Difesa, crisi e il fattore Usa: Quella frattura che ha diviso il governo

Roma, 12 Ago 2019 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Stefano Pioppi – Divergenze profonde. (Segue articolo). – Il governo giallo-verde verrà ricordato anche per aver riportato la Difesa sotto i grandi riflettori mediatici. Non per i programmi avviati, né per nuovi missioni all’estero, ma piuttosto per i litigi e i battibecchi che – dagli F-35 alla leva militare, fino alla chiusura dei porti e all’export di armi – hanno palesato in crescendo la divergenza profonda tra Lega e M5S nel settore, evidente con la presenza del ministro Elisabetta Trenta tra i papabili coinvolti dalle varie ipotesi di rimpasto che si sono susseguite dopo il voto del 26 maggio.

Il Movimento ha registrato da subito difficoltà a bilanciare il governo della cosa pubblica con le battaglie della prima ora (difficile dimenticare la campagna “no Muos” o “via dell’Afghanistan”), mentre la Lega ha avvertito valutazioni tecniche e analisi costi-benefici come un freno a mano tirato sull’azione di governo.

L’esplosione è avvenuta quando ciò ha coinvolto il rapporto con gli Stati Uniti (non tanto nei proclami, quanto negli impegni concreti), insindacabile per la Lega, meno per il M5S.

ECCO IL VERO “FATTORE USA”. Il “fattore Usa”, ci ha spiegato il professor Carlo Pelanda, non è da interpretare come il favore statunitense per un cambio di governo. “Da un lato, l’amministrazione Trump vuole mantenere il primato globale americano, dall’altro non vuole portare avanti operazioni di ingerenza; si tratta piuttosto di un scambio dare e avere”.

Che vuol dire? “Che questa è la prima amministrazione davvero mercantile, che presenta un’America in cerca di rassicurazione sui vari rapporti di amicizia”. Per questo, più che in un’ipotetica “spinta americana”, il fattore Usa va rintracciato nelle ambizioni leghiste.  L’articolo completo prosegue qui >>> https://formiche.net/2019/08/difesa-crisi-governo-salvini-stati-uniti/

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