Il mistero della morte dell’alpino Roberto Garro nel giugno 1998

Udine, 19 Set 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – Dopo vent’anni la morte dell’alpino e dei quattro commilitoni presenta ancora molti lati oscuri. (Segue articolo). – Dopo la riapertura del caso di Lele Scieri, il parà della Folgore ucciso nella caserma Gamerra, 19 anni fa, l’ora della verità potrebbe arrivare presto anche per la famiglia di Roberto Garro, l’alpino morto in circostanze non del tutto chiare il 9 giugno 1998, a Gemona del Friuli.

Il neoministro della Difesa del governo Conte, Elisabetta Trenta, ha recentemente assicurato che ‘ascolterà’ le istanze dei familiari sui misteri che in questi anni hanno accompagnato la morte violenta dell’alpino 19enne. Un caso che per molti anni i genitori, Angelo Garro e Annamaria Cremona hanno provato a portare all’attenzione delle autorità competenti.

       

“Mamma, dopo ti spiego”. I fatti risalgono al 1998. Sono gli anni in cui i contingenti militari italiani sono impegnati in missioni di pace nei Balcani. Roberto Garro, 19 anni, di Milano, campione regionale di pugilato presta servizio militare di leva negli Alpini a Venzone in Friuli presso la caserma “Manlio Feruglio” e ha appena firmato la proroga del servizio come volontario, per altri 12 mesi.

È la sera di martedì 9 giugno, il soldato sta per godersi la libera uscita con alcuni commilitoni: coprifuoco, ore 00:30. Roberto Garro, Giovanni Lombardo, Andrea Cordori, Mirco Bergonzini, salgono a bordo della Peugeot 205 di proprietà di quest’ultimo. In coda dietro di loro viaggia un’auto con altri cinque commilitoni.

Nonostante la libertà concessa fino a tarda serata, Roberto e gli altri decidono di rientrare presto in caserma. “Dopo ti spiego”, dice Roberto al telefono a mamma Annamaria, ma dopo Roberto non potrà più spiegare niente. L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.fanpage.it/il-mistero-della-morte-di-roberto-garro-lalpino-sepolto-in-un-sacco/

 

Condividi questo post