Polizia Penitenziaria: Salvare il Gruppo Operativo Mobile

Roma, 12 Giu 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Giulio Raimondo Mazzarino – Il Gruppo Operativo Mobile costituisce l’eccellenza del Corpo per la gestione delle diverse esigenze ed emergenze del sistema. (Segue articolo). – La riorganizzazione del Dipartimento, avvenuta in occasione dell’emanazione dei decreti di riorganizzazione dell’intero Ministero, ha come noto comportato la rimodulazione delle funzioni, delle strutture e degli assetti amministrativi di molti uffici, servizi e/o direzioni.

In particolare, in forza di ragionamenti e motivazioni opache, mai comprese né esplicitate, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha inteso sopprimere, depotenziare e/o assegnare alla Dirigenza Penitenziaria uffici, servizi e direzioni che per competenza ratione materiae erano stati ormai da tempo acquisiti al patrimonio professionale della Polizia Penitenziaria.

       

In tal senso valga il richiamo alla soppressione dell’Ufficio del Cerimoniale, vero cuore pulsante dell’attività di rappresentanza del Corpo; l’ancor più dannosa scelta di sopprimere l’Ufficio Centrale Sicurezza e Traduzioni, trasformato nel meno “pericoloso” Ufficio X – Traduzioni e piantonamenti (e la Sicurezza?!?), ufficio peraltro tolto alla dirigenza della Polizia Penitenziaria, la cui competenza in materia appare chiara ed immediata (ovviamente a chiunque non abbia una visione faziosa), ed assegnato ad un Dirigente Penitenziario, verrebbe da chiedersi per quale motivo e con quali competenze; l’assetto organizzativo dato all’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza, eminente e prestigioso servizio di polizia, cui può attendere solo ed unicamente personale del Corpo, che stranamente dovrebbe essere diretto da un dirigente penitenziario.

In tale mare magnum e con tale riferimento sovviene a chi scrive il ricordo del Divino Dante che, preoccupato per le sorti della Sua povera terra, faceva affermare al Sordello:

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.poliziapenitenziaria.it/public/post/blog/salvate-il-gruppo-operativo-mobile-e-gli-altri-servizi-della-polizia-penitenziaria-3820.asp

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