VV.F.: Intervista “Io, caposquadra dei vigili del fuoco”

Genova, 05 Ott 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Rita Bartolomei – Intervista a Massimo Marconcini, coordinatore Cgil toscana. Seguiamo. – “Grazie, eroi, siete l’orgoglio dell’Italia”. Erano i giorni della strage di Genova – 43 morti per il crollo del ponte – e il ministro dell’Interno Matteo Salvini twittava così sui vigili del fuoco, impegnati in un lavoro di ricerca senza sosta sotto le macerie. Più volte il vicepremier ha promesso: vi adeguerò lo stipendio.

Nei conti di Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, il sindacato autonomo, in tutta Italia “mancano 5mila operativi, per dare una garanzia certa ai cittadini.

       

Noi siamo quelli che vanno avanti quando gli altri fuggono. Salvini l’ho incontrato a Genova, si è impegnato a portarci alla stregua degli altri corpi dello Stato.

Noi chiediamo una totale equiparazione economica e normativa. Niente più di nessuno. Ma chi rischia la vita sono le forze armate, le forze di polizia e noi”. Vi raccontiamo la storia di Massimo Marconcini, coordinatore della Cgil toscana.

Caposquadra dei vigili del fuoco. Rischia la vita per? “L’ultima busta paga è stata di 1.670 euro. Lavoro da 26 anni”.
Nel suo curriculum, molte tragedie nazionali.

“Sono intervenuto nel terremoto dell’Umbria, quello del ’97; nell’alluvione di Sarno, l’anno successivo. Nel sisma di San Giuliano, che fece crollare la scuola, e in quello dell’Aquila, nel 2009. Poi in Emilia nel 2012 e nel centro Italia, due anni fa. A Genova, per l’alluvione”.

Il ministro dell’Interno vi chiama eroi. Ma il vostro stipendio dimostra che c’è tanto da fare. Cosa chiedete?
“Che ci venga riconosciuto il merito, quello che facciamo.  L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.quotidiano.net/speciali/terremoto-italia/vigili-del-fuoco-stipendio-salvini-organico-disastri-1.4219038

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