Roma, 2 settembre 2025 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – Grande confusione per le pensioni, tra una mancata riforma e dei tagli chi è penalizzato sono sempre i pensionati e futuri pensionati.
Le aliquote di rendimento sono i coefficienti percentuali utilizzati per determinare la quota retributiva della pensione nel sistema di calcolo misto, valido per coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1° gennaio 1996, ma che non hanno maturato 18 anni di contributi entro il 31 dicembre 1995. Per gli iscritti alla casse Cpdel, Cps, Cpi e Cpug le quote di pensione liquidate con il sistema retributivo sono calcolate oggi con l’applicazione dell’aliquota di rendimento pari al 2,5 per cento per ogni anno di anzianità contributiva, fissata dalla legge di Bilancio approvata a fine 2023. Per queste categorie di lavoratori la nuova aliquota risulta meno favorevole di quella precedente, ma fino allo scorso anno erano previste alcune esenzioni. Esenzioni che adesso stanno venendo meno. Da quest’anno i dipendenti degli enti locali, quelli della sanità, gli insegnanti e gli ufficiali giudiziari che si ritirano dal lavoro in anticipo, con un’età superiore a 65 anni, ma inferiore a 67, non beneficiano infatti della deroga sull’applicazione delle nuove aliquote di rendimento per il calcolo della parte retributiva dell’assegno previdenziale.
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