Terrorismo, il punto sull’allerta dopo le ultime operazioni di polizia

Roma, 30 Mar 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Yamas – L’opera di prevenzione svolta dai nostri apparati di sicurezza nelle ultime due settimane è meritoria di vera lode. Da Torino a Foggia, passando per Roma, Napoli e Caserta, i centri di aggregazione degli estremisti islamici operativi nell’ambito dello jihadismo, sono stati passati al setaccio fruttando sicuramente un risultato congruo dal punto di vista dei numeri degli arrestati e, sicuramente, anche dal punto di vista dell’assunzione di informazioni relative alle reti terroriste operanti in Italia e non solo. Ma da un esame più globale del rischio terrorismo in Italia, emergono alcuni dettagli inquietanti, da non sottovalutare. Proprio oggi il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, intervistato nell’ambito del programma radiofonico “Radio Anch’io”, ha affermato che nel nostro Paese è previsto il ritorno di circa 50 foreign fighters attraverso le rotte percorse dai trafficanti del nord Africa. Inoltre, le modalità utilizzate dai clandestini per muoversi nel territorio, sono tali da rendere praticamente impossibile un’individuazione di “soggetti a rischio”. Il procuratore ha voluto sottolineare come il rischio di azioni da parte dei terroristi si concentri soprattutto nella Capitale, culla della cristianità e obiettivo prediletto per i sostenitori del Califfato. Ma oltre alle parole poco rassicuranti del procuratore nazionale antimafia, concetti che poco vi si discostano sono stati esposti dal capo della polizia, Franco Gabrielli, ricevuto tre giorni fa in Vaticano dal Pontefice durante l’abituale scambio di auguri pasquali. L’articolo completo prosegue qui >>> https://ofcs.report/internazionale/difesa-e-sicurezza-nazionale/terrorismo-il-punto-sullallerta-dopo-le-ultime-operazioni-di-polizia/