Unifil: Italia conferma sostegno alle forze del Libano, e sollecita altri paesi a fare come Roma

Roma, 17 Mar 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Maria Novella Topi – ”E’ stata un’occasione per manifestare un ampio sostegno internazionale al processo avviato dal governo del Libano per rafforzare le capacità e l’efficacia delle Forze di sicurezza, per sostenere la sovranità e l’indipendenza del Paese e delle sue istituzioni”. E’ stato questo, nelle parole del ministro degli Esteri Angelino Alfano, il senso della riunione ministeriale ”Lebanon building trust: a viable security for the country and the region”, che si è svolta alla Farnesina con la partecipazione di 40 paesi e gli interventi del premier libanese Saad Hariri, del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Alfano si è detto ”molto soddisfatto” dell’esito dei lavori e al Libano ha augurato ”il meglio possibile”.Al fianco del primo ministro Saad Hariri e della coordinatrice Speciale Onu per il Libano, ambasciatrice Pernille Dahler Kardel, nella conferenza stampa finale, il capo della diplomazia italiana ha commentato così i risultati della riunione: ”In primo luogo va sottolineato lo sforzo per il rafforzamento delle capacità dell’esercito e della polizia libanesi, inteso come passo fondamentale di un più ampio sostegno alle istituzioni statali e un passo cruciale per la politica di dissociazione del Libano dalle crisi regionali. In secondo luogo sono convinto che questo sforzo internazionale aiuti quello spirito di dialogo e pluralismo, che poi è anche l’elemento di identità del Libano e da cui scaturisce il governo di ampia coalizione, di larghe intese, guidato dal primo ministro Hariri”. Noi, ha aggiunto Alfano, ”ci auguriamo il meglio possibile per il Libano. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.onuitalia.com/2018/03/16/unifil-italia-conferma-sostegno-alle-forze-del-libano-e-sollecita-altri-paesi-a-fare-come-roma/