ESTERI/Caso Skripal: la solita “italietta” nella nuova guerra fredda

Roma, 03 Apr 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Gianandrea Gaiani – Il caso Skripal e le accuse a Mosca di aver impiegato aggressivi chimici (nervino) per cercare di uccidere l’ex spia Sergey Skripal rappresenta solo l’atto più recente di una più vasta operazione guidata dagli anglo-americani per riaprire la guerra fredda con Mosca e con essa quel fronte orientale che ai tempi del confronto tra Nato e Patto di Varsavia aveva giustificato, da ambo le parti, ampie politiche di riarmo e ingerenza su scala globale. Londra e Washington tentano di compattare il fronte dei nuovi nemici di Mosca mobilitando gli alleati europei e occidentali e il ministro degli Esteri del Regno Unito, Boris Johnson, ha ringraziato i 27 paesi che hanno risposto positivamente all’appello per espellere diplomatici russi. Secondo Johnson, “sembra chiaro che il Cremlino abbia sottovalutato la forza del sentimento globale” circa “l’uso di armi chimiche in un luogo pacifico come Salisbury” nell’Inghilterra meridionale. La scorsa settimana il Regno Unito ha espulso 23 membri dei servizi diplomatici russi, una misura che è stata replicata dalla Russia, che ha espulso lo stesso numero di britannici pochi giorni dopo. In realtà non tutti i paesi europei han o aderito all’appello anche perché Londra non è riuscita a produrre prove concrete delle responsabilità di Mosca nel caso Skripal, che lo stesso Johnson definì non senza sollevare imbarazzi “enormemente probabile”, né a spiegare cosa avrebbe guadagnato Vladimir Putin da un’azione simile. Slovacchia; Slovenia; Portogallo; Malta; Lussemburgo; Cipro; Irlanda; Grecia; Bulgaria; Belgio; Austria hanno risposto picche all’appello anglo-americana, in moti casi chiedendo che venissero dimostrate accuse così gravi rivolte alla Russia. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.analisidifesa.it/2018/04/caso-skripal-la-solita-italietta-nella-nuova-guerra-fredda/