È allarme nell’Esercito italiano: quando la legalità soccombe all’arroganza e all’ignoranza la tenuta demostratica del Paese è a rischio

Esercito-italiano divisa.jpgRoma, 05 Apr 2015 – di Luca Marco Comellini – Un maresciallo dell’Esercito si rivolge al Consiglio di Stato per far valere un suo diritto, i generali gli rispondono con un procedimento disciplinare. Una assurda storia di negazione dei più elementari diritti nei confronti dei militari si sta compiendo in queste ore nell’assoluta indifferenza delle istituzioni parlamentari e delle forze politiche che sul tema, da sempre, preferiscono la più appassionante discussione sul sesso degli angeli.

Facciamo un passo indietro e torniamo al 11 luglio del 2012 e alle elezioni dei membri dell’organo di vertice della rappresentanza militare: il Cocer. Quel giorno il maresciallo ordinario Alessandro Mosti, rappresentante della cat. “B” del Consiglio Intermedio di Rappresentanza (Co.I.R.) del Comando logistico dell’Esercito, ebbe il coraggio di contestare le procedure adottate durante le operazioni di voto per l’elezione dei membri del Consiglio Centrale della Rappresentanza Militare, Sezione Esercito, categoria “B”. L’articolo prosegue qui >>> http://notizie.tiscali.it/socialnews/Comellini/15829/articoli/-allarme-nell-Esercito-italiano-quando-la-legalit-soccombe-all-arroganza-e-all-ignoranza-la-tenuta-demostratica-del-Paese-a-rischio.htmlhtml