Crisi in Afghanistan: Una sottovalutazione della Farnesina. Adesso i rimpatri li gestiscono i militari

Roma, 18 Ago 2021 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Chiara Giannini – La nostra aeronautica ha messo in piedi un ponte aereo a tempo di record. (Segue articolo). – «Abbiamo abbandonato Kabul. Dopo 20 anni siamo falliti totalmente, abbiamo lasciato i colleghi senza sapere cosa succederà loro.

I talebani li cercano casa per casa, non sappiamo cosa succederà loro»: sono le parole disperate di Arif Aryakhail, medico dell’Aics Kabul, arrivato ieri a Fiumicino con il volo che ha riportato connazionali e interpreti in Italia.

Le sue parole non lasciano ombra di dubbio: «I talebani cercano casa per casa chi ha lavorato con noi: giornalisti, colleghi, donne». Ecco perché bisogna fare presto per recuperare chi è rimasto laggiù.

Ciò che non fa la politica lo stanno facendo i militari, con grande sacrificio. Al Covi (Comando operativo di vertice interforze) non si dorme da giorni, ovvero dall’inizio della crisi. Le operazioni di esfiltrazione dei connazionali, degli interpreti e delle loro famiglie sono partite troppo tardi, ma non per colpa delle Forze armate, semmai perché la Farnesina e tutto il governo hanno sottovalutato la situazione.

C’era un problema di controlli, soprattutto quelli antiterrorismo, sulle persone che dovevano essere portate in Patria, così la burocrazia, come sempre accade, ha ingessato la situazione. Mentre centinaia di migranti entrano in Italia senza problemi, per portare chi ha lavorato per il contingente problemi a non finire.

Nessuno ha pensato che forse i controlli avrebbero potuto essere fatti in Italia, che in questi casi presto significa sicurezza. L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.ilgiornale.it/news/politica/sottovalutazione-farnesina-adesso-i-rimpatri-li-gestiscono-i-1969469.html

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