La marina militare italiana coordina la guardia costiera libica?

Roma, 30 Mar 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Annalisa Camilli – Chi coordina la guardia costiera libica? Potrebbe essere la marina militare italiana a impartire gli ordini ai libici, secondo quanto emerge dal decreto del giudice per le indagini preliminari (gip) di Catania che il 27 marzo ha confermato il sequestro della nave umanitaria Open Arms, fermata nel porto di Pozzallo il 17 marzo con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e associazione a delinquere. Il gip di Catania Nunzio Sarpietro ha escluso l’accusa di associazione a delinquere, ha fatto cadere le accuse sul terzo indagato Gerald Canals e ha dichiarato non validi gli interrogatori dei due indagati Marc Reig Creus, capitano della Open Arms, e Ana Isabel Montes Mier, coordinatore della missione, che si erano svolti nell’hotspot di Pozzallo il 16 marzo: gli interrogatori infatti non hanno rispettato le norme, cioè durante l’interrogatorio non erano presenti né gli avvocati né gli interpreti ufficiali. Il coordinamento italiano dei guardacoste libici metterebbe in una posizione delicata la marina militare italiana. Il sequestro della nave è stato confermato, ma il fascicolo delle indagini – venuta a cadere l’accusa di associazione a delinquere – passa nelle mani della procura di Ragusa, competente al livello territoriale, che dovrà indicare un altro gip. Il nuovo giudice dovrà esprimersi entro venti giorni sulla conferma del sequestro della nave. Nella ricostruzione dei fatti condotta dal gip di Catania emergono però nuovi particolari sulla dinamica del salvataggio avvenuto al largo della Libia il 15 marzo. L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.internazionale.it/bloc-notes/annalisa-camilli/2018/03/28/marina-militare-italiana-guardia-costiera-libica