Siria, l’aiuto logistico da Aviano. Attacco e rifornimenti, così l’Italia può dare le basi

Roma, 16 Apr 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Fiorenza Sarzanini – Per gli aerei spia Boeing P8 «Poseidon» che nei giorni scorsi sono partiti dalla base di Sigonella in missione di ricognizione, non c’è stato bisogno di rilasciare alcuna autorizzazione. Da martedì scorso — quando Kelly Degnan, vicecapo missione Usa a Roma è andata a Palazzo Chigi — i contatti con gli americani, i francesi e i britannici, sono stati costanti per informare il nostro governo su quanto stava accadendo. Già depositata anche la richiesta di mettere a disposizione le sei basi che si trovano sul territorio e lo spazio aereo, ma finora non c’è stata necessità di coinvolgere il Parlamento perché nessun mezzo in assetto di guerra è decollato da quelle installazioni. Da Aviano sono partiti solo gli aerei addetti alla sorveglianza delle navi. L’asse Italia-Germania prevede di rimanere fuori dalla formazione di attacco, l’allerta resta comunque massimo in vista delle prossime mosse. Lo «stato di guerra». Nell’area che ospita la base siciliana le misure di sicurezza sono state aumentate e, come prevede la procedura, dichiarato lo stato di guerra anche ad Aviano, a Camp Darby, Vicenza, Napoli, Gaeta. Ma è da Sigonella che partono i droni Global Hawk ritenuti il principale asset Usa per le missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione. E proprio da lì dovrebbero decollare i velivoli armati qualora si decidesse di proseguire con gli attacchi in Siria e si rendesse necessario utilizzare la postazione italiana. Un iter identico a quello seguito nell’agosto del 2016, in occasione dell’attacco degli Stati Uniti in Libia quando l’obiettivo era liberare Sirte e il ministro della Difesa Roberta Pinotti informò le Camere sul via libera a uso di basi e spazio aereo. L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.corriere.it/politica/18_aprile_15/siria-l-aiuto-logistico-aviano-attacco-rifornimenti-cosi-l-italia-puo-dare-basi-aed37196-4023-11e8-b74e-8ed1421730a4.shtml