Uranio Impoverito: Militare, vittima non riconosciuta

Roma, 16 Ott 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Silvia Buffa – Lorenzo Motta si scontra da allora con le istituzioni perché venga riconosciuto che quel tumore è dovuto alle sue missioni all’estero. Seguiamo. – «Mi stanno facendo una guerra, e so già che ne uscirò perdente». Sembra quasi un accanimento terapeutico al contrario, messo in atto nell’attesa, forse, che qualcosa (qualcuno) si spenga per sempre, portandosi dietro le sue domande e il suo casino, anziché un tentativo estremo di tenere in vita.

Sono stati questo gli ultimi 14 anni di Lorenzo Motta, l’ex militare della marina militare affetto dal linfoma di Hodgkin. Patologia contratta a causa dell’esposizione all’uranio impoverito, a nanoparticelle di metalli pesanti che circolano nel suo sangue e per la somministrazione di vaccini senza criterio.

       

Sa che è così, dalla sua infatti non ha solo l’esempio di nove altre storie, nove casi identici al suo cui lo Stato ha dato i riconoscimenti dovuti, ma anche una sentenza di primo grado del Tar Lazio che gli dà ragione e quella del Consiglio di Stato, la Cassazione civile per intenderci.

«Casi analoghi conclusi da un pezzo, perché il mio invece va avanti da 14 anni?». Non c’è nulla infatti, ad oggi, che dichiari ufficialmente la sua patologia dipendente da causa di servizio, cioè che affermi in sostanza che a Motta quel linfoma sia venuto a causa di ciò a cui quelle missioni militari all’estero lo hanno irrimediabilmente esposto. Nulla, nessun un pezzo di carta. Anzi.

Il ministero della Difesa si rifiuta di uniformarsi ai due gradi di giudizio già espressi, motivo per cui Motta non ha esitato a fare ricorso per inottemperanza. L’articolo completo prosegue qui >>> https://palermo.meridionews.it/articolo/70358/militare-vittima-non-riconosciuta-di-uranio-impoverito-tra-periti-latitanti-e-una-lotta-di-14-anni-contro-lo-stato/

 

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