, a domanda, partecipare, in relazione al titolo di studio posseduto, a uno dei corsi indetti per allievi ufficiali di complemento e, in attesa di iniziare tali corsi, possono essere inviati in licenza straordinaria senza assegni.
  3. Il periodo di tempo trascorso alle armi in qualità di allievo ufficiale è considerato utile agli effetti dell’assolvimento degli obblighi di leva.

 

Art. 749 Ammissione ai corsi di pilotaggio e di navigatore degli ufficiali di complemento dell’Arma dei carabinieri (512)

 

[1. Gli ufficiali di complemento dell’Arma dei carabinieri, ammessi alle ferme e rafferme volontarie, per partecipare ai corsi di specializzazione di pilota di aeroplano o di navigatore o di pilota di elicottero, devono, all’atto dell’ammissione, vincolarsi a una ferma volontaria di anni dodici decorrente dalla data di inizio dei corsi stessi.

  1. Gli ufficiali di cui al comma 1, che non portano a termine o non superano i corsi di specializzazione per il conseguimento del brevetto di pilota di aeroplano o di attitudine a espletare mansioni di navigatore o di pilota di elicottero, sono prosciolti dalla ferma di anni dodici. Per essi restano validi gli obblighi di ferma precedentemente contratti. ]

(512) Articolo abrogato dall’art. 7, comma 1, lett. h), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Sezione III

Ufficiali di complemento

Art. 750 Corsi di formazione

 

  1. I corsi di formazione per gli allievi ufficiali di complemento sono attivati esclusivamente nelle ipotesi di ripristino del servizio obbligatorio di leva di cui all’articolo 1929, comma 2.
  2. In relazione alle specifiche esigenze di ciascuna Forza armata, la durata dei corsi allievi ufficiali di complemento è stabilita con decreto del Ministro della difesa.
  3. I sottotenenti di complemento dell’Arma dei carabinieri sono tratti dai giovani che superano il corso allievi ufficiali di complemento presso la Scuola ufficiali carabinieri.

 

Capo IV

Formazione superiore degli ufficiali

Sezione I

Corsi di stato maggiore

Art. 751 Corso superiore di stato maggiore interforze

 

  1. Presso l’Istituto superiore di stato maggiore interforze è svolto il corso superiore di stato maggiore interforze cui possono partecipare anche gli ufficiali del Corpo della Guardia di finanza nonché ufficiali delle Forze armate estere.
  2. Il superamento del corso di cui al comma 1 è valutato ai fini dell’avanzamento e dell’impiego degli ufficiali.
  3. I criteri e le modalità per la selezione dei candidati alla frequenza del corso di cui al comma 1, sono determinati con decreto del Ministro della difesa. Con determinazione del Comandante generale del Corpo della Guardia di finanza, sentito il Ministro della difesa, sono stabiliti i requisiti e le modalità di ammissione al corso degli ufficiali del predetto Corpo.
  4. Il Capo di stato maggiore della difesa, sentiti i Capi di stato maggiore di Forza armata, il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri e, per quanto di interesse, il Segretario generale della difesa, determina annualmente il numero dei frequentatori al corso di cui al comma 1.

 

Art. 752 Ammissione degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri al corso superiore di stato maggiore interforze

 

  1. I maggiori e i tenenti colonnelli dell’Arma dei carabinieri possono essere ammessi al corso superiore di stato maggiore interforze, sulla base della disciplina prevista ai sensi dell’articolo 751, comma 4, ad avvenuto compimento del periodo di comando prescritto ai fini dell’avanzamento, anche se compiuto in tutto o in parte nel grado di capitano, e dopo aver superato il corso d’istituto di cui all’articolo 755.
  2. L’elenco degli ufficiali utilmente collocati in graduatoria è sottoposto dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri al Capo di stato maggiore della difesa per l’approvazione.

 

Art. 753 Corsi dell’Istituto superiore di stato maggiore interforze per gli ufficiali dei Corpi e dei ruoli tecnici e logistici

 

  1. In relazione alle prevedibili esigenze di impiego di ciascuna Forza armata, gli ufficiali dei Corpi e dei ruoli tecnici e logistici sono ammessi ai corsi dell’Istituto superiore di stato maggiore interforze secondo le procedure previste dall’articolo 751.

 

Art. 754 Corsi di stato maggiore

 

  1. Lo Stato maggiore dell’Esercito, annualmente, determina il numero di ufficiali da ammettere alla frequenza del corso di stato maggiore.
  2. Nel regolamento sono disciplinati i corsi di formazione superiore per gli ufficiali dell’Esercito italiano, sulla base delle seguenti indicazioni:
  3. a) previsione dei corsi da svolgere e delle relative finalità in armonia con le disposizioni relative al corso superiore di stato maggiore interforze;
  4. b) destinazione alla frequenza dei corsi degli ufficiali dei ruoli normali dell’Esercito italiano che hanno compiuto i periodi di comando o ai quali sono state conferite attribuzioni specifiche prescritte ai fini dell’avanzamento;
  5. c) determinazione dell’articolazione dei corsi, anche in relazione all’attuazione delle previsioni di cui all’articolo 719, e delle modalità di valutazione degli ufficiali frequentatori;
  6. d) previsione dei casi di esonero e di dimissione dai corsi ovvero di rinuncia;
  7. e) destinazione a ricoprire incarichi connessi all’espletamento di funzioni di stato maggiore per gli ufficiali che superano i prescritti percorsi formativi e selettivi;
  8. f) determinazione da parte del Capo di stato maggiore dell’Esercito dei percorsi formativi e delle modalità di svolgimento dei corsi, secondo le attribuzioni in materia di formazione del personale militare previste dal presente codice.
  9. Analoghi corsi sono previsti per gli ufficiali della Marina militare e dell’Aeronautica militare.

 

Sezione II

Corso d’istituto per ufficiali dell’Arma dei carabinieri

Art. 755 Corso d’istituto

 

  1. Il corso d’istituto per gli ufficiali in servizio permanente effettivo dell’Arma dei carabinieri è svolto presso la Scuola ufficiali carabinieri dai maggiori dei ruoli normale, forestale e tecnico. Il corso tende all’affinamento della preparazione culturale, giuridica e tecnico-professionale dei frequentatori, anche attraverso il miglioramento di competenze e abilità per l’assolvimento delle funzioni dirigenziali nel successivo sviluppo di carriera. (513)
  2. Le conoscenze e le capacità acquisite nonché le potenzialità espresse dai frequentatori formano oggetto di specifiche valutazioni. Il corso si conclude con un esame sostenuto davanti ad apposita commissione, nominata dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. Il punteggio di fine corso, determinato sulla base delle valutazioni e dell’esame conclusivo, e la relativa graduatoria, approvati dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, sono comunicati agli interessati e pubblicati nel Giornale ufficiale del Ministero della difesa.
  3. Nel regolamento sono stabilite la durata, le modalità di ammissione, di svolgimento, di frequenza anche con modalità telematica, di rinvio, di valutazione dei frequentatori, nonché le modalità di funzionamento della commissione di cui al comma 2. (514)

(513) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. r), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, dall’art. 7, comma 1, lett. i), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(514) Comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lett. i), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Sezione III

Medici militari

Art. 756 Formazione specifica in medicina generale

 

  1. Il medico militare in servizio permanente, iscritto ai corsi di formazione specifica in medicina generale della durata di tre anni, riservati ai laureati in medicina e chirurgia, abilitati all’esercizio professionale, per il conseguimento del relativo diploma, necessario per l’esercizio dell’attività di medico chirurgo di medicina generale, è collocato, compatibilmente con le esigenze di servizio, in posizione di aspettativa senza assegni secondo le disposizioni legislative vigenti. Il periodo di aspettativa è utile ai fini della progressione di carriera e del trattamento di quiescenza e di previdenza.
  2. Al medico militare di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di cui al titolo IV del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368.

 

Art. 757 Formazione specialistica

 

  1. Per le esigenze di formazione specialistica dei medici, nell’ambito dei posti risultanti dalla programmazione di cui all’articolo 35, comma 1, del decreto legislativo n. 368 del 1999, è stabilita, d’intesa con il Ministero della difesa, una riserva di posti complessivamente non superiore al 5 per cento per le esigenze di formazione specialistica della sanità militare.
  2. La ripartizione tra le singole scuole di specializzazione dei posti riservati, di cui all’articolo 35, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 368 del 1999, è effettuata, sentito il Ministero della difesa, per gli aspetti relativi alla sanità militare.
  3. Al personale in formazione specialistica appartenente ai ruoli della sanità militare si applicano le disposizioni di cui al titolo VI del decreto legislativo n. 368 del 1999, eccetto le disposizioni di cui agli articoli 37, 39, 40, comma 2, e 41, commi 1 e 2. Al personale di cui al presente comma continua ad applicarsi la normativa vigente sullo stato giuridico, l’avanzamento e il trattamento economico propria del personale militare. Lo stesso personale è tenuto, ai sensi del decreto legislativo n. 368 del 1999, alla frequenza programmata delle attività didattiche formali e allo svolgimento delle attività assistenziali funzionali alla progressiva acquisizione delle competenze previste dall’ordinamento didattico delle singole scuole, e in particolare all’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 38 del decreto legislativo n. 368 del 1999.

 

Art. 758 Corsi di specializzazione per le esigenze dell’amministrazione

 

  1. Gli ufficiali medici in servizio permanente delle Forze armate che sono ammessi, previa domanda, su designazione e per le esigenze dell’amministrazione, ai corsi di specializzazione delle facoltà mediche universitarie devono conseguire il diploma di specializzazione entro i limiti di tempo previsti per il rispettivo corso legale, con possibilità di fruire dell’eventuale sessione straordinaria dell’ultimo anno accademico.
  2. Il Ministro della difesa ha facoltà di concedere, su proposta della Direzione generale per il personale militare, all’ufficiale, che per motivi di salute o di forza maggiore non possa conseguire il diploma di specializzazione entro il termine di cui al comma 1, una proroga della durata di un anno accademico comprensivo dell’eventuale sessione straordinaria.

 

Capo V

Marescialli dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare

Art. 759 Assegnazione agli incarichi, alle specializzazioni, alle categorie e alle specialità

 

  1. Gli allievi marescialli sono assegnati agli incarichi, alle specializzazioni, alle categorie e specialità secondo specifiche disposizioni della Forza armata, in base alle esigenze organiche, al risultato della selezione psico-fisica e attitudinale nonché alle preferenze espresse dagli arruolandi. (516)
  2. Il Capo di stato maggiore di Forza armata ha facoltà di disporre modifiche alle assegnazioni di cui al comma 1 se le attitudini manifestate dai singoli durante il periodo formativo o le esigenze di servizio lo richiedono. Per gli allievi marescialli della Marina militare i provvedimenti sono adottati dalla Direzione generale per il personale militare, su proposta della Forza armata. (515)
  3. Per i sottufficiali, i graduati e i militari di truppa dell’Esercito italiano e dell’Aeronautica militare, il Capo di stato maggiore di Forza armata, in relazione alle esigenze di servizio, ha facoltà di disporre di autorità o a domanda cambi di categoria, di specializzazione, di specialità, ovvero la perdita delle specializzazioni o degli incarichi tecnici, prevedendo altresì le necessarie riqualificazioni. Per il medesimo personale della Marina militare i provvedimenti sono adottati dalla Direzione generale per il personale militare, su proposta della Forza armata. (515)

(515) Comma sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. o), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20 e, successivamente, così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. h), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(516) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. h), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 760 Svolgimento dei corsi e nomina nel grado

 

  1. Il personale vincitore del concorso di cui all’articolo 679, comma 1, lettere a) e b), è tenuto a frequentare un corso di formazione e di specializzazione, nonché il tirocinio complementare fino alla concorrenza dei due anni, presso ciascuna Forza armata, avuto riguardo alle assegnazioni, agli incarichi, alle specializzazioni, alle categorie e specialità, alle esigenze specifiche di Forza armata, al risultato della selezione psico-fisica e attitudinale, nonché alle preferenze espresse dagli arruolati; al termine del periodo di formazione e istruzione nonché dei periodi di tirocinio complementare, gli allievi sono sottoposti a esami e trattenuti d’ufficio per il periodo necessario all’espletamento delle prove. (517)

1-bis. In relazione alle esigenze di ciascuna Forza armata, il personale vincitore del concorso di cui all’articolo 679, comma 1, lettera b), in alternativa al corso di cui al comma 1 del presente articolo, può essere avviato a frequentare un corso di formazione professionale di durata comunque non inferiore a sei mesi. All’esito dei corsi di formazione, il medesimo personale può essere impiegato anche nella sede di servizio di provenienza, tenuto conto delle esigenze dell’amministrazione di cui alle direttive di impiego di ciascuna Forza armata e, ove possibile, delle preferenze espresse dal personale stesso. (518)

  1. Al superamento degli esami sono nominati, sulla base della graduatoria di merito, marescialli e gradi corrispondenti in servizio permanente, con decorrenza dal giorno successivo alla data in cui hanno avuto termine gli esami finali; gli allievi non idonei possono essere trattenuti a domanda per sostenere per una sola volta il primo esame utile.
  2. Agli allievi si applicano le disposizioni previste dal regolamento per lo svolgimento dei corsi.
  3. Gli allievi impediti da infermità temporanea debitamente accertata o imputati in procedimento penale per delitto non colposo o sottoposti a procedimento disciplinare o sospesi dal servizio per motivi precauzionali o per altra comprovata causa di forza maggiore non possono partecipare agli esami finali per l’immissione nel servizio permanente. Essi proseguono il servizio mediante rafferma annuale rinnovabile, fino al cessare delle cause impeditive e, se le predette cause non comportano proscioglimento dalla ferma, sono ammessi alla prima sessione di esami utili. Coloro che superano gli esami sono promossi e immessi nel servizio permanente con la stessa decorrenza attribuita ai pari grado con i quali sarebbero stati valutati in assenza delle cause impeditive di cui sopra e con l’anzianità relativa determinata dal posto che avrebbero occupato, in relazione al punteggio globale ottenuto, nella graduatoria di merito dei pari grado medesimi.

4-bis. Il personale vincitore del concorso interno per il reclutamento dei marescialli di cui all’articolo 679, comma 1, lettera b), che frequenta il corso di cui al comma 1 del presente articolo, al superamento degli esami è nominato, sulla base della stessa graduatoria di merito del personale di cui all’articolo 679, comma 1, lettera a), maresciallo o grado corrispondente in servizio permanente, con decorrenza dal giorno successivo alla data in cui hanno avuto termine gli esami finali. (519)

  1. Il personale vincitore del concorso interno per il reclutamento dei marescialli di cui all’articolo 679, comma 1, lettera b), che frequenta il corso di qualificazione di cui al comma 1-bis, è inserito nel ruolo dei marescialli con il grado di maresciallo e gradi corrispondenti con decorrenza dal giorno successivo alla data di nomina dell’ultimo maresciallo proveniente dal corso, di cui al comma 1, concluso nell’anno. (520)

5-bis. I candidati utilmente collocati nelle graduatorie di merito dei concorsi di cui all’articolo 682, comma 5-bis, frequentano corsi applicativi di durata non superiore a un anno accademico le cui modalità sono disciplinate con determinazione dei rispettivi Capi di stato maggiore. (521)

5-ter. L’anzianità relativa dei marescialli di cui al comma 5-bis è rideterminata, a seguito del superamento degli esami di fine corso, dalla media del punteggio della graduatoria del concorso e di quello conseguito al termine del corso applicativo. Gli stessi sono iscritti in ruolo dopo i marescialli che hanno frequentato il corso di cui al comma 1 e comunque prima di quelli di cui al comma 5, iscritti in ruolo nello stesso anno. (521)

5-quater. I candidati che non superano il corso applicativo di cui al comma 5-bis sono collocati in congedo, se non devono assolvere o completare gli obblighi di leva, ovvero reintegrati nel ruolo di provenienza se già in servizio, in tal caso il periodo svolto quale allievo è riconosciuto come servizio effettivamente svolto. Il periodo di durata del corso non è computabile ai fini dell’assolvimento degli obblighi di leva. (521)

(517) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(518) Comma inserito dall’art. 8, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8 e, successivamente, così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

(519) Comma inserito dall’art. 8, comma 1, lett. b), n. 3), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(520) Comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lett. b), n. 4), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(521) Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, lett. b), D.Lgs. 26 aprile 2016, n. 91.

 

Art. 761 Speciali obblighi di servizio

 

  1. La partecipazione a corsi di particolare livello tecnico, svolti durante la formazione iniziale, è subordinata al vincolo di una ulteriore ferma di anni cinque, che permane anche dopo il passaggio nel servizio permanente e decorre dalla scadenza della precedente ferma. La ferma precedentemente contratta non rimane operante in caso di mancato superamento del corso o di dimissioni.

[2. Ai fini della nomina in servizio permanente del personale di cui al comma 1, è necessario il giudizio favorevole sui risultati ottenuti durante il corso di specializzazione o al termine dello stesso, a seconda che la nomina ha luogo prima o dopo il termine del corso. (522) ]

(522) Comma abrogato dall’art. 4, comma 1, lett. i), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 762 Stato giuridico degli allievi marescialli

 

  1. Il personale dei ruoli sergenti e volontari in servizio permanente vincitore di concorso, ammesso a frequentare i corsi formativi previsti, è cancellato dai ruoli per assumere la qualità di allievo. Lo stesso personale, se perde la qualità di allievo, è reintegrato, ferme restando le dotazioni organiche stabilite dalla legge, nel grado e il tempo trascorso presso le scuole è computato nell’anzianità di grado. Il volontario in ferma e rafferma, assunto in qualità di allievo perché vincitore di concorso, se perde la qualità di allievo, è restituito ai reparti/enti di appartenenza, per il completamento degli obblighi di servizio, computando nei medesimi i periodi di tempo trascorsi in qualità di allievo. Il predetto personale, se in possesso di grado, lo perde all’atto dell’assunzione della qualità di allievo; se perde detta qualità è reintegrato nel grado precedentemente rivestito.
  2. Il personale proveniente dai civili assume lo stato giuridico di volontario in ferma per la durata del corso.

 

Art. 763 Cause di proscioglimento

 

  1. Le cause di proscioglimento dalla ferma, conseguenti a provvedimenti di rinvio, espulsione o dimissione dai corsi, sono disciplinate nel regolamento. (523)

(523) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. p), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 764 Equipollenza dei titoli conseguiti

 

  1. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, d’intesa con i Ministri della difesa, dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali, è stabilita, sulla base degli insegnamenti impartiti, l’equipollenza dei titoli conseguiti al termine dei corsi di formazione generale, professionale e di perfezionamento, frequentati dai volontari e dai sottufficiali, con quelli rilasciati dagli istituti professionali ivi compresi quelli conseguibili con la frequenza dei corsi sperimentali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1970, n. 253, anche ai fini dell’ammissione agli esami di maturità professionale. In relazione al suddetto decreto sono rilasciati agli interessati i relativi titoli.

 

Capo VI

Ispettori

Art. 765 Formazione iniziale

 

  1. Per la nomina a maresciallo dell’Arma dei carabinieri i vincitori dei concorsi di cui all’articolo 679 frequentano appositi corsi di formazione iniziale.
  2. I vincitori del concorso pubblico di cui all’articolo 679, comma 2-bis, lettera a), sono ammessi alla frequenza del corso biennale. (524)
  3. I vincitori del concorso interno di cui all’articolo 679, comma 2-bis, lettere b) e c), sono ammessi alla frequenza del corso superiore di qualificazione. (525)
  4. Ai vincitori del concorso interno per il reclutamento degli ispettori del Reggimento Corazzieri, per la formazione iniziale, si applica l’articolo 696.

(524) Comma così modificato dall’art. 12, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(525) Comma così modificato dall’art. 12, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 765-bis Corso di specializzazione e corso integrativo specialistico per ispettori dell’organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (527) (526)

 

  1. Gli ispettori arruolati nella riserva prevista all’articolo 683, comma 7, lettera a), al termine dei corsi di formazione di base di cui agli articoli 767 e 771, comma 3-bis, sono ammessi a frequentare un corso di specializzazione della durata non inferiore a sei mesi. (528)

1-bis. Gli ispettori di cui alla riserva prevista all’articolo 683, comma 7, lettera b), al termine del corso di cui all’articolo 685, sono avviati a un corso integrativo specialistico le cui modalità di svolgimento e i relativi programmi sono stabiliti con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. (529)

(526) Articolo inserito dall’art. 14, comma 1, lett. h), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

(527) Rubrica così modificata dall’art. 12, comma 1, lett. b), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(528) Comma così modificato dall’art. 12, comma 1, lett. b), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(529) Comma aggiunto dall’art. 12, comma 1, lett. b), n. 3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 766 Svolgimento del corso biennale

 

  1. Il corso biennale allievi marescialli dell’Arma dei carabinieri si svolge secondo i programmi stabiliti dal Comando generale dell’Arma dei carabinieri. Sono ammessi al secondo anno di corso gli allievi marescialli che superano gli esami del primo anno.
  2. Gli allievi che non superano gli esami alla fine del primo o del secondo anno di corso possono ripetere nell’intero biennio un solo anno di corso.
  3. I provenienti dai civili, se non intendono ripetere il corso ma desiderano continuare a prestare servizio nell’Arma fino al compimento della ferma contratta, sono avviati ai comandi di corpo con determinazione del Comando generale dell’Arma; in caso contrario sono prosciolti dalla ferma contratta.
  4. Agli ammessi ai corsi per la nomina a maresciallo si applicano le norme contenute nel regolamento.

 

Art. 767 Svolgimento del corso superiore di qualificazione (530)

 

  1. Il corso superiore di qualificazione per marescialli dell’Arma dei carabinieri, che può essere ripetuto una sola volta, si svolge secondo i programmi stabiliti dal Comando generale dell’Arma dei carabinieri. Conseguono l’idoneità per la nomina a maresciallo gli allievi che hanno superato gli esami finali. Gli allievi che non hanno superato i predetti esami sono restituiti al normale servizio di istituto e sono ammessi alla frequenza del corso successivo. (531)
  2. Agli ammessi ai corsi per la nomina a maresciallo si applicano le nome contenute nel regolamento.

(530) Rubrica così modificata dall’art. 12, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(531) Comma così modificato dall’art. 12, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 768 Stato giuridico dei frequentatori

 

  1. Gli ammessi ai corsi per l’accesso al ruolo degli ispettori dei carabinieri:
  2. a) se provenienti dal ruolo dei sovrintendenti o da quello degli appuntati e carabinieri, conservano il grado rivestito all’atto dell’ammissione;
  3. b) se provenienti dagli allievi carabinieri conseguono la promozione a carabiniere nei termini previsti per gli arruolati volontari nell’Arma;
  4. c) se provenienti dagli ufficiali ausiliari dell’Arma, ottengono la commutazione della ferma già contratta in ferma quadriennale con decorrenza dalla data di arruolamento e sono nominati carabinieri effettivi;
  5. d) se provenienti dai civili, dai militari in servizio oppure in congedo appartenenti ad altre Forze armate, o dal personale appartenente ad altre Forze di polizia, anche a ordinamento civile, conseguono la qualifica di allievo carabiniere e sono promossi con le modalità e nei termini prescritti per gli arruolati volontari nell’Arma. (532)
  6. I militari in servizio e in congedo delle Forze armate e quelli in congedo dell’Arma dei carabinieri, nonché il personale appartenente alle altre Forze di polizia, perdono il grado e la qualifica rivestiti all’atto dell’ammissione al corso.

(532) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lett. q), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 769 Ferma quadriennale

 

  1. Gli allievi marescialli dell’Arma dei carabinieri, all’atto dell’arruolamento, sono vincolati a una ferma volontaria della durata di anni quattro.

 

Art. 770 Dimissioni dai corsi

 

  1. Sono dimessi dai corsi i frequentatori che si trovino nelle condizioni previste dal regolamento.
  2. Nelle ipotesi di esclusione per infermità o per altre cause indipendenti dalla volontà del frequentatore, lo stesso è ammesso per una sola volta a partecipare di diritto al primo corso successivo al cessare della causa impeditiva.
  3. I provvedimenti di dimissione e di dispensa dai corsi, di cui ai commi precedenti sono adottati con determinazione del Direttore generale del personale militare o da altra autorità da questi delegata, su proposta del Comandante dell’istituto di istruzione.

 

Art. 771 Nomina a maresciallo

 

  1. Agli effetti della nomina a maresciallo, che si consegue con decreto ministeriale, gli allievi che hanno superato gli esami finali relativi ai corsi di cui agli articoli 766 e 767, sono iscritti in ruolo secondo l’ordine delle graduatoria di fine corso determinato dal punto di classificazione riportato da ciascuno di essi, in conformità alle disposizioni contenute nel regolamento.
  2. La nomina a maresciallo dei frequentatori del corso di cui all’articolo 766, che hanno superato gli esami finali al termine del secondo anno, ha decorrenza dal giorno successivo alla data in cui si concludono le previste sessioni di idoneità.
  3. La nomina a maresciallo dei frequentatori del corso di cui all’articolo 767, che hanno superato gli esami di fine corso, ha decorrenza dal giorno successivo alla data di conclusione del corso. La data di nomina è comunque successiva a quella conferita al maresciallo classificatosi all’ultimo posto nell’ordine di graduatoria del corso di cui all’articolo 766, concluso nell’anno.

3-bis. I frequentatori che superano il corso biennale sono ammessi alla frequenza di un successivo corso di perfezionamento della durata di un anno, regolato dall’ordinamento della Scuola marescialli, al termine del quale l’anzianità relativa viene rideterminata con decreto ministeriale sulla base della graduatoria stabilita secondo le modalità previste dal regolamento. (533)

3-ter. I frequentatori che non superano il corso di perfezionamento non sono ammessi a ripeterlo e sono iscritti in ruolo dopo l’ultimo dei pari grado avente la stessa anzianità, secondo l’ordine della graduatoria valida per la rideterminazione dell’anzianità relativa. I frequentatori che superano il corso di perfezionamento con ritardo per motivi di servizio riconosciuti con determinazione ministeriale ovvero per motivi di salute, ottengono l’anzianità relativa che a essi sarebbe spettata se avessero superato il corso al loro turno. (533)

(533) Comma aggiunto dall’art. 8, comma 1, lett. c), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 772 Sospensione dalla nomina a maresciallo

 

  1. La nomina a maresciallo è sospesa, fino al cessare delle cause impeditive, per coloro che, pur se giudicati idonei al termine del corso, si trovano in una delle seguenti condizioni:
  2. a) sono rinviati a giudizio o ammessi ai riti alternativi per delitto non colposo;
  3. b) sono sottoposti a procedimento disciplinare da cui possa derivare una sanzione di stato;
  4. c) sono sospesi dall’impiego o dalle funzioni del grado;
  5. d) si trovano in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non inferiore a 60 giorni.

 

Capo VII

Sergenti

Art. 773 Corso di aggiornamento e formazione professionale

 

  1. I volontari in servizio permanente utilmente collocati nella graduatoria di merito del concorso per il reclutamento del personale del ruolo dei sergenti dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare frequentano un corso di aggiornamento e formazione professionale della durata non inferiore a tre mesi.
  2. Coloro che al termine del corso sono dichiarati idonei conseguono la nomina a sergente e sono inseriti in ruolo nell’ordine determinato dalla graduatoria finale del corso, con decorrenza dalla data di conclusione dello stesso.

 

Art. 774 Stato giuridico dei frequentatori (534)

 

  1. Agli ammessi ai corsi per la nomina a sergente si applicano le disposizioni sullo stato giuridico dei volontari in servizio permanente e quelle contenute nel regolamento.

(534) Articolo così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Capo VIII

Sovrintendenti

Art. 775 Corso di formazione professionale (535)

 

  1. Gli appuntati scelti vincitori del concorso per sovrintendenti dell’Arma dei carabinieri, di cui all’articolo 690, comma 4, lettera a) frequentano, anche con modalità telematica, un corso di formazione professionale, di durata non inferiore a un mese. Il superamento del corso è condizione per la nomina a vice brigadiere.
  2. I programmi e le modalità di svolgimento del corso, nonché la composizione della commissione d’esame di fine corso, sono stabiliti con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri o dall’autorità da questi delegata.
  3. Nell’ambito dello stesso anno solare, i corsi di aggiornamento e formazione professionale hanno termine anteriormente ai corsi di qualificazione di cui all’articolo 776.

(535) Articolo così sostituito dall’art. 18, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 776 Corso di qualificazione

 

  1. Gli appartenenti al ruolo appuntati e carabinieri vincitori del concorso per sovrintendenti dell’Arma dei carabinieri, di cui all’articolo 690, comma 4, lettera b) frequentano un corso di qualificazione, di durata non inferiore a tre mesi. Il superamento del corso, mediante idoneità, è condizione per la nomina a vice brigadiere. (536)
  2. I programmi e le modalità di svolgimento del corso, che può essere ripetuto una sola volta, nonché la composizione della commissione d’esame di fine corso, sono stabiliti con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri o dell’autorità da questi delegata.

(536) Comma così modificato dall’art. 18, comma 1, lett. b), nn. 1) e 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 776-bis Corso integrativo specialistico per sovrintendenti dell’organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (538) (537)

 

  1. I sovrintendenti di cui alla riserva prevista all’articolo 692, comma 7-bis, al termine dei corsi di cui agli articoli 775 e 776, sono avviati ad un corso integrativo specialistico le cui modalità di svolgimento e i relativi programmi sono stabiliti con determinazione del Comandante Generale. (539)

(537) Articolo inserito dall’art. 14, comma 1, lett. i), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

(538) Rubrica così modificata dall’art. 18, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(539) Comma così modificato dall’art. 18, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 777 Stato giuridico dei frequentatori

 

  1. Agli ammessi ai corsi per la nomina a vice brigadiere si applicano le disposizioni sullo stato giuridico degli appuntati e carabinieri e quelle contenute nel regolamento.

 

Art. 778 Dimissioni dai corsi

 

  1. E’ dimesso dai corsi di cui agli articoli precedenti e restituito al normale servizio d’istituto, col grado rivestito e senza detrazione di anzianità, il personale che:
  2. a) formalizza dichiarazione di rinuncia ai corsi;
  3. b) dimostra in qualsiasi momento di non possedere le qualità necessarie per bene esercitare le funzioni del nuovo grado;
  4. c) non supera gli esami finali dopo aver già ripetuto il corso di qualificazione;
  5. d) non supera gli esami finali del corso di aggiornamento e formazione professionale;
  6. e) è stato per qualsiasi motivo assente per più di trenta giorni, anche se non continuativi;
  7. f) si trova nelle condizioni previste dal regolamento.
  8. Nelle ipotesi di esclusione per infermità o per altre cause indipendenti dalla volontà del frequentatore, lo stesso è ammesso per una sola volta a partecipare di diritto al primo corso successivo al cessare della causa impeditiva.
  9. I provvedimenti di dimissione e di dispensa dai corsi di cui alla presente sezione sono adottati con determinazione del Direttore generale del personale militare o da altra autorità da questi delegata, su proposta del Comandante dell’istituto di istruzione.

 

Art. 779 Nomina nel grado

 

  1. Coloro i quali, ai sensi delle disposizioni della presente sezione, conseguono la promozione al grado di vicebrigadiere, sono iscritti in ruolo con decorrenza dalla data di fine dei rispettivi corsi e nell’ordine delle rispettive, graduatorie finali, formalizzate con decreto ministeriale. Per la formazione delle medesime graduatorie, a parità di punteggio prevalgono, nell’ordine: il grado, l’anzianità di grado, l’anzianità di servizio e la minore età.

 

Art. 780 Sospensione dalla nomina a vice brigadiere

 

  1. La nomina a vice brigadiere è sospesa, fino al cessare delle cause impeditive, per coloro che, pur se giudicati idonei al termine del corso, si trovano in una delle seguenti condizioni:
  2. a) sono rinviati a giudizio o ammessi ai riti alternativi per delitto non colposo;
  3. b) sono sottoposti a procedimento disciplinare da cui possa derivare una sanzione di stato;
  4. c) sono sospesi dall’impiego o dalle funzioni del grado;
  5. d) si trovano in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non inferiore a 60 giorni.

 

Capo IX

Volontari in ferma prefissata

Art. 781 Formazione dei volontari in ferma prefissata

 

  1. I volontari in ferma prefissata seguono l’iter formativo stabilito dalla Forza armata di appartenenza.
  2. In tema di licenza ordinaria ai volontari in ferma prefissata che frequentano corsi di formazione si applicano le disposizioni previste all’articolo 592 del regolamento.

 

Art. 782 Speciali obblighi di servizio per i volontari

 

  1. All’atto dell’ammissione a corsi di specializzazione di particolare livello tecnico, individuati con determinazione del Capo di stato maggiore della difesa, i volontari devono commutare la ferma o rafferma assunta in una rafferma decorrente dalla data di scadenza di quella precedente e avente durata di cinque anni dalla conseguita specializzazione; tale obbligo permane anche per i volontari che nel frattempo sono transitati nel servizio permanente.

 

Capo X

Carabinieri

Art. 783 Formazione dei carabinieri

 

  1. Gli arruolati volontari di cui all’articolo 706 sono ammessi al corso per allievo carabiniere. Il predetto personale, dopo sei mesi dalla data di inizio del corso, consegue la nomina a carabiniere allievo, previo superamento di esami, ed è immesso in ruolo al grado di carabiniere al termine del corso secondo l’ordine della graduatoria finale. (541)
  2. I militari in servizio e in congedo delle Forze armate e quelli in congedo dell’Arma dei carabinieri, nonché il personale appartenente alle altre Forze di polizia, perdono il grado e la qualifica rivestiti all’atto dell’ammissione al corso.
  3. Agli ammessi ai corsi per allievo carabiniere si applicano le norme per le scuole allievi carabinieri, approvate con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. (540)

(540) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. l), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(541) Comma così modificato dall’art. 22, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 783-bis Corso di specializzazione per carabinieri dell’organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (542)

 

  1. I carabinieri arruolati nella riserva prevista all’articolo 708, comma 1-bis, al termine dei corsi di formazione di cui all’articolo 783, sono ammessi a frequentare un corso di specializzazione, della durata non inferiore a tre mesi.

(542) Articolo inserito dall’art. 14, comma 1, lett. l), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016.

 

Art. 784 Ferma quadriennale degli allievi carabinieri

 

  1. Gli allievi carabinieri, all’atto dell’arruolamento, contraggono una ferma volontaria della durata di anni quattro.

 

Art. 785 Sospensione dalla nomina a carabiniere

 

  1. La nomina a carabiniere è sospesa, fino al cessare delle cause impeditive, per coloro che, se pur giudicati idonei al termine del corso, si trovano in una delle seguenti condizioni:
  2. a) sono rinviati a giudizio o ammessi ai riti alternativi per delitto non colposo;
  3. b) sono sottoposti a procedimento disciplinare da cui possa derivare una sanzione di stato;
  4. c) sono sospesi dall’impiego o dalle funzioni del grado;
  5. d) si trovano in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non inferiore a 60 giorni.

 

Capo XI

Allievi delle scuole militari

Art. 786 Corsi di studio

 

  1. I corsi di studio seguiti presso le scuole militari sono di ordine classico e scientifico.
  2. I programmi svolti presso le scuole militari corrispondono a quelli previsti per l’intero corso del liceo classico e per il terzo, quarto e quinto anno del liceo scientifico.
  3. All’atto dell’ammissione dell’allievo, il genitore o il tutore si impegna ad accettare la normativa concernente la frequenza della scuola militare.

 

Art. 787 Retta annuale e spese di cancelleria

 

  1. La misura della retta annuale è stabilita, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
  2. E’ accordato il beneficio della retta intera gratuita agli orfani di guerra o equiparati e agli orfani di dipendenti militari e civili dello Stato deceduti per ferite, lesioni o infermità riportate in servizio e per causa del servizio.
  3. E’ accordato il beneficio della mezza retta gratuita per benemerenze di famiglia:
  4. a) ai figli dei decorati dell’Ordine militare d’Italia o dei decorati di medaglia d’oro al valor militare;
  5. b) ai figli dei mutilati e degli invalidi di guerra per lesioni o infermità ascrivibili alle prime quattro categorie elencate nella tabella A annessa al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;
  6. c) ai figli di militari di carriera, di ufficiali di complemento richiamati in temporaneo servizio che per il servizio prestato hanno acquisito il diritto al trattamento di quiescenza, di dipendenti civili di ruolo dello Stato, di titolari di pensioni ordinarie civili e militari dello Stato.
  7. E’ accordato il beneficio della mezza retta gratuita per merito personale nel primo anno del liceo classico e nel terzo anno del liceo scientifico agli allievi compresi nei primi due decimi delle graduatorie di cui all’articolo 713, solo se hanno superato gli esami di ammissione con una media complessiva non inferiore agli otto decimi.
  8. Uguale beneficio è concesso agli allievi che negli scrutini annuali risultino classificati nei primi due decimi dei promossi al corso superiore, solo se hanno riportato una media complessiva non inferiore agli otto decimi.
  9. Possono cumularsi a favore dello stesso allievo due mezze rette gratuite per benemerenze diverse, l’una per benemerenza di famiglia e l’altra per merito personale.
  10. Il beneficio della gratuità o semi gratuità per benemerenze di famiglia non è accordato durante il tempo in cui l’allievo ripete l’anno in corso per insuccesso negli esami.
  11. Il genitore o il tutore si impegna al pagamento della retta annuale, delle spese complementari e di tutte quelle di cui l’allievo risulti debitore verso l’amministrazione della scuola.

 

Art. 788 Ferma speciale volontaria

 

  1. Gli allievi, dal compimento del 15°(gradi) anno di età e sino alla maggiore età, sono arruolati a domanda e con il consenso di chi esercita la potestà, e contraggono una ferma speciale di anni 3 per il completamento del corso di studi prescelto; a tal fine, possono contrarre successive rafferme di un anno. Al completamento del corso di studio, agli allievi si applicano le disposizioni di cui agli articoli 2050 e 2052. (543)
  2. Gli allievi che non presentano domanda di arruolamento volontario cessano di appartenere all’istituto militare.
  3. Gli allievi in ferma speciale volontaria non possono essere impiegati in attività operative.
  4. Rimane ferma la giurisdizione del tribunale per i minorenni per i reati militari commessi dagli allievi.
  5. Il genitore o il tutore dell’allievo minorenne, ovvero l’allievo maggiorenne, possono ottenere in qualunque momento dell’anno scolastico il ritiro dalla scuola, con il proscioglimento da ogni vincolo di ferma.
  6. Agli allievi delle scuole militari è corrisposta una paga netta giornaliera determinata con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. (544)

(543) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. m), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(544) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi, a decorrere dal 1°(gradi) luglio 2011, il D.M. 19 settembre 2011, a decorrere dal 1°(gradi) luglio 2012, il D.M. 7 agosto 2012, a decorrere dal 1°(gradi) luglio 2013, il D.M. 5 dicembre 2013, a decorrere dal 1°(gradi) luglio 2014, il D.M. 26 giugno 2014, a decorrere dal 1°(gradi) luglio 2015, il D.M. 5 agosto 2015 e, a decorrere dal 1°(gradi) luglio 2016, il D.M. 21 luglio 2016.

 

Art. 789 Cause di rinvio dalle scuole militari

 

  1. Sono causa di rinvio dalle scuole militari:
  2. a) l’aver riportato un voto insufficiente in attitudine militare;
  3. b) l’aver ripetuto più di un anno durante l’intera permanenza nella scuola;
  4. c) le altre ipotesi disciplinate dal regolamento.
  5. Gli allievi delle scuole militari sono giudicati annualmente in relazione all’idoneità alla vita militare, secondo le modalità stabilite nel regolamento, attraverso l’attribuzione di un voto in attitudine militare.

 

Titolo IV

Ruoli

Capo I

Disposizioni generali

Sezione I

Norme generali sui ruoli

Art. 790 Ruoli

 

  1. Tutti i militari, a eccezione di quelli in congedo assoluto, sono inquadrati in distinti ruoli, all’interno dei quali sono inseriti nell’ordine determinato dall’anzianità assoluta e dall’anzianità relativa.
  2. Per ciascuna Forza armata o Corpo armato sono definiti i ruoli che raggruppano i singoli appartenenti.

 

Art. 791 Ruoli degli ufficiali in congedo

 

  1. Gli ufficiali dell’ausiliaria, gli ufficiali di complemento, gli ufficiali della riserva nonché quelli della riserva di complemento sono rispettivamente iscritti in ruoli corrispondenti a quelli del servizio permanente.

 

Art. 792 Organici

 

  1. Per ogni ruolo sono determinate dal presente codice le dotazioni organiche.
  2. L’organico è il numero massimo complessivo di personale stabilito per ciascun ruolo. (545)

(545) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. r), D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20.

 

Art. 793 Iscrizione in ruolo

 

  1. Per il personale ufficiali, sottufficiali e graduati, l’iscrizione in ruolo si ha con l’atto di nomina nel grado o negli altri casi stabiliti dal presente codice.

2 Per i militari di truppa l’iscrizione in ruolo si ha:

  1. a) con l’atto di arruolamento, per coloro che sono obbligati al servizio militare;
  2. b) con l’atto di incorporazione per il personale volontario.

 

Art. 794 Cancellazione dai ruoli

 

  1. La cancellazione dai ruoli si ha esclusivamente nei casi determinati dal presente codice.
  2. La cancellazione dai ruoli è causa di perdita del grado come previsto dall’articolo 861.

 

Art. 795 Riammissione in ruolo

 

  1. Il militare che ha cessato di essere iscritto nei ruoli e che è riammesso nei ruoli stessi subisce, all’atto della riammissione, una detrazione di anzianità assoluta pari all’interruzione, salvo eventuale diritto, conferitogli da speciali disposizioni, a conservare parzialmente o integralmente l’anzianità posseduta.
  2. Il presente codice contempla i casi per i quali non si fa luogo alla detrazione di anzianità per la riammissione in ruolo.

 

Art. 796 Transito tra ruoli

 

  1. Gli ufficiali in servizio permanente e gli appartenenti al ruolo musicisti possono transitare da un ruolo a un altro esclusivamente nei casi previsti per la Forza armata di appartenenza, disciplinati dal presente codice.
  2. Le varie ipotesi di transito, anche in relazione alla determinazione dell’anzianità assoluta e dell’anzianità relativa, sono disciplinate dal presente codice. Il transito tra ruoli è disposto con decreto ministeriale. (546)
  3. Al fine di fronteggiare specifiche esigenze funzionali e di assicurare continuità nell’alimentazione del personale militare in servizio permanente, il Ministro della difesa definisce annualmente, con proprio decreto, i contingenti di volontari in ferma prefissata e in servizio permanente e di sergenti dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, eventualmente ripartiti per categorie e specialità, che possono transitare a domanda tra le medesime Forze armate. Il medesimo decreto definisce i criteri, i requisiti e le modalità per accedere al transito. Ai fini della iscrizione in ruolo nella Forza armata ricevente, si applicano i commi 2 e 3 dell’articolo 797. Il transito è disposto con decreto dirigenziale. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. (547)

(546) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 1), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(547) Comma sostituito dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 2), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248 e, successivamente, così modificato dall’art. 15, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 797 Trasferimento tra ruoli

 

  1. Il trasferimento da ruolo a ruolo è previsto per il personale militare delle categorie in congedo. Per il personale in servizio permanente non è previsto il trasferimento da ruolo a ruolo.
  2. Nel trasferimento da ruolo a ruolo si conserva l’anzianità posseduta prima del trasferimento.
  3. Nei trasferimenti da ruolo a ruolo a parità di anzianità assoluta, l’ordine di precedenza è determinato dall’età, salvo il caso di militari provenienti dallo stesso ruolo, per i quali si osserva l’ordine di precedenza acquisito nel comune ruolo di provenienza. A parità di età si raffrontano le anzianità assolute successivamente nei gradi inferiori fino a quello in cui non si riscontra parità di anzianità. Se si riscontra parità anche nell’anzianità assoluta di nomina, è considerato più anziano colui che ha maggior servizio effettivo.

[3-bis. Al fine di fronteggiare specifiche esigenze funzionali e di assicurare continuità nell’alimentazione del personale militare in servizio permanente, il Ministro della difesa definisce annualmente, con proprio decreto, i contingenti di volontari in ferma prefissata e in servizio permanente e di sergenti dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, eventualmente ripartiti per categorie e specialità, che possono transitare a domanda tra le medesime Forze armate. Il medesimo decreto definisce i criteri, i requisiti e le modalità per accedere al transito. Ai fini della iscrizione in ruolo nella Forza armata ricevente, si applicano i commi 2 e 3. Il transito è disposto con decreto della Direzione generale per il personale militare. (548) (549) ]

[3-ter. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 3-bis non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. (548) (549) ]

(548) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 95, L. 12 novembre 2011, n. 183, a decorrere dal 1°(gradi) gennaio 2012.

(549) Comma abrogato dall’art. 4, comma 1, lett. o), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Sezione II

Norme generali sugli organici

Art. 798 Dotazioni organiche complessive dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare (550)

 

  1. L’entità complessiva delle dotazioni organiche del personale militare dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare è fissata a 150.000 unità.
  2. Ferme restando le dotazioni organiche complessive di ciascuna Forza armata fissate dall’articolo 798-bis, possono essere apportate, senza oneri aggiuntivi, con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, modifiche alle dotazioni organiche delle singole categorie di personale al fine di adeguarne la disponibilità alle effettive esigenze funzionali da soddisfare.

(550) Articolo modificato dall’art. 1126-bis, comma 1, lett. b), D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, come inserito dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.P.R. 12 febbraio 2013, n. 29. Successivamente, il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 798-bis Ripartizione delle dotazioni organiche dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare (551)

 

  1. La ripartizione delle dotazioni organiche dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare è determinata nelle seguenti unità:
  2. a) ufficiali:

1) 9.000 dell’Esercito italiano;

2) 4.000 della Marina militare;

3) 5.300 dell’Aeronautica militare;

  1. b) sottufficiali:

1) 16.170 dell’Esercito italiano, di cui 1.500 primi marescialli, 4.600 marescialli e 10.070 sergenti;

2) 9.250 della Marina militare, di cui 1.350 primi marescialli, 3.950 marescialli e 3.950 sergenti;

3) 15.250 dell’Aeronautica militare, di cui 1.800 primi marescialli, 5.300 marescialli e 8.150 sergenti;

  1. c) volontari:

1) 64.230 dell’Esercito italiano, di cui 41.330 in servizio permanente e 22.900 in ferma prefissata;

2) 13.550 della Marina militare, di cui 7.950 in servizio permanente e 5.600 in ferma prefissata;

3) 13.250 dell’Aeronautica militare, di cui 7.050 in servizio permanente e 6.200 in ferma prefissata.

  1. Il totale generale degli organici delle Forze armate è il seguente:
  2. a) Esercito italiano: 89.400 unità;
  3. b) Marina militare: 26.800 unità;
  4. c) Aeronautica militare: 33.800 unità.

(551) Articolo inserito dall’art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 799 Ripartizione dei volumi organici dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare (554) (555) (552)

 

[1. La ripartizione dei volumi organici delle Forze armate è determinata nelle seguenti unità:

  1. a) ufficiali:

1) 12.050 dell’Esercito italiano;

2) 4.500 della Marina militare;

3) 5.700 dell’Aeronautica militare;

  1. b) sottufficiali:

1) 24.091 dell’Esercito italiano, di cui 2.400 primi marescialli, 5.583 marescialli e 16.108 sergenti;

2) 13.576 della Marina militare, di cui 2.178 primi marescialli, 5.774 marescialli e 5.624 sergenti;

3) 26.280 dell’Aeronautica militare, di cui 3.000 primi marescialli, 6.480 marescialli e 16.800 sergenti;

  1. c) volontari:

1) 75.859 dell’Esercito italiano, di cui 56.281 in servizio permanente e 19.578 in ferma prefissata;

2) 15.924 della Marina militare, di cui 10.000 in servizio permanente e 5.924 in ferma prefissata;

3) 12.020 dell’Aeronautica militare, di cui 7.049 in servizio permanente e 4.971 in ferma prefissata.

  1. Il totale generale degli organici delle Forze armate è il seguente:
  2. a) Esercito italiano: 112.000 unità;
  3. b) Marina militare: 34.000 unità;
  4. c) Aeronautica militare: 44.000 unità.

2-bis. Nelle dotazioni organiche della Marina militare, di cui ai commi 1 e 2, non sono comprese quelle del Corpo delle capitanerie di porto stabilite dagli articoli 814 e 815 del presente codice. (553) ]

(552) Per la rideterminazione della ripartizione dei volumi organici di cui al presente articolo vedi l’art. 2, comma 3, D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135 e, successivamente, l’art. 2, D.P.C.M. 11 gennaio 2013.

(553) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lett. p), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

(554) Articolo abrogato dall’art. 1126-bis, comma 1, lett. b), D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, come inserito dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.P.R. 12 febbraio 2013, n. 29.

(555) L’art. 1126-bis, comma 1, lett. c), D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, come inserito dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.P.R. 12 febbraio 2013, n. 29, ha stabilito che i rinvii alle disposizioni del presente articolo, abrogate dal citato art. 1126-bis, comma 1, lett. b), contenuti nel presente codice, debbano intendersi riferiti alle disposizioni del regolamento di cui al citato D.P.R. n. 90/2010 ovvero del D.P.C.M. 11 gennaio 2013.

 

Art. 800 Consistenze organiche complessive dell’Arma dei carabinieri

 

  1. La consistenza organica degli ufficiali in servizio permanente è di 4.207 unità. (556)
  2. La consistenza organica del ruolo ispettori è di 30.956 unità. (557)
  3. La consistenza organica del ruolo sovrintendenti è di 21.701 unità. (558)
  4. La consistenza organica del ruolo appuntati e carabinieri è di 58.877 unità. (559)
  5. La forza extraorganica dell’Arma dei carabinieri è prevista nella sezione III del capo VI del presente titolo.

5-bis. Le dotazioni di cui al presente articolo possono essere rideterminate con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro dell’economia e delle finanze, fermo restando il volume organico complessivo e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, al fine di adeguare la consistenza al più efficace soddisfacimento delle esigenze operative e di economicità dell’azione amministrativa. (560)

(556) Comma modificato dall’art. 14, comma 1, lett. m), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente comma è stato così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 1), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(557) Comma modificato dall’art. 14, comma 1, lett. n), nn. 1), 2), 3) e 4), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente comma è stato così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 2), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(558) Comma modificato dall’art. 14, comma 1, lett. o), nn. 1) e 2), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente comma è stato così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 3), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(559) Comma modificato dall’art. 14, comma 1, lett. p), nn. 1) e 2), D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177, a decorrere dal 13 settembre 2016, ai sensi di quanto disposto dall’art. 20, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 177/2016; per gli effetti di tale disposizione vedi il citato art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 177/2016. Successivamente, il presente comma è stato così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 4), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

(560) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lett. a), n. 5), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

 

Art. 801 Ufficiali in soprannumero agli organici (561)

 

  1. l contingente massimo di ufficiali da collocare in soprannumero, fino a un massimo di 155 unità, è stabilito annualmente con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
  2. Nei limiti del contingente di cui al comma 1, con determinazione annuale del Capo di stato maggiore della difesa sono individuate le destinazioni presso le quali sono impiegati gli ufficiali da considerare in soprannumero agli organici.
  3. Il collocamento in soprannumero degli ufficiali ha luogo il 1°(gradi) luglio di ogni anno nel numero corrispondente agli ufficiali assegnati alle destinazioni individuate ai sensi del comma 2 alla data del 30 giugno dello stesso anno.
  4. Ai fini della determinazione di cui al comma 2, sono considerati in soprannumero:
  5. a) gli ufficiali che rivestono le cariche di Ministro o di Sottosegretario di Stato;
  6. b) gli ufficiali generali cui è stata conferita la carica di consigliere militare del Presidente della Repubblica ovvero di consigliere del Presidente del Consiglio dei ministri;
  7. c) gli ufficiali impiegati presso altre amministrazioni dello Stato;
  8. d) gli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare distaccati presso le Forze di polizia a ordinamento militare;
  9. e) gli ufficiali dell’Esercito italiano impiegati presso le direzioni del genio militare per la Marina militare, di cui all’articolo 162 del regolamento;
  10. f) gli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare impiegati presso le sedi delle Rappresentanze diplomatiche italiane all’estero autorizzate dallo specifico decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministro dell’economia e delle finanze concernente lo schieramento degli addetti militari all’estero.
  11. Gli ufficiali inferiori delle Forze armate e del Corpo della guardia di finanza in servizio permanente effettivo frequentatori di corsi di formazione, di durata non inferiore a un anno, presso le accademie militari o istituti universitari non sono computati nell’organico dei rispettivi ruoli.
  12. Nel limite delle posizioni soprannumerarie di cui al comma 1, la determinazione prevista al comma 2 può indicare un contingente massimo di 10 unità a favore di ufficiali dell’Arma dei carabinieri impiegati nelle posizioni di cui al comma 4, lettere a), b), c), d) ed f).

(561) Articolo così sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. n), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Art. 802 Modificazioni delle dotazioni organiche dei ruoli degli ufficiali

 

  1. Ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, fermi restando gli organici complessivi previsti per ciascuna Forza armata dal presente codice e i profili di carriera tra ruoli omologhi preposti a funzioni similari, possono essere apportate modifiche, senza oneri aggiuntivi, alle dotazioni organiche dei singoli ruoli degli ufficiali delle Forze armate, al fine di adeguarne le disponibilità alle effettive esigenze operative e di funzionalità del sostegno tecnico-logistico.
  2. Relativamente al Corpo delle capitanerie di Porto, i decreti ministeriali sono adottati d’intesa con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

 

Art. 803 Organici stabiliti con legge di bilancio

 

  1. E’ determinato annualmente con la legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato:
  2. a) il numero massimo delle singole categorie di ufficiali ausiliari da mantenere annualmente in servizio;
  3. b) la consistenza organica degli allievi ufficiali delle accademie delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri; (562)

b-bis) la consistenza organica degli allievi delle scuole sottufficiali delle Forze armate, esclusa l’Arma dei carabinieri; (563)

b-ter) la consistenza organica degli allievi delle scuole militari; (563)

b-quater) un eventuale contingente aggiuntivo di personale appartenente alla categoria dei militari di truppa in ferma prefissata, da reclutare in caso di specifiche esigenze funzionali delle Forze armate connesse alle emergenze operative derivanti da attività di concorso, soccorso e assistenza sul territorio nazionale e all’estero, specificamente nelle aree di crisi a garanzia della pace e della sicurezza, ovvero al controllo dei flussi migratori e al contrasto alla pirateria (564).

(562) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 1, lett. c), n. 1), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(563) Lettera aggiunta dall’art. 1, comma 1, lett. c), n. 2), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

(564) Lettera aggiunta dall’art. 1, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 94.

 

Capo II

Ruoli d’onore

Art. 804 Iscrizione nei ruoli d’onore

 

  1. Sono iscritti d’ufficio nei ruoli d’onore istituiti per ciascuna Forza armata, previo collocamento in congedo assoluto, i militari che sono riconosciuti permanentemente non idonei al servizio militare:
  2. a) per mutilazioni o invalidità riportate o aggravate per servizio di guerra, che hanno dato luogo a pensione vitalizia o ad assegno rinnovabile da ascriversi a una delle otto categorie previste dalla tabella A annessa al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;
  3. b) per mutilazioni o invalidità riportate in incidente di volo comandato, anche in tempo di pace, per cause di servizio e per le quali è stato liquidato l’indennizzo privilegiato aeronautico di cui all’articolo 1898;
  4. c) per mutilazioni o invalidità riportate in servizio e per causa di servizio, che hanno dato luogo a pensione privilegiata ordinaria delle prime otto categorie.
  5. I militari iscritti nei ruoli d’onore possono essere richiamati in servizio, in tempo di pace e in tempo di guerra o di grave crisi internazionale, solo in casi particolari e col loro consenso, per essere impiegati in incarichi o servizi compatibili con le loro condizioni fisiche, escluso in ogni caso il comando di unità o di reparto. (565)
  6. L’allievo ufficiale o l’aspirante che venga a trovarsi in una delle condizioni di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 è nominato sottotenente di complemento, o ufficiale di grado corrispondente, nell’arma, corpo o servizio cui appartiene ed è contemporaneamente collocato in congedo assoluto e iscritto nel ruolo d’onore.

(565) Comma così corretto da Comunicato 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. 7 settembre 2010, n. 209.

 

Art. 805 Iscrizione di graduati e militari di truppa

 

  1. I graduati e i militari di truppa, in godimento di pensione vitalizia o assegno rinnovabile di prima categoria con diritto agli assegni di superinvalidità di cui alla lettera A e alla lettera A-bis, numeri 1 e 3, della tabella E), annessa al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, che hanno conseguito la nomina di cui all’articolo 1318, possono, a domanda, essere iscritti, con il grado conferito, nei ruoli d’onore della Forza armata di appartenenza.

 

Art. 806 Personale militare iscritto nel ruolo d’onore decorato al valor militare o civile

 

  1. Al personale militare iscritto nel ruolo d’onore, decorato al valor militare o al valor civile o con la croce d’onore di cui alla legge 10 ottobre 2005, n. 207, ovvero comunque iscritto in seguito a eventi traumatici verificatisi in servizio e per causa di servizio, anche in Patria, che ne hanno determinato l’invalidità permanente pari o superiore all’80 per cento della capacità lavorativa, è attribuito il diritto, a domanda, di permanere o essere richiamato in servizio, fino ai limiti di età previsti per i gradi e i ruoli del servizio permanente.
  2. Il trattenimento o il richiamo in servizio sono disposti con decreto del Ministero della difesa, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze. (566)

(566) Comma così modificato dall’art. 4, comma 1, lett. q), D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248.

 

Art. 807 Personale al quale è riconosciuto il trattamento pensionistico di guerra

 

  1. I sottufficiali, i graduati e i militari di truppa ai quali è stato riconosciuto il trattamento pensionistico di guerra possono essere iscritti nel ruolo d’onore anche se il relativo decreto è stato emanato dopo la cessazione dal servizio permanente per raggiunti limiti di età, a condizione che la domanda di concessione sia antecedente alla predetta cessazione dal servizio permanente.

 

Capo III

Esercito italiano

Art. 808 Militari dell’Esercito italiano

 

  1. Appartengono all’Esercito italiano i militari inseriti nei ruoli previsti dagli articoli seguenti.
  2. All’interno di ciascun ruolo i militari dell’Esercito italiano possono essere ripartiti in armi e specialità.

 

Art. 809 Ruoli del personale in servizio permanente

 

  1. I ruoli nei quali sono iscritti gli ufficiali del servizio permanente sono i seguenti:
  2. a) ruolo normale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni;
  3. b) ruolo normale dell’Arma dei trasporti e dei materiali;
  4. c) ruolo normale del Corpo degli ingegneri;
  5. d) ruolo normale del Corpo sanitario;
  6. e) ruolo normale del Corpo di commissariato;
  7. f) ruolo speciale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni;
  8. g) ruolo speciale dell’Arma dei trasporti e dei materiali;
  9. h) ruolo speciale del Corpo sanitario;
  10. i) ruolo speciale del Corpo di commissariato.
  11. I ruoli dei sottufficiali in servizio permanente sono i seguenti:
  12. a) ruolo dei marescialli;
  13. b) ruolo dei musicisti;
  14. c) ruolo dei sergenti.
  15. I graduati in servizio permanente sono inseriti nel ruolo dei volontari in servizio permanente dell’Esercito italiano.

 

Art. 809-bis Dotazioni organiche dei generali e dei colonnelli (567)

 

  1. Le dotazioni organiche complessive per i gradi di generale e colonnello sono le seguenti:
  2. a) generali di corpo d’armata e corrispondenti: 17;
  3. b) generali di divisione e corrispondenti: 44;
  4. c) generali di brigata e corrispondenti: 109;
  5. d) colonnelli: 820.

(567) Articolo inserito dall’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 gennaio 2014, n. 8.

 

Art. 810 Organici dei generali e dei colonnelli (568) (569)

 

[1. Le dotazioni organiche complessive per i gradi di generale e colonnello sono le seguenti:

  1. a) generali di corpo d’armata e corrispondenti: 24;
  2. b) generali di divisione e corrispondenti: 54;
  3. c) generali di brigata e corrispondenti: 165;
  4. d) colonnelli: 1.025.

]

(568) Articolo abrogato dall’art. 1126-bis, comma 1, lett. b), D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, come inserito dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.P.R. 12 febbraio 2013, n. 29.

(569) L’art. 1126-bis, comma 1, lett. c), D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, come inserito dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.P.R. 12 febbraio 2013, n. 29, ha stabilito che i r