Diritto allo studio. L’interpretazione di chi è deputato ad applicare la legge non può stravolgerne lo stesso diritto

Roma, 18 Apr 2021 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – Alcuni nostri iscritti hanno riferito ultimamente dell’accentuarsi di problematiche relative al riconoscimento, per la preparazione degli esami universitari, delle 4 giornate di permesso studio antecedenti la data di esame.

Il beneficio delle 150 h di permesso studio previsto dalla Legge 300/70 (Statuto dei lavoratori), dapprima riconosciuto alle forze di polizia nel 1985 (art. 78 del DPR 782/85, Approvazione del regolamento di servizio dell’Amministrazione della pubblica sicurezza), è stato esteso alle Forze Armate con l’art. 18 del DPR 394/95 (Recepimento del provvedimento di concertazione del 20 luglio 1995 riguardante il personale delle Forze armate – Esercito, Marina e Aeronautica).

Trattasi di un principio fondamentale del nostro ordinamento giuridico oltre che fortemente motivazionale dal punto di vista lavorativo.

Successivamente, in sede di concertazione fu stabilito che tale monte ore potesse essere fruito anche per la preparazione degli esami universitari, per un massimo di 4 giornate, conteggiando forfettariamente 06 ore di permesso giornaliero retribuito a prescindere dall’orario di lavoro applicabile presso l’Ente (art. 16 del DPR 163/2002, Recepimento dello schema di concertazione per le Forze armate relativo al quadriennio normativo 2002-2005 ed al biennio economico 2002-2003).

Principi che come accennato prendono spunto dai diritti costituzionali e, per quanto concerne le FF.AA., richiamati dallo stesso D.Lgs. 66/2010 (C.O.M.) nel punto in cui prevede quanto segue: “1. Lo Stato promuove l’elevamento culturale, la formazione della coscienza civica e la preparazione professionale dei militari e ne predispone le condizioni per l’effettivo perseguimento. 2.

A tal fine e’ prevista, in particolare, l’istituzione di corsi di istruzione, di biblioteche e di rivendite di pubblicazioni a carattere culturale, politico e ricreativo”. (Libro II (Libertà Fondamentali), art. 1474 – Diritto di Informazione e di Istruzione). L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.amus-aeronautica.it/press/notizie/diritto-allo-studio-l-interpretazione-di-chi-deputato-ad-applicare-la-legge-non-puo-stravolgerne-lo-stesso-diritto.html

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